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NeXT Hyper ObscureArchivio per gennaio 29, 2026
Thelma | ThrillerMagazine
SPOILER
Il film ci spiega come il controllo sia l’unica legge che il patriarcato (e una delle sue emissarie per eccellenza, la religione cristiana) conosce, di fronte al “mistero” del potere femminile – un potere incomprensibile e inaccettabile perché difficile da appropriare e spesso annichilente, come dimostra il potenziale istinto di rabbia omicida che si annida in Thelma. Questo perché, a differenza della cultura dominante, che soggioga ogni elemento e ogni persona riducendole a semplificazioni manicheiste, salvifiche o letali, positive o negative, l’energia vitale raramente si manifesta in maniera univoca. In alcune culture, i demoni non sono mai solo malevoli o solo benefici, ma possono invece cambiare la propria natura a seconda delle circostanze e delle necessità.
Quello che ho incollato qui sopra con inchiostro bianco è il significativo riassunto della recensione di Sacha Rosel a Thelma, film horror (dell’anima, soprattutto) di Joachim Trier; vi lascio a un altro estratto preso da ThrillerMagazine:
Il desiderio nelle sue strane manifestazioni è il tema centrale di Thelma.
In un continuo gioco chiaroscurale fra sogno e realtà, energie psichiche e architetture asettiche, la storia si concentra sulla figura della protagonista, Thelma appunto, studentessa di biologia presso un’università norvergese. La sua vita ci appare circoscritta a pochi luoghi, racchiusi dentro il perimetro rassicurante del campus: le aule dove assistere alle lezioni, la biblioteca dove studiare, la piscina dove nuotare, la camera dove dormire e farsi da mangiare. Isolata e senza amici, la ragazza sembra non essere avvezza alle regole poste alla base dell’interazione sociale. In una delle prime inquadrature del film, Thelma ci appare come una studentessa fra tante, confusa nello sciame di persone che si agitano nel campus: i campi lunghissimi, che già evidenziano lo status di formiche anonime di tutte le persone che gravitano dentro l’università, amplificano il senso di spaesamento della protagonista, che non sa bene come orientarsi in quello che è a tutti gli effetti il suo primo vero e proprio ingresso nel palcoscenico della vita.
In effetti, per Thelma l’unico sbocco verso il mondo esterno è dato dalle telefonate che fa o riceve dai genitori. Seppure fisicamente distanti perché rimasti nella casa di campagna, il padre Trond e la madre Unni sono una presenza costante nella vita di Thelma, pronti a rassicurarla, orientarla, non da ultimo controllarla. Costretta sulla sedia a rotelle, la madre va in apprensione non appena la ragazza si sottrae a qualche chiamata, come quando non può rispondere perché sta seguendo una lezione in facoltà. Il marito, di professione medico, le ha mostrato come poter seguire il calendario delle lezioni online, in modo da rintracciare Thelma in ogni momento. Com’è allora che la figlia non ha risposto? C’è stato un cambio improvviso di orario alla lezione, la ragazza spiega pazientemente. In fondo, è abituata a condividere tutto con loro, specialmente col padre. Proprio lui le ha insegnato fin da piccola a fidarsi della presenza genitoriale e Thelma lo considera il suo migliore amico, l’unica persona a cui riesce a dire tutto. E poi, è la prima volta che si ritrova a vivere per conto proprio, forse è normale che si preoccupino per lei e che seguano anche la sua pagina Facebook per sapere se si è fatta degli amici.

