HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Storia del Rock

I Kraftwerk: la musica, l’arte, la fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un lungo articolo che traccia la storia e l’arte dei Kraftwerk. Imperdibile.

I Kraftwerk possono essere considerati una della band più influenti della storia della musica moderna. I Depeche Mode, i Devo, gli Ultravox, i Simple Minds prima di Once Upon a Time, il David Bowie della trilogia berlinese o, per arrivare a band più recenti, i Chemical Brothers e i Daft Punk, devono buona parte della loro ispirazione musicale ai Kraftwerk. Lo stesso dicasi per interi generi musicali, come la house o la techno. Se inoltre teniamo conto del fatto che almeno un paio dei loro album figura nelle classifiche dei dischi più belli della storia del rock, viene a maggior ragione da chiedersi: come mai una band che ha ormai alle spalle più di quarant’anni di carriera e che ha avuto un peso così rilevante è meno famosa di altri gruppi di successo?

Ci sono almeno due ragioni. La prima è che i Kraftwerk non provengono dai paesi nei quali è stato codificato il linguaggio della musica rock, ovvero l’Inghilterra e gli Stati Uniti, ma dalla Germania. Si potrebbe obiettare che gli ABBA sono svedesi. Vero, ma mentre questa band (della quale è stata appena annunciata una reunion) ha sposato in pieno i canoni musicali anglosassoni inserendosi in un modello già definito, i Kraftwerk, invece, hanno introdotto canoni del tutto nuovi dando vita a un movimento che, non senza volontà denigratoria, è stato definito come Krautrock.

La seconda ragione è che i componenti della band hanno da sempre ridotto al minimo le interazioni con i giornalisti, lasciando vuota quella consistente parte di promozione discografica legata alle interviste e alle vicende private. La riservatezza è stata portata agli eccessi a tal punto che il loro fotografo ufficiale non immortala i membri del gruppo ma i loro manichini…

Annunci

Recensione: La notte che uccisi Jim Morrison, di Luigi Milani | BancarellaDelLibro


Su BancarellaDelLibro è uscita una recensione a La notte che uccisi Jim Morrison, di Luigi Milani. Eccone un estratto:

Milani ci sbatte di fronte gli ultimi giorni di vita del Re Lucertola, giorni di devastazione, confusione e delirio a spasso per Parigi, quando Jim decide di trasferirsi per qualche tempo in Francia assieme alla compagna di sempre, Pam. Sono pagine difficili quelle che il lettore si trova di fronte. Pagine che hanno al loro interno uno scenario raccapricciante, una discesa agli inferi che porta a un’evitabile punto di non ritorno: lo spegnersi di una stella.

Non si tratta di una biografia, non vengono narrati eventi in senso cronologico come magari un neofita si aspetterebbe, ma è questa la parte interessante del racconto. Tutti coloro che conoscono, anche solo a grandi linee, la vita di Jim Morrison e la sua tragica fine, verranno certamente rapiti dalle righe di questo libro, che ricrea in modo sintetico ma con una dirompente forza quella che è stata la sua carriera musicale. Nonostante questo particolare, il libro di Milani può essere un ottimo trampolino di lancio per tutti coloro che invece conoscono in modo sommario il genere di musica di Jim e vogliono approfondire, musica che spesso somigliava più a poesia. Jim era anche questo: un poeta maledetto.
Anni sono passati ormai, ma il fascino di questo personaggio leggendario osannato da milioni di fan per aver dato vita e musica ai loro pensieri, per aver creato attorno alla sua vita un alone di inarrestabile mistero e spregiudicatezza che lo ha portato a compiere un’iperbole discendente, continua a vivere tutt’ora e a far sognare milioni di persone in tutto il mondo. Ciò è quello che si evince dalle pagine di La notte che uccisi Jim Morrison di Milani, pagine che raccontano in modo crudo ciò che è stato e quello che, forse anche peggio, non è stato: Jim è davvero morto nella sua vasca da bagno? Pam sapeva qualcosa che noi non abbiamo mai capito fino alla fine? Gli inseparabili compagni di band di Jim pur essendo sempre vicini al re Lucertola come mai non hanno saputo dargli il giusto sostegno? Queste e molte altre le domande che sorgono al fido lettore…e solo lui può ipotizzarne le risposte…
Consigliato a tutti gli appassionati del genere e non solo.

Ecco, la chiosa mi sembra perfetta: consigliato a tutti gli appassionati e non solo…

Pink Floyd – Wot’s… Uh The Deal (Official Music Video)


Quante belle immagini d’epoca…

PINK FLOYD: THE EARLY YEARS – THE INDIVIDUAL VOLUMES | PINK FLOYD ITALIA


Come segnalato dal blog PinkFloydItalia, il box Pink Floyd The early years, fino a ora venduto in blocco, verrà scisso e proposto singolarmente. Ecco il dettaglio:

Come largamente anticipato, è stata resa nota l’uscita dei singoli volumi contenuti all’interno del box set “The Early Years 1965-1972”: la data di uscita è il 24 Marzo 2017, per coloro che non hanno potuto acquistare il box intero a causa del prezzo o per coloro interessati solo a particolari anni della carriera dei Pink Floyd, questa è un’ottima notizia. Questi singoli volumi sono ripartiti negli anni 1965-1967, 1968, 1969, 1970, 1971 e infine 1972. Ciascuno di essi sarà esattamente uguale alla versione che si trova all’interno del mastodontico cofanetto con una selezione di memorabilia nascoste in parte dell’imballaggio pieghevole ad eccezione di un adesivo sulla copertina che mostra il contenuto del singolo volume.  Non sarà pubblicato invece, come volume singolo, il cofanetto “CONTINU/ATION” che resterà un’esclusiva del box-set integrale. È stato recentemente reso noto che l’idea per i titoli dei cofanetti è stata di Roger Waters, per dare una visione in cui la band era in quel particolare punto della loro carriera.

Il prezzo è di circa €44 a volume. Qui di seguito i link ad Amazon.it

CAMBRIDGE ST/ATION 1965-67 – GERMIN/ATION 1968 – DRAMATIS/ATION 1969 – DEVI/ATION 1970 – REVERBER/ATION 1971 – OBFUSC/ATION 1972

1965-1967: CAMBRIDGE ST/ATION – 2 CD / DVD / Blu-ray

Copre il periodo degli esordi dei Pink Floyd con Syd Barrett. All’interno demos, singoli non contenuti negli album originali, tracce inedite come “Vegetable man” e “In the beechwoods” (in un nuovo mixaggio), registrazioni tratte dalle BBC sessions e da un live a Stoccolma del 1967. Il DVD/Blu-ray include performances TV, materiale filmato dagli archivi dei Floyd e memorabilia.

1968: GERMIN/ATION – CD / DVD / Blu-ray

Questo volume si focalizza sul periodo seguente l’abbandono di Syd Barrett, quando i Pink Floyd scrivevano ancora brani “singoli” ma nello stesso tempo sviluppavano il loro stile personale e più basato sulla musica strumentale. Ci sono brani non entrati negli album, più una sessione di registrazione fatta nei Capitol Records studios di Los Angeles recentemente riscoperta, BBC sessions e altre tracce. Il DVD/Blu-ray contiene il promo clip di “Point me at the sky” restaurato recentemente, alcune performances  televisive internazionali e una selezione da altri show TV.

1969: DRAMATIS/ATION – 2 CD / DVD / Blu-ray

Nel 1969 i Pink Floyd svelarono la loro produzione di “The Man” e “The Journey” un live concettuale in 2 parti che copriva un periodo di 24 ore tra sogno, risveglio e altre attività. Non fu mai pubblicato in questa forma ma alcune canzoni vennero utilizzate nella colonna sonora di “More” e in “Ummagumma”. Questo volume contiene quindi registrazioni live di questo progetto fatte ad Amsterdam e presso la BBC di Londra ma include anche delle bonus tracks tratte da “More” che non furono incluse nell’album “More” ma vennero utilizzate nel film, in più altri brani come una delle prime versioni di “Embryo” tratta da “Picnic”, un sampler della Harvest. Il materiale video contiene 20 minuti delle prove di “The Man/The Journey” fatte alla Royal Festival hall, dirette da Anthony Stern con brani come “Afternoon (Biding My Time)”, “The Beginning (Green is the colour)”, “Cymbaline”, “Beset by creatures of the deep” e “The end of the beginning” (l’ultima parte di “A saucerful of secrets”), più altre performance live di quel periodo.

1970: DEVI/ATION – 2 CD / 2 DVD / Blu-ray

Alla fine del 1969 e nella prima parte del 1970 i Pink Floyd registrarono e mixarono il loro contributo alla visione alternativa della società americana di Michelangelo Antonioni: “Zabriskie point”. Tre brani furono pubblicati nella colonna sonora dell’album e altri 4 nella versione expanded CD del 1997. Mai pubblicati in un solo album dei Pink Floyd, questo volume contiene tutte le versione remixate e aggiornate del materiale audio di “Zabriskie point”. Nello stesso anno la band ottenne il suo primo posto nella classifica UK con “Atom heart mother”, una collaborazione con Ron Geesin, che prevedeva un’orchestra e un coro, nella versione DVD troviamo il Quad mix originale. Il materiale video contiene un’ora intera di registrazioni per la TV KQED di San Francisco più estratti dalla storica performance di “Atom heart mother” e materiale della TV Francese filmato al festival di St.Tropez.

1971: REVERBER/ATION – CD / DVD / Blu-ray

Nel 1971 i Floyd registrarono “Meddle” che conteneva il brano “Echoes”, una facciata intera dell’LP da molti considerato il brano che fece da fondamenta per “The dark side of the moon”, e quindi una parte importantissima del loro percorso. In questo volume troviamo parti dei demo originali di questo periodo importante, oltre alle BBC sessions. La parte video offre la versione originale mai pubblicata di “Echoes” in Quad Mix oltre a materiale live inedito del 1971 che include brani da uno spettacolo fatto insieme a Roland Petit e il suo corpo di ballo di Marsiglia.

1972: OBFUSC/ATION – 2 CD / DVD / Blu-ray

Nel 1972 i Pink Floyd viaggiarono a Hérouville, a nord di Parigi per registrare agli studi Strawberry nel castello della città. In 2 settimane indimenticabili scrissero e registrarono “Obscured by clouds” la colonna sonora del film “La vallée” di Barbet Schroeder. Lo stesso anno pubblicarono il film “Pink Floyd Live at Pompei” in cui la band si esibisce senza pubblico nello storico anfiteatro romano di Pompei. Il materiale video include la performance di “Live at Pompei” editata in nuovi mix audio 5.1 più materiale registrato per la TV Francese e dai concerti tenuti al Brighton Dome nel giugno 72 più ulteriori performance con il balletto di Roland Petit.

Portare la guerra sul palco – Carmilla on line


suicideSu CarmillaOnLine la recensione a Dream Baby Dream. SUICIDE. La storia della band che sconvolse New York City, di Kris Needs. Parliamo di sperimentalismi sonori e disagi interiori da emarginazione, un cocktail esplosivo che diede vita ai Suicide, un duo che fece dell’elettronica e del serrato disagio la sua bandiera.

“La gente tende a resistere al cambiamento, il sistema lo considera una minaccia, ma alcune persone non riescono a evitare di essere ciò che sono, e quello è il loro dono per gli altri, se sono in grado di riceverlo” (Annette Peacock)

Potrebbero bastare i 23 minuti di registrazione che ci rimangono del concerto tenuto dai Suicide a Bruxelles il 16 giugno del 1978, tra un basso ripetuto di pulsazioni elettroniche, fraseggi vocali ridotti all’osso e fischi, applausi e proteste di un pubblico sempre più esausto, per comprendere appieno il senso della frase della vocalist d’avanguardia riportata sopra e per assimilare anche solo in parte quale fu l’impatto provocato sul pubblico e sulla scena musicale degli anni ’70 dal duo composto da Alan Vega (nato Bermowitz, 1938 – 2016) e Martin Rev (nato Reverby, 1947).

Occorre però considerare che era dal 1970 che i due performer avevano iniziato a terrorizzare la scena musicale newyorkese con un misto di musica sperimentale eletttronica, vocalizzi esasperati e provocazioni fisiche nei confronti del pubblico (spesso scarsissimo) che impedì loro, per diversi anni, sia di individuare una casa discografica disposta ad incidere un loro disco che di trovare ingaggi continuativi nel locali in cui si esibivano gli altri musicisti della Grande Mela.

Kris Needs, giornalista e prolifico scrittore inglese, un tempo redattore per il New Musical Express e ZigZag, attraverso un lavoro di interviste durato sei mesi ricostruisce la loro storia, praticamente dalla nascita fino agli ultimi anni, con un’opera che intreccia la vita e le opere dei due musicisti con l’ambiente sociale, culturale e musicale in cui si trovarono a crescere e a veder maturare le proprie esperienze. Ma nel fare questo finisce col dar vita ad una delle opere più interessanti sulla storia culturale, architettonica e sociale di New York, dagli anni Quaranta alla fine degli anni Settanta del XX secolo, che potrebbe anche costituire un ideale compendio novecentesco del lavoro svolto da Bruno Cartosio sulla storia della città tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Cinquant’anni fa nasceva lo space rock | Fantascienza.com


Bella ricerca nel tempo di SilvioSosio su Fantascienza.com; il tema verte sullo SpaceRock, o anche Rock psichedelico, acido, quant’altro, in voga mezzo secolo fa ma mai definitivamente tramontato anzi, direi assolutamente attuale anche oggi: è la dimostrazione che le astrazioni sono sempre una spanna oltre l’incarnato e quindi intramontabili?

Tra i pionieri dello space rock c’è un gruppo londinese che esordisce proprio nel 1967 e che sarà destinato a scrivere capitoli fondamentali nella storia del rock: i Pink Floyd. Guidati da Syd Barrett, cantante, chitarrista e paroliere, pubblicano The Piper at the Gates of Dawn, considerato una delle vette del rock psichedelico. Astronomy Domine, il brano che apre il disco, è incentrato sull’immensità dell’universo e sulla magnificenza delle stelle, temi cari a Barrett sin dalla giovane età. Nel brano sono presenti infatti i nomi di pianeti (Giove, Saturno, Nettuno) e satelliti (Titano, Oberon).

Edited by Gordon Mumma – Cybersonic Arts: Adventures in American New Music | Neural


[Letto su Neural.it]

C’è un valore strategico nel documentare gli inizi della musica elettronica, come metaforicamente disperdere i semi di un vero e proprio cambiamento di paradigma nella musica e nelle estetiche ad essa correlate. Questa scena ha preso vita in piccoli circoli accademici underground, che non avevano nessun titolo o storia ufficiale. Di conseguenza, le storie di prima mano che scorrono in questo libro sono preziose, raccontate da uno degli eroi non celebrati della scena musicale elettronica americana: Gordon Mumma. Il musicista e compositore integra processi elettronici avanzati in strutture musicali, compresi quelli dal vivo, un processo che lui stesso ha definito come “cybersonics”. La raccolta di documenti, curata dalla musicologa Michelle Fillion, è completata da una notevole collezione di immagini e complessivamente tali testi costituiscono una risorsa preziosa. In uno stile di scrittura cangiante, che si sposta da valutazioni personali a uno stile giornalistico, pregno di spiegazioni tecniche, Mumma dettaglia le sue collaborazioni con artisti quali John Cage, David Tudor e Merce Cunningham. Il capitolo sull’America Latina – in particolare – rivela un’intera scena in Uruguay che il compositore ha esplorato durante gli anni Settanta e ha qui documentato. Più in generale, testimoniare di una “scena” storica, con protagonisti che collaborativamente si supportano fra loro e producono una qualità incredibile di opere, è non solo essenziale per i posteri, ma può sicuramente essere fonte d’ispirazione per le attuali generazioni, che sono spesso disperse da un’eccessiva quantità di comunicazione personale a distanza, invece di essere sostenute per soddisfare e sviluppare nuove idee in modo collaborativo.

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

Drawing artist 🇮🇹 26 ♍️ 🌛🌓🌜 I'm an artistic spirit. 👩‍🎨 I draw, therefore I am. 📨 evelynartworks@virgilio.it

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Espedienti Editoriali

parlo di editoria e creo eBook

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

patrizia arcari

LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Con me, nell’universo!

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: