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Archivio per Valerio Evangelisti

Distòpia, da oggi in edicola il nuovo Millemondi italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com continua il countdown per l’uscita del nuovo Millemondi di Urania, Distòpia, che… esce nelle edicole italiane proprio oggi! Numerosi ed eccellenti gli autori coinvolti da Franco Forte nel progetto; eccoli qui: Paolo Aresi, Valeria Barbera, Francesca Cavallero, Alberto Cola, Milena Debenedetti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Valerio Evangelisti, M. Caterina Mortillaro, Simonetta Olivo, Giampietro Stocco, Nicoletta Vallorani e Andrea Viscusi che sfidano il destino, dietro una splendida copertina di Franco Brambilla.

Come immaginare il futuro della nostra specie? Quali declinazioni dare agli scenari possibili a cui l’umanità dovrà far fronte, dopo la scossa possente che è arrivata con la pandemia da coronavirus? Alcuni fra i migliori autori italiani di science fiction hanno provato a raccontare la loro distopia, i loro personali incubi futuri, e quello che ne è venuto fuori è una messe di storie che narrano meglio di tante altre ciò che siamo oggi, in attesa di percorrere le strade di quegli orizzonti distopici che solo noi, con le nostre azioni e la nostra volontà (o mancanza di volontà), siamo in grado di costruire per le generazioni che verranno.

Come aggiunge De Matteo, coinvolto anch’egli tra gli autori, ecco un dettaglio ancora più approfondito dei racconti presenti:

Tenetevi pronti a sognare agli scenari immaginati da alcuni dei migliori scrittori della fantascienza italiana, riuniti da Franco Forte, curatore dell’antologia.
Le loro visioni vi porteranno a incontrare un androide nelle gelide miniere di Plutone, a indagare insieme a una Nativa Mentale i segreti di un’Italia virtuale (o meglio “n’Italia”) post pandemia, ad aggirarvi sotto i tramonti oscuri della città di Morjegrad, preda di strani blackout.
Preparatevi a danzare con un’umanità mutilata dall’editing genetico, a inseguire ali di farfalla in un mondo prosciugato dalla vita, a far crepitare di raggi laser la neve grigia dell’inverno nucleare.
Tra le pagine di “Distòpia” scalerete i durissimi canoni estetici del riallineamento, sarete assordati dal frastuono del crollo dei grandi monumenti della Terra, andrete a caccia di emozioni forti in un mondo che ha sacrificato la privacy e il contatto umano a favore di un’inquieta sicurezza, andrete a caccia all’ispirazione insieme a uno scrittore disperato.
Potrete farvi inebriare dal fascino digitare di un/a Perfect Companion, colonizzare un pianeta meticcio e multispecie e persino perdervi in un futuro psichedelico governato da hashtag e captcha.

Devo dire che non vedo l’ora di leggere questo lavoro corale, è anche un modo per rendersi conto di quanto il nostro mondo sia davvero distopico…

Avanguardie Futuro Oscuro – la prima antologia curata da Sandro Battisti


Circa dieci anni fa ho avuto la possibilità di curare da solo la mia prima antologia, un’opera connettivista che non poteva che vertere su tematiche molto oscure, individuando allora nelle avanguardie di un’oscurità prossima a calare su di noi – una strana trascendenza – l’elemento peculiare da sottoporre alla creatività di tutti gli autori coinvolti; e così Avanguardie Futuro Oscuro fu appunto il titolo che diedi all’opera.
Avevo chiamato a raccolta il fior fiore dei nuovi scrittori di quel periodo e coinvolgere due nomi storici e totalmente particolari, vicini ai connettivisti come l’indimenticato Sergio Altieri e Valerio Evangelisti, fu un atto di amore e di vicinanza a coloro che abbiamo sempre reputato ideologicamente ed emotivamente vicini. Ecco, quindi, alcune parole che Altieri scrisse come prefazione per l’antologia:

“Uno spettro si aggira (non solamente) per la Sci-Fi italiana. Non un singolo autore, ma un’intera falange armata al laser verbale. Non una singola tematica, ma un intero insieme polimorfo nonché poli-genere. Non un singolo stile narrativo, ma in intero array, dallo “staccato convulso” al flusso di coscienza. Tutto questo — quanto (in apparenza) seminalmente e narrativamente contraddittorio — ha un nome che suona (ingannevolmente) come un neologismo. Connettivismo.”

Quest’opera ha avuto due incarnazioni, la prima per le Edizioni Diversa Sintonia e la seconda per la kipple Officina Libraria (in digitale cartaceo). 17 racconti di altrettanti autori che hanno espresso la suggestione di un Connettivismo rigorosamente rivolto verso il lato oscuro del multiverso, per narrare il delirio postumano verso l’inumano. Qui sotto il booktrailer:

E’ tornato in libreria il romanzo breve CONTROINSURREZIONE, in una nuova versione – Eymerich.com


Segnalazioni dal sito di Valerio Evangelisti su sue nuove pubblicazioni e critiche alle ultime uscite – qui e qui. Brani…

È uscito presso la casa editrice Centoautori il romanzo breve di Valerio Evangelisti Controinsurrezione, già apparso nel 2004. Questa edizione è stata rivista e modificata per adattarla a 1849: I guerrieri della libertà, di cui ora rappresenta una sorta di spin-off.

Su PULP LIBRI Walter Catalano recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Walter Catalano recensisce, su PulpLibri, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849, i guerrieri della libertà, libro dedicato agli eventi successi a Roma durante l’esistenza della repubblica di quell’anno. Un estratto:

Questo romanzo, uno dei più riusciti fra gli ultimi scritti da Evangelisti, è anche un bildungsroman “politico” che vede il giovane “uomo senza qualità” Folco, acquisire dignità e consapevolezza sul campo di battaglia e guadagnarsi faticosamente il rispetto e infine l’amore della proto-femminista Adelaide, donna disincantata ed estremamente libera di pensieri e di costumi.

Seppure nella sconfitta militare il finale della storia – come probabilmente la consuetudine del grande romanzo popolare vuole – sarà, tutto sommato, lieto: i due amanti si ricongiungeranno, il loro futuro fiorirà certamente migliore, più pieno e più sensato – in prospettiva – così per loro come per molti altri reduci. La Repubblica romana non ha lottato e non è morta invano, la sua sconfitta è solo temporanea e il suo sacrificio ha piantato un seme che fruttificherà: lo spirito della sua Costituzione potrà ancora animare e ispirare gli ideali di nuove future battaglie.

Su IL PICKWICK Luca Cangianti recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Recensione molto puntuale e acuta a 1849, i guerrieri della libertà, ultimo romanzo in ordine di tempo di Valerio Evangelisti, ambientato nella repubblica romana del 1849, con Garibaldi e Mazzini – e non solo – alla guida. Uno stralcio:

1849. I guerrieri della libertà è un libro molto topografico, gli eventi sono sempre geolocalizzati mediante un’avvincente street view narrativa. Possiamo inoltre cogliere vari riferimenti al presente o alla storia dei movimenti di lotta della Capitale (si vedano per esempio i chiodi a tre punte utilizzati anche dai partigiani durante l’occupazione nazifascista). Ma lo scrittore, da storico quale è stato all’inizio della sua carriera, gioca sempre con il sostegno delle fonti, per altro esibite dettagliatamente nella nota bibliografica. Ancora una volta Evangelisti utilizza gli strumenti del romanzo popolare per offrirci non solo un viaggio salgariano nel tempo, ma anche la simulazione avvincente di un percorso coscienziale: fa letteratura e al tempo stesso attività politica; ci disvela un mondo di significati e di sentimenti mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; distrugge i nostri equilibri inerziali, fa filtrare nel triste presente un raggio di speranza blochiana.
Ritornano quindi molti temi che abbiamo incontrato nel ciclo de Il Sole dell’Avveniredel quale quest’ultimo romanzo costituisce il prequel: le osterie, al pari delle “cameracce” emiliano-romagnole, come luoghi della ricomposizione di classe; il potere salvico della rivoluzione (“Noti vigliacchi si trasformarono in eroi, farabutti diventarono combattenti tra i più arditi”); il riemergente protagonismo femminile nei momenti di rivolgimento sociale (decisamente affascinati le figure della rivoluzionaria Adelaide Quaglierini e delle prostitute repubblicane in armi: la Bocciuta, la Buciona e la Carabiniera); il connubio tra festa e rivoluzione (“Si danzavano il salterello e la tarantella. Le osterie erano gremite, l’Urbe era in festa”).
Con ironia, senza retorica e pietismi, Evangelisti ha grattato via la superficie cinica e fatalista del popolo romano portando alla luce il suo desiderio di riscatto, che ancora oggi potrebbe ardere sotto le ceneri.

Su IL BECCO Dmitrij Palagi recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Sul sito di Valerio Evangelisti la recensione alla sua ultima fatica letteraria: 1849. I guerrieri della libertà, romanzo storico dedicato alla seconda Repubblica Romana, quella di MazziniSaffiArmellini. L’estratto della rece:

Siamo abituati a guardare al passato come a una storia fatta da grandi uomini che prendono decisioni epocali, capaci di guidare gli eserciti e di dare forma alle istituzioni. La seconda Repubblica romana è poco studiata nelle scuole italiane e spesso viene liquidata con la citazione del triumvirato MazziniSaffiArmelliniValerio Evangelisiti le regala invece un romanzo bello e importante: 1849. I guerrieri della libertà. In una cornice di attenta ricostruzione del contesto è il popolo a recuperare la centralità con cui muove il tempo. Tra fiumi di vino, fumo di sigaro e sangue prende così corpo un nuovo tassello della galassia letteraria di uno dei principali scrittori italiani. Un sistema narrativo, come evidenziato da Alberto Sebastiani in una recente pubblicazione (Nicolas Eymerich, edita da Odoya nel 2018), capace di disegnare una visione che parte dell’epoca medievale e arriva a un distopico futuro, coinvolgendo pagine di cronaca italiana.

Dopo la trilogia del Sole dell’Avvenire, Evangelisti torna alla famiglia Verardi, seguendo la migrazione di un romagnolo a Roma, dove Pio IX inizia a farsi odiare con sempre maggiore intensità dalla popolazione. La lotta di classe può svilupparsi anche in assenza di una componente operaia, perché spesso matura anche senza una piena consapevolezza da parte degli oppressi, chiamati a obbedire ma spesso indifferenti alla retorica. La dignità è una conquista difficile, appare raramente agli onori della storia pubblica, perché al nostro sistema economico conviene celare la massa in rivolta, non rassegnata, arrabbiata, capace di trovare coraggio nella sua disperata condizione. Teste che si alzano e scorgono i raggi di una speranza, per conquistare un futuro migliore: questa è la Repubblica Romana riscoperta nel romanzo. Tra i sigari di un artritico Garibaldi, la chitarra notturna di Mazzini e canti popolari scritti di Mameli la scena è presa da nomi meno conosciuti. Prostitute, uomini al limite tra il commercio e il banditismo, disorientate figure in cerca di un loro posto nel mondo. La realtà è fatta prevalentemente di confusi interessi da scoprire e da difendere. L’epopea di Evangelisti non è eroica ma per questo ha molto da poter dire all’epoca presente. Parla della condizione umana e di come questa non sia immutabile. Chiama alla responsabilità di non arrendersi. Nella consapevolezza di come ogni individualità abbia i suoi difetti e i suoi limiti, da superare in una dimensione collettiva, dove si scrive effettivamente la storia.

Arriva Il sabba nero, primo librogame sull’Inquisitore Eymerich | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Il sabba nero, librogame di Lorenzo Trenti, primo volume della serie Nicolas Eymerich, inquisitore, ispirata alle avventure del personaggio ideato da Valerio Evangelisti, a sua volta modellato su una figura storicamente esistita.

1359.
L’inquisitore Nicolas Eymerich è in Francia per dipanare le fila di un complotto diabolico. Il ritrovamento di una lettera dall’origine misteriosa getta ombre cupe sul destino della cristianità.
Chi, o cosa, sta per spargere i suoi semi di morte?
Eymerich, personaggio storico realmente esistito, sarà guidato nella sua indagine dal suo intelletto affilato, dalla sua feroce volontà e dalle scelte del lettore. Si scontrerà con un misterioso Uomo di Ferro, visiterà radure incantate e castelli occupati, borghi dimenticati e processioni di flagellanti, fino a svelare un nemico che ha molti occhi, molte orecchie e molte bocche. Il tutto sotto i neri auspici della colonna sonora ideale dei Black Sabbath.

Ispirata ai romanzi di Valerio Evangelisti, editi in Italia da Mondadori, questa avventura rilegge le tematiche della popolare saga creandone un gioco sensazionale e una sfida avvincente per i lettori.
Tu sei Nicolas Eymerich, l’Inquisitore!

Dal 12 novembre in libreria i tre volumi di Titan EYMERICH, il ciclo completo e annotato dell’inquisitore – Eymerich.com


Da oggi sono disponibili in libreria i volumi che raccolgono i romanzi sull’inquisitore Eymerich, saga scritta dal magister Valerio Evangelisti; l’editore è ovviamente Mondadori! Dal sito di Evangelisti copio e incollo:

In tre lussuosi volumi l’intero ciclo di Eymerich, composto da tredici romanzi (vi è stato aggiunto Metallo urlante, per il racconto Venom), a cura di Alberto Sebastiani. Questa la presentazione dell’editore:

Nicolas Eymerich, l’inquisitore generale d’Aragona creato dalla penna di Valerio Evangelisti e protagonista di un ciclo di romanzi che fondono fantascienza, poliziesco, thriller, romanzo storico, gotico e horror, è un integralista determinato a reprimere quanto si oppone all’unico ordine che ritiene concepibile, quello della Chiesa. Lo fa con ogni mezzo, ed è pronto a distruggere tutto ciò che non si omologa alla sua visione del mondo. Non vuole sconfiggere i suoi avversari – si tratti di creature mostruose fantastiche, come zombie, golem o lupi mannari, oppure di ribelli all’ideologia, gli eretici. Vuole annientarli. E con loro eliminare il ricordo, ogni traccia della loro esistenza, cancellare i loro simboli, bruciare i loro libri. Eymerich conosce bene il dettato del Grande Fratello orwelliano secondo cui «chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato». E anch’egli vuole imporre il proprio immaginario, la propria visione del mondo su ogni pensiero divergente. La Storia sembra dargli ragione. Eppure la disobbedienza persiste.

Con l’occasione, Mondadori ripubblica a sé anche Metallo urlante, un caposaldo della letteratura fantastica italiana.

Su LA STAMPA-TUTTOLIBRI Valerio Evangelisti racconta la genesi di 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Sul sito di Valerio Evangelisti la genesi del suo nuovo romanzo I guerrieri della libertà, narrazione storica della Repubblica Romana del 1849. Ed è una continua sorpresa…

Mazzini, Saffi, Armellini. Questi tre cognomi erano tutto ciò che mi era rimasto in mente, della repubblica romana del 1849, dopo il liceo. Nient’altro: un episodio minore del risorgimento. Ma del risorgimento stesso, cosa ricordavo? La spedizione dei Mille, certo, le guerre di indipendenza, la presa di Porta Pia. Pochissimo altro.

Succede, nel 2008, che l’amico Antonio Moresco mi faccia una proposta. Ha scritto un racconto che tratta delle Cinque giornate di Milano. Se io facessi la stessa cosa, su un altro episodio risorgimentale coevo, potremmo farne un libriccino firmato da entrambi. Accetto alla cieca, e mi metto alla ricerca del possibile tema. Mi tornano alla memoria Mazzini-Saffi-Armellini. Sì, mi occuperò della repubblica romana. Anche per colmare le lacune personali sull’evento.

Ne nasce il racconto La controinsurrezione (mentre quello di Moresco, diversissimo, si intitola L’insurrezione). Leggo una serie, molto incompleta, di saggi sull’argomento, e mi accorgo di due cose. Malgrado la brevità nel tempo, l’episodio è di grande rilievo nella storia italiana. Questo è riconosciuto dalla totalità degli studiosi, senza eccezione. Tuttavia, per quanto parlino di un’ampia partecipazione popolare, gli autori finiscono immancabilmente per concentrarsi sulle figure più note (Mazzini, Garibaldi, Mameli, Pisacane, Cristina di Belgioioso, ecc.), mentre del “popolo”, fatta eccezione per il famoso Ciceruacchio, o non c’è traccia o è molto pallida.

Anche il mio racconto, documentato frettolosamente, ha la stessa carenza. Cado anzi in un paradossale equivoco. Inserisco tra i personaggi, per dare vivacità alla vicenda, tale Babette di Interlaken, la “vergine comunista” fumatrice e cospiratrice, calata a Roma dalla Svizzera anticattolica per volgere la rivoluzione in senso egualitario. L’avevo scovata nell’Almanacco Bompiani 1972, a cura di Umberto Eco e Cesare Sughi. Era presa dal romanzo L’ebreo di Verona, del gesuita reazionario Antonio Bresciani.

La credo realmente esistita (Bresciani spesso deforma fatti reali) e la metto nel mio racconto. L’anno successivo, la “vergine comunista” riappare ne Il cimitero di Praga di Umberto Eco. Anzi, Eco riproduce quasi fedelmente intere pagine de L’ebreo di Verona. Peccato che la terribile Babette non sia mai esistita. Era l’invenzione di un gesuita codino che, alla ricerca di mostri libertari fasulli, quando non li trovava li immaginava.

La “vergine comunista” mi era servita per introdurre nella repubblica romana quel “popolo” evocato ma non descritto nei libri di storia (una donna, per di più). Inoltre alludeva a istanze sociali che, seguendo solo le azioni di Mazzini e altri capi rivoluzionari, risultavano assenti o molto pallide. Eppure Pio IX, ben prima di fuggire da Roma, aveva espresso furenti anatemi contro il socialismo e il disumano comunismo. Si riferiva solo al 1848 francese? Cercava di esorcizzare fantasmi?

Presi come una sfida la scoperta di un “popolo” nella rivoluzione romana del 1849, e decisi, prima ancora di averla accertata, di scriverci sopra un romanzo. Volevo, come nel mio Il sole dell’avvenire, mettere in scena personaggi umili, che partecipassero agli eventi cercando di capirli, ma non in grado di dirigerli. Lontanissimi dagli eroi, dai comandanti, dai politici, per quanto testimoni del loro operato.

Su LA CITTA’ FUTURA Renato Caputo valuta l’opera di Valerio Evangelisti, a partire dal romanzo NOI SAREMO TUTTO – Eymerich.com


Splendida e dettagliata critica dell’opera sociale di Valerio Evangelisti, condensata mirabilmente nel ciclo Il sole dell’avvenire. Dal suo sito prendo questa segnalazione e la rilancio, incollando qui sotto alcuni passi presi da La città futura, a cura di Renato Caputo.

Il primo eccezionale merito di Evangelisti è che, con questi suoi più recenti romanzi, ha rilanciato alla grande – dopo decenni di costante demonizzazione da parte dell’ideologia dominante – il realismo socialista che rischiava altrimenti per finire definitivamente sepolto sotto le macerie del muro di Berlino. Le opere di Evangelisti, ricordate in questo articolo, sono tutte ottimi esempi di realismo socialista all’altezza delle sfide del ventunesimo secolo. Nel senso che Evangelisti è riuscito nella difficilissima impresa di superare dialetticamente il realismo socialista che si era venuto tortuosamente sviluppando nel corso del precedente secolo breve. In altri termini, questo eccezionale storico e romanziere è riuscito a recuperare quanto c’era di buono nel realismo socialista del ventesimo secolo, eliminando quanto c’era di caduco, di limitato e superato. In tal modo è riuscito a svilupparlo a un livello superiore, sintetizzando in queste sue opere la lezione del più grande critico letterario e studioso di estetica marxista, György Lukàcs, e del più grande scrittore marxista: Bertolt Brecht. Se dal primo Evangelisti ha ripreso e realizzato in diverse proprie opere la concezione più elaborata di realismo socialista, dal secondo ha ripreso due aspetti essenziali della poetica e dell’opera brechtiana: il dramma epico (didattico e dialettico) e l’effetto di straniamento.

In tutti i grandi romanzi sopra-citati è posta giustamente al centro degli eventi la lotta di classe, quale autentico motore del processo storico. Tanto la lotta di classe, quanto il processo storico sono sempre narrati nel modo più realistico e, quindi, dialettico, con personaggi tipici e storie particolari, che ci permettono però di rivivere dei momenti decisivi della nostra storia, ovvero la lotta del movimento dei lavoratori che, battendosi per la propria emancipazione, dà il contributo decisivo nella nostra epoca storica alla lotta per l’emancipazione dell’intero genere umano.

Perciò i citati romanzi di Evangelisti hanno un grande valore dal punto di vista didattico, in quanto da autentiche opere d’arte ci permettono, come metteva in evidenza già Aristotele, di comprendere meglio essenziali eventi storici, anche rispetto a molti libri di storia. Del resto la grandezza di Evangelisti è proprio questa di sviluppare delle autentiche opere d’arte sulla base di una profonda conoscenza storica. Infine, Evangelisti fa ampio uso dell’effetto di straniamento, i protagonisti dei suoi romanzi non consentono mai al lettore d’identificarsi acriticamente, ma lo lasciano sempre libero e lo spingono a riflettere criticamente sulla storia emblematica che gli viene narrata.

Per altro Evangelisti è un grande scrittore proprio perché è partigiano nel senso più alto e migliore del termine, nel senso gramsciano che porta a odiare gli indifferenti. Dunque, nella sua narrazione non vi è mai un distacco cinico (da cretino, direbbe Marx) dai grandi eventi narrati, né tantomeno si scade mai nel minimal-qualunquismo. Il narratore chiaramente non può essere indifferente a ciò che narra, anzi in questo caso è animato da una sana passione politica, ma al contempo estremamente razionale e critica. In tal modo il lettore non è mai ingannato, in quanto l’autore non nasconde la propria posizione etico-politica. Questo non significa, però, che ci dà una narrazione ideologica degli eventi, nel senso peggiore (marxiano) del termine. Per esempio anche in Noi saremo tutto Evangelisti prende parte decisamente per i comunisti e per chi porta avanti con spirito rivoluzionario la lotta di classe, senza però mai dare un’immagine edulcorata, apologetica e acritica di coloro per cui parteggia. Anzi è molto bravo a ricostruirne in modo realistico e dialettico la storia, mettendo in luce il contributo essenziale che hanno dato alla lotta per l’emancipazione del genere umano, senza nasconderne gli aspetti contraddittori e i limiti storici. Evidenziare questi ultimi è un aspetto essenziale per comprendere i motivi delle sconfitte storiche subite dalle forze che si battono in questa secolare lotta per l’emancipazione umana.

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