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Archivio per Urania

Nelle edicole Le cronache di Medusa | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo attualmente in edicola: Le cronache di Medusa, romanzo lungo di Alastair Reynolds e Stephen Baxter che hanno mosso la loro creatività dal finale del romanzo breve di Arthur C. Clarke, Incontro con Medusa. La quarta:

Anno 2099. Howard Falcon è un pilota spaziale dal passato burrascoso. Precipitato con il proprio dirigibile in un orrendo incidente occorso molti anni prima, Howard è stato strappato dalla morte grazie a tecniche di chirurgia sperimentale che ne hanno fatto un cyborg.
Come primo e unico immortale, metà uomo e metà macchina, Falcon è destinato a grandi cose, dalle più pericolose esplorazioni spaziali a contatto con creature aliene, come le gigantesche “meduse” presenti nell’atmosfera di Giove, e con i robot, di cui la civiltà umana si avvale sempre di più e la cui coscienza si sta risvegliando…
Giove esercita un fascino potente su Falcon, che tra un viaggio nel Sistema Solare e l’altro si rivelerà un punto di incontro prezioso nell’imminente conflitto tra uomo e macchina.

“Le cronache di Medusa” (The Medusa Chronicles, 2016), è il seguito del celebre racconto di Clarke A Meeting with Medusa del 1971, un’avventura spaziale erede della Golden Age della fantascienza.

Ancillary Sword, in Urania Jumbo il secondo romanzo del ciclo di successo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Ancillary Sword, romanzo di Ann Leckie che prosegue la saga dell’Imperial Radch iniziata con Ancillary Justice. Anche questa uscita è su Urania, ed eccone la quarta:

Breq è un soldato che un tempo è stato una nave da guerra. In passato arma di conquista in grado di controllare migliaia di menti, ora ha un solo corpo e serve l’imperatore. Al comando di una nuova nave e di un equipaggio problematico, a Breq viene ordinato di raggiungere la stazione di Athoek per proteggere la famiglia di un luogotenente che una volta conosceva. Una volta, perché lo ha ucciso a sangue freddo.

“Nell’universo letterario creato da Ann Leckie non si intende cancellare il genere maschile, anzi, si è ben consci delle differenze sessuali nel definire certe cariche di prestigio. Basti ricordare che a dominare il Radch è una “Lord”, non una “Lady” (nella versione inglese, “the Lord of the Radch” è “she”). Il lettore può dunque usare l’immaginazione per decidere se i personaggi che incontra man mano sono uomini o donne o qualcos’altro. A coloro che le chiedono di conoscere il sesso di un dato personaggio, Leckie risponde: prendetelo come un test di Rorschach”.

Anticipazioni mondadoriane di febbraio 2021 | Gli Archivi di Uruk


LuciusEtruscus in un suo post menziona tre uscite Urania di Febbraio che, sinceramente, non so quale scegliere per prima, trattandosi di romanzi che fanno della senzienza e del mind uploading la cifra stilistica. Vi lascio alle sue osservazioni.

 

Urania n. 1687: The Corporation Wars – Dissidenza di Ken MacLeod
Sono morte in missione più volte di quante possano ricordare. Ora devono lottare per vivere per se stesse. Le macchine senzienti lavorano, combattono e muoiono nell’esplorazione interstellare e nei conflitti scatenati dai loro proprietari, le società minerarie della Terra. Ma, inviati a centinaia di anni luce di distanza, gli ordini arrivano in ritardo e spesso sono difficili da attuare. Le macchine devono perciò prendere decisioni per poi cercare di farle aderire il più possibile alle indicazioni che arrivano. Ma la ritrovata autonomia fa sorgere in loro nuove domande. E i robot vogliono risposte. Mentre le aziende preferirebbero vederli morti.

Urania Collezione n. 217: Metropolitan di Walter Jon Williams
Un mondo senza nome, in un lontano passato.
L’universo racchiuso in una città. In una città perfetta, fondata su un’oscura energia, il plasma. Ma Aiah ha imparato che il plasma è più di una fonte di energia.
Agendo sulla mente dell’uomo, ha il potere di guarire e uccidere. E quando, per caso, ne trova un enorme quantitativo al di fuori del controllo dell’Agenzia, si rivolge a Constantine, un misterioso ribelle. Perché insieme potrebbero usare il plasma per cambiare il mondo.

Urania Jumbo n. 16 (60): Ancillary Sword di Ann Leckie
Breq è un soldato che un tempo è stato una nave da guerra. In passato arma di conquista in grado di controllare migliaia di menti, ora ha un solo corpo e serve l’imperatore. Al comando di una nuova nave e di un equipaggio problematico, a Breq viene ordinato di raggiungere la stazione di Athoek per proteggere la famiglia di un luogotenente che una volta conosceva. Una volta, perché lo ha ucciso a sangue freddo…

Tutti gli Urania in edicola nel 2021 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la lista degli Urania del prossimo anno; c’è di che leccarsi i baffi. Un estratto:

Gennaio: si perte con uno degli autori francesi più apprezzati in Italia, Serge Brussolo, di cui esce proporrà Anatomik.
Febbraio: esordisce la trilogia The Corporation Wars di Ken MacLeod col primo titolo, Dissidence. Il secondo volume già in agosto.
Marzo: il secondo romanzo del ciclo Freyaverse di Charles Stross, Neptune’s Brood, finalista al Premio Locus nel 2014.
Aprile: secondo titolo della trilogia Transcendental di James GunnTransgalactic.
Maggio: Fearless, un nuovo romanzo di Jack Campbell, autore di Il viaggio della Dauntless.
Giugno: Un domani per la Terra(Terran Tomorrow) conclusione della trilogia di Nessun domani di Nancy Kress.
Luglio: Slow Bullets saga spaziale di Alastair Reynolds.
Agosto: il secondo volume della trilogia The Corporation Wars di Ken MacLeodInsurgence.
Settembre: Eymerich risorge, ultimo romanzo della saga di Valerio Evangelisti.
Ottobre: un romanzo di John Scalzi, Fuzzy Nation.
Novembre è riservato al vincitore del Premio Urania (con in appendice i tre racconti finalisti del premio Urania Short per racconti).
Dicembre è in via di definizione.

Urania, ovviamente, si dirama in sottocollane particolari in cui titoli sono tutti elencati nel post; invito ad andare a leggere, ci aspetta un’annata folgorante.

Infiniti universi, la migliore fantascienza del 2017 (parte 2) | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo MilleMondi di Urania, Infiniti universi, dedicato alla parte 2 dell’ultima raccolta di Gardner Dozois, curatore maximo della SF mondiale che è scomparso abbastanza di recente.

Eccoci al secondo volume, dei tre in cui la abbiamo suddivisa, della Year’s Best Science Fiction n. 35, la selezione annuale della migliore narrativa breve del 2017 effettuata dal più stimato editor della sf. Dodici racconti lunghi che compongono un altro tassello dell’ultima antologia curata dal compianto Gardner Dozois. Da Greg Egan a Nancy Kress, da Harry Turtledove alle più promettenti penne della fantascienza internazionale, non c’è davvero modo di annoiarsi, in queste mirabolanti avventure nel tempo, nello spazio e nei meandri dell’innerspace umano. Buona lettura a tutti!

Rex Tremendae Maiestatis, torna su Urania l’Eymerich Valerio Evangelisti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione di Rex Tremendae Maiestatis, il romanzo di Valerio Evangelisti che riprendeva, dopo anni, il discorso di Eymerich, l’inquisitore spagnolo che tanto ha dato alla moderna SF italiana e non solo. Ora l’opera esce nuovamente per Urania di questo, ed ecco la quarta – chi non ha ancora il libro ora può davvero colmare la lacuna:

Nel 1372 il nemico mortale di Nicolas Eymerich, Ramón de Tárrega, viene trovato impiccato nel convento di Barcellona in cui era stato detenuto per anni. Ma il suo cadavere scompare e Ramón – ebreo convertito, domenicano, negromante – viene poco dopo avvistato in Sicilia. Isola in cui si succedono fenomeni misteriosi. Da strani dischi luminosi apparsi in cielo scendono creature gigantesche, ferocissime, che si nutrono di carne umana, forse al servizio di una delle due fazioni baronali (i Latini e i Catalani) che da trent’anni si contendono la Trinacria.
L’intero equilibrio di poteri nel Mediterraneo rischia di essere compromesso. Eymerich deve ricorrere a ogni risorsa della sua intelligenza, e della sua lucida crudeltà, per sventare la minaccia e annientare il nemico.

È un Eymerich sulle prime più debole che in passato, timoroso di una morte imminente. Non sa che invece lo aspetta un destino totalmente diverso. Lo stesso che, quando era bambino, gli era stato sottilmente pronosticato dal suo maestro Dalmau Moner e da mille segnali inquietanti.
Ma cosa spiega i dischi luminosi e i giganti cannibali? Le leggende siciliane, oppure il ripugnante manuale di magia, il Liber Vaccae, di cui si serve Ramón? La Cabala giudaica? L’alchimia di Maria l’Ebrea? Forse la soluzione è nell’anno 3000, in cui la giovane schizofrenica Lilith scopre sulla Luna l’arma segreta che ha condotto l’umanità alla follia. E incontra, dove passato e futuro si intrecciano, il più ambiguo dei progenitori.
Il segreto originario riposa però a Napoli, a Castel dell’Ovo. Dove l’uovo, scoprirà Eymerich, è qualcosa di ben diverso da ciò che si credeva. Solo un lungo cammino iniziatico, costellato di prodigi, lo condurrà alla verità, e a un destino che trascende la morte.

Eymerich esce di scena, eppure rimane ben vivo e incombente. Anche sui tempi nostri.

Alcune cose che ho imparato sulla distopia | Holonomikon


Giovanni De Matteo continua, sul suo blog, la disamina scaturita dalla sua partecipazione all’antologia uranica Distòpia. Il tema che Giovanni tratta è ovviamente distopico. Un estratto – ringrazio anche per la citazione, pur se il mio apporto su Discronia è stato successivo alla creazione dell’idea.

Aggiungiamo una nuova tessera al mosaico di questo luglio distopico. Come hanno fatto notare diversi lettori di Distòpia, nonché lo stesso curatore Franco Forte nella chiacchierata con Silvio Sosio durante la presentazione in streaming del volume, la distopia, che per una lunga stagione è stata identificata con un filone della fantascienza, è andata col tempo differenziandosi al punto da guadagnare una riconoscibilità del tutto svincolata dal nostro genere prediletto.

È qualcosa che si evince anche nel documentatissimo saggio di Carmine Treanni che chiude la raccolta: non è un caso se, dopo aver messo bene in evidenza nella genesi del filone le radici comuni con la letteratura fantascientifica (a partire dalla sovrapposizione di nomi e opere riconducibili all’una o all’altra etichetta, giusto per citarne qualcuna pensiamo a Il risveglio del dormiente di H. G. Wells o a Il tallone di ferro di Jack London), il suo pezzo passa in rassegna diverse fasi, soffermandosi per esempio su distopie fantascientifiche e distopie mainstream.

Nell’uso comune, distopia diventa spesso sinonimo di orwelliano, e non è un caso nemmeno questo. 1984 di George Orwell (1949) è sicuramente il romanzo distopico più conosciuto, noto sia a chi ha una certa familiarità con il genere fantascientifico e con il filone distopico, sia a chi ne è del tutto a digiuno. Il romanzo di Orwell viene spesso presentato come ideale culmine di un trittico che poggia le basi su Noi del russo Evgenij Ivanovič Zamjatin (1924) e Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932). Ed è a questi titoli che potremmo ricondurre una parte consistente della produzione distopica del Novecento e di questi primi vent’anni del XXI secolo, con la loro forte ispirazione politica che si è travasata sia nella cosiddetta fantascienza sociologica (pensiamo ad altri capolavori come Fahrenheit 451 di Ray Bradbury del 1953 o il racconto La settima vittima di Robert Sheckley dell’anno dopo, entrambi adattati per il grande schermo nel decennio successivo in film di enorme successo di critica e di pubblico a firma di François Truffault ed Elio Petri, o a diversi titoli di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth, Fritz Leiber, Robert Silverberg, Philip K. Dick o James Tiptree Jr.), sia successivamente nel cyberpunk (da Neuromante di William Gibson alla trilogia di Eclipse di John Shirley, dai racconti e romanzi di Pat Cadigan a quelli di Lewis Shiner e Richard Calder), sia nel prolifico filone fantapolitico, in cui spesso la sensibilità distopica è finita per entrare in contatto con un altro vertice di un ideale quadrato semiotico costruito a partire dal concetto di utopia: l’ucronia. Per esempio, è il caso di opere come La svastica sul sole proprio di Dick (1961) o Fatherland di Robert Harris (1992), le ucronie distopiche per eccellenza.

Con un po’ di audacia, potremmo abbozzare un ideale quadrato semiotico generato a partire proprio dall’utopia. Per i credits di questo schema, non posso evitare di citare le folgoranti intuizioni di Luigi Acerbi, Davide Bonfanti e Sandro Battisti, che lo proposero (in una forma implicita e leggermente diversa dalla mia rappresentazione che trovate qui in basso) nel 2011 per un progetto editoriale purtroppo mai andato in porto a causa della prematura chiusura della casa editrice che avrebbe dovuto ospitarlo, la mai abbastanza rimpianta Edizioni XII.

Giunti a questo punto, tutti pensiamo di sapere cos’è una distopia. Giusto? Blade Runner è una distopia, E.T. – L’extraterrestre non lo è. Arancia meccanica è una distopia, 2001: Odissea nello spazio no (anche se Wikipedia sembra pensarla diversamente…). V for Vendetta sì, la Cultura di Iain M. Banks decisamente no (anche se c’è in giro chi la confonde con una sorta di paradiso post-sovietico). La parabola del seminatore sì, Inception no. In tutte le distopie citate, riconosciamo elementi facilmente riconducibili allo schema delle distopie sociali e politiche: un potere coercitivo che cerca di riportare ordine in un mondo sopraffatto dalla violenza in Arancia meccanica, una società bloccata in classi (la forza lavoro replicante in Blade Runner, a cui si aggiunge una forza di polizia che tende pericolosamente alla militarizzazione nel sequel Blade Runner 2049, e potremmo continuare) su un pianeta allegramente proiettato oltre il baratro del collasso ambientale e climatico, un regime neofascista salito al potere in un’Inghilterra devastata dalla guerra nucleare nel fumetto di Alan Moore, la violenza dilagante contro le minoranze in un mondo al collasso per le crisi climatiche e l’esaurimento delle risorse nel romanzo di Octavia E. Butler.

La quinta stagione esce su Urania Jumbo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Jumbo di Urania: La quinta stagione, di N.K. Jemisin. Saga dal sapore apocalittico ed esotico, Urania ne pubblica la prima puntata:

È iniziata la stagione della fine. L’Immoto, l’unico continente del pianeta, è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono messi fin da piccoli sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino. Per i lettori di «Urania» l’inizio della straordinaria trilogia della Terra Spezzata!

Storie intrecciate dentro storie intrecciate | Holonomikon


Giovanni De Matteo narra un po’ del suo racconto presente in Distòpia, il nuovo MilleMondi di Urania, scritto da un manipolo di grandi autori italiani di SF, in edicola questo mese. Ed è meraviglia, come sempre dalla sua penna e immaginazione. L’abbrivio del post – PS – E voi, il volume l’avete già preso/ordinato?

Come fa giustamente notare il curatore del volume Franco Forte (che ringrazio oltre che per aver messo in luce il modello, anche per avermi dato la possibilità di comparire ancora una volta in un libro con diverse autrici e autori per cui non ho mai fatto mistero di nutrire da lettore – e a volte anche, nel mio piccolo, da curatore – un apprezzamento incondizionato), sul mio racconto aleggia l’ombra di Sergio “Alan D.” Altieri. Alla fine i conti tornano, no? Anche lui forse avrebbe usato per questo racconto l’etichetta sci-fi action, che non so se merito, però mi avrebbe fatto senz’altro piacere.

Accanto a lui, altri riferimenti al mio personale pantheon letterario che fanno capolino tra le pagine sono meno scontati per un racconto di fantascienza quale Al servizio di un oscuro potere è, e in particolare penso a H. P. Lovecraft, Thomas Ligotti e Breece D’J Pancake.

Stross omaggia Asimov ed Heinlein: I figli di Saturno | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: I figli di Saturno, di Charles Stross. Intrigante, come ogni libro dell’autore:

Con la morte dell’ultimo essere umano avrebbe fine anche il retaggio dell’umanità? Non secondo Charles Stross.

Ne I figli di Saturno la razza umana si è estinta da tempo, lasciando il Sistema Solare del XXIII secolo in mano a una complessa società di intelligenze artificiali intente a replicare vizi e virtù della specie che li ha creati.

Oggi non siamo rimasti che noi robot. È questa la piccola sporca bugia ipocrita che sta alla base della nostra società: loro, i nostri defunti Creatori, ci hanno costruiti per servirli, e si sono dimenticati di affrancarci prima di morire.

Freya Nakamichi-47 è un’androide di vecchia generazione, una concubina robotica progettata per compiacere una razza che neanche esiste più. Modello di perfetta, obsoleta bellezza in un mondo dominato dagli aristo, sofisticate intelligenze artificiali che intendono la parola “robot” come un insulto, Freya accetta una missione apparentemente semplice: portare un misterioso pacchetto da Mercurio a Marte. Sarà questo l’inizio dei suoi guai…

Il romanzo, primo capitolo della serie Freyaverse, è dedicato alla memoria di Robert A. Heinlein e di Isaac Asimov ed è un dichiarato omaggio al lavoro dei due giganti della fantascienza, in particolare a Friday(Operazione domani, Classici Urania n. 227) di Heinlein, di cui è ritenuto una riscrittura in chiave satirica.

Humor e azione non mancano in questa space opera post apocalittica costellata di memorabili personaggi non umani.

Davvero, questo mese è particolarmente ghiotto per Urania, più del solito voglio dire…

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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