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Karma City Blues, un nuovo grande romanzo del Premio Urania Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di Giovanni De Matteo, Karma City Blues, che dopo una gestazione lunga perché Giovanni è certosino, un cesellatore delle parole e dei concetti, è arrivato sugli scaffali virtuali DelosDigital. Ed eccovi, qui sotto, le sontuose parole che descrivono l’opera; per mio conto, non vedo l’ora di leggerla.

Ambientato in una Napoli mezzo secolo nel futuro una vicenda che parte da uno spunto simile a quello di Altered Carbon, il romanzo di Richard Morgan dal quale è stata tratta l’omonima serie tv. Ma dentro c’è molto di più: ci sono le suggestioni indiane che ricordano Ian McDonald, ci sono le arroganti multinazionali che ricordano William Gibson. Tanta roba, per un romanzo da non prendere alla leggera.

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui. Un nuovo grande romanzo dal vincitore del Premio Urania Giovanni De Matteo, finalista al Premio Odissea 2018.

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La didattica della fantascienza, il mio intervento a Stranimondi 2018 – Emanuele Manco


Sul sito di Emanuele Manco il suo intervento, in audio, al panel di StraniMondi sulla Didattica della fantascienza. Ascoltatelo, ne ha parecchie da dire sugli approcci che gli scrittori dovrebbero avere, anche e soprattutto con gli editor…

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, a Reggio Emilia il 17 novembre


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; sabato 17 novembre, alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Per la collana Versi Guasti esce alethe, di Lital Khaikin | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria rafforza la propria collana VersiGuasti con alethe, opera di Lital Khaikin, poetessa dalla cifra stilistica particolare, autentica sperimentatrice e ricercatrice del linguaggio più puro e astratto, capace di raggiungere l’immagine condivisa subliminalmente dei concetti e delle idee. La poetessa si fa portatrice nella sua indagine poetica di una nuova lingua\sapere e, al tempo stesso, del suo profondo e drammatico fallimento. La poesia di Lital Khaikin realizza ciò che molte altre poesie, molti altri tentativi artistici tentano vanamente: la sua parola penetra realmente l’essere. Lo scava oltre i confini dell’ontologia, del tempo\spazio e persino della sua teologia. Come un braccio meccanico, la parola di Khaikin entra negli strati segreti e profondi della realtà, oltre la patina sottile su cui è costruita la nostra quotidiana esistenza e perseveranza, ma ciò che riesce ad afferrare e a portare indietro con sé per rivelarlo a noi nei suoi versi, è solo confusione, incomprensione, astruse immagini, portatrici inconsapevoli di un senso che non possono comunicare.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la traduzione è Valerio Cianci e la copertina è realizzata da Francesca Macor.

Dall’introduzione

Chi è Lital Khaikin?
Non intendiamo nel senso biografico, che possiamo rintracciare dai blog attraverso cui opera l’artista; la definizione sarebbe facile e riassumibile in un semplice: “Writer, editor, publisher, printer, muckraker, paper-maker, mill-rat, sometimes bartender, leaf-kicker”. Non è dunque una poetessa canadese, una performer, un’artista o una giornalista.
Non è questo ciò che vorremmo sapere. Chi è Lital Khaikin è una domanda più profonda, più antica, originaria.
Potremmo chiederci da dove arriva la sua scrittura, il connubio caotico di prosa e poesia, il versificare sfrenato e senza condizioni, le trame oscure e confuse, il coacervo di immagini che creano dimensioni al di là della stessa surrealtà. Immaginare che vi sia una fonte di pura creatività dentro la poetessa, un nocciolo profondo di assoluta ispirazione magmatica e incontrollabile, una demoniaca possessione della parola poetica. Ma non sarebbe ancora ciò che andiamo cercando, Lital Khaikin infatti non è una poetessa surrealista, non trae la propria forza espressiva dalla dimensione inconscia del proprio sé, da quel magma che è l’Es freudiano, così potente, però così chiuso in una individualità monadica. Nulla è più personale e non condivisibile dello spazio nascosto che giace in fondo alla seconda topica di Freud.
La poesia di Khaikin non è affatto un viaggio personale alla ricerca dei segreti recessi della sua personalità multiforme: non c’è Breton fra le sue fonti, né l’Eluard più ispirato.
La risposta alla domanda “chi è Lital Khaikin” non può essere allora ricorsivamente Lital Khaikin: non è lei, né nella sua parte cosciente, né in quella inconsapevole, l’oggetto e il fine della sua indagine poetica.
Lital Khaikin non fa poesia di se stessa, non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

La quarta

Lital Khaikin non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

L’autore

Lital Khaikin è una scrittrice ed editrice russo canadese con base a Montréal. Il suo chapbook, “Outplace” (Altrove), è stato pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Solar Luxuriance, con sede a San Francisco e Oakland. Sue poesie e prose sono state pubblicate, fra le altre, su 3:AM Magazine, Queen Mob’s Teahouse, Berfrois, e sulla collana “Vestiges” di Black Sun Lit. Ha contribuito, con pezzi di giornalismo d’inchiesta, a pubblicazioni come Briarpatch, Media Co-op (Canada) e Warscapes. È inoltre fondatrice ed editrice di “The Green Violin”, una stampa in stile samizdat per la distribuzione gratuita di poesia, saggistica, prosa e annessi e connessi letterari.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Lital Khaikin, aletha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor
Traduzione: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 65 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-98-1

Link:

Nicolas Eymerich. Il lettore e l’immaginario in Valerio Evangelisti | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un saggio che riguarda l’opera principale di Valerio Evangelisti: la saga dell’inquisitore Eymerich. Alberto Sebastiani setaccia finemente ogni risvolto e suggestione del Magister, rivelando connessioni e implicazioni che a prima vista potrebbero sfuggire, anche con le altre pubblicazioni di Valerio.

Il 23 ottobre 2018 è uscito Il fantasma di Eymerich (Mondadori), tredicesimo romanzo del ciclo dedicato all’inquisitore domenicano uscito dalla penna di Valerio Evangelisti. Anche ammesso non sia, come probabile, l’ultimo della serie, siamo giunti al punto in cui l’opera di Evangelisti può essere valutata nel complesso e inserita nell’alveo delle grandi narrazioni popolari italiane. Si assume volenterosamente il compito di tentare questa operazione un grande estimatore del suo lavoro: Alberto Sebastiani conosciuto tra l’altro come firma di Robinson.  La tesi di questo libro di narratologia è molto semplice: tutta l’opera di Evangelisti è coesa, omogenea e ricchissima di rimandi, in pratica un unico grande romanzo. Non solo. Sebastiani ci conduce attraverso le miriadi di avventure narrate da Evangelisti ⎼ ciclo di Eymerich, ciclo Messicano, ciclo del Metallo, ciclo dei Pirati, ciclo Americano e trilogia del Sole dell’avvenire e testi spuri ⎼ ricomponendo il grande mosaico del loro senso complessivo. La storia e la fantascienza rappresentano un campo di battaglia nell’ambito della produzione di immaginario romanzesco. Rinarrare il passato e prospettare il futuro divengono così atti politici più che eminentemente estetici, modalità di riappropriazione.

È anche in quest’ottica che emerge il più importante dei cicli della narrazione: la saga dell’inquisitore Eymerich. Sebastiani dipana meticolosamente i livelli della narrazione all’interno delle opere che vanno da Nicolas Eymerich, inquisitore al sopracitato Il fantasma di Eymerich (che ha letto in anteprima), ne approfondisce le fonti, indica le numerosissime influenze ⎼ con rimandi esplicitati da un singolo nome, roba da far impazzire il fandom ⎼ descrive i personaggi principali tramite l’incidenza di alcuni aggettivi e attività e infine spiega perché un inquisitore che si è meritato il nomignolo di “San Malvagio” è destinato a far innamorare il lettore. Non per niente gli aficionados della saga sono una comunità attiva e numerosa…

Per parafrasare uno dei titoli dei libri di Valerio Evangelisti, Sebastiani tratta l’Opera evangelistiana come One Big Novel e la inserisce a pieno titolo all’interno della storia del romanzo popolare che sia fantascientifico, storico, western o “di avventura”. Un intelligente e affascinante tributo al Salgari del nostro tempo, un autore che noi di Odoya vi invitiamo oggi a (ri)scoprire: se già non lo fate, lo amerete senz’altro.

Trieste Science+Fiction 2018, giorno cinque | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com il resoconto, tra le altre cose, del panel di ieri al Trieste+ScienceFiction Festival su NuoveEterotopie, l’antologia definitiva dei connettivisti con ospite d’eccezione Bruce Sterling.

L’occasione del confronto è l’uscita dell’antologia Nuove eterotopie, edita da Delos Digital (che Fantascienza.com conosce molto bene…). Presenti al Café Rossetti anche i giovani scrittori connettivisti Tonelli, Mastrapasqua e Furlani, oltre alla vulcanica moglie di Sterling Jasmine Tešanović, attivista e scrittrice a sua volta. Se dovessi creare un movimento letterario, dovrebbe essere scientificamente plausibile ma venire dal cuore afferma Sterling. Ma la definizione di un movimento è segno che si è pronti a passare oltre aggiunge relativamente al connettivismo, che lega le diversissime storie di questa raccolta. Arriviamo in fondo alla chiacchierata parlando di quanto il fact-checking scientifico sia importante in questo specifico filone di letteratura fantastica. Anche se lo chiamerei più word-checking chiude acutamente Mastrapasqua. Usciamo con la testa piena di idee da proiettare sul grande schermo assieme ai film, anzi, nei film.

Korchin, il pirata di Pulphagus® | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Korchin e l’odio, romanzo di Lukha B. Kremo ambientato nel medesimo universo sublunare che gli ha permesso di vincere il Premio Urania e non solo, e che ora gli ha consentito di essere finalista al Premio Odissea.

Vincitore del Premio Urania qualche anno fa con Pulphagus® Fango nei cieli, Lukha B. Kremo ha rischiato di vincere anche il Premio Odissea e di nuovo con un romanzo ambientato nello stesso universo: Korchin e l’odio. Poi alla fine le cose sono andate diversamente, ma il romanzo strameritava la pubblicazione, ed eccolo oggi nella collana Odissea Digital Fantascienza in versione ebook. Più in là uscirà, probabilmente, una versione stampata in tiratura limitata.

Dopo il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli, vincitore del Premio Urania, e la serie Pulphagus® L’inferno dei cieli, Lukha B. Kremo torna nel pittoresco e incredibile universo con un’avventura ancora più appassionante. Tutto gira attorno a Korchin, pirata spaziale avvolto dal mistero e dalla leggenda, ex gringo di Pulphagus®, l’asteroide orbitante attorno alla luna usato per lo smaltimento dei rifiuti. Korchin ha un’unica missione, un’unica ragione di vita: costruire la sua vendetta nei confronti di coloro che hanno ucciso Arianna, la donna amata trasformata in Golem.

Fantastica cavalcata nella fantasia più sfrenata, eccellenza di una saga vasta e dal respiro epico; istantanee da un futuro probabile, terribilmente probabile.

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