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Archivio per HP Lovecraft

Torna la Lavanderia di Charles Stross | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova puntata della Lavanderia di Charles Stross, l’unità investigativa segreta che prende per vero le minacce lovecraftiane dei Grandi Antichi. Perché realmente esistenti. Progetto Jennifer, su Urania, prima parte però…

Come nel lungo e cupo racconto Guerra gelida (A Colder War, 2000), che ha fornito l’idea di base della serie, i vari governi non solo conoscono l’esistenza di altre dimensioni e della magia ma hanno intenzione di usarle come armi. Tutte le varie agenzie di spionaggio cercano di entrare in possesso di manufatti magici o essere mostruosi da impiegare in guerra, nel contempo devono nascondere la verità alla popolazione e impedire che la Terra venga invasa da creature vogliose di succhiarci i cervelli.

In Progetto Jennifer – parte uno l’agente Bob Howard si trova alle prese con un caso complesso e pericolosissimo, anche se va detto che nel mondo della Lavanderia anche giocare a un videogame è pericolosissimo. Pare che i sovietici abbiano recuperato dalle profondità abissali un’arma aliena, ma il sottomarino che la trasportava è stato affondato. Inglesi e americani hanno deciso di unire le forze per contrastare un miliardario che intende recuperare il sottomarino e l’arma che contiene, l’agente Howard deve collaborare con una collega non del tutto umana.

Charles Stross ha scritto un tributo a Ian Fleming e a H. P. Lovecraft colmo di ironia e pericoli, ma con l’agente Howard l’umanità è in buone mani.

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35 & Lovecraft


Nel giorno del compleanno del Solitario, e del mio trentacinquesimo… Salute a voi tutti.

Dai profondi abissi


Lovecraft domina da ogni profondo abisso dell’immaginario reale.

Trump dà il via all’era della guerra spaziale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un post per segnalare l’ingresso dell’epoca militare nelle conquiste spaziali; il mondo, come più volte ho detto, ha bisogno di un mercato più vasto, per non morire asfittico sulla Terra. Un estratto:

Scopo iniziale del progetto è adempiere a quattro punti:

1) creare un nuovo Comando spaziale americano che stabilisca un comando unificato per le operazioni militari spaziali, garantisca integrazione attraverso le varie armi e sviluppi il combattimento spaziale: dottrina, tattiche, tecniche e procedure per il futuro, ha detto Pence.

2) un corpo militare astronautico, che Pence ha definito un corpo di elite di combattenti che si specializzeranno nel dominio dello spazio.

3) un’Agenzia per lo sviluppo spaziale, che sviluppi e ricerchi nuove tecnologie e assicuri capacità di guerra spaziale all’avanguardia.

4) una nuova struttura burocratica che definisca chiare linee di responsabilità per governare il processo di creazione e sviluppo del Dipartimento delle forze spaziali.

H.P. Lovecraft, ateo per grazia di Cthulhu – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un bell’articolo di Walter Catalano su Lovecraft e il suo pensiero riguardo la religione e sul suo presunto o vero razzismo. Interessante perché la trattazione, che in realtà è una recensione a Contro la religione. Gli scritti atei di H.P. Lovecraft, raccolta di lettere dello stesso HPL a cura di S.T. Joshi, prefazione di Christopher Hitchens, postfazione di Carlo Pagetti, è uno sguardo che va ben aldilà dei temi politici cui spesso si vogliono trattare alcuni argomenti del Fantastico. Un estratto:

È davvero un piacere vedere Lovecraft finalmente ricollocato in una prospettiva criticamente significativa ed estranea a distorsioni e strumentalizzazioni ideologiche. Ed è un piacere altrettanto grande rileggere nella postfazione di un testo dedicato ad HPL, il nome di Carlo Pagetti, che è stato forse in assoluto uno dei primi studiosi italiani, con Giorgio Manganelli, a introdurre e commentare – in termini obiettivi e imparziali, da studioso per l’appunto – l’opera del Visionario di Providence già nel lontano 1967. I demagoghi letterari destrorsi che da decenni si sono appropriati proditoriamente dell’esegesi lovecraftiana (come, per motivi analoghi, hanno tentato di fare anche con Tolkien), per fortuna, devono necessariamente tenersi alla larga da un libro come questo. Il presunto Lovecraft “antimoderno” – come pretende una rivistuccia afferente a quel sottoscala politico che, definitasi di “prospettive antimoderne”, ha già rietichettato e tentato di smerciare, oltre a Lovecraft e Tolkien, anche Buzzati, Borges, e perfino Charles Bukowski… -, il “paladino della tradizione” (anzi Tradizione, con la T maiuscola, non ci sbagliamo…) riveduto e corretto da tali interessati glossatori, con tanto di immancabile e presuntiva (oltre che presuntuosa) citazione da Julius Evola, ha assai poco a che vedere con il signore totalmente ateo, materialista, scientista e positivista che emerge da questa fondamentale raccolta di scritti.

Una silloge di saggi e lettere comprese fra il 1916 e il 1936, cioè tra la prima gioventù e l’immediata vigilia della morte precoce dello scrittore, sufficiente da sola a far tacere per sempre tutti gli evolomani antimodernisti. Questo libro sull’ateismo militante di Lovecraft, assemblato da S.T. Joshi – il maggiore studioso lovecraftiano a livello internazionale – e provvidenzialmente tradotto e pubblicato in italiano da Nessun Dogma, l’interessantissimo progetto editoriale avviato dall’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, ha, in particolare nel nostro paese, un valore non solo storico e filosofico ma anche, e forse soprattutto, politico: contribuisce infatti – oltre che ad affermare in senso generale, un punto di vista laico, razionale e, perché no, saggiamente anticlericale – anche, in termini più particolari e specifici, a quella “defascistizzazione” di Lovecraft da tempo auspicata e condotta da molti, come è avvenuto e sta avvenendo anche nei confronti di Tolkien.

Così come i neofascisti Campi Hobbit dei primi anni ’80, ben poco hanno mai avuto a che vedere con i poveri Bilbo, Frodo e compagni, anche lo sgradevole razzismo giovanile (sottolineare l’aggettivo giovanile è fondamentale) di Lovecraft non lo rende necessariamente uno scherano del razzismo “spirituale” di Evola e camerati. Il termine stesso, “spirituale”, abusato dai tradizionalisti integrali, faceva, è dimostrato in questo libro, letteralmente imbestialire o scompisciare il Visionario di Providence: per lui non esiste alcuno spirito, solo la materia, perfino il suo razzismo – nei momenti in cui innegabilmente c’è stato – era assolutamente fisico e materiale; perfino gli esecrabili “dei” extraterrestri dei suoi racconti, non avevano assolutamente nulla di “spirituale”. Lasciamo parlare lo stesso HPL in un passo a caso del libro, lettera a Frank Belknap Long del 1929: “C’è da ridere! La verità è che la scoperta dell’identità della materia con l’energia (e della sua conseguente mancanza di intrinseca e vitale differenza dallo spazio vuoto) è un assoluto colpo di grazia al mito primitivo e sconsiderato dello ‘spirito’. Questo poiché la materia, così appare, è in effetti esattamente ciò che lo ‘spirito’ si è sempre pensato che dovesse essere… Se un mistico pensa che la materia abbia perso le sue proprietà conosciute poiché è stata scoperta essere costituita da energia invisibile, che gli si faccia allora leggere Einstein e che cerchi di applicare la sua nuova concezione facendo andare a sbattere la sua testa contro un muro di pietra…”.

Come, a questo proposito, sottolinea giustamente anche Pagetti nella sua bella postfazione, notando la contiguità cronologica ma non ideologica fra il fiorire della narrativa lovecraftiana e la rinascita del suprematismo bianco: ”nell’ideologia sventolata dal Ku-Klux-Klan spiccava anche il rifiuto totale dell’evoluzionismo darwiniano, apprezzato invece da HPL. Semmai le parate in costume degli adepti al KKK… fanno pensare a una sfilata di mostri lovecraftiani…”. Un Lovecraft talvolta razzista quindi – e di questo riparleremo – ma assolutamente non “antimoderno” (almeno non certo nel senso voluto dall’evoliana “Rivolta contro il mondo moderno”, infarcita di fumoserie mitologiche ed esoterismi pseudo-iniziatici, come piacerebbe agli “agit-prop” reazionari).

Al sole inumano


Affiorano oltre, in quell’altrove indefinito, le rimanenze di un’esistenza infiammata d’inutili valori, abbagli lasciati evaporare al sole inumano dei Grandi Antichi.

Weird Book presenta “Misteri e curiosità di H.P. Lovecraft” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Misteri e curiosità di H.P. Lovecraft, scritto da Claudio Foti per evidenziare le peculiarità dell’uomo che hanno generato i capolavori del Fantastico e dell’orrore cosmico.

Howard Philips Lovecraft, una delle icone più significative del genere weird, raccontato in un saggio che mette in luce aspetti diversi della sua personalità. Il Solitario di Providence è in realtà un viaggiatore, un amante delle persone e degli incontri, delle novità e delle bellezze della terra. Muovendosi attraverso i viaggi e la produzione letteraria del maestro del weird, i misteri delle sue incredibili teorie prendono un sapore nuovo e contemporaneo che lo rendono precursore dell’arte del fantastico, della meraviglia e del genio dei giorni nostri.

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