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Archivio per HP Lovecraft

Edizioni Hypnos presenta “La ballata di Black Tom” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione de La ballata di Black Tom, romanzo di Victor LaValle in uscita per Edizioni Hypnos, che riprende uno dei classici del fantastico, Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft, immergendolo nella realtà degli afroamericani della New York degli anni ‘20, raccontandoci del giovane nero Charles Thomas Tester e di cosa gli successe dopo l’incontro con l’occultista Robert Suydam a Flatbush.

New York, anni ‘20. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?

Lovecraft continua a essere seminale, imperdibile, geniale, l’orrore cosmico annichilisce sempre l’umanità.

Bestie, uomini o dèi: i culti alieni di H. P. Lovecraft – A X I S m u n d i


Un bel post che tratta approfonditamente HP Lovecraft (per quanto si possa approfondire con un solo post, sul web, una figura del genere). Sul blog di Marco Maculotti; un estratto che nel prosieguo non incluso da me, traccia anche una bella esegesi del pantheon lovecraftiano:

La presenza di tematiche mitico-religiose nell’opera del “Poe cosmico” – come lo definì Jacques Bergier – è d’interesse non solo da un punto di vista letterario, ma anche rispetto al rapporto tra la modernità e questo tipo di saperi. Come ormai noto anche ai non “addetti ai lavori”, Howard Phillips Lovecraft si definiva un «assoluto materialista e meccanicista» persuaso che il mondo fosse la somma matematica di impulsi fisici retti dal caso e derubricando le aspirazioni umane a mere fantasie. Eppure, dietro a questa professione di fede – alla quale troppi si sono fermati, interrogando il Solitario di Providence – si cela ben altro. Ad esempio, il fatto che egli avesse studiato e quindi ben conoscesse gli antichi miti d’Occidente, greco-romani ma anche germanici e norreni. Ebbene, in che rapporto stanno questi interessi con la sua visione del mondo? Perché un entusiasta seguace di scienza e tecnica dovrebbe appassionarsi di quei miti che gli stessi cultori della Dea Ragione spesso e volentieri relegano a espressioni di un’umanità involuta e premoderna, “infantile”? La contraddizione, in realtà, è solo apparente.

È l’autore stesso a chiarirlo, in una delle sue moltissime lettere, affermando che queste «tradizioni su cui vanno misurati gli enti e gli eventi dell’esperienza sono l’unica cosa che conferisca loro l’illusione di un significato […] in un cosmo che alla radice è tutto privo di scopo: per questo io pratico e predico un conservatorismo estremo nell’arte, nella società e nella politica, come unico modo per sfuggire […] alla disperazione e alla confusione di una lotta senza guida né regole in un caos non celato da veli».

In uno dei suoi pochissimi saggi autobiografici lo scrittore di Providence è ancora più chiaro, dichiarandosi un «materialista con gusti classici e tradizionali», «entusiasta del passato, delle sue vestigia e delle sue maniere» e del tutto persuaso che «l’unica preoccupazione valida per un uomo di buonsenso in un cosmo senza scopo sia il raggiungimento del piacere intellettuale, sostenuto da una vivida e fertile vita immaginativa». In modo ancora più esplicito, aggiunge: «Amando la libertà illusoria del mito e del sogno, sono devoto alla letteratura d’evasione; ma amando in egual misura il tangibile ancoraggio del passato, tingo tutti i miei pensieri delle sfumature dell’antichità». Più chiaro di così…

Sembra che nella Weltanschauung di Lovecraft si contrappongano, da una parte, la disincantata consapevolezza che il mondo e il cosmo intero altro non siano che campi di battaglia di entità sovrumane, che non considerano l’uomo se non per soggiogarlo; dall’altra, che un riscatto da questo stato di necessità sia legato al mito, inteso come una ribellione «contro la rigida e ineluttabile tirannia del tempo e dello spazio», contro le «prosaiche leggi della natura». Un’autentica uscita dal tempo, insomma, per dirla con le parole dello storico delle religioni Mircea Eliade, che peraltro in più occasioni, come nella chiusura di Mito e realtà, affidò proprio alla letteratura fantastica il ruolo di mito moderno. Tesi che sarebbero state sottoscritte da giganti come Ernst Jünger o Joseph Campbell, sino a giungere addirittura a Ray Bradbury… Ma questa è un’altra storia.

Scientista e mitografo, Howard Phillips Lovecraft elabora un complesso sistema di divinità e sottodivinità, ognuna delle quali dotata di un raggio d’azione, uno status e una funzione ben precisa, anche sulla scorta di un certo patrimonio esoterico al quale ebbe in qualche modo accesso. Ad onta della propria professione materialista, ha scritto qualche tempo fa il politologo Giorgio Galli, Lovecraft risentì di un certo filone esoterico, che attraversò tutta la cultura occidentale – emergendo, in maniera carsica, in autori al di sopra di ogni sospetto, coniugandosi con ambiti d’interesse, con condizioni storiche contingenti, ma senza esaurirsi in esse – e ne orientò in qualche modo la produzione, senza che egli stesso ne fosse pienamente cosciente.

Il Grande Avvilente: Xpo Ferens – recensione di Zeno Saracino


Elettrizzante il nuovo romanzo di Alessandro Forlani, Xpo Ferens, come segnalato dalla critica referenziata sul suo blog. CopioIncollo una selezione della recensione a opera di Zeno Saracino del blog Cronache Bizantine:

XV secolo, al largo dei mari di sua maestà di Spagna. Cristoforo Colombo e suo fratello, Bartolomeo, sono di ritorno da una navigazione tanto difficile quanto infruttuosa. La notte non porta consiglio, ma l’attacco di pirati saraceni: la nave affonda, i marinai vengono trucidati e la coppia prigioniera è presentata al capitano, un arabo rinsecchito e tatuato, lo sguardo folle: è Abdul Alhazred, autore del lovecraftiano Necronomicon. Cristoforo e Bartolomeo sfuggono – a stento – naufragando sulle spiagge di un’isola sconosciuta, non segnata sulle carte. Qui le distanze si contorcono e mutano, il tempo non segue le leggi naturali: l’isola nasconde infatti un vascello alieno, una caravella che oggi definiremmo astronave. A bordo, un attonito Cristoforo vi scopre i portolani ingialliti per navigare al di là dell’oceano, verso una Tierra all’intersezione tra i mondi, un non-luogo di cosmica intensità. Pasticciando con i comandi, i due vengono teletrasportati in Spagna e per poco non vengono accoppati dall’Inquisizione: è solo l’intervento provvidenziale di Abdul a salvarli, offrendo loro come condizione di fuga proprio la navigazione verso quei lidi maledetti al di là dell’Atlantico che i due hanno appena scoperto. E’ l’inizio di un allucinante viaggio per mare…

Difficilmente si potrebbe scambiare il Cristoforo di Forlani per un eroe hollywoodiano, o per una qualche maldestra reinterpretazione moderna. Certo, non mancano alleanze tra personaggi improbabili, riflessioni morali inevitabilmente troppo “contemporanee”, azioni eroiche, specie nel finale, degne dei Pirati dei Caraibi.

Pur con queste concessioni a una narrativa da pulp che mira a ingraziarsi il lettore, i protagonisti agiscono e si comportano conformi agli albori dell’età moderna: lo stesso Cristoforo è un degno rappresentante della sua razza, un cocktail micidiale di brama di guadagno, missione religiosa, ansia di esplorazione e commercio. Quando nell’antefatto Cristoforo e Bartolomeo visitano la nave aliena, intuiscono immediatamente la sua funzione, la correlano con semplici metafore all’utilizzo di una caravella. Un mezzo per navigare come un altro, solamente destinato a destinazioni e acque più oscure e terribili, degne dell’Ulisse dantesco.

La ciurma selezionata da Cristoforo per questo viaggio all’inferno è decisamente meno sfumata psicologicamente, una posse formidabile di guerrieri, l’uno più bizzarro dell’altro, una collezione di veterani con cicatrici e armi improbabili. Siamo qui, con tutte le accezioni positive possibili e immaginabili, nel campo della narrativa pulp di puro intrattenimento, essenziale goduria di strafottenza marziale e battute a fil di spada. La positiva impressione è di un fumettaccio volutamente esagerato, pompato oltre ogni limite. Possiamo così leggere di una “zingara tatuata” muta ed esperta di magia bianca, contrapposta ai torbidi delle necromanzie di Abdul.

Le radici del Necronomicon – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il maestro Danilo Arona insiste sulla genesi dell’attuale senso del raccapriccio derivato dagli abissi di orrore siderale, di cui Lovecraft ne è ispiratore e vate. Lo spunto è la nuova pubblicazione di Angelo Cerchi, Le radici del Necronomicon; sentiamo cosa ha da dire a riguardo Danilo:

La discussione è annosa. Ed è ripartita implacabile all’uscita del primo libro di Angelo Cerchi (H.P. Lovecraft – Il culto segreto). In una potente quanto inadeguata sintesi, da un lato i difensori del dogma lovecraftiano che attestano l’estraneità del mondo dello scrittore di Providence allo sterminato magma esoterico/religioso nato a ridosso della sua opera, grazie soprattutto alla creazione letteraria del Necronomicon (nei cui meandri interpretativi non intendo perdermi), e dall’altro un movimento in espansione che reputa possibile la complicità, più o meno consapevole, di HPL ad alcuni temi vincolanti della sua opera, primo fra tutti l’occultismo praticato – tanto ai tempi dello scrittore quanto oggi – da quelli che Kenneth Grant ha felicemente battezzato i Culti dell’Ombra.
In questa seconda corrente, “eretica” per capirci, ha trovato spazio l’interessante e succitato saggio di Cerchi, contro il quale non pochi si sono scagliati, senza forse neppure averlo letto, magari accontentandosi di un mio divertito commento apparso su Carmilla On Line nell’aprile del 2015. Con buona probabilità succederà ancora con questo, nuovo Le radici del Necronomicon, nel quale Cerchi prosegue la sua indagine con inediti, niente affatto banali spunti che qui non voglio svelare, ma su cui mi preme richiamare l’attenzione attorno all’umile consapevolezza, esibita con prudenza a ogni passo dallo studioso, sulla “possibilità” di un’altra storia dietro alle mitologie del cosiddetto “solitario” di Providence.
Per rinfrescare le memorie, Cerchi nel suo primo libro s’interrogava sulla provenienza dei materiali magico-rituali che abbondano nella narrativa di Lovecraft, adombrando l’ipotesi che il medesimo, durante le sue tante peregrinazioni nel New England, entrasse in contatto con uno o più culti di quell’America rurale spesso immortalata nei racconti, in grado di trasmettergli occulte conoscenze a proposito degli Old Ones. Una condivisione di cui far buon uso in tante, immortali opere e, se Cerchi in questa nuova esplorazione sulle radici del sapere di HPL affonda ancor più il bisturi nel reame della Realtà Fantastica (ma pur sempre Realtà…), vorrei fiancheggiare il suo lavoro partendo da presupposti ancora differenti dai suoi. Al Cerchi saggista vorrei affiancare il tortuoso tragitto dello scrittore Arona.

B U I O – Rassegna su Lovecraft


Sabato 6 maggio, alle 18.00  sarò ospite della rassegna B U I O, presso il Defrag di Via delle Isole Curzolane 75, Roma, per un workaround collettivo su HP Lovecraft. Ringrazio l’organizzazione e in particolare Pier Luigi Manieri per l’ottima ospitalità; su FaceBook e su MeloBox per chi non ama il FacciaLibro, potrete inoltre trovare il programma completo, che prevede anche risvolti musicali e visuali, con proiezioni di film (su tutti, Il seme della follia, di John Carpenter).

Dopo la trionfale affermazione di Orwell 2016, il duo di curatori-organizzatori Pier Luigi Manieri & Sergio Lombardi ha concentrato l’attenzione su un altro pilastro della letteratura d’evasione, H. P. Lovecratf, l’indiscusso padre dell’horror, capace non solo di dar vita a una personale cosmogonia e di spaziare fino ai confini della metafisica quantistica ma anche e soprattutto, in virtù di ciò, di essere seminale per quello che poi sarebbe stato espresso tanto in letteratura, quanto negli atri linguaggi.
Lovecraft sarà esplorato lungo ogni coordinata, così che si possa tracciarne un ritratto esauriente e sintetico. Da questo assunto, si arriva gli “altri orrori contemporanei”; sottotitolo dal doppio significato che tanto sottende all’apertura verso scenari horror più eterogenei fino agli attuali, quanto allude alla dinamica dell’evento articolata su più appuntamenti in simultanea. Pertanto, “contemporanei”.
BUIO – H.P. Lovecraft e altri orrori contemporanei, spaziando su più fronti, dal cinema all’arte che si affiancano alla letteratura, è un’occasione unica in cui si combinano divulgazione e intrattenimento, grazie al coinvolgimento di penne prestigiose come Sandro Battisti e di autori emergenti tra i più interessanti come Liè Larousse e Luca Pavia; saggisti del calibro di Riccardo Rosati e Marcello Rossi, critici d’alto profilo come Stefano Coccia e Fabrizio Giosuè, intellettuali e esperti d’immaginario come Vittorio Varano, Giuseppe Mele e Gianfranco Tomei; registi dal tratto dark come Carlo Roberti; pittori e fotografi dalla particolare sensibilità come Fernando Di Nucci; Eduardo Fiorito; Antonio Taschini, Monica Sarandrea, Sabrina Barbagallo, Guido Laudani, Daniele Contavalli, Gianfranco Antonini, Lucio Fabale, Ivan Paduano. Chiudono in bellezza due momenti musicali “da paura”.

“H. P. Lovecraft e altri orrori contemporanei” si attesta come l’evento definitivo incentrato sulla figura dello scrittore di Providence.

Programma:
Ore 16:30 Apertura esposizione collettiva: “Il Buio oltre Lovecraft”
Artisti: Fernando Di Nucci, Eduardo Fiorito, Antonio Taschini, Monica Sarandrea, Sabrina Barbagallo, Gianfranco Antonini, Guido Laudani, Daniele Contavalli, Lucio Fabale, Ivan Paduano

Dalle ore 17:30 Miscellanea in nero… Proiezioni cortometraggi e videoclip orrorifici di autori vari
Exorcism Tutorial – Low Level Tutoria regia di Luna Gualano, 2013 genere: commedia-horror
Lievito Madre regia di Fulvio Risuleo, 2014 genere: fantastico
Interventi di Stefano Coccia e Fabrizio Giosuè

Ore 18:00:Tavola rotonda. Focus H.P. relatori: Vittorio Varano: La filosofia in nero. Giuseppe Mele: esegesi del mostro: Riccardo Rosati: se Lovecraft è razzista…; Gianfranco Tomei: Lovecraft, Poe e Howard: il neo gotico americano; Pier Luigi Manieri da Martin Mystere a Pacific Rim: l’influenza di H.P.; Sandro Battisti: L’eredità di Lovecraft ; Marcello Rossi da Ritratto di donna velata a Albert e l’uomo nero: la stagione dello sceneggiato dark italiano
Modera: Pier Luigi Manieri

Ore 19:00: Presentazione del saggio “Lo schermo immaginario” (ed. Tabula fati) di Riccardo Rosati. Presenta Antonio Tentori

Ore 20:00: proiezione de Il seme della follia di John Carpenter. Introduzione di Pier Luigi Manieri; Stefano Coccia

Ore 20:30 Poker d’incubi live tour
Poker d’incubi
Scritto da DuediRipicca – Gianluca PaviaLié Larousse
Musicisti: Simone Fedele, Matteo Cattani

Ore 21:30 Presentazione concept album ispirato a Lovecraft – Ingranaggi della Valle “Warm Spaced Blue”

Ore 22:00 Arkham DJ Set: brani ispirati a Lovecraft e tratti da colonne sonore horror

Ore 22:30 Presentazione cd Taproban “Per Aspera Ad Astra”

Ore 22:45 TAPROBAN (Horror Prog) in concerto

Xpo Ferens, il nuovo incubo di Alessandro Forlani | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo breve di Alessandro Forlani, in uscita per AcheronBooks. Interessante la sinossi, e conoscendo la maestria di Alessandro nello scrivere, sono molto intrigato dall’opera.

Il giovane Cristoforo Colombo e suo fratello Bartolomeo, mercanti e navigatori, a seguito di un attacco di pirati saraceni raggiungono una strana isola dove rinvengono la mappa di un continente sconosciuto, situato al di là dell’Oceano Atlantico.
I due fratelli decidono quindi di partire alla scoperta del misterioso continente. Braccato dall’Inquisizione, e alla guida di un bizzarro manipolo di marinai provenienti da mezzo mondo, Cristoforo Colombo troverà il sostegno del più pericoloso armatore che si possa immaginare, e che sembra molto interessato alla meta finale: Abdul Alhazred, l’Arabo Pazzo…

H.P. Lovecraft: L’immagine nella Casa, l’audioracconto | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

H.P. Lovecraft è ritenuto oggi uno dei più grandi autori horror nella storia della letteratura occidentale. I suoi racconti continuano ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, ad affascinare e terrorizzare i lettori. L’immagine nella casa (The Picture in The House), ultimato nel 1920 e pubblicato per la prima volta da “The National Amateur”, è un ottimo esempio di come Lovecraft riuscisse a creare delle atmosfere capaci di catturare il lettore e non lasciarlo andare fino all’ultima parola. Sul canale YouTube “Ménéstrandise Audiolibri” è possibile ascoltare l’intero racconto, narrato fra l’altro in modo egregio.

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Rivista di cultura, tradizione, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

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