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Archivio per Interviste

SANDRO BATTISTI… E SENSORIUM « La zona morta


Su LaZonaMorta è disponibile una mia intervista sui temi di Sensorium e orchestrata da Roberto Guerra, che ringrazio vivamente. Buona lettura, ci vediamo presto da qualche parte dello Stivale per il SensoriumTour!

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[Estate 2018] Intervista a Errico Passaro | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine intervista di Lucius Etruscus a Errico Passaro, autore eclettico che attraversa un po’ tutto lo spettro del Fantastico, amico di vecchia data dei connettivisti. Ecco un estratto della bella chiacchierata:

Prima di “Segretissimo” sei stato pubblicato anche su “Urania”: cosa si prova a far parte di collane così storiche?

Per la precisione, sono stato pubblicato su tutte e tre le collane storiche da edicola di Mondadori, “Giallo Mondadori” compreso con un raccontino. Be’, che dirti… una soddisfazione indescrivibile, sopratutto nel guadagnare la fiducia degli appassionati dei singoli generi, non abituati a personaggi “trasversali” e molto legati ai nomi storici.

Sei ormai entrato anche tu nel grande mondo dell’editoria digitale: cosa si prova a far parte di un catalogo sempre disponibile?

Guardo con spirito di apertura a qualsiasi innovazione tecnologica, ma, come molti scrittori della mia generazione, sono sentimentalmente legato al mondo dell’editoria cartacea.

Questa estate ti ritaglierai una vacanza di stacco totale dalla scrittura o comunque terrai sempre la penna (o la tastiera) a portata di mano anche in ferie?

L’estate è per me la stagione di scrittura più fertile, non solo per il tempo in più che posso dedicare alla scrittura, ma soprattutto per la libertà della mente, che mi consente di attingere a suggestioni e spunti creativi che il tran-tran quotidiano a volte soffoca.

Il Mister Hyde in un nocturniano – Intervista – Nocturno.it


Su Nocturno una bella intervista a Mario Gazzola, fresco finalista al Premio Laymon (la foto testimonia proprio quel momento) e al Premio Hypnos, connettivista, amico e mente complessa e tutt’altro che catalogabile proprietaria di un suo multiverso fantastico che non ha pari. Vi lascio alle selezione delle sue parole espresse durante la chiacchierata.

Quindi nel 2018 parata d’allori letterari?

Da rocker, io l’ho definita più “una vita da mediano”, dato che in entrambi i concorsi sono rimasto finalista: i vincitori del Premio Hypnos sono Giulia Massini con La Colonia Cristiano Demicheli con Materiali per una guida della Val Lemuria, mentre il romanzo vincitore del Laymon è l’horror cannibalico American Food di Alberto Lavoradori. Però è comunque importante riscontrare un apprezzamento per proposte narrative fuori dal mainstream: ci sono ugualmente buone possibilità di vedere pubblicati sia il racconto che il romanzo e, soprattutto, entrambi gli editori lavorano in direzione di una proposta degli autori italiani nei rispettivi contesti anche al di fuori dei confini nazionali, visto che in Italia continuano a chiudere le collane (guardate i casi di Urania Epix e poi di Urania Horror) e sembra che in libreria ci sia spazio solo per Stephen King. Independent Legions invece sta per presentare in America il romanzo Vloody Mary di Paolo Di Orazio (tra l’altro vincitore della sezione novella del Premio Laymon), che Oltreoceano s’intitolerà Dark Mary, e per questo lavoro di ponte USA-Italy s’è conquistata lo Specialty Press Award 2017 della Horror Writers Association. Sembra che all’estero siano più aperti a nuove proposte di quanto non accada qui, speriamo che sia l’inizio di un ‘Rinascimento pulp’ italico e… che prima o poi tocchi anche al cinema.

E, intanto che sboccia il nuovo Rinascimento, ci sono altri “film cartacei” all’orizzonte?

Puoi scommetterci, la fantasia è l’unico muscolo che non si stanca mai: intanto il saggio su rock e fantascienza sarà accompagnato dalla produzione di un cd di band indipendenti italiane che omaggiano i classici citati nel libro prodotto da Gianmarco Iantaffi dei Void Generator, poi vorrei dare vita anche a un’antologia di racconti fantarock, basati sulle sue ‘strategie oblique’ di Brian Eno per i musicisti di Bowie. E, ancora, sono già a buon punto di un altro romanzo breve: la prima versione de Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde, che nessuno ha mai letto, perché Stevenson la bruciò subito dopo un litigio con la moglie (cui fa riferimento la citazione in apertura, NdR). Nessuno sa cosa contenesse quella prima stesura da far arrabbiare tanto la povera Fanny, quindi la penna nocturniana è libera di… spingere un po’ più a fondo il pedale del pulp immaginandoselo oggi, dando così vita a un apocrifo finto-vittoriano-moderno e ancora una volta portando qualche scheggia del nostro cinema sulla carta.

Una chiacchierata con Lukha B. Kremo, vincitore del premio Robot – Penne Matte | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su PenneMatte è uscita una bella intervista al nostro editore Lukha B. Kremo. Molte le domande, pertinenti al suo ruolo di editore e anche di vulcanico connettivista, ma pure di compositore musicale, di artista e autore a tutto tondo insomma; eccone uno stralcio.

Da anni ormai sei al lavoro anche nel ruolo di editore con Kipple. Hai messo su due premi, uno per romanzi e uno per racconti, e sei sempre alla ricerca di autori che si muovono nel genere della fantascienza. Ci faresti tre nomi di autori italiani attuali che secondo te sono imprescindibili?

Per quanto riguarda gli imprescindibili direi di scolpire il nome di Valerio Evangelisti e aggiungere Lino Aldani e Vittorio Catani. Poi, è chiaro che se uno vuol scoprire cosa sta succedendo nella fantascienza italiana degli anni 2000, ci sono altre due decine di nomi, ma se faccio un elenco poi mi accusano sia di aver fatto nomi di amici, sia di non aver fatto altri nomi, per cui voglio citare solo Franci Conforti (che ha vinto l’ultimo Premio Kipple) e Davide Del Popolo Riolo (che l’ha vinto due anni fa), due autori già a un ottimo livello ma anche promettenti, nel senso che il meglio, secondo me, deve ancora venire (Non sono miei amici, eh, li ho visti solo di sfuggita, ghghghgh).

Di recente Delos ha pubblicato il libro Nuove Eterotopie, una raccolta di storie a opera del movimento connettivista, di cui tu sei membro attivissimo. Ci saranno presto novità anche su questo versante? Altri romanzi, o magari qualcosa che al momento non riesco neanche a immaginare?

Sì. Credo qualcosa che tu non riesci nemmeno a immaginare, di cui non posso parlare e che potrebbe articolarsi in complessità similfrattali da non riuscire nemmeno a descrivertelo. Ci stiamo lavorando. Ma non sarà pronto presto. Per il momento ci godiamo ancora Nuove Eterotopie, perché per noi rappresenta una pietra miliare, il punto di arrivo e di ripartenza. Il Connettivismo proseguirà con una nuova linfa, probabilmente con modalità diverse, ma con lo stesso entusiasmo artistico che si respira nel Manifesto.

Seguo con interesse anche la pagina Facebook, e il blog, di Nazione Oscura Caotica, un movimento artistico che ha creato una Nazione immaginaria con una propria Costituzione, una propria moneta, ecc. Nel blog infatti si parla soprattutto di attualità, politica internazionale e altre questioni che di recente stanno turbando i sonni del pianeta Terra. Quanto è importante la politica internazionale nella tua visione letteraria? E soprattutto, esistono bunker antiatomici nel caso in cui scoppi una guerra nucleare (giusto per sapere se devo fare il biglietto per Livorno…)?

Fondamentale. Non c’è un mio romanzo che non affronti la politica internazionale, sempre in modi e sensibilità diverse, senza appesantire la lettura e senza privarla della funzione principale della narrativa, che è quella di evadere dalla realtà riflettendo sulla realtà stessa. Spesso sono presenti distopie, e nel mio primo romanzo Il Grande Tritacarne, così come nella Trilogia degli Inframondi, c’è la minuziosa descrizione di una serie di piccole utopie e distopie, dove si affrontano problematiche sociali e religiose, politiche e storiche, ma anche economiche e finanziarie. Ci sono anche micronazioni fittizie (come quella che ho fondato io), criptonazioni e infranazioni (nazioni a cavallo tra un universo e l’altro). Abbiamo un bunker, certo, non si trova a Livorno, ma a Torriglia, in provincia di Genova. Non so se è a prova di radioattività o Sarin, ma è fatto di solida pietra ligure. Come armi disponiamo di un arsenale delle tanto vituperate armi chimiche. Non credo siano bandite dalla Convenzione di Ginevra: sono decine di fiale puzzolenti.

ROGER WATERS: TOUR INDOOR IN ITALIA 2018 E INTERVISTA | PINK FLOYD ITALIA


Bella intervista a Roger Waters in occasione delle sue prime date italiane indoor, Milano e Bologna, nei prossimi giorni. Su PinkFloydItalia.

La mostra sui Pink Floyd non è mai, nemmeno lontanamente, nostalgica. Il messaggio che arriva a chi la visita è che il lavoro che avete fatto è sempre stato all’avanguardia. Qual è la tua sensazione sulla mostra?
Potresti aver ragione, non lo so. Io la guardo con una prospettiva differente. Per me è come trovarmi nel mio studio, ci sono tutti gli oggetti degli anni ’70 e molti di questi sono come vecchi amici. Come l’Azymuth Co-ordinator costruito da Bernard Speight. Ricordo che eravamo in studio e chiedemmo: “Ehi Bernard, come facciamo a far circolare il suono in questo modo?”, lui costruì lo strumento e disse: “Questo dovrebbe riuscirci”. Continuo a usarlo ancora oggi. Uso ancora suoni quadrifonici, in concerto. Questa mostra è un’esperienza immersiva, le luci sono basse, l’udito viene attivato molto perché lungo il percorso si può ascoltare musica, interviste e altro ancora. Ci sono molti contenuti. Capisco perché ha avuto grande successo a Londra e penso che avrà successo anche qui.

Sono passati 50 anni da quando hai suonato in Italia per la prima volta, al Piper Club, che è a poche centinaia di metri dal Macro.
Me l’hanno detto, sì.

Ricordi qualcosa di…
No.

Niente?
Niente! Proprio oggi ho chiesto: “In che mese abbiamo suonato a Roma?”, mi hanno detto: “In aprile”. Quindi era prima che entrasse David Gilmour nella band. Lavoravamo professionalmente come musicisti solo da un anno. Probabilmente nell’aprile del 1968 c’era ancora Syd Barrett, che però era ormai in quel momento del suo malessere in cui non era più in grado di comunicare con nessuno e ho il sospetto che già non facesse più parte della band. Ma non mi ricordo assolutamente nulla. È triste.

Sherlock Holmes e l’ultima rivelazione: intervista ad Alessandro Napolitano, vincitore dello Sherlock Magazine Award 2017 | KippleBlog


Bella intervista di Roberto Bommarito ad Alessandro Napolitano, fresco vincitore dello Sherlock Magazine Award 2017. Su KippleBlog.

Ciao Alessandro, è un piacere riaverti ospite qui fra le pagine virtuali di Kipple. Oggi non sei qui a nome di Electric Sheep Comics ma come autore campione del concorso letterario Sherlock Magazine Award 2017 con il racconto “Sherlock Holmes e l’ultima rivelazione”. Ma prima di iniziare, per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di parlarci del tuo percorso creativo?

È sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con gli amici di Kipple. Il percorso creativo parte da lontano, con ogni probabilità dai tempi della scuola media. Pur non essendo stato un alunno modello, ho sempre avuto molta confidenza con l’italiano e in particolare con la composizione dei temi. Con il passare degli anni e l’arrivo di internet, ho avuto la possibilità di frequentare diversi siti letterari e mi sono messo alla prova con altri scrittori esordienti. Oggi, alcuni di loro, pubblicano con le più importanti case editrici italiane e averli incrociati è stata per me un’indubbia palestra di scrittura. Piano piano ho preso fiducia e ho iniziato un percorso personale, scrivendo racconti per concorsi sempre più importanti fino a raccogliere nell’ultimo anno alcune buone soddisfazioni. Mi diverto molto a partecipare, a mettermi in discussione e a cercare sempre una strada nuova per migliorare.

Intervista a Luigi Boccia | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine c’è l’intervista a Luigi Boccia, artista e scrittore horror a tutto campo. Nella chiacchierata c’è un bellissimo ricordo di Sergio Altieri, che riporto qui sotto.

È da poco uscita l’antologia Dark & Weird curata da te e da Nicola Lombardi e dedicata alla memoria del grande Alan D. Altieri. Come è nata questa iniziativa, ce ne puoi parlare?

Tra me e Nicola Lombardi c’è grande sintonia, abbiamo scritto un romanzo a quattro mani e curato anche diverse antologie molti anni fa. Volevamo tornare a creare un progetto antologico nuovo, che potesse poi diventare una serie. Così nel 2016 abbiamo iniziato a lavorarci. In quel periodo Sergio Altieri stava collaborando con me alla rivista di cui ero direttore responsabile, Weird Movies.

Sergio era un grande uomo con un cuore enorme. Un uomo di una cultura immensa. Uno di quelli da cui uno scrittore ha molto da imparare, non solo nel campo artistico, ma soprattutto in quello umano. Lui credeva molto in me, ed io ero onorato, a volte incredulo che lui avesse tanta passione nel partecipare a progetti o iniziative che gli proponevo. Un giorno, molto delicatamente, diciamo pure in difficoltà, gli dissi: “Sergio, vorrei mettere in piedi insieme all’amico Lombardi un’antologia horror, e mi stavo chiedendo se tu…” Mi tolse dall’imbarazzo di finire la frase e commentò: “Ti mando due/tre racconti a cui tengo molto. Scegli tu quello che preferisci. Io so che tu farai la scelta giusta.” Naturalmente ne abbiamo parlato molto nei mesi a venire, consigli, confronti, idee, suggerimenti. Poi Sergio è improvvisamente venuto a mancare. Dedicare l’antologia alla sua memoria è stato così naturale… Mi piace pensare che in questa antologia c’è una piccola parte di quel grande uomo che tutti gli scrittori avrebbero dovuto conoscere.

Tutti noi che abbiamo conosciuto Sergio sappiamo quanto ciò era vero. Un abbraccio al Lupo, un saluto con ringraziamento a Luigi.

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