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Archivio per Trascendenze

Kirlian Camera – Coroner’s Sun


Sulle ali di un senso di liberazione esoterica, a sbirciare oltre la luce…

Ierofania, il Sacro rivela se stesso | Nemora


Comincia il nuovo anno con un post che in realtà ha chiuso il precedente, una lunga riflessione apparsa su Nemora e che  indaga le implicazioni del sacro e del religioso, mettendo in rilievo le giuste cose che spesso sono trascurate, se non ignorate. Un estratto:

L’enciclopedia Treccani definisce il sacro come “ciò che è connesso all’esperienza di una realtà totalmente diversa, rispetto alla quale l’uomo si sente radicalmente inferiore, subendone l’azione e restandone atterrito e insieme affascinato; in opposizione a profano, ciò che è sacro è separato, è altro, così come sono separati dalla comunità sia coloro che sono addetti a stabilire con esso un rapporto, sia i luoghi destinati ad atti con cui tale rapporto si stabilisce.”
Il concetto di fondo è chiaro: il sacro è altro, qualcosa di anomalo rispetto alla regolare realtà. In quanto tale, il sacro è spaventoso e al contempo irresistibile, pertanto il contatto con esso necessita di essere disciplinato da un intermediario e confinato in un luogo dedicato.
Così nasce la religione. L’origine etimologica del termine “religione” è proprio quella di “relegare”, “recintare”, “confinare”, con il duplice significato di imbrigliare il sacro entro confini definiti e legare l’uomo a determinate pratiche rituali (Lucrezio, I a.C.). Per dirlo con le parole di Umberto Galimberti: le religioni sono nate per difenderci dal sacro, non per metterci in rapporto con esso.
Il contatto diretto, non mediato, incontrollato con il sacro, è pericoloso in quanto espone l’essere umano alla contaminazione con questa dimensione anormale, con effetti imprevedibili.

La natura trascendentale


Provenivano da una strada collaterale e raccontavano di icone olografiche in trasformazione sensoriale – parole, semplici parole che conservavano, però, la loro natura trascendentale del siderale.

Apparizioni Mariane & “Dame Bianche” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo intervento di Marco Maculotti sulla continuità delle apparizioni della Madre, attraverso epoche pagane e postpagane, nel Centro e Sudamerica. Un estratto:

Ha recentemente destato preoccupazione, tra i cattolici tradizionalisti, la celebrazione del rituale dedicato a Pachamama, Dea Madre della tradizione andina, nell’ambito del Sinodo Pan-Amazzonico, svoltosi in Vaticano durante il mese di ottobre 2019. Molti tra i fedeli e pure diversi ecclesiastici e teologi hanno visto nel rituale una celebrazione contro-iniziatica, idolatrica, addirittura “satanica”, accusando tra le altre cose la curia di Roma di mirare a sostituire il Culto Mariano con quello profano ed “ecologista” della Madre Terra.
Non vogliamo in questa sede impelagarci in discorsi teologici vertenti sui dogmi della Vergine Madre né tantomeno sostenere una concezione stricto sensu sincretica fra la medesima e le più svariate figure femminili venerate dalle altre religioni, quanto piuttosto limitarci a riportare alcune riflessioni volte ad analizzare l’aspetto archetipale delle Apparizioni Mariane al di là dei dogmi cattolici, nonché a mettere in luce alcune caratteristiche inaspettate e ricorrenti che sembrano non presentare soluzione di continuità con i culti precristiani.

Molti elementi delle Apparizioni Mariane degli ultimi secoli sembrano richiamare Misteri molto più antichi del cristianesimo. È per esempio il caso del già menzionato caso della Vergine di Guadalupe che apparve il solstizio d’inverno del 1531 presentandosi contemporaneamente come la Vergine Maria e la Inninantzin Huelneli, cioè la «Madre dell’Antico Dio», vale a dire Quetzalcoatl, il «Serpente Piumato», la divinità più elevata del pantheon precolombiano. Ritorna dunque anche in questa tradizione l’immancabile “incontro” tra Femminino e Serpentino, addirittura a più livelli: secondo la tradizione, Quetzalcoatl era infatti nato dalla dea Coatlicue, letteralmente traducibile come «Gonna di Serpenti», personificazione della natura madre e dell’aspetto femminile della divinità, che l’avrebbe concepito verginalmente, ingravidata da un frammento di giada, pietra particolarmente sacra nell’antico Messico.
Si vedrà dunque come anticamente, nella tradizione azteca così come in un numero infinito di culti precristiani, la figura della Madre di Dio coincideva anche, tra le altre cose, con quella della Madre Terra, e quindi comprendeva ipso facto sia l’aspetto benevolo e consolatore di cui si è detto sia quello terrifico, altrove rinvenibile sotto forma di culti come quello indiano di Kali o, per rimanere in ambito cristiano, in quello omologo delle cosiddette «Madonne Nere» o di «Sara la Nera» per gli Zingari, che analogamente alla Dea Nera degli Induisti coniugano in una sola persona divina i due aspetti predetti, come pure la Santa Muerte così venerata nel Messico odierno.
Il rapporto esistente tra la Madonna e la morte, d’altronde, è troppo ricorrente per non essere rilevato: si è già detto che numerose Apparizioni Mariane degli ultimi decenni hanno portato alla rivelazione profetica di immani disgrazie come guerre e carneficine. Jean Markale, parlando della «Legione di Maria» [10] esistente in Irlanda fin dai primi secoli cristiani, fa della Vergine (e anche di Sant’Anna) un doppio funzionale dell’antica dea celtica Ana o Dana, omologa della Diana italica, divinità selenica; d’altronde, anche la Madonna viene tradizionalmente rappresentata con i piedi al di sopra di una falce lunare.
Dea della nascita come della morte, attraverso la sua “porta” (in latino ianua) avveniva la nascita nel nostro mondo e soprattutto, dopo la morte fisica, quella al mondo degli dèi e dei Tuatha de Danann: «nel momento in cui si oltrepassa trionfalmente la porta, si penetra nel mondo degli Anaon, vale a dire dei Trapassati», accedendo così al mondo degli dèi. È lo stesso Markele a sottolineare che «non si raggiunge la dimora di Dio se non passando per il mondo dei morti», di cui Ana-Diana-Maria detiene le chiavi similmente alla Reitia degli antichi Veneti, Dea Madre e Signora dell’Aldilà, divinità della natura, della fertilità, della guarigione e della salute, o forse meglio sarebbe dire della salvezza (nella concezione delle culture tradizionali sovente i due termini si confondono).

Andrea Senatore – Space and Time (Official Video)


Il nuovo splendido clip di Mariano Equizzi, sull’intrigante brano di Andrea Senatore. Una visione postmoderna e postbladerunner, più rilassata forse perché ha la speranza del trascendente.

Cortina cognitiva


Senti di affondare in un corposo abisso, quando la differenza è una cortina cognitiva che rapisce e distoglie dai propositi più intensi del tuo essere trascendentale.

Trascendere significa abdicare all’intrinseca comprensione tecnica


Un sogno lungo quanto un’estensione di parole e idiomi gutturali, milioni di entropie sommate su se stesse fino a tracimare la comprensione, fino alla mistica della trascendenza.

Polvere di trascendenza


Sei costretto a renderti alieno alle esigenze surreali della tua psiche e così facendo perdi ogni riferimento a ciò che potresti essere, in un’elegia di polvere trascendentale.

Anelanti


Le delizie di un sistema empatico semplice si arrampicano sui gangli cognitivi, senza però vedere l’abisso siderale cui anelano.

Non è abbastanza


È il conforto il territorio su cui preferisci muoverti. Conforto interiore, conforto empatico, conforto per tutti coloro che ne hanno bisogno, te compreso. Non riesci a concepire altro, ma hai bisogno anche della trascendenza per comprendere che non fai abbastanza.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

Pensamientos y Reflexiones de una Luna.

Atrévete a descubrir los pensamientos más secretos de una escort. (Sin pelos en la lengua)

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