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10 anni di Paolo Barbieri a FantastikA Dozza | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine una segnalazione che riguarda Paolo Barbieri, illustratore e autore schivo ma bravo, bravo, bravo. Un estratto:

Nato, artisticamente parlando, come autodidatta approcciato alla fantascienza con quei robottoni, come li chiama lui, che vedeva in televisione e che copiava velocemente durante le puntate in onda.  Un tipo di fantascienza romantica, dice, che ha interiorizzato anche se non vedeva molto l’aspetto romantico a 6 anni e che ha poi cercato di migliorare, anche se è una bestemmia scherza su. Ma questo cercare di migliorare quei soggetti fu una palestra per la mente, portandolo a intraprendere una carriera come illustratore. Prima di approcciarsi al fantasy, Paolo Barbieri, tramite vari studi con cui ha collaborato, ha lavorato alle copertine di Urania, iniziando così a lavorare con gli editor della casa editrice Mondadori. Da lì, passò poi al fantasy e nel 2008 arrivò il primo libro illustrato del Mondo Emerso, seguito da un secondo nel 2010. Fu poi dal 2011 che iniziò la carriera come autore, oltre che illustratore, con L’inferno di Dante, primo libro illustratore interamente di Barbieri.

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*** Esce la Gazzetta Ufficiale di Trantor n.15 | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Per il XIV anniversario dell’autonomia (0 vendemmiaio 137, 22 settembre 2018; l’Indipendenza è lo 0 nevoso, 21 dicembre) esce la Gazzetta Ufficiale di Trantor n° 15, organo d’informazione ufficiale della Nazione Oscura Caotica-Neorepubblica di Torriglia/Livorno Città Aperta, in formato digitale PDF.

La Gazzetta di Trantor è disponibile qui in formato PDF a colori al prezzo simbolico 0,10 avatär (10 centesimi di euro) a copia. I ministri e chi occupa posizioni istituzionali hanno diritto a una copia gratuita, che hanno ricevuto via e-mail. Qui potete vedere (e acquistare) tutte le Gazzette uscite.

PS: Tutti i post che si riferiscono alle Gazzette precedenti hanno i link del vecchio sito e quindi non validi. Trovate tutto nel nuovo sito al link sopra indicato.

Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione del documentario Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, di David Pujol. Un tale artista, probabilmente uno dei due o tre più grandi artisti del secolo scorso, capace di gettare la sua possente ombra anche in questi Duemila, non poteva passare inosservato al Cinema documentaristico. Un estratto:

Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità segue un percorso diverso da quello che ci si aspetterebbe; complice la partecipazione di Jordi Artigas, coordinatore delle Case Museo Dalí, e di Montse Aguer Teixidor, direttrice del Museo Dalí, il documentario verte irrimediabilmente verso una prospettiva locale, concentrandosi in maniera quasi feticista sulle aree di influenza dei due direttori: Portlligat e Figueres. Questa mossa evidentemente auto-promozionale si macchia di immense e pesanti omissioni, offrendo però in riscatto un’immagine intima e umana di Dalí, un’analisi che esplora a fondo il suo rapporto con la famiglia di origine e il simbiotico legame con la sua storica compagna e musa, Gala.

Trieste Science+Fiction 2018, ecco i primi titoli della selezione ufficiale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la lista dei film selezionati per la proiezione al Trieste Science+Fiction 2018. Ce ne sono di davvero intriganti, vi lascio ad alcune sinossi:

Ederlezi Rising di Lazar Bodroža

Opera d’esordio del regista serbo Lazar Bodroža, il film verrà presentato in anteprima nazionale in concorso nella selezione ufficiale del Trieste Science+Fiction. In un futuro distopico il socialismo ha ormai soppiantato il capitale, mentre le grandi industrie stanno colonizzando nuovi pianeti. L’astronauta Milutin (Sebastian Cavazza) viene inviato in missione su Alpha Centauri da parte della Ederlezi Corporation. Ad accompagnarlo in questo viaggio interstellare una androide di nome Nimani (Stoya), dotata di un avanzato sistema operativo che le permette di fargli compagnia e assisterlo. Una storia d’amore surreale nello spazio intergalattico, in cui l’ambientazione fantascientifica offre una perfetta cornice attraverso cui raccontare intense vicende personali, che costituiscono anche una metafora sociale di ampio respiro, allontanandosi al contempo dalle molte convenzioni della realtà.

Prospect di Chris Caldwell e Zeek Earl

Sempre fuori concorso è il titolo di Chris Caldwell e Zeek Earl, che danno vita a un universo originale, ricco e dettagliato, raccontandolo dal punto di vista degli emarginati che vivono ai confini della civiltà. Persone che si addentrano nelle insidiose frontiere dello spazio, spinti da una insostenibile situazione economica, mettendo a rischio la propria vita in cerca di un’occasione di riscatto. Al centro della vicenda una ragazzina in viaggio col padre verso una luna aliena alla ricerca di fortuna: i due, infatti, hanno ottenuto un contratto per estrarre da un enorme deposito delle gemme particolarmente sfuggenti, nascoste nella tossica foresta della luna. Ma non sono i soli a percorrere questo mondo ostile in un western fantascientifico che ci parla di lotta per la sopravvivenza e nostalgia di casa. Dalla line-up del SXSW, un’opera prima ricca di fascino e suggestioni.

Await Further Instructions di Johnny Kevorkian

Il regista inglese Johnny Kevorkian, qui al suo secondo lungometraggio, dirige un thriller fantascientifico, che verrà proiettato in anteprima italiana in concorso al Trieste Science+Fiction 2018. Un’opera inquietante e ricca di fascino, in perfetto stile Cronenberg. La storia ruota attorno alla famiglia Milgram che, intenta a celebrare il Natale, si accorge di una misteriosa sostanza nera che ha circondato la loro casa. Qualcosa di terribile sta per accadere, ma cosa? Un disastro ambientale, un attacco terroristico, una guerra nucleare? In mezzo a discussioni sempre più infervorate viene accesa la TV, alla disperata ricerca di informazioni. Ma sullo schermo c’è solo una scritta che lampeggia sinistramente: “Restate in casa in attesa di ulteriori informazioni”. Mentre i messaggi televisivi diventano sempre più minacciosi, paranoia e tensione si accumulano. Nel cast David Bradley (Il Trono di Spade), Sam Gittins (The Smoke), Holly Weston (Howl), Kris Saddler (The Hour) e Grant Masters (Silent Witness).

Martina Campi, poesie da “Cotone” | Istanze & Fantasmi


Il primo tratto notevole della scrittura di Martina Campi è la mancanza di vocazione alla protesta. Sono esclusi dalla sua tavolozza i toni della rabbia e del lamento, anche nella forma attenuata dell’amarezza e del rimpianto. La sua voce è vibrante ma pacata. Il secondo tratto notevole è che mai o quasi mai usa il pronome io. A esso preferisce il noi e il tu. Non si tratta solo di una scelta stilistica -per quanto la poesia di Martina, come quella di Mandel’stam, come la pittura di Cezanne, sembri per scelta provenire dalle cose, come un canto degli oggetti, non egocentrico e non antropocentrico- ma della spia di una sensibilità autenticamente plurale, di un pudore autentico della soggettività. Delicate ma indistruttibili, sono davvero, queste, poesie di cotone. E sono poesie di silenzi.

William Kentridge ha realizzato, sul Lungotevere, un vasto murale non dipingendo sulle mura, ma pulendo lo sporco accumulato su di esse dal tempo. Ha lasciato “sporca” solo l’area delle sue figure. Ha lavorato, più che per sottrazione, per inversione, non realizzando le figure ma i vuoti. Martina Campi inverte in modo simile il rapporto fra canto e silenzio. Non è il silenzio una pausa nel canto, ma il canto una pausa nel silenzio. La sua poesia non è la più “tecnicamente” parca di parole, ma è una poesia silenziosa. Nel silenzio si ascolta. Martina lo sa come essere umano, che parla poco ma ascolta moltissimo. E lo sa come musicista sperimentale. Sa che in 4’33’’ di John Cage la musica altro non è che i suoni della sala da concerto, resi udibili dal silenzio del pianista.

S’incontrano molti sorrisi, avventurandosi in questa raccolta. Momenti d’ironia, di evasione fiabesca. Spunti surreali straniati dall’andamento discorsivo o notazioni quotidiane rese surreali dal verso breve. S’incontra una cura cristallina del suono dietro l’apparente ingenuità discorsiva. Ogni piccola gioia, in questa poesia, è medicina contro la più pura sofferenza.

Così, Giorgio Galli, definisce la poesia di Martina Campi. lo fa qui, citando poi esempi lirici della Campi. A me basta ciò per apprezzarne la scrittura.

Nelle conversazioni notturne, tenute per sogno,
le persone si attraversano annuendo,
corpi resti di lividi.

Le televisioni trasmettono immagini analogiche
dai contorni indefiniti, che possono essere corretti
con una semplice messa a fuoco dello sguardo.

Le poltrone poi, sono quelle conosciute,
accumulate nella memoria, con le tappezzerie e tutto il resto,
di qualche luogo appartenuto all’infanzia.

E ogni cosa è un messaggio (senza generalizzare,
né per la necessità di costruire coerenze),
regno d’altre sfuggevoli significanze.

Ogni scoperta fatta qui è piccola e raggelante,
segreto torbido, corpo che non ha materia
come quella donna, immobile sul pavimento.

Si vorrebbe fuggire, cercare i luoghi certi della pioggia
o fumare soltanto, in tumultuoso silenzio:
ma il fatto è che non ha veramente sanguinato.

Anche i cori, sono lontani
voci senza gola, anime appartenute ai viventi
alito d’ombre e tamburi.

Il gatto, con polmoni piccoli di gatto, infine
prende la sofferta decisione di fumarsi una sigaretta

e lo spazio, che trasporta distanze lunghe come lunghe
bugie, si mostra noncurante di ogni altrove.

L’intervista di ZeBuk | False percezioni


Intervista a Luigi Milani, interessante come sempre, come chi ha sempre qualcosa di intelligente da dire. Un estratto:

Per Il demone di carta hai dichiarato di esserti ispirato a Dylan Dog. Cosa ti piace di più nel fumetto?
Il fumetto in generale è un mezzo espressivo formidabile. Più immediato della semplice parola scritta, può contare sull’innegabile maggior forza narrativa delle immagini e sulla capacità di catturare l’attenzione del lettore attraverso il racconto per immagini. Nel caso specifico di Dylan Dog le storie e le atmosfere create da autori del calibro di Tiziano Sclavi, Corrado Roi, Angelo Stano e Giovanni Freghieri, sono di qualità talmente elevata che non si può non restarne stregati. Per non parlare del peso che ha avuto nel gettare le fondamenta del mio immaginario di bambino quel vero e proprio gigante del fumetto che rispondeva al nome di Jack Kirby, autore dalla fantasia sconfinata e dalla matita ineguagliabile.

Il tuo racconto è molto cupo e claustrofobico: il protagonista è un uomo ossessionato dalla sua ex che inizia a sognare cose che poi accadono davvero. Tu credi che ci sia qualcosa al di là della realtà?
Ne sono fermamente convinto. Al di là delle personali credenze religiose, credo che la nostra esistenza non si realizzi solo ed esclusivamente sul piano materiale. Al contrario, anche senza andare ad avventurarmi in terreni pericolosi — in tutti i sensi! — come l’aldilà, credo ad esempio che la dimensione onirica possa rappresentare per ciascuno di noi un’altra, non meno importante, dimensione nella quale il nostro io vive una sorta di esistenza parallela, a volte più appagante e interessante, altre al contrario meno rassicurante di quella che viviamo tutti i giorni nelle nostre case, sul posto di lavoro, assieme ai nostri cari.

Il racconto Il demone di carta finisce all’improvviso, proprio sul più bello, e dispiace non sapere cosa succederà al protagonista. Pensi di scrivere un seguito?
Vi confesso che non avevo pensato a tale eventualità, anche perché credo che il lettore, giunto alla fine del racconto, abbia compreso perfettamente la sorte che attende il protagonista… Tuttavia, se l’editore dovesse incoraggiarmi a scrivere un seguito, non mi tirerei certo indietro!

DEPECHE MODE – Strangelove (HQ Visualised Sound, 4K-Ultra-HD, Lyrics)


Bellissimo video originale per i Depeche Mode, un loro vecchio hit ancora attuale.

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