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Archivio per Transumanesimo

Non sono solo i romanzi a poter… Spaventare! – D Editore


Promozione da Halloween per gli amici di D-Editore, come spiegano qui. In sostanza, alcune delle loro migliori pubblicazioni saggistiche e transumane sono scontate in modo consistente, dateci un’occhiata.

Cari amici e lettori, come ogni festività, cerchiamo sempre di organizzare qualche attività o promozione, e questo Halloween 2017 non poteva certo essere un’eccezione! Abbiamo quindi pensato di proporvi una selezione di sei tra i nostri più fortunati libri: Guerra e Architettura di Lebbeus Woods, Topie Impitoyable di Léopold Lambert, La rivincita del paganesimo e La specie artificiale di Riccardo Campa, Re-Act di Gianpiero Venturini e Carlo Venegoni e Lezioni dalla fine del Mondo di Alessandro Melis ed Emmanuele Jonathan Pilia!

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Roby Guerra e l’eBook sul Transumanesimo Italiano


Segnalo questa pubblicazione di Roby Guerra: Il transumanesimo italiano. Una nuova scienza sociale del XXI secolo, reperibile su Amazon ed edito da Asino Rosso edizioni- Network Street Lib, 2017. Qui sotto alcune note esplicative dell’opera, ponte gettato tra il presente e il futuro transumano, memorie di un basso futuro che cortocircuita sul passato.

Raccolta di articoli sul transumanesimo futuribile a cura di Roby Guerra, scrittore e blogger futurista e attivista italiano del movimento. Articoli editi online negli ultimi dieci anni, da Guerra su Controcultura/SuperEva a Meteo Web, da Blasting News a Ferrara Italia fino al blog Scienza e Futuro e a Focus il transumanesimo italiano (e area strettamente affine), con capitoli recensioni e note sui vari R. Campa, Estropico, R. Manzocco, S.Vaj, A. Autino, R. Paura, S. Battisti, U.Spezza, C. Rocchio, G. Vatinno, G. Casaleggio, P. Bruni del Mibact, A. Saccoccio e altri.
È una sorta di cronache transumaniste contemporanee, integrate da una sezione similare sul transumanesimo internazionale che evidenzia: A. de Grey, L. Page e R. Kurzweil, Z. Istvan, Natasha Vita More, R. J. Sawyer, K. Suntzu e altri. L’ebook è poi completato con una sezione prototransumanista dedicata a alcuni precursori: da Marinetti e i Futuristi a I. Asimov e la Fantascienza, dal futurologo A. Toffler alla cibernetica o semiotica sociale di Y. Lotman, fino a Fedorov e al Cosmismo russo; inoltre, articoli più personali dell’autore sul futuro delle stampanti 3D, sull’Intelligenza Artificiale, su un partito della scienza futuro e su altro ancora.
In sostanza, una scansione relativamente inedita in Italia, non strettamente tecnica, esposta con un’ottica privilegiata di transumanesimo e Futurismo sociale risolti come umanesimo scientifico radicale e avanguardia scientifica stessa. Imperdibile!

Qui il link Amazon per l’acquisto.

Panarchia – D Editore


È in uscita per gli amici D-Editore una nuova pubblicazione, il cui titolo mi è estremamente simpatico: Panarchia, di Gian Piero De Bellis, un’analisi di un nuovo possibile modello culturale e sociale. La pubblicazione è nella fase finale di crowdfunding – qui il contatore e i dettagli per arrivare a un totale di 50 quote, ovvero 50 disponibilità a un prezzo fortemente scontato.

Per secoli siamo stati abituati a considerare la politica nel suo rapporto con la territorialità. Abbiamo imparato ad adorare, come un idolo, lo Stato-nazione. Ci siamo convinti che fosse naturale, entro un certo spazio, che degli esperti o delle maggioranze decidessero su tutto e che lo decidessero per tutti. Ma all’alba del ventunesimo secolo questo modello non funziona più: viviamo in una società multiculturale, frammentata, solcata da tensioni. Una parte crescente dei rapporti umani ed economici si svolge in una dimensione immateriale. Oggi insomma siamo chiamati a ripensare la nostra idea di organizzazione sociale: ripensare il ruolo dello Stato e, di converso, quello degli individui e delle comunità. Abbiamo bisogno di regole, certo, ma queste regole devono adattarsi alla varietà delle forme di vita che abitano il mondo. È infine giunto il tempo della panarchia?

Diario di un editore: torniamo a guardare al futuro… | PEJA


Alcune note dal diario personale di Emmanuele “Peja” Pilia, riguardo le nuove uscite della sua casa editrice D-Editore. Copio e incollo:

Buttare giù due righe su questo mio diario virtuale ha sempre del catartico, e questo soprattutto se il motivo è l’uscita di un nuovo libro: La società degli automi, di Riccardo Campa, con una prefazione di Claudio Cominardi. Ora, ogni libro che noi pubblichiamo lo attendo con una certa enfasi: a volte perché è frutto di lavoro di molti mesi (come ad esempio Topie Impitoyable o L’Architettura del Continuo), tanti da farmi immergere fisicamente nei contenuti che il testo propone. A volte, perché quei contenuti sono per me talmente forti da diventare lentamente un credo (come La fine dell’invecchiamento o il libro in uscita Panarchia). Ecco, questo libro rappresenta un po’ entrambi le cose.

Non ho mai fatto mistero della mia fede transumanista: io sono un transumanista, credo in un futuro dove la tecnologia migliori drasticamente la vita di ogni individuo, credo in un futuro dove la scienza avrà messo fine ai peggiori mali del nostro tempo, credo in un futuro di abbondanza e privo di restrizioni economiche. Forse può apparire eccessivamente ingenuo, ma in cuor mio trovo questa mia personale e pragmatica fede particolarmente pragmatica: ogni giorno mi informo su cosa sta accadendo nei laboratori di tutto il mondo, di quali tecnologie sono sviluppate e distribuite in forma gratuita, di quali farmaci attualmente in uso potranno essere usati per rallentare altre malattie e via dicendo. Sì, sono ottimista, e lo sono nonostante tutto il resto del mondo sta crollando. Prendiamo ad esempio la crisi economica e la contingente crisi del lavoro: di fatto sembrerebbe preannunciare una dittatura tecnofascista in cui solo un’élite potrà godere dei frutti del lavoro dell’intera umanità, e questa è una preoccupazione che effettivamente vivo anche io. Ma se riuscissimo a diffondere il seme di queste idee, se riuscissimo a parlarne, a divulgare, a far entrare questi temi nelle istituzioni, forse potremmo cambiare il futuro.

Sono felice di aver pubblicato questo libro proprio perché in questo modo penso di aver contribuito, almeno un poco, a divulgare questi temi. Il libro parla del tema della fine del lavoro, argomentando la tesi secondo la quale probabilmente la disoccupazione tecnologica avanzerà con sempre più forza, e di come sarà possibile scongiurare la minaccia di conflitti sociali sempre più duri, tra chi verrà tagliato fuori e chi riuscirà a trovare una sua collocazione nel mondo del lavoro.

Adoro il lavoro di Emmanuele, è una di quelle persone con cui puoi anche non essere in accordo su tutto, eppure continuerai a seguirlo perché ha testa, perché sai che ti ci puoi scontrare, ragionare, riderne subito dopo, perché sai che con lui puoi fare squadra. Ecco perché amo le sue pubblicazioni e i colpi di piccone che continuamente dà a questo decrepito e insensato mondo, usando ragione e passione: cos’altro desiderare da un essere umano?

Tracciare i corpi oltre l’umano. Dal mostro di Frankenstein a noi cyborg | L’indiscreto


Su L’indiscreto un viaggio tra i miti del Fantastico alla ricerca della continua ridefinizione del copro umano e delle sue funzioni. Un estratto:

Le vicende del dottor Victor Frankenstein e della sua innominata creatura sono, infatti, riportate da Walton, un testimone, uno spettatore, attraverso delle lettere alla sorella. Con il suo sguardo terzo coglie insieme il creatore e la creatura, il loro rapporto intimo e conflittuale. Questo sguardo terzo ci restituisce a pieno il dispositivo moderno dell’immaginario: la possibilità di cogliere la rottura dell’ordine quotidiano da distanza di sicurezza. Che rottura sia, lo mostra l’immagine della creatura: di una bruttezza ripugnante, terribile, orrenda che provoca un sussulto profondo nel creatore: “un orrore e un disgusto soffocanti mi opprimevano il cuore” osservando “il miserabile mostro che avevo creato”, “con quegli occhi acquosi, quasi dello stesso colore delle orbite bianche e spente che li contenevano, e con quella pelle avvizzita, e quelle labbra nere e tirate” (Shelley, 1818: 70, 69). E la stessa creatura non è esente dal riconoscersi come una rottura della normalità, come causa di disordine da cui deriveranno calamità: “quale fu l’orrore quando vidi la mia immagine riflessa in una pozza limpida! […] Quando mi convinsi pienamente di essere in realtà il mostro che sono, fui pervaso da un’amarissima sensazione di sconforto e vergogna. Ahimè! Ancora non conoscevo per intero le conseguenze fatali di questa triste deformità” (Shelley, 1818: 140). Dunque il corpo del mostro è l’oggetto scandaloso con cui si confronta la società borghese dell’epoca pre-vittoriana. Un corpo assemblato rappezzando pezzi anatomici di cadaveri, attraverso un commercio con il-già-morto, con membra destinate alla putrescenza.

Transumanesimo, enhancement ed evoluzione | L’indiscreto


Un bell’articolo che cerca di descrivere cos’è il Transumanesimo, le sue direttive di nascita, i suoi rami in via di forte sviluppo, le possibili derive e i rischi sociali. Su L’indiscreto.

Uno degli argomenti maggiormente impiegati da parte di coloro che avversano le tecnologie del potenziamento è quello della “saggezza della natura”. L’argomento suona più o meno così: l’uomo è un ente la cui complessità è stata forgiata da millenni di evoluzione naturale. Andare a intervenire su questo complesso potrebbe risultare non solo difficile sul piano tecnico ma anche inopportuno. Come possiamo metterci in competizione con millenni di evoluzione? La natura fa il suo corso e questo corso non può essere intaccato dall’imprudenza della mano umana.
Bostrom e Sandberg scrivono che

“è certamente più semplice mettere a fuoco la fattibilità della medicina terapeutica. Intuitivamente la spiegazione è la seguente: anche un sistema progettato in maniera eccellente occasionalmente si guasta. Potremmo in questo caso capire cosa si è rotto e aggiustarlo. Questo sembra certamente meno problematico rispetto al prendere un sistema progettato in maniera eccellente, perfettamente funzionante e potenziarlo al di là del suo normale funzionamento.”

Ma i problemi non finiscono qui. Infatti anche la cosiddetta medicina terapeutica ha i suoi difetti e non rasenta certo la perfezione. Insomma, quando anche la medicina terapeutica, basata su dati piuttosto attendibili, è ben lontana dall’essere esente da complicazioni, sembrerebbe che una persona prudente abbia dalla sua molte ragioni per diffidare dei cosiddetti potenziamenti, tanto più che essi sono spesso basati su dati molto più deboli rispetto a quelli della medicina terapeutica.

Vertigine futuribile


La vertigine delle nuove architetture futuribili.

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La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

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