HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Teoremi incalcolabili

Cose che non…


Lasciando andare le onde del tempo ti ritrovi a cercare istanti, domande, odori di un momento che non doveva accadere.

IL KASO KREMO


Nell’estate scorsa, sul blog della NazioneOscuraKaotica sono andati online una serie di filmati e post in cui raccontavo le varie fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, in cui presto si mischiavano eventi inesplicabili con evidenze sconvolgenti. Il tutto era stato raggruppato sotto il tag WhereIsKremo, e ora è uscito il film completo.
Il Kaso Kremo, scritto e diretto da Mariano Equizzi, in cui mi racconto apertamente, sconvolto dal rapimento di Lukha B. Kremo.
Per me, un’esperienza molto coinvolgente, un continuo concentrarsi sugli eventi e sulle implicazioni del Kaso.

Le novità di Dario Abate Editore | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione delle prossime uscite editoriali della Dario Abate Editore; tra le tante, mi incuriosisce molto questa:

LUCIA CARLUCCIO – IL CIGNO E LA BALLERINA: Romanzo vincitore della II Edizione del Premio Letterario Internazionale DAE

Caroline, una ragazza irrequieta e creativa, è perseguitata da continue allucinosi che la terrorizzano. La memoria che emerge riguarda l’incubo infantile di quando aveva la febbre alta e ora quelle percezioni investono anche gli oggetti reali che la circondano. Le immagini emblematiche del cigno e della ballerina ci parlano dell’entanglement e, così, fisica quantistica e narrativa, pur viaggiando parallele, si incontrano: è un’esplorazione che va al di là del tempo e dello spazio.

Dimensioni mai percepite


Lasciati portare dai tuoi istinti nei risvolti di una percezione, finché non resti soltanto una complessa catalessi da oblio, filtrata in dimensioni quantiche mai percepite.

Maxentius Invictus. E se Massenzio avesse vinto a Ponte Milvio? – TRIBUNUS


Su Tribunus un interessante esperimento di ucronia imperiale romana: cosa sarebbe successo se a Ponte Milvio avesse vinto Massenzio e non Costantino?

La sconfitta e morte di Costantino a Ponte Milvio avrebbero potuto avere due conseguenze immediate e chiaramente riconoscibili. La prima e più ovvia: la città di Costantinopoli non sarebbe mai stata fondata, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

È vero che l’Oriente Romano non avrebbe avuto il suo baluardo, che gli consentì di sopravvivere per più di mille anni, ma altrettanto è vero che lo spostamento dell’asse politico da Occidente verso Oriente innescato da Diocleziano sarebbe stato con molta probabilità bruscamente invertito. Roma sarebbe tornata ad essere non solo la capitale simbolica, ma politica, dell’Impero, almeno nella sua pars Occidentis. Il richiamo simbolico e morale di Roma, il suo primato di Città Fondatrice dell’Impero, avrebbe determinato una predominanza di fatto degli Imperatori d’Occidente, ivi risiedenti, su quelli d’Oriente.

La rivoluzione avviata da Massenzio a Roma avrebbe potuto finalmente compiersi: il Senato restituito alle sue prerogative politiche e militari; il ripristino di una imponente guarnigione di stanza a Roma e in Italia, composta di pretoriani, equites singulares, urbaniciani, come era al tempo dei Severi; il ritorno a piani urbanistici monumentali, che sottolineassero il privilegio dell’Urbe rispetto a tutte le altre città dell’impero; il ripristinato accento posto una mitologia pubblica tradizionale, fondata sul mito delle origini, della fondazione romulea, delle divinità ancestrali e dei leggendari antenati e capostipiti come Enea, Ercole, Evandro.

Il Cristianesimo: una religione come le altre

Massenzio non fu mai un persecutore dei cristiani. Egli ripristinò la libertà di culto, restituì le proprietà confiscate alla comunità cristiana durante la persecuzione del 304 d.C., pose fine alle diatribe fra le varie fazioni ed esiliò i vescovi facinorosi, imponendone altri di sua nomina. Mostrò per la prima volta il segno della croce, seppur timidamente, sul conio pubblico, e costruì la prima Basilica cristiana della storia, oggi nota come San Sebastiano Fuori le Mura. Questo ci dà una misura di ciò che sarebbe stata la storia del Cristianesimo in un impero romano massenziano: le varie sette avrebbero continuato a esistere, senza che fosse forzata da parte dello Stato l’imposizione di un credo su tutti gli altri, dichiarati eretici e perseguitati.
Il cristianesimo sarebbe stato inserito nella pax deorum, quindi condividendo tutti i diritti di religio licita delle altre religioni dell’impero, ma al contempo senza godere di alcun privilegio, in contrasto radicale con quelle che saranno invece le politiche dei costantinidi.

Possanza degli eoni


Muovi le mosse aliene di un complesso arcaico, reso lucente dalla possanza degli eoni.

L’ipotesi del tempo fantasma | OggiScienza


Su OggiScienza la segnalazione di una strampalata teoria riguardo un certo periodo storico, che si sostiene essere stato aggiunto arbitrariamente per introdurre fatti storici in realtà mai avvenuti. Vi lascio alle note dell’articolo, ombre di teorie riconducibili al background pseudoscientifico che circolavano in Germania a cavallo del 1800-1900, prima dell’avvento del nazismo…

Secondo una teoria proposta in tempi relativamente recenti, il periodo compreso tra il 614 e il 911 d.C. sarebbe stato inserito in maniera artificiosa nella cronologia degli eventi storici. La storia sarebbe stata riscritta per introdurci un lasso di tempo di ben 297 anni, ricco di fatti che, in base a questa idea, non sarebbero mai accaduti. Oggi vivremmo nel XIX secolo, il Muro di Berlino sarebbe crollato il 9 novembre 1692 e l’attacco alle Torri Gemelle sarebbe avvenuto l’11 settembre 1704. Una simile mistificazione del calendario sarebbe stata opera di Ottone III di Sassonia, imperatore del Sacro romano impero dal 996 al 1002 (secondo la storia ufficiale), assieme a Papa Silvestro II (vissuto fino al 1002) e, con buona probabilità, Costantino VII, Imperatore d’Oriente (905 – 959). I tre autori di questa modifica deliberata avrebbero agito per trovarsi in carica allo scoccare del fatidico anno 1000, indicato come l’inizio del settimo giorno del mondo, in base a un’interpretazione dell’incedere dei sette giorni della creazione.

La formulazione dell’”Ipotesi del tempo fantasma” è merito di Heribert Illig, studioso bavarese nato nel 1947, che a partire dagli anni ‘90 ha pubblicato le sue idee in libri e articoli come “Das erfundene Mittelalter: Die grösste Zeitfälschung der Geschichte” (“Il Medioevo inventato: la più grande falsificazione della storia”) e “Hat Karl der Große je gelebt?” (“Carlo Magno è mai vissuto?”). Nei primi anni della sua carriera da storico, Illig pubblicò varie proposte di revisione della cronologia dell’Antico Egitto e delle epoche preistoriche. Il suo percorso di ricerca fu influenzato dal lavoro di Immanuel Velikovsky, intellettuale secondo cui la Terra avrebbe subito catastrofiche collisioni con altri pianeti (Venere e Marte, nello specifico) nonché promotore di una nuova cronologia degli avvenimenti dell’antico Egitto, della Grecia, di Israele e, in generale, del Vicino Oriente. Heribert Illig fu infatti un membro attivo di un’associazione di studiosi che seguivano le teorie catastrofiste e revisioniste proposte da Velikovsky. Il nome dell’associazione, attiva tra il 1982 e il 1988, era Gesellschaft zur Rekonstruktion der Menschheits und Naturgeschichte (“Società per la ricostruzione delle storia umana e naturale”).

John Dee e la lingua segreta degli angeli – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un bell’articolo su John Dee, sulle sue ricerche occulte miste a scienza, in senso lato, e volte a ricercare un linguaggio evoluto che parlasse la sintassi dell’energia.
PS – Se volete un resoconto romanzato della questione, potete tranquillamente leggere L’angelo della finestre d’Occidente, di Gustav Meyrink.

Il prodotto forse più enigmatico e oscuro di questa multiforme corrente di pensiero è il Sistema Enochiano di John Dee, che fu un matematico, scienziato e astrologo al servizio della corte di Elisabetta I, la cui carriera fu, tutto sommato, quella di un rispettabile intellettuale del tempo. Nel corso della sua vita compose diverse opere scientifiche e matematiche che riscossero un vasto successo; entrò nelle grazie di Elisabetta I per aver composto, nel 1555, un oroscopo in cui prediceva la sua prossima ascesa al trono. Quando Elisabetta divenne regina, gli fu concessa la possibilità di proseguire i propri studi in autonomia, sotto la tutela della corona.
Ma, a partire dal 1582, le ricerche di John Dee presero una piega sempre più eccentrica. Influenzato dalle opere di altri intellettuali dell’epoca, e forse insoddisfatto dalle risposte offerte dalla scienza del suo tempo, John Dee cominciò a occuparsi di magia e spiritismo, con l’obiettivo di penetrare, facendo ricorso a metodi più o meno ortodossi, i misteri ultimi del cosmo. In questa impresa, fu affiancato da un giovane alchimista dalla reputazione discutibile di nome Edward Kelley, il quale si presentò alla sua casa di Mortlake rivelando un incredibile talento come medium.
Secondo le testimonianze contenute nei diari di Dee, Kelley era in grado di comunicare, con l’aiuto di un cristallo di quarzo, con entità spirituali invisibili. Gli spiriti contattati da Kelley nel corso delle sue sedute spiritiche con Dee, che si presentavano nella veste di angeli e arcangeli, cominciarono ben presto ad avanzare pretese sempre più esuberanti, costringendo i due a viaggiare incessantemente attraverso l’Europa per trasmettere il messaggio angelico ai regnanti del tempo. Gradualmente, gli angeli cominciarono a trasmettere i frammenti di quello che appariva come un complesso, ma indecifrabile, sistema crittografico, composto da astrusi sigilli e interminabili griglie di lettere.
Gli angeli rivelarono a Dee e Kelley una lingua sconosciuta, chiamata da Dee lingua enochiana, costituita da un alfabeto di ventuno caratteri, nella quale erano composte diciannove ‘chiavi’ simili a incantesimi di evocazione dal contenuto misteriosamente apocalittico. La turbolenta amicizia tra Dee e Kelley si interruppe bruscamente nel 1587, e con essa terminarono anche le comunicazioni angeliche di John Dee. A testimonianza delle loro imprese resta una nutrita raccolta di diari e manoscritti, la cui prima pubblicazione risale soltanto al 1659, quando una parte dei diari di Dee, contenente una dettagliata relazione delle sue comunicazioni con gli angeli, fu fortuitamente ritrovata da un antiquario e fu data alle stampe.
Molti degli scritti che ispirarono Dee contengono una curiosa commistione di demonologia e crittologia; l’esempio più rilevante è sicuramente il misterioso Libro di Soyga, un bizzarro grimorio costituito da 36 pagine di matrici di lettere apparentemente incomprensibili, che furono decifrate soltanto in anni recenti, svelando un complicato algoritmo crittografico. L’influenza di questo materiale è riflessa nella complessità del sistema enochiano di evocazione, che, in accordo con il neoplatonismo del tempo, utilizza un approccio geometrico-matematico per comunicare con le schiere angeliche.
La magia di John Dee, come anche la storia della sua vita, è profondamente malinconica. L’obiettivo dell’operazione magica di Dee era esplicitamente quello di ricostruire una lingua perduta; si tratta della lingua che fu rivelata, secondo le dottrine apocrife, al patriarca biblico Enoch, capace, come la parola divina della Genesi, di operare miracoli. Negli esperimenti angelici di Edward Kelley e John Dee si concretizzava l’idea religiosa di un paradiso perduto, che, però, non era un luogo o un tempo dimenticato, ma che aveva la forma di un linguaggio universale originario, una lingua adamica capace di unire i popoli della Terra in una nuova comunione con il divino.

Sulle rive degli abissi


Ti aspetto sulle rive psichiche degli abissi, quelli senza dimensione, quelli senza aspetto. Ti aspetto e giudico nel frattempo le dinamiche delle personalità che lì annegano, in un tumulto di nullità spaventosa.

Effetti collaterali


Non riesco a enumerare le prospettive euclidee che mi attendono, mentre un groviglio quantico di opportunità si dispiega intorno ai miei effetti collaterali.

La Ragazza con la Valigia

Ironia e parodie, racconti di viaggio e di emozioni…dentro, fuori e tutt’intorno !!

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

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Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

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Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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