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BEATBLOG2: NUOVE ETEROTOPIE: ANTOLOGIA DEL CONNETTIVISMO ITALIANO


Un’altra recensione a Nuove Eterotopie, stavolta a opera di Matteo Barbieri, è uscita sul suo blog BeatBlog2. Anche qui toni soddisfatti, quattro stellette; vi lascio con le sue note lusinghieri, di cui ringrazio.

Nuove Eterotopie rappresenta la coralità delle voci italiane legate al movimento connettivista. Più che movimento, a leggere questa antologia davvero variegata per stili, temi e sapori narrativi, viene naturale parlare di ispirazione. Il connettivismo non è limitato a un genere, né può essere definito da uno stile o una tematica particolare: sempre che sia davvero definibile, costituisce proprio l’esplorazione delle connessioni (gli interstizi, come vengono definiti nell’introduzione al volume) e di una molteplicità di approcci che volontariamente è caleidoscopica e inclassificabile. È chiaro che il connettivismo, e con esso Nuove Eterotopie, si fa vanto della sua anti-etichettabilità, a meno che non si scindano l’un l’altro i racconti e ogni voce venga isolata dalle altre (cosa probabilmente sbagliata da fare). Anche all’interno dello stesso racconto possiamo trovare influenze weird, noir, di fantascienza new wave e classica, e del fantastico avventuroso ottocentesco (non a caso il primo racconto omaggia Verne e gli altri scrittori di quel periodo).
Impossibile e ingiusto, perciò, anche semplicemente recensire un’antologia come questa: a seconda delle inclinazioni di ciascuno, ci sono racconti che più di altri prendono forma davanti agli occhi e restano scolpiti nella memoria (come vale per qualsiasi antologia). La forza d’insieme è impressionante: ci troviamo di fronte a una narrativa non “facile”, al contrario complessa, articolata, sperimentale, ma sempre piacevole alla lettura. Una letteratura densa, è l’unico aggettivo che credo azzecchi con l’intento connettivista. La densità regna sovrana in Nuove Eterotopie: alle trame si preferiscono le speculazioni sulle possibilità di presente e futuro (e perché no, anche possibilità inesplorate del passato), ogni voce di questo bel coro si pone delle domande (spesso non banali) ed è questa la cosa che conta di più, sempre.

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LIBRI (da regalare): Letture fantastiche per Natale – Ma Se Domani…


Emanuele “Manex” Manco segnala, tra i libri preferiti del 2017 e quindi da leggere in questo periodo, anche Nuove Eterotopie, scrivendo ciò su MaSeDomani:

Ve lo dico subito. Qui dentro c’è anche il mio nome. Non come autore di uno dei racconti, bensì come fiancheggiatore del movimento chiamato Connettivismo.
Poiché sono citato veramente alla fine, non credo possiate pensare che ci sia un qualche interesse nel consigliarvi questa antologia che si propone come “definitiva” del Connettivismo. Vi dico subito che la definizione è ossimorica, poiché se c’è qualcosa che non può assumere una forma finale e non più mutabile è proprio il Connettivismo, movimento di scrittori, poeti, artisti, nullafacenti e chi più ne ha… che è eterogeneo e in continua evoluzione. A me piace pensarla come una “fotografia mossa”, non perché fatta male, ma perché ritrae qualcosa che si stava muovendo già durante lo scatto.
Appena la leggerò tutta potrò approfondire meglio.

Se volete leggere dei racconti di scrittori italiani che pensano non solo alla fantascienza di ieri e oggi, ma anche a quella che faranno domani, questa può incuriosirvi.

Questo siamo, in realtà, in questo esatto momento storico. Sulla rampa di lancio verso l’immateriale, nell’infusione di mainstream.

In Lavanderia c’è chi lavora anche a Natale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita Delos Digital per Charlie Stross, col suo ciclo della Lavanderia: Straordinari. Ecco la sinossi:

Straordinari. È un aggettivo adatto per descrivere gli agenti della Lavanderia, l’organizzazione governativa britannica (segreta, naturalmente) nata per difendere il Regno (e il mondo) dalle minacce aliene e occulte. Ma, ahimè,“straordinari” sono anche le ore di lavoro che tocca svolgere quando si sarebbe dovuti essere a casa, tranquilli, a rilassarsi davanti a un cenone natalizio. E questo capita ovviamente con inquietante regolarità. Perché quale momento è migliore, per mettere in pericolo il mondo, del Natale stesso?

Piero Schiavo Campo e l’avventura intelligente di Odissea nel futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita per Delos Digital di Odissea nel futuro, del fresco bivincitore del Premio Urania, nonché persona eccelsa, Piero Schiavo Campo. Il romanzo non ha attinenza coi Premi Urania, ma appare godibilissimo nella sua sinossi:

La passione di Phil Scarlatti è scavare nel deep web, trovare pagine dimenticate navigando nel tempo in decenni di documenti elettronici. Finché un giorno questa curiosità non lo mette nei guai: legge qualcosa che non deve leggere e le autorità lo arrestano. Gli viene data una scelta: restare in galera o aderire al programma Toward the Future: essere ibernato per qualche decennio, e poi tornare libero. Phil aderisce: ma quando si risveglia capisce subito che qualcosa non è andato come doveva andare. Non è dove si aspettava. E soprattutto non è quando si aspettava. Cercando di tornare a casa, di città in città e di avventura in avventura, come un Ulisse del lontano futuro, Phil scoprirà che l’umanità è regredita, ma non del tutto: qualcosa della vecchia civiltà è sopravvissuto, e mette in pericolo il futuro del genere umano.

Mostruoso il lancio per questa pubblicazione: Odissea nel futuro è già preacquistabile in versione cartacea a 18 euro, ma per chi legge ebook è possibile approfittare dell’offerta lancio – che dura solo una settimana – a 0,99 euro.

Giù alla fattoria con Charles Stross e gli agenti della Lavanderia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita Delos per Charles Stross e il suo ciclo della Lavanderia: Giù alla fattoria.

La serie della Lavanderia, arrivata per la prima volta in Italia con Giungla di cemento pubblicato da Delos Books e Rapporto sulle atrocità uscito su Urania, è forse la serie più famosa e più brillante di Charles Stross. La “Lavanderia” è un’agenzia segreta britannica che si occupa di combattere (e tenere segrete) minacce provenienti da entità interdimensionali che mettono in pericolo il nostro universo e l’umanità stessa. Tra un combattimento e l’altro gli agenti della Lavanderia devono fronteggiare il vero inferno: le pratiche burocratiche tipiche di ogni ufficio governativo. Ma c’è qualcosa che li terrorizza ancora di più.

In Giù alla Fattoria  il veterano Bob Howard deve investigare strani fenomeni in un edificio governativo adattato a ospizio per ex agenti della Lavanderia che hanno perduto la ragione.

Un genio, Stross: come non divorarne l’intero ciclo?

Nuove Eterotopie: la versione di Sterling | Holonomikon


Giovanni De Matteo continua a cavalcare l’onda, sul suo blog, dell’evento connettivista a StraniMondi: la presentazione dell’antologia Nuove Eterotopie; lo fa dettagliando l’intervento dal palco della manifestazione milanese di Bruce Sterling, ospite dell’opera con un romanzo breve inedito scritto apposta per i connettivisti.

Giovanni ricorda molte cose dette da Sterling che, per la mia conformazione cerebrale, erano già evaporati pochi secondi dopo essere stati enunciati; colgo altresì l’occasione per ringraziare pubblicamente Bruce, persona in grado di sorprendermi continuamente, carico com’è di una positività e di un acume, di una singolare forma di ironia, che è raro trovare in giro. Del resto, uomini così letterari e attenti al sociale, alle avanguardie nonché al futuro, così disposti a mettersi in gioco nell’analizzare il tessuto politico e storico di altre nazioni, ce ne sono davvero pochi: Sterling ha trovato il modo di sviscerare l’Italia del passato, del presente e del futuro con i racconti di Bruno Argento e il quadro che ne ha fatto è sorprendentemente vivido e reale. Per inciso, il suo scritto presente su Nuove Eterotopie è folgorante, intenso, fresco e connettivista, e se siete interessati all’acquisto dell’antologia, ecco dove è possibile farlo. Grazie e KeepTalking!

Sterling si è mostrato decisamente interessato alla nostra esperienza. Il connettivismo è innanzitutto un movimento che ha voluto darsi un programma, con una dichiarazione d’intenti che non è frequente nel panorama letterario, specie in quello di genere, per via delle critiche a cui si rischia di finire facilmente esposti. Il coraggio dei connettivisti è stata la scintilla che ha innescato la sua curiosità, avendo esteso personalmente il manifesto del cyberpunk ed essendosi poi occupato nel corso degli anni di altre iniziative analoghe in cui ha riversato gli insegnamenti delle avanguardie europee (last but not least, lo slipstream, ovvero la “fiction of strangeness“, con la sua definizione – “…questo è un tipo di scrittura che ti fa semplicemente sentire molto strano; come pure vivere nel XX secolo ti fa sentire strano, se sei una persona di una certà sensibilità” – che potrebbe essere anche letta come la descrizione della condizione media dei partecipanti a Stranimondi). Ma una caratteristica di cui Sterling si è detto ancora più ammirato è rappresentata dalla tenuta del movimento, dalla sua solidità, dalla sua longevità. Infatti, stando alla sua esperienza, Sterling non si sarebbe aspettato che un movimento del genere potesse durare così a lungo.

Mediamente i movimenti artistici e letterari sono destinati a esaurire la loro spinta propulsiva nel giro di sette anni, ma il connettivismo è ancora qua dal 2004 e si appresta a concludere il suo secondo giro di boa settennale (previsto per la fine del 2018). Non può essere un caso che un movimento resista così a lungo. I Movimenti vanno infatti tipicamente a estinguersi quando almeno uno dei loro esponenti raggiunge una celebrità tale da offuscare tutto il resto, oppure da spingere l’interessato a rescindere i legami con il suo background. Nel nostro caso, pur non potendoci dire del tutto estranei alla notorietà (diversi connettivisti si sono aggiudicati negli anni premi di rilevanza nazionale con le loro opere, non ultimo il Premio Urania, forse il più ambito di tutti), non possiamo negare che la celebrità non ha sfiorato nessun connettivista, almeno per il momento, quindi è presto per dire se riusciremmo a sopravvivere alle luci della ribalta, ma di certo abbiamo diversi elementi utili per valutare quello che gli anglofoni definiscono l’engagement dei nostri esponenti: nelle nostre iniziative si conferma sempre la sensibilità di anteporre l’interesse del collettivo a quello del singolo, e questo lascia ben sperare per il futuro.

Sterling si è anche detto ammirato dalla capacità dei connettivisti di sfruttare tutte le possibilità che i tempi in cui viviamo offrono a chi si occupa di letteratura. Ci ha lusingati molto la sua considerazione sulla nostra consapevolezza del mondo in cui viviamo: non è banale, con tutti i nostalgici ancora in circolazione, con i soloni e i depositari della verità ultima che si sentono in obbligo di pontificare sempre su tutto e tutti, ritenendo accessoria qualsiasi conoscenza del fenomeno su cui pretendono di esprimersi. Tutti avrebbero qualcosa da imparare dall’umiltà con cui Sterling si è avvicinato a una cosa a cui tutto sommato poteva benissimo rimanere indifferente. E poi è stato interessante notare la sua sorpresa di fronte allo spirito d’iniziativa dei connettivisti, che con una casa editrice di riferimento come la Kipple Officina Libraria riescono anche a gestire direttamente i mezzi di produzione del mercato editoriale, qualcosa che nel ben più vasto e strutturato mercato in lingua inglese sarebbe impensabile. Questa è una specificità tutta italiana e probabilmente si avvantaggia anch’essa delle dimensioni tutto sommato contenute del settore. Come si suol dire, di necessità virtù, ma il connettivismo si configura in effetti un po’, nel piccolo campo della fantascienza, come un’applicazione riuscita delle linee marxiste sulla gestione diretta dei mezzi di produzione (anche se questo ho evitato di farlo presente al buon vecchio Bruce, ma in effetti sarebbe stato interessante approfondire con lui anche l’esperienza controculturale della Nazione Oscura Caotica fondata e presieduta dal nostro Lukha B. Kremo).

Nuove Eterotopie: lo sguardo connettivista rivolto verso la nuova fantascienza | Holonomikon


Giovanni De Matteo è tornato a bloggare e lo fa con il suo consueto stile preciso, copioso, acuto e inattaccabile. Oggetto della sua riflessione odierna è ovviamente la nuova antologia connettivista Nuove Eterotopie, edita da Delos Digital, che ci vede curatori e affiancati da Bruce Sterling e dagli autori che col loro best of del Movimento hanno costruito quest’opera davvero imprescindibile da qualsiasi critica al Movimento stesso. Ma è già tempo di guardare avanti, e se commento con:

Tutto il percorso teorico fatto fin qui appare come un momento esponenziale, arricchito, aumentato, che continua a esplodere nel presente che è istante frattalizzato di un quantistico futuro. Cercare di rendere al meglio tutto ciò che ci arriva sotto la lente d’ingrandimento dei sensi e della ragione psichica rimanda continuamente a uno dei pilastri cognitivi connettivi: il paradigma olografico. In effetti, più vivo quella teoria, più mi accorgo che essa è vera, come può esser vero qualsiasi teorema che impressiona ogni singolo umano. Credo che ciò sia un po’ la forza di tutto il Movimento, creare il presente in virtù di un passato che con le sue regole può influenzare il futuro; noi siamo semplicemente su tutti i fronti dell’illusione spaziotemporale, sperando di riuscire a sviscerarne ogni aspetto e segreto, sperando di aiutare a costruire ogni giorno lo scenario dei nostri eredi, prossimi e remoti.
Quest’antologia getta le basi del nostro ormai passato, e già si corre a individuare i germi del prossimo futuro basati su questo presente: se ciò non è la forma espressiva di qualcosa di vivo e vegeto, allora ditemi che cos’è; se questa non è una chiamata alle armi della cognizione aperta a chiunque abbia qualcosa di sensato da dire, indipendentemente dalla sua essenza e che risponda solo al desiderio di plasmare il futuro, ditemi allora che cos’è.

è perché Giovanni scrive:

In effetti, lavorando a questo libro con Sandro Battisti, ci siamo resi conto della mole sterminata di lavori di ottima qualità che avrebbero meritato di essere inclusi in un best of come questa antologia in fondo aspira a essere. Niente di meglio, quindi, per guardare con fiducia ai prossimi dieci anni in cui abbiamo già messo un piede. Nuove Eterotopie può pertanto presentarsi come una vetrina e allo stesso tempo una porta spalancata su un movimento ancora in fieri, un work in progress che va avanti da 13 anni e che non ha nessuna intenzione di lasciarsi imbalsamare per essere esposto in un museo. Gli autori e le autrici che lavorano con noi, coinvolti nei numerosi progetti della pipeline editoriale della Kipple Officina Libraria, devono quindi sentirsi investiti e sfidati a dare il loro meglio in maniera da rendere ancora più complicate le scelte dei prossimi curatori per un’eventuale – ma nemmeno troppo ipotetica a questo punto – futura raccolta (chiamiamola pure Nuove Eterotopie 2, ma avremmo già un titolo d’impatto, nel caso, e questo titolo non potrebbe essere che Nuove Eterocronie!).
I connettivisti si sono impegnati fin da subito in uno sforzo comune di sintesi, cercando di mettere in relazione approcci anche molto diversi tra di loro, ma che condividevano un interesse di fondo per l’altro, quello che oggi – con una parola forse inflazionata – viene fatto ricadere sotto l’ombrello della diversità. Abbiamo sempre rivendicato il valore della diversità come ricchezza: formalmente, con la nostra attitudine alle contaminazioni di genere (con il noir e l’horror, per esempio, ma anche con il romance, il weird, e da qualche anno con un progetto di infiltrazione del mainstream attraverso quelle espressioni che potremmo ricondurre a un ideale di fantascienza ripotenziata, vale a dire quella fantascienza ridotta all’essenza del suo immaginario di riferimento e applicata a una dimensione meno epica e più umana); e tematicamente, con la nostra curiosità per tutto ciò che si muove sulla frontiera dell’immaginario, come testimoniano anche le nostre frequenti incursioni nel campo del postumano, quando non proprio del post-biologico.

Di cose che bollono in pentola ce ne sono, come sempre, fin troppe. Il momento di cedere lo scettro ai figliocci e nipotini è vagheggiato sull’orizzonte degli eventi, ma è ancora davvero notevolmente lontano.

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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