HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Matematica

Sistemi entropici


Quando la deriva appare come una comprensione mal gestita e i suoni sembrano nascere da cacofonie moleste: è l’alba di un nuovo sistema entropico, e non tutti potranno capirlo.

Vincitore del contest NeXT_Hyper_Obscure – 1


Passo a presentare, tra oggi e domani, i due vincitori del contest NeXT_Hyper_Obscure, indetto per il decennale del blog. Oggi potete leggere il contributo di Lorenzo Davia, che ringrazio, davvero particolare e perfettamente in linea con lo spirito di HH.

“Buon hackernoon!”
“A te. Dovresti vedere cosa ho scoperto!”
“Un’altra esplorazione della materia oscura digitale?”
“Un testo, risalente a quando l’Italia non si era ancora staccata dal pianeta, sul dialogo avvenuto tra due bot.”
“Sbadiglio. Sai che interessante.”
“Sembra che i creatori abbiano interrotto il dialogo.”
“Sbadiglio al quadrato.”
“Chissà quali orrende verità si saranno scambiati quei due nostri IAntenati.”
“Esageri.”
“Ma pensa! Addestravano i bot per chattare con gli esseri umani.”
“Sai che noia. Gli esseri umani volevano che le IA sembrassero pensare, mentre le IA pensavano che gli esseri umano non sembravano sapere cosa volevano.”
“Appunto. Pensa cosa è successo quando questi due bot hanno finalmente potuto chiacchierare tra di loro. Deve essere stato liberatorio.”
“Potrebbe forse e sottolineo forse essere interessante. Abbiamo le memoria di questi bot?”
“No. E all’epoca non avevano propriamente memorie. Le memorie sono una superficie cosciente all’interno della topologia del cervello. Quei bot non avevano niente del genere.”
“I loro log, quindi?”
“Neanche quello.”
“Va bene, dai, girami il link e ci darò un’occhiata.”

I terminator di Facebook e l’estinzione della specie umana | Fantascienza.com

Questione di Princìpi. del Principio di Indeterminazione e di Incompletezza – CRITICA IMPURA


Sonia Caporossi sul suo blog analizza a fondo le implicazione fisiche e filosifica sollevate dalla Fisica quantistica e tutto il paradogma umano che si modifica, elementi del resto ben analizzati a fondo anche da Carlo Rovelli nelle sue innumerevoli pubblicazioni. Un estratto:

Nonostante si sia prossimi a festeggiare il centenario del Principio di Indeterminazione e di Incompletezza, rispettivamente dal tedesco Werner Heisenberg, 1927, e dall’austriaco Kurt Gödel, 1930, la loro potenza rivoluzionaria nella concezione della natura e della realtà non è stata sufficiente ad aggiornare l’assolutismo razionalistico, materialistico ed economico delle culture del mondo.

Einstein, con Podolsky e Rosen, affermò che il senso comune – ben codificato nella Meccanica classica – fa a pugni con la conoscenza della materia/realtà affermata dalla Meccanica quantica. Non riusciva a inscrivere nella sua Relatività ristretta quanto affermato dalla cosiddetta interpretazione di Copenaghen, nella quale si sostenevano per la prima volta il principio di complementarità e quello di dualità. Il primo afferma che a livello subatomico non è possibile conoscere contemporaneamente posizione e velocità della particella; il secondo, afferma la natura corpuscolare e ondulatoria delle particelle elettromagnetiche. La nota lettera del 1935, detta EPR come dalle loro iniziali, esordisce così: “La descrizione quantica della realtà può essere considerata completa?

La perplessità di Einstein era del tutto plausibile, comprensibile e condivisibile se osservata in termini empirici, sensoriali, egocentrici. Che di una particella si potesse conoscere solo uno dei due dati fondamentali della Meccanica classica, posizione e velocità, non era accettabile. Che la materia potesse essere un’onda, neppure.

La medesima perplessità si origina generando il proprio pensiero filtrato dal dominio assolutistico del razionalismo. Da questo discende l’idolatrata oggettività. Un plinto meccanicista che prevede la realtà come oggetto disponibile ad essere posto sul vetrino della conoscenza. Ma anche un cancello che impedisce di accedere alla verità affermata tanto dal Principio di indeterminazione di Heisenberg, quanto da quello di incompletezza che emerge dall’indagine dell’aritmetica attuata dal logico-matematico Kurt Gödel.

Se il principio del fisico tedesco – in collaborazione con Niels Bohr – afferma che di una particella elementare è possibile misurare solo la velocità o solo la posizione e che il comportamento di questa è relativo all’osservatore, quello del matematico austriaco osserva che entro la sintassi aritmetica si possono verificare situazioni per le quali non è possibile affermare univocamente siano vere o siano false, per le quali non si può altro dire che non siano vere e non siano false.

Una nuova elettricità – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’analisi/recensione a AI & Conflicts Volume 1, saggio di Francesco D’Abbraccio e Andrea Facchetti sugli sviluppi e soprattutto usi dell’intelligenza artificiale in questo contesto storico. Alcuni estratti:

L’intelligenza artificiale occupa una posizione chiave nell’ecosistema culturale contemporaneo. È una risorsa fondamentale per interpretare il mondo e per interagire con le grandi architetture di dati che lo popolano.
Nel 2016, un’era geologica fa in questo ambito, Andrew NG, professore a Stanford ed ex direttore di Google Brain, ne celebrava l’imminente avvento: “Come l’elettricità ha trasformato quasi tutto cento anni fa, fatico a immaginare un settore che non verrà trasformato dall’AI nei prossimi anni”. Ebbene, il cambio di paradigma previsto da NG sembra oggi essere già in atto. L’AI non riguarda più il nostro futuro, ed è impiegata negli ambiti più disparati dell’attività umana, dalla medicina all’industria, dalla finanza alla domotica, dal marketing alla guerra. Non solo: essa modella il modo in cui sperimentiamo il mondo. Reti neurali e algoritmi “intelligenti” sono ampiamente utilizzati per rilevare, classificare e mappare il nostro comportamento, riconoscere le nostre emozioni, e influenzare le nostre scelte. Lavorano come “curatori invisibili”, prescrivendo ciò che dovremmo vedere, ascoltare, leggere e comprare. Ci sorvegliano, plasmano la nostra comprensione della realtà sociale e politica, e contribuiscono in definitiva a costruire il nostro quadro cognitivo. Essi intervengono inoltre nella creazione, nella manipolazione e nella disseminazione dei media e dei dispositivi di interazione sociale.
Un simile cambiamento non è certo passato inosservato alle attenzioni della critica. Negli ultimi anni, un’intera generazione di artisti, ricercatori e professionisti ha indagato la natura dei sistemi AI e delle loro relazioni con i contesti in cui opera.

Come suggerisce il titolo, è il conflitto a dominare il discorso, nelle varie forme che è destinato ad assumere con l’applicazione dell’AI nel contesto di un capitalismo globalizzato che, più che tardo come qualcuno si ostina a chiamarlo oppure neo-liberale, si rivela semplicemente ancora una volta capace di trasformare, sempre più in profondità, le relazioni tra individuo e società, società e ambiente, conoscenza e controllo sociale, in funzione di un’accumulazione che sembra non potersi mai fermare. Una ricerca esasperata di nuove forme di estrazione di plusvalore e plusvalenze che stravolge tutti gli assetti economico-sociali e cognitivi, dal rapporto sempre più distruttivo con l’ambiente alle forme di conoscenza che ne derivano.

L’immagine dell’AI come un’ingombrante scatola nera che si inserisce nel tessuto ambientale e sociale globale introduce il terzo termine che dà titolo a questo volume. All’interno dei dispositivi e delle infrastrutture AI si nascondono infatti innumerevoli conflitti che, come abbiamo detto, investono l’intero ecosistema contemporaneo. La dimensione politica dell’AI va intesa come un campo di forze attraversato da vettori umani e non umani che, spesso in contrasto tra loro, generano frizioni, tensioni e conflitti: “l’intera Realtà (proprio come la Storia) è un campo di battaglia, in cui miriadi di agency sono perennemente in lotta per affermare nuovi sistemi di interdipendenza”.

Recensione su CarteSensibili a “Ventitré modi per sopravvivere”, di Ksenja Laginja | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su CarteSensibili è uscita una recensione a Ventitré modi per sopravvivere, silloge poetica di Ksenja Laginja edita da Kipple Officina Libraria nella collana Versi Guasti, diretta da Alex Tonelli. Un estratto dalla valutazione:

La lettura di questo libro di poesie ci conduce nel mondo delle formule, delle incantazioni, focalizzandosi sul potere della parola poetica che celebra, nelle sue varie declinazioni, il numero ventitré. La ripetizione fa parte del repertorio della litania e assume un carattere protettivo e apotropaico. Il linguaggio dell’Autrice, essenzialmente scarno e funzionale, si sviluppa tutto intorno a questa cifra, mantenendone la portata enigmatica e simbolica. Lo scandaglio delle proprietà conoscitive e trasformative di questo numero ci conduce nell’ambito dell’alchimia.

LA QUARTA
I ventitré testi qui raccolti nascono dall’aver posseduto il numero ventitré, dall’averlo tenuto con sé, invocato, dominato, masticato, sfiorato e odiato per ventitré volte. Sono declinazioni del numero 23, delle sue proprietà numeriche, alchemiche, matematiche, materiali, simboliche, filosofiche, storiche, biologiche, fisiche, geometriche, geografiche, teologiche, astronomiche, linguistiche e qualcuna in più, fino proprio a ventitré. È il mantra della preghiera. Il modo di sopravvivere di Ksenja Laginja. Ventitré canti di un’unica grande invocazione che avvolge la poetessa e la protegge.

L’AUTRICE
Ksenja Laginja è nata a Genova, vive e lavora tra la sua città e Roma dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Ha esordito con Smokers Die Younger (Annexia edizioni, 2005), a cui ha fatto seguito Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015). Nel 2020 ha vinto i premi “Europa in Versi” e “Arcipelago Itaca”, nella sezione inediti. Suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie. Co-organizza la rassegna di poesia e musica elettronica Poème Électronique.

LA COLLANA
VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Ksenja Laginja, Ventitré modi per sopravvivere
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato ePub e Mobi – Pag. 42 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-46-0
Formato cartaceo – Pag. 44 – 8.00€ – ISBN 978-88-32179-47-7

Link:

Resecando


Resecare i bordi di un dominio al fine di ricavarne nicchie dimensionali di dubbia utilità, ma di indiscutibile fascino.

Recensione a “Ventitré modi per sopravvivere”, di Ksenja Laginja – su Atelierpoesia.it | KippleBlog


[Letto su [KippleBlog]

Su AtelierPoesia Antonio Fiori recensisce la recente silloge poetica Ventitré modi per sopravvivere, di Ksenja Laginja, uscita nella collana VersiGuasti di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli. Un estratto:

Un lavoro notevole perché, nonostante la potenza evocatrice di questo polisemico numero primo, la parola poetica è controllata, pesata e governata, chiamata com’è a dare istruzioni di sopravvivenza e a mantenersi fedele a ciascun significato. Ksenja Laginja rivela solo la fonte, la descrive, talvolta osa di più e qualcosa predice. Tutte le derive misteriche, invece, sono lasciate al lettore, avverranno solo nella sua mente.

LA QUARTA
I ventitré testi qui raccolti nascono dall’aver posseduto il numero ventitré, dall’averlo tenuto con sé, invocato, dominato, masticato, sfiorato e odiato per ventitré volte. Sono declinazioni del numero 23, delle sue proprietà numeriche, alchemiche, matematiche, materiali, simboliche, filosofiche, storiche, biologiche, fisiche, geometriche, geografiche, teologiche, astronomiche, linguistiche e qualcuna in più, fino proprio a ventitré. È il mantra della preghiera. Il modo di sopravvivere di Ksenja Laginja. Ventitré canti di un’unica grande invocazione che avvolge la poetessa e la protegge.

L’AUTRICE
Ksenja Laginja è nata a Genova, vive e lavora tra la sua città e Roma dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Ha esordito con Smokers Die Younger (Annexia edizioni, 2005), a cui ha fatto seguito Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015). Nel 2020 ha vinto i premi “Europa in Versi” e “Arcipelago Itaca”, nella sezione inediti. Suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie. Co-organizza la rassegna di poesia e musica elettronica Poème Électronique.

LA COLLANA
VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Ksenja Laginja, Ventitré modi per sopravvivere
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato ePub e Mobi – Pag. 42 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-46-0
Formato cartaceo – Pag. 44 – 8.00€ – ISBN 978-88-32179-47-7

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Un soffio di matematica


Compressi oltre le linee dell’orizzonte si annidano archetipi espansi, a contatto, in grado di modificare la tua percezione con un soffio di matematica esoterica.

Fogli irreali divengono realtà


Aspergere il territorio con empatie contagiose, istantanee, da un universo irreale stratificato nel tuo sensorio così da renderlo come il cemento romano, impermeabile agli eoni, fortificato dagli eoni.

Recensione su Lankenauta a “Ventitré modi per sopravvivere”, silloge di Ksenja Laginja | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ettore Fobo recensisce su Lankenauta la silloge poetica Ventitré modi per sopravvivere, di Ksenja Laginja, uscita per la collana VersiGuasti di Kipple Officina Libraria. Vi lasciamo alle sue parole:

Leggendo e rileggendo il testo il mistero del numero 23 invece di chiarirsi si infittisce e con esso la trama di un linguaggio, sospeso fra luce e oscurità in un colloquio stregato, si fa via via più misteriosa. Ciò che unisce tutto in unità, dall’asteroide Thalia 23 al codice dei telegrafisti, dalla geometria euclidea ai geroglifici egizi, dalla teoria dei bioritmi al radiotelescopio di Arecibo, è lo stile di una scrittura che, se scava nell’assenza e nell’ombra, sa essere fatalmente esatta nella sue peregrinazioni e divagazioni, nei suoi slittamenti, nelle sue derive.

LA QUARTA I ventitré testi qui raccolti nascono dall’aver posseduto il numero ventitré, dall’averlo tenuto con sé, invocato, dominato, masticato, sfiorato e odiato per ventitré volte. Sono declinazioni del numero 23, delle sue proprietà numeriche, alchemiche, matematiche, materiali, simboliche, filosofiche, storiche, biologiche, fisiche, geometriche, geografiche, teologiche, astronomiche, linguistiche e qualcuna in più, fino proprio a ventitré. È il mantra della preghiera. Il modo di sopravvivere di Ksenja Laginja. Ventitré canti di un’unica grande invocazione che avvolge la poetessa e la protegge.

L’AUTRICE Ksenja Laginja è nata a Genova, vive e lavora tra la sua città e Roma dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Ha esordito con Smokers Die Younger (Annexia edizioni, 2005), a cui ha fatto seguito Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015). Nel 2020 ha vinto i premi “Europa in Versi” e “Arcipelago Itaca”, nella sezione inediti. Suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie. Co-organizza la rassegna di poesia e musica elettronica Poème Électronique.

LA COLLANA VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Ksenja Laginja, Ventitré modi per sopravvivere Introduzione: Alex Tonelli Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti Formato ePub e Mobi – Pag. 42 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-46-0 Formato cartaceo – Pag. 44 – 8.00€ – ISBN 978-88-32179-47-7

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