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Archivio per Transumanesimo

Transumanisti e Futurologi oggi (in Italia) di Roberto Guerra


Post al fulmicotone di Roberto Guerra su AsinoRosso, l’anima profondamente ribelle, anarchica e contestatrice di Roberto prende di mira il mondo transumano, quello neofuturista e tutto il dibattito (mancante, per i sentimenti di Guerra) che movimenta tali ambienti estremi, posti sul limes della consapevolezza umana e prime pietre della Singolarità che potrebbe avvenire in qualsiasi momento. Voi, quali opinioni avete a proposito di questi argomenti evidenziati da Roberto?

Più in generale è l’intera futurologia italiana che pare anche sul piano meta politico proprio evanescente e latitante nel dibattito almeno meta politico italiano: e ci sono alcune motivazioni anche presentiste; certo accademicismo legge ancora un certo Nietzsche come la vulgata storico paramarxista o paleo umanista culturali italiane di certo Novecento; e a maggior ragione certo nuovo futurismo che pure è diventato futuribile eccome in questo duemila, dimostrando che anche la futurologia, piaccia o meno, almeno in Italia è nata almeno a livello estetico conoscitivo proprio con Marinetti e i futuristi storici.
Poco aggiornati o per mere questioni tattiche nel panorama della comunità scientifica italiana, sempre incline a non pronunciarsi su questioni politiche, i futurologi italiani, transumanisti inclusi, nonostante proprio per anni fosse Riccardo Campa, assolutamente progressista, il fondatore del trans umanesimo organizzato in Italia e almeno per alcuni anni proprio l’AIT in sinergia diretta con i nuovi futuristi (ovvero oltre a chi scrive anche accademici stessi quali il critico d’arte e scrittore Vitaldo Conte e il ricercatore digitale Antonio Saccoccio…).
Orbene: poco importa se anche il discorso neofuturista come Rete, raggiunti ragguardevoli risultati, sembra oggi statico o esaurito, oltre a quello dell’AIT, dopo certa fuga di Campa stesso, dello stesso Vatinno, dell’elitismo dello stesso Vaj, mentre invero il Network + (altro gruppo transumanista italiano) al di là delle sue altrettanto debolezze conoscitive sul pensiero complesso e “progressista” psicologico di Nietzsche, è sempre stato a suo modo di nicchia ma consapevolmente e sobrio senza proclami, lentamente continua però in certo percorso molto onesto e propulsivo (una nuova rivista on line, presenze in eventi off line periodici importanti..)
Resta il fatto che preziosità accademiche indubbie, il discorso globale futurologico in Italia, nonostante propulsioni indubbie, eventi e convegni (un gruppo è in forte progress Space Renaissance di Adriano Autino ecc., ma qua parliamo di un focus specifico nel settore aerospaziale) resta di nicchia, elitario, debole storicamente negando le sue matrici futuriste almeno ante litteram: soprattutto lo stile resta troppo moderato e poco radicale rivoluzionario, mentre il mondo, la tecnoscienza invece sono sempre in progress esponenziale. Cosi in Italia non si cavalca la nuova rivoluzione industriale/elettronica, ma soprattutto la si subisce, si resta spettatori allo stato attuale.
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D Editore – Promozione fulminante per festeggiare i 5.000 like su FaceBook


D Editore fa una promozione eccezionale: su tutto il catalogo, fino al 30 giugno, sconto del 25% per festeggiare i 5.000 like su FacciaLibro. Approfittatene, Datacrazia è soltanto l’ultimo di una serie di titoli estremamente interessanti, che vanno dall’Architettura al Transumanesimo, fino a indagare appunto gli strali dell’attuale controllo sociale. Quelli della D Editore sono tipi molto, molto in gamba. E fighi…

Neil Harbisson, il primo vero cyborg | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo su colui che probabilmente è il primo cibernetico della storia (ormai ex) umana: Neil Harbisson. Un estratto dal post:

C’è un signore, per esempio, caschetto biondo e aria vispa, che non vede nessun colore, ma li può “sentire” grazie a un’antenna. Si chiama Neil Harbisson ed è un cyborg: il primo vero cyborg. La sua storia racconta di come le lacune tra normo ed eterodotati non sono ancora state colmate, nonostante una tecnologia sempre più avanzata.

Proprio per via della tecnologia, il terzo millennio sembra essere iniziato all’insegna di una diffusa compenetrazione dei sensi e delle esperienze sensoriali. Una società sinestetica sembra svilupparsi dalle sue fondamenta tecnologiche, tanto che è nata una disciplina che non solo agisce sul mondo esterno, ma interviene addirittura modificando il nostro apparato sensoriale, permettendoci di assaporare il mistero di una realtà più vasta. Una cibernetica estetizzante, che insegue una realtà sempre meno virtuale.

Neil è nato trentatré anni fa a Belfast, in Irlanda del nord, ma è catalano di adozione. La sua malattia si chiama acromatopsia congenita, cioè un’incapacità totale di percepire qualunque colore sin dalla nascita. Così, nel 2004, a soli vent’anni, decide di farsi impiantare nel cranio una speciale antenna che gli permette di ricevere segnali che vengono poi tradotti dal dispositivo, compresi i colori dell’ambiente che lo circonda. Oggi fa il musicista ed è la prima persona al mondo a sentire i colori, nonché il primo cyborg legalmente riconosciuto della storia dell’umanità.

La sua è una “chirurgia transpecista”, come la definisce lui stesso nell’intervista per Triwù, e gli permette addirittura di cogliere infrarossi e ultravioletti; fino ad ora off limits per i limitati sensi dell’essere umano.

Chi vuole vivere per sempre? I miliardari della Silicon Valley, ovvio | Esquire


Su Esquire un post che indaga il mondo molto più che transumano, quello postumano, che sta uscendo fuori dai progetti di longevità della Silicon Valley. Come appendice del post precedente, questa disquisizione approfondisce le possibili derive tecnofasciste, che se non fossero immerse in un mondo iperliberista avrebbero pure un loro profondo perché positivo. Ma magari mi sbaglio…

C’è gente strana in Silicon Valley: un esercito di tech-miliardari divenuti più ricchi di Creso e che oggi utilizzano i loro soldi per inseguire sogni talmente bizzarri che, almeno da noi comuni mortali, sarebbero da classificare alla voce “follie da megalomani”. Ma c’è un problema: con le risorse economiche più o meno infinite che alcuni di questi personaggi hanno a disposizione – da Peter Thiel a Elon Musk, da Larry Page a Jeff Bezos – le loro follie potrebbero anche diventare realtà.

1. Vivere per sempre

Calico, Unity Technology, 2045 Initiative: sono solo alcune delle startup che stanno inseguendo il sogno dell’immortalità (o che almeno stanno provando ad allungare il più possibile il nostro ciclo vitale). Secondo Bill Maris, fondatore di Calico – società finanziata da Google che sta conducendo un colossale studio in cerca del gene dell’invecchiamento – è possibile vivere fino a 500 anni. Più modeste le prospettive di Unity Technology (società che ha ricevuto 127 milioni di euro da Bezos), che punta invece ad allungare la vita media del 35% eliminando le cellule che hanno smesso di dividersi. Ma nessuno è più ambizioso di Dmitry Itskov e della sua 2045 Initiative, secondo cui nel giro di trent’anni fonderemo uomo e macchina conquistando così l’immortalità.

Sul tema, il guru indiscusso è però Aubrey De Grey, scienziato capo della SENS Research Foundation della Silicon Valley, il cui motto è “longevity escape velocity”. In poche parole, seguendo la logica del divide et impera, dobbiamo gradualmente ringiovanire i tessuti, sostituire le cellule che hanno smesso di dividersi, rimuovere quelle che sono diventate tossiche, evitare le conseguenze delle mutazioni del DNA e tutta una serie di interventi mirati che, come il tagliando di una macchina, ci permetteranno di andare avanti molto più a lungo di quanto fosse inizialmente previsto.

Il transumanesimo è davvero così pericoloso? | Esquire


Un bell’articolo di Roberto Paura sul Transumanesimo, da leggere tutto d’un fiato su Esquire. Ecco l’incipit:

Ci risiamo: il transumanesimo è di nuovo sotto attacco. Questa volta a muovere le critiche al controverso movimento tecno-utopista è il programma Report su Rai3, che nella puntata andata in onda il 2 aprile 2018 vi ha dedicato un servizio, commentato con dure parole dal conduttore Sigfrido Ranucci: “È una deriva inquietante. Se qualcuno riuscisse a condizionare le scelte politiche? Gran parte dei seguaci del transumanesimo vive nella Silicon Valley, e alcuni di loro occupano dei ruoli ai vertici di quelle aziende che stanno investendo su tecnologia, web e genetica. E se nessuno mette un freno, saranno in grado di dettare l’agenda dell’evoluzione umana indisturbati”.

La deriva tecnofascista è sempre dietro l’angolo, ma attenzione a generalizzare; vero è, comunque, che chi può permettersi le cure per la longevità è anche chi ha in mano una grossa quantità di denaro, e ciò è sufficiente per indirizzare la società verso i propri fini. Perché, come detta l’unico motto liberista, “Il mercato si regolamenta da solo, in base alle sue esigenze”. Ovvero alle esigenze del Capitale e di chi lo detiene. Voi che ne pensate?

Festival Cervello&Cinema, Neurofiction: un futuro verosimile? Come il cinema immagina il futuro del cervello | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del Festival Cervello&Cinema, a Milano. Finanziato tra gli altri dal San Raffaele di Milano, l’operazione culturale vuole in realtà stimolare dibattiti sul Transumanesimo, e per questo si rivolge a illustri e interessanti ospiti, sia del mondo culturale che di quello scientifico.

Dal 9 al 13 aprile 2018 allo Spazio Oberdan (Piazza Oberdan) di Milano, si terrà la seconda edizione del Festival Cervello & Cinema. Il presupposto con il quale si è formato un cartellone di proiezioni e dibattiti è l’osservazione che il cinema ha spesso provato a immaginare scenari futuri sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, sul rapporto tra uomo e robot, sulla possibilità di manipolare il pensiero e la volontà, prevedere il crimine e potenziare il cervello attraverso interfacce con i computer, fino alla inquietante possibilità del trapianto di testa, o forse sarebbe più esatto dire “trapianto di corpo”.

È solo fiction o sono rappresentazioni di un domani molto più verosimile di quanto si pensi? Questo festival cercherà una risposta alla domanda seguendo il filo della neurofiction, coinvolge quest’anno importanti neuroscienziati, criminologi, esperti di realtà virtuale.

Futurist Renaissance: Le avanguardie virtuose


È disponibile (anche) su Amazon Futurist Renaissance, una raccolta di tematiche inerenti al Transumanesimo e al momento sociale attuale. Curato da Roberto Guerra e Pierfranco Bruni, il volume presenta anche un mio intervento inedito, Futurismo nel futuro, dedicato alle avanguardie basate sul Futurismo e andate oltre.

Il futurismo è ancora vivo? È possibile rintracciare una continuità tra il “futurismo storico” e le operazioni allestite da chi afferma di recuperarne l’eredità? Futurist Renaissance è una ricognizione a 360° sul futurismo contemporaneo – tornato alla ribalta in tutto il mondo dopo la grande mostra retrospettiva allestita al Guggenheim Museum di New Work nel 2014. Oggi, questo movimento artistico, culturale e filosofico viene rilanciato, in dis-continuità concreta con la sua matrice storica, attraverso la nascita e il lavoro di nuovi gruppi sinergici di artisti, scrittori, sociologi e scienziati. Un ritorno in generale delle avanguardie non solo artistiche, ma sociali, filosofiche e scientifiche. In quest’opera, ventisei ricercatori futuribili espongono altrettante visioni sul nostro presente, lanciato in corsa verso il futuro.

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