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Archivio per Costantinopoli

Entheon | CoSM, Chapel of Sacred Mirrors


Su CoSM.org (ChapelOfSacredMirrors) una mirabile carrellata di nuove opere psichedeliche – il Cristo cosmico qui sopra ne è una splendida sintesi – in cui è evidente una sorta di sinestesia sincretica tra Arte, Storia e trascendenza, dove si possono respirare ucronie bizantine ambientate nel nostro presente alternativo, dove la capacità di vedere oltre diviene una forma di salvezza, la possibilità di utilizzare un Cavallo di Troia insito nel marcio e pronto a destabilizzare da dentro.

Tnx to MarianoEquizzi

SPK – In Flagrante Delicto


Momenti di dedizione mistica in odor di politica totalitaria.

EQUIDON – Cyclic Mechanism


Distorsioni tardo orientali nel suono del passato ancora vivo.

A tavola con i Romani d’Oriente | Tribunus


Su Tribunus l’evoluzione dei costumi alimentari all’interno dell’Impero Romano d’Oriente, dal Tardo antico al Medioevo. L’intero articolo:

La cucina costantinopolitana tra tarda antichità e medioevo si inserisce nella tradizione greco-romana, senza esserne tuttavia una sua mera imitazione. Il pane era sicuramente l’alimento fondamentale, con un consumo pro capite giornaliero di 325/600 grammi.

La farina, a partire dal VII secolo, si ricavava dal tricinum durum (il grano duro), più facile da trebbiare rispetto al triticum aestivum (grano tenero) d’età precedente. Al pane poteva esser accompagnata una sorta di zuppa di cereali con farro, frumento, ed orzo.

Il riso era già noto da tempo, ma non era coltivato. Ciononostante ebbe un grande diffusione, specie sotto forma di base per i dolci.
Sappiamo, per esempio, che l’imperatore Costantino VII era goloso di budino di riso.

La frutta cotta con miele e spezie accompagnava i piatti a base di carne, ma era anche molto apprezzata la frutta secca.

Nell’alimentazione costantinopolitana non mancavano legumi come lenticchie, piselli e fave. Era consumato inoltre un gran numero di verdure. Latte e latticini erano molto apprezzati. Dalle province settentrionali provenivano il burro e la panna.
Era noto anche lo yogurt, che proveniva dalle steppe euro-asiatiche.

La carne più diffusa era di sicuro quella di pollo. Altri volatili, come fagiani e pavoni, erano riservati ai nobili. Della gallina si mangiavano anche le uova, che a volte potevano servire per preparare una specie di omelette, detta sponghata. Altre carni erano quelle di suino, ovino, e bovino, ma queste erano consumate in quantità minori. Molto diffuso era il consumo di pesce, fresco o in salamoia.

Il mare intorno a Costantinopoli costituiva una grande risorsa ittica, e spesso il pesce sostituiva la carne nei piatti, particolarmente di quelli dei ceti più bassi. Anche il vino era un alimento importantissimo, ed era addirittura previsto nelle razioni destinate agli schiavi. A colazione e cena (due dei tre pasti della giornata) si beveva vino allungato con acqua.

Quanto guadagnavano i soldati romani? – TRIBUNUS


Su Tribunus un ottimo post sullo stipendio che i soldati romani hanno ricevuto nell’arco della storia romana, Costantinopoli compresa, fino all’anno 1000. Un estratto:

Essere un soldato, per i Romani, non è sempre stato un mestiere per il quale viene corrisposta una paga. Per lungo tempo, fare il soldato non fu è impegno a tempo pieno, e anche quando ciò avviene, le prospettive di accumulare denaro sono molto basse, legate specialmente al buon successo delle campagne militari.
Nel corso dei secoli questa situazione cambia parecchio, particolarmente verso la fine della tarda antichità, quando la volontà degli imperatori di tagliare lo stipendio dei soldati (nel frattempo fattosi piuttosto alto rispetto al passato) è causa di ammutinamenti e ribellioni.
Sia l’ammontare della paga dei soldati, che la sola concezione che si ha di essa, muta moltissimo nel corso dei secoli, anche se non esattamente di pari passo con i mutamenti della macchina bellica romana.

Trentemøller: No One Quite Like You (feat. Tricky)


Potresti mostrare ciò che sei dentro, fino alle raffinatezze cognitive raggiungibili dalla tua umanità più estrema.

Soppesando


Assaporando i filamenti di Storia minuta che non hai mai conosciuto prima, cercando le parole e poi le immagini di un periodo misconosciuto, soppesando le conseguenze fino a oggi…

Il banchetto dei corvi (554-567), ep. 86 – Storia d’Italia


Bellissimo podcast che narra dell’estrema decadenza, della desolazione estrema di una nazione uscita dalla Guerra Gotica del VI sec. d.C. e amministrata dal generale romano Narsete, inviato dall’imperatore di Costantinopoli Giustiniano I.
Lo scenario che ne esce fuori – popolazione italica dimezzata, da 11 milioni a 5 o 6 milioni – unita al disfacimento strutturale di ogni logistica imperiale eredita dai Goti, indica l’inizio vero del Medioevo, di quel periodo secolare in cui la memoria di ogni splendore passato svanì o assunse un’altra luce, profittatrice, cialtrona, violenta o bigotta.

I bizantinismi di Alberto Costantini | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un – credo – bellissimo ebook di Alberto Costantini contenente due racconti collegati tra loro dal titolo La principessa bizantina. Il libro esce per la collana ucronica di DelosDigital; la quarta:

È passato da poco il 732 d.C. e gli Arabi sono dilagati nella Gallia dopo avere sconfitto i Franchi vicino Poitiers.  L’Impero Romano d’Oriente ha in mano una carta per stabilizzare il mondo cristiano: dare in sposa la giovane principessa Irene ad Alboino, erede del Regno Longobardo. A scortare l’imperiale rampolla viene chiamato Anfrido, uomo d’armi e di fiducia del duca Ariperto, ma il compito si rivelerà più arduo del previsto. A Pavia, intanto, sede della corte longobarda, una donna misteriosa sostiene di essere arrivata dal futuro…
La Principessa Bizantina è un racconto breve in cui Alberto Costantini ci presenta, con poche ed efficaci pennellate, l’affresco di un mondo medievale alternativo: i Franchi hanno perso la guerra con gli arabi e questi ultimi hanno messo piede stabile oltre i Pirenei. Una storia  d’amore e intrighi prende corpo in questa linea temporale, mentre a Pavia i Longobardi fronteggiano l’inverosimile.

Crollo sistemico


Posto tra le griglie di un raccordo inaspettato, i tuoi simboli si accalcano di decadenza e la fine di un’epoca è, in realtà, un drammatico crollo sistemico.

Mareducata

Chi volete che io sia?

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Tesla Afterburner and the Infinite Sadness

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

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boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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