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Archivio per Voci Notturne

Voci notturne, un capolavoro televisivo dimenticato – 20contrari


Leggo sul blog 20contrari un interessante intervento che non conoscevo di Davide Pulici, uscito su Nocturno, riguardo la serie TV di venticinque anni fa Voci Notturne, di Pupi Avati. Ve la incollo qui sotto, perché è una definizione sottile e vasta, che ben rappresenta l’anima di questo sconosciuto serial di altri tempi, che rimanda spesso a Il segno del comando ma che ha il pregio di essere notevolmente più credibile.

Voci notturne rappresenta, ancora oggi, l’apice di un certo universo avatiano ‘a latere’ della sua filmografia ufficiale, quello del gotico avatiano: e in esso, il grande regista bolognese concentrò il distillato più puro e ossessionante del proprio immaginario fantastico-esoterico, tanto vero e sentito da essere ancora oggi pienamente inquietante e terrificante..() Avati scrisse ‘Voci notturne’ partendo proprio dall’enigma dell’esistenza di Fulcanelli , intessendo intorno a questo nucleo primario una stratificata, labirintica e coltissima serie di trame e sottotrame che mescolavano religioni classiche e musicologie antiche, telefonate dall’aldilà e scandali politici allora come oggi in voga, oscuri segreti della seconda guerra mondiale e Olocausto con fenomenologia delle sette new age”.

Essere compreso


Non posso argomentare nulla, in nessun altro modo, perché le derive che ho acquisito mi hanno tagliato via la possibilità di essere compreso qui.

Limbo inenarrabile


Ecco le diatribe farsi estreme, in un continuo estendersi delle illusioni il suono dei sensi appare ovattato, proveniente da un limbo inenarrabile.

Densità livida del reale


Divinazioni sul palmo di un lucore livido, mentre la trama del reale ha la densità di uno shock romanzato.

Pupi Avati torna alla regia di un horror | HorrorMagazine


Pupi AvatiSu HorrorMagazine la segnalazione di un ritorno graditissimo e, direi, anche atteso: Pupi Avati torna a girare un film dalle caratteristiche oscure.

Per il creatore di capolavori quali Voci Notturne, ma anche La casa dalle finestre che ridono e di altri masterpiece, ripercorrere i sentieri dell’oscuro e dell’occulto credo sarà una bella sfida, e un bel reinterpretare se stesso, con tante cose nuove da dire.

“Voglio tornare alle paure e alle cose che mi spaventavano quando ero ragazzino. Cosa ti spaventa di più quando sei un ragazzino? Credere all’esistenza del male assoluto: credere al demonio” ha dichiarato Avati. “Ricostruire un mondo degli anni ’50 in campagna per me è un’operazione interessante da fare. Sono eccitatissimo. Voglio tornare a misurarmi con quel mondo fantastico che era la favola contadina, voglio ritornare a quelle storie di paura che si raccontavano davanti al camino e ho il desiderio di ritornare a quel cinema con il quale ho cominciato. È un tentativo di rigenerare un cinema italiano in cui ci sono sempre i soliti cast, dove non distingui un film dall’altro. Per questo penso che ricandidare i generi in questo momento sia una operazione di buon senso. Il cinema italiano non sta incassando più nulla, il box office è un bollettino di guerra”.

Sinossi: Siamo negli anni ’50 a ridosso dell’alluvione del Polesine. I protagonisti sono due ragazzini quattordicenni che vivono ancora un tipo di religiosità ancestrale, preconciliare: attorno a loro tutto è sacro e tutto è peccato, c’è ancora il senso dell’inferno, la paura del diavolo. Uno dei due muore di malaria, ma la gente si convince che sia perché ha fatto cadere l’ostia durante la prima comunione e l’ha pestata. L’altro non si rassegna di aver perso l’amico del cuore e fa di tutto per contattare un essere deforme che si pensa abbia rapporti con il demonio.

Il signor Diavolo verrà girato la prossima estate a Grado, in Friuli Venezia Giulia.

Ieratico, anche oggi


Concreto nella distensione mistica dei tuoi sensi, ti giri intorno e così facendo raccogli tutti i lapislazzuli olografici che possono essere antropicamente apprezzati, e ti cingi con essi il capo come un antico pontifex maximus.

Sciamani tecnologici


Essenziali passaggi mnemonici sull’onda delle strettoie, perfezioni domate e rese insensate dall’uso sistematico di antichi unguenti, sciamani in odor di tecnologia.

Torna Voci notturne


Notizia eccezionale, che attendevo da anni, molti: Torna in TV lo sceneggiato esoterico Voci notturne.

Miniserie in cinque puntate Voci notturne, diretta nel 1995 da Fabrizio Laurenti ma scritta da Pupi Avati, uno degli indiscussi maestri del cinema italiano.

Ambientata in una ipnotica Roma estiva, che richiama le atmosfere oniriche e misteriose di un grande classico come “Il segno del comando”, Voci notturne è uno degli ultimi esempi di sceneggiato classico prodotto dalla Rai. Cinque puntate in cui sono presenti e ben riconoscibili i temi del cinema di genere del maestro di Bologna: personaggi misteriosi legati al mondo dell’occulto, vecchie inferme ed omertose, arcani rituali, fantasmi, contatti con l’Aldilà e citazioni erudite. La vicenda, sempre più intricata secondo un doppio binario politico-esoterico, non si dipana neppure nell’ambiguo finale che, anzi, infittisce l’inquietudine sui tanti interrogativi che rimangono in sospeso.

Dal 6 agosto, quindi, fino al 3 settembre, la serie andrà in onda su Rai Premium, alle 21.10. Maggiori notizie sullo sceneggiato su Wikipedia, (qui sotto l’incipit). Da non perdere per chi ama Roma, l’occulto, e sì, Pupi Avati.

“Nella Roma Imperiale sussistevano i resti di uno strano ponte di legno. Era composto da travi sublique ed oblique, senza chiodi e affidato a persone sacre, una sorta di fratellanza o setta, che rispondeva, con la vita dei suoi membri, della sua conservazione. A costoro derivò il titolo celeberrimo di pontefici o facitori del ponte. Su questo ponte si compivano in epoca arcaica misteriosi e segreti sacrifici”

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I find…


Addestrato all’uso della conoscenza psichica, mi lascio calare dentro le avvisaglie occulte del suono, ne lascio andare gli strali, gestisco in me il delirio delle chiamate: trovo ciò che non dovrebbe essere cercato.

Non andrebbero cercati…


Rivettati, diffusi nella distesa empatica del momento vibrazionale, ho solo bisogno di essere avvolto dalle spire del nero più profondo, più esteso, più siderale delle energie: certi territori non andrebbero cercati, ma essi ora chiamano.

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