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Archivio per Interviste

GIOVANNI AGNOLONI A “LINEA NOTTE” (RAI 3) | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Ed ecco il video della trasmissione di Rai3 Linea Notte, in cui Giovanni Agnoloni è stato coinvolto due giorni fa. Intervento fantastico…

David Lynch a tutto campo | FilmTv


Su FilmTV una bella intervista a David Lynch, autore del ritorno di Twin Peaks, serial TV che in questi ultimi giorni mi sta facendo parlando molto a causa della terza serie, un ritorno che scocca 25 anni dopo la fine della seconda serie.

Confessa poi di aver rivisto la serie originale: «L’episodio pilota è quello che dà il tono a tutto, per me è molto speciale, è l’essenza di Twin Peaks. Mi fa piacere che ci siano così tante teorie sulla serie e anche se non le leggo ritengo che tutte loro siano valide. Siamo tutti detective, vogliamo capire le cose. La vita è la prima cosa che vogliamo capire e quindi è bello che la gente cerchi delle interpretazioni. Le ultime cose che ho visto che mi hanno fatto pensare sono Mad Men e Breaking Bad, mi hanno trasportato in un mondo e accompagnato nel modo giusto».

Salone del Libro 2017 – Bruce Sterling | BooksBlog


Da BooksBlog apprendiamo dell’intervento di Bruce Sterling al Salone del Libro di Torino, città in cui risiede da anni. È semplicemente stupendo, ve lo copio e incollo:

Nell’incontro sull’età ibrida, lo scrittore statunitense Bruce Sterling, si è speso a più riprese in elogi alla creatività del capoluogo torinese che lo ha adottato da alcuni anni. Si è parlato di alcune profetiche intuizioni del suo Tomorrow Now del 1999 in cui aveva immaginato un preoccupante monopolio di alcuni grandi player del mondo digitale (all’epoca si pensava soprattutto a Aol Time Warner e Microsoft perché Google era agli albori e Facebook sarebbe nato soltanto 5 anni dopo). Sterling non si è limitato a fare la conta delle “profezie” avveratesi (“Non ci voleva mica Nostradamus per capire che cosa sarebbe successo di lì a poco”), ma ne ha fatte di nuove: quella di un Zuckerberg che prima o poi entrerà in politica e un giorno o l’altro si candiderà alla presidenza degli Stati Uniti, quella di una criptomoneta capace di farci uscire dalla crisi e quella di un’Europa capace di cambiare nuovamente pelle: “Basterebbero sei settimane e un summit per creare un Superstato e fare una Costituzione europei. Pensate a come la situazione è cambiata molto rapidamente nel 1989. La creatività politica dell’Europa è qualcosa che stupisce sempre un americano”.

Il “realismo arricchito” nella ricerca letteraria di Giovanni Agnoloni | Poesia, di Luigia Sorrentino


Bella e forbita intervista a Giovanni Agnoloni da parte di Luigia Sorrentino, sul blog poetico di RaiNews. Eccone uno stralcio:

Forse la sua narrazione è anche una chiave di accesso a un’altra dimensione di realismo. È corretta questa espressione?

È proprio questo il punto. A me piace palare di “realismo arricchito”, che è un’espressione che fa un po’ il verso (ribaltandone la portata) a un’altra in voga nel milieu tecnologico, ovvero “realtà aumentata”. Quest’ultima sta a indicare l’effetto prodotto da alcuni dispositivi e software che inseriscono in immagini del mondo reale figure virtuali, che finiscono per interagire con la percezione della realtà, come per esempio è accaduto con un ben noto giochino diffuso sugli smartphone tempo fa, e che per fortuna mi pare aver già esaurito la sua folata modaiola. Io parlo di qualcosa di ben diverso: “realismo arricchito” è una forma letteraria di percezione del mondo in cui viviamo, ma còlto, per così dire, in una chiave inconsueta. Penso ad esempio all’introduzione di elementi surreali, come – nel mio nuovo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito – gli ologrammi-copia, che sono riproduzioni impalpabili ma identiche di ogni singolo individuo, che lo seguono ovunque suggerendogli sempre la cosa migliore per lui. Sono stati creati dai signori del Sistema tecnologico per rendere le persone isolate le une dalle altre, appagate di se stesse in una sorta di koros, e di vera e propria ybris (tracotanza), postmoderni, funzionali anche a compiere determinate scelte commerciali e politiche. Fantascienza? No, solo “esagerazione” – in chiave espressionistica – di qualcosa che, sia pur non esattamente così, esiste già: non solo, intendo dire, l’uso della tecnologia olografica, che per esempio in campo architettonico viene già applicata, ma soprattutto il fatto che la Rete tende a costruire identità falsate, spesso per diretta volontà dei soggetti interessati, che cercano di offrire un’immagine di sé migliore o più intrigante della realtà, o per induzione di un sistema di omologazione nella corsa all’apparenza, che è indotto da abitudini pigre e ripetitive, consistenti nell’imitare passivamente quello che fanno gli altri. Il risultato è l’appannamento delle facoltà critiche e il venir meno del presupposto essenziale della vera Conoscenza, che è appunto la conoscenza di sé. Uscire leggermente dagli schemi di un realismo “fotografico” per trovare, in queste sue versioni alterate, uno spunto per riscoprire se stessi e il mondo al di fuori delle finte verità preconfezionate e “di moda”, è opera di forte realismo.

Questa è solo una delle domande che Luigia ha posto a Giovanni, che scavano nella sua complessa struttura artistica per estrapolarne l’uomo, l’anima empatica e spontanea che Agnoloni possiede, anzi è.

Andrea Scanzi intervista Roger Waters: “Se ci sarà posto per me nella storia? Non me ne frega niente. Trump? Un ‘nincompoop'” – Il Fatto Quotidiano


Una bella intervista a Roger Waters da parte di Andrea Scanzi del FattoQuotidiano. Un estratto:

Amused to death era un capolavoro, eppure non ha avuto il successo che meritava. Le pesa il fatto di essere anzitutto un “ex Pink Floyd” e poi Roger Waters?

Mi pesa? Aver fatto parte di un gruppo pop chiamato Pink Floyd non ha importanza, anche se mi dà una certa possibilità di esprimermi. Se non avessi fatto parte di una band così famosa, forse ci sarebbe meno interesse per ciò che faccio ora. Ma non mi importa delle etichette o del passato. Quello che faccio arriva alla gente oppure no: la gente capisce, apprezza le canzoni, ascolta questo disco oppure no. Preferirei che la gente lo ascoltasse. Sto ricevendo ottimi riscontri e ne sono felice. Nigel ha fatto un ottimo lavoro come produttore, penso che sia proprio un bel disco. Dice molte delle cose in cui credo.

L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO di Giovanni Agnoloni (intervista all’autore) | letteratitudinenews


Bellissima segnalazione per Giovanni Agnoloni riguarda una sua intervista comparsa sul blog di Massimo Maugeri. Domande calzanti e per niente banali, ma questo sì, era previsto. Un estratto, tanto per capire di cosa parliamo:

 – Siamo nel 2029. Il romanzo si snoda partendo da due pilastri fondamentali di natura “territoriale”. Il primo riguarda l’Europa, dove Internet non funziona più da quasi quattro anni, la crisi della comunicazione si è estesa alla telefonia e le principali città sono state invase da ologrammi intelligenti (“cloni” immateriali in grado di orientare il comportamento delle persone). Negli Stati Uniti, invece, il sabotaggio della Rete ordito dal movimento degli Anonimi è fallito, e Internet è rinato grazie a un progetto di copertura wireless mediante l’uso di droni. Da cosa discendono le differenze degli esiti della “crisi di Internet” tra il vecchio e il nuovo continente?

L’idea di fondo, presente già in Sentieri di notte e sviluppata poi ne La casa degli anonimi, è che il mondo si sia evoluto – tecnologicamente – a velocità e in modi diversi nelle varie macro-regioni continentali o sub-continentali, poi divenute progressivamente sempre più lontane e incapaci di comunicare, anche a distanze relativamente brevi, sia pur solo con l’uso del telefono. In Europa nel 2025, all’inizio della mia saga, già esistevano due macro-zone (Nord e Sud), poi pretestuosamente fuse dalla Macros (la multinazionale che gestiva tutta la Rete e l’erogazione energetica), per togliere subito dopo la corrente e lasciare l’Europa al buio, onde tentare di conquistare il potere assoluto. Due anni dopo, gli Anonimi, sabotatori informatici, ottengono lo stesso risultato nel Nord America e nel Nord Africa, ma con un’intenzione opposta: impedire che anche lì nascano pericolose concentrazioni di potere. Il fatto, però, è che il sabotaggio da loro ordito non avrebbe impedito al governo americano di creare una nuova Rete, diffusa (sia pur “a pezze”) attraverso maxi-ripetitori moltiplicati da droni che “pattugliano” il cielo degli Stati Uniti. Questa è la situazione oltreoceano, nell’aprile del 2029, quando si svolgono le vicende de L’ultimo angolo di mondo finito. In Europa, invece, internet non è mai ripartito (l’erogazione energetica sì). Tuttavia, vari epigoni della Macros hanno diffuso già da due anni un’altra inquietante forma di controllo delle menti: ologrammi identici ai cittadini europei, che fanno loro da maestri-amici, dandogli tutte le risposte di cui hanno bisogno e finendo così per isolarli dagli altri e renderli essi stessi “ombre” facilmente manovrabili.

Mia intervista su BlastingNews


È uscita una mia intervista su BlastingNews. Grazie a Roberto Guerra per le belle domande e l’ospitalità concessami.

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