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Archivio per Splatter Magazine

Independent Legions presenta “Primi delitti – 30 years” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Primi delitti, la storica raccolta di racconti di Paolo Di Orazio, in edizione speciale per Independent Legions. Un’occasione imperdibile per festeggiare i trent’anni di questa pubblicazione che ha scatenato il delirio nell’Italia ben (o mal, forse è meglio) pensante di allora (solo allora?). Ecco le meravigliose note esplicative:

Pubblicato in allegato al mensile a fumetti «Splatter» (edizioni Acme) per la prima volta nel dicembre 1989, Primi Delitti provoca nel 1990 una interrogazione parlamentare per istigazione a delinquere. Il libro pioniere dello Splatterpunk italiano che ha ispirato scrittori, musicisti, fumettisti e illustratori di tutta Italia.
Contenuti speciali di questa edizione celebrativa:

-Introduzione/Genesi dell’opera di Paolo Di Orazio
-Foto delle pagine del dattiloscritto originale
-Illustrazioni, disegni e schizzi preparatori di Paolo Di Orazio
-Sequenza a fumetti sceneggiata da Paolo Di Orazio e illustrata da Stefano Cardoselli
-Rassegna stampa dello scandalo parlamentare
-Postfazione di Alessandro Manzetti

Sinossi: Nove assassini confessano il loro omicidio iniziatico in prima persona, in presa diretta. Non assassini seriali o professionisti, ma adolescenti, bambini, ragazzi che uccidono per autodifesa, follia, vendetta, per gioco, per disperazione. Attraverso le loro parole, pensate, gridate, sussurrate, piante, si entra nella carne viva del loro metodo criminale, pensato, improvvisato, lucido e ferocemente semplice come uno qualunque dei loro giochi. Nonna Penelope muore per un pugno di caramelle. Melania, una baby-sitter ossessiva, finisce in un bagno di sangue. Michael, Andrew e Patrick sono tre gemelli in un girotondo domestico di sangue, torture, morte e carne bruciata. Sim è sordomuto, e desidera un solo regalo: poter udire la voce di suo padre. Il Capitano Acaro è un bambino che con la paura dell’acqua affronta il suo sadico istruttore di nuoto. Nonno Lee è morto, ma in casa continua a propagarsi l’odore delle sue sigarette. Marianna non sa di essere in un orfanotrofio e per difendersi da Madre Zoara ha come alleati una bambola e un giardiniere soprannominato Satana. Nik è un ragazzino dalla immaginazione pericolosamente fervida e durante la cena di Natale realizzerà la sua prima opera d’arte. Anche in Africa i bambini possono divertirsi. Con giocattoli letali.

Splatter torna in edicola! | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione che Splatter, la mitica rivista italiana dei primi ’90 capitanata da Paolo Di Orazio, torna in edicola dal 20 luglio con una selezione delle migliori cose uscite all’epoca. Imperdibile per gli appassionati e non solo!

 

Intervista a Paolo Di Orazio | TrueFantasy


Bella intervista Paolo Di Orazio, uno dei pochi maestri horror italiani, che sta pubblicando molto in questo scorcio di storia italiana e non solo. Su TrueFantasy.

Caro Paolo, innanzitutto grazie per aver accettato l’intervista per il blog TrueFantasy, ti andrebbe di presentarci la tua nuova raccolta di racconti pubblicata pochi giorni fa da Nicola Pesce Editore dal titolo: Nero Metafisico. 23 racconti tra la carne e l’inferno?

Nero Metafisico, voluto da Nicola Pesce e accolto da me con somma gioia, è un progetto antologico che copre quasi 30 anni di pubblicazioni. I 23 racconti sono apparsi in antologie oggi irreperibili perché alcune offstream, altre di insospettabile connotazione. Ho sempre preso parte a queste iniziative editoriali, anche se underground o miste, perché la narrazione breve è la mia dimensione preferita e mi ha imposto, nel tempo, un esercizio continuo. Venendo al libro NPE, abbiamo l’opera quasi omnia che ho sempre desiderato, dato che sono nato coi racconti brevi di Poe, Lovecraft e i fumetti brevissimi Marvel e Warren, e rinato con i brevi di King e Barker. Posso dire di aver messo tutto. Il libro consta di 380 pagine, ed è diviso in tre parti tematiche (non cronologiche). Una dedicata ai racconti di possessione demoniaca, discendenti diretti dei film L’Esorcista, Il presagio, Rosemary’s baby, The Believers, Angel Heart, anche se alla lontana; la seconda parte invece sprofonda nell’horror irrazionale, dove regnano i miei preferiti La vendemmia (dall’antologia Madre Mostro, Acme, 1991), che è finito nella selezione mondiale dei Best Horror Of The Year a cura di Ellen Datlow, l’editor numero 1 al mondo per quanto riguarda la narrativa horror è Il Divoratore di cadaveri, personaggio ispirato a Simon Garth, che creai nel 1992 per un mensile horror voluto da Granata Press e mai realizzato, poi finito sulle pagine della mia resuscitata e presto abortita «Splatter».

La terza parte, invece, è più dedicata agli orrori da appartamento (il mio must). Uno di questi, Lo scarico, è ambientato a casa mia e lo pensai per una bella raccolta dedicata a Lovecraft, voluta da Gianfranco De Turris (Da Arkham alle stelle, Cagliostro ePress), ed è uno dei miei preferiti in assoluto. Sempre dedicato all’immenso HPL, c’è un provocatorio remake de I topi nel muro che ho osato convertire in un affresco tra Barker e Burroughs, sesso e delirio metafisico.

Insomma, credo di aver composto una parata di incubi completa, dove l’horror è declinato nelle principali arterie sovrannaturali, gotiche, splatterpunk (Le galline hanno gli occhi, Blocco nero).

Quali sono le caratteristiche peculiari della tua narrativa? Come definiresti il tuo stile?

Quel che mi preme è concretizzare il giusto incantesimo tra forma scritta e impressionismo. Le parole devono costruire immagini, e le azioni dei protagonisti guidare le nostre emozioni. Non so come definire il mio stile, poiché mi adatto continuamente alla natura della storia. Nella raccolta Nero Metafisico, ci sono vari miei registri, forse tutti, ma non saprei nemmeno classificarli. Il mio stile, globalmente, forse potrebbe essere definito decadente, forse proprio perché nei miei racconti non c’è mai un appiglio scientifico e razionale (ma proprio perché l’horror classico non vuole essere giustificato razionalmente – altrimenti non sarebbe racconto dell’irrazionale), né il rispetto o la fiducia dei valori sociali contemporanei. Per quanto riguarda il mio antipositivismo, addirittura molto spesso adoro lasciare un debito di spiegazioni, proprio perché trasporto il lettore dentro i fatti, come fosse egli stesso un personaggio a cui non è data alcuna risposta oggettiva. Non scrivo gialli, quindi non cerco di rassicurare il lettore, ma lasciarlo avvolto nel mistero e nella frustrazione di aver subito un torto e condiviso la beffa del destino dei protagonisti in balia degli eventi.

Vietato ai Minori: un Dylan Dog a “8mm” | PostHuman


Su PostHuman la recensione all’uscita Vietato ai minori, albo di DylanDog dedicato a tematiche forti, assimilabili allo splatterpunk. Un estratto:

Il numero 357 di Dylan Dog ora in edicola, Vietato ai Minori (copertina in apertura), proietta il celeberrimo investigatore dell’incubo in una vicenda dai toni nettamente vintage, ossia nel torbido mondo degli snuff movie. E già questo tema sa di cinefilia intrinsecamente un po’ retrò: infatti, nell’era dei video girati con lo smartphone e postati direttamente sui social network, nella storia scritta da Pasquale Ruju si parla di ancora di vecchie sale cinematografiche, recuperate per proiezioni clandestine di film ultraviolenti “dal vero”, riservate a un ristretto circolo di viziosi dell’ambiente hollywoodiano chic. Le belle tavole intense e ricche di sfumature firmate da Davide Furnò & Paolo Armitano ci mostrano magazzini di segrete pizze di pellicole piene di torture e morte in diretta che – se anche il mondo dello snuff è esistito come ce l’hanno mostrato gli storici film del genere – con ogni probabilità oggi sembrano un omaggio nostalgico ai tempi che furono.

In effetti, tornando al fumetto bonelliano, 8mm (Delitto a luci rosse, da noi) sembra il modello più vicino per la sceneggiatura dylaniana di Ruju, che infatti si basa sulla ricerca di una donna scomparsa, qui un’attrice di horror al tramonto, che sembra aver scelto il modo più estremo d’interpretare l’artaudiano teatro della crudeltà per morire in scena, che si dice sia il vero nirvana dell’attore. Non posso rovinarvi qui le sorprese della trama, ma posso dirvi che il twisting end del fumetto ci riserva una sorpresa “gialla” che lo distacca da quello che ci aspetteremmo da questo tipo di trame, con un finale gustosamente aperto. Sembra quasi di essere tornati alle origini della testata, in quel periodo fra fine anni ’80 e primi ’90 in cui il ciclone splatter (anche con la S maiuscola della rivista fondata dall’ottimo Paolo Di Orazio) investiva il fumetto italiano con un’onda rossa di bulbi oculari strappati, arti mozzati col machete etc.

I nuovi volumi cartonati di Splatter: presentazione in anteprima ∂ HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’uscita dei nuovi volumi cartonati del fumetto Splatter, la celebre rivista diretta e fondata da Paolo Di Orazio. Ecco il dettaglio:

Dopo aver celebrato il 2014, 25ennale della rivista Splatter, con una collana di 6 albi per una riconfigurazione-lampo dell’horror a fumetti, la Elm Street House propone una serie extralusso per dissetare le richieste dei lettori vecchi e nuovi: la ristampa cronologica della collana Acme. In un elegante formato libro, cartonato, in 170 pagine raccogliamo col Vol.1 i primi 4 numeri della testata, per rileggere o scoprire come nacque l’ultima rivista contenitore di culto in Italia.

I primi 4 numeri, quindi, con gli spettacolari esordi (nell’horror) di maestri indiscussi quali Bruno Brundisi, Roberto De Angelis, Giancarlo Caracuzzo, affiancati da Marco Soldi e Attilio Micheluzzi per le sceneggiature di Roberto dal Pra’, Paolo Aleandri, Francesco Coniglio in persona, Vincenzo Perrone, Peppe Ferrandino e Massimo Vincenti, per un totale di 13 avventure uniche e irripetibili. Le tavole sono state restaurate digitalmente, come pure le pagine delle rubriche e le copertine di Marco Soldi, così da restituire al lettore una maxi-raccolta in pseudo anastatico degli albi (la riproduzione della IIa e IIIa di copertina verranno destinatae a una soluzione unitaria in seguito), ma portando la resa generale a un livello qualitativo mai visto. La raccolta è impreziosita da una maxi prefazione a più voci, per raccontare la fucina della Acme attraverso la penna di Paolo Di Orazio, Francesco Coniglio, Roberto Dal Pra’, Paolo Aleandri e Bruno Brindisi i quali raccontano in prima persona il loro contributo a Splatter in quei tempi. Ma non è tutto. Il libro riserva agli appassionati non solo dell’horror ma del bel fumetto, una sezione a colori che cambierà di volume in volume per contenuti e proposte.

L’appuntamento è per Venerdì 29 maggio, ore 17 al POPstore Bologna con CUT UP Publishing ed Elm Street House per una presentazione in anteprima con Paolo Di Orazio e Stefano “El Brujo” Fantelli dei nuovi volumi cartonati di Splatter e del romanzo DEBBI — la strana — e le avventure bipolari del coniglietto Ribes (Limited Edition 666 copie sketchate e autografate).

Anche le viscere sognano! – Intervista a Paolo Di Orazio – Sdangher


Intervista fluente e articolata a Paolo Di Orazio, relativamente all’uscita della sua ultima fatica letteraria Debbi (la strana) e le avventure bipolari del coniglietto Ribes (Cut-Up Edizioni, 21 illustrazioni). Su Sdangher.

Preparatevi a un lungo discorso, estremo anche, perché Paolo è un artista horror non standard, la sua conduzione della rivista Splatter ne è un fulgido esempio. Eccovi un estratto della chiacchierata:

Il problema è che un libro così va oltre qualsiasi poetica ed estetica pulp o splatter. Si tratta di follia malvagia e scatenata. Di Orazio è sempre stato uno scrittore spietato e pericoloso. La sua prosa trasmette un senso di minaccia costante. Sembra di trovarsi nelle mani di un carnefice autentico: siamo topolini tra le grinfie di uno stronzissimo felino. Entrare nella mente e nel cuore dei suoi personaggi, immedesimarsi con loro, significa cadere in una trappola costruita appositamente per noi lettori. Ci facciamo legare su un letto di marmo, infilare le manette alle caviglie e ai polsi e aspettiamo che un macellaio sadico faccia quello che vuole con le nostre membra mentali. Paolo è disposto a tutto pur di condurci nella sua camera rossa, anche a sfruttare l’innocenza e la vulnerabilità dei bambini. Nel caso di Debbi le cose sono difficili da sostenere e più spaventose e arrabbiate che mai.

Eccovi una lunghissima intervista all’autore. Se non avete tempo e voglia potete anche togliervi dalle scatole. Se però ci tenete a scoprire cosa succede nella testa di Paolo Di Orazio allora accomodatevi. Non fidatevi di lui. Sembra innocuo, simpatico e quasi scollegato dalle cose terribili che mette nei suoi libri, invece è un serial killer letterario a piede libero in Italia. Credetemi, questo narratore non ha davvero alcuna pietà per noi tutti. Io lo metterei nel reparto degli scrittori noir. Ovviamente se lo facessero anche i librai poi bisognerebbe traslocare Lucarelli in quello dell’infanzia e Carofiglio nella manualistica.

Leggi il seguito di questo post »

∂| HorrorMagazine | Splatter: il numero 6!


Su HorrorMagazine la segnalazione del numero 6 di Splatter, la rivista del nu-horror italiano creata dall’iniziativa di Paolo Di Orazio, Paolo Altibrandi e altri agguerriti autori.

Le storie contenute in questo numero saranno:
Selfie Service: reduce da uno spettacolo di body art, Orlando viene accudito dal piccolo Giorgio, che ne fa il suo supereroe di sangue.
Il peso della morte:  la triste lotta di un soldato moderno, schiacciato da un insostenibile destino.
Larve: fecondazione, mutazione, le ultime frontiere del suicidio di una specie disperata.
Ammazzaclown:  se i clown ti hanno sempre spaventato a morte, forse c’è un terribile perché.
L’ospite inatteso: in uno strano condominio, una ragazza vende libri porta a porta. Finché ne trova una aperta…
Chzok: il sogno di tutti noi: un’edicola che vende solo pubblicazioni horror.

Splatter è acquistabile online all’indirizzo www.splatter-comics.it  e nelle fumetterie che aderiscono all’iniziativa (trovare l’elenco completo su Facebook nel gruppo Splatter — Mensile del Nu-Horror).

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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