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Il maledetto paese che puzzava di pesce | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Ivo Torello, appartenente alla saga di Ulisse Bonamy (terza iterazione), l’investigatore suo malgrado: Il maledetto paese che puzzava di pesce. Ovviamente, per Edizioni Hypnos!

La leggendaria reliquia nota come la Coda del Leviatano è reale? Cos’è? Dove si trova? Forse in un minuscolo borgo di pescatori in riva al Mediterraneo, oltremodo maleodorante e popolato di strani personaggi vagamente disumani? Per Ulysse, questa volta, c’è poco da scherzare. Il conto in sospeso con lo scultore di orrori Ian Anton Morleu lo costringerà ad affrontare un incubo senza vie di fuga.

Sherlock Holmes contro Cthulhu | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Sherlock Holmes e la minaccia di Cthulhu di Lois H. Gresh, in cui Sherlock è chiamato a investigare su casi che chiamano in causa addirittura gli “Antichi” di H.P. Lovecraft. Non è un filone nuovissimo, ma è sempre intrigante leggerne i particolari:

Una serie di macabri omicidi sconvolge Londra. In ogni scena del crimine rimane solo un mucchio di ossa della vittima insieme a una bizzarra sfera coperta da strani simboli. Il figlio dell’ultima vittima chiede aiuto a Sherlock Holmes e al suo precedente partner, il dott. John Watson. Dopo una prima indagine, la coppia di Baker Street scopre un filo conduttore che collega gli omicidi: geometrie bizzarre basate su antichi schemi permettono a creature ultraterrene di entrare nella nostra dimensione, cercando di creare caos e distruzione. Le persone responsabili stanno guadagnando talmente tanto potere che anche il più grande nemico di Holmes li teme abbastanza da cercare una diabolica alleanza.

Il primo scontro tra due protagonisti della letteratura del Novecento raccontato con maestria, ritmo e dovizia di particolari. Un mistero che sorprenderà anche il lettore più accanito ed esperto di Conan Doyle e H.P. Lovecraft.

Nocturnia: CULTI SVEDESI (2019)


Su Nocturnia una bella recensione a Culti svedesi, raccolta di racconti di Anders Fager, edito nei mesi scorsi da Hypnos. Uno stralcio della trattazione:

Provate ad immaginare i Miti di Cthulhu in salsa scandinava, provate a unire l’orrore estremo con una manciata di tematiche noir e qualche tocco estremo ed il risultato che leggerete sarà Svenska Kulter (questo il titolo originale della raccolta) uscito in patria nel 2009 e primo capitolo della Trilogia horror conosciuta in Scandinavia come il ciclo de Il Mondo dei Culti.

In Svezia nel 2011 sono uscite anche le altre due parti, anche se al momento non si sa se saranno tradotte anche nel nostro paese e dopo di questo la serie è stata anche trasposta all’interno di una serie di giochi di ruolo.
Quello di Fager è uno stile asciutto, crudo, secco e immediato – quasi chirurgico. All’autore non interessa tanto la creazione di atmosfere quanto piuttosto fornire un quadro il più possibile tagliente di una società moderna (la nostra) nella quale le creature lovecraftiane, non solo esistono, ma sono penetrate in profondità, anzi si sono letteralmente incistate nel tessuto della stessa società.
Una quotidianità del Male e di tutte le possibili umane e inumane deviazioni, tutte rinchiuse all’interno di una manciata di racconti che non vogliono fare sconti a nessuno.

Alle volte anzi l’orrore, il perturbante diventano l’occasione per mettere in luce le contraddizioni e le difficoltà del mondo nel quale viviamo.
Appaiono sì le divinità del pantheon del Solitario di Providence, in una delle opere si cita anche Carcosa e Il Segno Giallo, in altre Yog- Sothoth e Shub-Niggurath, ma si tratta per lo più di rimandi, di un tentativo di andare oltre l’influenza del grande scrittore e di farla propria.
Veniamo adesso ai racconti contenuti nell’antologia: tecnicamente ce ne sono 5 di foliazione più ampia e altri 4 più ridotti che l’autore ha preferito intitolare semplicemente Frammenti, che però contribuiscono a legare meglio il tutto e, sopratutto verso la parte finale del volume, cominciano a far comprendere come tutte quante le vicende possano appartenere a una macronarrazione comune, con contatti tra le varie vicende.

Fiore d’agave, fiore di scimmia. La sicilia magica di Irene Chias è in libreria | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Fiore d’agave, fiore di scimmia, romanzo davvero particolare di Irene Chias. La quarta:

Adelaide Dattilo ama il fantastico, le distopie, Dick e Lovecraft. Ha pubblicato due romanzi che il fidanzato Simone trova raccapriccianti. Il suo agente la spinge a creare qualcosa di più vendibile: un “romanzo femminile siciliano”. Adelaide decide di provarci e va a trascorrere tre settimane nel paesino di sua nonna: Sant’Angelo Muxaro. Qui inizia a scrivere una storia di passioni e antiche tradizioni, con Adelasia come personaggio principale. Mentre la sua protagonista, distrutta dal tradimento del fidanzato, ritrova se stessa e risolve un antico mistero, Adelaide affronta l’arrivo di Simone, incontra lontani parenti e conosce una sfuggente vicina. Al paese da cartolina del suo romanzo fa da contraltare quello reale: svuotato di possibilità, afflitto da disoccupazione, arretratezza e abbandono, dove la distopia è cronaca quotidiana. Guidata come Dick dall’I-Ching, Adelaide farà i conti con le sue origini e il suo presente. Adelasia, inizialmente lontanissima, finisce col somigliare alla sua autrice, come le due Sicilie inizialmente contrapposte finiscono con lo sfumare l’una nell’altra.

Cielo di carta | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Cielo di carta, racconto distopico di Irene Drago edito DelosDigital. Interessante, molto interessante la quarta, weird e al contempo apocalittica:

Nei ricchi quartieri, le Stelle e le Comete, ci pensano Mamma Pharma e Papà Naja a controllare ogni cosa, sotto lo sguardo severo del Presidente. Oltre i confini c’è lo slum infestato di malattie, miasmi, povertà. Ma qualcos’altro sta prendendo vita tra baracche e rivoli di fango: danze di topi, brulicare di vermi, e un culto sincretico di antichi dei che si perdono nella notte dei tempi.

Delos Digital presenta “Il bestiario di Lovecraft” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Il bestiario di Lovecraft, una sorta di saggio che indaga il pantheon lovecraftiano per disegni a cura di Antonella Romaniello con le illustrazioni di Pietro Rotelli.

Questo Bestiario cerca di mettere ordine in una mitologia spesso caotica, raccontando solo le creature nate dall’immaginifica mente di Lovecraft o entrate a far parte del canone attraverso il lavoro del “circolo Lovecraft” formato da Robert Bloch, Clark Ashton Smith, Robert E. Howard, Frank Belknap Long e Derleth, con il quale intratteneva un fitto carteggio.

Un lavoro che si sforza quindi di dare una caratura scientifica al Mito, tra dei e creature che non hanno nessuna valenza simbolica ma che vengono descritte attraverso le parole di Lovecraft e, solo in rari casi, facendo ricorso alle descrizioni dei suoi contemporanei. Un Bestiario abitato da creature inconsuete e lontane dalle logiche degli uomini, ma che ci piace pensare siano reali.

Spettri di frontiera | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di Spettri di frontiera, raccolta di racconti di Ambrose Bierce, con testo originale a fronte.

Ambrose Bierce scrisse numerosi racconti dell’orrore e del soprannaturale, generi che riflettevano il suo profondo tormento interiore. Questa raccolta contiene molte tra le sue più suggestive storie di fantasmi e di case infestate: morbose, ciniche, inquietanti, capaci di trascinare il lettore nelle regioni crepuscolari dello spirito e nei più oscuri recessi della mente. Opere cariche di terrore ma, al contempo, pervase di tetra ironia, con echi di Poe, del romanzo gotico e dei racconti romantici, dotate dell’impronta inconfondibile di un autore che ha conosciuto di persona gli spettri che da sempre tormentano l’umanità. I personaggi di Bierce – poeti posseduti, vili aristocratici, professionisti abbietti, corpi rianimati, malfattori perseguitati – vivono in un mondo misero e perverso. Che si tratti di omicidi, vendette dall’oltretomba, sparizioni inspiegabili, dimore infestate o anime inquiete, le storie di Bierce rappresentano uno dei migliori esempi di narrativa soprannaturale di tutti i tempi e hanno ispirato autori come Robert W. Chambers e H.P. Lovecraft.

Sintomi folli


Resistono i residui della consapevolezza, sono presenti ovunque, sul selciato lasciano scie di orrende forme psichiche che spaventano per il solo motivo di esistere; non c’è altro da incastonare sui ricordi, nient’altro, perché significherebbe impazzire.

Filmhorror.com – “Culti Svedesi” di Anders Fager (recensione)!


Su FilmHorror la recensione a Culti Svedesi, raccolta di racconti di Anders Fager uscita per le Edizioni Hypnos. Uno stralcio della critica:

Fager non vuole un lettore passivo. Dobbiamo seguirlo riga dopo riga. Senza perderlo di vista mentre, per mezzo di frasi tozze e squadrate come mattoncini Lego, costruisce con estrema precisione lo scenario su cui si affacceranno gli Antichi. Come in un plastico, un diorama, o un presepe (se preferite) vediamo delle piccole riproduzioni di città svedesi (e non solo). Estremamente realistiche. L’arrivismo. La TV spazzatura. La piccola criminalità. Le droghe. Le comunità di immigrati che vengono messe ai margini. Artisti che guardano più ai follower su Instagram che al significato di quello che realizzano. L’egoismo. La competizione. La solitudine.

Non c’è bisogno di grandi sforzi per riconoscere la sua Svezia come un pezzetto del mondo in cui viviamo. Uno scenario perfetto per l’evocazione di mostri stellari. Che possono impunemente gettare la loro ombra malata sulle pareti dei palazzi, sulle strade, sui boschi e sul mare. Che si fanno sentire in modo sempre più deciso, finché si affacciano, come da dietro le quinte, da dietro l’apparenza “normale” dell’esistere. E incarnano un rimosso oscuro, eterno, che mette a dura prova la fragile ragione degli uomini.

Non amo particolarmente gli scrittori che usano un solo stile: penso che ogni storia dev’essere raccontata col mezzo più preciso e adatto. Fager però non cade nemmeno in questo difetto: ha l’abilità di declinare il suo “motore narrativo” ogni volta in diversi modi e gusti.

Cosa altro dire? Culti Svedesi, coi suoi alti e i suoi bassi, è nel complesso un ottimo libro horror e spero vivamente che l’editore Hypnos voglia tradurre gli altri libri del ciclo.

La prima frontiera – a cura di Sandro Battisti


Nell’autunno scorso è uscita per KippleOfficinaLibraria l’antologia di strano weird La prima frontiera, un lavoro che ho curato – è stata la mia seconda esperienza di curatore unico – chiamando a raccolta autori di SF e weird; perché il tema era molto particolare, e mi stava molto a cuore:

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Cosa contiene, quindi, questa atipica antologia?

Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja; mia, come dicevo, è la curatela.

Disponibile in cartaceo e digitale sullo store Kipple, al costo rispettivamente di 15.00 e 3.95€.

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