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Archivio per Versi Guasti

Esce Macerie, di Laura Accerboni, per la collana VersiGuasti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, “Macerie, di Laura Accerboni, poetessa che in questa pubblicazione dà prova di asciuttezza. Non v’è alcun fronzolo o ammiccamento alla poesia contemporanea che tende a giocare con finali a sorpresa e spiazzanti: al contrario, la voce dell’Autrice è lineare, portatrice di un’evidenza limpida, fattuale nella sua immediata evidenza. Materia che si (im)pone come concreta evidenza.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli e presenta il percorso artistico di questo volumetto digitale, impreziosito dalla copertina di Ksenja Laginja e dalle opere grafiche interne del collettivo SpiceLapis;

Dall’introduzione

Apparentemente ermetiche, quasi fossero prive di un significato logico, di una narrativa da condividere con il lettore, private di un messaggio da comunicare e di una storia da narrare, le poesie di Laura Accerboni colpiscono e, come detto sopra, si (im)pongono evidenti, fattuali oggetti di materia, ipostasi composte di suoni e voci.
Monadi, le poesie dell’Autrice genovese sono Monadi di dolore, aggregati di un amalgama fatto di memorie, di terriccio, di corpi, di carta vergata, di radici e piante. Impasti secchi di sensazioni in cui solo lontanamente si rintraccia un senso compiuto, un significato manifesto. Ciò che resta dall’operazione compiuta dalla poetessa è un indistinto groviglio di immagini intrecciate l’una con l’altra in un apparente delirio emozionale.
Confini dentro la schiena, erba che non cresce (però) dentro le mani, montagne dentro celle fredde, case che pregano e radici che diventano fondamenta, stelle fatte di terra, mari di calce solcati da corpi alla deriva. Questo l’immaginario apparentemente distorto di Laura Accerboni.
Poesie che diventano oggetti, sfere dense di intrisa corporeità, ostacoli contro cui il lettore si scontra, si imbatte e ciò che prova è ciò che naturalmente vive ogni qual volta viene messo di fronte alla propria muta finitudine, all’impossibilità ontologica, al banale non-potere. È il dolore, mai citato direttamente dall’Autrice; il dolore è descritto in molte delle sue infinite manifestazioni: “un limite \ piantato in gola \ come una scheggia”, “Stelle \ piene di terra”, “l‘erba \ dentro le mani \ però non cresce”.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

L’autrice

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985. Attualmente vive a Lugano dove ha frequentato il Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana (USI). Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui Nuova corrente (Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa); Italian Poetry Rewiew (Plurilingual Journal of creativity and criticism sponsored by Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University); Gradiva (International Journal of Italian Poetry Editor Luigi Fontanella); Poesia Crocetti Editore; Lo Specchio della Stampa; Steve; Capoverso; Loch Raven Review (USA, Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL, sull’antologia InVerse (John Cabot University Press) e sul settimanale tedesco Der Siegel. Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996); Premio internazionale di poesia Piero Alinari (2011), Sezione poesia inedita; Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Nel 2016 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato. Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). È stata ospite di festival internazionali tra cui: Poetry International Rotterdam (Olanda); Goran’s Spring (Croazia); Felix Poetry Festival (Belgio); Struga Poetry Evenings (Macedonia); Međunarodni festival suvremene poezije Brutal (Croatia); Poetas D(in)versos (Coruña); Babel Festival di letteratura e traduzione (Svizzera); ChiassoLetteraria (Svizzera); Internationales Literaturfestival Leukerbad (Svizzera); Poestate (Svizzera); Poetry on the Road (Germania); Days of Poetry and wine (Slovenia). Nel 2017 ha presentato il suo lavoro all’Università di Cork e all’Università di Dublino. Parteciperà̀ ai festival Ars Poetica (Slovacchia), 10Tal / The Stockholm Poetry Festival (Svezia), InVerse Poetry Festival (John Cabot University, Roma, Italia). Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis promosso dall’Unione Europea. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, romeno, armeno e macedone.

Le illustratrici interne

Il Collettivo SpiceLapis. Spicelapis è il temperamatite, ciò che affila, aguzza le matite e le menti per riversare in linee ordinate su carta il vortice che si ha nella testa.
Spicelapis è un collettivo di illustratori, nato a Udine nel dicembre 2015, che opera in modo attivo con l’intento di creare un luogo in cui far nascere idee e progetti legati all’illustrazione e all’arte. È una realtà totalmente autogestita e autofinanziata, nella quale la collaborazione di tutti i membri è fondante e fondamentale.
Attualmente il gruppo vanta diverse collaborazioni su tutto il territorio regionale, tra cui il circuito della Libreria Diffusa di Udine, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele, il Daydreaming Project di Trieste ed il Far East Film Festival, per il quale ha realizzato la mostra “Metamorfosi” in Galleria Tina Modotti a Udine, ad Aprile 2017, per l’apertura della 19° ed. del Festival.
Per la prima volta collabora con Kipple Officina Libraria nel progetto di illustrazione del volume di VersiGuasti dedicato a Laura Accerboni.
www.facebook.com/SpiceLapis
spicelapis@gmail.com

L’autrice della copertina

Ksenja Laginja (Genova, 1981) alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione e le sue sperimentazioni. Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger” per Annexia edizioni. Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) è redattrice di Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum. I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un’intensa attività di reading. Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” per Ladolfi Editore. Nel 2016 è stata selezionata come autrice dal progetto ZENIT POESIA – Progetto 4×10<40, a cura di Sebastiano Aglieco e Marco Bellini, promosso dalla casa editrice La Vita Felice. Con i suoi disegni ha partecipato a esposizioni personali e collettive sul territorio nazionale. Nel 2017 ha vinto il concorso di illustrazione SCANNER, promosso dalla libreria Scripta Manent.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta)
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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Francesca Gironi vince la terza edizione del CrossAward | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Francesca Gironi, autrice che ha pubblicato con Kipple la silloge Distruggi le prove, ha vinto la terza edizione del CrossAward, Premio dedicato alle performance contemporanee incentrate sull’arte e sulla cultura che ha, come scopo dichiarato:

Il Premio ha l’obiettivo di stimolare l’indagine e l’espressione artistica relative all’unione di stili e generi differenti, valutando come fattori premiali le pratiche multi-linguaggio e la commistione di tecniche e codici afferenti le diverse arti performative. L’obiettivo del concorso è di individuare nuove produzionitassativamente inedite – che mettano in dialogo i linguaggi del corpo e dell’azione scenica con la composizione musicale, senza restrizioni e vincoli di genere, categoria o pratica.

La premiazione è avvenuta sabato 1 luglio a Verbania, Francesca ha vinto in coppia con Sergio Garau proponendo un tema di PoetrySlam e danza. A entrambi va il plauso della redazione Kipple, mentre qui sotto vi ricordiamo le caratteristiche di Distruggi le prove.

La quarta

Il lettore che si appresta alla lettura dei testi che compongono questa piccola silloge non potrà sperimentare la sorpresa e il piacere di vedere la poetessa leggere i suoi componimenti, lasciarsi incantare dalla voce monocorde, dal tono vagamente indifferente e dalla sua gestualità ritmica. Che dunque queste pagine che seguono siano insufficienti a comprendere la poetica di Francesca Gironi?
La risposta è no, non sono insufficienti perché quei gesti, quella fisicità che l’autrice adopera nel recitare le sue poesie è la stessa che usa nello scriverle. L’atto creativo primitivo, originario, quello che porta a tracciare la parola sulla carta (o sulla tastiera del pc) è il medesimo che poi ripete nel riportare alla luce le poesie tramite la voce. Ma è nel testo stesso, è nel versificare che noi troviamo quei passi di danza, quelle coreografie con cui Francesca Gironi fa muovere le parole.
Ed ecco che allora la pagina diventa un palcoscenico bianco di un teatro immenso, in cui tante piccole parole volteggiano disegnando significati, immagini, paradossi e ironiche situazioni. Tutto è all’insegna di una cercata, voluta, desiderata leggerezza. Le cose accadono e lei sembra viverle con leggerezza, con una punta di sano snobismo, di accondiscendenza.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Francesca Gironi, Distruggi le prove
Copertina: fotografia di Francesca Tilio

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 23 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-72-1

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Esce per la collana VersiGuasti, Poesie, di Guido Antonelli | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria, con commozione e gioia, presenta nella collana VersiGuasti “Poesie, di Guido Antonelli, artista multiforme dalla vita costellata di eventi avventurosi, al limite dell’incredibile. La sua poesia, unica e intensa, costituisce lo specchio dei suoi lunghi e fantastici anni.
La splendida introduzione – intervista è opera di Alex Tonelli e illustra bene cos’è stato Guido, cosa pensava, quanto il suo cammino sia stato illuminante anche per le avanguardie d’inizio millennio.
Noi di Kipple e i connettivisti tutti vogliamo salutarlo con semplicità e intensità, perché questa pubblicazione è un ricordo struggente di un amico che ci ha lasciati lungo le sponde delle rivelazioni.

Dall’introduzione

“Ho capito che se volevo evocare il mistero della poesia dovevo andare oltre il significato, il senso comune, quello della nostra annichilente quotidianità. Volevo, e lo voglio ancora, il trionfo assoluto, incontrastato del suono. Scelgo le parole non per il loro significato, per quel loro figurare che accostato l’un con l’altro crea una catena di senso necessaria.
La condanna ontologica dell’uomo è in questa relazione obbligata alla realtà. Questa non è una concatenazione, è un incatenamento! Le parole per me sono semplicemente suono e io le accosto fra loro non certo liberamente, non certo casualmente ma… musicalmente! Sono note, infinite note, che io suono sulla pagina bianca del foglio. Il lettore le deve leggere, pronunciare ad alta voce. Come si può suonare uno strumento musicale, un pianoforte, un violino, in silenzio? La voce deve modularsi, liberarsi e suonare. Sono note, infinite note, che io suono sulla pagina bianca del foglio. Il lettore le deve leggere, pronunciare ad alta voce. Come si può suonare uno strumento musicale, un pianoforte, un violino, in silenzio? La voce deve modularsi, liberarsi e suonare. Le parole che state per leggere sono come un segnalibro, una puntina su un immaginario mappamondo di ricordi. Io non sono in esse, te lo dicevo prima, le mie poesie vivono per se stesse e nulla portano di me. Non vi è nessuna transustanziazione dal corpo dell’autore, dalla sua carne viva al segno nero tracciato sul foglio. Nessuna! Leggendo ciò che seguirà questa immaginaria conversazione tu, e voi tutti lettori, vi ricorderete di me e tornerete a frequentare i luoghi dei ricordi che avete di me. Saranno piacevoli o spiacevoli poco importa. Io tornerò a occupare la vostra mente e allora, mnemonica metempsicosi, io tornerò a vivere, un numero infinito di volte”.

La quarta

Dallo studio pittorico di Guido Antonelli abbiamo recuperato otto libri di poesia. Nessuno di questi volumi, le cui copie sono ora custodite dal Comune di Bellusco (Mb), riporta una data specifica di pubblicazione, ciò rende pressoché impossibile una dettagliata analisi filologica e cronologica dei suoi testi. Solo alcuni volumi presentano una nota temporale o biografica che ci consente di collocarli in un momento preciso della vita dell’Autore. Ma cosa direbbe l’autore di sé, delle sue opere? Forse questo:
“Ho capito che se volevo evocare il mistero della poesia dovevo andare oltre il significato, il senso comune, quello della nostra annichilente quotidianità. Volevo, e lo voglio ancora, il trionfo assoluto, incontrastato del suono. Scelgo le parole non per il loro significato, ma per quel loro figurare che accostato l’un con l’altro crea una catena di senso necessaria. Le parole per me sono semplicemente suono e io le accosto fra loro non certo liberamente, non certo casualmente ma… musicalmente!”

L’autore

Guido Antonelli (1924-2017). Già segretario della Sovrintendenza ai Monumenti della Romagna, fondatore di Neoestetiche e del settimanale Italpubli-Arte e Novità Letterarie (Bologna, 1954/1960). È stato promotore del “Convegno sulla Poesia – Tradizione e Ricerca” tenutosi a Villasanta nel maggio del 2003 e Presidente di giuria del “Premio Nazionale di Poesia – Alfonso Gatti”.
Ha dato alle stampe: In odore di falsità, L’Emortale, Le Muse Inquietanti, Il dubbio mistico e L’oblio e il Caso Pound.
Come poeta ha pubblicato otto raccolte presso l’inesistente casa editrice LIBRIRARI.
Pittore affermato, le sue opere sono state ospitate in importanti esposizioni e a lui sono state dedicate alcune personali.
Si è spento nella notte fra il 6 e il 7 gennaio del 2017 dopo una vita costellata di eventi impensabili. Come quando fu prigioniero a El Alamein, oppure quando conobbe… o quando ancora…

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Guido Antonelli, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 107 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-80-6

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Recensione ad Adyton, di Diana Maat – Su Finziʘni | KippleBlog


Sul blog Finziʘni è apparsa una recensione ad Adyton, la silloge di Diana Maat edita da KippleOfficinaLibraria. Ci piace notare come nella critica sia stata colta l’essenza dell’autrice, ecco parte della recensione:

Diana Maat in questi suoi versi misterici ci invita ad intraprendere un viaggio, un viaggio segreto e a tratti destabilizzante. Quella che si snoda tra le diverse sezioni è una poesia della natura, una poesia magica abitata da dei, animali, erbe e piante. Spunta un «bucaneve tra le torri», «palme», ortiche, la rosa canina, il basilico, il timo, le more, i mirti; bestie selvagge, cigni, lepri, vipere… serpenti guardiani della saggezza, custodi del sapere, abitanti del ventre della Madre Terra.

È «Eden» e poi «Inferno»,  serafini ed «angeli obliqui», polpastrelli e sangue e riti magici. È una poesia selvaggia e pacificante allo stesso tempo, detentrice di verità e di misteri, una poesia terrificante e rassicurante. I versi della Sacerdotessa contengono l’«eco notturno», il canto, il silenzio, promesse e sacrifici, la morte e la rinascita. Decifrare è inutile, bisogna leggere, sedersi nel cerchio, partecipare al cosmo, sentire scorrere la musicalità dei versi, accogliere le parole semplici eppure potenti. Io ho fatto così. Ho permesso a Diana Maat di essermi da guida nel viaggio sapiente, e sto ancora camminando nella Natura.

Nella parte finale della recensione compare un’intervista all’autrice.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Diana Maat, Adyton
Kipple Officina Libraria

Collana Versi Guasti – Pag. 68 – 9.99€
Formato Cartaceo – ISBN 978-88-98953-45-5

Collana Versi Guasti – Pag. 37 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-39-4

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In arrivo la promo “Diffondi la Poesia” | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]
Promo: DIFFONDI LA POESIA!
> VersiGuasti collection a 1,00 euro

Il 21/03, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, anche noi di Kipple ci impegniamo a diffonderla!

Per una solo giornata – martedì 21/03 – sarà possibile acquistare la Collection completa di nove (9) eBook, nella collana VersiGuasti a cura di Alex Tonelli.

COME FUNZIONA

1) Vai sul sito www.kipple.it, registrati e crea un ID Kipple, o se ne hai già uno usa quello nel modulo LOGIN.

2) Seleziona tutti gli eBook della collana “VersiGuasti” e acquista – inserendo il codice promozionale: #giornatapoesia – i nove (9) titoli, nazionali e internazionali, al prezzo simbolico di 1,00 euro.

Cosa aspetti? Diffondi anche tu la POESIA 🙂

Presentazione e reading di Ceneri Postatomiche @ Kowalski di Genova | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Domenica 5 marzo, alle 19.30, nella più ampia cornice della rassegna Poeme Electronique vol.2, verrà presentata e recitata dall’autore Christian Humouda la silloge Ceneri Postatomiche, edita da Kipple Officina Libraria nell’ambito della collana Versi Guasti, diretta da Alex “Logos” Tonelli. Accanto a Christian, una performance sonora di Raffaello Bisso My Right of Frost – completerà la sperimentazione poetico-elettronica della serata; coordinerà l’evento, che si svolgerà presso il pub Kowalski di Via Dei Giustiniani 3r, Genova, la nostra artista e comunicativa Ksenja Laginja.

Esce Distruggi le prove, di Francesca Gironi, per la collana Versi Guasti | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria prosegue il 2017 presentando, nella collana VersiGuasti “Distruggi le prove, di Francesca Gironi, poetessa anconetana che sfugge alle definizioni eppure afferra covercon la sua intima verità, per renderci leggeri di bellezza.
Lasciarsi rapire dalle poesie di Francesca è come prepararsi per andare al mare, con quella gioia semplice e diretta di una giornata allegra dentro, anche se fuori e intorno è dolore tagliente e tempesta. La gestualità e teatralità dell’autrice sono un compendio imprescindibile durante i suoi reading, ma anche così, su carta o su ebook, l’intensa essenza della poetessa trasuda e conquista, rende vivi di giovane forza.
La fotografia di copertina è di Francesca Tilio.

Dall’introduzione

Quando ho visto Francesca Gironi recitare le sue poesie all’International Poetry Slam di Trieste ho capito che le parole delle sue poesie erano ballerine e Francesca una sorta di maestra di danza. Durante la sua lettura le guidava, le conduceva lungo un’articolata coreografia poetica fatta d’indicazioni quasi aeroportuali, gesti composti a braccia distese, precisi cenni per indicar loro dove muoversi, come aggregarsi e soprattutto per imporre loro una raffinata leggerezza.
Il fatto che Francesca Gironi sia una danzatrice poco importa, o forse potremmo anche supporre che gli anni di studio le abbiano consentito di scovare i segreti della danza, del muoversi armonico al ritmo della musica, classica o moderna che sia. Qui però vorremmo raccontare la poetessa, non la danzatrice, o forse addirittura vorremmo semplicemente raccontare le sue poesie e non lei, solo le parole, null’altro. Sapevo e so che la poesia non si esaurisce nella lettura solitaria di una stanza silenziosa. Ebbene, Francesca Gironi me lo ha ricordato, mi ha mostrato come le parole sono suoni, musica e soprattutto entità, quasi concrete, corpi in movimento nell’aria che aleggiano, si muovono e si adagiano nel silenzio, nel verso successivo.
Così è la poesia di Francesca Gironi, musica e danza. E così dovremmo approcciarla per comprenderla o, più semplicemente, per gustarla a pieno.

La quarta

Il lettore che si appresta alla lettura dei testi che compongono questa piccola silloge non potrà sperimentare la sorpresa e il piacere di vedere la poetessa leggere i suoi componimenti, lasciarsi incantare dalla voce monocorde, dal tono vagamente indifferente e dalla sua gestualità ritmica. Che dunque queste pagine che seguono siano insufficienti a comprendere la poetica di Francesca Gironi?
La risposta è no, non sono insufficienti perché quei gesti, quella fisicità che l’autrice adopera nel recitare le sue poesie è la stessa che usa nello scriverle. L’atto creativo primitivo, originario, quello che porta a tracciare la parola sulla carta (o sulla tastiera del pc) è il medesimo che poi ripete nel riportare alla luce le poesie tramite la voce. Ma è nel testo stesso, è nel versificare che noi troviamo quei passi di danza, quelle coreografie con cui Francesca Gironi fa muovere le parole.
Ed ecco che allora la pagina diventa un palcoscenico bianco di un teatro immenso, in cui tante piccole parole volteggiano disegnando significati, immagini, paradossi e ironiche situazioni. Tutto è all’insegna di una cercata, voluta, desiderata leggerezza. Le cose accadono e lei sembra viverle con leggerezza, con una punta di sano snobismo, di accondiscendenza.

L’autrice

Francesca Gironi è nata ad Ancona. Danzatrice e performer, attiva nella scena dei poetry slam, esplora il confine tra parola e gesto. È finalista ai campionati LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) nel 2015 e nel 2016. Le sue poesie sono state antologizzate nell’album di spoken poetry SLAM IT e nella Guida liquida al poetry slam. Ha partecipato a diversi poetry slam tra cui Atti Impuri, POPS, Ritratti di Poesia, Trieste International Poetry Slam, La Punta della Lingua e altri. Il suo video poesia Quattro ottobre è stato selezionato al festival di video poesia Doctorclip e in contesti internazionali quali Carbon Culture Review e Moving Poems. Come danzatrice e coreografa è stata ospite di numerosi festival di arti performative e residenze creative. Ha collaborato con coreografi, video maker, artisti visivi, cantautori. Si è formata in danza contemporanea in Italia e all’estero. È laureata in lingue e ha un master in Germanistica conseguito all’Università di Halifax, in Canada. Lavora nell’editoria. Il suo primo libro dal titolo Abbattere i costi è edito da Miraggi.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex “Logos” Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Francesca Gironi, Distruggi le prove
Copertina: fotografia di Francesca Tilio

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 23 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-72-1

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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