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Tarwater – Tesla


Come dovrebbe suonare il pop – grazie Stefano Bertoli.

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NICK MASON SAUCERFUL OF SECRETS: AGGIUNTA UNA DATA IN ITALIA! | PINK FLOYD ITALIA


Nuova data italiana a luglio per Nick Mason e i suoi Saucerful of Secrets, band che ritratteggia i primi lavori dei Floyd, fino a DarkSideMoon escluso; ora tra i gig previsti c’è anche Taormina il 12 luglio. Ecco l’elenco completo delle date italiane preso da PinkFloydItalia.

8 Luglio – Chieti – Arena la Civitella
12 Luglio – Teatro Antico di Taormina
14 Luglio – Ravenna – Palazzo Mauro de Andrè 
16 Luglio – Roma – Auditorium Parco della Musica
17 Luglio – Perugia – Umbria Jazz Festival Arena Santa Giuliana
18 Luglio – Brescia – Piazza della Loggia

Ager Sonus – The Settlement


Nel declino di civiltà e luoghi, le latenze di divinità arcaiche emergono dai sensi, lasciando soltanto vivide impressioni delle loro ombre.

I Miti di Cthulhu: in arrivo il volume sui precursori e continuatori dei miti


Su HorrorMagazine la segnalazione del prossimo arrivo in libreria di  I Miti di Cthulhu, tomo Mondadori dedicato al Solitario e ai suoi precursori ed eredi, visto che la caratteristica della pubblicazione è proprio l’indagine sul prima, durante e dopo Lovecraft.

Molti i nomi coinvolti nel volume, tra questi cito liberamente E.A. Poe, Ambrose Bierce, Algernon Blackwood, Arthur Machen, Lovecraft stesso, Clark Ashton Smith, Robert Bloch, Ramsey Campbell, Colin Wilson, Giulio Leoni, Errico Passaro e tanti altri; un libro imperdibile, da avere senza se e  senza ma.

Filmhorror.com – Alessandro Forlani inaugura la collana Heroic Fantasy Italia!


Su FilmHorror la segnalazione di La scure e i sepolcri, nuovo lavoro di Alessandro Forlani di cui incollo la quarta:

“Non ci sono tenebre tanto fitte che un’ascia ben affilata non possa tagliare in due.”

Thanatolia: il continente-necropoli dove la negromanzia è legge e i cui sepolcri custodiscono favolosi tesori. Malqvist, valoroso guerriero ridotto a tombarolo, leale, sfortunato, diffidente di qualsiasi forma di magia, si trova a misurarsi con entità aliene, demoni, mostri antropofagi e subdoli stregoni. Attorno a lui una folla di personaggi, mercanti senza scrupoli, cinici avventurieri, fanciulle in pericolo ma soprattutto pericolose, combattenti abbrutiti e prostitute generose, che Alessandro Forlani ritrae, vividi e indimenticabili, con la sua prosa fantasiosa e inventiva.

Conoscendo la qualità che normalmente sforna Alessandro, credo sia un altro dei volumi imperdibili per il cultore del fantastico: edotore DelosDigital, whatelse?

Lankenauta | Magniverne


Su Lankenauta la recensione a Maginverne, la raccolta di racconti weird scritta da Maurizio Cometto. Un estratto:

Quella di Magniverne è una provincia piemontese dall’aspetto fiabesco, seppur molto vicina alla grande città, che nasconde un lato oscuro di cui gli abitanti, per lo più omertosi, sono spesso consapevoli, ma che solo i bambini, col loro sguardo vergine ed ingenuo, riescono a rivelare, non avendo ancora ricacciato le paure collettive nelle profondità del loro inconscio. Oscurità e misteri, sullo sfondo di incombenti e mostruosi doppelgänger, che mostrano il loro fulcro e la loro genesi in luoghi ricorrenti, a volte innominabili e proibiti, a volte del tutto evidenti, elementi imprescindibili del paesaggio di Magniverne: il già citato e onnipresente fiume Labironte (forse una voluta somiglianza con l’infernale Acheronte?), i rifugi nelle oscurità del bosco, il vecchio mulino, che le dicerie di paese vogliono volta volta infestato di fantasmi, ma probabilmente luogo dove si manifestano creature e realtà molto più terrificanti e definitive a confronto dei più rassicuranti spettri. Intendiamoci, i racconti di Cometto presenti in “Magniverne” – “Il costruttore di biciclette”, “L’uomo invisibile”, “Magniverne sommersa”, “Via da Magniverne”, “Un ragazzo solitario”, “Ritorno a Magniverne” – non seguono sempre uno schema prestabilito, e da questo punto di vista viene meno il rischio della monotonia. Se in alcuni scritti l’atmosfera fiabesca la fa da padrone, in presenza di protagonisti appena adolescenti, circondati loro malgrado da realtà soprannaturali e da irrisolto mistero, in altri scritti l’infanzia e la giovinezza, col loro carico di angoscia e di rimorsi, rappresentano storie di un passato che riemerge nonostante i tentativi di rimozione e con evidenti effetti da incubo.

Un’antologia che crediamo sarà apprezzata e che confermerà ancora volta l’importanza di uno scrittore che, forse a causa di un genere poco considerato e soprattutto ancora poco compreso dalle grandi case editrici, meriterebbe ben altra considerazione.

Decadere nell’eterno. Trittico decadente David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare un’opera inusuale eppure moderna, che contiene quello che potremmo definire un inganno, poiché i tre autori presentati sono considerati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso per la loro prima volta: David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne presentano, perciò, grazie alla riscoperta di Marco Raimondo, Decadere nell’eterno. Trittico decadente.
Poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre morti abbiamo letto, tre modi di eternare attraverso la morte: in Barnitz era la bellezza dell’amata, in Stenbock l’amore stesso e in Swinburne la brama e il desiderio, la passione erotica. Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.
La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli e la traduzione è di Marco Raimondo; la copertina è Oh, What’s That in the Hollow…?, olio su tela di Edward Robert Hughes.

Dall’introduzione

In questo nuovo VersoGuasto, grazie al prezioso lavoro di riscoperta e traduzione di Marco Raimondo (già autore del volume sesto di questa collana, DNAbyss), abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati nello scorrere del tempo e impolverati di quella sostanza biancastra, che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati per aprirli nuovamente ai nostri occhi di lettori.
Chiediamo a chi si appresta a queste pagine di condividere il nostro inganno, mio e di Marco Raimondo, e di considerare i tre autori presentati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta. Che sia questo VersoGuasto un debutto, il debutto di tre poeti decadenti di fine Ottocento: poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.

La quarta

Abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati: le poesie di David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, tre poeti decadentisti, letti come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta.

Gli autori

David Park Barnitz nacque nel 1878 a Wheeling, West Virginia e morì nel 1901 per patologia cardiaca congenita.
Eric Stanislaus Stenbock (Conte) nacque nel 1860 a Cheltenham, Inghilterra e morì nel 1895 di cirrosi epatica.
Algernon Charles Swinburne nacque 1837 a Londra, Inghilterra e morì nel 1909.

Il curatore e traduttore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino. È fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano; s’interessa di biotecnologia e dei lati oscuri del progresso, di nuove forme di comunicazione, studio e conservazione di antiche tradizioni gnostiche e dualiste.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, Decadere nell’eterno. Trittico decadente
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Edward Robert Hughes
Cura e traduzione: Marco Raimondo

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 54 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-03-3

Link:

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