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Interferenze


Segnalate oltre le barriere dimensionali, nugoli di rappresaglie empatiche si avventano sui tuoi simulacri incarnati; ombre poste in altri continuum si muovono di vita propria, e tu ne percepisci le interferenze.

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Pratchett ha scritto anche fantascienza: La lunga Terra | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Terry Pratchett scrittore di SF. Interessante anche qui la sua creatività, notevole e quantisticamente ed eticamente colta.

Una serie di cinque romanzi in collaborazione con Stephen Baxter, intitolata, come il primo titolo del ciclo, The Long Earth, La lunga Terra.

L’idea alla base del ciclo è che esistano infinite altre Terre, parallele alla nostra, in alcuni casi molto simili e in altri meno, ma tutte accomunate da un dettaglio: l’assenza dell’Homo sapiens, che esiste solo nel nostro universo.

L’invenzione di un congegno, lo stepper, rende possibile e facile per chiunque spostarsi tra i diversi universi. Improvvisamente, quindi, l’umanità si trova di fronte alla fine della scarsità delle risorse.

I cinque libri sono usciti nel Regno Unito dal 2012 al 2016; gli ultimi due dopo la morte dello stesso Pratchett, il 12 marzo 2015. Salani inizia ora la pubblicazione della serie col primo romanzo, La lunga terra.

Sinossi

Per il genere umano tutto cambia per sempre il giorno in cui viene postato su Internet lo schema di uno strano congegno, lo stesso che l’agente Monica Jansson trova a casa del professor Linsay, scomparso misteriosamente in un incendio: una scatola contenente un intrico di fili e un interruttore a tre vie. E un ‘passatore’, uno strumento che permette di navigare tra miliardi di versioni diverse della Terra. Assemblarlo è molto semplice e improvvisamente per tutti si aprono le porte di un universo disabitato e selvaggio, inesplorato e ricco di risorse e misteri: è la Lunga Terra, un nuovo inaspettato Far West da esplorare, conquistare e da cui ripartire. Nessuno però sa dire con certezza se i mondi paralleli siano infiniti come sembrano o se siano circolari e a un certo punto si esauriscano. Solo Joshua Valienté può rispondere a questa domanda perché è l’unico a potersi muovere tranquillamente tra gli universi senza passatore. Ingaggiato dalla Black Corporation, Joshua parte da Terra Riferimento per una spedizione segreta sulla Mark Twain insieme a Lobsang, un meccanico di motociclette tibetano reincarnatosi in un computer. Ma l’esplorazione, tra insidie e meravigliose scoperte, rivelerà una terribile minaccia per l’umanità. Al centro della Lunga Terra, scritto a quattro mani da Pratchett e Baxter, c’è un viaggio. Un viaggio tra le infinite possibilità del nostro mondo, ma soprattutto un viaggio senza tempo nel mondo della fantascienza.

Proust, Rovelli e la fisica del Tempo perduto | L’indiscreto


Su L’Indiscreto un articolo di Roberto Paura che indaga le dinamiche dello spaziotempo in chiave filosofica e fantascientifica, anzi quantistica. Un estratto:

Nel periodo in cui il mio itinerario nella Recherche si era, se non interrotto, perlomeno rallentato, ho intrapreso un altro complesso viaggio iniziatico, la lettura dell’Esegesi di Philip K. Dick, l’imponente volume che riassume una ancora più imponente mole di appunti inediti che l’allucinato scrittore di fantascienza californiano produsse tra il 1974 e la sua morte nel 1982. Una sua personale indagine sulla natura della realtà, densa di idee folli, parzialmente confluite in forma più o meno romanzata nella Trilogia di Valis. È difficile immaginare un autore più distante da Proust di Dick, eppure un legame c’è, e non di poco conto: entrambi riflettono sul tempo e giungono a una conclusione analoga, grazie a un passo del Parsifal di Richard Wagner. Proust era un grande amante di Wagner; è stato calcolato che nella Recherche il compositore e le sue opere sono menzionate più di cinquanta volte, rendendolo il personaggio non fittizio più citato in assoluto. Dick, che era un melomane, cita nell’Esegesi tanto il Parsifal quanto la “Tetralogia” dei Nibelunghi, ma il verso ricorrente che ritroviamo anche in Valis viene dal Parsifal: «Vedi, figlio mio, qui il tempo diventa spazio». A pronunciarlo è Gurnemanz, mentre introduce Parsifal nella sala del Graal, nel primo atto dell’opera. Che cosa vuol dire questa frase, che Dick cita a più riprese? Secondo il musicologo Andrea Bedetti, «dietro questa affermazione ermetica e sfuggente, il tempo che si trasforma in spazio, si cela una visione proibita ai profani e, in generale, a coloro che non sono in grado di intraprendere un cammino iniziatico. Il potere immenso del Graal può dominare tutto, perfino il concetto fisico del tempo, che viene assorbito, come da un “sacro” buco nero, dall’estensione infinita dello spazio. Da questo momento, le regole, le leggi, tutto ciò che era stato acquisito dalla materia, simbolo del regno della quantità, viene mutato, subliminato (secondo una visione cara agli alchimisti) in una dimensione più alta, verticale, il cui accesso è garantito solo ai pochi iniziati che ben comprendono il simbolismo e l’ermetismo presenti nell’ultima opera wagneriana».

Estensioni cybergoth


Estensioni cybergoth, che illuminano il futuro che poteva essere ed è negli iati quantici.

Annihilation: il nuovo inquietante trailer | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Annihilation (Annientamento), il film tratto dal tratto dal romanzo di Jeff VanderMeer, dopo il primo trailer che vi abbiamo fatto vedere di recente, ne ha adesso uno nuovo che ne illustra meglio – per chi non avesse letto il romanzo – la storia. Annihilation, diretto da Alex Garland (Ex Machina), porterà sullo schermo il primo libro della trilogia di successo dell’autore statunitense. A parte Natalie Portman, che ricoprirà il ruolo di attrice principale, ci saranno anche Tessa Thompson, Cosmo JarvisGina Rodriguez. Il film sbarcherà nei botteghini americani il 23 febbraio 2018. Non si conosce ancora la data italiana. Buona visione!

Heptahedron | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Heptahedron, raccolta di racconti Maurizio Cometto.

Una gara di ciclismo prende una piega inaspettata. Un cantiere di operai alle prese con un misterioso obelisco. Un nuovo mondo scoperto dai marinai di una spedizione del passato. L’inquietante rito di iniziazione di un gruppo di ragazzini. Un bizzarro modo di addormentarsi. Un epico, impossibile e definitivo concerto rock. Una telefonata misteriosa nel cuore della notte.

Facile distrarsi, leggendo questi sette racconti di Maurizio Cometto, uno dei massimi esponenti italiani di Realismo Magico. Facile abbassare la guardia, ritenendole innocue fotografie di vita quotidiana. Ma per il lettore sarebbe un grave errore, potenzialmente fatale. Cortázar – maestro assoluto del Realismo Magico, e fra i massimi ispiratori dell’immaginario di Cometto – scriveva infatti che attraverso la distrazione “irrompe qualcosa, un elemento altro”. E questo fa Cometto, da Prestigiatore della Parola, da Mago del (Fanta)Realismo quale è: ci distrae, con abili movimenti delle mani o del cappello, distogliendo l’attenzione da quello che sta davvero arrivando, l’Elemento Altro.

Perché arriva. E quando arriva, è troppo tardi. Non vi è più possibilità di fuga, né per il Personaggio della storia, né per il Lettore, e a volte nemmeno per lo Scrittore. Che sovente, in Maurizio Cometto, sono tutte e tre la stessa persona.

Per me, che in questo periodo sto rileggendo Il mattino dei maghi, l’argomento sfruguglia molto, ma molto…

C.O.T: Rider from the Ghostdom


Le evanescenze del reale s’infilano nella psiche e nelle percezioni altre.

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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