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Algernon Blackwood: La valle perduta – Dagon Press | VerSacrum


Su VerSacrum la recensione a La valle perduta, racconto del maestro Algernon Blackwood che è stato fortunatamente riesumato dall’oblio da Dagon Press. Ecco uno stralcio della rece:

Si tratta di una storia intensa e pregna di quel “terrore spirituale” che è forse una delle caratteristiche principali del maestro inglese: anche in quest’occasione la “natura” incontaminata e selvaggia –  come nel racconto capolavoro I salici – fa da sfondo a questa cupa vicenda ambientata nel Giura nella Francia meridionale. I protagonisti sono 2 gemelli – Stephen e Mark –  che vivono praticamente in simbiosi: ognuno è partecipe emotivamente della vita dell’altro ed quasi come se fossero una persona sola. C’è forse qualcosa di morboso in questo rapporto che sembra solidissimo. I due viaggiano molto – anche Blackwood d’altra parte è stato un grande viaggiatore traendone ispirazione per i suoi racconti – e giungono infine nel Giura, isolandosi in uno chalet in mezzo alla natura incontaminata. Passano le giornate facendo escursioni riportando scrupolosamente le loro impressioni. Qualcosa però all’improvviso si rompe: una fantomatica ed esotica presenza femminile distrugge il loro equilibrio. La loro vita ne sarà sconvolta e i due verranno infine drammaticamente divisi. Blackwood conferma di essere un artista dell’atmosfera perturbante: la descrizione della cosiddetta “valle perduta”, un non luogo in cui trovano riparo tutti gli spiriti invisi alle religioni tradizionali – sorta di limbo infernale carico di un’atmosfera tenebrosa appartenente ad un’altra dimensione del tempo e dello spazio – è qualcosa che rimane impresso e non che non lascerà indifferenti gli amanti del “weird”.

In appendice c’è un interessante articolo dello stesso Blackwood intitolato La psicologia dei luoghi molto attinente alla storia presentata oltre a un accurata bibliografia italiana comprensiva di illustrazioni di vecchie e storiche edizioni.

Onore alla Dagon Press per aver disseppellito questa gemma nascosta di un grande autore come Algernon Blackwood: l’auspicio è che magari, in futuro, vengano pubblicati anche altre inediti: parte della sua produzione è infatti ancora purtroppo inedita in Italia ed è un peccato in quanto si tratta di materiale di sicuro interesse come l’importante romanzo The Centaur (1911). Il volume è disponibile sullo store online della Dagon Press al seguente link: http://www.lulu.com/spotlight/DagonPress oppure scrivendo a studilovecraft@yahoo.it.

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Algernon Blackwood: Discesa in Egitto – Edizioni Hypnos | VerSacrum


Bella recensione a Discesa in Egitto, racconto lungo dell’indimenticabile Algernon Blackwood recentemente edito da Hypnos. Eccone uno stralcio, da VerSacrum:

La storia narra le vicende di George Isley, una viaggiatore solitario che arriverà a trovare il lato oscuro della sua personalità nel mistico e magico universo del profondo Egitto. Accompagnato dall’egittologo Moleson troverà a Tebe il suo destino. Isley e il suo compagno Moleson sembrano aver cambiato personalità: è come se entità appartenenti ad una dimensione al di là del tempo e dello spazio si siano impossessate di loro. La storia di George Isley ci viene narrata dal punto di vista di un suo amico che ha avuto modo di notare la sua metamorfosi.

Si accennava prima all’importanza dell’atmosfera nella narrativa di Blackwood: in Discesa in Egitto è proprio l’atmosfera a costituire l’elemento principale della storia: grazie alle “magiche parole” dello scrittore inglese siamo in grado di rivivere i miti e i riti dell’Antico Egitto. Le “immagini” evocate dalla sua penna riportano alla luce i culti di Amon-Ra e di Anubi e ci parlano di una realtà trasfigurata in cui a dominare sono i Faraoni e i colossi di Memnone con tutto il loro carico di una storia millenaria, mitica e mitologica. È come fare una sorta di viaggio a ritroso nel tempo nei segreti dimenticati di una cultura leggendaria: l’effetto creato da Blackwood è ipnotico e fantasmagorico.

La ballata di Black Tom | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a La ballata di Black Tom, di Victor LaValle, per Edizioni Hypnos. Uno stralcio:

Con La ballata di Black Tom, Victor LaValle riprende, campiona, rielabora il racconto Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft, dandocene una versione vista da punti di vista opposti rispetto a quelli dell’originale.
La trasformazione che LaValle effettua non è di ambientazione, ma anche di linguaggio. Laddove Lovecraft raccontava, LaValle mostra, secondo una più attuale concezione della narrazione.
LaValle dimostra come si possa scrivere nel mondo lovecraftiano senza scimmiottare lo stile ridondante e ampolloso del modello originale.
Ne risulta un romanzo breve dettagliato nonostante la brevità, una perla del weird contemporaneo, perché l’autore riesce con poco a caratterizzare in modo brillante personaggi e ambientazioni, e a immergerci senza indugio nel cuore pulsante di orrori senza tempo.
Un allievo che eguaglia i suoi maestri perché aggiunge la sua esperienza e perizia.

È arrivato in libreria Jerusalem di Alan Moore | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Alan MooreJerusalem. Ecco la sinossi:

Su questa crepa sorge Northampton, la città inglese che ha dato i natali ad Alan Moore, epicentro di questa monumentale opera polifonica. È qui che l’umanità abbraccia l’abisso, dando vita a storie che intrecciano le visioni di William Blake ai vortici di James Joyce, le nere periferie di Charles Dickens ai vuoti lunari di Samuel Beckett. Dal creatore di Watchmen e V per Vendetta, un romanzo che sfida i canoni della letteratura contemporanea.

Nel mezzo miglio quadrato di decadenza e distruzione che un tempo era la capitale della Sassonia Britannica, l’eternità si aggira tra palazzoni a rischio di incendio. Incastonato nell’ambra sporca della storia del quartiere – tra i suoi santi, re, prostitute e derelitti –, si svolge un tempo umano diverso, una simultaneità sudicia che non distingue tra le pozzanghere color petrolio e i sogni infranti di chi le naviga. Demoni la cui ultima citazione risale al Libro di Tobia aspettano su scale che puzzano di urina, spettri delinquenti di bambini sfortunati scavano gallerie tra i secoli e nelle sale ai piani alti capomastri dal sangue dorato riducono il destino a un torneo di biliardo inglese. Vicoli scomparsi svelano la propria voce, nata da parole perdute e da un dialetto dimenticato, per raccontare leggende spezzate e sorprendenti genealogie, storie familiari di vergogna e follia. C’è una conversazione nella cupola colpita dai lampi della cattedrale di St. Paul, un parto sui ciottoli di Lambeth Walk, una coppia in crisi che trascorre una notte intera sui freddi gradini all’ingresso di una chiesa gotica e un bambino che per undici capitoli soffoca a causa di una pastiglia contro la tosse. Si sta allestendo una mostra e, sopra il mondo, un vecchio nudo e una splendida bambina morta corrono lungo gli Attici del Respiro verso la morte termica dell’universo.

Una sfarzosa mitologia per chi non ha nulla, attraverso le strade e le pagine labirintiche di Jerusalem percorse da fantasmi che cantano di ricchezza e povertà; dell’Africa, di inni e del nostro logoro millennio. Parlano dell’inglese come se fosse una lingua visionaria, da John Bunyan a James Joyce, discutono a lungo dell’illusione della mortalità post Einstein e insistono nel dire che lo slum peggiore in assoluto è l’eterna città santa di Blake. È il racconto di ogni cosa, dotato di un’immaginazione feroce e di una portata stupefacente, narrato da una fogna scomparsa.

Niente male, vero? Da non perdere…

Passato vegeto


Risolvo la differenze come un’equazione di risolvimenti evasi, lasciati asciugare nel letto di un fiume arido che racconta ancora con le vibrazioni del Passato rimasto vegeto.

Edizioni Hypnos presenta “Lacerazioni” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della nuova pubblicazione per Edizioni Hypnos: Lacerazioni, di Anne-Sylvie Salzman. Ecco la sinossi:

Cosa si nasconde nelle desolate e oscure lande della Highlands scozzesi? E se Kitsune, la donna volpe della tradizione giapponese, non fosse solo una leggenda? Quale verità celate all’occhio umano si rivelano agli occhi di vetro? Potrebbe forse bastare uno squarcio nella pelle per varcare le soglie di un’altra realtà? Quali strane creature albergano nel misterioso circo Glück? E se le città all’improvviso si assopissero, chi sopravvivrebbe nel mondo selvaggio?
Quindici racconti che scavano all’interno delle più profonde paure e angosce dell’animo umano, del rapporto dell’uomo stesso con le sue radici più profonde, più viscerali, lacerazioni nel tessuto della realtà, nel corpo e nell’animo dei suoi, spesso inconsapevoli, protagonisti.

Lì dove Blackwood racconta


Riscuoto i tuoi interessi emotivi nell’esaltazione delle parole, quando si dipingono movimenti e poi li si rende mistici, esoterici…

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