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Archivio per Matematica

Frattali perenni


Lo scenario si apre su etichette olografiche che dispiegano informazioni, archetipi in perenne formazione frattale esplorano il continuum.

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Sensorium, il fantaeros di Battisti | PostHuman


Su PostHuman una bella recensione al mio Sensorium, raccolta di racconti sessoquantici editi da DelosBooks. Mario Gazzola, artefice della recensione, traccia i percorsi delle mie suggestioni e delle immagini a corredo della pubblicazione di Ksenja Laginja e li mette in relazione con la corrispondente letteratura, più o meno erotica, della SF mondiale.

Raccogliendo la sfida delle orge surreali e visionarie di Burroughs e quella della narrativa “entropica” di Gibson (che ti butta dentro le situazioni delle sue storie senza alcuna spiegazione sulle tecnologie futuribili usate dai protagonisti, tempi e luoghi dell’azione, le stesse identità poco nitide dei personaggi), Battisti – più poeta che story teller – praticamente non racconta ma cesella quadri. Nel senso che i suoi racconti non sviluppano autentiche trame che evolvono da un punto di partenza verso un finale, qual che sia, bensì mirano più all’evocazione di un’atmosfera, a guidarci verso una sorta di trance estatico mistica, situata da qualche parte ben oltre qualsiasi idea di “trama” propriamente detta, lungi dall’immedesimazione nelle psicologie dei personaggi e quindi… sì, anche della narrazione dell’eros in chiave diciamo sexploitation allo scopo di eccitare il lettore.
La sfida è ambiziosa, perché accosta elementi tradizionalmente “caldi” (corpi, umori) ad altri inevitabilmente “freddi” per la mente del lettore (informatica, tecnologie), che può far fatica a rapportare le contrazioni del sesso all’influenza reciproca fra due clock in entanglement quantistico.

L’Universo è troppo grande anche per la fantascienza | L’indiscreto


Su L’indiscreto un interessante articolo che, partendo dalla oggettiva vastità dell’universo e dalla evidente infima posizione dell’uomo in esso, invita gli scienziati e gli scrittori di SF a prendere le misure dell’inumano, per quanto sia possibile percepirlo da un incarnato.

L’astronomo statunitense Neil deGrasse Tyson una volta disse: “L’Universo non è obbligato ad avere un senso”. Allo stesso modo, le meraviglie dell’Universo non hanno alcun obbligo di aiutare gli scrittori di fantascienza a raccontare storie su di loro. L’Universo è per lo più uno spazio vuoto, e le distanze tra le stelle nelle galassie, e tra le galassie nell’Universo, sono incomprensibilmente vaste, se paragonate a una scala umana. Cogliere la vera dimensione dell’Universo, legandolo in qualche modo agli sforzi e alle emozioni umane, è una sfida ardua per qualsiasi scrittore. Olaf Stapledon ha raccolto questa sfida nel suo romanzo Star Maker (1937), in cui le stelle, le nebulose e il cosmo nel suo insieme sono coscienti. Mentre siamo umiliati dalla nostra piccolezza rispetto al cosmo, i nostri cervelli possono nondimeno comprendere, in una certa misura, quanto sia grande l’Universo che abitiamo. Ce lo auguriamo, perché, come ha detto l’astrobiologo Caleb Scharf della Columbia University: “In un mondo finito, una prospettiva cosmica non è un lusso, è una necessità”. Esprimerlo al grande pubblico è la vera sfida che devono affrontare gli astronomi e gli scrittori di fantascienza.

Eugenia Cheng vi spiega La matematica dell’infinito | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un saggio particolare, La matematica dell’infinito, testo dove Eugenia Cheng prova a rendere più fruibile qul tipo di matematica assai innaturale per l’umano.

Che cos’è l’infinito? Esiste un infinito più grande di un altro? E che cosa succede se lo si somma a se stesso? Raddoppia come accade a un qualsiasi numero? L’idea di infinito appare tanto semplice quanto inafferrabile. Persino un bambino riesce a coglierne l’essenza, e basta un percorso circolare per aprire la possibilità di un viaggio che non avrà mai fine. Eppure in matematica, nel mondo della logica e dell’astrazione, definire e addomesticare l’infinito è stato un processo lungo e laborioso. In questo suo nuovo libro Eugenia Cheng ci conduce per mano a esplorare i misteri dell’infinito. Lo fa con la solita passione contagiosa, ricorrendo a una prosa ricca di immagini e analogie illuminanti che rendono la lettura coinvolgente e facilitano la comprensione. Così, inseguendo l’infinito, ci ritroviamo senza quasi accorgercene a penetrare in alcuni dei concetti più profondi della matematica, come l’assioma della scelta, le basi del calcolo infinitesimale, o le definizioni di funzione, numerabilità e continuità. Al centro della Matematica dell’infinito c’è la metafora del viaggio, un viaggio di conoscenza che non si esaurisce mai, perché ogni progresso allarga i confini dell’ignoto. Ma il viaggio in cui Eugenia Cheng ci guida è soprattutto un viaggio dentro la matematica, fino alla sua essenza più intima, un viaggio che ci mostra la sconfinata potenza del pensiero matematico astratto. E della creatività della mente umana.

Two steps forward, one step black


Il fumetto psichedelico accende la tua carne di erotica trascendenza matematica.

Come un fumetto


Come un fumetto quantico, nella deriva sensoriale e delle certezze…

L’equazione | Reader For Blind


Un mio racconto inedito sulla piattaforma ReaderForBlind, degli amici D Editore. L’equazione.

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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blog esperienziale di Michele Nigro

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

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Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

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