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Stati di Allucinazione: un trip-movie tra scienza, religione e filosofia – Auralcrave


Su AuralCrave un lungo post che analizza il film Stati di allucinazione, uscito ormai decenni fa ma che conserva sempre un fascino intramontabile. Un estratto:

Stati di allucinazione (Altered States) è probabilmente il più grande Trip drug movie di sempre. Lo è per il talento registico di Ken Russell, per la sceneggiatura visionaria di Paddy Chayefsky ispirata alle altrettanto strabilianti esperienze di John C. Lilly, oltre che per un budget di produzione di tutto rispetto: elementi che collocano questa pellicola datata 1980 in quell’area a cavallo tra il b-movie di lusso, la fantascienza colta e l’horror religioso, facendole meritare fin da subito lo status di cult.
La storia si ispira liberamente alla vita del neuroscienziato statunitense John C. Lilly, attivo fin dal secondo dopoguerra nella ricerca legata agli stati alterati della coscienza, al linguaggio dei delfini e alla comunicazione inter-specie. Personaggio stravagante e controverso, sperimentatore di LSD, amico di Timothy Leary e Allen Ginsberg, Lilly incarna magnificamente quel filone di pensiero scientifico eterodosso attratto dal soprannaturale, con un percorso biografico che lo pone in stretta contiguità con il movimento hippie prima e new-age dopo.

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After Blue – il futuro è donna, pop e… ormonale | PostHuman


Su PostHuman un articolo-recensione che, lo ammetto, faccio fatica a inquadrare se non per una fascinazione di un qualche tipo che comprende alcuni dei miei interessi – psichedelia, immaginario erox, sperimentazioni espressive – e che ruotano attorno al regista Bertrand Mandico, autore che non conoscevo ma che mi ha lasciato un senso di… indefinita ammirazione, in attesa di essere confermata. Vi lascio a una parte dell’estratto di PostHuman, e vi invito a stare attenti agli sviluppi del regista e di ciò che ruota attorno a lui. In basso il trailer di After Blue e un clip di Caleb Landry Jones, che non c’entra ma c’entra con le pellicole del regista francese.

Nella bella sala restaurata dell’ex Spazio Oberdan ieri abbiamo visto Hormona, il trittico di corti del francese Bertrand Mandico (di cui abbiamo già scritto QUI), che faceva parte della rassegna monografica dedicata all’enfant terrible del cinema underground francese, omaggio che culminava con la proiezione dei suoi per ora unici due lungometraggi: il primo è Les Garçons Sauvages del 2017, “viaggio allucinante” di una banda di teppistelli burroughsiani in un’isola del tesoro dagli influssi molto particolari, sotto la guida di un capitano di vascello molto più arcigno del Nemo di Verne! Film che o vedi a un festival o poi risultano davvero difficilmente reperibili.
Il trittico comprendeva:
Prehistoric Cabaret del 2013
Notre Dames Des Hormones del 2014
Y a-t-Il Une Vierge Encore Vivante del 2015.
Tre cortometraggi uniti dallo sguardo appunto “ormonale” su una pansessualità stillante da ogni inquadratura, che flirta sempre sottilmente con qualcosa di “altro”: non solo di altro da quella che un tempo si definiva “normalità” sessuale, ma anche con concetti come l’origine dell’umanità (il primo), le dinamiche fra due donne/artiste nei confronti dell’improvvisa intrusione nel loro ménage di un’inconcepibile, forse sovrannaturale entità “virile” (il secondo), o con un’idea tutta personale di misticismo (il terzo).

AFTER BLUE
Ma il piatto forte è stata l’anteprima italiana del secondo, After Blue, suo ultimo e più ambizioso opus, fresco di passaggio a Locarno: 130 stordenti minuti di un altro “viaggio allucinante” d’ambientazione fantascientifica (come già il mediometraggio Ultra Pulpe), il cui titolo allude appunto al nome del remoto pianeta su cui l’umanità futura ha trovato scampo dal proprio scempio della Terra (tema onnipresente nella s/f attuale), ma anche la fine del genere maschile, inadatto a sopravvivervi. Qui sotto il trailer internazionale del film.

Blade Runner: Black Lotus, la serie anime prequel di Blade Runner 2049 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Black Lotus, anime che si colloca come prequel nella linea di eventi di Blade Runner, posta quindi un po’ prima del sequel di pochi anni fa di Denis Villeneuve, Blade Runner 2049. La sinossi dell’anime:

Los Angeles 2023: una ragazza si sveglia senza memoria ma con abilità nel combattimento letale. Gli unici indizi sul suo mistero sono una unità di memoria criptata e il tatuaggio di un fior di loto nero (il Black Lotus del titolo). Mentre ricompone i pezzi della sua vita, Elle (che in inglese ha la voce di Jessica Yu-Li Henwick, Marvel’s Iron Fist e quasi tutte le altre serie Marvel su Netflix) darà la caccia ai responsabili del suo brutale e sanguinario passato per scoprire la verità sulla sua identità perduta.

In realtà, c’era già stato un corto anime uscito un po’ prima che uscisse il film di Villeneuve, 2022 Blackout:

Nel 2022, tre anni dopo gli eventi di Blade Runner, la Tyrell Corporation ha creato i nuovo replicanti Nexus 8, che hanno un’aspettativa di vita aperta, come quella degli umani. Questo crea il caos: gli umani, diffidenti verso i nuovi replicanti, iniziano una caccia senza tregua e la storia si incentra su Iggy (Jovan Jackson) che salva la vita alla replicante Trixie (Luci Christian). Iggy era un replicante soldato sul pianeta Calantha, ma quando aveva scoperto che i cosiddetti nemici erano anch’essi replicanti aveva disertato. Da qui coinvolge la ragazza in una missione per cancellare il database della Tyrell che contiene i nomi di tutti i replicanti, così da dare loro la possibilità di vivere pacificamente. Se una cosa del genere è possibile nell’universo di Blade Runner.

…e niente, l’idea che tutto possa diventare una saga, ha il suo grande fascino, e io sono lì in attesa che ciò avvenga.

Jodorowsky’s Dune: il più fecondo fallimento della storia del cinema


Su PostHuman Mario Gazzola traccia mirabilmente le coordinate di Jodorowsky’s Dune, il documentario video in cui si racconta il making of del regista cileno attorno al concept di Dune. Un estratto:

La parte più pazzesca del film di Pravich è infatti il dopo, in cui la regia ci giustappone esempi dei disegni di Moebius per lo story board di Dune accanto a scene di film successivi, talmente simili da non poter pensare che sia stato un caso: il libro era rimasto nel cassetto di tutte le major hollywoodiane, quindi non è stupefacente che intuizioni della geniale coppia siano filtrate nei duelli di Star Wars di Lucas, nelle soggettive di Terminator di Cameron, nelle apparizioni fantasmatiche dei Predatori dell’Arca Perduta di Spielberg o in altri titoli minori come Flash Gordon, fino alle minacciose montagne scolpite nel Prometheus di Ridley Scott.
Al cui epocale capostipite Alien peraltro diedero decisivi contributi proprio O’Bannon (col soggetto originale) e Giger (coll’indimenticabile, orroroso xenomorfo), “scoperti” da Jodo e indi “adottati” da Hollywood dopo il naufragio del cosmico progetto, se ne parla alle pagine 101-106 del mio FantaRock (con Ernesto Assante, Arcana, 2018).

Mai pubblicata neppure in forma di libro cartaceo, la fertilissima, profetica sceneggiatura Jodo/Moebius si connette infine anche all’imminente, attesissimo Dune di Villeneuve (di cui già è trapelato il progetto di una trilogia cinematografica per sviluppare compiutamente l’impianto narrativo di Herbert) attraverso la colonna sonora: infatti le solenni musiche di Hans Zimmer per il film in uscita comprendono anche un brano riarrangiato dei Pink Floyd ambìti da Jodo: è Eclipse, proprio da quel The Dark Side Of The Moon le cui session di registrazione volgevano alla fine al momento dell’incontro col visionario regista cileno).

Matrix Resurrections, il primo trailer ufficiale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della prossima uscita di Matrix IV, chiamato Revolutions. In fondo potrete trovare anche il trailer che, a me, dice assai poco. E a voi?

La regista e co-sceneggiatrice Lana Wachowski ha tenuto segreta fino a oggi la trama del quarto capitolo della saga, ma appare chiaro che dopo il finale di Matrix: Revolutions (2003) in cui il corpo di Neo veniva recuperato da Matrix stesso, il nostro eroe si ritrova dove tutto è cominciato, a Chicago, in un lavoro e una vita che non lo soddisfano. Ma con una variante, come dice al suo analista interpretato da Neal Patrick Harris (Gone Girl) fa sogni che non gli sembrano sogni e teme di essere pazzo. Poi ci sono le pillole blu, che apparentemente deve prende costantemente, almeno finché, come vediamo, non decide di liberarsene. Così prima re-incontra Trinity (Carrie-Ann Moss) la quale ovviamente non conosce la sua stessa vera identità e poi un personaggio, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II (Watchmen) che assomiglia tantissimo a un giovane Morpheus, il quale gli dice che è tempo di volare e gli porge la pillola rossa. Dopo è un trionfo di scene altamente spettacolari in puro stile Matrix, fino allo strano incontro con un altro personaggio misterioso, interpretato da Jonathan Groff (Mindhunter su Netflix) il quale gli dice “Dopo tutto questo tempo, perché tornare in Matrix?”. E fate attenzione alla canzone, White Rabbit degli Jefferson Airplane, parte dell’album Surrealistic Pillow datato 1967. Se conoscete l’inglese è molto rivelatoria.

Matrix Resurrections arriverà nei cinema americani e su HBO Max il 22 dicembre, ma purtroppo noi dovremo aspettare un po’ di più, il primo gennaio 2022, ma sarà un gran bel modo di festeggiare l’anno nuovo. Vi lasciamo con il primo trailer in italiano e in lingua ufficiale, pronti a tornare in Matrix?

La Trentunesima Ora – Trailer e film


Ho caricato sul Tubo sia il trailer che il film (postato più sotto) La trentunesima ora. È materiale realizzato agli inizi del Connettivismo, pregno di quel ribollire di idee che si hanno quando comincia qualcosa. Vi lascio alle note della pagina e ai credits che ho caricato sui video, sono passati ormai quindici anni e tante cose sono cambiate, ma il bagaglio creativo che ognuno nel film si porta ancora appresso è cresciuto, ed è di un altro passo.

Un matematico è prossimo alla morte, un cancro lo sta divorando così come un gusto per lo studio dei numeri primi sta divorando la sua creatività: egli è convinto che dietro ogni numero primo si celi un messaggio, un criptico esistere delle dottrine occulte che hanno attraversato le ere degli uomini. Feynman, il matematico, ha una storia con Ilaria, che è anche l’infermiera che segue i suoi frequenti soggiorni in ospedale; lei non sembra interessarsi ai numeri primi e non riesce a capire perché lui si ostini a rincorrere quelle bizzarre teorie, perdendoci il sonno e quel residuo di salute che gli è rimasta. Feynman è tormentato e fa fatica a discernere la realtà dai suoi pensieri, vede cose strane accadergli intorno che s’intrecciano, apparentemente, con i suoi deliri; tutto l’universo sembra parlargli e lui è ora certo di aver trovato la soluzione ai suoi supplizi cerebrali. Ma Feynman è davvero al sicuro quando ritiene la sua scoperta attinente soltanto al mondo sottile delle dottrine occulte e non, invece, passibile di applicazioni pratiche?

Con: Giulia Tramentozzi, Francesco Trani, Sandro Battisti. Regia di Marco Cerilli. Soggetto: Sandro Battisti. Sceneggiatura: Giovanni De Matteo, Marco Milani, Sandro Battisti, Francesco Cortonesi. Musiche: Kirlian Camera e Francesco Lucarelli.

Last Night in Soho: online il trailer del film di Edgar Wright | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione e trailer di un nuovo strano – e intrigante – film horror: Last Night in Soho, di Edgar Wright. Qui sotto sinossi e trailer, davvero intriganti entrambi.

Una ragazza ossessionata dalla moda degli anni ’60 trova il modo di tornare indietro nella Londra di quel periodo. Qui incontra il suo idolo, un’aspirante cantante molto carismatica. Ma la Londra degli anni ’60 non è quello che sembra e il tempo sembra andare in pezzi con conseguenze losche.

“Quando il passato ti lascerà entrare, la verità verrà fuori”.

What Did Jack Do? (2017): tutta la follia e il genio di Lynch in una manciata di minuti


Su OcchioDelCineasta una segnalazione e/o recensione di un cortometraggio girato da David Lynch nel 2017, di cui non avevo notizia e che sembra assai interessante – dubbi, al riguardo? – dal titolo What Did Jack Do?. Un estratto:

Prodotto dall’Absurda, diretto, montato e interpretato dall’artista David Lynch, What Did Jack Do? è un cortometraggio del 2017 presentato in anteprima a Parigi alla fine dello stesso anno. Dopo la sua presentazione, il corto è stato irreperibile per oltre due anni, fino a quando Netflix non ne ha acquistato i diritti e lo ha reso disponibile sulla propria piattaforma il 20 Gennaio del 2020, giorno del 74° compleanno di David Lynch.

In una buia e claustrofobica stanza all’interno di una stazione ferroviaria, un detective interroga una piccola scimmia di nome Jack, sospettata di aver freddato a colpi di pistola un uomo di nome Max Clegg.
Nato da una folle idea del regista statunitense, questo cortometraggio mostra ancora una volta il genio di Lynch, che mette in scena una storia surreale, fuori da ogni schema, che però risulta essere un vero e proprio omaggio al cinema noir, che ha formato e ispirato il regista durante tutto il corso della sua carriera. Il corto risulta essere un insieme di campi e controcampi tra la scimmietta Jack e l’investigatore che in uno scambio di battute oniriche e kafkiane discutono le proprie tesi rivelando i propri caratteri e personalità. All’interno della scena compaiono poi altre due figure, la cameriera che serve il caffe ai due protagonisti e una gallina di nome Toototabon, che scopriamo alla fine essere l’amata di Jack e la causa del suo arresto.

Il cortometraggio è pregno di elementi tipici della poetica ed estetica di Lynch, il bianco e nero ricorda molto quello del suo esordio cinematografico, Eraserhead. Inoltre alcuni particolari, come quello della tazza di caffè sul tavolo e l’ambientazione scelta, ricordano il suo capolavoro televisivo Twin Peaks, mentre nel finale assistiamo ad una esternazione della pazzia manifestata con urla squarcianti che ricordano quelle di Laura Dern in Inland Empire.

The Night House: è online il trailer dell’horror diretto da David Bruckner


Su HorrorMagazine la segnalazione di un film fruibile prossimamente – si spera – nella sale USA: The Night House, di David Bruckner. Tralascio la quarta e vi invito a vedere il trailer qui sotto.

Gaia: online il teaser trailer del film diretto da Jaco Bouwer | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine il teaser-trailer di Gaia, film del sudafricano Jaco Bouwer, pellicola che potremmo definire sciamanica ma anche da GrandiAntichi, visto il tema:

Ci addentriamo in un’antica foresta dove si nasconde qualcosa di più antico dell’umanità stessa. E quando un ranger scopre un uomo e suo figlio che conducono una vita da selvaggi, si imbatte in un segreto che minaccia di cambiare il mondo per come lo conosciamo.

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