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Archivio per Interviste

INTERVISTA SU “HANGOVER RADIO” | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Oggi alle 22.00, come segnala Giovanni “Kosmos” Agnoloni, ci sarà un’intervista in diretta per la trasmissione radiofonica “La Torre del Bloghimista”, su Hangover Radio. Si parlerà de L’ultimo angolo di mondo finito, dei precedenti romanzi della serie della fine di internet, delle sue ricerche tolkieniane e del lavoro di traduttore (qui il podcast).

Il Paradiso degli Orchi: C’è vita nella fantascienza italiana? Incontro con Lukha B. Kremo


Bella intervista a Lukha B. Kremo, editore di KippleOfficinaLibraria, vincitore del Premio Urania 2016 con Pulhagus® Fango dei cieli, e connettivista della prima ora. Su IlParadisoDegliOrchi:

Lukha, noi del Paradiso abbiamo intrapreso un viaggio nella fantascienza italiana dei giorni nostri per rispondere all’annosa domanda: c’è vita? Ora stiamo scoprendo che in quest’ambito esistono dei movimenti piuttosto vitali, come il Connettivismo, e a quanto pare tu nei fai parte.  

Io preferisco la sineddoche Connettivisti, in quanto ognuno si riconosce nel movimento senza che questo debba riconoscere o meno l’appartenenza.

Com’è cominciato?

I Connettivisti si sono conosciuti in rete e hanno redatto un manifesto, pubblicato nel solstizio buio del 2004, in base alle proprie sensibilità simili. Nella stessa notte, senza che io ancora li conoscessi, dichiarai l’indipendenza della Nazione Oscura Caotica. Entro un anno, conobbi i fondatori del movimento e scoprimmo la coincidenza o, se preferite, il giusto allineamento spaziotemporale.

In che modo questa appartenenza ti coinvolge nella tua attività di scrittore?

Non è il movimento che mi coinvolge in ciò che scrivo, ma al contrario, l’arte di chi vi si riconosce che porta avanti il movimento. Nel 2014 i Connettivisti hanno tracciato un punto fermo a dieci anni dalla pubblicazione del manifesto (2004), in minima parte come raccolta o celebrazione del lavoro fatto (per esempio l’antologia The Origins pubblicata da Kipple Officina Libraria o la raccolta per Delos, con Bruce Sterling che farà da capocordata, che dovrebbe uscire dopo due anni di gestazione!), ma soprattutto un rilancio per esplorare nuovi territori.

Ho letto il manifesto connettivista. È di per sé un’opera d’arte, un poema percorso da una grande potenza visionaria. Ricorda, per la passione che lo anima, le grandi secessioni artistiche, come il Futurismo. Di solito i movimenti dichiarano i loro enunciati in opposizione a qualcosa da cui si vogliono distinguere. Anche i Connettivisti hanno una sorta di rabbia che li porta a rifiutare qualcosa del passato (o del presente)?

Per quanto mi riguarda, sono arrabbiato con la rabbia che c’è nel mondo presente. La paura è il combustibile e l’ignoranza il comburente. Però non direi che rifiutiamo il passato, anzi lo richiamiamo con i Futuristi, una sorta di retropassato.

Il manifesto è enunciato in dieci punti. Ce n’è uno, fra questi dieci, in cui ti riconosci particolarmente?

La visione connettivista ha un aspetto olistico, per questo non sarebbe corretto scindere analiticamente un punto del manifesto dall’altro. I fenomeni più complessi, come la mente e l’universo, non possono essere compresi solo analiticamente, ma anche e soprattutto con una sorta di visione olistica.

L’ottica connettivista ha qualcosa in comune con il concetto di sincronicità di Jung?

Sì, ci sono visioni in differenti discipline che intendono lo stesso significato/sensazione. I Connettivisti amano però particolarmente la teoria del Paradigma Olografico, per cui la terza dimensione è una proiezione olografica a partire dalle prime due. E preferiscono questa perché si basa su osservazioni rigorosamente scientifiche, riuscendo a fondere insieme pensiero logico-analitico e intuitivo-olistico.

Chi sono i Connettivisti che hanno lanciato insieme a te il manifesto?

Il manifesto è stato scritto da Giovanni De Matteo, i fondatori sono, oltre a lui, Sandro Battisti e Marco Milani. Al momento, i Connettivisti più attivi comprendono anche me, Alex Tonelli, Marco Moretti, Domenico Mastrapasqua e Giovanni Agnoloni.

Luigi Pirandello: l’eccezionale video di una delle pochissime interviste mai filmate | KippleBlog


Su KippleBlog un bel post di Roberto Bommarito che segnala una delle poche interviste giunte fino a noi, in video, di Luigi Pirandello, rilasciata in occasione del suo Premio Nobel del ’34. Un autore per me da approfondire totalmente…

Verde, la rivista ispirata a Fiumani e Pazienza — facciunsalto.it


Bella intervista ai fondatori/redattori di VerdeRivista, tra i quali un certo Vinicio Motta (uhm, uhm…) 😉 – su Facciunsalto.it.

Pensi che si possa saper scrivere bene pur leggendo meno di dieci titoli all’anno, o credi che la scrittura richieda pure un notevole sforzo in termini di letture?

P.D.A.: è stato John Fante a dire “è assurdo che uno scrittore debba anche scrivere”?
Vinicio Motta: Leggere è essenziale. Soprattutto cose diverse da quelle che si vuole scrivere. Il nuovo allontana dalle “comfort zone”, che sono le vere nemiche della creatività.

Spiegare il misticismo | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo con intervista di Francesco D’Isa a Richard H. Jones per sviscerare l’argomento Misticismo. Ecco a voi alcuni passi esplicativi del post:

Chi ha rifiutato qualcosa per poi provarne la mancanza potrà comprendere il problematico rapporto dell’Occidente col misticismo, dapprima spodestato a seguito dei successi tecnico-pratici del naturalismo – aeroplani e antibiotici sono argomenti molto persuasivi – e poi ricercato altrove, spesso con la medesima superficialità con cui era stato scacciato. Un interesse talvolta inaspettato, nascosto, persino inappropriato, ma sempre presente, come dimostra l’attenzione crescente nei confronti delle pratiche meditative, gli psichedelici , lo yoga, le filosofie orientali o persino alcune teorie fisiche che divinizzano gli alieni.
La globalizzazione delle culture ha portato a un proficuo scambio di conoscenze, evidenziando similarità e divergenze in prassi religiose nate in contesti e culture diverse. Gli studi di storia delle religioni del ventesimo secolo non sono stati accantonati, anzi, generano dei frutti maturi, scevri dell’acerbo entusiasmo e della scarsa scientificità che ha caratterizzato una parte della produzione che va dalle società teosofiche del XIX secolo a quella che viene abitualmente classificata come letteratura New Age.

D: Anzitutto, a cosa serve una filosofia del misticismo?

R: Ci sono domande circa le esperienze mistiche e il loro valore cognitivo a cui la scienza non può rispondere. E queste domande sono particolarmente importanti in una fase in cui in molti si avvicinano alla meditazione, per ragioni legate alla salute fisiologica e psicologica, così come (almeno negli Stati Uniti) in molti tornano a porsi delle questioni legate alla spiritualità. Ci si chiede se le esperienze mistiche siano eventi cerebrali che producono allucinazioni soggettive, prive di un valore conoscitivo che vada oltre dei dati utili agli studi dei neuroscienziati, o se invece ci permettono di accedere a una dimensione che trascende l’ordine naturale, mettendoci in contatto con una realtà trascendente. La neuroscienza in sé, non importa quanto accurata, non è in grado di determinare la verità. Nonostante questo molti scienziati e professionisti della meditazione presuppongono, senza approfondire la questione, che qualche spiegazione naturalista degli stati “mistici” sia la soluzione giusta. Una filosofia del misticismo può delineare questi problemi e costringere la gente – o almeno le persone che desiderano una “vita consapevole” – a esaminare i presupposti delle proprie convinzioni. Studiare le tradizioni mistiche con diversi valori e approcci metafisici può inoltre evidenziare i presupposti nascosti delle nostre idee – in effetti, in questo senso il misticismo è meglio dello studio delle diverse culture e sistemi filosofici, in quanto i mistici sono spesso estremi, radicalmente altri rispetto alle credenze e ai valori della maggior parte dei contemporanei. Questo non significa che la filosofia risponderà alle domande che solleva. Huston Smith dopo decenni non è riuscito a decidere se le esperienze vissute mediante l’uso di sostanze stupefacenti avevano un valore cognitivo o erano semplici deliri. Quel che si può fare con una filosofia del misticismo, dunque, è esporre le problematiche coinvolte e offrire alcune valutazioni degli argomenti addotti dai sostenitori di diverse risposte.

Leggi il seguito di questo post »

Intervista a Zoltan Istvan – Ophelia blog


Bella intervista al transumanista Zoltan Istvan, che è stato in lizza per le ultime (in ogni senso?) presidenziali americane; sul blog di Stefania Romito. Un passo della chiacchierata:

Istvan futurista parla di un futuro mondo basato sulla conoscenza scientifica, l’informatizzazione sociale radicale e la libera ricerca scientifica: la robotica per la produzione industriale e il reddito minimo per gli …umani. La sua visione è utopica ma scientifica, libertaria e contro le religioni. Istvan transumanista scommette (la sua campagna elettorale è stata un straordinario tour spettacolare in Usa su un Camper speciale) sulla longevità e l’immortalità relativa promossa dal movimento attraverso le ricerche medico-scientifiche ad esempio di un Aubrey de Grey ed altri (Sens Foundation) e anche la Crionica (diverse cliniche sono già operative in Usa, Russia ecc.).

Istvan, questo famoso transumanesimo e  la scienza per un Mondo Nuovo, sono la nuova utopia?

Il transumanesimo è entrambi, sia filosofia  che Utopia e anche una filosofia per la pragmatica della scienza radicale per vincere la morte e tutte le sofferenze umane.

L’Ai (Intelligenza Artificiale)  è una scienza affascinante o pericolosa per il futuro dell’umanità?

L’Intelligenza Artificiale è straordinaria per l’umanità, ma fino ad un certo punto. Dobbiamo svilupparla, ma mai lasciare che diventi Intelligente… come gli esseri umani. Dobbiamo limitare  AI in modo che sia sempre meno intelligente di noi, altrimenti potrebbe superarci e dominarci…

La longevità umana e l’immortalità sono due temi rivoluzionari del transumanesimo: saremo come dèi nel futuro?

Sì, vivremo come dèi nel futuro. Noi elimineremo la sofferenza e avremo poteri incredibili grazie alla tecnologia.

Ray Kurzweil sul futuro dell’economia con l’IA – Controcorrente


Un’intervista a Ray Kurzweil sul postumanismo e futuro basso dell’umanità. Cose condivisibili e non, ma è importante la pulsione verso il futuro e la ricerca totale; attenzione ai tecnofascismi…

Su Controcorrente.

La sua idea chiave è che la tecnologia dell’informazione progredisce in modo esponenziale. Oggi anche la sanità e la medicina sono presenti in queste tecnologie dell’informazione. Ciò significa che la nostra abilità di comprendere, modellare, simulare e riprogrammare il codice della vita crescerà esponenzialmente. Kurzweil descrive tre step fondamentali per raggiungere questo obiettivo adottando la metafora dei ponti: alimentazione sana, biotecnologia e nanotecnologia.

Il giornalista ha poi portato Kurzweil sul tema della Singolarità tecnologica, cioè il momento in cui le macchine diventeranno più intelligenti dell’essere umano. Tutto parte da quello che ormai stiamo facendo già da diversi anni: estendere la nostra capacità mentale attraverso l’intelligenza artificiale.

Secondo Kurzweil, entro il 2030 saremo in grado di connettere la nostra neocorteccia al cloud attraverso i nanobot. Il nostro pensiero sarà quindi un ibrido tra la forma biologica e quella non biologica. Diventeremo sempre più intelligenti e nel 2045 avverrà una trasformazione così profonda, una trasformazione singolare appunto, che cambierà l’umanità.

Ma quando le macchine diventeranno più intelligenti di noi, cosa succederà? Qui l’immaginario ci conduce nelle narrazioni fantascientifiche più distopiche: le macchine ci controlleranno o distruggeranno. Kurzweil ha chiarito il suo punto di vista anche su questa storia.

Il mio punto di vista non è noi contro di loro. Abbiamo visto questo scenario in molti film distopici di IA future: le IA contro gli umani per il controllo dell’umanità. […] Nel mondo non abbiamo una o due IA, ne abbiamo diversi miliardi. Queste sono IA connesse al cloud, create per estendere la nostra portata.

Ciò non significa che non ci sarà alcun tipo di conflitto in futuro.

Nel mondo abbiamo conflitti tra differenti gruppi di umani potenziati dalle nostre macchine e dall’intelligenza artificiale. Quindi questo continuerà, ma in sostanza estenderemo la nostra portata creativa. E lo stiamo già facendo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

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… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

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Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

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Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

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Come un angelo da collezione.

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