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Archivio per Danilo Arona

David Cronenberg. Estetica delle mutazioni | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del saggio David Cronenberg. Estetica delle mutazioni, a cura di Roberto Lasagna, Rudy Salvagnini, Massimo Benvegnù e Benedetta Pallavidino, con la prefazione di Danilo Arona e in uscita per i tipi di WeirdBook. La quarta:

L’opera cinematografica del cineasta canadese più eversivo e visionario in un libro che ne racconta i motivi e l’estetica, sin dai primi lavori che tra gli anni Sessanta e Settanta sono già espressione delle sue caratteristiche formali e tematiche. Con Il demone sotto la pelle (1975), David Cronenberg sorprende il mondo del cinema e inverte i quadri di riferimento, ricordando che i mostri nascono dall’interno, sono un’espressione della nostra identità contaminata. Presto il suo cinema si fa notare e si confronta con la perdita della percezione del corpo, in un labirinto di visioni che dissolve l’identità e intercetta le riflessioni di McLuhan, inscenando nuovi scambi tra l’uomo e la macchina. Emergono inquietanti ed eversive pagine di cinema che portano i titoli di Scanners (1981) e Videodrome (1983). La prospettiva tradizionale del cinema horror viene rivoluzionata da Cronenberg, che anzi si eleva dal genere e continua a esplorare la dimensione della visione in opere che ne affinano lo stile e fanno del cineasta uno degli autori più moderni e originali.
In anticipo rispetto alla letteratura cyberpunk, Cronenberg porta al cinema quella dimensione virtuale che prende il sopravvento sul reale, dettando scenari di dominazione sulla dimensione corporea. Film come La zona morta (1983), La mosca (1986), Inseparabili (1988), Il pasto nudo (1991), M. Butterfly (1993), Crash (1996), eXistenZ (1999), Spider (2002), aboliscono il confine tra l’interno e l’esterno, creano un laboratorio mentale dove il fascino ambiguo delle relazioni si confronta con scenari e identità abitati dai temi del doppio, delle dipendenze per la tecnologia, dell’attrazione che unisce la carne e la materia inorganica. In una riflessione sulle gabbie della mente, sulla violenza repressa e le mutazioni dell’identità al cospetto delle tecnologie e dei poteri che abitano il nostro presente, Cronenberg è un indagatore delle pulsioni, un artista della body art attraverso il cinema, un antropologo e un fine psicologo, ma anche un cineasta politico, come conferma anche l’ultima parte della sua ricca filmografia. Titoli come A History of Violence (2005), La promessa dell’assassino (2007), A Dangerous Method (2011), Cosmopolis (2012), Maps to the Stars (2014) e il recentissimo Crimes of the Future (2022), confermano infatti la straordinaria coerenza e le ispirazioni di un cineasta che ha spesso anticipato temi e inquietudini, incarnando, attraverso il suo cinema delle mutazioni, la figura preziosa di cineasta profetico in grado di accompagnarci lucidamente nella contemporaneità abitata dai mostri che l’uomo ha creato.

Weird Book presenta “Nel cuore delle tenebre” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Nel cuore delle tenebre, romanzo a quattro mani del già collaudato duo Danilo AronaEdoardo Rosati, uscito per i tipi di WeirdBook. La quarta:

È una sindrome antica e arcana. Colpisce giovani donne. Che muoiono nel sonno. E con lo scheletro ridotto in frantumi. La diabolica malattia sta continuando a mietere vittime, e nulla sembra in grado di arrestarla. La verità è che non potrà essere la scienza medica ufficiale a fornire la soluzione al mistero. La via è una soltanto: solo chi saprà gettare lo sguardo oltre il confine del conoscibile e sposare le neuroscienze con la negromanzia riuscirà a sciogliere per sempre l’enigma.
Un uomo capace di portare a termine questa missione c’è: si chiama Ludovico Fornari Assante. Ultimo depositario dei segreti di una dottrina remota: la «medicina ectenica», figlia occulta del sapere iniziatico dei Druidi. Ma per svelare il vero volto del killer, il Dottore dell’Impossibile dovrà raggiungere un luogo. Un’autostrada maledetta, abitata da uno spirito rabbioso. E calarsi nel cuore delle tenebre.

Acheron Books presenta “Satanica” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Satanica, antologia della Acheron Books in cui partecipano molti nomi oscuri della letteratura fantastica italiana; la quarta:

Acheron Books presenta Satanica, antologia che raccoglie le migliori firme dell’horror italiano: Arona, Musolino, Crescizz & Corà, Hell Greco, Marolla, Cavaletto, Massini, Lombardi, Simoni, Rosati, Gandolfi e Santini.

La più grande beffa del Diavolo è stata quella di convincere il mondo della sua inesistenza. Si pensa che il male abbia tante sfumature, tante origini. In realtà è solo una. Qui avrete a che fare con le migliori penne dell’horror nostrano, a reinterpretare la figura più terrificante del pantheon della cultura horror, il Diavolo nelle sue molteplici e ingannevoli forme: la possessione demoniaca, le sette sataniche, il male puro che si annida nel cuore degli uomini e che può pervertire anche i più forti di noi.
Ma come sempre il Grande Nemico ci sta imbrogliando: sembrano tredici scrittori, ma dietro di loro… è sempre uno solo, il ghigno lupesco che vi si annida. Se non siete pronti ad affrontarlo, non leggete questo libro. Se volete proseguire, fatelo a vostre spese.

Weird Book presenta “The Horror Show” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di The Horror Show, antologia di racconti horror a cura di Luigi Boccia e Nicola Lombardi edito da WeirdBook. La quarta (mentre si ammira la cover di Giorgio Finamore, decisamente sontuosa e che rimanda a Society):

Quindici autori italiani e stranieri esplorano il lato oscuro della società moderna in una grande metafora dei “mostri” che stanno trasformando la nostra esistenza e la nostra umanità.
Racconti di: Lee Murray, Kevin J. Kennedy, Joe Weintraub, Nicola Lombardi, Danilo Arona, Giada Cecchinelli, Dario Tonani, Filippo Semplici, Marco Santeusanio, Simone Volponi, Miriam Palombi, Decimo Tagliapietra, Carmine Cantile e Cristian Borghetti.

Il “contagio memetico” nel folklore metropolitano di Danilo Arona


Su AxisMundi un lungo post per celebrare, in primis, Danilo Arona e poi per analizzare meglio alcuni passaggi della sua opera; un estratto:

Centro dell’universo narrativo di Arona è proprio la città di Bassavilla, doppio letterario della città natia dell’autore, Alessandria. Costruita su una ley line, Bassavilla è una città di confine tra il nostro e altri mondi. Qui le coincidenze legate dal principio di sincronicità si susseguono a una frequenza allarmante, qui molti abitanti nascono dotati di una seconda vista e, soprattutto le donne, hanno presagi di disastri imminenti o vedono i morti. Avvolta spesso dalla nebbia, Bassavilla costituisce un polo d’attrazione per entità di ogni genere. Una di queste entità è Melissa, il fantasma della autostrada Bologna-Padova, personaggio centrale del romanzo Cronache di Bassavilla.

Sebbene il nome di Melissa sia ormai indissolubilmente legato a quello di Danilo Arona, sarebbe errato indicare nello scrittore alessandrino il suo creatore. Agli inizi dell’anno 2000 comparve su internet un sito, «http://www.melissa1999/», in cui veniva raccontata la storia di una ragazza investita il 29 Dicembre 1999 al km 98 dell’autostrada Bologna Padova. La ragazza non fu mai identificata e le fu dato il nome di Melissa. Sempre il sito raccontava di come, nel momento della morte, l’immagine di Melissa fosse “apparsa” ad altrettanti automobilisti in giro per l’Italia, che credettero di investirla. Danilo Arona si imbatté nel sito e iniziò a indagare sulla vicenda, pur senza risultati. Nel frattempo il sito fu chiuso. Si può dire che Arona “adottò” Melissa, parlandone prima nella rubrica che teneva all’epoca sulla webzine Carmilla, e successivamente usando la vicenda come punto di partenza del suo romanzo Cronache di Bassavilla, pubblicato nel 2006. Analogamente al suo corrispettivo reale, l’alter ego di Arona nel romanzo indaga sulla misteriosa vicenda raccontata dal sito, ma presto essa si intreccia con altri e inquietanti avvenimenti che funestano Bassavilla e non solo. Due bambine sono perseguitate dallo spirito di Melissa la Sanguinaria, spauracchio che vive negli specchi e che si manifesta con interferenze su VHS e pozze d’acqua che compaiono dal nulla. In Giappone si susseguono suicidi collettivi di giovani che sembrano indotti da un virus informatico chiamato proprio Melissa. Infine, la misteriosa morte di una ragazza di Bassavilla, deceduta nel suo letto alle 5:20 del 29 Dicembre 1999, riportando lesioni compatibili con l’investimento di un camion. Una parata di eventi sconcertanti tenuti insieme da un unica costante, il nome “Melissa”.
Melissa è a tutti gli effetti un meme, nell’accezione in cui vennero teorizzati dallo scienziato Richard Dawkins nel suo seminale saggio Il Gene Egoista: un’idea in grado di propagarsi da un cervello all’altro grazie ad artefatti culturali e di sopravvivere alla morte del suo ospite replicandosi in maniera non dissimile da ciò che fanno i geni. È da questa capacità di propagarsi che l’entità Melissa trae la sua capacità di manifestarsi nel mondo, caratteristica che la assimila ai tulpa della tradizione tibetana.

Come abbiamo visto, l’idea che certe forme-pensiero possano concretizzarsi nella realtà è un’idea centrale nell’opera di Arona, e si può dire che Melissa si sia concretizzata nella nostra realtà, almeno metaforicamente. Dalla pubblicazione di Cronache di Bassavilla diversi giornali e libri hanno rilanciato la storia di Melissa come una “vera” leggenda metropolitana; nel 2005 tra i camionisti che passavano sulla Bologna-Padova si raccontava del fantasma di una donna che tormentava chi si fermava ad una stazione di servizio vicino al fatidico km 98. Insomma, come aveva profetizzato lo stesso Arona nei suoi libri, il contagio si è diffuso, e il meme di Melissa è diventato reale. Ma, nell’evanescente universo del folklore, cosa può dirsi reale e cosa no?

Il saggio L’Ombra del Dio Alato è quello maggiormente ascrivibile al filone delle Realtà Alternative. In questo libro Arona indaga la figura di Pazuzu, il mostruoso demone del pantheon mesopotamico “Re dei perfidi spiriti dell’aria”, che dopo aver terrorizzato per secoli gli abitanti della mezzaluna fertile ha conosciuto una rinnovata fama negli anni Settanta del XX secolo per essere il diavolo che possiede la piccola Regan, nel romanzo L’esorcista e poi nell’omonimo film. Arona parte dalle radici mitologiche del personaggio ma si addentra presto nel reame della realtà alternativa, in un’erudita dissertazione che passa dalla fanta-archeologia alla Zecharia Sitchin fino alla teoria parafisica proposta da ufologi “eterodossi” come John A. Keel e Jacques Vallée. Torna la tematica dei media come vettori della possessione e anche la suggestione che certe forme-pensiero possano materializzarsi in particolari condizioni. Quest’ultimo concetto trova un fondamento nella tradizione esoterica occidentale, ovvero in quelli che vengono chiamati eggregori. Arona li tira in ballo per provare a spiegare gli avvistamenti di creature assimilabili a Pazuzu, uno su tutti il Mothman, riportati più volte nel corso della storia:

“Ben più interessante per noi è il suo significato occultistico [della parola “eggregoro”, ndr], perché si fa riferimento a un essere fittizio, costituito grazie all’accumulo di cariche psichiche di un gruppo di persone. Secondo certe teorie, che però hanno dei riscontri in ambito scientifico, se più persone si riuniscono ed emettono vibrazioni di tipo omogeneo, può prendere vita un essere che sarà buono o malvagio a seconda del tipo di pensiero emesso. Dapprima debole e propenso a dissolversi, l’Eggregoro acquisisce sempre più una sua indipendenza vitale e poteri più grandi, a mano a mano che s’infittiscono le riunioni di quelli che hanno presieduto alla sua nascita. Essi vivono nello spazio attorno a noi, e si compongono di una parte invisibile ma anche, a volte, di parti organiche che possono rendersi visibili. Può un Eggregoro avere a che fare con Pazuzu (e con gli ibridi più in generale), materializzarlo? Farlo tornare visibile anche per poco nella nostra realtà?”.

Weird Book presenta “Dark & Weird Vol. 3” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del nuovo numero – il 3 – di Dark & Weird, la rivista antologica di WeirdBook in cui si celebrano i maestri del genere.

Dark & Weird – serie antologica a cura di Luigi Boccia e Nicola Lombardi che raccoglie le firme più significative della narrativa fantastica e orrorifica – accanto a nomi consolidati o emergenti del panorama italiano presenta in questo numero due ospiti d’eccezione: l’autrice neozelandese Lee Murray, vincitrice di due Stoker Awards, e l’inglese Andrew Lennon.
Esistono territori oscuri, appena al di là della nostra percezione. Dimensioni che solo la fantasia può permettersi di esplorare, regioni dello spirito fatte d’ombre e meraviglie che ci attendono per essere scoperte. Questa collana si propone di raccogliere le migliori prove narrative di quegli autori che hanno saputo immergersi nelle zone più tenebrose dell’immaginazione, per poter offrire al lettore l’incomparabile brivido del fantastico e dell’orrore.

In questo numero:
Il tempo dei sogni di Lee Murray e Nicola Lombardi
L’ultimo uomo di Seabury Quinn
L’Uomo Coyote di Luigi Boccia
Il ricatto di Danilo Arona
Invito a pranzo di Stefano Cucinotta
La stanza del piano di sopra di Enrico Luceri
L’Ira della Fenice di Cristian Borghetti
La casa delle illusioni di Andrew Lennon

Kraken Edizioni presenta “L’immondo fantasma sotto il lampione” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’uscita di L’immondo fantasma sotto il lampione, di Danilo Arona. Si parte ancora una volta dal Giro di Vite di Henry James per elaborare un percorso  personalissimo di Danilo in cui la realtà appare sotto sfaccettature impensabili, assolutamente uniche. La quarta:

Arona non è nuovo al pastiche jamesiano. Giro di vite, a quanto pare, è un romanzo assai congeniale al suo modo di intendere la narrativa del terrore. Tanto da produrre, nel corso degli anni, una serie di “continuazioni/interpretazioni” sul reale significato dell’originale. Come al solito, trattandosi di un autore inventivo e pieno di risorse, Arona non si limita a regalarci delle sterili imitazioni del modello, ma prende spunto da esso per gettare sui fatti di Bly, via via, luci sempre più sinistre e interessanti, approfondendo sia il lato razionale e patologico della storia, sia quello propriamente soprannaturale e facendo in modo che entrambi convivano senza mai sopraffarsi, anzi, producendo nel lettore un effetto cumulativo di sensazioni: la materia (che genera orrore e repulsione quando è nuda e cruda, nonché sanguinante e violata) fa da sponda allo spirito (che, mostrandosi “reale” e potente nel mondo materiale, genera terrore e timor sacro).

Odoya presenta “Almanacco dell’orrore popolare” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Almanacco dell’orrore popolare. Folk horror e immaginario italiano, uno degli innumerevoli libri che Odoya sforna a ritmo impressionante e che raccontano, dal lato saggistico, il Fantastico e tutte le sue radicazione nella nostra esistenza. Curato da Fabio Camilletti e Fabrizio Foni, si pone nel solco a metà tra saggio e prosa indicato da queste note:

Un ricchissimo volume che si occupa degli scrittori che si sono cimentati con una certa costanza nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal meraviglioso allo strano, dal gotico al perturbante, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai generi di consumo della narrativa del terrore, della science fiction e del fantasy.

Da qualche tempo, in Gran Bretagna, si parla di folk horror per indicare quel miscuglio di isolamento rurale, paganesimo e paure ctonie che sembra animare come un filo segreto la cultura degli anni Settanta, tesa fra occultismo, psichedelia e incubi rurali, ma non solo: in certe atmosfere del passato più prossimo, ma anche e soprattutto i rapporti che noi contemporanei intratteniamo con quelle atmosfere, si cerca in esse un antidoto al vuoto di senso che sembra caratterizzare il presente.

Almanacco dell’orrore popolare non è solo un viaggio alla scoperta del folk horror della provincia italiana. È, anzitutto, un’indagine sulle tensioni più segrete che animano la cultura della penisola: l’onnipresenza del passato e la compresenza di antico e moderno, la permeabilità tra mondo subalterno e cultura alta e lo slittare continuo tra centro e margine – sia esso geografico, sociale o culturale – che dà alla cultura italiana un’impronta perennemente decentrata, diasporica, soggetta a ibridazioni. Almanacco dell’orrore popolare raccoglie saggi, racconti e testimonianze senza inseguire una (impossibile) completezza. Ne risulta un singolare missaggio, nel quale pop e folk, invenzione e tradizione si confondono: delineando così l’ombra di una Repubblica Invisibile della quale facciamo tutti, inconsapevolmente, parte. I contributi del volume sono firmati, tra gli altri, da Danilo Arona, Luigi Musolino, Franco Pezzini e Claudia Salvatori.

Il ritorno di Pazuzu | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a una nuova pubblicazione del maestro Danilo Arona: Il ritorno di Pazuzu, racconto lungo sulla celebre entità mesopotamica. Un estratto:

Fin dall’inizio, leggendo il titolo di questo ebook, la mia memoria è andata alle prime immagini del film Esorcista del 1973 di William Friedkin, dove un preoccupato Padre Lankester Merrin ritrova un statuetta del suddetto demone assiro/babilonese, che in questo modo si rivela come il suo pericoloso antagonista. Questa scena è entrata nella storia del cinema horror e costituisce il vero punto di partenza del racconto.
Nella mitologia babilonese, Pazuzu è rappresentato come una figura alata con fattezze metà umane e metà animali, un muso di leone o di cane; è il signore di tutte le malattie, ma è anche una figura ambigua, che può anche dominare altri demoni. Danilo Arona recupera tutti questi aspetti della tradizione antica.

Inizia la sua narrazione nel 2008 e ritorna a quel significativo 1973, in un racconto nel racconto, che ci riporta negli anni ’70. La vivida descrizione che fa del periodo mi ha ricordato alcuni film di genere di quegli anni. Prosegue mischiando l’horror alla storia più recente, e tutto poi si incastra in un mosaico quasi perfetto.

 

 

Delos Digital presenta “Il collassatore” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del ritorno editoriale di Danilo Arona, in un momento per lui terribile è presente da oggi con una pubblicazione intitolata Il collassatore. La quarta:

Annunciata da incubi condivisi e da suoni orribili dal cielo, l’apocalisse piomba su Milano, ridotta in poche ore a un ginepraio di morti viventi lanciati alla caccia dei vivi. Alessandro, brillante professionista trentasettenne, riesce a fuggire dalla metropoli a bordo del proprio SUV e raggiunge una baita in montagna, sbarrandosi all’interno nella speranza che gli zombie non si spingano a quota tremila. Qui trascorre dieci anni in angosciosa solitudine… sino a quando non decide di tornare a piedi in pianura diretto alla metropoli. Quel che troverà supera ogni immaginazione.

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