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Archivio per Urania

Nelle edicole Strani Mondi, un’antologia che farà storia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Millemondi di luglio, intitolato StraniMondi. Una raccolta di 17 autori e 15 racconti che segnano lo stato d’avanzamento della SF nostrana; a bordo mi trovo in ottima compagnia di molta crema attuale fantascientifica, come Lukha B. Kremo, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’iniziativa di Franco Forte, con la cover di Franco Brambilla e l’appendice di Silvio Sosio, testimonia l’impegno editoriale di chi crede nel genere, cui ognuno di noi autori coinvolti ha cercato di rispondere il più professionalmente possibile. Ora la parola passa a voi lettori, calatevi numerosi in questo strano mondo che vi aspetta, composito e tentacolare: è un momento importante per il genere, chi può risponda! Grazie a tutti, coinvolti editoriali e lettori.

Nell’articolo di Fantascienza.com sono riportati gli incipit di ogni racconto; qui sotto potete leggere parte del mio, ambientato nel metamondo Impero Connettivo. Permettetemi di vibrare di gioia…

La visione di una vallata rocciosa si aprì improvvisa sotto di lui. Il plenipotenziario Sillax si trovò impreparato nel gestire la vertigine di luce che lo abbacinò con violenza: la schermatura ionica della cabina di pilotaggio dell’Apostata non bastò a proteggere lui e l’equipaggio e vibrò di bassa frequenza per alcuni istanti, mentre Sillax se ne restava impettito in plancia. Non poté fare a meno di ammirare, per qualche fuggevole istante, la selvaggia suggestione del panorama desertico sottostante e poi, più in là, lo spazioporto che si apriva al loro attracco: sedici dimensioni quantiche erano avvolte in un lago di collasso frattalizzato e l’orizzonte si rincorreva nei suoi impianti craniali per istanti successivi, collazionati in landscape di matematica esoterica. Il vettore imperiale, l’Apostata, era uscito dalle officine dell’imperatore Totka_II e utilizzava la tecnica a induzione olografica, raffinata tecnologia all’avanguardia, anche se non così esasperata come ci si sarebbe aspettati da uno Stato di tale potenza, esteso su ogni magnificazione dell’illusorio reale. L’olografia, in un momento assai prossimo alla singolarità postumana, appariva come un esotismo tecnologico improbabile; ai tempi dell’Impero Connettivo, invece, era assurta a ostentazione tecnologica dell’élite governativa, un’estetica desueta da nomenklatura Soviet.
Mentre i pensieri degli impegni governativi occupavano gran parte della sua attenzione, Sillax si accorse che un meraviglioso senso di solitudine lo stava sopraffacendo: con il fiato interrotto, si stava lasciando rapire dall’impervia intensità del deserto di sabbia e luce, avvertibile ben oltre il trasudo degli schermi ionizzati. Le parole gli morirono in gola, il fascino della sopraffazione psichica che provò per qualche istante gli fece ripercorrere le gioie di lui bambino mentre con la madre, ancora entrambi umani in un ecumene già vasto di postumani, osservava le giostre disegnare giochi da baraccone. Erano spassosi e pregni di trucchi da realtà virtuale da quattro soldi, che però avevano il gran pregio di divertirlo e renderlo curioso, inestimabile risorsa mentale per un futuro che non avrebbe mai immaginato, ma nemmeno sospettato, di longevità.
«Potente, siamo in prossimità dello spazioporto, la prego di accomodarsi nella nicchia di decelerazione.»

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Urania in edicola: la lavanderia torna in campo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese, un’altra puntata della saga della Lavanderia di Charles Stross: Il Memorandum Fuller.

Il ciclo della Lavanderia, cospicuo corpus letterario dell’autore inglese Charles David George Stross, è difficilmente definibile o catalogabile. Scrivere storie che abbiano come tema i Miti di Cthulhu non è certo strano, dopotutto da sempre H.P. Lovecraft fu affiancato da un congruo gruppo di scrittori che contribuirono a definire creature, geografia e pseudobiblia di questo universo.

Un autore moderno che ha scelto i Miti come sfonde per una sua storia è Neil Gaiman che, con il racconto premio Hugo Uno studio in smeraldo (A Study in Emerald, 2003), ha immaginato un mondo dominato dai Grandi Antichi. Al contrario la Lavanderia, l’organizzazione segreta inglese immaginata da Stross, lavora per impedire un destino del genere, ma i suoi metodi sono decisamente non convenzionali.

Le entità maligne desiderose di succhiare i nostri cervelli vivono in universi alternativi, che possono entrare in contatto con il nostro attraverso videogiochi, mediante le diapositive di una presentazione o particolari accorgimenti matematici e informatici. Gli uomini della Lavanderia sono un mix di geek e di agenti alla 007, soffocati dalla burocrazia e dall’ufficio personale, la demonologia è una scienza esatta e guardare un salvaschermo può essere molto pericoloso.

Davvero una strana miscela tra gli orrori lovecraftiani, le spy story della migliore tradizione britannica, l’informatica più o meno avanzata, il tutto condito dallo stile ironico tipico di Stross.

La quarta: “I panni sporchi si lavano in casa…” giusto? Sbagliato, in certi casi l’unica che può metterci una pezza – soprattutto quando si rischiano squarci nel “tessuto” della realtà – è la Lavanderia, agenzia investigativa occulta e sovrannazionale esperta nel dirimere i casi soprannaturali più spinosi, dalle invasioni aliene agli incubi dei Grandi Antichi di lovecraftiana memoria. Avevamo lasciato Bob Howard, demonologo esperto di informatica, a godersi il meritato riposo dopo gli sconvolgenti avvenimenti narrati in Progetto Jennifer (Urania n. 1658 e n. 1659), secondo volume della trilogia della Lavanderia. Purtroppo, non c’è riposo che tenga quando gli apostoli di un culto fanatico, con l’aiuto di agenti russi e antichi demoni, hanno in progetto di risvegliare una spiacevole entità nota nell’ambiente con il nome di “Divoratore di Anime”. Bob deve tornare sul campo, inseguendo le elusive tracce del Memorandum Fuller, scomparso nel nulla insieme al suo capo, sospettato di tradimento nei confronti dell’agenzia e dell’intera umanità. Riuscirà il nostro eroe a scagionare il proprio capo e, già che c’è, anche a evitare la fine del mondo?

A luglio arrivano Strani Mondi, un Millemondi italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del prossimo Millemondi Urania in uscita a luglio, copertina di Franco Brambilla, dove parteciperò con un mio racconto imperiale, A sort of homecoming. Sono in bella compagnia, cito un po’ di nomi sparando nel nutrito gruppo: Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Clelia Farris, Lukha B. Kremo, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani (presente nell’altro MilleMondi di riferimento, uscito venti anni fa), Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’intro è di Franco Forte mentre la postfazione è di Silvio Sosio. Ce la facciamo ad attendere luglio, con tutti questi nomi siderali in gioco? Già vibro…

Il mondo di Karma City Blues: intervista a Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com una bella intervista, nell’ambito di Delos204, a Giovanni De Matteo. I temi trattati virano attorno al metamondo da lui concepito, quello della Napoli (spesso ospite di Urania) della metà di questo secolo, dove la tecnologia e la Singolarità s’intrecciano in un tripudio del kipple e della commistioni poliziesche virate al futuro. Un brano della chiacchierata, che ha toccato vari temi dell’universo creativo di Giovanni:

Dopo Sezione π² e Corpi spenti mi sarei aspettato il terzo romanzo con protagonista Vincenzo Briganti, e invece mi hai spiazzato (favorevolmente e credo anche i tuoi lettori), scrivendone uno ambientato nello stesso universo, ma con un nuovo principale personaggio. Quali sono i motivi che ti hanno spinto verso questa scelta e che collegamenti ci sono con i due precedenti romanzi?

Anche se l’esordio letterario di Vincenzo Briganti era fin dall’inizio pensato come parte di un possibile racconto seriale, l’universo della Sezione Speciale di Polizia Psicografica di Napoli abbracciava un più ampio orizzonte narrativo ancora prima che Briganti entrasse in scena. Prima di Sezione π² era stata infatti la volta di un fumetto uscito a puntate sulle pagine di Solaris*, un progetto di Cagliostro ePress tanto interessante quanto sfortunato, e come la stessa rivista rimasto incompiuto. C’era tutto un mondo lì fuori che Sezione π² e Corpi spenti mi hanno permesso solo di intravedere di sfuggita, e un romanzo slegato dalla continuity delle indagini dei necromanti poteva aiutarmi ad addentrarmi nei suoi recessi.

I collegamenti con i due romanzi «canonici» non mancano, con alcuni personaggi di contorno che tornano in Karma City Blues, unendosi a una galleria ancora più ampia. Ma i punti di contatto principali sono sicuramente l’ambientazione, che al lettore dei precedenti romanzi risulterà allo stesso tempo familiare e straniante, e la psicografia, qui mostrata secondo la lezione di William Gibson nell’uso che la strada ha trovato il modo di farne. Uno dei motivi che mi hanno spinto a scrivere un romanzo staccato dalle indagini dell’Officina è anche questo: esplorare il contesto criminale dall’altra parte della barricata.

Ritorna Korolev di Paolo Aresi, con una sorpresa | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione di Korolev, romanzo di Paolo Aresi che nel 2011 è stato edito da Urania. Ora il libro ritorna con DelosDigital e promette un seguito a breve. La quarta:

Nel 2084 la storia dell’astronautica ha fatto enormi passi avanti. È passato oltre un secolo da quando gli eroi della corsa allo spazio, come Sergej Pavlovic Korolev, padre del programma spaziale sovietico, avevano mandato in orbita i primi razzi. Ora la quarta missione euroamericana ha raggiunto Marte. Sembra ormai routine, ma arriva una incredibile scoperta, destinata a cambiare la storia dell’umanità: in una valle marziana viene rinvenuta una capsula Sojuz, risalente agli Anni sessanta del ventesimo secolo. Come può essere arrivata fin lì? E soprattutto, c’era a bordo qualcuno?

Un’appassionante romanzo di Paolo Aresi – l’unico autore di fantascienza italiano al quale sia stato dedicato un asteroide da parte dell’Iau (Unione astronomica internazionale): 333326 Aresi, orbitante fra Marte e Giove – nel quale l’autore dimostra tutta la sua esperienza e passione per l’esplorazione dello spazio.

La trilogia Engines of Light arriva al capitolo finale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Urania Collezione che contiene la chiusura della trilogia di Ken MacLeod intitolata Engines of light: il romanzo Engine city. Ecco la splendida quarta:

La formidabile capacità di Ken Macleod di creare universi al tempo stesso credibili e originali si scatena in quest’ultimo, epico capitolo della saga degli Engines of Light.

Dopo aver esplorato mondi alieni in La fortezza dei Cosmonauti (Urania Collezione n. 189) ed essere partiti verso l’ignoto in Luce nera (Urania Collezione n. 191), in Engine City i Cosmonauti e i loro discendenti dovranno affrontare una prova ancora più grande.

Umani, sauri (rettili intelligenti) e kraken (alieni simili a calamari giganti) hanno convissuto in pace per oltre diecimila anni. Ma le cose stanno per cambiare… degli umani provenienti dall’estremo limite della Seconda Sfera arrivano offrendo un dono e portando un monito: Nova Babylon sta per essere invasa da una misteriosa entità aliena…

Prende vita in me


Mi confronto con le personali estensioni del continuum, andando a esplorare altrove ciò che non è ancora vivo. Tutto prende vita dentro di me.

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

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ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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Il Caos dentro

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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