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La nostra Ksenja Laginja è finalista al Premio Gozzano 2017 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Continuano i riconoscimenti per la nostra redazione. Dopo che Roberto Bommarito (in coppia con Alessandro Napolitano) ha conquistato la finale dell’Urania Short, ora tocca alla nostra Ksenja Laginja, artista grafica, responsabile della Comunicazione nonché autrice, arrivare alla finale del Concorso nazionale di poesia e narrativa Guido Gozzano 2017, nella sezione Poesia inedita.

In attesa della nomina dei vincitori, che avverrà ai primi di ottobre e che verranno premiati il 14 ottobre a Terzo, vogliamo complimentarci con Ksenja, incrociando le dita.

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*** Esce la Gazzetta Ufficiale di Trantor n.14 | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto sul blog della NazioneOscura]

Per il XIII anniversario dell’autonomia (0 vendemmiaio 137, 22 settembre 2017; l’Indipendenza è lo 0 nevoso, 21 dicembre) esce la Gazzetta Ufficiale di Trantor n° 14, organo d’informazione ufficiale della Nazione Oscura Caotica-Neorepubblica di Torriglia/Livorno Città Aperta, in formato digitale PDF.

La Gazzetta di Trantor è disponibile qui in formato PDF a colori al prezzo simbolico 0,10 avatär (10 centesimi di euro) a copia.

I ministri e chi occupa posizioni istituzionali hanno diritto a una copia gratuita, che hanno ricevuto via e-mail.
Qui potete vedere (e acquistare) tutte le Gazzette uscite.

PS: Tutti i post che si riferiscono alle Gazzette precedenti hanno i link del vecchio sito e quindi non validi. Trovate tutto nel nuovo sito al link sopra indicato.

Nuove eterotopie, l’antologia definitiva del connettivismo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia del Connettivismo, curata da Giovanni De Matteo e da me e splendidamente illustrata in copertina da Ksenja Laginja. Il titolo dell’opera è Nuove Eterotopie ed è edita da Delos Digital; ha al suo interno sedici racconti che, in qualche modo, rappresentano la selezione finale di ciò che il Movimento ha espresso finora nella narrativa breve; a completare l’opera c’è Bruce Sterling, autore americano cofondatore del Cyberpunk e ora italianizzato, che ha dedicato a tutti i connettivisti un magnifico romanzo breve inedito, tradotto da Marco Crosa, vera ciliegina sulla torta di un’operazione completata, infine, dalla dotta postfazione di Salvatore Proietti.

Le eterotopie sono luoghi dischiusi su altri luoghi, spazi “connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi designano, riflettono o rispecchiano” (Michel Foucault). Le utopie sono consolatorie, le eterotopie inquietanti: “minano segretamente il linguaggio”, “spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni”. Come i racconti qui racchiusi, che dissolvono i confini tra i generi in una miscela esplosiva di speculazione scientifica, anticipazione tecnologica, sperimentazione linguistica e proiezione sociologica. Sedici nuove eterotopie, dunque. Più una: un inedito di Bruce Sterling, scritto espressamente per quest’antologia. Postfazione di Salvatore Proietti.

Nuove Eterotopie,  Odissea Fantascienza 70, pagg. 336, Euro 18.00, ebook Euro 4,99.

P.S. – Permettetemi, in tutto ciò, di ringraziare l’editore Silvio Sosio per lo sbattimento affrontato nella lunga gestazione dell’opera, la sua pazienza e competenza e disponibilità estrema ha sempre costituito per me, e credo anche per Giovanni, un faro nell’abisso siderale verso cui tendere. Grazie ancora per tutto, Silvio 🙂

Presentazione della raccolta di racconti di Filippo Radogna, L’enigma di Pitagora e altre storie


Giovedì 28 settembre, alle ore 10.00, sarà presentato a Matera all’ITAS Briganti, l’antologia di Filippo Radogna “L’enigma di Pitagora e altre storie”, edita da Altrimedia Edizioni; la prefazione è di Donato Altomare mentre la postfazione è di Giovanni De Matteo. Copio dal comunicato stampa dell’editore, che ha felicemente ben centrato le tematiche dell’autore:

Ciò che narra Filippo Radogna ne “L’Enigma di Pitagora e altre storie”  (ed. Altrimedia Matera, pagg. 192 – Euro 15) sono mondi utopici sospesi tra passato e futuro, ipertecnologia e mistero.  L’ambientazione è tutta lucana e si svolge negli scenari della millenaria Città dei Sassi, l’altopiano delle Murge e le rive dello Jonio, mare che evoca l’antica mitologia. Una nuova chiave di lettura del territorio apprezzata dalla comunità del fandom fantascientifico. Anche questo ha portato lo scorso anno l’autore materano a vincere il Premio Italia, nella categoria su pubblicazione amatoriale, con il racconto fanta-noir “L’enigma di Pitagora”, che ha dato il titolo alla raccolta.

L’antologia sarà presentata a Matera nell’ambito della manifestazione letteraria internazionale Women’s fitction festival giovedì 28 settembre all’Istituto tecnico agrario “G. Briganti”. Oltre all’autore, moderati dalla giornalista Sissi Ruggi, interverranno lo scrittore Donato Altomare, presidente della World Science Fiction Italia, Francesco Cellini direttore scientifico della società di ricerca Metapontum Agrobios, Gabriella Lanzillotta responsabile delle relazioni esterne di Altrimedia e Adriano Santulli, vice preside dell’Itas.

“Sono felice – sostiene Radogna – di presentare l’antologia al Women’s fiction festival nell’ambito degli incontri con le scuole. Con l’organizzatrice del festival, Maria Teresa Cascino e l’editore di Altrimedia, Vito Epifania, abbiamo scelto l’Itas poiché nel testo sono presenti scenari futuribili e ambientali come nel racconto “Il Grano di Dio” in cui sono descritti gli effetti inquietanti di sperimentazioni biotecnologiche. Su questo racconto le docenti di lettere dell’Itas Anna Fantini e Marianna Loponte stanno predisponendo un programma didattico interdisciplinare per realizzare un cortometraggio con gli studenti”.

“È nostro interesse – aggiunge Vito Epifania – dopo le positive esperienze con i noir ambientati a Matera, provare anche con la fantascienza lucana. Ci siamo già inseriti in questo genere letterario con l’antologia “Rosa Sangue”. Con Radogna, che propone una letteratura di idee al contempo avvincenti e divertenti, proseguiamo fiduciosi sulla strada del genere fantastico.” L’antologia prossimamente sarà presentata a Taranto e Potenza.

Purtroppo non potrò esserci, ma la mia psiche è lì, a sostenere e vivere questo bellissimo esperimento di Filippo. I miei complimenti e auguri.

Tanti auguri a Stephen King! | FantasyMagazine


Oggi Stephen King festeggia 70 anni. Ce lo ricorda anche FantasyMagazine, presentando un’infografica essenziale ma dettagliata. Auguri, Maestà!

Interface I, system tension and complexity | Neural


[Letto su Neural]

Non c’è alcun software, per lo meno non qui che si possa vedere. Invece troviamo un’infrastruttura, un sistema collegato insieme da motori, stringhe e elastici, messi in movimento per caso generato dalla radiazione ambientale naturale della nostra terra. Interface I di Baecker è una cosa tangibile nel mondo – trasparente e spettacolare – sotto l’influenza degli ambienti circostanti, nonché della logica della sua stessa materialità che è soggetta alle leggi della fisica che governa tutte le altre entità materiali. Due sistemi interattivi si trovano uno di fronte all’altro verticalmente, connessi attraverso le stringhe nella loro parte centrale. Ogni sistema è alimentato da un motore che spinge questi sistemi in direzione contraria. Baecker genera una tensione e una problematica in questo sistema grazie all’attaccamento delle bande elastiche che legano accoppiandole ogni stringa alla sua vicina. Il movimento e il comportamento del sistema nel suo insieme sono influenzati da segnali casuali provenienti dai tubi Geiger Mueller che trasmettono delle vibrazioni. Così, il comportamento del sistema si svela con l’andare del tempo in quanto passa e risponde alle fluttuazioni materiali e entropiche. Interface I attira la nostra attenzione su una molteplicità di cose: all’infrastruttura di internet e al suo rapporto con la geografia; ai protocolli, ai pacchetti e ai percorsi delle informazioni; ai mercati economici, ai rischi e ai calcoli; alle reti elettriche e di comunicazione. Ma lo scopo di Baecker non è tanto quella di parlare con un’interpretazione chiara. Al contrario la sua estetica deliberatamente minimale ambisce ad elaborare una comprensione implicita di sensazioni e percezioni che riguardano la relazione fra tecnologia e geofisica. Quello che realizza qui è un nuovo modello di immagine, che cerca di rappresentare un sistema che include I suoi processi e la sua struttura. Un’immagine di un arrangiamento complesso, aggrovigliato alle condizioni ambientali e geopolitiche, che è impegnato in maniera attiva nella propria composizione. Egli suggerisce una critica lontana dall’analisi delle sole interfacce e rivolta a capire come siano connesse e modellate dai movimenti nel mondo. Questa mediazione sulla temporalità delle interfacce apre un varco sulla speculazione riguardante l’ambito materiale della tecnologia e la sua costruzione culturale. Ma cosa possiamo ottenere da un’analisi critica di una tale sistema? Come possiamo pensare alla struttura di interfacce e ai vari livelli in cui operano? Prima di tutto, una comprensione più ampia di un’interfaccia e di un’infrastruttura mette in primo piano i processi di distribuzione che sono stati nascosti dai processi di produzione e consumo. Questo ci porta a pensare le interfacce su diversi livelli, lontano dal pensarle rigide e inflessibili. Invece le riconosciamo come parte di relazioni socio-tecniche multivalenti che coinvolgono un’analisi critica degli standard e dei formati necessari per indirizzare le informazioni tra di loro. Secondariamente, I materiali unici che sono necessari per modellare, dare energia e sostenere la distribuzione delle informazioni attraverso i sistemi e gli ambienti. Questo pone nuovi arrangiamenti, oggetti e interessi al centro dell’attenzione, e apre una distanza critica dal considerare altri modi di guardare e pensare le interfacce. In un momento di incertezza politica e di produzione, forse una distanza critica è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

Twin Peaks: David Lynch pensa a una quarta stagione | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la notizia di una possibile quarta stagione di TwinPeaks, certo non dietro l’angolo ma, forse, possibile tra qualche anno. KeepTalking

Subito dopo la conclusione della serie, hanno cominciato a girare voci riguardo a un possibile seguito e David Lynch, intervistato da EW, è rimasto sul vago, non confermando né smentendo la possibilità di una nuova stagione in cui risolvere alcuni misteri ancora senza risposta. Queste le sue parole:

Non ne abbiamo parlato. È appena finito! Ma se dovesse esserci un’altra stagione non andrebbe in onda prima di quattro anni. Dobbiamo aspettare e vedere”.

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