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Archivio per Storia del Rock

UNA GALLERY NOVEL DI FANTAMUSICA PSICHEDELICA | La legenda di Carlo Menzinger


Sul blog di Carlo Menzinger è uscita una bella recensione a S.O.S., l’antologia sonica di Mario Gazzola uscita l’anno scorso per Arcana. Un estratto:

Come definire “S.O.S. – Soniche Oblique Strategie”, sottotitolo “8 storie di musica ai confini del delirio”? Intanto, sarebbe banale parlare di antologia di racconti, dato che questi sono collegati tra loro in vario modo e inseriti in un contenitore boccacesco (intendendo con struttura simile al Decamerone), in cui un racconto principale contiene e rimanda agli altri. La fusione è tale da poter parlare di romanzo collettivo. Ci sono poi persino delle illustrazioni e allora mi viene in mente l’etichetta che avevo inventato per definire Il Settimo Plenilunio: gallery novel. Anche quello era un romanzo scritto a più mani e illustrato da ben 17 artisti con 117 immagini, tra dipinti, disegni e foto.

Qui la parte di “galleria” è meno marcata, ma ci sono comunque sette illustratori che accompagnano gli otto autori. Fermiamoci allora un attimo per dire di chi si tratta. Gli scrittori sono Danilo Arona, Ernesto Assante, Andrea Carlo Cappi, Giovanni De Matteo, Mario Gazzola, Lukha B. Kremo, Maurizio Marsico e Claudia Salvatori. Gli illustratori sono Andrea Carlo Cappi, Erika Dagnino, Mario Gazzola, Tonia Gentile, Sandro Lettieri, Lucia Polo e Valentina Tanca. Come potete vedere ci sono dei nomi che ricorrono in entrambi gli elenchi, e il curatore compare con ben tre cappelli.

Innumerevoli sono le definizioni del fantastico e non basta certo per catalogare tutto ciò che è stato scritto dividerlo in fantascienza, fantasy, paranormale e surreale. Nel mezzo o al confine con altri generi ci sono molte altre categorie come l’ucronia o il gotico, tanto per dirne due, e ogni genere si divide in sottogeneri.

Per “S.O.S.”, la definizione del genere è ancor più complessa di quella della strutura narrativa, poiché vi sono toni da fantascienza classica, new age, psichedelico, connettivismo, cyberpunk  e, ovviamente, tanta musica con riferimenti a musicisti, brani e generi più disparati e spesso, immagino, inventati. L’idea è che ciascun autore si immedesimi in un personaggio del mondo della musica e scriva come se fosse lui, in un’ambientazione fantascientifica. Diciamo, insomma, tanto per provare a semplificare che si tratta di un volume di “fantamusica”.

David Bowie Renaissance di Roberto Guerra | Neofuturismo


Novità per Roberto Guerra, cui ho dato il mio modesto contributo nel redigere una piccola intro. Parlo di David Bowie Renaissance, libretto di poesie dedicato al Duca Bianco; eccone un rapido sunto sul blog di Roberto:

«Un atto d’amore. E come vorremmo chiamare, altrimenti, quest’opera che Roberto Guerra ha dedicato all’immenso Duca Bianco, a David Bowie, a David Jones, a Ziggy Stardust o Major Tom? Un lavoro poetico consacrato a un artista che cambiava camaleonticamente nomi per mutare continuamente la propria inventiva». (Sandro Battisti)
«Dopo molti anni dalla sua lirica di avanguardia postfuturista – e dopo innumerevoli sperimentazioni in altri generi letterari – Guerra torna finalmente alla poesia senza mediazioni, verrebbe da dire alla poesia “pura” se non vi fosse il rischio di creare equivoci». (Riccardo Roversi)

L’ebook è in vendita su Amazon al costo di 3€.

COMUNICATO STAMPA BRAIN ONE Productions N. 1/2020


AL VIA LE BRAIN ONE PRODUCTIONS

Grande produttore musicale torna in attività sotto pseudonimo e lancia un progetto di collaborazione online fra artisti indipendenti per promuovere nuovi talenti in qualsiasi linguaggio espressivo
al motto di “dare inizio a una nuova Era del Possibile” – su PostHuman altre info.

B-1 HQ – 21/02/2020
“Sapete tutti chi sono, ma non è questo che conta. In quest’era del ‘personaggio’, è l’opera che deve tornare a contare. Basta con i volti da copertina, voglio che torni un’Era del Possibile”.
Con queste parole, il produttore musicale che ha scelto di proteggere la propria privacy dietro lo pseudonimo di Brain One ha abbandonato il ritiro che da anni lo vedeva isolato dal mondo della musica, per tornare in attività.
In aperta polemica con l’attuale sistema discografico e artistico in generale, Brain One rinuncia alla popolarità per focalizzarsi unicamente sul discorso artistico. “In quest’era malata di protagonismo fine a se stesso, io non voglio che ciò che proporrò sotto l’egida delle Brain One Productions venga apprezzato grazie al mio nome”, ha dichiarato. “Per questo ho scelto di celarlo sotto uno pseudonimo totalmente sconosciuto: se questo nuovo progetto avrà successo sarà per la qualità dell’arte che proponiamo, non per il nome che porto io in quanto promotore”. Per questi motivi, ovviamente, Brain One per il momento NON rilascerà interviste né la sua immagine apparirà in alcun modo sui media.
I primi progetti in cantiere saranno la rimasterizzazione di Sound Of The Soul degli Oblomov, album di debutto del duo electro d’origine russa attualmente di stanza a Bologna, e la pubblicazione del primo racconto di Mark Assente, narratore apolide al debutto in lingua italiana, con in copertina un disegno di Tonia Gentile, altra artista su cui Brain One promette sorprese a breve. Infatti la “factory del cervello” ha già in gestazione anche opere figurative, video art e narrativa illustrata. Ma è già in gestazione un album di cover di brani ispirati al mondo della fantascienza a cura di artisti indipendenti della più varia estrazione, dall’electro wave al jazz al metal.
Tutte le opere usciranno sotto l’egida delle Brain One Productions, una piattaforma atipica che ospiterà qualsiasi forma d’arte senza preclusioni: non esattamente una case editrice né una classica casa discografica, non esattamente un’agenzia di management né una galleria d’arte, ma in un certo senso tutte queste cose insieme ed oltre.
Brain One Productions apre le porte a qualsiasi forma d’arte conosciuta e non della galassia, con poche e semplici regole: ancora una volta contro tendenza rispetto alle gallerie che affittano gli spazi, agli editori che pubblicano pagati dagli autori o dalle etichette che campano alle spalle dei musicisti, Brain One non richiede alcun pagamento né royalty. Gli artisti restano gli unici proprietari delle rispettive opere e possono metterle a disposizione del pubblico gratuitamente o in vendita tramite il sito http://www.brainone.org/, a propria libera scelta.
In cambio, Brain One chiede a tutti gli autori solamente di agire e interagire fra loro collaborando come membri della factory, di una reale comunità secondo le regole etiche consultabili sul sito. “Nell’era della socialità solo apparente ma in realtà autoreferenziale, vogliamo dimostrare che è ancora possibile una socialità autentica, basata sulla volontà di collaborare senza spremere, di far accadere cose, happening e connessioni, non motivate unicamente dall’essere i protagonisti delle superstar nei rispettivi campi”, afferma ancora Brain One.
È questo il senso profondo del concetto dell’Era del Possibile, che ha peraltro già incassato l’appoggio dell’artista americano David Aronson, il quale ha creato due gallerie online col medesimo scopo di far conoscere artisti validi in attesa di riconoscimento:
• The Alchemical Art Museum I: https://kernunnos1963.tumblr.com/
• The Alchemical Art Museum II: https://alchemicalmuseum26.art.blog/.
Chiunque lo desideri può chiedere informazioni e/o proporre le proprie opere al comitato artistico mandando un’email a info@brainone.org.
Brain One è rappresentato a livello internazionale dall’altrettanto nuova Liquid Sky Agency e in Italia si appoggia operativamente alla Oneiric Productions, che ha messo a disposizione del produttore i propri studi di registrazione bolognesi e che si occuperà della presenza social di Brain One, il quale non utilizza Facebook né altri network.
“È solo l’inizio. Attendetevi molte sorprese. Questa sarà il senso dell’Era del Possibile”.

***

Web www.brainone.org

Contatti Stampa
Liquid Sky Agency
(Milano, Atene)
Mail: info@liquidskyagency.com
Mob.: +30 698 0434743

A Wonderland stasera si parla di Star Trek | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della puntata di Wonderland di stasera, su RAI4 in seconda serata, dedicata a StarTrek.

Che cosa è stato del capitano Kirk, del signor Spock e di tutti gli altri membri dell’equipaggio dell’Enterprise nel decennio che separa la conclusione della serie televisiva classica di Star Trek, nel 1969, e l’uscita del film di Robert Wise che ne inaugura la saga cinematografica?
È lo scrittore e massimo esperto italiano di Star Trek Marcello Rossi a raccontarlo a Wonderland nella puntata di martedì 4 febbraio, in seconda serata su Rai4, in cui l’autore racconterà i vari progetti di rilancio di Star Trek nel corso degli anni settanta, partendo dalla sua ultima opera, il saggio Lost Trek, scritto in coppia con Cesare Cioni.

Tra le altre cose:

Il singolo You’ll Never Find Me, della celebre band rock Korn, è invece protagonista della nuova puntata di Sound Invaders, rubrica presentata da Mario Gazzola dedicata alle più originali connessioni tra musica e arti visive.

Before Bauhaus: How Goth Became Goth


I goth come sono diventati ciò, quali radici hanno? Questo lungo excursus storico nella musica rock esplora ogni angolo da cui l’oscuro è germogliato. Da vedere come un film.

Nameless – Neonomicon in space | PostHuman


Su PostHuman un articolo complesso, articolato tra immani interpretazioni cabalistiche, occulte, Lovecraft vs. weird, graphic novel contro il rock colto e stratificato nelle linee cognitive delle conoscenze arcaiche… Vi lascio a un brano della recensione di Mario Gazzola, tanto per dirvi che dovete leggere dalla prima all’ultima parola per precipitare nell’abisso del non reale, che io non saprei rendervi meglio.

Addentrarsi nel geniale e labirintico graphic novel di Grant Morrison disegnato da Chris Burnham (riedito da Saldapress in una lussuosa versione hard cover arricchita di tavole originali e ‘making of’, di cui a lato vedete la copertina e sopra una vignetta originale) è un po’ come dare l’assalto all’asteroide Xibalba al centro della trama, che minaccia di schiantarsi sul nostro triste pianeta (un po’ come nel “ciclo della meteora” che va a concludersi coll’attesissimo numero 400 di Dylan Dog): si rischia fortemente di smarrire senso della logica e senno del lettore in “un tesseratto ricorsivo di mille realtà convergenti, un ipercubo di cui ogni faccia porta con sé molteplici alternative potenziali”, definizione che prendiamo in prestito dalla recensione (a firma di Davide Scagni) pubblicata dal sito specializzato Fumettologica.

È un articolo piuttosto articolato e completo, solo non fatevi ingannare dalla frase all’inizio del terzo capoverso: “La trama in realtà è piuttosto semplice”, è ironica! Niente di più falso: in realtà quella trama è un vertiginoso gioco di specchi mentali, che conviene affrontare con l’aiuto delle chiavi di lettura inserite dall’autore medesimo nell’appendice intitolata Lavori Notturni, e che chiamano in causa l’immancabile Lovecraft (la remota guerra fra arcani dei affonda le radici nelle sue oscure cosmogonie), ma anche Arthur Machen (la ‘Pietra Sessanta’), l’altrettanto immancabile Burroughs (la sua Dreamachine sviluppata coll’amico Gysin), gli occultisti John Dee ed Edward Kelly, Castaneda, Piranesi e Le Corbusier, la cabala, l’epica Maya di Popul Vuh e non meno oscure divinità della mitologia babilonese e sumera, come Marduk, patrono della città di Babilonia e dio del Caos dai quattro occhi, da cui tra l’altro prende il nome l’omonima black metal band scandinava.

Il Senzanome del titolo è un “enigmatico e sfrontato esperto di occultismo in grado di muoversi a piacimento nella dimensione onirica” (definizione che invece viene dalla recensione di Pulp, scoperta grazie all’amico Giovanni De Matteo), sboccato e dalla moralità non cristallina come un John Constantine/Hellblazer, che “viene assoldato da alcuni eccentrici miliardari per guidare una squadra di dodici apostoli/astronauti nella missione di tentare di salvare il mondo dalla collisione col gigantesco asteroide” di cui sopra. Ascensione nello spazio che – spiega sempre Davide Carnevale su Pulp Libri – “rapidamente si capovolge in una vera e propria catabasi, una discesa agli inferi e nella profondità della psiche umana che non prevede ritorno”.

Ma in cui i fantarocker fra voi anche non iniziati alle delizie esoteriche di Alan Moore (con il cui ciclo Neonomicon/Providence la storia di Morrison presenta diverse assonanze) e Alejandro Jodorowsky (ciclo de L’Incal) scopriranno non poche chicche di occultismo musicale, ben oltre l’origine del band name degli svedesi Marduk e dai progressivi teutonici Popol Vuh, autori negli anni ’70 di diverse colonne sonore per film di Herzog (tra cui Nosferatu), ma anche dei loro colleghi doom Tiamat, pure svedesi, dal nome ispirato alla dea madre del cosmo e degli oceani, sempre nella mitologia babilonese.

L’ultima chicca si collega invece all’innesco stesso della vicenda: dice infatti il protagonista Nameless che sul mondo “ha iniziato a «piovere merda” nel 2001, “quando le Torri Gemelle sono crollate e Malkuth è saltato su Yesod” (ovvero la Terra è saltata sulla Luna, per tradurre gli elementi dell’Albero della Vita della cabala ebraica). “A quel punto si è rotto il confine tra realtà e immaginazione”, spiega ancora Scagni su Fumettologica.
Ma allora in questa storia, definita non a caso un mix di “Apollo 13 + L’Esorcista“, il viaggio spaziale s’è svolto davvero o è stato solo un’allucinazione, un tuffo nell’inconscio del povero Nameless, manipolato a propria insaputa dalla minacciosa Dama Velata?

Mario Gazzola: intervista all’autore di “S.O.S. – Soniche Oblique Strategie”


Intervista a Mario Gazzola, bloccato in un’istantanea che lo vede immerso catarticamente nel suo momento artistico migliore, curatore e autore di un’antologia sonica – S.O.S Soniche Oblique Strategie – e coinvolto nella Prima frontiera e in Strane Visioni 2 di Hypnos. Vi incollo qui sotto uno stralcio della chiacchierata uscita su OndaMusicale, buona lettura:

Scrittore, giornalista, blogger, narratore, conoscitore della musica. Come ti definiresti per chi non ti conosce?

“Proprio così: “scrittore, giornalista, blogger, narratore e appassionato di musica”. Perché bisogna per forza mettersi un’uniforme? Non vorrei confondere i lettori o apparire presuntuoso, ma ho anche fatto programmi radio e ora collaboro a Wonderland su RAI 4, ho codiretto un cortometraggio (QUI) e ho esposto in un paio di mostre le mie foto di musicisti live; inoltre, di un mio romanzo ancora inedito (Buio In Scena) esiste anche una riduzione drammaturgica pronta per andare in scena, se un regista volesse portarcela. Non spetta all’autore valutare il proprio talento e in quale campo si esprima meglio, probabilmente la scrittura è il mezzo che padroneggio più a fondo e magari negli altri campi resterò solo un dilettante ardimentoso, ma perché negarsi una strada a priori? Quando ho conosciuto gli amici fondatori del Movimento Connettivista – una scena di autori fantascientifici post-cyberpunk con cui tuttora collaboro – il loro manifesto si concludeva con “…E noi saremo tutto”. Ecco, io ho sposato quella filosofia: voglio l’impossibile, cioè tutto, come i situazionisti e i sessantottini. Recentemente ho letto Life On Marsico, biografia dell’amico musicista Maurizio Marsico (intervistato sul FantaRock e autore di un racconto di Soniche oblique strategie), che dipinge una Milano primi ’80 in cui ogni sera avvenivano concerti/performance/happening, “connessioni” appunto fra diversi linguaggi, magari a volte estemporanee o strampalate, ma comunque fertilizzanti di un clima complessivo che mi pare ci siamo rassegnati che rimanga un ricordo del passato. Bene, io lo rivoglio qui e ora, ci serve recuperarlo, altrimenti finiremo per accettare che la cultura è “chi va da Fazio”, la musica “Vasco-Liga-Jova” e l’arte chi può permettersi di affittare le gallerie del centro.”

S.O.S, Soniche Oblique Strategie | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la mia recensione a S.O.S, Soniche Oblique Strategie, antologia sonica curata da Mario Gazzola che ha come filo conduttore un concept letterario-musicale sviluppato da Brian Eno.

S.O.S. Soniche Oblique Strategie è il titolo di una raccolta di racconti che è un po’ di più di quanto appaia. È un esperimento complesso che Mario Gazzola, connettivista di antica data, ha confezionato per i tipi di Arcana Editrice e che, nel dettaglio, risulta appunto essere un progetto molto ambizioso e articolato.

In sostanza, Mario è partito da una sorta di gioco di ruolo che Brian Eno s’inventò al tempo della registrazione di Outside, uno dei dischi miliari di David Bowie, che nel ’95 spiazzò ancora una volta il suo pubblico con sonorità prossime al cyberpunk nonché all’industrial, melodie dissonanti ottenute scuotendo la creatività che era innata in lui e che fu abilmente indirizzata proprio da Eno.

Fu quindi Brian, l’abile produttore e creatore di generi, che escogitò per i musicisti coinvolti nel progetto un gioco in cui ognuno di loro doveva immedesimarsi in un personaggio letterario diverso e suonare di conseguenza, seguendo proprio le specifiche che gli aveva fornito. Pare che al termine dell’esperimento si fossero registrate così tante ore d’improvvisazione da riempire almeno altri cinque dischi, cosa di cui però non se ne fece nulla e che ora probabilmente giacciono in chissà quale scantinato delle case discografiche. Ed è qui che Gazzola s’innesta: espandere il gioco metaletterario e musicale e generare una sorta di creazione di mondi alternativi, musicali e al contempo letterari, in un’esplosione frattale di creatività intrecciata da otto autori; otto deliranti scrittori che hanno accettato di buon grado la sperimentazione di Gazzola e che, da bravo cerimoniere, si è offerto di fare da trait d’union tra il concept stesso e gli altri partecipanti all’antologia; è lui, infatti, a tessere la fioritura frattale dei contenuti in cui gli ospiti si contaminano a vicenda con suggestioni che fanno la spola tra il cyberpunk, l’acidume più spinto, la deriva postumana e le inevitabili droghe da stordimento dello sprawl per dimenticare la perdita dell’umanità subita. Su tutto, domina l’immensa passione per la musica che ogni autore coinvolto coltiva e dimostra, spingendo alcuni di loro oltre la passione stessa fino a immergersi nelle trascendenze dei suoni, divellendo ogni barriera sonica e psichica e lasciandosi trascinare dall’anima inumana della musica stessa.

Esce S.O.S – Soniche Oblique Strategie


È appena stato dato l’annuncio di una nuova antologia a tema, incentrata sul mondo del Rock – trattato in un modo assai colto e artistico – e curata da Mario Gazzola. La notizia è su PostHuman, e non posso farvi servizio migliore se non incollandovi qui sotto le definizioni e l’elenco dei meravigliosi partecipanti al megaprogetto che ha, come titolo, S.O.S – Soniche Oblique Strategie. Complimenti al curatore e, ovviamente, ai fantastici partecipanti, il piatto sembra davvero prelibato.

“Ho pensato fin dal primo momento che questo romanzo-antologia fosse un’idea geniale”, commenta Andrea Carlo Cappi la sua partecipazione all’antologia. “Per il mio racconto ho dovuto aspettare gli incubi giusti, indotti dal Black Absynthe, superalcolico che forse dopo questa mia affermazione cesserà d’ora in poi di essere legale”.
Il racconto che Cappi ha completato grazie alle letali libagioni etiliche è Pittore di Sfondi Sonori, uno dei sette che si dipartono come improvvisazioni solistiche jazz rock dal tema guida, ossia Lastre di Ghiaccio Atonali, il racconto firmato dal curatore dell’antologia Mario Gazzola, che funge da spina dorsale all’intero progetto, riproducendo a livello narrativo il gioco di ruolo dalle cui carte partono tutte le otto storie.

Il plot

Come durante le reali session di registrazione dell’album Outside di David Bowie (di cui leggete sul saggio FantaRock), anche all’inizio di S.O.S – Soniche Oblique Strategie troviamo un produttore-guru dai modi affabili quanto enigmatici, dall’emblematico nome di Brain One, che ha convocato in studio un team di musicisti che in passato hanno tutti suonato nei dischi di un cantante definito semplicemente “il Biondo”, ormai scomparso da anni e da tutti rimpianto. Questa dream band è chiamata ad accompagnare una misteriosa nuova promessa del rock futuro di nome Jack, che però nessuno conosce e in studio non è presente.
In attesa d’incontrarlo, il produttore spinge i musicisti ad improvvisare perché le stesse canzoni dell’album da registrare non sono ancora pronte e anzi proprio dalle loro jam dovranno prendere forma. Ma, da semplici giochi come immaginare d’essere personaggi di famosi racconti letterari incentrati sulla musica (da Lovecraft a George R.R. Martin, per esempio), o membri di band immaginarie come i “Dark Side of the Bad Moon Rising” o i “Riders of the Deep Purple Storm”, le improvvisazioni collettive spingeranno i musicisti sempre più lontano in stati di trance estatica, in cui percorreranno  i cammini sonori più sperimentali e siderali, perdendo progressivamente il senso della realtà e si troveranno testimoni di fenomeni inspiegabili e strane apparizioni.
Saranno frutto di qualche nuova droga come il Dreamwater o forse il produttore sta inseguendo un suo oscuro disegno attraverso una sorta di occultismo musicale?

Le penne

Da questo impianto si dipartono i racconti degli altri sette autori, che hanno sviluppato in piena libertà uno dei personaggi del gioco di Brian Eno: Un Musicista ad Asteroid di Lukha B. Kremo (“un viaggio spaziale sonoro sia interiore che sensoriale, in cui i personaggi sono artefici e vittime della propria musica”), Una delle nuove band neoscience e il Dreamwater, che ha consentito a Claudia Salvatoridi sperimentare in mondi nuovi e di mettere in scena la rockstar come una delle ultime manifestazioni viventi del sacro”; Mad Machinery Possession (in un sex club nordafricano) di Danilo Arona, che trova che “l’ibridazione Gazzola/Arona spacca alla grande”; Un Grande del Crack Rhythm a Lagos di Giovanni De Matteo (“una jam session di scrittura combinatoria: un naufragio nell’inconscio musicale del nuovo millennio”), L’architetto del Modus Operandi di Ernesto Assante e Nuvole di parole astratte colorate di Maurizio Marsico, che si è ispirato a Joyce, Burroughs e all’antipsichiatria di Laing per dar forma a una visione nonsense, “la forma verbale più musicale immaginabile”.

Tutti autori che non hanno bisogno di presentazioni: Arona, Cappi e Salvatori sono tre assi di lungo corso dell’horror, del thriller spionistico, del giallo italiani e di tutte le reciproche contaminazioni. Kremo e De Matteo sono entrambi premi Urania e colonne fondanti del movimento connettivista; mentre Assante e Marsico sono due veterani della scrittura musicale, sia giornalistica che discografica, che col “romanzo-antologia S.O.S.” hanno accettato di mettersi alla prova anche come narratori.

Le matite

Tutti i racconti dell’antologia sono inoltre illustrati dai disegni di cui vedete qualche esempio ai lati dell’articolo: da Tonia Gentile (autrice del disegno in copertina) quelli che aprono e concludono il racconto di Mario Gazzola (e l’intero libro) e i due del racconto di Arona, da Lucia Polo per il racconto di Kremo, Erika Dagnino per Claudia Salvatori e Valentina Tanca quelli di De Matteo, Marsico e Assante, cui presta un disegno anche Sandro Lettieri. Mentre Cappi è l’unico del “mucchio selvaggio” che ha scelto di visualizzarsi da sé.

S.O.S – Soniche Oblique Strategie è il quarto titolo della nuova collana di Arcana (Non) Fiction, dedicata alla narrativa d’ispirazione musicale, è in libreria da giovedì 26 settembre (224 pagine, € 17,50). QUI trovate la pagina Facebook su cui ogni giorno leggerete un nuovo estratto a sorpresa da uno dei racconti dell’antologia, illustrato dal rispettivo disegno.

Wonderland, Mario Gazzola – Puntata del 07/06/2019 su RaiPlay


Su RaiPlay è possibile vedere la puntata di Wonderland andata in odna ieri sera con Mario Gazzola ed Ernesto Assante ospiti speciali, a parlare del loro meraviglioso FantaRock. Buona visione 🙂

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