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Archivio per Stefano Spataro

Due parole sull’antologia novocarnista “Tenebre future”


Ho terminato in questi giorni la lettura dell’antologia Tenebre future, curata da quello che potrebbe essere identificato come l’ensamble novocarnista (Alessandro Pedretta e Stefano Spataro su tutti) e che suppongo sia intimamente collegato a realtà editoriali e ideologiche nascoste, ben conosciute nel fantastico italiano.
Due cose vorrei precisare subito. La prima: benché io sia presente all’interno della raccolta, non parlerò assolutamente del mio contributo, sarà come se non ci fossi; due, è un’antologia davvero da urlo, una perla rara nel panorama editoriale e autoriale, nonché creativo, italiano.

Sedici (anzi, quindici) gli autori presenti, e non esagero se dico che quattro quinti delle storie pubblicate nel libro sono di livello eccelso, e che le rimanenti hanno comunque  una qualità molto più che accettabile; si spazia da un violento e disturbante horror splatter a varianti cyberpunk e decadenti verso una fisicità organica, anticamera della putrefazione biologica, mentre inserti SF più o meno eterei e a volte di matrice connettivista – oh yes, dopo vent’anni di militanza il connettivismo ha lasciato eccome il segno nel fantastico italiano – si coniugano con deliri disumani che si rifanno alle convenzioni del vivere quotidiano, senza che spazino in una lotta sociale: infatti, non c’è un vero messaggio politico nell’antologia, ed è forse questo ciò che manca nella raccolta, però c’è comunque un devastante senso d’impotenza, di annichilimento, di ricerca di vie alternative d’esistenza che sfociano poi nella devastazione organica, nella ricostruzione vomitevole di corpi dilaniati dalla mutazione biologica, in un brodo rivoltante di liquami vivi che finisce per riportare tutta l’umanità – o postumanità – nel limbo disperato del nulla più totale.
Nessuna speranza in Tenebre Future – non ne avremmo comunque, anche se il caos sa trovare vie impensabili per la mutazione – perché vi si respira una disperazione di cieli plumbei e modificati, ibridati verso un tempo dimensionale che fatichiamo a riconoscere come il nostro, che in fondo sappiamo essere proprio così.
Il Novocarnismo è quindi il Movimento (attivissimo) di questo scorcio temporale, così come il connettivismo lo fu poco dopo l’inizio del millennio? A suo modo sì: non esiste dalle nostre parti un’altra novità dissonante, creativa e furibonda come la loro; la bellezza di tale consapevolezza è che questi autori ci sono, che scrivono senza sosta come delle bestie e che hanno dalla loro la freschezza creativa, mentre narrano della bruttezza che è insita nell’ibridazione di un orrendo mondo figlio delle mutazioni e che – questo lo dico io – si è originata con l’apoteosi mondiale asfissiante e senza spiragli del paradigma liberista, vero orco dell’umanità postumana.
Lunga vita ai novocarnisti e alle iniziative editoriali come questa: c’è vita fantastica in Italia.

Un mio racconto nell’antologia “Tenebre Future” uscita per i tipi della “Nuova carne”


In compagnia dei luminescenti angeli degli Adoratori della Nuova Carne, esce su Amazon un’antologia del tutto particolare in cui è presente un mio racconto. Ma, al di là della mia presenza o meno, vorrei segnalare che dentro ci sono tanti scrittori che adoro, in molti casi che conosco, che determinano un taglio sperimentale ed estremo dell’opera chiamata Tenebre Future.

La nuova carne edizioni presenta Tenebre Future, l’antologia distopica con i racconti degli autori italiani tra i più rappresentativi e riconosciuti del genere fantastico. Sedici autori per sedici racconti ambientati nella geografia liminale tra contro-utopia e disastro.

Insetti giganti, un’apocalisse neobiblica, sinistri studenti di un’avanguardia trasmutazionale, l’invasionedi antropodi ghiotti di tecnologia, strumenti tentacolari e musica strobotronica, onirismo spaziale, archeologismo del futuro e disaster-movie, un’aggressione fantasma in territori liminali, neo-nadsat eDrughi futuristici, un’ucronia fascista con deflagrazioni corporali, un androide che ha perso l’identità, un’ibernazione antartica e boxe virtuale, stupro e snuff-movie a discapito di una creatura mutante, unospettacolo di amputazioni che aspira alla ribellione, la disgregazione della personalità nella societàiperconnessa.
Il novocarnismo distopico è rappresentato in questo libro dalle seguenti devastanti mappature narratologiche, i racconti di un’apocalisse futura:

Lucio Besana, L’avanguardia artistica degli studenti del seminterrato
Stefano Spataro, Verrà un’orda straniera
Stefano “El Brujo” Fantelli, A metà di una notte di ottobre
Sandro Battisti, Skin
Giorgio Borronii, Indovina chi ho mangiato a cena
Alessandro Forlani, Fake Yous
Andrea Garagiola, Tumorabbia
Elia Gonella, Tenebricosae
Lukha B.Kremo, Barbara non è più
Alessandro Pedretta, Il Corpo Nudo
Andrea Manenti, Catamarani
Caleb Battiago, Il Funerale di Moog
Paolo Di Orazio, Monki Prox
Niccolò Ratto, Human Anthill
Alessio Bacci, Il fu Matricola P45C4L
Maico Morellini, Non sono io

Il volume è acquistabile qui: https://www.amazon.it/dp/B0BNTSX2G6.

Buona lettura!

SILICIO #4 | la nuova carne


Silicio è una bella rivista. Arrivata al numero 4, contiene una quantità di argomenti, racconti, editoriali e tendenze che mi ricorda tanto NeXT – e se lo dico io… 🙂
Il magazine è in realtà una eZine, ed è la seconda volta che mi ospita con alcune mie piccole considerazioni; questa volta discetto dell’inumano, diffondendone il Manifesto – in realtà il mio è un contributo molto discorsivo, non ha i punti tipici di un Manifesto d’intenti, però lo è.

“Silicio” è acquistabile a 5€ cliccando qui; fatelo, davvero, ma non per il mio contributo bensì per tutta la rivista, che apre squarci di novità fresca e tremendamente novocarnista, e volge il Fantastico su nuove coordinate. Questi i contenuti:

Iconoclastia soft [editoriale], di Stefano Spataro

PROFONDITÀ
Manifesto programmatico dell’inumano, di Sandro Battisti
Surfing the New Wave – 1966, di Stefano Spataro
Philip Nixon e Tricky K. Dick: paranoia e impero tra pseudomondi e realtà storica, di Marco Tumiatti
Cinema del “diverso”. Non sempre l’alieno proviene da altri mondi, di Niccolò Ratto
Intervista a Salvatore Cuna, di Giorgio Borroni

MEDIA
[Libri] Ann e Jeff Vandermeer (eds.), Le visionarie – Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia, di Irene L. Visentin
[B-Movies] Yoshihiro Nishimura,Tokyo Gore Police, di Roberto Beccalli

TRAME
Sotto-Satellite, di Charles Cloukey [tr. di Marco Tumiatti]
Cosmoscuro, di Antonio Amodio
Di solito ne sa più di te, di Matt Briar
Memento Mori, di Marco Tumiatti
Prontuario dell’accoppiamento intergalattico [A-E], di Pee Gee Daniel
Il Senzatesta, di Alessandro Montoro
Cyberfreejazz [6, 7, 8], di Stefano Spataro

 

È uscito il volume contenente il Premio Kipple + ShortKipple 2022 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta in un unico volume i Premi Kipple e ShortKipple 2022: Andrea Cattaneo si è aggiudicato il “Kipple” col romanzo Non è che un soffio, in appendice al volume Alice Cervia e Stefano Spataro, vincitori dello “Short” con i racconti Colori clandestini e Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Quanti volti può possedere una città? E una metropoli? E un agglomerato immenso come Parigi?
Andrea Cattaneo si aggiudica il Premio Kipple 2022 e ci racconta accadimenti che possono avvenire in due Parigi simili, la seconda distopica rispetto a quella usuale che conosciamo, e questi eventi s’intrecciano nell’una e nell’altra capitale francese, uscendo ed entrando nell’uno e nell’altro mondo speculare con una facilità inaspettata, dove un giallo si trasforma in noir per trasformarsi in un affare fantascientifico.

Chiudono il volume due piccole perle: i racconti vincitori del Premio Short Kipple 2022, Alice Cervia e Stefano Spataro, attraverso una particolare sensibilità poetica e una tensione verso il genere SF dispensano emozioni e rare interiorità, essenze che avvolgono e rendono unico questo volume.

ESTRATTO Premio Kipple

La polizia arriva all’alba, con tutta calma.
Apro la porta e mi ritrovo davanti un nero con la faccia incazzata alto più di due metri e una nana che sembra uscita da una lobotomia.
— Signor Moreau — cinguetta la nana. — Sono l’agente Fournier e lui è il mio collega Petit. Come possiamo esserle utili?
— C’è un cadavere nel mio bagno — dico sforzandomi nel rimanere calmo. — Accomodatevi, è di là.
— Un cadavere? — L’agente Petit sfiora il calcio della pistola.
— Facciamo prima se lo vedete con i vostri occhi. Non saprei come descriverlo.
Si guardano dubbiosi, ma alla fine la nana mi sorride: — Ci faccia strada.
— Prego — dico. — Da questa parte. — Mi seguono in silenzio. — Ecco. È nella vasca.
Petit guarda schifato nella vasca e dice: — Mmmm.
— Posso guardare anch’io? — domanda l’agente Fournier, poi aggiunge: — Sa, sono un po’ impressionabile. Con il lavoro che faccio è proprio un bel problema.
— Vieni a dare un’occhiata — la invita il collega scocciato.
Lo raggiunge ed esamina la vasca. Vederli all’opera è sconfortante, sembrano usciti da un numero dei Les Charlots.
Chi era l’uomo nella sua vasca?
Perché era lì?
Cosa voleva da me?
Com’era entrato?
Cosa l’ha liquefatto a quel modo?
— Ci vuole raccontare quello che è successo? — dice Petit, una vena gli pulsa in fronte, lo sto distraendo dall’attività di repressione del crimine.
— Ieri notte sono rincasato dal lavoro e ho trovato un uomo nella vasca da bagno, era imbavagliato e legato.
— Continui…
— Quando ho provato a liberarlo…
— Quando ha provato a liberarlo?
— Si è liquefatto.
— Capisco — dice il poliziotto trattenendo un sorrisetto. — E questa poltiglia nera è quello che rimane dell’uomo?
— No, è petrolio, ho scoperto un pozzo nel cesso. Che fortuna, eh?
La nana ritardata ridacchia.
— Lei conosceva quell’uomo? — domanda Petit.
— In un certo senso sì.
— In che senso? — interviene Fournier, il suo unico neurone deve essersi attivato.
— Non so se mi crederete…
— Siamo qui per aiutarla — mi sollecita lei comprensiva. — Parli pure senza timore.
— Quell’uomo era identico a me. Un clone forse, non so.
I poliziotti si scambiano occhiate dubbiose.
Petit s’inginocchia accanto alla vasca, tocca il liquido nero sul fondo e lo valuta sfregando i polpastrelli, lo annusa, prende una penna dal taschino della camicia e la usa per raccoglie il vestito che ha otturato lo scarico.

LA QUARTA

Premio Kipple: Serge Moreau è uno scrittore di gialli di Parigi, che soffre di depressione; la moglie Sélène lo ha lasciato per un architetto e ha provato più volte a suicidarsi. Improvvisamente vede il suo clone sciogliersi nel suo bagno. Alex, una ragazzina, entra in casa sua dicendo di provenire da un universo parallelo: un universo specchio dove i doppelgänger hanno le orecchie a punta, vivono vite leggermente diverse in una Parigi distopica. Alex confessa di essere la figlia del suo doppio, aggiungendo che il caso è passato come suicidio; lo convince a trasferirsi nel mondo parallelo per indagare.
Il suo doppelgänger è molto diverso da lui, è un poeta di successo, con un carattere perverso. Serge capisce che aveva molti nemici e che c’erano molte persone che lo avrebbero voluto morto: come scoprire, quindi, in quale verità si è cacciato, mentre si dipana una detective story ambientata in due universi paralleli, tra la Francia che tutti conosciamo e un’altra ucronica? Due verità saranno sufficienti per capire cosa è esattamente successo?

I Premi ShortKipple hanno affascinato la redazione con la seguente motivazione: “Due racconti ai margini del genere, lì dove la poesia e l’interiorità esistono in punta di lettere ed emozioni”.

GLI AUTORI

Andrea Cattaneo è nato a Lodi, dove vive, nel 1979. Ha scritto per diversi magazine e collabora con il quotidiano “Il Cittadino”. È stato due volte finalista al Premio Urania, ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Uomini e lupi” (Delos Digital, 2019), “Loser” (Linee infinite, 2016), un romanzo per ragazzi, e diversi racconti su riviste e antologie di vari editori (l’ultima antologia a cui ha partecipato è “Terre Leggendarie” di Watson Edizioni, 2022). L’autore è raggiungibile su www.andreacattaneo.eu.

Alice Cervia è nata in Toscana nel 1984. Laureata in Scienze Politiche, lavora come video production manager freelance. Ha pubblicato racconti brevi su «Rivista Blam», «Coye», «Piegàmi», «Bomarscé», «la nuova carne», «Rivista Pastrengo», «Tits’n’Tales», «Cedro Mag» e «Spore».

Stefano Spataro, classe 1985, è laureato in Storia, ricercatore e musicista. Ha pubblicato racconti sulle antologie Novocarnomicon (Industria Tipografica Novocarnista), Prisma vol. 2 (Moscabianca) e sulle riviste online «Crapula Club», «Split», «D-Zine» e «la nuova carne». Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, Attis, Sogni dal terzo pianeta (Prospero Editore). È tra i fondatori delle edizioni la nuova carne. Nel 2021 crea la fanzine digitale «Silicio».

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Andrea Cattaneo, Non è che un soffio & Alice Cervia, Colori clandestini e Stefano Spataro, Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-21179-68-2
Formato ePub – Pag. 204 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-69-9

Link:

Vincitori del Premio ShortKipple 2022! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Quest’anno il Premio ShortKipple 2022 ha decretato, dopo un’attenta lettura, la nomina di due vincitori!
La redazione è felice di assegnare il premio a “Colori clandestini” di Alice Cervia e “Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie” di Stefano Spataro.

Due racconti dove la poesia e l’interiorità esistono e insistono in punta di lettere ed emozioni. I racconti saranno pubblicati in formato cartaceo come appendice al Premio Kipple.

La redazione vuole inoltre segnalare “Speed date” di Elisa Franco, riservandosi la pubblicazione nei prossimi mesi.
La qualità delle partecipazioni è stata altissima e questo per noi è un segnale di crescita del genere e del Premio stesso. Complimenti a tutti, partecipanti e vincitori!

La nuova carne presenta: “Massacro – la rivista novocarnista” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova rivista, Massacro, edita dal collettivo più attivo del momento: “La nuova carne”. Vi lascio alle note del curatore:

Massacro è la rivista di horror, weird, fantascienza, narrativa, controcultura e cultura estrema dell’associazione culturale La nuova carne. Massacro è un dispaccio d’orrore che proviene da Marte, o dalla Cambogia di Kurtz; è un pensiero dogmatico frantumato; è narratologia dell’oscuro/dell’oscurato. MASSACRO sono le dita di San Tommaso che rovistano il costato di Dio; Massacro è il cazzo di Rasputin, Massacro è la gamba amputata di Rimbaud; è il suono cacofonico delle lamiere che trasuda, incubato nel cemento e nella terra rapinata, dai piazzali delle fabbriche abbandonate.

Homunculus, di Giorgio Borroni
William Mortensen, di Niccolò Ratto
Essi vivono, noi dormiamo, di Marco Maculotti
Poesia Dark: Rapsodia di sangue, di Alessandro Manzetti
Divorati dall'”altro” cannibale
, di Eleonora D’Agostino
L’ultimo volo di Bird, di Alessio Bacci e Diego Frazzi
Ballard e il rifiuto dell’utopia
, di Stefano Spataro
Livello 49, di Alessandro Pedretta
Racconti: Mister Sangue
, di Caleb Battiago
Concerto
, di Andrea Mungello
L’uomo senza pisello, di Stefano Fantelli

Illustrazione di copertina di Luca Brandi, Illustrazioni interne di Luca Brandi, Stefano Cardoselli e Piercarlo Carella, Grafica e impaginazione di Andrea Garagiola. A cura di Alessandro Pedretta. Pagine: 72, € 8,32

L’opportunità pandemica | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos231, un mio articolo sulla situazione sociopoliticoeconomica globale, già apparso sul primo numero della rivista Silicio diretta da Stefano Spataro: L’opportunità pandemica.
Incollo integralmente:

Il quadro sociale che si delinea nello scorcio finale di questo 2021 è deprimente, ma per parafrasare una frase fatta, era una morte annunciata.
La recrudescenza del sistema liberista era ampiamente prevista, dopo uno stop di quasi due anni al suo unico motivo di esistenza, “il mercato si regolamenta da sé e non ha bisogno di norme, ma di una crescita infinita”, l’organismo economico che governa ogni nazione ha dovuto in qualche modo inchinarsi ai tempi e modi della pandemia da Covid-19, ma soltanto perché un’alta mortalità umana avrebbe seriamente compromesso la sua forza lavoro, e quindi la capacità di risollevarsi dalla depressione produttiva. Chi conosce la bestia socioeconomica liberista sapeva già che sarebbe stata solo una questione di tempo, e si sarebbe ripresa con gli interessi quello che a sua discrezione riteneva tempo e profitto perso.
Abbiamo sotto gli occhi cos’è successo nell’ultimo anno: la corsa spasmodica verso uno o più vaccini, al solo scopo di rendere di nuovo percorribile l’infinita produzione di beni e bisogni, e il ricorso a regolamentazioni di accesso ai luoghi di lavoro e del consumo affinché questi fossero sanificati e resi sicuri dal Covid. Soprattutto è evidente la corsa per riprendere e superare a qualsiasi costo, al più presto, i ritmi produttivi prepandemia, perché un’opportunità come quella della ripartenza il Mercato non l’avrà più per chissà quanto tempo.
Fine.

Leggi il seguito di questo post »

SILICIO – Fanzine di Fantascienza la nuova carne


Su LaNuovaCarne la segnalazione dell’uscita del primo numero di “Silicio”, fanzine di fantascienza espressa in saggi e narrativa diretta da Stefano Spataro, che recita sul frontespizio:

Fanzine digitale dedicata al genere fantascientifico con recensioni, racconti e saggi di approfondimento.
Transumano, post-umano, ucronie e distopie possibili e impossibili, theory fiction e pseudobiblia psichedelici.

In mezzo a bei nomi come Andrea Berneschi, Alessandro Forlani e altri, figuro anche io con un articolo intitolato Opportunità pandemica, in cui analizzo il presente al limite tra la distopia huxleyana e un controllo sociale feroce e delirante.
Al di là della gioia di vedere ancora qualcuno che si spende per riviste nell’ambito del fantastico, per chi volesse acquistare l’epub alla modica cifra di 3€, il link è qui. Buona lettura!

Segnalazione: Novocarnomicon. Novocarnismo lovecraftiano – HORROR CULTURA


Su HorrorCultura la segnalazione di Novocarnomicon, antologia di autori italiani dediti al tema del novocarnismo declinata, stavolta, in chiave lovecraftiana.

Il novocarnismo ha l’obiettivo di stravolgere, di deformare, di debordare nell’oltre, di trasfigurare, pescare nella cesta del conosciuto e disconoscerlo, farlo suo; insomma, come diciamo noi: novocarnizzare. Una sorta di cut-up narratologico concettuale, un’ibridazione incestuosa, uno spietato atto di cannibalismo della cultura. E quale miglior struttura ben codificata del terrore, mantecata dall’imperturbabilità cosmica e spolverata da un buon nichilismo spaziale se non quella di Lovecraft poteva attirarci al suo onirico capezzale e affascinarci in maniera tale da volerci gingillare con la sua cosmologia, trasportarla in uno scenario italiano e così disinnescare il nobile vecchiume intrinseco all’opera per poterlo rigettare in nuova configurazione modernizzata, cruda, cinica, bizzarra, palpitante di violenza ed eversiva, in una parola: novocarnista? Tra lo stretto di Messina attendendo il crollo del Ponte, nella devianza genetica di una sagra foggiana, all’interno di psichedelici campi nomadi pistoiesi, lungo le strade transessuali delle notti milanesi, in un’inquietante Roma da set pubblicitario, in mezzo ad antichi e grotteschi riti nel padovano, tra le industrie cannibaliche e le aberrazioni di una Taranto dagoniana, in una Venezia perversa e lungo le campagne vicentine del futuro, nei liquami nefasti di una Lecco crudele, tra la gorgogliante pazzia sessuale di un Abruzzo alienato, lungo le strade barocche di una Napoli angosciata. Questo è il Novocarnomicon, il nostro Pseudobiblion ma scritto per davvero: estratti di una nausea esistenziale, nomenclatura dell’incubo, la novocarnizzazione della paura.

Esperimenti assai intrigante che, pur se legati alla dimensione umana – cosa che come molti sanno non è nelle mie corde – stimola però la mia curiosità e la perenne ricerca dello sperimentale che alberga in me. Tanto mi basta per rendermi la pubblicazione e il movimento novocarnista, ormai da un po’, interessante.

Recensione a La prima frontiera (Kipple, 2019) | la nuova carne | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Stefano Spataro, sulle pagine della NuovaCarne, recensisce l’antologia La prima frontiera, in cui ventuno autori – tra cui Bruce Sterling e Danilo Arona – si misurano col tema dell’inumano. Un estratto dalla recensione in cui, al suo interno, si dettagliano le suggestioni di ogni racconto:

Non è questo il luogo, né io sono la persona adatta, per decretare quali di questi racconti sia il migliore. Posso dire però che ogni tassello, che sia una firma affermata o un giovane talento, fa bene la sua parte nel creare un immaginario sfaccettato, orribile (nella sua accezione creepy) e allo stesso tempo mostruosamente poetico.

Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja; di Sandro Battisti la curatela.

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.

AA.VV. | La prima frontiera

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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