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Archivio per Interviste

Philip K. Dick: la stupenda intervista di Charles Platt | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Philip K. Dick è senza alcun dubbio uno dei più grandi (e originali) autori americani del secolo passato. Oggi vi presentiamo questa intervista, una delle poche che esistono dell’autore californiano, registrata nel 1979. Charles Platt intervista Dick, parlando di tanti argomenti diversi, dagli autori che lo hanno ispirato alle sue esperienze con sostanze allucinogene.

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Giulio Cesare secondo Franco Forte


Su FantasyMagazine e HorrorMagazine la segnalazione (sul primo link c’è l’intervista) della seconda e forse ultima puntata di Giulio Cesare visto e romanzato da Franco Forte, un viaggio tra la Storia, la Mitologia e l’Ucronia.

Personalmente, noto che sempre più autori, e di calibro sempre più grosso, scelgono di ambientare le loro storie fantastiche o SF nel mondo antico della Classicità romana, cogliendo la possibilità di differenziarsi dai colleghi esteri proprio sfruttando la peculiarità unica della storia di Roma, un Futuro senza un glorioso Passato non può reggersi sulle sue gambe e in Italia, per motivi prettamente storici e perché viviamo in mezzo alle vestigia classiche e non solo, possiamo farlo meglio che altrove.

Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l’intento di esplorare le terre oltre i confini dell’impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.
Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell’immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell’avventura, si è risolto in una cocente sconfitta. Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l’unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell’Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l’ingresso all’Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

* * *

E così, Gaio Giulio Cesare torna a vivere un’avventura a cavallo tra Storia, Mito e leggenda…

È quello che cerco di fare con questa serie di romanzi che ambisce a riunire in un unico contenitore tutte le mie esperienze professionali come scrittore: il fantastico, lo storico e la mitologia. Non è un esercizio semplice, posso garantirlo, ma di certo mi ha fatto divertire moltissimo durante la sua realizzazione.

In questo caso, nel libro “Cesare il conquistatore” che fa seguito al primo, “Cesare l’immortale”, non si parla solo di mitologia greca o romana.

Esatto. Quello che ho cercato di fare è stato unire al patrimonio mitologico dell’antica Grecia e dell’antica Roma, quello altrettanto affascinante e misterioso dell’antico Egitto, scoprendo analogie davvero straordinarie, che mi hanno consentito di “giocare” un po’ con la fantasia e incrociarli per dare al mio protagonista, Giulio Cesare, una nuova meta di grande fascino verso cui dirigersi, nella sua ossessiva ricerca del segreto dell’immortalità.

Tremate: Eymerich è tornato | Fantascienza.com


Sul nuovo numero di Delos, il 191, c’è una bella intervista al Magister, Valerio Evangelisti, che pochi mesi fa è tornato nelle libreria con una nuova puntata dell’inquisitore Eymerich. Uno stralcio della chiacchierata:

Lo sfondo storico di Eymerich Risorge, e di tutti gli altri romanzi, è quello dell’Europa occidentale alla fine del XIV secolo, caratterizzata dai nascenti stati nazionali. È un periodo storico che può dare qualche indicazione all’Europa di oggi, attraversata da un populismo dilagante?

Direi che non c’è nessun nesso. “Populismo” è un termine moderno, tornato di moda solo di recente per descrivere fenomeni disparati e spesso incompatibili. All’origine denotava il sostegno alla causa di un “popolo” senza precisi connotati di classe. Vale forse per alcune eresie medioevali, ma è impossibile spingere oltre il paragone.

Sei riuscito nella difficile arte di creare un personaggio scostante, cattivo, gelido, che ama stare da solo, ma allo stesso tempo ha i suoi sprazzi di bontà ed è estremante intelligente. In una parola è credibile. Quali sono le caratteristiche di Eymerich che, a tuo avviso, hanno tanto affascinato i lettori italiani e non solo?

Riconoscono nella personalità di Eymerich una parte di se stessi, inconfessabile. Ne sono ripugnati ma nel contempo attratti. È il fascino perverso di ogni autoritarismo, il lato seducente delle dittature. Si sa dove sta il male, ma quello che si ha dentro lo si delega a chi lo spaccia come bene. Tante tragedie contemporanee nascono da un transfert di questo tipo.

DAVID GILMOUR – LIVE AT POMPEII AL CINEMA – L’INTERVISTA | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia c’è una bella intervista a David Gilmour, che proprio oggi (e soltanto qui in Italia per altri due giorni) proietta il suo David Gilmour a Pompei nei migliori cinematografi esistenti. Io andrò a vederlo venerdì…

DD: Il concerto di Pompei è spettacolare, con le gradinate vuote e il pubblico al centro dell’arena. Prima di sentire alcuni spezzoni del concerto vorrei parlare con Gilmour di un’altra volta in cui Pink Floyd suonarono nello stesso anfiteatro a Pompei, senza un pubblico, nel 1971. Questo concerto è disponibile online e nell’ultimo boxset dei Pink Floyd. Qual è il tuo ricordo del film del 71?

DG: Passammo qualche giorno là,  andammo sul monte del Vesuvio, e in delle sorte di piscine di zolfo bollente, e registrammo tutto in modo piuttosto amatoriale, il live fu registrato in una macchina a 8 tracce, e in qualche modo i nostri ragazzi riuscirono a far funzionare il tutto. Ne abbiamo ottenuto un bel film.

DD: Vi preoccupaste dei rischi di disturbare il luogo?

DG: Allora? No, non avevamo un sistema di amplificazione perché i microfoni erano collegati direttamente al nastro, c’erano solo i nostri amplificatori, quindi non penso ci fossero rischi di danneggiare niente. Non come adesso, abbiamo dovuto assicurare gli abitanti della città e l’amministrazione del sito archeologico che non avremmo fatto alcun danno.

INTERVISTA DA REYKJAVIK PER ITALY WEB RADIO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Dal blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni riporta la news di un suo podcast proveniente addirittura dall’Islanda. Complimenti!

Ecco il podcast dell’intervista che Tiziana La Vitola, che ringrazio ancora, mi ha appena fatto per Italy Web Radio, in collegamento da Reykjavík, dove sono ospite di una residenza letteraria dell’Unione degli Scrittori Islandesi, e l’8 settembre, dalle 16 alle 18, parteciperò da ospite esterno a un reading degli studenti di Scrittura Creativa dell’Università d’Islanda, nel quadro degli eventi del Festival letterario internazionale di Reykjavík (presso Stúdentakjallarinn, il bar dell’università). Leggerò un passo tradotto in inglese dal mio primo romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni)

Una conversazione con Ray Bradbury: l’intervista integrale | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ray Bradbury, grazie ad opere come Fahrenheit 451 (edito in Italia col titolo Gli anni della fenice) e The Martian Chronicles (Cronache marziane), si è affermato nel tempo come uno dei più grandi autori di fantascienza della storia. Oggi vi presentiamo un’intervista del 2008 con Lawrence Bridges, considerata una delle migliori interviste mai fatte all’autore statunitense, dove si parla soprattutto di scrittura. Buona visione!

Battisti e Mongini, la fantascienza come missione – Associazione World SF Italia


Sul sito della WorldSFItalia c’è un’intervista a Giovanni Mongini e a me, in quanto vincitori del Premio Vegetti 2017. Grazie intenso a Filippo Radogna.

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