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Archivio per Premio Urania

Watson Edizioni presenta “Arabrab di Anubi” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova produzione per Alessandro Forlani: Arabrab di Anubi.

Arabrab è un’assassina devota al Dio dei Morti: sottratta da adolescente a una vita da principessa, gli intrighi e le ipocrisie della corte dei Faraoni, è iniziata alle arti nere da un sacerdote dello Sciacallo. Combatte culti, poteri oscuri, mostri, demoni e nemici dell’Egitto in avventure attraverso il Mediterraneo nella cupa e feroce Età del Bronzo. Dalle Piramidi alla Sardegna a Cnosso, il Lazio pre-romano, le tombe degli Etruschi, le isole del Mar Egeo e le foreste dell’estremo Nord, Arabrab si scontrerà con guerrieri e negromanti, automi, concubine, non-morti ed entità soprannaturali: in un viaggio anche interiore e doloroso nella propria condizione di non più del tutto umana… Un romanzo di sangue e spade, meraviglie e oscurità!

Intrigante e interessante, uscito da una penna magica come quella di Alessandro, unico esempio di Premio Urania e Premio Kipple vinto con lo stesso romanzo.

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Vincitori, finalisti e giuria VI Edizione 2017 premio Ernesto Vegetti – Associazione World SF Italia


Ho vinto il Premio Vegetti 2017, sezione Narrativa.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” A CASTIGLIONCELLO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Presentazione connettivista per Giovanni “Kosmos” Agnoloni, che il 31 agosto a Castiglioncello, Livorno, illustrerà il suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. L’autore sarà presentato da Lukha B. Kremo, vincitore dello scorso Premio Urania, assieme a Lietta Manganelli ed Edoardo Volpi Kellermann. Alle ore 21.00, presso la Limonaia: chi può vada!

Voci della polis | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a Voci della polis, raccolta di racconti Maico Morellini, Premio Urania 2010. Una festa oscura, da assaporare lentamente, di continuo.

Il mondo inventato da Morellini ė favoloso e pieno di dettagli che lo rendono concreto. L’autore non tralascia precise descrizioni delle cose e degli eventi, spesso grotteschi e cupi. Non manca una sottile dose di umorismo e anche una parte più lucente che riempie i nostri occhi con le sofisticate invenzioni del futuro, in intelligente continuità con il nostro tempo. Il risultato è facilmente intuibile: la credibilità è importante, risulta essere davvero uno dei possibili futuri della nostra Italia.

Polis Aemilia ė la mega città del futuro in cui sono ambientate le avventure. Un luogo avveniristico, ma ispirato all’urbanistica delle polis greche che unisce le contemporanee Reggio Emilia, Modena e Bologna. La Polis ha raggiunto l’indipendenza dalla corrotta e decadente Repubblica Italiana.

Ma come ben si sa, ogni formazione politica e sociale presenta un gran numero di paradossi e compromessi, per cui in questo sorprendente futuro Aemiliano oltre alle più avanzate tecnologie e alla migliore qualità di vita immaginabile in Europa, troviamo loschi giochi di potere, orrori prepotenti, violenze sanguinose, lotte personali di chi cerca di migliorare la vita, ed anche torture e terribili prigionie. Un mondo complesso e decisamente articolato.

Morellini da voce ad alcune persone che popolano questo tempo, attraverso racconti che definire avvincenti è riduttivo.

La ricostruzione del futuro è degna di nota, a partire dalle introduzioni ai capitoli che sembrano tratte da un libro di storia. Descrive la società, gli usi, i confini geografici, la politica: tutto.

Percepire vicina e viva questa realtà è conseguenza naturale della lettura.

Lukha B. Kremo vince il Trofeo Cassiopea 2017 con Pulphagus® | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ieri sera, all’Hotel Ambasciatori di Fiuggi, nell’ambito della manifestazione DeepCon, il nostro editore Lukha B. Kremo ha vinto il Trofeo Cassiopea riservato ai romanzi di Fantascienza editi, con Pulphagus®, già Premio Urania 2015: in altre parole, Pulphagus® è risultato il miglior romanzo italiano del genere degli ultimi cinque anni.

Momenti di festa in redazione Kipple per l’inattesa ma meritata vittoria del nostro Kremo. Adesso il futuro ci aspetta, come sempre.

Sangue e Impero, due romanzi per il premio Urania 2014 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un bell’articolo di Carmine Treanni (grazie infinite) che tratteggia assai bene trama e suggestioni del mio romanzo, covincitore del penultimo Premio Urania, L’impero restaurato. Ecco ciò che mi riguarda:

Il volume si apre con il romanzo di Battisti, la cui storia parte da quella con la S maiuscola dell’Impero Bizantino per approdare a quella di un ipotetico impero postumano.

L’imperatore bizantino Giustiniano I tenta di riaccendere i fasti dell’Impero Romano, ritenendo di essere l’erede diretto dei Cesari che hanno governato Roma. L’Impero di Bisanzio, grazie anche alle campagne militari del suo generale Belisario, sta riconquistando alcuni dei territori che appartenevano all’impero romano, come parte dell’Africa. Ma Giustiniano I deve anche scontrarsi con l’autorità del Papà a Roma che non ritiene l’imperatore degno di governare su un dominio che ha nella religione cristiana una delle sue fondamenta. Giustiniano I è anche un osservato speciale dal futuro, dove l’imperatore alieno Totka_II ed il suo plenipotenziario Sillax tentano di modificare il continuum spazio-temporale ed espandere L’Impero Connettivo, costituito da postumani. Totka_II, in particolare, intreccia una relazione sessuale a “distanza” con Teodora, moglie di Giustiniano e imperatrice di Bisanzio, sottomettendola anche dal punto di vista mentale.

Sillax e Totka_II, attraverso un tool dimensionale, possono osservare e influenzare il continuum spazio-temporale, interagendo anche con coloro che vivono nel passato. Totka_II appartiene ad una razza di alieni che ha sempre agito sulla vita e la storia dell’umanità, fin dal più remoto passato e adesso l’imperatore vuole espandere il suo potere anche dal punto di vista dimensionale, su tutte le varie realtà. C’è un rischio, però, che le varie dimensioni possano collassare. È per questo che l’imperatore Totka_II e Sillax inviano un loro emissario per interpellare un aruspice, ossia un sacerdote che attraverso le interiora di un animale è in grado di prevedere il futuro. Nella previsione sugli obiettivi di espansione dell’Impero Connettivo il responso è ambiguo. L’imperatore può dare seguito alle sue mire espansionistiche, ma non è chiaro se avrà successo.

Totka_II intuisce che c’è una nuova forza in campo, un altro impero che cerca di conquistare a sua volta l’impero connettivo in una guerra psichica che si combatte nel continuum spazio-temporale.

Nel momento in cui Totka_II decide di dare il via alla conquista di altre dimensioni del suo impero, i suoi soldati e i postumani cadono vittima di uno strano virus che si rivela essere la peste. L’impero connettivo sembra subire le stesse sorti dell’impero di Bisanzio. Il progetto di conquista, alla fine, riesce e l’impero connettivo si espande grazie anche al sacrificio di Teodora che si immola per permettere a Totka_II di rientrare in possesso delle conoscenze che la sua razza ha donato nel corso della storia all’umanità, consentendo a quest’ultima di evolversi.

Romanzo originale che gioca su più piani temporali, in cui Battisti crea un intrigo che va dalla storia reale dell’impero di Bisanzio a quella parallela e inventata dell’impero Connettivo del futuro. Interessante il parallelo che l’autore fa tra il tentativo di Giustiniano, imperatore di Bisanzio, di ripristinare il territorio che una volta era dell’Impero Romano, riconquistando i territori che erano nelle mani dei barbari, e l’espansione del territorio che l’imperatore Totka_II, a capo dell’Impero Connettivo, verso altre dimensioni spazio-temporali, di cui l’Impero di Bisanzio ne rappresenta una.

Il romanzo è ben scritto, con una prosa ricercata, che però non appesantiscono la lettura.

Il Paradiso degli Orchi: C’è vita nella fantascienza italiana? Incontro con Lukha B. Kremo


Bella intervista a Lukha B. Kremo, editore di KippleOfficinaLibraria, vincitore del Premio Urania 2016 con Pulhagus® Fango dei cieli, e connettivista della prima ora. Su IlParadisoDegliOrchi:

Lukha, noi del Paradiso abbiamo intrapreso un viaggio nella fantascienza italiana dei giorni nostri per rispondere all’annosa domanda: c’è vita? Ora stiamo scoprendo che in quest’ambito esistono dei movimenti piuttosto vitali, come il Connettivismo, e a quanto pare tu nei fai parte.  

Io preferisco la sineddoche Connettivisti, in quanto ognuno si riconosce nel movimento senza che questo debba riconoscere o meno l’appartenenza.

Com’è cominciato?

I Connettivisti si sono conosciuti in rete e hanno redatto un manifesto, pubblicato nel solstizio buio del 2004, in base alle proprie sensibilità simili. Nella stessa notte, senza che io ancora li conoscessi, dichiarai l’indipendenza della Nazione Oscura Caotica. Entro un anno, conobbi i fondatori del movimento e scoprimmo la coincidenza o, se preferite, il giusto allineamento spaziotemporale.

In che modo questa appartenenza ti coinvolge nella tua attività di scrittore?

Non è il movimento che mi coinvolge in ciò che scrivo, ma al contrario, l’arte di chi vi si riconosce che porta avanti il movimento. Nel 2014 i Connettivisti hanno tracciato un punto fermo a dieci anni dalla pubblicazione del manifesto (2004), in minima parte come raccolta o celebrazione del lavoro fatto (per esempio l’antologia The Origins pubblicata da Kipple Officina Libraria o la raccolta per Delos, con Bruce Sterling che farà da capocordata, che dovrebbe uscire dopo due anni di gestazione!), ma soprattutto un rilancio per esplorare nuovi territori.

Ho letto il manifesto connettivista. È di per sé un’opera d’arte, un poema percorso da una grande potenza visionaria. Ricorda, per la passione che lo anima, le grandi secessioni artistiche, come il Futurismo. Di solito i movimenti dichiarano i loro enunciati in opposizione a qualcosa da cui si vogliono distinguere. Anche i Connettivisti hanno una sorta di rabbia che li porta a rifiutare qualcosa del passato (o del presente)?

Per quanto mi riguarda, sono arrabbiato con la rabbia che c’è nel mondo presente. La paura è il combustibile e l’ignoranza il comburente. Però non direi che rifiutiamo il passato, anzi lo richiamiamo con i Futuristi, una sorta di retropassato.

Il manifesto è enunciato in dieci punti. Ce n’è uno, fra questi dieci, in cui ti riconosci particolarmente?

La visione connettivista ha un aspetto olistico, per questo non sarebbe corretto scindere analiticamente un punto del manifesto dall’altro. I fenomeni più complessi, come la mente e l’universo, non possono essere compresi solo analiticamente, ma anche e soprattutto con una sorta di visione olistica.

L’ottica connettivista ha qualcosa in comune con il concetto di sincronicità di Jung?

Sì, ci sono visioni in differenti discipline che intendono lo stesso significato/sensazione. I Connettivisti amano però particolarmente la teoria del Paradigma Olografico, per cui la terza dimensione è una proiezione olografica a partire dalle prime due. E preferiscono questa perché si basa su osservazioni rigorosamente scientifiche, riuscendo a fondere insieme pensiero logico-analitico e intuitivo-olistico.

Chi sono i Connettivisti che hanno lanciato insieme a te il manifesto?

Il manifesto è stato scritto da Giovanni De Matteo, i fondatori sono, oltre a lui, Sandro Battisti e Marco Milani. Al momento, i Connettivisti più attivi comprendono anche me, Alex Tonelli, Marco Moretti, Domenico Mastrapasqua e Giovanni Agnoloni.

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