HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Costantinopoli

I themata. Eserciti e province imperiali nel Medioevo (VII-XI sec.) – TRIBUNUS


Su Tribunus un interessante articolo sull’organizzazione territoriale e militare altomedioevale dell’Impero Romano, declinato nella sua pars orientis. Un estratto:

A partire dalla metà del VII secolo, a seguito delle invasioni arabe, e fino almeno all’XI secolo inoltrato, il territorio e l’esercito romano usciti dalla tarda antichità furono organizzati, forse da Costante II, in 𝘵𝘩𝘦𝘮𝘢𝘵𝘢 (sing. 𝘵𝘩𝘦𝘮𝘢, italianizzato in “temi”). Ma di cosa si tratta esattamente?
Nell’uso comune, il 𝘵𝘩𝘦𝘮𝘢 altro non sarebbe che una circoscrizione territoriale entro la quale uno 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘴 detiene il potere civile e militare. Inoltre, le truppe provinciali del singolo 𝘵𝘩𝘦𝘮𝘢 sarebbero soldati-coloni, legati alla terra nella quale risiedono per difenderla e pagati direttamente con terreni e dai proventi di questi.

I primi tre 𝘵𝘩𝘦𝘮𝘢𝘵𝘢 sicuramente istituiti nel VII secolo, nati in Asia Minore come iniziale misura per meglio organizzare la difesa contro gli Arabi, ricalcassero proprio i comandi e gli eserciti già di stanza o trasferiti in quella zona. Il tema 𝘈𝘯𝘢𝘵𝘰𝘭𝘪𝘬𝘰𝘯 doveva forse corrispondere a quanto restava delle truppe del 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘦𝘳 𝘖𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮, trasferito in Asia Minore dopo la perdita della Siria e del Levante, mentre il tema 𝘈𝘳𝘮𝘦𝘯𝘪𝘢𝘬𝘰𝘯 probabilmente ricalcava il precedente 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘦𝘳 𝘈𝘳𝘮𝘦𝘯𝘪𝘢𝘮 (carica relativamente recente, nata solo nel VI secolo). Diversa probabilmente l’origine del tema 𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯, uno dei più potenti fino all’VIII secolo, che derivava dall’esercito del 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪𝘴, ovvero l’esercito “in presenza” dell’imperatore – “Opsikion” deriva dal latino “𝘖𝘣𝘴𝘦𝘲𝘶𝘪𝘶𝘮”, che indicava proprio il seguito armato dell’imperatore. Inoltre, già dal VI secolo i 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 erano chiamati, in greco, 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘪, termine che come accennato è proprio del comandante militare del singolo tema.

Leggi il seguito di questo post »

Un impero senza centro. Il disastro della IV crociata e il potere imperiale – TRIBUNUS


Come arguisce sottilmente questo articolo di Tribunus, l’Impero Romano è quel tipo di entità viva che sopravvive anche senza testa, cercando di ricostruirla per continuare a esistere. Non è cambiata, da allora, da più di duemila anni…

Nei secoli precedenti, quasi tutte quelle entità che a livello storiografico consideriamo indipendenti o separatiste, da Quinto Sertorio all’impero delle Gallie, ai vari usurpatori, non pensavano a se stessi come a qualcosa di davvero diverso da Roma. Erano Roma, ma temporaneamente altrove, in attesa di poter ribaltare le sorti della situazione, di poter ristabilire il potere secondo loro legittimo.

La situazione del 1204-1205 si inserisce in questa linea. Ne è una prova che tutti i contendenti in campo romano tentano di farsi proclamare o si autoproclamano imperatori, e già nella prima fase dopo la Quarta Crociata, puntano tutti a riconquistare Costantinopoli. Tutti i protagonisti rimasti in campo si considerano i legittimi detentori del potere imperiale, ed è tragicamente per questo che si fanno la guerra tra loro. Sono tutti l’impero, privato del suo centro.
E a quel punto, spinti dal desiderio di legittimità ma anche dal desiderio e dall’ambizione personale, il mondo romano affronta un definitivo punto di non ritorno, con la sua spaccatura.

Reminder de “L’impero restaurato” e della collana imperiale “L’orlo dell’Impero” @ DelosDigital


Segnalo che è disponibile per i tipi di DelosDigital la riedizione in ebook del romanzo – arricchito da una personale “nota di scrittura” – L’impero restaurato, che nell’edizione del 2014 mi ha permesso di vincere il Premio Urania.
L’altra novità, in cui questa pubblicazione è incastonata, è la nascita di una collana dedicata alle mie opere imperiali post Premio Urania: L’orlo dell’Impero.

Verrà raccolta la gran parte del materiale sull’Impero Connettivo che ho scritto dopo il Premio Urania 2014; saranno prevalentemente storie nuove, ma verranno proposte anche riedizioni di qualcosa già uscito e/o non facilmente reperibile. Sono programmate per l’uscita una quantità notevole e oltre ogni immaginazione di universi quantici, caotici, immersi in frattalizzazioni e olografie in cui la politica, la Storia e il sociale assumeranno sfumature così surreali da arrivare a impregnare il nostro tessuto cognitivo.

L’impero restaurato è impreziosito dalla bellissima copertina di Ksenja Laginja ed è in vendita sul DelosStore e su tutti gli altri store online a 3,99€; questa è la quarta:

L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

Unire i punti storici


Due argomenti storici apparentemente distanti e che invece, se letti con l’ottica dello Stato romano mai morti, appaiono contigui: provate a unire i punti, non troverete molte differenze:

Alessandro II sale sul trono di tutte le Russie nell’aprile 1855. È un momento critico per il suo impero, impegnato in guerra con l’Inghilterra, la Francia, la Turchia e il Piemonte, l’embrione dell’Italia. Dopo undici mesi d’assedio gli alleati prendono la fortezza di Sebastopoli e occupano la Crimea, che nel seguente trattato di pace verrà restituita…

Nel corso del suo regno più che trentennale (741-775), Costantino V impegna molte delle sue risorse ed energie in guerre contro i pericolosi vicini Bulgari. Nel 759, dopo aver assicurato la frontiera orientale contro gli Arabi (che negli anni seguenti compiranno ancora incursioni ma senza risultati rilevanti), Costantino V inizia una serie di campagne per cercare di eliminare la nascente ma ormai affermata potenza bulgara…

Martina (613-641). Un’imperatrice odiata – TRIBUNUS


Cos’era l’Impero Romano d’Oriente, quando poi divenne l’unico depositario della tradizione e legislazione romana, nell’Alto Medioevo? Ce lo spiega bene Tribunus dedicando una pagina all’imperatrice Martina, imperatrice anche d’intrighi e di devianze che hanno reso i bizantini (termine improprio, ma che indica bene luoghi, persone ed epoca) un unicum potente e bizzarro, longevo e tuttora imperante.

Martina fu forse una delle imperatrici più influenti e allo stesso tempo impopolari della storia dell’Impero Romano. Ella non era molto amata nella capitale per via della natura della sua unione matrimoniale e per via delle pressioni che faceva sull’imperatore per assicurarsi la successione dei propri figli. Suo marito, nonché suo zio, l’imperatore Eraclio (610 – 641) era già stato sposato con Fabia-Eudocia, sovrana ben voluta dal popolo, che morì improvvisamente di epilessia nell’Agosto del 612, lasciando un figlio, Eraclio Costantino (incoronato nel 613 ), e una figlia, Epifania (incoronata nel 611, ad appena un anno di vita). Tanto questa sovrana era amata che, durante il corteo funebre, una serva accidentalmente sputò fuori da una finestra, e la sua saliva colpì proprio il corpo di Fabia-Eudocia, mentre il feretro passava per lei via della città. La giovane fu immediatamente arrestata e bruciata viva dalla popolazione. Un rispetto che, in futuro, nessuno si sarebbe sognato di avere per Martina.

Martina era la figlia di primo letto di Maria, sorella dell’imperatore, e di un certo Martino. La data in cui avvennero le nozze e la cerimonia di incoronazione ad augusta è abbastanza controversa. Teofane colloca il matrimonio poco dopo la morte di Eudocia, tra il 613 e il 614, mentre Niceforo afferma che avvenne nel 623, anno della guerra contro gli Avari.
Molti studiosi, a sostegno di entrambe le ipotesi, portano una moneta raffigurante lo stesso Eraclio: se la figura femminile che compare assieme al sovrano è Martina, il matrimonio deve essere avvenuto prima del 615 o del 616; ma potrebbe anche trattarsi di Epifania-Eudocia, la figlia di primo letto dell’imperatore, incoronata augusta da bambina. Ovviamente, non è da escludere che monete raffiguranti la figliastra continuassero a circolare nell’Impero, anche dopo il matrimonio. Ma che il popolo pensasse che la donna effigiata fosse Martina non ci sono dubbi, come ben dimostrato da una moneta dalla Collezione Dumbarton Oaks, dove l’immagine della sovrana è stata cancellata a martellate. Tuttavia, data la prolungata assenza dell’imperatrice Martina dalla capitale, attorno agli anni venti del 600, e la sua conseguente impopolarità, l’effige della sovrana scomparve del tutto dalle monete nel 629.

What would you have seen in Constantinople during the Golden Age of Basil II?


Dalle nostre parti c’è una certa curiosità su com’erano, nell’antichità o nel Medioevo, Roma e le altre città italiane, mentre per quello che riguarda Costantinopoli, rimanendo nell’argomento “Impero Romano”, cala l’oblio e molti particolari o storie minute si perdono nell’entropia.
Questo video aiuta a dipanare un po’ di ombre e, personalmente, trovo che sia uno splendore unico assistere all’evoluzione della metropoli orientale; tutto ciò non fa altro che alimentare la mia fantasia, fomenta ancora di più i nuovi progetti che sto scrivendo…

Godwin. Un Sassone al servizio dell’impero (595-602) – TRIBUNUS


Su Tribunus un’interessante storia imperiale ambientata nella transizione meticcia del VII secolo d.C., quando Costantinopoli aveva ancora mire concrete sul territorio che aveva costituito il suo vasto impero nei secoli precedenti.
Come sempre, la Storia è intessuta di fatti minuti, e conoscerli rende assai bene la grana fine del reale che ogni essere umano respira nella sua epoca; un estratto:

Nel tardo antico, sono molti i guerrieri e i soldati di origine straniera, particolarmente germanica, che fanno fortuna e ottengono alti incarichi sotto le armi romane. Quasi a lui contemporanea, a cavallo tra VI e VII secolo, è la storia di un quasi sempre dimenticato ufficiale: Godwin.
Godwin (“Goudouin”, nell’unica fonte di lingua greca che ne parla, Teofilatto Simocatta) è quasi certamente, come concordano gli studiosi, un Sassone. Non sappiamo niente del suo passato, o di come sia entrato al servizio dell’imperatore Maurizio Tiberio. Quando appare nominato per la prima volta, sappiamo solo che è già un tassiarco dell’esercito imperiale.
Se nell’opera storiografica di Teofilatto Simocatta il termine non è utilizzato in maniera generica o letteraria, ciò significa che era un comandante degli 𝘰𝘱𝘵𝘪𝘮𝘢𝘵𝘦𝘴, ovvero un corpo di élite composto da guerrieri di origine germanica. Nella sua prima apparizione, il tassiarco Godwin, agli ordini del 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘦𝘳 𝘛𝘩𝘳𝘢𝘤𝘪𝘢𝘴 Prisco, nel 595 è incaricato di inseguire e tenere sotto controllo gli Avari che hanno appena conquistato e saccheggiato la città di Singidunum (oggi Belgrado). Godwin fa molto di più. Con i soli duemila uomini affidati al suo comando, dopo aver seguito il nemico per sentieri impervi e fuori dalle strade principali, riesce a tendere un’imboscata alla retroguardia àvara, carica di bottino, annientandola e inviando ciò che era stato saccheggiato a Prisco.
Godwin ricompare nella cronaca di Teofilatto Simocatta solo nel 602, ed evidentemente ha fatto carriera. Infatti il nuovo 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘦𝘳 𝘛𝘩𝘳𝘢𝘤𝘪𝘢𝘴, Pietro, fratello dell’imperatore, lo nomina quale suo 𝘩𝘺𝘱𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘴, ovvero comandante in seconda dell’intero esercito provinciale. Godwin ha l’ordine di oltrepassare il Danubio e ridurre all’impotenza gli Slavi sulla sponda sinistra del fiume, nonché per indurre il 𝘤𝘩𝘢𝘨𝘢𝘯 àvaro a più miti consigli (questi sta infatti progettando un attacco su Costantinopoli).
La campagna riesce in pieno: Godwin, secondo Teofilatto, “distrusse orde di nemici nelle fauci della sua spada, si impadronì di un gran numero di prigionieri e conquistò grande gloria […]”.
Ma i tempi sono ora molto difficili, e i soldati amano ben poco l’imperatore e le sue decisioni. Godwin è infatti costretto a imporre la disciplina su interi reparti che, senza averne ricevuto l’ordine, si erano ritirati in autonomia a sud del Danubio dopo la campagna. I soldati sono stanchi, non ricevono la paga da mesi, e ormai nemmeno il carisma di comandanti vittoriosi come Godwin riesce a tenerli a bada.
Arriva infine l’ordine fatale di Maurizio: le truppe devono svernare oltre il Danubio, in terra nemica, saccheggiando le risorse del territorio (ben poche, in realtà). Monta la rivolta. Pietro, che non ha un vero spirito di iniziativa, pur ascoltando le richieste dei soldati, non reputa di potersi sottrarre agli ordini di suo fratello Maurizio, l’imperatore. Ed è proprio con Godwin, nella sua ultima apparizione nell’opera di Teofilatto, che Pietro si sfoga e si dispera: “[…] l’avarizia non porta mai nulla di buono. […] Ma l’imperatore ne è preda, e potrebbe perdere la vita per questo. È un giorno che segnerà l’inizio di molte sventure per i Romani. Lo so, ne sono convinto”.
Poco dopo, i soldati eleveranno sullo scudo Foca, un loro centurione, proclamandolo imperatore. Pietro fugge a Costantinopoli. Di lì a poco, avrà inizio la terribile e sanguinosa purga ai danni di Maurizio, dei suoi familiari e di molti dei suoi generali.
Non conosciamo il destino di Godwin. Forse accompagna Pietro in fuga a Costantinopoli, dopo la proclamazione di Foca, condividendone il destino – ovvero, morendo giustiziato.
Non comparendo più in nessun’altra cronaca, difficile che il suo destino sia stato diverso.
Ciò che resta, sono i frammenti di un’altra, sconosciuta Storia nascosta nelle infinite pieghe della Storia romana.

L’impero restaurato e la collana imperiale “L’orlo dell’Impero” @ DelosDigital


Come detto nei giorni scorsi, è disponibile per i tipi di DelosDigital la riedizione in ebook del romanzo – arricchito da una personale “nota di scrittura” – L’impero restaurato, che nell’edizione del 2014 mi ha permesso di vincere il Premio Urania.
L’altra novità, in cui questa pubblicazione è incastonata, è la nascita di una collana dedicata alle mie opere imperiali post Premio Urania: L’orlo dell’Impero.

Verrà raccolta la gran parte del materiale sull’Impero Connettivo che ho scritto dopo il Premio Urania 2014; saranno prevalentemente storie nuove, ma verranno proposte anche riedizioni di qualcosa già uscito e/o non facilmente reperibile. Sono programmate per l’uscita una quantità notevole e oltre ogni immaginazione di universi quantici, caotici, immersi in frattalizzazioni e olografie in cui la politica, la Storia e il sociale assumeranno sfumature così surreali da arrivare a impregnare il nostro tessuto cognitivo.

L’impero restaurato è impreziosito dalla bellissima copertina di Ksenja Laginja ed è in vendita sul DelosStore e su tutti gli altri store online a 3,99€; questa è la quarta:

L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

L’Italia dei barbari (Audible 2022) | nonquelmarlowe


Lucius Etruscus segnala un audiolibro (media che non amo, ma non importa) sul tema dell’invasione barbarica al termine dell’Impero Romano d’Occidente: L’Italia dei barbari, di Claudio Azzara.
Mi preme sottolineare il passaggio sottostante, perché indice dell’odio feroce che si scatenò in seguito tra Occidente e Oriente, tra Costantinopoli (anch’essa in qualche modo barbara, ma ancora pregna di tutto l’orgoglioso e legittimo apparato imperiale) e Roma, il Sacro Romano Impero, annacquato dalle identità barbare e ormai altro. Conflitto che si trascina identico fino ai nostri giorni.

In questo delizioso racconto dell’Italia barbarica, Azzara ci mostra come anno dopo anno, secolo dopo secolo, la filosofia di inclusione dell’Impero, da sempre attanagliato dalla carenza di popolazione autoctona e quindi sempre in cerca di “rinforzi” esterni, aveva reso la divisione tra “romano” e “barbaro” decisamente diversa da come la intendiamo noi. Un barbaro che entrava nell’Impero, ne sposava la filosofia, ne assumeva lingua, culti e usanze, non aveva più senso chiamarlo “barbaro”, termine usato per quelli che vivevano fuori dal limes, dal confine. Come si fa quindi a definire “barbari” quelli che hanno abitato l’Italia una volta crollato l’Impero, visto che erano romani a tutti gli effetti?

Mi diverto a fare una dimostrazione per assurdo. Immaginiamo che un domani l’ennesima variante del Covid o il vaiolo delle scimmie o la peste suina o la tosse caprina o qualche altro malanno che ci piove addosso colpirà solo gli italiani: nel 2122 saranno estinti gli italiani e rimarranno solo gli “stranieri” nella Penisola. Dovremmo chiamarli barbari? E perché? Vivono qui da una vita, spesso ci sono pure nati, qui, spesso parlano italiano molto meglio degli “autoctoni”, seguono le usanze italiane, hanno vizi e virtù italici, perché mai dovremmo chiamarli “barbari” quando non fanno che preservare l’eredità italica?
Premettendo che questo è un mio esempio, non voglio attribuire pessime idee al professor Azzara, i barbari che ho trovato in questo saggio non fanno nulla di “barbarico”, visto che nella loro mente si sentono romani, nel senso di successori dell’Impero appena crollato.

Record per l’Impero restaurato


Questo post per ringraziare chi ha permesso che L’Impero restaurato salisse al terzo posto tra gli ebook più venduti sul DelosStore, nella neonata e dedicata collana L’orlo dell’Impero. Ringrazio tutti voi, davvero molto.

L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

THE PRODIGY OF IDEAS

This blog is a part of my inner world. Be careful to walk inside it.

Gerarchia di un’ombra

La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

A Journey to the Stars

Time to write a new Story

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

Fantastici Stonati

Ci vuole molta fantasia per essere all'altezza della realtà

Decades

by Jo & Ju.

The Paltry Sum

Detroit Richards

chandrasekhar

Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

AUACOLLAGE

Augusta Bariona: Blog Collages...Colori.

PHOTO.RİP

PHOTO FASHİON VİDEO MUSİC

The daily addict

The daily life of an addict in recovery

Tiny Life

mostly photos

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Labor Limae

- Scritture artigianali -

Federico Cinti

Momenti di poesia

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: