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Archivio per Thriller

Lo strano caso dello studio in verde | False percezioni


Segnalazione per Luigi Milani, presa dal suo blog: è appena uscito per DelosDigital Lo strano caso dello studio in verde, crime scritto a quattro mani con Alexia Bianchini. La quarta:

Daniele Bizzarri, tormentato scrittore di bestseller con gravi trascorsi di droga e alcolismo, dopo essere miracolosamente scampato ai fatti narrati nel romanzo breve Il libro maledetto (Odissea Digital, 2018) si trova coinvolto suo malgrado nelle indagini sulla morte del suo psichiatra, il professor Caledon. Per uno strano scherzo del destino l’artista rivestirà il ruolo del Dottor Watson, celebre aiutante del grande Sherlock Holmes, in un crescendo di mistero e tensione che lo condurranno di nuovo in territori da lui purtroppo già battuti. Quelli dell’orrore e della follia.

Da tuffarsi nella lettura, riemergendo piacevolmente deliziati dalla prosa…

Futuro criminale, quando il delitto è fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia curata da Gian Filippo Pizzo: Futuro criminale.

“A. si voltò di scatto, tendendo l’orecchio. Il rumore si ripeté.” Una storia che contenga una frase come questa, teoricamente può essere dì qualsiasi genere; ma in pratica si può scommettere che sarà o poliziesca, o di fantascienza. E già questo dimostra l’affinità tra i due generi di narrativa.

Con questa citazione tratta dalla prefazione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini a Universo a sette incognite (Mondadori, 1963) si apriva l’introduzione di Gian Filippo Pizzo a Delitti dal futuro, una raccolta di fantagialli che aveva curato per Istos nel 2016 e da noi già recensita.

Seguendo e anzi ampliando il concetto di affinità evidenziato dai due noti curatori di Urania, Pizzo aveva proposto dei racconti che avessero contemporaneamente le caratteristiche del poliziesco e della SF, che rispettassero l’essenza stessa dei due generi. Non quindi semplicemente delle storie di fantascienza che celavano un qualche mistero né dei gialli truccati da science fiction mediante una semplice ambientazione nel futuro, ma dei racconti che seguissero gli stilemi della classica detection – delitto, occasione, movente, alibi, indagine – e fossero al contempo veramente fantascientifici. Operazione ovviamente molto difficile, tanto è vero che opere di questo tipo sono assai rare e solo pochi scrittori, anzi forse il solo Isaac Asimov, possono vantarsi di avere raggiunto questo equilibrio. Ma operazione che può dirsi riuscita, tanto che Pizzo ha pensato di riprovarci e propone adesso questa Futuro criminale che è stata costruita con le stesse caratteristiche e la cui introduzione è un vero e proprio saggio storico sull’argomento.

Da questa introduzione riportiamo un passaggio che esprime bene il concetto alla base della raccolta:

Quando si parla di giallo o di poliziesco si possono intendere storie affatto diverse l’una dall’altra. I cultori di questo genere amano suddividerlo in varie categorie: ci sono i racconti di semplice ambientazione poliziesca e c’è il giallo classico, quello nel quale il lettore “partecipa” con i personaggi alla scoperta del colpevole; c’è il giallo all’americana degli investigatori ubriaconi, nel quale non conta l’enigma ma la rappresentazione di un ambiente e la psicologia dei personaggi. C’è il “nero” in cui il protagonista è il delinquente e non il detective, ci sono le storie al confine con l’orrorifico o con lo spionaggio, c’è il thrilling e c’è il suspense. C’è il cosiddetto giallo d’indagine, in cui il poliziotto di turno va continuamente alla ricerca di indizi e testimonianze, fino a risolvere il caso, e quello di ambientazione forense, che si svolge praticamente in tribunale (Perry Mason). Tutte queste categorie hanno le loro versioni fantascientifiche. Speriamo tuttavia che i lettori siano d’accordo con noi nel ritenere per “gialle” per eccellenza quelle storie nelle quali c’è un mistero, sovente un delitto, da risolvere, e il lettore procede di pari passo con l’investigatore nell’acquisire elementi che portino alla soluzione, tentando di scoprire il colpevole prima dell’ultima pagina. Scrivere gialli fantascientifici in senso così stretto è molto difficile, perché gli elementi inconsueti — robot e macchinari superscientifici, alieni, poteri paranormali, viaggi nel tempo e simili, insomma tutti gli aspetti sociali e tecnologici del presunto futuro — portano disomogeneità e spesso lo stesso autore non riesce a padroneggiarli, finendo per tradire l’esigenza di unità di trama e di consequenzialità logica tipica della detective story. Ciò nonostante c’è un discreto numero di opere che sono connubi se non proprio perfetti almeno ben riusciti tra i due generi.

Pizzo ha raccolto intorno a sé un nutrito gruppo di eccellenti autori, ne enuncio qualcuno: Donato Altomare, Mauro Antonio Miglieruolo, Antonino Fazio, Giovanni Agnoloni, Giulia Abbate, Alessandra Cristallini (in collaborazione con Andrea Pomes), Monica Serra.

Musica sull’abisso in arrivo | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Marilù Oliva, Musica sull’abisso, un thriller assai particolare e intrigante. Dalla quarta:

Prosegue la fortunata saga de “Le spose sepolte”, che ha come protagonista una tenacissima Micol Medici, ispettore di polizia trentenne che deve vedersela con un mondo professionale dove gli uomini, spesso in maggioranza e ai vertici, tendono ad avere l’ultima parola. Ma Micol non si scoraggia e indaga forte della sua determinazione e di un metodo scientifico rigoroso: doti che, di notte, vengono sporcate da un talento particolarissimo, la sua propensione a fare sogni quasi rivelatori. Perché, in qualche modo, quelle visioni notturne le svelano dettagli importanti e in thriller romanzo i dettagli riguardano un mistero molto inquietante: gli ex allievi di una quinta liceo stanno perdendo la vita, anno dopo anno, tutti lo stesso giorno, il 21 febbraio. Micol scoprirà che i decessi sono legati a una canzone dalle tinte noir scritta in latino quindici anni prima, Mors Mortis: il primo grande mistero è come sia possibile che il testo della canzone abbia potuto anticipare come sarebbe morta ciascuna vittima.

Altro mistero è perché quegli allievi, appassionati di latino, erano ossessionati dalla morte. Cosa lega questi decessi? Mentre le voci collegate ai fantasmi del passato compongono una storia di sopraffazioni e ferocia, Micol cerca di scoprire la verità, muovendosi sullo sfondo di una città dove ogni torre e ogni portico sembrano occultare qualcosa.

Dario Argento’s Dreadful Bond: il crowdfunding per realizzare il videogioco | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un crowdfunding per un videogioco in cui è coinvolto, nientedimeno, Dario Argento. Ecco una rapida panoramica del progetto:

È attiva la campagna di raccolta fondi per concretizzare il videogioco thriller Dreadful Bond, realizzato da un giovane team italiano con il supporto del grande maestro dell’orrore Dario Argento. La formula scelta è tutto o niente, perciò sarà l’unica occasione per trasformare l’incubo in realtà! Il crowdfunding è aperto fino al 25 aprile.

CRISTIANA ASTORI… TRA ROSSO E NOIR « La zona morta


Su LaZonaMorta una bella intervista a Cristiana Astori, autrice thriller e noir che ha del vero talento. Un estratto:

QUANTO E’ IMPORTANTE LA PSICOLOGIA NEI TUOI ROMANZI?

Moltissimo, non appartengo alla corrente lovecraftiana che parla del mostro che si vede, io preferisco scrivere del mostro dentro l’individuo. Mi interessa la psicologia dei criminali, quello che può portare alla follia, la nostra “metà oscura” se vogliamo citare Stephen King. Ecco perché prediligo il genere noir al giallo, perché in quest’ultimo c’è sempre un protagonista rassicurante, un poliziotto che sa mettere a posto le cose, invece la protagonista dei miei romanzi, Susanna Marino, è tutto fuorché rassicurante.

IN EFFETTI, IL NOME SUSANNA APPARENTEMENTE PUO’ NON SEMBRARE QUELLO DI UNA PERSONA NON DETERMINATA. PERCHE’ L’HAI CHIAMATA COSI’?

Quando ho scritto “Tutto quel nero” non avevo pensato a una serie, ma a un romanzo fine a se stesso. Susanna Marino, era una studentessa che doveva cercare un film di un’attrice degli Anni ’70, deceduta a 27 anni in un incidente d’auto, che si chiamava Soledad Miranda. Attorno c’era tutto il mistero della morte di quest’attrice che ha girato film horror erotici con Jess Franco. Le sue iniziali erano  SM, da qui Susanna Marino…

Cut-Up Publishing presenta “Il custode di Chernobyl” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Alessandro Manzetti, edito da CutUp: Il custode di Chernobyl. Vi incollo la sinossi:

15 gennaio 1965, Unione Sovietica. Test Chagan: nell’ambito del programma di esplosioni nucleari pacifiche sotto-superficiali (NPE) per la creazione di canali e nuovi bacini idrici, 130 kilotoni detonano sotto il letto asciutto del fiume Chagan, nei pressi del sito test di Semipalatinsk, chiamato ‘Il Poligono’. Nella steppa del nord-est dell’attuale Kazakistan appare un cratere di 400 metri, profondo 100, riempito d’acqua per farne un enorme serbatoio. Quello che diventerà poi celebre come ‘Lago Atomico’. Ma gli obiettivi ufficiali del Test Chagan sono una copertura governativa. Le gallerie sotterranee fatte saltare in aria nascondono in realtà l’area segreta del più raccapricciante esperimento della Guerra Fredda, andato fuori controllo: la creazione, tramite manipolazione generica, di una nuova razza di esseri umani in grado di adattarsi velocemente, e combattere, in un ambiente altamente radioattivo. Solo due esemplari di questo nuovo predatore vengono risparmiati dall’esplosione e trasferiti in un nuovo sito segreto: un fittizio reattore in costruzione nella più grande centrale nucleare sovietica.

26 aprile 1986. Esplode il reattore numero 4 della centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale, a tre chilometri dalla città di Pryp”jat’ e diciotto da Černobyl’, creando un fallout radioattivo in un raggio di trenta chilometri e la necessità di evacuare la popolazione civile e definire una zona d’esclusione. Sarà proprio quest’area a diventare la riserva di caccia della coppia di esseri umani geneticamente modificati, allungando la lista delle leggende metropolitane su mutazioni animali e vegetali, diffuse ad arte dal KGB per nascondere l’unica mostruosità realmente esistente nei luoghi spettrali che circondano la centrale: Il Custode di Chernobyl, come diventerà tristemente noto presso la popolazione, e la sua compagna, destinata a portare in grembo un nuovo, invincibile, radioattivo DNA.

L’occhio del gatto | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione del romanzo L’occhio del gatto, dello scrittore R. Austin Freeman pubblicato questo mese da Giallo Mondadori. Particolare questo libro, sicuramente razionale ma con elementi irrazionali che verranno svelati, che donano comunque un fascino particolare alla storia.

Tutto ha inizio una sera. L’avvocato Robert Anstey è diretto a casa quando, in una zona isolata, soccorre una ragazza accoltellata da un ignoto aggressore. L’uomo stava fuggendo dalla scena di un delitto, la cui vittima è un noto collezionista di reliquie storiche. Dal suo museo privato sono stati trafugati alcuni gioielli, tra i quali un pendente con un occhio di gatto che si dice essere legato a una vecchia superstizione. Sconcertato dall’alone di mistero che ammanta la vicenda, così anomala rispetto a ordinari fatti criminali, Anstey auspica l’intervento dell’amico e collega John Thorndyke, massima autorità in campo medico-legale e grande penalista. Non sarà facile, per un campione del razionalismo come lui, condurre un’indagine che sembra sconfinare sempre più nei territori dell’occulto e del soprannaturale. Ma lo sosterrà la certezza che ogni puzzle, per quanto ostico, deve avere una soluzione logica.

La Prefazione

Per una di quelle coincidenze che sono inammissibili nella produzione romanzesca, anche se capitano di frequente nella vita reale, un episodio nella storia qui narrata ha trovato una replica quasi esatta in un caso vero apparso nei quotidiani.

Il caso vero concerneva un’allarmante disavventura capitata a un distinto ufficiale di polizia di alto rango. L’incidente fittizio si verifica nel decimo capitolo di questo libro, e la lettura di quel capitolo darà inevitabilmente l’impressione che io mi sia appropriato del caso vero e l’abbia incorporato nella mia storia; un procedimento che il lettore potrebbe considerare di pessimo gusto, e con ragione.

Mi sembra perciò opportuno spiegare che il capitolo 10 è stato scritto qualche mese prima che si verificasse la tragedia reale. In effetti, per quella data, il libro era stato quasi ultimato e risultava praticamente impossibile eliminare l’incidente a cui si è fatto riferimento, e che era parte integrante della trama.

La coincidenza è di sicuro spiacevole, ma si sarebbero anche potute verificare conseguenze persino peggiori. Perché se non avessi dovuto mettere da parte questo libro per completare un altro lavoro, L’Occhio di Gatto sarebbe uscito in stampa proprio nel momento in cui quel crimine veniva realmente commesso; e a quel punto sarebbe stato difficile per chiunque – persino per l’autore – credere che il crimine fittizio non avesse fornito lo spunto per quello vero.

R.A.F.
Gravesend, 19 giugno 1923

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