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Archivio per Horror

Scheletri ebook presenta “Oscure varianti” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Oscure varianti, ridefinizioni di Danilo Arona sui temi di tre mostri sacri dell’universo fanta-horror: La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, Giro di vite di Henry James e L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel.
Come sempre, mai perdersi un’opera di Danilo

Due parole sull’antologia novocarnista “Tenebre future”


Ho terminato in questi giorni la lettura dell’antologia Tenebre future, curata da quello che potrebbe essere identificato come l’ensamble novocarnista (Alessandro Pedretta e Stefano Spataro su tutti) e che suppongo sia intimamente collegato a realtà editoriali e ideologiche nascoste, ben conosciute nel fantastico italiano.
Due cose vorrei precisare subito. La prima: benché io sia presente all’interno della raccolta, non parlerò assolutamente del mio contributo, sarà come se non ci fossi; due, è un’antologia davvero da urlo, una perla rara nel panorama editoriale e autoriale, nonché creativo, italiano.

Sedici (anzi, quindici) gli autori presenti, e non esagero se dico che quattro quinti delle storie pubblicate nel libro sono di livello eccelso, e che le rimanenti hanno comunque  una qualità molto più che accettabile; si spazia da un violento e disturbante horror splatter a varianti cyberpunk e decadenti verso una fisicità organica, anticamera della putrefazione biologica, mentre inserti SF più o meno eterei e a volte di matrice connettivista – oh yes, dopo vent’anni di militanza il connettivismo ha lasciato eccome il segno nel fantastico italiano – si coniugano con deliri disumani che si rifanno alle convenzioni del vivere quotidiano, senza che spazino in una lotta sociale: infatti, non c’è un vero messaggio politico nell’antologia, ed è forse questo ciò che manca nella raccolta, però c’è comunque un devastante senso d’impotenza, di annichilimento, di ricerca di vie alternative d’esistenza che sfociano poi nella devastazione organica, nella ricostruzione vomitevole di corpi dilaniati dalla mutazione biologica, in un brodo rivoltante di liquami vivi che finisce per riportare tutta l’umanità – o postumanità – nel limbo disperato del nulla più totale.
Nessuna speranza in Tenebre Future – non ne avremmo comunque, anche se il caos sa trovare vie impensabili per la mutazione – perché vi si respira una disperazione di cieli plumbei e modificati, ibridati verso un tempo dimensionale che fatichiamo a riconoscere come il nostro, che in fondo sappiamo essere proprio così.
Il Novocarnismo è quindi il Movimento (attivissimo) di questo scorcio temporale, così come il connettivismo lo fu poco dopo l’inizio del millennio? A suo modo sì: non esiste dalle nostre parti un’altra novità dissonante, creativa e furibonda come la loro; la bellezza di tale consapevolezza è che questi autori ci sono, che scrivono senza sosta come delle bestie e che hanno dalla loro la freschezza creativa, mentre narrano della bruttezza che è insita nell’ibridazione di un orrendo mondo figlio delle mutazioni e che – questo lo dico io – si è originata con l’apoteosi mondiale asfissiante e senza spiragli del paradigma liberista, vero orco dell’umanità postumana.
Lunga vita ai novocarnisti e alle iniziative editoriali come questa: c’è vita fantastica in Italia.

Chiruphenia: disponibile il nuovo volume della collana “PDO Horror 1989-2009” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova uscita per Paolo Di Orazio, Chiruphenia, che è in realtà una riedizione arricchita di immagini inedite, disponibile su Amazon nella collana PDO Horror 1989-2009; la quarta:

Il libro ci porta in un luogo e in tempo imprecisati e in fatti di sangue che imperversano in una metropoli, dove le vittime vengono saccheggiate dei loro organi. Il protagonista Romeo è l’eroe del giorno e deve risalire alla sorgente del Male, facendosi cacciatore a sua volta, indagatore improvvisato in un incubo in cui è completamente solo.

Novità in k_noir: Paolo Di Orazio è il nuovo condirettore di collana | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La redazione di Kipple Officina Libraria sta crescendo! Siamo felici di comunicarvi che alla guida della collana k_noir, insieme ad Andrea Vaccaro, si affianca un autore del calibro di Paolo Di Orazio, che molti di voi conoscono molto bene.

La visione unica del noir di Di Orazio, nel rispetto di quella che Kipple dà al genere, s’integrerà con quella di Vaccaro per esplorare insieme un nuovo mondo.

Tutta la redazione dà il benvenuto a Paolo, mentre il suo nome risuona ancora negli echi distopici del romanzo fresco di stampa Il diario elettrico.

A presto su queste fantastiche coordinate.

Scheletri ebook presenta “Il varco” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di “Il varco”, di Miriam Palombi, in edizione cartacea e con inserti illustrati; la quarta:

Venafro, 1977. Theodore Harris, reduce inglese della Seconda Guerra Mondiale, nel corso di un’escursione per ritrovare la grotta in cui si era rifugiato durante l’avanzata tedesca lungo la Linea Gustav, si imbatte in un ipogeo in cui è conservata una piccola scultura di Vezkeí, idolo sannita assai controverso che causerà in breve tempo una serie di sciagure alla sua famiglia.
Venafro, 2007. Attilio Di Nardo insieme ad alcuni operai, torna a Villa Harris, ormai abbandonata, per verificarne le condizioni strutturali ma qualcosa va storto: un crollo improvviso riporta alla luce un orrore sepolto da trent’anni nelle viscere della casa. L’incubo ricomincia…

Scritto da Miriam Palombi, apprezzata autrice di storie dell’orrore, Il varco è un horror superbo che mescola alla perfezione folklore e storia, orrori antichi e moderni, il tutto ambientato in un’Italia misteriosa e poco conosciuta ma non meno spaventosa. Questa edizione cartacea è arricchita con venti illustrazioni di Alessandro Balestra.

L’enigma e altre storie | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di “L’enigma e altre storie”, raccolta di racconti di Walter De La Mare in uscita per i fantastici tipi di Hypnos, che ne ha realizzato una riedizione visto che il titolo era fuori commercio. La quarta:

“L’enigma e altre storie” presenta la più importante raccolta di racconti dell’inglese Walter de la Mare, originariamente pubblicata nel 1923. Amante e fautore dell’importanza del racconto breve, de la Mare fu apprezzato da diversi suoi colleghi (Graham Greene ebbe parole di grande elogio per lui) e letto da un vasto pubblico. Noto anche per le sue poesie e per la narrativa d’infanzia, la sua fama è però affidata soprattutto alle storie di fantasmi, che proprio in questa raccolta trovano la sua forma più perfetta: racconti come “La zia di Seaton”, “L’indovinello”, “Dal profondo” sono considerati tra i classici della narrativa fantastica inglese del Novecento, e influenzeranno i principali autori del genere tra cui Robert Aickman, Il volume è arricchito da una postfazione di Giacomo Ortolani.

Weird Book presenta “L’estate di Montebuio” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova edizione di “L’estate di Montebuio”, dell’indiscusso maestro Danilo Arona, edita stavolta per i tipi di WeirdBook; la quarta:

In una notte del dicembre 2007, alle tre in punto, lo scrittore horror Morgan Perdinka si toglie la vita nel suo loft di Milano. Il 9 gennaio del 2008 il cadaverino mummificato di una ragazzina scomparsa quarantacinque anni prima riaffiora dalle acque gelide di un torrente sulla cima del Monte Buio, nell’Appennino Ligure. Eventi all’apparenza estranei l’uno all’altro. Ma quando un carabiniere e un anatomopatologo scoprono che il dodicenne Morgan trascorse le vacanze estive del 1962 sotto il Monte Buio, vivendo un tenero e infantile amore nei confronti della bambina destinata a essere inghiottita dal nulla l’estate successiva, una mostruosa verità inizia a farsi strada, trascinando i due uomini in un abisso inconcepibile dove regnano il Male puro e i suoi più insospettabili adepti. Cosa lega una vecchia colonia in rovina alle inquietanti preveggenze dei libri scritti da Morgan? Chi è la Vergine Crocefissa? Che cosa è la sostanza nera e fosforescente che da decenni prolifera sulle propaggini della montagna?
Benvenuti nella mente diabolica di Morgan Perdinka, una zona oltre i confini del reale tutt’altro che morta…

Figlio di una mummia – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine alcuni ricordi giovanili di Valerio Evangelisti, un affettuoso modo di ricordarlo che Carmilla continua a perseguire, così da farci capire ancora di più quanto Valerio ci manchi. Eccoli:

Se non sbaglio, il primo romanzo horror che lessi fu nientemeno che Dracula di Bram Stoker, nell’edizione Pocket Longanesi. Mi piacque moltissimo, ma non ne fui spaventato più di tanto. Il cinema mi aveva già preparato a ben altri orrori; i sogni, anche.
Circa l’horror cinematografico, l’impatto più forte fu non con un film intero, ma con un provino. Dovevo avere sei o sette anni quando, in un cinema parrocchiale di Bologna, dopo una pellicola per bambini passarono il trailer de La mummia di Terence Fisher. Quella notte quasi non riuscii a dormire: nella mia cameretta, vedevo la mummia in ogni ombra più scura e apparentemente più mobile delle altre.
Il fatto è che i miei genitori erano rigidissimi nell’evitarmi qualsiasi spettacolo o lettura che potessero suscitare in me paura o sensazioni troppo forti. Se alla televisione passava un film da loro giudicato “impressionante” (era il termine che usavano), mi impedivano di vederlo e mi mandavano a letto. Con risultati contrari alle aspettative, perché dalla mia camera coglievo brani di dialogo, dal televisore di casa o da quelli altrui. Così mi abituai a dare corpo a quei dialoghi con le mie fantasie. E i risultati, è inutile dirlo, erano molto più impressionanti delle immagini del film proibito.
Mi scoprii a ricercare l’horror in tutte le sue forme per trarlo dalla sfera dei sussurri e per renderlo palese, in modo da poterlo esorcizzare. Dopo lo shock de La mummia, per esempio, disegnai una storia a fumetti, ispirata ai pochi fotogrammi del film che avevo colto. Raccontai ai compagni di scuola una versione immaginaria della pellicola, lunghissima e ricca di traversie. Mi trasformai in esperto di mummie. Insomma, quanto più i miei genitori si facevano rigidi (arrivarono a giudicare “impressionanti” i Gialli di Topolino e a proibirmene la lettura!), tanto più divenivo io stesso produttore di horror.
I sogni mi aiutavano. Ne ricordo due che mi spaventarono sul serio. In uno scivolavo nell’imbuto di una scala a chiocciola priva di gradini (chiaro riferimento al trauma della nascita), in un altro mi appoggiavo a una parete e quella cedeva. In pratica, ciò che mi impressionava era l’ignoto, sia come buio in attesa, sia come sovvertimento delle leggi consuete e confortanti.
Forse è per questo che, ormai adulto, non provo il minimo fremito davanti alle storie di Dario Argento e ai libri e ai film dedicati ai serial killers. Lame, scuri e coltelli (elementi tipici dei film di Argento) non rientrano nel mio arsenale di paure recondite. Lo splatter può destarmi raccapriccio, ma mai orrore vero. Ciò che mi turba (anche se adesso non mi terrorizza più) è l’irrazionale, l’inspiegabile; se possibile suggerito, più che mostrato.

L’horror capace di spaventarmi, sia nella letteratura che nel cinema, e che dunque mi appassiona di più (a parte l’ammirazione tutta estetica per il romanticismo delle grandi storie di vampiri e di mostri), è quello che sa raggiungere la mia sfera onirica. E che, di conseguenza, mi riporta alla condizione di bambino chiuso nella mia cameretta, pronto a individuare nelle sfumature più cupe del buio lo sguardo spento di una mummia a braccia tese.

Le Voci dell’Horror (Pt.5)- Fritz Leiber – HORROR CULTURA


Su HorrorCultura una lunga analisi dell’opera di Fritz Leiber, autore mai troppo celebrato che ha unito molte sfumature del fantastico creando una forma elegante di Connettivismo in nuce mai eguagliato; un estratto:

Se c’è uno scrittore votato al fantastico che può definirsi eclettico, questi è Fritz Leiber; ha scritto di fantasy, di horror e di fantascienza. Nato a Chicago nel 1910, più volte vincitore del premio Hugo e del premio Nebula, nei suoi primi anni di carriera fu fortemente influenzato dagli scritti di Howard Phillips Lovecraft e dal poeta e mitografo Robert Graves, nonché dalla drammaturgia di William Shakespeare. Il ciclo di “Lankhmar”, costituito da una serie di romanzi e racconti fantasy, è ricco di contaminazioni dark per la presenza di eventi soprannaturali, magia nera e spiriti maligni. Nell’ambito dell’horror sono da ricordare, oltre i molti racconti, i romanzi Ombre del male e Nostra Signora delle tenebre.

Scritto nel 1942, “Ombre del male” è uno dei primi romanzi del genere horror con ambientazione metropolitana, del tipo in cui si distingueranno, negli anni a venire, autori come Straub, Saul, Campbell e King.
La vicenda, ambientata nel campus universitario di Hempnell, ha per protagonista Norman Saylor, docente di sociologia che, un giorno, frugando nel guardaroba della moglie, rinviene una serie di bizzarri oggetti sulla cui natura non possono esserci dubbi: si tratta di amuleti. Messa alle strette da Norman, Tansy, la moglie, confessa di conoscere da tempo certe pratiche magiche di cui si è servita costantemente, nel corso della loro vita assieme, allo scopo di proteggere suo marito e favorirne la carriera. L’indole razionale di Norman, però, ha la meglio e l’uomo, che non crede alla magia e al soprannaturale, chiede alla moglie di distruggere quegli strani oggetti. Tansy, per quanto a malincuore, obbedisce ma da quel momento sui due comincerà ad abbattersi una spirale di eventi negativi.

“Nostra Signora delle tenebre” è un agghiacciante fantasy urbano, ambientata nella metropoli di San Francisco, che con le sue colline, la sua baia assolata e i suoi grattacieli altissimi e rilucenti, può diventare il regno del terrore. Per Franz Westen, vedovo, scrittore di racconti del soprannaturale per la televisione, l’incubo comincia quando, una notte, si affaccia alla finestra del suo appartamento per scrutare con il binocolo le luci della città ed è testimone di una scena inquietante: là, sulla cima di Corona Heights, la solitaria ed erta collinetta che si leva proprio nel cuore di San Francisco, c’è una strana figura dal colorito brunastro che si agita e si muove in maniera sinistra, come se fosse impegnata in qualche misterioso rituale o danza magica. Ha così inizio una terribile persecuzione, cui Franz tenterà invano di sottrarsi e che forse è collegata in qualche modo con un vecchio volume affascinante e sibillino, pieno di misteriose citazioni e di strani discorsi sulle moderne megalopoli e sulle arcane entità che le infestano.

Non dobbiamo dimenticare la sua produzione science fiction, con i romanzi I tre tempi del destino (1945), L’Alba delle tenebre (1950), e Il grande tempo (1958).

Joe R. Lansdale e Sergio Bonelli Editore presentano “The Gentleman’s Hotel” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di The Gentleman’s Hotel, graphic novel western-horror, sceneggiata da Luca Crovi e illustrata dal disegnatore Daniele Serra su soggetto di Joe R. Lansdale, esito da Sergio Bonelli Editore; praticamente una bomba.

Il volume, in uscita il prossimo 23 settembre, racconta le vicende del predicatore e pistolero reverendo Jebediah Mercer, alle prese con una situazione da incubo: una donna da proteggere, un’anima da liberare, crudeli creature pelose da combattere. L’ambientazione è la frontiera del Texas orientale, attraverso luoghi fatti di città fantasma, fiumi infestati da serpenti mocassino e alligatori. Una zona nella quale i deserti e le praterie sono rari, ma abbondano i boschi di conifere.

Racconta Lansdale: Jebediah è alto e slanciato, con zigomi pronunciati, mento appuntito, capelli neri e occhi neri. Bello e al contempo strano… In genere affronta creature sovrannaturali. In questa storia incontra lupi mannari, conquistadores, fantasmi e creature che possono trasformarsi in cose anche molto più pericolose dei licantropi. In altre avventure invece combatte spiriti maligni che dissotterrano cadaveri e se ne cibano. Orrendi esseri striscianti alla H. P. Lovecraft, ma anche vampiri. Sostanzialmente combatte il Male, non importa quale forma esso prenda. Ho scritto varie storie che lo vedono protagonista e che sono state poi raccolte nel volume Deadman’s Road.

 

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