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Archivio per Urania

Cosmocopia di Paul Di Filippo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Urania dedicato a Paul Di Filippo, Cosmocopia. Eccone una descrizione intrigante.

Quest’opera e il suo seguito La principessa della giungla lineare sono ambientate in un mondo davvero particolare, decine di milioni di isolati stretti tra una ferrovia e un fiume smisurato.

Scrittore eclettico ed eccentrico, Di Filippo non disdegna incursioni nel campo del fumetto e della satira, dissacrando temi e autori della fantascienza nella sua rubrica “Plumage From Pegasus”. Anche il protagonista di Cosmocopia appartiene al variegato mondo del fantastico, un anziano disegnatore in crisi che per riguadagnare la vena creativa commette un errore che avrà conseguenze inimmaginabili.

Il libro

Prima che venisse colpito da un ictus e che la vecchiaia lo aggredisse senza dargli scampo, Frank Lazorg era il re degli illustratori fantastici, con un ego a dir poco smisurato. Ma ormai non può più dipingere. Almeno fino a quando non inizia a prendere una nuova, bizzarra droga che sembra in grado di ridare sostanza alle sue capacità creative, ma che lo porta a una dipendenza assoluta e alla follia. Infuriato, e con la capacità di comprendere la realtà gravemente compromessa, Lazorg arriva a commettere un atto irreparabile, e a sua volta viene trascinato… da qualche altra parte. Nudo e indifeso, il grande artista si aggira in uno scenario bizzarro ed estraneo, pieno di cose mostruose che sembrano deridere, eppure in qualche modo anche stranamente rispecchiare, la precedente realtà del suo mondo. Ecco allora comparire Grucciasentina, una creatura straordinaria, che potrebbe forse aiutare Lazorg a salvarsi mentre precipita attraverso la Cosmocopia, avvicinandosi sempre più al misterioso Conceptus…

All’interno, i racconti Ascensione negata di Lorenzo Davia e Ripristino di Silvio Sosio.

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Il nuovo assetto di Urania in un’intervista con Giuseppe Lippi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com il nuovo assetto della testata Urania, annunciato da un’intervista sublime a Giuseppe Lippi resa a Fumettologica. Sembra una svolta interessante, la struttura si allarga e di questo ne siamo tutti felici.

 

Qual è la giornata media del curatore di Urania? Qual è la parte del lavoro più impegnativa e quale la più piacevole per te?

Visto che mi fai una domanda così intima, devo premettere che dal gennaio 2018 Urania non ha più un curatore ma un Responsabile editoriale, un Direttore responsabile, un Editor e un “Consulente” che sarei io: un quadrumvirato che si sforzerà di mandare avanti le collane facendo fronte ai problemi e alle sfide che si pongono oggi; ed è la prima volta che questo accade dal 1952.

I miei colleghi non so, ma la giornata tipo del consulente è caratterizzata dal fatto che si alza al mattino e non va in ufficio. Lavora in casa, legge, guarda la posta, scorre le ultime novità sui giornali e sulla stampa specializzata, quindi si dedica ai compiti più urgenti, che possono essere decidere su un nuovo titolo da acquisire, scrivere una quarta di copertina, mandare delle indicazione all’illustratore, il bravissimo Franco Brambilla, eccetera.

Di queste attività la più grata è quella che consiste nello scrivere introduzioni, fare editoriali, eccetera, che naturalmente sono possibili solo in base alle esigenze della redazione e allo spazio disponibile. Ma da tempo il mio lavoro non riguarda soltanto Urania: mi occupo molto degli Oscar e in particolare dei cartonati Draghi, che sono una vera biblioteca di narrativa fantastica generata dai famosi tascabili. La stiamo mettendo a punto con una cura certosina.

L’intervista va letta interamente, è molto vasta e tocca parecchi temi della SF e Fantastico italiano. Qui la leggete tutta.

Gli incontri ravvicinati di Ian Watson | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Urania a firma di Ian Watson. Intrigante la quarta:

Un ragazzo in bicicletta. Un disco volante. Tre “ufonauti”. E un’indagine da cui tutto prende avvio. Niente sembra come appare, e tutto è pronto a riservare nuove sorprese ai protagonisti di questo romanzo che brilla per acume e originalità. Ma che cos’è il “Vuoto”? E da dove arrivano gli UFO, se mai sia possibile dimostrare che esistono davvero? Su questi piani molteplici si muovono i protagonisti del romanzo, seguendo le trovate intelligenti di un autore che, secondo il grande J.G. Ballard, è stato “il più interessante, anzi il solo, scrittore di idee della fantascienza inglese”.

Reminiscenze sciamaniche sullo sfondo alla maniera di Graham Hancock, e tanta fantasia che si muove sul filo dell’attenzione.

La Città del Cratere, di Alastair Reynolds – Cronache di un sole lontano


Su CronacheDiUnSoleLontano la recensione a La città del cratere, Urania Jumbo di Alastair Reynolds. Capolavoro…

Secondo libro scritto dall’autore gallese a svolgersi nell’universo futuro presentato in Revelation Space (2000), il romanzo ha il pregio, non indifferente di questi tempi, di una storia autoconclusiva che, con uno stile semplice e scorrevole, cala il lettore in una realtà capace di suscitare il sense of wonder della grande letteratura fantascientifica.

Mondi ed ecologie aliene, habitat artificiali, astronavi generazionali, una misteriosa “peste destrutturante” capace di far impazzire le nanotecnologie che l’umanità ha sviluppato nel corso di secoli, architetture imponenti e bizzarre, esseri umani che hanno incluso nelle proprie anatomie parti cibernetiche: questi sono solo alcuni degli elementi, già visti altrove ma che Reynolds ha inserito in una trama articolata, con interessanti richiami al genere noir. Si è di fronte quindi a uno scenario affascinante, simile a quello conosciuto in The Prefect (2007, pubblicato in Italia dalla Fanucci nel 2013) e di cui La Città del Cratere costituisce una specie di seguito (sebbene sia stato scritto prima e le trame siano indipendenti). Ma Reynolds, fedele al proprio stile, pone i concetti scientifici al servizio della trama, e non viceversa, a differenza di tanta hard science fiction contemporanea. Al limite, se un difetto si vuole trovare, dispiace che alcuni elementi siano stati poco sviluppati, nonostante il volume sfiori le 700 pagine, come quello del primo contatto con una civiltà aliena.

La forza de La Città del Cratere, che non ha la pretesa di essere un capolavoro né una pietra miliare del genere, sta proprio nella storia, nell’intreccio di trame apparentemente autonome ma che finiscono per confluire, nell’assemblaggio magistrale di vari topoi della fantascienza contemporanea (e chi scrive ha sentito forte l’influenza del compianto Iain Banks): il risultato finale garantisce il divertimento, soprattutto agli appassionati di Space Opera e della fantascienza avventurosa ma non banale. I ripetuti colpi di scena, che scandiscono soprattutto la parte finale del romanzo, spiazzano il lettore e testimoniano le grandi qualità di questo autore classe 1966, tra gli esponenti di spicco del movimento fantascientifico britannico.

Il razzo a orologeria | Recensione su BibliotecaGalattica


Cosa contiene un romanzo di Greg Egan? Su BibliotecaGalattica la risposta, con una recensione all’ultimo suo romanzo edito in Italia, su Urania: Il razzo a orologeria.

Il romanzo è ambientato in un universo dalla leggi fisiche profondamente diverse dal nostro. La velocità della luce non è costante ma proporzionale alla sua frequenza: la luce rossa è sempre “in ritardo” rispetto ai rami blu-violetti dello spettro. La protagonista principale, Yalda, è l’equivalente alieno di Einstein: è lei a scoprire il parallelo alieno di quella che conosciamo come relatività ristretta, denominata qui fisica rotazionale, scoprendo ed esplorando il concetto di spazio-tempo; uno spazio-tempo dalle proprietà completamente differenti da quello che Einstein ha illustrato sulla Terra…
Il mondo in cui il romanzo è ambientato ha un livello tecnologico pari all’incirca a quello dell’Occidente a cavallo tra XIX e XX secolo. La specie intelligente che domina il pianeta, cui Yalda appartiene, è radicalmente diversa dall’uomo, a partire dall’anatomia e dalla fisiologia: gli alieni hanno due paia di occhi, sono in grado di modificare quasi a piacimento il proprio corpo mutando forma o estroflettendo nuovi arti per esempio. Ma una radicale differenza, con profonde ripercussioni sulla società aliena, è dovuta alla differente modalità di riproduzione: ogni femmina della specie muore, infatti, dando vita, nella norma, a due coppie di individui maschio-femmina, tradizionalmente destinati a diventare futuri partners. La filiazione è associata alla morte della partner femmina, sono i padri ad allevare in forma esclusiva la prole.
Una minaccia incombe sul mondo di Yalda, rappresentata dalle “stelle ortogonali”; quelle che sembrano all’apparenza semplici meteore, possono in realtà rappresentare un pericolo molto più serio, mortale per la sopravvivenza stessa del pianeta e della civiltà, per motivi che Yalda inizia a comprendere svelando le basi fisiche del suo universo.
La trama del romanzo è basata sulle battaglie di Yalda su due fronti, che si intrecciano tra loro nella vita della scienziata. Il primo è quello scientifico-accademico, nel quale il lettore ripercorre le geniali intuizioni, l’affermazione della nuova fisica rotazionale fino all’epopea del primo viaggio nello spazio alla ricerca della salvezza per il proprio pianeta. Il secondo è invece una sorta di scenario femminista alieno, basato sulla lotta affinchè ogni donna possa decidere autonomamente quando terminare la propria vita, in un mondo dove invece è incessante la spinta alla riproduzione nei tempi più rapidi possibili.

Il tempo e lo spazio secondo Greg Egan | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Greg Egan, Il razzo a orologeria.

Lo scrittore australiano ha infatti dedicato la trilogia detta Orthogonal a un universo dove le tre dimensioni spaziali e il tempo sono sostituite da quattro dimensioni uguali tra loro; questo comporta che il tempo non è una strada a senso unico ma può essere percorsa in entrambe le direzioni. Il cosmo di Orthogonal differisce dal nostro per molti altri aspettia, per esempio la velocità della luce, differente a seconda della lunghezza d’onda, pertanto le stelle non sono puntini luminosi ma strisce multicolori, più lunghe maggiore è la distanza dell’astro dall’osservatore.

Come logico aspettarsi da una premessa del genere anche la vita si è evoluta in forme strane e bizzarre, Il razzo a orologeria, primo romanzo della serie, racconta la storia di una razza di mutaforma minacciata da una catastrofe imminente. A dispetto dai dettagli scientifici e dai grafici, presenti in buon numero, Egan è riuscito a incentrare la storia sui personaggi, in primis la protagonista Yalda e sulla disperata soluzione che l’aliena escogita per evitare la catastrofe terminale.

Egan è un autore che ritengo controverso, estremamente portato a discorsi matematici, astrofisici e inumani, difetta un po’ nel diffondere le sue visioni, assai criptiche, quasi delle formule matematiche aliene. Sono altresì incuriosito da questa sua nuova prova, ci vediamo in edicola…

Nell’Abisso del passato con Urania Collezione | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Collezione di questo mese: Abisso nel passato e Alba eterna,due romanzi brevi assai diversi tra loro, soprattutto per questioni di origine (uno è del ’39, l’altro è del ’96) ma accomunati dall’amore per Roma antica. Il primo è stato scritto da Lyon Sprague De Camp e l’altro da David Drake. Ecco le note dell’articolo:

Nel 1939, l’anno in cui Lyon Sprague De Camp scrisse Abisso del passato, il viaggio nel tempo aveva una consolidata tradizione nella letteratura fantascientifica, tanto da aver già prodotto svariati filoni narrativi. Abisso del passato è un’ucronia, un romanzo dove un viaggio nel passato cambia il corso della storia, De Camp narra le vicissitudini di  Martin Padway, un cittadino americano che dalla Roma del 1938 viene catapultato in quella del 535, agli albori del medioevo.

Quasi sessanta anni dopo, nel 1996, David Drake ha scritto quello che potremmo considerare il prequel di Abisso del passato: in Alba eterna è Flavia Herosilla, una matrona romana del tardo impero, a ritornare sino agli albori della città eterna.

Sia Padway che Herosilla interferiranno con il corso degli eventi, il primo cercando di evitare la riconquista bizantina della penisola, la seconda aiutando Romolo e Remo a fondare la città eterna.

Ho letto il libro, naturalmente, e penso che De Camp sia stato forse un po’ troppo ingenuo, mentre assolutamente godibile l’interpretazione di Drake, anche come stile di scrittura. E voi?

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