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Archivio per Delos Books

Delos Digital presenta “Lo scopritore di talenti” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Lo scopritore di talenti, racconto weird di Elìa Giovanaz in uscita nella collana InnsMouth di DelosDigital. La quarta:

Chi è Sigmund Meyer? Un semplice turista tedesco dalla testa simile a quella di un gufo, o un essere spregevole, dotato di un misterioso potere, implicato in numerosi delitti per i quali nessuno è mai riuscito ad incriminarlo? Anna e Mattia, due giovani studenti universitari vincitori di un premio letterario, lo scopriranno a loro spese e la sera della premiazione si trasformerà in un incubo senza fine.

Il Codice di Saarbenco | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Il Codice di Saarbenco, racconto weird di Giuseppe Carradori uscito per la collana InnsMouth di Luigi Pachì, Delos Digital. La quarta:

Nel piccolo paese di Caruana, dove l’odore di fuliggine riempie le strade anche d’estate e la brezza autunnale rammenta un malinconico pianto trattenuto, è stata scoperta un’antica tomba risalente ai verruti, ramo marcio della ben più nota civiltà etrusca. Il ricercatore Diego e il professor Matthew Beelridge lavorano per decriptare un misterioso codice binario inciso su uno dei letti funebri della cripta, mentre il passato proietta sinistre ombre di divinità anacronistiche.

Delos Digital presenta “La morte di un Dio” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di La morte di un dio, racconto weird di Henry S. Whitehead uscito per la collana InnsMouth, diretta da Luigi Pachì. La quarta:

Canevin e i Caraibi, vudù e operazioni chirurgiche.
H. S. Whitehead noto esperto della cultura nativa di Haiti e altre isole caraibiche ci immerge in una realtà distante da noi che tocca corde del nostro animo così ancestrali che non si riesce a non rimanerne coinvolto e a considerare possibile ciò che sembra impossibile. Si può escludere totalmente che parti di questa storia di Whitehead, raramente apparsa in italiano e amatissima da Lovecraft, raccontino in realtà qualcosa che la scienza ancora deve scoprire?

Il nemico è arrivato – Emanuele Manco


Emanuele Manco segnala sul proprio sito ufficiale l’uscita del suo ebook per i tipi DelosDigital: Il nemico. Emanuele è conosciuto, oltre che per la sua direzione di FantasyMagazine, anche per le doti matematiche e per un certo tipo di saggistica che prende le mosse proprio dalla scienza esatta per antonomasia; qui, invece, è in una veste che ha frequentato troppo poco, e lui sa quante volte gli ho chiesto narrativa…

È un racconto di fantascienza sia militare che sociale. Il tema portante è l’immigrazione, al quale ho mescolato fonti diverse che mi piacerebbe esporvi, ma temo che possa anticiparvi troppo della trama e dei suoi colpi di scena. D’altra parte, io ho fatto la mia parte come meglio credo possibile, insieme alle editor e all’editore. Ora spetta a voi lettori giudicare se questo lavoro merita il vostro tempo e, detto pragmaticamente, i vostri soldi.

In guerra, l’arma più efficace è la parola. Il nemico è un pezzente, un immigrato indesiderato e un po’ patetico. Il nemico è un essere sconosciuto, incomprensibile e inutile. Il nemico va isolato, cacciato… a dirla tutta, va eliminato. Peccato che non sia così semplice.

I bizantinismi di Alberto Costantini | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un – credo – bellissimo ebook di Alberto Costantini contenente due racconti collegati tra loro dal titolo La principessa bizantina. Il libro esce per la collana ucronica di DelosDigital; la quarta:

È passato da poco il 732 d.C. e gli Arabi sono dilagati nella Gallia dopo avere sconfitto i Franchi vicino Poitiers.  L’Impero Romano d’Oriente ha in mano una carta per stabilizzare il mondo cristiano: dare in sposa la giovane principessa Irene ad Alboino, erede del Regno Longobardo. A scortare l’imperiale rampolla viene chiamato Anfrido, uomo d’armi e di fiducia del duca Ariperto, ma il compito si rivelerà più arduo del previsto. A Pavia, intanto, sede della corte longobarda, una donna misteriosa sostiene di essere arrivata dal futuro…
La Principessa Bizantina è un racconto breve in cui Alberto Costantini ci presenta, con poche ed efficaci pennellate, l’affresco di un mondo medievale alternativo: i Franchi hanno perso la guerra con gli arabi e questi ultimi hanno messo piede stabile oltre i Pirenei. Una storia  d’amore e intrighi prende corpo in questa linea temporale, mentre a Pavia i Longobardi fronteggiano l’inverosimile.

Le mini recensioni di Horror Magazine – Nostra signora delle scaglie


Su HorrorMagazine una piccola recensione a Nostra signora delle scaglie, di Francesco Corigliano, uscito per la collana weird di DelosDigital. Eccola qui sotto:

Nostra signora delle scaglie di Francesco Corigliano è un piccolo gioiello. Asciutto, senza inutili divagazioni, il racconto segue una trama lineare che costringe il lettore a continuare nella lettura perché la verità ci venga finalmente presentata. Pagina dopo pagina, l’incredibile si mescola a una realtà così ben delineata da risultare familiare: un Sud assolato e polveroso che è in realtà ogni luogo e che una volta riconosciuto, lo si afferra perché rimanga impresso nella memoria.

Tra donne che hanno scelto di prendere il verde e una comunità legata a più riconoscibili – ma non per questo meno oscuri – culti, si compie infine quel che non può essere raccontato. Nostra signora delle scaglie è un weird delizioso che non deluderà gli appassionati del genere.

Epifanie | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova uscita per la collana InnsMouth di Delos Digital, diretta da Luigi Pachì e dedicata al weird: Epifanie, di Ian Delacroix. La quarta:

Epifanie è una storia ambientata (e scritta) a Praga e ricrea le atmosfere di Kafka e Gustav Meyrink, strizzando l’occhio anche ai poeti francesi. È divisa in cinque capitoli, con storie che si intrecciano (un uomo sconfitto dalla vita apre una porta del proprio palazzo che non deve aprire e si trova catapultato suo malgrado a Praga; un collezionista di oggetti strani mette le mani sulla Collana di Unghie citata in un racconto antico; una donna – morta ma sognante – si vendica dell’uomo che l’ha lasciata per scegliere gli abiti talari; un pittore porta la sua ispirazione e l’amata perduta dentro un quadro…) sino all’epilogo finale tutto da scoprire.

La fenice di Irene Drago | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Fenice citoplasmatica, racconto di Irene Drago – un alias, certo – uscito per i tipi Delos Digital. La quarta, interessante e cerebrale, come l’autrice:

Se vi immaginate il futuro come una civiltà uniforme – la distopia di un soffocante controllo totale, oppure l’utopia sostenibile in cui non esistono più conflitti – siete lontani dalla verità. C’è la revolución verde, certamente, con le intuizioni floreali della bioarchitettura, ma c’è anche l’incidente alla centrale nucleare di Bushehr sul Golfo Persico, e le mutazioni genetiche che ha provocato sulle creature viventi. Andrea ha studiato e collaborato con le migliori menti della biotecnologia, cervelli da premio Nobel, e adesso ha accettato un lavoro in una divisione all’avanguardia della ricerca medica a Teheran, nella Seconda Repubblica Islamica. Ma tutte le sue conoscenze e relazioni, e tutti i mezzi dell’ingegneria genetica avanzata sembrano impotenti contro il cancro che sta per mangiare viva sua figlia. Qual è la soluzione, quale la via della speranza? Chi lo aiuterà? L’americano Jack King, che lavora nella zona radioattiva di Bushehr? I risultati sull’embriogenesi raggiunti da Rosselli alla Kromanthea, l’azienda biogenetica chiusa trent’anni fa? La sua ex insegnante Ricci, che si dice lavori sull’Alzheimer e il Parkinson, e sulle cui ricerche l’amico Ivano, il genio della neurologia, sopravvissuto a un coma, si è lasciato scappare: “Tu non hai idea di…”?

Ultimo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Ultimo breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit e il seguito:

– Abbiamo bisogno di un riscontro pratico.
Il plenipotenziario Sillax era in piedi e il fruscio della sua divisa connettiva, mentre si era voltato verso Andronico, ingannava per gli apparenti fremiti della seta naturale; si trovavano nel salone di una prefettura remota, le suppellettili erano lontanamente parenti del sontuoso olografico che impreziosiva ogni ufficio dell’Impero Connettivo, di quello Stato che imperava sullo spazio e sul tempo alla maniera dell’antico Impero Romano e al cui comando c’era l’alieno nephilim, Totka_II. Sillax era il postumano più vicino all’imperatore, la genia umana era stata sostituita da una stirpe di uomini aumentati e la popolazione imperiale, decine di miliardi di individui dalla longevità estrema, aveva preso a riempire ogni piega dell’impero, spazio profondo compreso.
– Che tipo di riscontro, Potente? – chiese garbatamente Andronico.
– Oh, è semplice – si schernì Sillax – informazioni, alla fine.
Un breve sorriso comparve sulle labbra di Andronico, una piega che sembrava amara: – Ogni cosa è informazione, mio signore.
– Certo! – confermò l’anziano plenipotenziario, si narrava che i suoi ringiovanimenti quantici dovevano essere giunti all’invidiabile ammontare di cinque iterazioni – Ogni nostra transazione economica è informazione, ma non è questo il punto che c’interessa: il nostro imperatore ha individuato alcune anomalie nello spaziotempo di un luogo che, ormai, dovrebbe essersi consolidato dal punto di vista energetico, ma che a quanto pare in qualche modo ci sfugge; è, questo, un territorio che ha visto svilupparsi in epoca arcaica e preistorica, così gli umani chiamavano i momenti in cui non potevano risalire ad alcuna informazione cronologica accertabile, tribù e villaggi sempre più complessi, che si allontanavano dalla semplicità atavica dei primi insediamenti spontanei per scalare, via via, le sofisticazioni delle società sempre più complesse, in cui la ragione di Stato cominciava a inglobare i dialoghi con i luoghi sacri, rendendoli sempre di più distretti del potere…
“Perché mi sta facendo una lezione sociopolitica?”, si chiese a un certo punto Andronico.
– …e perciò, sapendo che lei è già giunto alla saturazione della sua attenzione, vengo al punto – sintetizzò Sillax, donando all’altro un’acuta sensazione di telepatia. La stanza della prefettura era gremita di graduati dell’esercito imperiale, le loro divise da connessione ridondavano di broccati in fibre connettive che assicuravano un ampio utilizzo dei comandi olografici d’interfaccia, con innumerevoli dimensioni matematiche in danza che, in quel momento, li stavano sovrastavano di overflow grafici.
– Mi dica, Potente, l’ascolto attentamente – rispose asciutto Andronico, smettendo di farsi domande.
– Ecco, c’è bisogno di un sopralluogo, potremmo definirlo così, per monitorare lo stato dell’energia psichica dove un tempo sorgevano i boschi sacri degli antichi Italici, chiamiamoli in questo modo per semplificare le varie popolazioni etrusche romane, latine, umbre e quant’altro presenti nel settore tridimensionale, un tempo identificabile come Centro Italia.
– Perché? – chiese fermo il funzionario Andronico.
– Non deve conoscere i dettagli del perché il nostro imperatore necessita di tali informazioni, non così a fondo: per aiutarla, però, le dirò che il nostro sistema olografico, in cui esistiamo ed elaboriamo le strategie di espansione, ha bisogno della coordinazione di ogni vettore dimensionale, in particolare delle forme illusorie del passato, del presente e del futuro, che insieme costituiscono comunque una nervatura fondamentale del nostro sistema informativo. Ciò le deve bastare: lei, in ogni caso, dovrà mappare le variazioni empatiche ed energetiche locali e, soprattutto, la scala della sacralità che incontrerà nei quadranti che le segnalerò di volta in volta.
– È un lavoro immenso, credo – balbettò il funzionario.
– Certo, ma non si preoccupi, avrà dei validi aiuti…

Secondo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Di seguito potrete leggere un secondo, breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit:

– Ci osservano? – in quel modo Xendra aveva rotto il silenzio della selva, del loro cammino sui sentieri appena visibili che, Andronico, implementava nella propria visione olografica da impianto. Si voltò verso lei mentre piegava un ramo che ostruiva il loro cammino, in direzione di un picco roccioso che poteva rivelare al meglio il territorio intorno.
– Sì, loro sono sempre qui. Le antenne che usano sono questi alberi, antichi esseri vegetali in cui si annidano frotte di energie disincarnate, in agguato, come bande di briganti.
Xendra era rimasta alcuni istanti in silenzio; Andronico sapeva che lei era ancora in ascolto, valutava ciò che aveva intorno.
– Sembra quasi che ci scherniscano – disse a un certo punto la donna, quasi trasalendo. La luce del sole era diventata obliqua, il pomeriggio era ormai maturo. Lei indicava le fronde.
– Potresti aver ragione – rispose neutro lui, sapeva che la sensazione dell’altra era giusta: il luogo che stavano trapassando era ciò che rimaneva di un antico bosco sacro; i Latini, gli Etruschi e le popolazioni arcaiche precedenti vi avevano officiato riti cruenti, vi avevano seppellito orrende epifanie che, intatte, avevano attraversato l’enorme arco dell’entropia per giungere fino a loro due.
Ogni angolo di quel bosco narrava sottilmente una strana forma di magia. Più antica del tempo.

– Dove andiamo, quindi? – chiese Xendra osservando, a sua volta desolata, il laghetto e le piccole alture di pietra grigia che li abbracciavano.
– La domanda giusta direi che è quando andiamo. Sembra si debba attendere il momento giusto per oltrepassare questi luoghi, mi pare un percorso iniziatico più che un viatico verso qualcosa, o qualcuno.
La donna postumana rimase immota nell’ascoltare il vibrare indistinto della paura; era succube di una forma di curiosità, di dovere e di conoscenze estreme, di tipo militare.
– La cosa corretta da fare, dopo aver provato la triangolazione con gli avamposti imperiali, è attendere i segnali giusti per poter carpire il senso di questa missione. So che capisci ciò, ma credo in modo diverso da me… – aggiunse infine Andronico, quasi a scusarsi che non potesse dire altro, o che non sapesse spiegare meglio.
– Se rimaniamo qui per la notte dovremo allora schermarci da tutto il caos cognitivo del tempo arcaico… – affermò lei con una certa sicurezza; non attese troppo tempo per dirlo e pensò che il silenzio tra loro potesse essere più orribile dell’assenza dei rumori antropici nel bosco, e verso il laghetto prospiciente.
– Certo, in quel modo la paura non falserà la nostra missione – confermò asciutto il postumano, assentendo col capo. Poi si rannicchiò su sé, in una posizione che sembrava una forma di comunicazione col cosmo soprastante e, contemporaneamente, un tipo di testuggine romana da combattimento; sembrava impegnato in un estremo tentativo di proteggersi, intelligente ed efficace. – La notte potrebbe essere nostra alleata, nonostante le apparenze – sentenziò subito dopo; pensò che dovesse essere dogmatico per scacciare via la paura dalla sua compagna, che s’insinuava subdola anche in lui, che rischiava di far fallire la loro missione e, soprattutto, di perderli in quel continuum.

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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