HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Teoremi incalcolabili

Sistemi diversamente dimensionali


Ti muovi con un sussulto scalare che non riesco a decifrare, se non instaurando dialoghi indeterminati con le finitezza quantiche di altri sistemi dimensionali.

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Lasciati cullare


Provvedi a lasciarti cullare dalle tue idee, ne nascono sempre momenti intensi, idonee visioni acute, estemporanei lampi di altri sistemi dimensionali in profonda ascesa psichica.

Music from Ancient Civilizations to Space


Un lungo percorso di ambient siderale, per esplorare le profondità matematiche del Nulla senziente.

Verso casa


Una continua espansione verso le stelle siderali della tua immaginazione, poi la dirimente esaltante sensazione della tua dipartita, perché così sei in viaggio verso la tua bellissima casa disincarnata.

Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione del documentario Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, di David Pujol. Un tale artista, probabilmente uno dei due o tre più grandi artisti del secolo scorso, capace di gettare la sua possente ombra anche in questi Duemila, non poteva passare inosservato al Cinema documentaristico. Un estratto:

Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità segue un percorso diverso da quello che ci si aspetterebbe; complice la partecipazione di Jordi Artigas, coordinatore delle Case Museo Dalí, e di Montse Aguer Teixidor, direttrice del Museo Dalí, il documentario verte irrimediabilmente verso una prospettiva locale, concentrandosi in maniera quasi feticista sulle aree di influenza dei due direttori: Portlligat e Figueres. Questa mossa evidentemente auto-promozionale si macchia di immense e pesanti omissioni, offrendo però in riscatto un’immagine intima e umana di Dalí, un’analisi che esplora a fondo il suo rapporto con la famiglia di origine e il simbiotico legame con la sua storica compagna e musa, Gala.

Piramide Etrusca di Bomarzo (Sasso del Predicatore) – Nemora


Su Nemora un bell’articolo sulla Piramide di Bomarzo, nel Lazio, manufatto di eccezionali peculiarità strutturali. Un estratto:

La Piramide di Bomarzo è raggiungibile principalmente in due modi: attraversando la suggestiva Via Cava delle Rocchette oppure transitando per la Necropoli di Santa Cecilia. Noi abbiamo scelto la prima opzione, nel tentativo di accorciare il percorso per scampare al violento temporale estivo previsto in zona per il primo pomeriggio. Superata la Via Cava ci si immerge nella macchia boschiva, seguendo un sentierino che serpeggia fra gli alberi. Tutt’intorno si registra la presenza di tombe, massi modellati decorati con coppelle, cocci antichi, pestarole e tombe rupestri, preziose testimonianze della presenza umana fin dai tempi più remoti.
La Piramide si raggiunge dal basso e si palesa davanti a sé man mano che ci si avvicina, in un crescendo mozzafiato. Si rimane spiazzati di fronte a tanta magnificenza, possente e ancestrale. L’aria riverbera colpita dalla ieraticità profonda che il Sasso emana.
La prima differenza che noto in comparazione alla fotografie viste online riguarda la pendenza delle gradinate, decisamente più aspra rispetto a quanto immaginassi. I bordi irregolari, l’asimmetria, le scalinate interrotte e poi riprese, le forme suggerite ma non definite, tutto questo contribuisce a veicolare l’idea che ci sia qualcosa di sbagliato nella geometria del monolite. O meglio, più che sbagliato, sarebbe il caso di dire fuori contesto.
La Piramide di Bomarzo appare in mezzo al bosco come qualcosa proveniente dallo spazio siderale, da un luogo disciplinato da altre leggi matematiche.
In totale l’opera consta di trentacinque gradini divisi in due ordini di scalinate, rispettivamente da 26 e 9 gradini.
I fianchi presentano due grandi vani, costeggiati da vaschette e canaletti. Si tratta di una sorta di piramide, sì, ma ben lontana dai manufatti egizi. Ricorda piuttosto, di fatti, le piramidi mesoamericane o le ziqqurat mesopotamiche. La funzione dei Sassi del Predicatori, benché non certa, tradizionalmente si riconduce alla sfera del sacro e li si identifica come altari finalizzati alle celebrazioni in auge in epoca etrusca.
È bene specificare che al momento nessuna indagine archeologica è stata scientificamente condotta sulla Piramide Etrusca. Circa la datazione del monolite non vi è, dunque, una teoria univoca. Probabilmente la sua lavorazione si può collocare intorno al VII-IV a.C., tuttavia vi sono coraggiose tesi che retrodatano la Piramide al Periodo Villanoviano (XI a.C.). Ipoteticamente, si potrebbe immaginare una lunga tradizione nella venerazione dei questo masso vulcanico dalle fattezze  peculiari, estendendo il culto in forma primitiva fino alla fase Proto-Villanoviana e alla Cultura di Rinaldone (IV a.C.-III millennio a.C.).

Esiste l’ipotesi di creare un universo in laboratorio | L’indiscreto


Su L’Indiscreto un interessante – molto – articolo di Zeeya Merali che sonda la possibilità di costruire un universo partendo particelle fisiche; un esempio di come l’uomo possa diventare un demiurgo. Un estratto:

La nozione di creare un universo – o “cosmogenesi” come la chiamo io – sembra per niente comica. Ho viaggiato per il mondo parlando con fisici che prendono sul serio quest’idea e che hanno persino abbozzato degli schemi per descrivere come l’umanità potrebbe arrivare a realizzare questo obiettivo. Il problema non è chi potrebbe sentirsi offeso dalla cosmogenesi, ma che cosa accadrebbe se fosse veramente possibile. Come affronteremmo le implicazioni teologiche? Quali responsabilità morali deriverebbero dal fatto che degli imperfetti esseri umani diventino creatori cosmici?

Per anni i fisici teorici hanno affrontato questioni analoghe nelle loro dissertazioni su come è iniziato il nostro Universo. Negli anni Ottanta, il cosmologo Alex Vilenkin della Tufts University nel Massachusetts ideò un meccanismo attraverso il quale le leggi della meccanica quantistica avrebbero potuto generare un universo inflazionistico da uno stato privo di tempo, spazio e materia. Un principio della teoria quantistica sostiene che le coppie di particelle possono apparire spontaneamente e momentaneamente dallo spazio vuoto. Vilenkin ha fatto un passo avanti, sostenendo che le leggi quantistiche potrebbero permettere a una minuscola bolla di spazio di apparire dal nulla, con l’impulso di espandersi su scale astronomiche. Così, il nostro cosmo potrebbe essere nato dalle sole leggi della fisica. Per Vilenkin, questo risultato pone fine alla questione di ciò che esisteva prima del Big Bang: niente. Molti cosmologi hanno accettato l’idea di un universo senza un motore immobile, divino o di altro tipo.

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