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Archivio per Costantinopoli

Istanbul – Litfiba


Lasciamoci andare, per pochi istanti, in piccole essenze di gocce e ricordi, mentre quasi tutto intorno sfuma e odora…

Emperor Zeno’s reign; the last German danger in the East – Novo Scriptorium


Su NovoScriptorum le fasi finali della legalità imperiale romana d’Occidente, intorno al 476 d.C., quando le relative insegne imperiali furono riconsegnate a Costantinopoli. Da notare come l’imperatore orientale, Zeno, non riconobbe il nuovo Re d’Italia e anzi, come cercasse di restaurare l’impossibile, aprendo così la porta alla politica traianea di Giustiniano I, circa mezzo secolo dopo.

The line of ephemeral emperors who reigned in Italy over the shrunken Western realm had ended in 476 A.D., when the German general Odoacer deposed Romulus Augustulus, and did not trouble himself to nominate another puppet-Caesar to succeed him. By his order a deputation from the Roman Senate visited Zeno at Constantinople, to inform him that they did not require an emperor of their own to govern Italy, but would acknowledge him as ruler alike of East and West; at the same time they besought Zeno to nominate, as his representative in the Italian lands, their defender, the great Odoacer. Zeno replied by advising the Romans to persuade Odoacer to recognize as his lord Julius Nepos, one of the dethroned nominees of Ricimer, who had survived his loss of the imperial diadem. Odoacer refused, and proclaimed himself king in Italy, while still affecting—against Zeno’s own will—to recognize the Constantinopolitan emperor as his suzerain.In 488 A.D. it occurred to Zeno to offer Theodoric the government of Italy, if he would conquer it from Odoacer. The Ostrogoth, who had harried the inland of the Balkan Peninsula bare, and had met several reverses of late from the Roman arms, took the offer. He was made “patrician” and consul, and started off with all the Ostrogothic nation at his back to win the realm of Italy. After hard fighting with Odoacer and the mixed multitude of mercenaries that followed him, the Goths conquered Italy, and Theodoric—German king and Roman patrician—began to reign at Ravenna. He always professed to be the vassal and deputy of the emperor at Constantinople, and theoretically his conquest of Italy meant the reunion of the East and the West. But the Western realm had shrunk down to Italy and Illyricum, and the power of Zeno therein was purely nominal.

SANDRO BATTISTI, “L’IMPERO RESTAURATO” | La poesia e lo spirito


Da LaPoesiaLoSpirito presento di nuovo, visto lo spunto di ieri, una recensione al mio L’impero restaurato, romanzo che ha vinto in tandem il Premio Urania 2014. Alcuni estratti dalla critica di Giovanni Agnoloni. Che ringrazio.

Il tema di fondo, ovvero l’interazione tra la dominante e intrusiva personalità dell’imperatore dell’Impero Connettivo Totka_II e Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, e la sua consorte Teodora, oggetto delle sue mire sessuali (ovviamente, per un tramite mentale), è essenzialmente un pretesto – sia pur articolato con grande dettaglio – per esplicare al massimo le potenzialità dell’intuizione creativa di Battisti: un impero retto da immortali che attingono a una sapienza ancestrale il potere che consente loro di reggere – e mutare – le sorti di sistemi di potere succedutisi nel corso della storia “rettilinea” (anche) della Terra. E, nel far questo, si servono di soggetti postumani – come il plenipotenziario Sillax -, ovvero uomini che hanno progressivamente rinunciato a parti del loro holos biologico per lasciare spazio a integrazioni meccaniche, sintetiche e perfino puramente energetiche, tali da prolungare pressoché indefinitamente il loro ciclo vitale.

In particolare, qui, l’aspetto interessante sta nella fascinazione irresistibile che Totka_II subisce da parte dell’avvenente moglie di Giustiniano. Quasi un’“invidia” della mortalità e della sia pur transitoria bellezza che essa porta con sé. Inoltre, dal punto di vista terrestre – e perciò di una circoscritta finestra spaziotemporale – è estremamente significativo il modo sottile e trasversale in cui Totka_II e i “suoi” intervengono nelle vicende umane: con lievi ma inequivocabili sfrangiature di ambiente e di atmosfera, segnali di allarme che rimandano a un oltre di eventi che sfuggono alle limitate facoltà terrene. È qui che la fantasia di Sandro Battisti si spinge nei territori della (o confinanti con la) fisica quantistica, con un’implicita apertura alla teoria del multiverso.

Il fascino segreto di questo romanzo breve sta nella sua capacità di raccogliere ed esprimere tutti questi spunti con un linguaggio poetico che è figlio di un’ispirazione “canalizzata”, “ricevuta”, non costruita a tavolino o frutto di gagliarde tecniche di editing. È espressione di una narrativa autenticamente lirica, che attinge al territorio del mito, confermando la portata archetipica – e filosofica – del movimento connettivista.

The foundation of Constantinople – Novo Scriptorium


Su NovoScriptorum – in lingua inglese – un bel post che narra della fondazione di Costantinopoli; il modo di rendere estremamente longevo un impero che doveva per forza riassettarsi per sopravvivere ai tempi, Costantino I lo aveva trovato. Un estratto:

Constantine, whose victory over his rivals had been secured by his talents as an administrator and a diplomatist no less than by his military skill, was one of those men whose hard practical ability has stamped upon the history of the world a much deeper impress than has been left by many conquerors and legislators of infinitely greater genius. He was a man of that self-contained, self-reliant, unsympathetic type of mind which we recognize in his great predecessor Augustus.

Though the strain of old Roman blood in his veins must have been but small, Constantine was in many ways a typical Roman. Born by the Danube, reared in the courts and camps of Asia and Gaul, he was absolutely free from any of that superstitious reverence for the ancient glories of the city on the Tiber which had inspired so many of his predecessors. Italy was to him but a secondary province amongst his wide realms. When he distributed his dominions among his heirs, it was Gaul that he gave as the noblest share to his eldest and best-loved son: Italy was to him a younger child’s portion.

There had been emperors before him who had neglected Rome: the barbarian Maximinus I. had dwelt by the Rhine and the Danube; the politic Diocletian had chosen Nicomedia as his favourite residence. But no one had yet dreamed of raising up a rival to the mistress of the world, and of turning Rome into a provincial town. If preceding emperors had dwelt far afield, it was to meet the exigencies of war on the frontiers or the government of distant provinces. It was reserved for Constantine to erect over against Rome a rival metropolis for the civilized world, an imperial city which was to be neither a mere camp nor a mere court, but the administrative and commercial centre of the Roman world.

L’impero restaurato, di Sandro Battisti, Premio Urania 2014


L’Impero restaurato, di cui sono autore, è uno dei due romanzi vincitori del Premio Urania 2014. Uscito nel novembre del 2015, la storia narra l’ennesimo episodio legato alla saga dell’Impero Connettivo, Stato simile all’Impero Romano in cui alieni Nephilim governano i postumani, estendendosi sullo spazio e sul tempo.

L’Impero Connettivo attraversa una fase di strana espansione: mentre cerca di penetrare in nuovi territori spaziotemporali da colonizzare, strane visioni di un tempo passato si coagulano, trascendendo il piano stesse della realtà. Tra atti di fondazione e di comprensione olistica, qual è il divenire dell’Impero? Cosa attende Totka_II e Sillax, nel nuovo ordine scaturito dall’entropia storica?

Nel 2017 il romanzo ha vinto anche il Premio Vegetti; la splendida copertina è opera di Franco Brambilla. Per acquistarne una copia cartacea cliccate qui; per averla in formato digitale cercate qui.

Punico, seguito del romanzo vincitore del Premio Urania 2014


In quest’inizio anno volevo riprendere le fila dei miei romanzi editi, segnalandoveli perché lo scorrere del tempo è sinonimo d’ispessimento. Punico, ne è un esempio: edito da DelosDigital, è disponibile in ebook sul DelosStore e su Amazon a 3.99€ (in questo momento, Amazon lo mette in offerta a 2.79€).

Punico è il seguito del romanzo vincitore del Premio Urania 2014 L’impero restaurato, ed è ambientato nell’oloverso dell’Impero Connettivo. La splendida copertina è di Ksenja Laginja.

Dopo essersi separato dalla sua parte trascendentale, nel New Connective Empire guidato da Sillax la logica iperliberista regola le vite e i guadagni dei postumani che continuano a vivere su Nèfolm, la capitale che l’imperatore Totka_II aveva costruito poco prima di passare a un più alto livello di energia.
Qualcosa però va storto in questo disegno di perfezione: Sillax sente la pressione delle forze estremiste e la sua attitudine al comando si sfalda nel momento in cui non riesce più a interagire con l’imperatore. Contemporaneamente, emerge da un passato informe la figura di Annibale Barca, condottiero e Generale dell’esercito cartaginese che per lustri interi tenne in scacco Roma e la sua potenza militare, proprio sul suolo italico.
Anche Teodora, moglie dell’imperatore bizantino Giustiniano I e protagonista del precedente romanzo L’impero restaurato, è alla ricerca di una riscossa, dopo essere stata ripudiata da Totka_II e successivamente presa in sposa da Sillax, ma la sua ricerca di dignità e amore si scontra con i riverberi delle realtà e le interpretazioni che i due imperiali connettivi danno a esse.
Chi sarà in grado di dominare tra le aspre contrapposizioni di Annibale, che odia ogni forma d’impero, e l’Impero Connettivo guidato dai due condottieri? Quale risvolto energetico e strategico potrà avere una legione romana fantasma, persa nello spazio e nel tempo e in grado di orientare gli esiti dell’incipiente guerra psichica e quantica?
Cosa sarà degli abitanti di Nèfolm e di tutte le incarnazioni possibili, dell’Impero e di tutte le sue speranze di gloria e di espansione all’infinito nei continuum spaziotemporali? Totka_II saprà, con uno dei suoi abili colpi di coda, far tornare la situazione a suo vantaggio e a continuare la sua crescita indefinita?

The Ecclesiastical organization in Eastern Roman (‘Byzantine’) Asia Minor on the Eve of the Turkish Conquest


Su NovaScriptorum alcuni cenni di come era organizzata la Chiesa bizantina nell’Impero d’Oriente. Quel mondo è così lontano nel tempo e nello spazio, da essere esotico e tuttora affascinante.

Asia Minor was not only the most important Byzantine province militarily and economically, but also it was so in the religious domain. Anatolia possessed the richest, most populous metropolitanates of the empire. Their importance relative to that of the European metropolitanates is clearly reflected in the offcial lists, the notitiae episcopatum, composed for purposes of protocol, where the metropolitanates are listed in order of their rank. Of the first twenty-seven metropolitanates listed in a notitia of the eleventh century, only two were located in Europe, the remaining twenty-five were situated in Anatolia. This emerges more clearly when one compares the number of bishops to be found in the two regions of the empire. In the first half of the tenth century, there were about 371 bishoprics in Asia Minor, 99 in Europe, 18 in the Aegean isles, and 16 in Calabria and Sicily. Also, and most important, Asia Minor was strewn with sanctuaries and cults of numerous saints. Asia Minor had been one of the earliest provinces of Christian missionary activity, intimately associated with the personality, activity, and writings of the Apostle Paul.

The cults and churches of the various Anatolian saints were famous not only among the Greek Christians but also among Latins, Georgians, Slavs, and others who visited them on the pilgrimage, and these cults were, of course, very important in the everyday life of the Byzantine inhabitants of Asia Minor. The list of the sanctuaries located in Anatolia is a long one, and some of these were especially popular. In the westernmost regions the important cults included those of Tryphon at Nicaea, Polycarp at Smyrna, John the Theologian at Ephesus, Nicholas at Myra, and the Archangel Michael at Chonae. On the Black Sea coast were the shrines of Eugenius at Trebizond, Phocas at Sinope, and Hyacinthus at Amastris. The most famous of the martyrs’ sanctuaries in the hinterland included those of St. Theodore at Euchaita, the Forty Martyrs at Sebasteia, Mercurius and Mamas at Caesareia, and the various shrines of St. George in the regions of Paphlagonia. Of equal importance were the churches of the fourth and fifth-century saints Basil of Caesareia, Gregory of Nyssa, Gregory of Nazianzus, and Amphilochius of Iconium, all of whom had played such an important role in determining the evolution of the Eastern church.

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