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Quaderno Nero: Roberto Belli, teaser video


Quaderno Nero è un libro di testi poetici scritto nel corso del 2013 da Roberto Belli, stampato poi nel 2015. QN ALBUM è il risultato della lettura completa del testo su musiche assemblate e realizzato nel marzo 2021 per fondogiaccone.com. Dalle note dell’autore segnalo le empatie di fondo, le coordinate per una riflessione alternata tra anabasi e catabasi nel teaser di Machina Amniotica.

“Nemmeno le parole si riprendono da questa afasia” recita QN100. L’afasia è un disturbo del linguaggio ma è anche, per gli antichi Greci, l’impossibilità di conoscere la realtà. Nel film “Medea” Pier Paolo Pasolini fa dire a un semidio, un centauro, “Eh sì è una storia complicata, perché è fatta di cose e non di pensieri”. Le “cose”, gli enti di realtà utilizzati nei 107 testi di Roberto Belli sono pochissimi, tre o quattro. Uno è un animale, non casualmente l’istrice.

QN ALBUM è stato composto nel breve tempo di un mese, letto e registrato quasi alla svelta, ma realizzato con amore totale. Amore verso la propria materia, la propria espressione. Per la resa sonora, sulla base di composizioni elettroniche originali, ho incastrato una serie di campionamenti da queste fonti di bellezza inesauribili: Arvo Pärt, Tamia, Prima Materia, Coil, Byetone, Eliane Radigue, Einstürzende Neubauten, Asmus Tietschen, Vidna Obmana, Coh, Loscil.
Tutto il materiale di fondogiaccone.com va ordinato attraverso il sito stesso, con paypal meglio ma anche senza. per tutto il materiale viene chiesto un contributo (fisso) che copre le spese di produzione e di posta.  Disponibile solo in formato USB dal sito fondogiaccone.com la chiavetta contiene le 8 tracce audio, il testo integrale e contenuti extra, quali video, foto, crediti e note dell’Autore. Il testo poetico integrale “Quaderno nero” in formato libro (stampato su carta) è disponibile presso il sito fondogiaccone.com.  Può essere ordinato singolarmente o con un contributo speciale, scontato, se richiesto unitamente alla chiavetta USB.

Alberto Radius – Un Amore Maledetto


Un vecchissimo brano che avevo dimenticato, totalmente, da almeno quarant’anni e che ho casualmente riscoperto; come il buon vino, questa song si è impreziosita col tempo, e rimanda nella mia psiche le immagini di un breve clip associato in cui il degrado interiore della tossicodipendenza veniva reso con frame sgranati in bianco e nero, mandati lentamente…

Marilyn Manson – The Dead Walk – [The Factory]


Un brano inusuale per Marilyn Manson, sospeso tra le suggestioni messianiche di Charles Manson e le visioni poste tra più dimensioni di David Lynch.

Yannis Kyriakides & Andy Moor – Pavilion | Neural


[Letto su Neural]

Qual è la sottile linea di demarcazione fra un live, il lavoro di studio ed essere parte di un’installazione artistica dove un consistente numero di persone sarebbe confluito in maniera pressoché continuativa? Yannis Kyriakides e Andy Moor invitati alla 57a Biennale di Venezia nel 2017 da Xavier Veilhan a partecipare al progetto Studio Venezia presso il padiglione francese hanno optato per una soluzione intermedia, quella di interagire occasionalmente con il pubblico, come stabilendo un contatto casuale, cercando di rompere l’aspettativa insita nell’idea di un concerto o di una performance nella quale la linea di demarcazione tra musicisti e pubblico fosse rigorosamente fissata. L’idea di fondo insita nell’installazione del multimedia artista parigino era quella di idealmente proiettare i visitatori nel mondo di uno studio di registrazione, ispirandosi alle seminali intuizioni di Kurt Schwitters, quelle che diedero vita nella prima metà degli anni venti al Merzbau ad Hannover, un atelier che era al tempo stesso un’opera in se, uno spazio-evento. Il padiglione traeva ispirazione in parte anche dal modernismo Bauhaus, dal suo essere luogo di creazione artistica, fondendo arte visiva e musica, ammiccando anche agli esperimenti del Black Mountain, innovativo college statunitense fondato nel 1933 e dedito allo studio dell’arte nelle sue varie espressioni. In questo studio di registrazione-scultura erano diversi i musicisti invitati da ogni parte del mondo che durante i sette mesi della Biennale avrebbero operato implementando le loro creazioni in un ambiente fuori dal comune, avendo a disposizione attrezzature di altissima qualità, tecnici del suono, strumenti di ogni tipo che potevano essere utilizzati. Kyriakides e Moor fra le apparecchiature predisposte hanno scelto di utilizzare solo degli storici sintetizzatori Moog, Buchla e Vermona, e il suono che adesso è stato selezionato scaturisce da complessive nove ore di registrazioni, per lo più improvvisate o basate su alcuni schemi ritmici che Kyriakides aveva in precedenza preparato. Il materiale, condensato in 45 minuti, ha giocoforza subito numerosi tagli e modifiche, diventando ancora più fascinoso e dissonante, con partiture alquanto difformi e suddivise per ispirazioni e tipi di effetti, suddivise in sei differenti tracce. L’impatto emozionale è notevole e gli accordi di chitarra di Moor sono avvincenti mentre l’elettronica di Kyriakides disegna diversi strati e strutture astratte, con inviluppi sognanti, tesi e millimetrici.

DEUS EX LUMINA – HÎ-TECH LØ-LIFE


A spirale, caduta fin nelle viscere del pianeta di metallo.

U2 – Until the End of the World


Le cavalcate epocali che ricordano le svolte chiave di un momento, della Storia, di un sentire che per un attimo è stato universale.

IT PINK TURNS BLUE – There Must Be So Much More


Aspettando che lo spleen salga fino alle lacrime.

Hapax – Silvery Track


Sulle ali di un’oscurità fatiscente e fascino di essa…

Il cinema dei Pink Floyd, Parts 1 – 2


Su OndaMusicale due puntate (1 e 2) per dettagliare il concetto di arte espresso dai Floyd nella loro parabola lunga più o meno mezzo secolo. Dagli inizi ai discorsi espressi anche dopo lo split degli artisti coinvolti in particelle a loro volta seminali, una frattalizzazione ideologica che segue ogni intuizione e la rende creazione, visione artistica che connette ogni sapere.
Questo è l’incipit della parte 1, e basta a definire ogni contorno.

Questo è Pink Floyd. Senza l’articolo determinativo, per non fare riferimento a un maschile plurale bensì a una entità creativa ed astratta, quale Syd Barrett, David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright volevano che fosse la loro creatura quando scomparivano sul palco oscurati dai giochi di luce, quando sparivano dalle copertine dei dischi, quando si nascondevano dietro un muro. Syd, David, Nick, Rog, Rick volevano che Pink Floyd, la loro creatura, fosse arte: dunque, sette note ma anche immagini, luci, grafica, pittura, scultura, danza, cinema, letteratura, storia, architettura, politica, archeologia… e allora tecnologia – la più avanzata, sempre; palcoscenici – anche naturali; teatri di posa e teatri veri; design astratto e applicato.
Tutto questo è l’arte della creatura Pink Floyd, che ovviamente è i suoi creatori Syd, Nick, David, Rog, Rick ma è anche Storm Thorgerson, Peter Winne-Wilson, Mark Fisher, Alan Parker (e tantissimi altri si potrebbero citare) quando i loro do-re-mi-fa-sol-la-si, variamente intrecciati, vengono tradotti in grafica, luci, architettura da palcoscenico, immagini filmiche.

Nell’esplosione creativa degli anni Sessanta-Settanta del sec. XX, moltissimi furono i gruppi che innovarono ed allargarono i confini della musica pop(olare); pochissimi furono quelli che dettero carattere transitivo al proprio verbo musicale, riuscendo con naturalezza a coniugarlo nell’incontro con le altre arti. Fino al punto da farne una riconosciuta e riconoscibile cifra stilistica della propria musica; fino al punto da declinarla con naturalezza nella lingua assoluta dell’arte al di là del dialetto d’origine, intendendo come tale la musica, appunto. La musica Pink Floyd ha conseguito questa cifra stilistica, le è coessenziale. Si può a ragion veduta parlare di “arte PinkFloydiana” (lingua universale) quale approdo, coniugazione e declinazione della “musica PinkFloydiana” (dialetto locale). Leggi Pink Floyd e intendi arte, ovvero rappresentazione multidisciplinare dell’intuizione creativa.

Sexual Purity – Never


Mai lasciare arrese le porte del desiderio.

Cavallette neanche tanto Criptiche

http://waitforthericochet.blogspot.com/

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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