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Archivio per Viaggio

Humus sistemico


Ogni evento che sfreccia lungo il viaggio si riaggrega di estensioni esterne, empatie lasciate macerare in un humus sistemico pregno di lapislazzuli energetici alieni.

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Verso Torriglia


In partenza, per l’evento. I suoni e simboli si aprono alla conoscenza come un’esplosione di rivoli frattali nei giorni assenti dall’involuzione.

L’epilogo


Ancora movimenti sotterranei a delimitare gli eventi evaporati come ghiaccio secco, sublimazione delle esistenze quando il rullo sembra volgersi verso l’epilogo.

Ordo Rosarius Equilibrio – The Future Was Today


Ho affrontato le strade, le insidie, ogni svolta sotto un cielo gelido; non le persone, non le parole, ma te in ogni angolo interiore, fuori dai vetri, lungo i sentieri dei campi, lungo il fiume. Poi quel gran vuoto, enorme, infinito, senza requie e ora la sincronicità degli Ordo Rosario Equilibrio e questo buio così invernale, solstiziale, che mi aveva già braccato con un altro brano: è il segno della necessità, della chiamata. È il segno che cercavo (you know).

The trip


L’idea del viaggio mi solletica piano, come una blanda lussuria che s’insinua, non vista, nei meandri delle mie carni, evocando istanti quantistici che saranno vissuti in minima parte, in minima estensione.

“Mamma… li turchi!” « N I G R I C A N T E


Cos’è un viaggio? Perché farlo apre la mente? Perché si scatenano in noi tante e tali emozioni da provocare sfasamento, confusioni, perché si rimane frastornati?

Provate a leggere questo post di Michele “Dottore in niente” Nigro, poi ne riparliamo…

Angolazioni storiche ed elogio del viaggio.

L’esistenza che viviamo si basa su una serie, collaudata nei secoli, di ‘punti di vista’ ovvero di porzioni complementari di verità: la verità risultante, fotografata dall’alto, è pari alla somma vettoriale delle singole verità messe a disposizione dalle piccole e grandi comunità etniche che ci illudiamo di omologare in nome della cosiddetta new economy. Non c’è web capace di annullare le differenze mentali e culturali che rappresentano il sale dell’interazione umana.

Viaggiare significa ricercare e registrare queste differenze: non per creare divisioni xenofobe ma al contrario per accrescere la conoscenza personale (diversa da quella ufficiale approvata dai poteri istituzionali civili e religiosi della propria civiltà di origine) e di conseguenza il rispetto di quelle diversità che devono continuare a esistere tra i popoli. Conoscere i punti di vista storici è fondamentale per abbattere la presunzione derivante dalla convinzione errata di possedere una verità assoluta. E per compiere quest’opera di laicizzazione della cultura storica dominante a volte i libri da soli non bastano: occorre andare sul posto per vedere, toccare, sentire gli entusiasmi ‘faziosi’ e i timori della gente nata e cresciuta in un humus culturale diverso dal nostro, per sondare le convinzioni dell’altro provenienti dalla tradizione, per condividere le sue angolazioni storiche consolidate nel tempo. Senza giudicare.

Passare dal Museo Panorama 1453 di Istanbul alla Colonna di Orlando (raffigurante il paladino Rolando) nella piazza principale del centro storico di Dubrovnik (Croazia) nel giro di poche settimane significa valutare a caldo, in maniera trasversale e a dispetto dei secoli trascorsi, l’epopea riguardante l’espansione dei Turchi Ottomani verso Occidente (e in particolare nei Balcani) da due osservatori diametralmente opposti: i termini “conquista” e “invasione” convivono ai lati di una stessa verità storica oggettiva. Il tentativo di formare un grande impero musulmano da parte dei turchi ottomani e la cristianità cavalleresca come ultimo baluardo per difendersi da un nemico proveniente da Levante, s’incontrano per dare vita a una visione eterogenea ma completa della realtà storica. Contrapporre le imprese del sultano Maometto II alla Chanson de Roland significa in fin dei conti raccontare quasi la stessa storia, ma da angolazioni diverse: pur trattandosi di epoche e geografie differenti, di istigazioni religiose diverse ma complanari, di protagonisti non coincidenti (e a volte anche inventati per entusiasmare il popolo) che si muovono in scenari storici paralleli ma intercomunicanti.

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Evanescente


Sul filo della luce radente osservo lo scorrere dell’olografia attorno alla mia figura evanescente: da quanto sono oltre la cognizione biologica?

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

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Terracqueo

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