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NeXT Hyper Obscure

Archivio per Zen

Piccoli semi di logica zen


Hai rinnovato i tuoi propositi sulle rive di un fiume che si prolunga oltre i tuoi orizzonti strutturali: è forse esso infinito? Come fai a dire che le tue idee ti sopravviveranno?

Fabio Perletta + Luigi Turra – Ma 間 | Neural


[Letto su Neural]

Il sinogramma 間 (Ma), unità minima di significato utilizzata anche nella scrittura giapponese, estrinseca un concetto decisivo per numerose pratiche artistiche e filosofiche, riferendosi alle nozioni di spazio e di tempo tra le cose, focalizzando l’attenzione sul vuoto più che sul resto, restituendo alle pause, agli intervalli, il loro effettivo valore. In musica l’attenzione a tali relazioni trova immediata importanza e non solo in area contemporanea, come taluni potrebbero erroneamente credere, perché sulle figure di pausa, sul silenzio, molto è stato detto anche in altri contesti storici e culturali. È nella tradizione orientale tuttavia che questa concettualizzazione viene esaltata e Fabio Perletta e Luigi Turra, musicisti entrambi affascinati dall’approccio zen e dall’opera dell’architetto Tadao Ando, hanno deciso di riadattare un seminale studio sonoro di Perletta, i cui suoni furono raccolti proprio nel padiglione delle conferenze progettato da Ando per il campus Vitra a Weil am Rhein. Sono tre le composizioni lungo le quali si snoda la ricerca, dipanate assecondando i sensi dei luoghi esplorati, con suoni di legni, rocce, ciottoli e cemento, materiali d’elezione per Ando, che è particolarmente apprezzato per il suo stile essenziale ed evocativo. I suoni convivono con i silenzi e sono curatissimi, intensi e carismatici, l’intento è quello di lasciarsi solo attraversare dalle suggestioni architettoniche, alludendo al carattere degli spazi in maniera assolutamente libera e poetica. Se lo stile di Ando si dice crei un effetto “haiku”, enfatizzando il nulla e lo spazio vuoto per rappresentare la bellezza della semplicità, similmente anche Perletta e Turra partendo da catture auditive piuttosto scarne e basilari, riescono a coinvolgere emotivamente l’ascoltatore in un percorso dalle mille astrazioni e titillamenti. Altre ispirazioni sembrano provenire dall’accostamento di elementi tradizionali ed estetica modernista, da una cura dei dettagli quasi artigianale e da una definizione iper-controllata, tutti segni distintivi della poetica di Ando che sembrano infusi anche in questo album. Come diceva l’esteta Fulvio Carmagnola “le forme diventano in un certo senso illustrazioni, semi-opache di un’attività di pensiero che le accompagna. Bellezza aderente, come il risultato di un progetto, anche se si tratta di un progetto celibe, slegato dal registro dei fini pratici”.

T H E : N e X T : S T A T I O N – Il destino dei sogni irrealizzati


Su NeXT-Station un racconto di Marco “pykmil” Milani, bello e inconsapevolmente restauratore dei nostri vecchi nick connettivisti: Il destino dei sogni irrealizzati. Vi incollo qui sotto l’incipit, bello come il sole di mezzanotte.

Capitolo 1 – Morte
La Luminosità sarà la mia prossima esperienza. Non posso più lottare, non ne ho più voglia. Sta sorgendo in me questo senso di trascuratezza, di caldo e freddo insieme, come se dolore e piacere si manifestassero allo stesso tempo. È un’esperienza intensa, la sento piena e potente, l’esperienza dell’unitarietà in cui gli opposti sono un’unica cosa. Lo sforzo duale per cercare di essere qualcosa di unico è totalmente confuso dalle due forze estreme: speranza e paura. I due sono così vicini da permettermi un certo rilassamento, e capisco… quando si smette di lottare la Luminosità si manifesta naturalmente. Sono pronto.
È un semplice velo, consolatorio, che lascia spazio a ogni congettura e al contempo comunica l’assoluta inutilità di qualsivoglia intento. Il messaggio è chiaro, come se l’aver vissuto fosse un istante realizzato in quella circostanza e immediatamente suggellato, cancellato. Il pensiero è unico, prima di svanire. Quando si perde, mi guardo intorno e resto in ascolto, in attesa di sensazioni.
Nebbia…
Chiudo gli occhi e mi concentro. Nebbia… Ed è un frangente quasi torrido, per una spirale travolgente che mi strappa verso l’alto. Poi è un vorticare caldo, subito caldo e quindi tiepido. Mi accompagna un sibilo brillante e crescente. Il senso finale è una scossa forte, completamente intima, e mi ritrovo a chiedermi cosa stia succedendo.
Battute di gong…
Percussioni costanti per una risonanza dapprima gravosa ma via via più familiare, bendisposta, rasserenante. Percepisco l’assenza di gravità insieme alla progressiva tranquillità e al desiderio di lasciarmi trasportare. Volare mi ha sempre fatto paura, incrociare il vuoto generato orrori psichici, la minima altitudine provocato vertigini. Sorrido ai ricordi e continuo a sentirmi come un estraneo in qualcosa di precedente insieme al nuovo cui sono avviato, volteggiando ormai in uno stato beato e strabiliante.
Battute… di gong…
La splendente luminosità della morte.

Sobolle desertiche


Sobolle di tipo arcaico, in un tripudio aramaico di essenze esotiche, nell’immensità di un deserto alieno rovente come Sommaria.

Christian Meaas Svendsen With Nakama And Rinzai Zen Center Oslo ‎– New Rituals | Neural


[Letto su Neural]

Può la musica presentare con un altro linguaggio la filosofia buddista? In New Rituals, Christian Meaas Svendsen prova che sia possibile, esplorando il rapporto tra forma e libertà, tra la cultura occidentale moderna e la cultura orientale tradizionale. Sono tre i cd presentati, tutti radicati e basati sullo stesso materiale sorgente: 10 antichi sutra o canti buddisti Zen. Quello che si vuole sperimentare è un sé indipendente, in realtà inseparabile da tutto il resto e che cambia continuamente. Questo in alcune parti di New Rituals prende la forma di veri e propri canti devozionali, in altre assume quasi le sembianze d’un free jazz molto arioso ed espressivo, in altre ancora è un cantilenare solo accompagnato da un contrabbasso. La musica in questo progetto mette in discussione la necessità della forma come mezzo per sperimentare la libertà e questo – secondo l’autore – potrebbe essere un valore che pervade anche altri aspetti della vita. Christian Meaas Svendsen è semplicemente il tramite d’una antica sapienza, che trascende la sua stessa persona. Sulla stessa onda emozionale sono sintonizzati pure gli altri musicisti, Agnes Hvizdalek, Adrian Løseth Waade, Ayumi Tanaka e Andreas Wildhagen, abilissimi nel districarsi stilisticamente, a metà strada tra la musica classica contemporanea e il canto tradizionale. Alla Nakama Records possono essere soddisfatti del risultato, che è stato possibile grazie anche al supporto della Norsk Komponistforening e del Rinzai Zen Center di Oslo, un luogo nel quale le pratiche di meditazione sono essenzialmente silenti. Il buddismo Zen è una tradizione religiosa con rituali e una forma fissa, ma è essenzialmente antidogmatico e antintellettualistico, in particolare la scuola Rinzai, che ritiene l’illuminazione un evento improvviso, che si può raggiungere sia mediante la meditazione seduta sia mediante forme di colloquio paradossale. Lo zen – non solo in Giappone – ha molto influenzato la produzione letteraria e artistica: dalla poesia alla pittura, dal teatro No all’architettura di templi e giardini, dalla disposizione dei fiori al rapporto con molte arti e discipline, fino ad arrivare alla musica contemporanea di Cage, che è tutta permeata dalla complessità e dalla mutevolezza del reale suggerita da questa disciplina. Si dà scacco matto ai nostri tentativi di classificazione e di indagine, quello che rimane – scevro da facili riduzionismi – ci avvicina al reale in quanto processo, per restituirci a pieno tutta la sua complessità.

Porzioni del possibile


Scivolano via le annose esistenze del complesso intimo, quando ti accorgi che esistere implica una quantità inumana di consapevolezze, quando la mansione che pensi di aver svolto è soltanto una piccola porzione del possibile.

Storielle Zen Dalla Pianura Orientale – Booktrailer Theme From Erik Norlander Arrival


Un nuovo booktrailer di Storielle zen dalla pianura orientale, il nuovo libro di Marco “pykmil” Milani.

Breve recensione a Storielle zen dalla pianura orientale, di Marco Milani


Mi sono avvicinato alla nuova pubblicazione di Marco Milani con apprensione, come un fan che sta per mettere nel lettore il nuovo disco della personale band di culto. Storielle zen dalla pianura orientale è il titolo della pubblicazione in questione, edito da Cavinato Editore; è un ebook, lo trovate per esempio su IBS (non su Amazon, non è previsto l’odioso formato mobi), per cui i feticisti della carta dovranno farsene una ragione, gli toccherà sfogliare virtualmente il tablet, o lo smartphone, per inserirsi nel contesto spiazzante (per chi non lo conosce già) in cui Marco ama inserire le sue riflessioni, le sue storie di vita e trascendenza zen che lasciano a bocca aperta, uno scorcio vitale alternativo dove non esiste la deleteria frenesia della metropoli, dove i ricordi s’innestano con la fantasia e generano una morale rasserenante, anche nei momenti più cupi che potranno capitarvi.

Conosco Marco da una vita, devo un bel po’ di cose a lui e se mi volto indietro vedo tutte le belle iniziative che ci hanno visti protagonisti, o che realizzeremo nel prossimo futuro; percepisco il suo tipico imprinting quando scrive e lo vedo sorridere sornione quando impartisce le garbate lezioni che è difficile scorgere senza il suo aiuto, insegnamenti forse davvero facili da mettere in pratica e per questo quasi mai presi in considerazione, persi come siamo nella ricerca di sofisticazioni in linea col nostro stile di vita occidentale. In questo libro, quindi, esistono ben 120 punti di vista zen, ne intravedo ogni genesi e ne apprezzo ogni sfumatura, mi ricordano anche alcuni momenti della vita di Marco e perciò mi è semplice incastrare quei racconti con gli eventi scatenanti, so esattamente cosa vuol raccontare Milani e ciò accresce esponenzialmente il valore della pubblicazione: sono piccole perle di saggezza su cui costruire un presente e un futuro migliore, qualsiasi cosa vi accada durante la vostra vita.

Un accorato appello, completamente sincero: continuate anche voi a seguire Marco Milani nelle sue peripezie verbali, vi ripagherà di un point of view inarrivabile, leggero e snello e per questo sarà capace di farvi compiere voli pindarici. Garantisco io il risultato, non penso proprio che verrete a rinfacciarmi improbabili rimostranze.

Namasté.

Storielle Zen Dalla Pianura Orientale – Booktrailer


È online il booktrailer di Storielle Zen Dalla Pianura Orientale, il nuovo libro di Marco Milani edito da Cavinato Editore. Come sempre, buon gusto e garbo, e profondità del messaggio.

Storielle zen dalla pianura orientale – Il nuovo libro di Marco Milani


È appena uscito il nuovo libro di Marco “pykmil” Milani, Storielle zen dalla pianura orientale, edito da Cavinato.

È una festa, perché era un po’ che Marco non ci donava qualcosa di nuovo, la sua vena zen non si è mai prosciugata e rasenta spesso il Fantastico, piacevolmente.

Qual è lo scopo del vivere? Ne ho sentite di campane, vive e morte, direttamente a voce o eredità postume in narrative e saggi, e alla fine propendo per quel che sembra il particolare comune a tutti, quindi per la risposta probabile, ovvero la più semplice. Lo scopo del vivere è… ‘vivere’. La criticità si afferma quando si comprende che il problema da affrontare è effettivamente sul ‘come’. Ho tralasciato coscientemente di aggiungere un ‘forse’ nel contesto della frase, in ogni caso quando avrò una risposta sarà quando saprò di averla. Due Becks possono di certo afflosciare e alleggerire una mente troppo angosciata da tale dilemma. Poi la stessa mente (l’effetto delle Becks non è eterno) decide che se per ‘102 racconti zen’ il buon Richard Brautigan ha coronato il suo personale viaggio terreno e se con 365 meditazioni Deng Ming-Dao ha trovato i suoi equilibri verso il ‘Tao per un anno’, una equa dose matematico-letteraria-zen a completare un testo, altro non sarebbe che un ulteriore modo consono per cercare di capire il ‘come’ in soggetto. È questo il mio obbiettivo. Sarà un tentativo da allestire sincero e coerente nel suo sviluppare ‘pensieri e poi parole’, ostentato il giusto per quanto una mente in cerca di risposte possa ritenersi giusta, atteggiandosi quel poco che serve per essere chiaro e per chiarezza s’intende capire cosa si è scritto dopo averlo pensato. Un in Sé e per Sé, con la mente livellata su frequenze simili a quando si gioca da un pezzo a Super Mario Bros, del ‘piccolo’ carico di buone intenzioni con la guida spirituale dei due ‘grandi’: confidenzialmente, Richard e Deng. Scrivere è ‘vivere’ o è ‘come’? Il primo passo è il piano attivo. Inizierò con un numero. Il divano su cui sono seduto e un sudoku parzialmente risolto mi danno l’input (grandi suggeritori gli oggetti), e tralasciando la prassi che mi ha portato alla definizione e anche sulla base di un ‘quoziente pigrizia’ di livello cosmico ma accettabile, ecco che arriva il numero: 121 saranno le scritture, di cui questa è la prima. Ne restano da fare 120.Entro quando? L’orologio in soggiorno mi fornisce la soluzione: il problema non è più un problema se si decide che problema non è. Il tempo non esiste. Quindi… si parte. Stai con me, compar-lettore, in compagnia si procede più volentieri. Si alleggeriscono momentaneamente i pesi della vita e si ottimizzano le percezioni di tempo-spazio, qualche volta si azzerano. Sarà una breve, spero interessante, esperienza di percorso con magari anche qualche tratto nondimeno in comune, perché il mondo, gira e rigira, alla fine è veramente piccolo. Namastè.

La copertina è un bellissimo programma, assolutamente coerente con tutto quello che Marco è. Namastè…

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

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Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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