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Accadrà a Twin Peaks: David Lynch e l’esoterismo – Il blog di Andrea Scarabelli


Sul blog di Andrea Scarabelli un’altra segnalazione degna di nota per quanto riguarda David Lynch e il ritorno, dopo 25 anni di attesa, per Twin Peaks. L’elemento esoterico è anche in questo ragionamento preponderante, ineludibile; uno stralcio:

Serie cult degli anni Novanta, Twin Peaks ha ossessionato l’immaginario collettivo di almeno due generazioni, con i suoi personaggi bizzarri, i dialoghi surreali e i boschi infestati da sinistre presenze. Un successo incredibile, insomma, forse legato ad aspetti non squisitamente “tecnici”. E se dietro alla fortuna degli incubi immortalati da Lynch si celasse altro? Ne abbiamo parlato con Roberto Manzocco, giornalista e docente universitario, autore del purtroppo introvabile Twin Peaks, David Lynch e la filosofia. La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici, uscito per Mimesis nel 2010. La tesi del libro è che le trame della serie nasconderebbero – ma neanche troppo – una serie di elementi esoterici e metafisici. Abbiamo iniziato questa chiacchierata domandandogli quale sia l’origine dell’esoterismo di Twin Peaks, specie considerando le biografie dei suoi due creatori. Vite che, in effetti, riservano parecchie sorprese…

Sia Lynch che Mark Frost sono persone di ampia cultura, con una forte prospettiva personale. Lynch è un seguace della Meditazione Trascendentale, mentre Frost si è occupato di Teosofia, la dottrina esoterica sviluppata da Helena Petrovna Blavatsky, medium, occultista e avventuriera vissuta più o meno nella seconda metà dell’Ottocento. Ma in Twin Peaks troviamo anche elementi provenienti dal folklore degli Indiani d’America e altri elementi cari a Lynch.

Qualche esempio?

L’idea pre-scientifica che l’elettricità sia una forza magica; il fatto che ci siano creature soprannaturali in grado di possedere le persone solo se invitate ad entrare (sulla falsariga dei vampiri, per capirci). E poi il concetto – che ritroviamo spesso nel mondo del paranormale – di vampirismo psichico, l’idea di creature capaci di nutrirsi delle emozioni negative che esse stesse provocano nelle vittime (la famosa “garmonbozia” di cui si nutrono gli abitanti della Loggia Nera, che rappresenta – parola di Lynch – «dolore e dispiacere»). Personalmente, non sono un sostenitore del paranormale, ma sospendo volentieri il mio scetticismo per godermi il lavoro di Lynch e Frost!

Giovanni Agnoloni e Il Liberto – Intervista a cuore aperto su La zona morta | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su LaZonaMorta è comparsa, a opera del sempre eccellente Filippo Radogna, una bella intervista a Giovanni Agnoloni che sviscera i contenuti e le visioni che stanno dietro al suo racconto Il liberto, recentemente uscito per la collana Spin-Off della Kipple Officina Libraria che narra le vicende dell’Impero Connettivo. Vi diamo uno stralcio dell’intervista:

Si tratta di una storia che ha quale protagonista un postumano, dal sibillino nome di Kneo. Egli è un cosiddetto poliziotto temporale al servizio dell’Impero Connettivo che tutto domina nelle profondità smisurate dello spazio siderale. L’autore ci ha fatto presente come la genesi del racconto è stata abbastanza lunga, poiché il testo è cresciuto a tratti per rivelazioni provenienti dal suo profondo che apparentemente possono sembrare disconnesse tra loro, ma hanno un’ottima unitarietà. “Dalle prime idee – ha asserito – sono passati almeno due anni, ma la stesura, alternata da altri lavori di scrittura e di traduzione, ha richiesto circa un anno”.

Ma chi è il liberto? Qual è la sua identità? E qual è il suo ruolo e soprattutto il suo incarico? “La sua missione – ci ha risposto Giovanni Agnoloni – è cercare un’anomalia, situata in un momento specifico dell’arco temporale delle vicende dell’Impero Romano, ovvero un nucleo di ribellione o disordine suscettibile di alterare la stabilità del potere del “New Connective Empire”, la parte materiale dell’Impero Connettivo, che nella saga ideata da Sandro Battisti è retta dal postumano Sillax per conto dell’imperatore Totka_II”.

Qui sotto i dati salienti dell’opera.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

Link

Syncness, speak to me human being | Neural


[Letto su Neural]

Una delle leggende su San Francesco è che egli fosse letteralmente capace di parlare con gli animali e venisse perfettamente compreso. La narrazione tramandatasi descrive un dialogo al di là della mera empatia e al di là di qualsiasi pretesa di riconoscere la causa e l’effetto dei gesti o del contatto visivo. Quella relazione – invece – a molti sembra attinente a quella comprensione reciproca che si realizza condividendo uno stesso linguaggio. “Syncness” di Saša Spačal e Slavko Glamočanin è un’opera che affronta scientificamente lo stesso argomento. Comprende una struttura in legno con altoparlanti integrati che ospitano grilli di casa (acheta domesticus). Un microfono davanti alla struttura consente all’uomo di filtrare le proprie frequenze vocali in modo da adattarsi al gracchiare del grillo basato sul tempo e sul ritmo. Quello che scaturisce da questo dialogo viene quindi riportato allo spazio esterno. “Syncness” critica la dominazione antropocentrica dei suoni umani – antropofonia – nella ricerca di vita al di fuori della terra ma mette anche in dubbio la costruzione artificiale delle lingue e l’infallibilità che attribuiamo alle macchine.

GIOVANNI AGNOLONI A “LINEA NOTTE” (RAI 3) | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Ed ecco il video della trasmissione di Rai3 Linea Notte, in cui Giovanni Agnoloni è stato coinvolto due giorni fa. Intervento fantastico…

David Lynch a tutto campo | FilmTv


Su FilmTV una bella intervista a David Lynch, autore del ritorno di Twin Peaks, serial TV che in questi ultimi giorni mi sta facendo parlando molto a causa della terza serie, un ritorno che scocca 25 anni dopo la fine della seconda serie.

Confessa poi di aver rivisto la serie originale: «L’episodio pilota è quello che dà il tono a tutto, per me è molto speciale, è l’essenza di Twin Peaks. Mi fa piacere che ci siano così tante teorie sulla serie e anche se non le leggo ritengo che tutte loro siano valide. Siamo tutti detective, vogliamo capire le cose. La vita è la prima cosa che vogliamo capire e quindi è bello che la gente cerchi delle interpretazioni. Le ultime cose che ho visto che mi hanno fatto pensare sono Mad Men e Breaking Bad, mi hanno trasportato in un mondo e accompagnato nel modo giusto».

Edizioni Hypnos presenta “La ballata di Black Tom” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione de La ballata di Black Tom, romanzo di Victor LaValle in uscita per Edizioni Hypnos, che riprende uno dei classici del fantastico, Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft, immergendolo nella realtà degli afroamericani della New York degli anni ‘20, raccontandoci del giovane nero Charles Thomas Tester e di cosa gli successe dopo l’incontro con l’occultista Robert Suydam a Flatbush.

New York, anni ‘20. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?

Lovecraft continua a essere seminale, imperdibile, geniale, l’orrore cosmico annichilisce sempre l’umanità.

Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore | Sherlock Magazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un saggio di Hans Tuzzi che spiega, o meglio suggerisce, come scrivere narrativa di genere, seguendo sopratutto l’istinto se alla base di tutto c’è la sostanza interiore, se c’è lo scrittore. Si parla soprattutto del Noir…

Se chi si appresta a leggere questo libro spera di trovare enunciati regole e precetti più o meno ovvi su come scrivere cosa, allora forse è meglio che abbandoni il libro e l’idea di diventare scrittore. Il talento, l’istinto sono necessari. Vanno educati, certo, ma sono necessari. Uno scrittore autentico i fondamentali li avverte ben prima ancora di elaborarli in concetti. Chi, non pago di affidarsi al tacito insegnamento dei Maestri, sente il bisogno di un prontuario cui attenersi, è meglio che lasci perdere: la letteratura non è un compitino. Men che meno un suo compitino. Per vari aspetti, il processo di creazione letteraria è come il tempo per sant’Agostino: “Se nessuno mi chiede cos’è, lo so; se devo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più”». Così esordisce Tuzzi, in questa conversazione che – articolata in dieci capitoli: Prima di scrivere; Stile, struttura, scrittura; Come agganciare il lettore; Dire, non dire, da chi farlo dire; Come caratterizzare i personaggi; Finali chiusi, finali aperti; Buona e cattiva letteratura; Tutti i colori del genere: giallo nero rosa; Due o tre cose sul giallo perfetto? e Due o tre cose sul perfetto lettore di gialli – propone a un più vasto pubblico di lettori il ciclo di lezioni tenuto per Radio Popolare. Non banali ricette di tecnica espressiva o di forma narrativa, non fabula, intreccio, narratore interno esterno o ambiguo, ma più fertili considerazioni su limiti e potenzialità della parola, sulla potente irrealtà della letteratura.

 

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A X I S m u n d i

Rivista di cultura, tradizione, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

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