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Archivio per Horror

Sangue Selvaggio | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un’antologia Spaghetti-Horror a cura di Nicola Lombardi: Sangue Selvaggio. La quarta:

Esistono territori, a Ovest, al di là dei sogni, in cui il mondo si sfalda in fantastici inferni popolati da demoni e spettri, pistoleri d’oltretomba e antiche divinità assetate di vendetta.

Un universo intriso di sangue e polvere da sparo, sospeso nel tempo e nello spazio, che otto grandi autori hanno esplorato per raccontarci incubi e visioni di un West selvaggio e allucinato, accompagnandoci in una cavalcata senza freni nelle più tenebrose terre dell’immaginazione. Là dove vita e morte si incontrano. Oltre la Frontiera.

Otto grandi autori impegnati in storie ambientate nel vecchio e tenebroso West: Danilo Arona, Luigi Boccia, Stefano Di Marino, Claudio Foti, Maico Morellini, Luigi Musolino, Gianfranco Staltari e Claudio Vergnani.

Filmhorror.com – Un nuovo Bram Stoker Award per Alessandro Manzetti!


Alessandro Manzetti e la sua Independent Legion hanno nuovamente vinto il Bram Stoker Award. Ce ne parla FilmHorror mentre HorrorMagazine dà il completo elenco dei vincitori. Complimenti, Alessandro!

Abbiamo due ottime notizie: la prima è che Alessandro Manzetti, già vincitore per la categoria Poetry Collection nel 2015 con la raccolta Eden Underground (e dieci volte nominato) ha vinto un altro Stoker. L’opera premiata quest’anno è The Place of Broken Things, scritta in collaborazione con Linda D. Addison.

La seconda ottima notizia è che il premio della categoria “romanzo” è stato assegnato a Coyote Rage, scritto dall’autore statunitense Owl Goingback ma pubblicato da una casa editrice italiana, la Independent Legions Publishing.

Spettri di frontiera | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di Spettri di frontiera, raccolta di racconti di Ambrose Bierce, con testo originale a fronte.

Ambrose Bierce scrisse numerosi racconti dell’orrore e del soprannaturale, generi che riflettevano il suo profondo tormento interiore. Questa raccolta contiene molte tra le sue più suggestive storie di fantasmi e di case infestate: morbose, ciniche, inquietanti, capaci di trascinare il lettore nelle regioni crepuscolari dello spirito e nei più oscuri recessi della mente. Opere cariche di terrore ma, al contempo, pervase di tetra ironia, con echi di Poe, del romanzo gotico e dei racconti romantici, dotate dell’impronta inconfondibile di un autore che ha conosciuto di persona gli spettri che da sempre tormentano l’umanità. I personaggi di Bierce – poeti posseduti, vili aristocratici, professionisti abbietti, corpi rianimati, malfattori perseguitati – vivono in un mondo misero e perverso. Che si tratti di omicidi, vendette dall’oltretomba, sparizioni inspiegabili, dimore infestate o anime inquiete, le storie di Bierce rappresentano uno dei migliori esempi di narrativa soprannaturale di tutti i tempi e hanno ispirato autori come Robert W. Chambers e H.P. Lovecraft.

Sintomi folli


Resistono i residui della consapevolezza, sono presenti ovunque, sul selciato lasciano scie di orrende forme psichiche che spaventano per il solo motivo di esistere; non c’è altro da incastonare sui ricordi, nient’altro, perché significherebbe impazzire.

Independent Legions presenta “Colpevole ma pazza” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione Colpevole ma pazza, prima edizione italiana del diario/saggio autobiografico di Poppy Z. Brite edito da Independent Legions. Un estratto dal post:

A metà strada tra un folle diario e un saggio autobiografico, il libro comprende 23 scritti di nonfiction e diaristici, affascinanti e stravaganti, riguardanti il mondo dell’autrice, dedicati a eterogenei argomenti e sviluppati con un approccio diretto estremamente originale, che consentono di entrare a contatto diretto con l’animo, la sensibilità, le esperienze, le ispirazioni, le disillusioni, la cultura underground degli anni ’90, e la visione della vita e di se stessa di una delle più grandi interpreti della narrativa horror e dark moderna.

Tra i contenuti:

– la formazione e le fonti di ispirazione, attraverso mini-saggi sulla letteratura e poesia horror, dark e mainstream moderna, con approfondimenti su William S. Burroughs (in R.I.P.), Peter Straub, i poeti maledetti, tra Rimbaud e Wilde, e altri grandi autori;
– la bellezza e decadenza della città natale, New Orleans (in Sur le Decadence) cuore di tutte le più note opere dell’autrice;
– un ritratto espressionista (in Mardi Gras) della propria giovinezza;
– la cultura dark e transgender riportata tramite l’esperienza diretta dell’autrice;
– un diario di viaggio (in Depraved in Dublin) con meta Dublino, in compagnia di un amico transessuale;
– scritti provocatori di fantasia, tra i quali un’immaginaria storia d’amore tra John Lennon e Paul Mc Cartney;
– resoconti sul sesso, sul tema ‘gender’ e la lotta contro la dipendenza, gli orrori dell’assistenza sanitaria moderna e il panico del caos;
– articoli scritti per la celebre rivista Cemetery Dance sulla narrativa horror e dark, e tanto altro.

Tra i contenuti extra i racconti Xenofobia, Mancanza e L’Ultimo Desiderio tradotti da Alessandro Manzetti e Daniele Bonfanti.

Rieditato “Casa di foglie” di Mark Z. Danielewski | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una riedizione di Casa di foglie, romanzo horror atipico di Mark Z. Danielewski. Di cosa parliamo?

Quando la prima edizione di Casa di foglie iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina -, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul New York Times Magazine, non indicò Casa di foglie come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di narrazione. Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici.

La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.

Leigh Whannell racconta il “suo” Dracula | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine un’intervista a Leigh Whannell, autore e interprete di film horror, che ragiona su come dev’essere la caratterizzazione di personaggi come quello di Dracula.

Io credo che la cosa migliore da fare sia semplicemente eliminare tutta l’iconografia. Prendiamo per esempio Dracula, molti dei suoi tratti distintivi sono stati aggiunti nel corso degli anni. Il mantello, ad esempio, molte delle sue caratteristiche non sono presenti nel romanzo di Bram Stoker. Alcune sono state introdotte da Bela Lugosi.

La stessa cosa è accaduta con Sherlock Holmes. Il cappello da cacciatore non è frutto della fantasia di Conan Doyle, eppure se chiedi a qualcuno di disegnare un ritratto di Sherlock Holmes, lo disegneranno con quel cappello in testa. E i bulloni nel collo della creatura di Frankenstein. Nel romanzo, la creatura è ben più spaventosa, un terrificante patchwork di parti di corpi.

I miei mostri farebbero dunque a meno di mantelli, bulloni, zanne. Li spoglierei di tutto quello che li contraddistingue e darei vita a un personaggio che non è mai stato rappresentato prima.

Se Bram Stoker avesse scritto Dracula nel 2020, il suo conte sarebbe decisamente diverso da come descritto nel suo romanzo. Io proverei a capire il vero motivo per cui Dracula è così spaventoso. E per me ciò che rende Dracula spaventoso è la sua mancanza di misericordia. Non ha pietà, è uno psicopatico. Farei un film in cui Dracula non è altro che un alienato che beve sangue. Non ci sono mantelli, né fulmini, non c’è nebbia e non ci sono nemmeno lupi. Solo un pazzo.

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