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Archivio per The wall

Pink Floyd /// The Wall Live @ Nassau Coliseum – February 25th 1980 (Super 8mm film)


Fantastici brandelli di uno dei concerti di TheWall, che i Floyd performarono tra l’80 e ’81, in questo caso restaurati con nuove tecnologie che rimandano la meravigliosa magia distopica e allucinata dello spettacolo musicale che fu – e che in qualche modo ancora è.

The Wall: dopo 41 anni è ancora un capolavoro senza tempo | Ondmusicale


Su Ondmusicale l’anniversario – il 41esimo – di The Wall, uno dei capolavori dei Pink Floyd, uscito proprio il 30 novembre ’79; nell’articolo alcune condivisibili considerazioni sull’opera.

Pink è Waters, ed è un po’ anche Syd Barrett. Oggi sappiamo che dopo The Wall l’ombra di Syd avrebbe smesso di tormentare i Floyd: ed è forse una delle ragioni per cui, dopo The Wall appunto, non c’è un solo disco dei Pink Floyd al livello dei precedenti. Nel doppio del ’79 Waters riunisce i fili della sua carriera e della sua vita (ricordiamoci che allora aveva36 anni, e i Pink Floyd non erano un gruppo musealizzato, come oggi). E, prendendo a pretesto la storia di un rocker depresso, sembra perfino volersi chiedere cosa il movimento della fine degli anni ’60 abbia portato alla generazione che l’ha vissuto, e alle successive, per far sì che i muri possano essere abbattuti e “i vermi che sono nella nostra testa“, come dice in Hey you, possano essere annientati.
Lo fa con un album dalle molte chiavi di lettura esistenziali e politiche. Del resto, i “vermi” di “Hey you sono i nazi-fascisti.

“Hey tu! Là fuori al freddo, sei solo, stai invecchiando, riesci a sentirmi?
Hey tu! Che stai nel passaggio, con i piedi stanchi e un sorriso che svanisce, riesci a sentirmi?
Hey tu, non aiutarli a sotterrare la luce. Non arrenderti senza lottare.”

Quando, solo ai piedi del suo muro, Pink permette ai vermi di entrare nella sua testa, e sogna di incitare il suo pubblico all’odio razziale, trasformandosi in un dittatore (“In the Flesh – parte 2”), emerge uno dei temi autobiografici più importanti di The Wall, che assillava Roger Waters proprio in quel periodo: il rapporto col pubblico.

I Pink Floyd avevano chiuso gli anni ’60 come una band underground. Tempo un lustro, e attraversata l’eccezionale fase psichedelica – A Saucerful of secrets, Ummagamma, Atom Heart Mother – viravano verso il rock più tradizionale di “The Dark Side of the Moon” (mediatore: Meedle). Nel frattempo erano diventati un gruppo da stadio. Magari un po’ anomalo, perché a nessuno importava troppo che faccia avessero, li si amava specialmente per la musica. Ma pur sempre un gruppo da stadio.
Questa cosa, più che al chitarrista-ingegnere del suono Gilmour, creava problemi a Waters, che provava disgusto per i concerti “spersonalizzanti” e stressanti negli stadi: “Comfortably Numb” per esempio (uno dei pochi brani di The Wall di cui David Gilmour scrisse la musica) è un dialogo fra Pink-Waters e il dottore che gli ha somministrato un farmaco grazie al quale può esibirsi come un rocker “efficiente” ma abulico.

L’album leggendario è “nato da uno sputo?

Nel tour di Animals, un Waters “ai ferri corti” con il suo pubblico durante un concerto a Montreal sputò in faccia a un fan. Lo si racconta spesso, è anche nell’ultimo libro del batterista Nick Mason (leggi l’articolo), ed è storia nota per gli appassionati dei Floyd: si vuole che proprio quest’episodio – da cui Waters per primo fu molto turbato, non potendo spiegarsi come gli venne di farlo – innescò in lui un bisogno di autoanalisi che in definitiva fece nascere l’album.
Waters sentiva una “barriera” tra sé e il pubblico, e tutto questo sarà tematizzato, visivamente, nel tour del 1980 di The Wall, quando durante il concerto viene pian piano “eretto” un muro poi “demolito” alla fine dello show. E credeva che la massificazione giovanile alimentata anche dal rock (guidato dall’industria) potesse favorire il pensiero passivo e acritico in cui attecchisce il totalitarismo.
Quanti muri ancora dividono il mondo? In un’intervista a Repubblica Roger Waters rispondeva così:

“Tanti. Il muro tra il nord e il sud del pianeta. Tra i ricchi e i poveri. Tra chi perseguita e chi soffre. E anche tra chi ha le chiavi del progresso, dell’informazione, e chi è condannato a vivere nell’ignoranza, nel buio. Non so come o quando li abbatteremo, ma almeno proviamoci, anche solo con una canzone se necessario.”

Pink Floyd – The Wall Live


L’intero concerto di The Wall, performato a Londra dai Pink Floyd, nell’agosto ’80. Prima che tutto si sfasciasse definitivamente e nulla fosse più come prima.

PINK FLOYD: SPECIALE “THE WALL LIVE 1980/81 – VIDEO”


Su PinkFloydItalia un lungo articolo su The Wall live, lo spettacolo che i Floyd portarono sui palchi nell’80 e ’81, per un totale di 31 iterazioni dello show che ha segnato l’ennesimo spartiacque della loro storia musicale. Sembra che esistano versioni video più che decenti di quelle date, e che per le liti eterne che intercorrono tra i membri rimasti della band, non si riesca a vederne la luce.

Pensiamoci bene: di The Wall, l’opera di Roger Waters, ne esistono diverse versioni audio, l’originale, il live, i demo, e le rappresentazioni soliste di Roger come il Live in Berlin e il suo The Wall Live Tour, mentre di materiale video esistono praticamente solo le versioni soliste di Roger Waters. Mentre la più ambita, quella dei Pink Floyd, non è mai uscita ufficialmente: nemmeno quando ce ne è stata l’occasione, nel 2012, con l’uscita della versione “Immersion” di The Wall, non si è sfruttata l’occasione, infatti in quel box, oltre al documentario ‘Behind The Wall’, è stato pubblicato solo un piccolo estratto video di ‘The Happiest Days of Our Lives’, girato professionalmente alla Earl’s Court di Londra nel 1981: questo video uscito allora fece gridare al miracolo, spazzando via tutti i dubbi sulla qualità delle riprese. Ma perché allora non fare uscire tutto il film?

Una altra ghiotta occasione i fan se la aspettavano nel 2019, per il quarantennale dell’album. Invece il nulla. Sembra che questo ambitissimo film non vedrà mai la luce. Se ce una cosa che mi fa imbestialire, è ascoltare il live ‘Is There Anybody Out There?-The Wall Live 1980-1981’, questo album (cui si aspetta ancora l’uscita in Vinile..) a mio avviso spazza via tutte le altre versioni, e non averne una controparte video è una mancanza che i fan non posso sopportare.

In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sul materiale video esistente del 1980 e 1981.

Roger Waters – Mother


Roger Waters interpreta il lockdown in questo modo, ed è davvero un bel sentire…

GERALD SCARFE: “IN SOFFITTA HO TROVATO BIDONI PIENI DI PELLICOLA 35MM” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia un’intervista a Gerald Scarfe, disegnatore degli incubi floydiani più prestigiosi, come WishYouWereHere e soprattutto TheWall. Un estratto:

“Vorrei, se possibile, che gli oggetti restassero tutti insieme. Potrebbero essere divisi, ma l’ideale per me sarebbe vendere tutto a un singolo collezionista, perché l’archivio contiene ogni cosa che ho fatto su The Wall dal giorno del primo incontro con Roger Waters. Appunti, bozzetti e cose del genere, che poi ho sviluppato in opere più grandi. Ho anche dei filmati; l’altro giorno in soffitta ho trovato bidoni pieni di pellicola 35mm, frammenti che risalgono fino al periodo di Wish You Were Here“.  

“Quando li ho incontrati per la prima volta non sapevo cosa volessero da me, e non credo lo sapessero neanche loro. Credevo che l’animazione fosse una forma d’arte inesplorata. Pensavo: ‘Perché l’arte non può muoversi? Perché non può essere come Picasso e Matisse?’ L’animazione non è necessariamente fatta di animaletti che saltellano tutto il tempo“.  Nel corso degli anni Roger Waters e Gerald Scarfe sono rimasti amici: “Giocavamo molto a biliardo e bevevamo birra forte. Un giorno Roger si è presentato a casa mia, a Chelsea, con le prime demo. Erano mesi che mi diceva: ‘Un giorno finirò questa cosa, ti mostrerò tutto e ci lavoreremo insieme’. Me l’ha promesso mentre lo scriveva, perché aveva compreso il potere delle immagini accostate alla musica“.

L’archivio di Scarfe contiene tutto il materiale raccolto nei cinque anni passati dal primo incontro con Waters fino all’uscita dell’adattamento cinematografico del 1982 diretto da Alan Parker: i primi bozzetti disegnati a mano, i quadri stampati nel libretto del vinile dell’album, gli storyboard, sceneggiature complete di illustrazioni, oggetti di scena dello stravagante tour di The Wall e del film. Nella collezione ci sono anche “cinque anni di ephemera”: i dischi d’oro di The Wall, statuette, pass per il backstage, una giacca da tournée personalizzata per The Wall e strani oggetti utilizzati durante le riprese del film.

Pink Floyd – Gerald Scarfe Animation – What Shall We Do Now?


Il delirio psichiatrico avanza incontenibile, nero come l’abisso cerebrale.

Quarant’anni di The wall, l’album icona dei Pink Floyd


Come ricorda Repubblica, oggi sono passati esattamente quarant’anni dalla pubblicazione di The wall, l’album che il mondo intero ricorda se gli si chiede qualcosa dei Pink Floyd.
Potrei scrivere fiumi di parole, una quantità smodata di post sull’argomento, ma in realtà ognuno ha la sua particolare visione dell’opera e dei Floyd, personalmente so che loro hanno segnato la mia vita artistica e tuttora ne tracciano molti contorni, che pur navigano negli universi oscuri e tutt’altro che mainstream; perciò, lasciate che si festeggi questo quarantennale, con i Floyd tuttora sull’onda della creatività, anche se di fatto non hanno realizzato nulla di nuovo: e quale altro cenno volete che diano degli artisti che non fanno altro che esprimere grandiosità senza tempo, e senza forma?

Bobaflex – Hey You (Pink Floyd cover)


Quando i brividi si muovono sotto il non detto…

Katjes Chocjes TV Spot 2019 – Jedes Leben ist wertvoll (Gerald Scarfe)


Un video pubblicitario disegnato da Gerald Scarfe; chi è? Il disegnatore di The wall

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