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Archivio per Delos Books

Gli Shoggoth secondo Elizabeth Bear | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Shoggoth in fiore, racconto di Elizabeth Bear che ha vinto nel 2009 il Premio Hugo e che Delos Digital rende disponibile ai lettori. Indubbiamente, parliamo di qualcosa di magnifico…

Shoggoth in fiore è apparso originariamente nel numero di marzo 2008 della rivista americana Asimov’s Science Fiction, ed è stato successivamente ripubblicato nella collezione omonima della Bear e in varie raccolte dei migliori racconti dell’anno.

Ambientato sulle coste atlantiche di New Haven (Maine) e ispirato al celeberrimo ciclo lovecraftiano dei Grandi Antichi, il racconto narra la vicenda del professor Harding, uno studioso di colore che si occupa di flora preistorica,  e ribalta con estrema originalità le tematiche del maestro di Providence, inserendole, con grande umanità e visione storico-sociale, nel contesto degli anni successivi alla Grande Guerra e nel periodo dell’ascesa al potere di Hitler e delle problematiche razziali in America.

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Mi Rasna | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’ultimo lavoro di Monica Serra: Mi Rasna. Ecco la sinossi, assai interessante:

Anno 1243: Michele fugge da Viterbo, stretta nell’assedio degli Svevi, diretto a Roma, dove intende iniziare una nuova vita. La distanza non è molta, ma gli ostacoli sono ardui: Malaspina, una ladra pronta a saccheggiare una tomba etrusca, i soldati del papa, un cardinale che non è un cardinale e “presenze” che arrivano dall’altro lato del tempo…

Filmhorror.com – Alessandro Forlani inaugura la collana Heroic Fantasy Italia!


Su FilmHorror la segnalazione di La scure e i sepolcri, nuovo lavoro di Alessandro Forlani di cui incollo la quarta:

“Non ci sono tenebre tanto fitte che un’ascia ben affilata non possa tagliare in due.”

Thanatolia: il continente-necropoli dove la negromanzia è legge e i cui sepolcri custodiscono favolosi tesori. Malqvist, valoroso guerriero ridotto a tombarolo, leale, sfortunato, diffidente di qualsiasi forma di magia, si trova a misurarsi con entità aliene, demoni, mostri antropofagi e subdoli stregoni. Attorno a lui una folla di personaggi, mercanti senza scrupoli, cinici avventurieri, fanciulle in pericolo ma soprattutto pericolose, combattenti abbrutiti e prostitute generose, che Alessandro Forlani ritrae, vividi e indimenticabili, con la sua prosa fantasiosa e inventiva.

Conoscendo la qualità che normalmente sforna Alessandro, credo sia un altro dei volumi imperdibili per il cultore del fantastico: edotore DelosDigital, whatelse?

Il mondo di Karma City Blues: intervista a Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com una bella intervista, nell’ambito di Delos204, a Giovanni De Matteo. I temi trattati virano attorno al metamondo da lui concepito, quello della Napoli (spesso ospite di Urania) della metà di questo secolo, dove la tecnologia e la Singolarità s’intrecciano in un tripudio del kipple e della commistioni poliziesche virate al futuro. Un brano della chiacchierata, che ha toccato vari temi dell’universo creativo di Giovanni:

Dopo Sezione π² e Corpi spenti mi sarei aspettato il terzo romanzo con protagonista Vincenzo Briganti, e invece mi hai spiazzato (favorevolmente e credo anche i tuoi lettori), scrivendone uno ambientato nello stesso universo, ma con un nuovo principale personaggio. Quali sono i motivi che ti hanno spinto verso questa scelta e che collegamenti ci sono con i due precedenti romanzi?

Anche se l’esordio letterario di Vincenzo Briganti era fin dall’inizio pensato come parte di un possibile racconto seriale, l’universo della Sezione Speciale di Polizia Psicografica di Napoli abbracciava un più ampio orizzonte narrativo ancora prima che Briganti entrasse in scena. Prima di Sezione π² era stata infatti la volta di un fumetto uscito a puntate sulle pagine di Solaris*, un progetto di Cagliostro ePress tanto interessante quanto sfortunato, e come la stessa rivista rimasto incompiuto. C’era tutto un mondo lì fuori che Sezione π² e Corpi spenti mi hanno permesso solo di intravedere di sfuggita, e un romanzo slegato dalla continuity delle indagini dei necromanti poteva aiutarmi ad addentrarmi nei suoi recessi.

I collegamenti con i due romanzi «canonici» non mancano, con alcuni personaggi di contorno che tornano in Karma City Blues, unendosi a una galleria ancora più ampia. Ma i punti di contatto principali sono sicuramente l’ambientazione, che al lettore dei precedenti romanzi risulterà allo stesso tempo familiare e straniante, e la psicografia, qui mostrata secondo la lezione di William Gibson nell’uso che la strada ha trovato il modo di farne. Uno dei motivi che mi hanno spinto a scrivere un romanzo staccato dalle indagini dell’Officina è anche questo: esplorare il contesto criminale dall’altra parte della barricata.

Ritorna Korolev di Paolo Aresi, con una sorpresa | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione di Korolev, romanzo di Paolo Aresi che nel 2011 è stato edito da Urania. Ora il libro ritorna con DelosDigital e promette un seguito a breve. La quarta:

Nel 2084 la storia dell’astronautica ha fatto enormi passi avanti. È passato oltre un secolo da quando gli eroi della corsa allo spazio, come Sergej Pavlovic Korolev, padre del programma spaziale sovietico, avevano mandato in orbita i primi razzi. Ora la quarta missione euroamericana ha raggiunto Marte. Sembra ormai routine, ma arriva una incredibile scoperta, destinata a cambiare la storia dell’umanità: in una valle marziana viene rinvenuta una capsula Sojuz, risalente agli Anni sessanta del ventesimo secolo. Come può essere arrivata fin lì? E soprattutto, c’era a bordo qualcuno?

Un’appassionante romanzo di Paolo Aresi – l’unico autore di fantascienza italiano al quale sia stato dedicato un asteroide da parte dell’Iau (Unione astronomica internazionale): 333326 Aresi, orbitante fra Marte e Giove – nel quale l’autore dimostra tutta la sua esperienza e passione per l’esplorazione dello spazio.

Graphomania recensisce L’ira della Medusa | False percezioni


Sul blog di Luigi Milani la segnalazione a una recensione del suo L’ira della Medusa, uscito per DelosDigital. Eccone un estratto:

L’ira della Medusa è un buon racconto lungo, che mescola temi di attualità con suggestioni di antiche mitologie e più di un tocco lovecraftiano. Sin da subito si percepisce un senso di straniamento in questo racconto: ci troviamo in una Napoli che sembra uscita da un’Apocalisse. Una Napoli dove il problema dei rifiuti è giunto alla sua estrema dimensione, ma scopriamo ben presto che c’è un motivo per tutto questo. E tale motivo coinvolge antiche divinità e culti ormai dimenticati.

Un senso di inquietudine pervade tutto il racconto, lo stesso protagonista non riesce più a distinguere fra sogno e realtà.

Lo stile è abbastanza scorrevole, senza fronzoli eccessivi, ma in grado di trasmettere una sensazione di freddo strisciante, di qualcosa che sta per arrivare e che non porterà nulla di buono. A proposito dei temi d’attualità trattati, talvolta i giudizi vengono spinti all’estremo, ma la cosa è funzionale all’estremismo della situazione in cui Napoli viene calata.

Alla fine della lettura L’ira della Medusa vi lascerà addosso una strana sensazione di inquietudine.

Anarres, ecco il terzo numero della rivista di studi sulla fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del terzo numero di Anarres, la rivista di studi sulla Fantascienza, diretta da Salvatore Proietti. L’ebook è acquistabile sugli store online, in particolare su quello dell’editore DelosDigital.

La periodicità media è un po’ meno di un numero ogni due anni. Ma vale la pena di aspettare per questa rivista sofisticatissima diretta da Salvatore Proietti, un vero gioiello nel mondo dello studio della fantascienza. Collaboratori d’eccezione – in questo numero per esempio Carlo Pagetti, Brian AtteberyDaniela Guardamagna, Alessandro Fambrini, Tom Moylan, David Ketterer, Salvatore Proietti stesso e tanti altri, tutti titolari di cattedre universitarie e autori di numerose pubblicazioni sulla fantascienza e in generale la letteratura americana.

Questo numero di Anarres è unificato dall’attenzione verso dialoghi letterari e culturali, interazioni tra testi, fasi storiche, tradizioni nazionali. Innanzitutto, è un dialogo collettivo e transnazionale quello intrapreso con Ursula K. Le Guin da chi ha partecipato al forum dedicato al suo ricordo, da Raffaella Baccolini a Eleonora Federici, Carlo Pagetti, Salvatore Proietti, a prestigiosi ospiti internazionali come David Ketterer, Joseph McElroy e Tom Moylan.

Brian Attebery, riprendendo dalla biologia il modello dei mitocondri, presenta la SF, in particolare quella delle donne, come un “book club”, libri che cooperano scambiando motivi, concetti, omaggi, e che si rendono possibili a vicenda, le revisioni anche modi per dare nuova vita alla memoria di testi e scrittrici (e scrittori) precedenti. E i book club sono molti, dagli Inkling alle reti testuali di autrici che coinvolgono Le Guin, Tiptree, Fowler, Atwood, Russ, Haraway, fino alla scena odierna.

Roberta Mori legge il rapporto di Primo Levi con la critica italiana contemporanea, rivelatore sia di inattese consonanze sia di tanti preconcetti: ma davanti al dialogo sovente negato, Levi ne instaura uno con la SF che leggeva.

Anche quello tracciato da Alessandro Fambrini per Franz Fühmann, importante voce anche fantascientifica nel dissenso della Germania Est, è un dialogo possibile con figure inglesi e americane come Pohl & Kornbluth e Naomi Mitchison.

La conversazione è letteralmente la forma scelta dal compianto Riccardo Valla, in collaborazione con Antonino Fazio, per parlare dell’intrico concettuale costituito da scienza, magia, religione, fantascienza, fantasy.

Scrivendo su J.R.R. Tolkien, Proietti ipotizza una visione giustificata dai riferimenti teorici alla forma intrinsecamente dialogica del folklore, leggendo apertura e incompiutezza come intrinseche alle sue affabulazioni – una strada seguita da una parte della fantasy statunitense d’oggi.

Con recensioni di Fazio, Proietti, Giovanni De Matteo e Daniela Guardamagna.

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