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Archivio per Roger Waters

ROGER WATERS: “THE BRAVERY OF BEING OUT OF RANGE” – VERSIONE 2021 | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione della partecipazione avvenuta ieri di Roger Waters a un evento politico, Live for Gaza, in cui ha performato un suo vecchio brano di trent’anni fa, per sottolineare che c’è necessità di impegno politico, per evidenziare che l’anno prossimo lui tornerà sulle scene col suo This is not drill, spettacolo militante di cui tutti abbiamo bisogno per metterci di traverso a un sistema inumano e votato solo al business. Shine on.

Roger Waters: “Sono davvero felice di far parte di questa serata di musica, amore e movimento. Assicuratevi un biglietto e sintonizzatevi questo sabato per assistere alla première mondiale di io e la band che suoniamo ‘The Bravery of Being Out of Range’ (inclusa una nuova strofa).Coglierò l’occasione per chiedere ai giocatori della English Premier League (EPL) di unirsi a me in una campagna internazionale per convincere la FIFA e la UEFA a vietare alla squadra di calcio nazionale di Israele e alle società calcistiche israeliane di prendere parte alle competizioni internazionali fino a quando Israele non interromperà le sue politiche razziste di apartheid”.

 

The Final Cut, l’addio di Roger Waters ai Pink Floyd | OndaMusicale


Su OndaMusicale un articolo dedicato all’ultimo disco di Roger Waters coi Floyd: The final cut, uscito nel 1983 (me lo ricordo, quel giorno) Un estratto:

I Pink Floyd, fin dai loro inizi, hanno rotto gli schemi del rock in particolare in due aspetti. Il primo è l’incredibile cura grafica delle copertine, vere e proprie opere d’arte grazie allo studio Hipgnosis; l’altro è legato agli spettacoli dal vivo, esperienze che chiamano in causa tutti i sensi dello spettatore. The Final Cut fallisce in questi due obiettivi.
La copertina è tra le più scarne e graficamente poco gradevoli, e al disco non segue nessun tour, cosa che penalizza le vendite già di per sé non all’altezza.

La copertina paga l’ennesima lite di Waters, stavolta con Storm Thorgerson, mente della Hipgnosis e amico dei musicisti dai tempi di Cambridge. Quanto al tour mancato, la responsabilità è di nuovo del dispotico Roger; bizzarramente, Gilmour e Mason sono all’epoca molto favorevoli, probabilmente per ragioni meramente pecuniarie.

The Final Cut, se depurato da questi aspetti, è tuttavia un bellissimo disco. Suona molto diversamente dai Pink Floyd iconici, quelli delle lunghe cavalcate psichedeliche e degli assoli pieni di pathos di David Gilmour; pare quasi un disco di cantautorato, equamente bilanciato tra testi – validissimi – e musica. La voce di Roger sembra divisa sui soli due registri contemplati: il sussurro quasi recitato e le urla dissennate. Gilmour assesta qualche bel colpo di coda, ma il suo apporto è molto limitato. Tanti sono i contributi esterni alla band.

Storia del maiale volante di Animals dei Pink Floyd | OndaMusicale


Su OndaMusicale un po’ di storia dei Floyd e del loro album Animals, del ’77, in particolare del maiale icona del disco che sottintendeva a certi porci capitalisti, che ancora ben navigano nelle infestate acque della nostra vita. Un estratto dall’articolo:

La band aveva pubblicato due dischi difficilmente eguagliabili, sia come incassi che come gradimento del pubblico. Tuttavia, la genesi di Animals fu particolarmente travagliata all’interno dei Floyd. Se da una lato c’era la tentazione di proseguire sulla strada percorsa fino a quel momento, dall’altro c’era la voglia di cambiare rotta. Specialmente da parte di Roger Waters.

L’Inghilterra era una polveriera sociale pronta ad implodere su se stessa e nelle proprie contraddizioni politiche e sociali e anche la musica stava prendendo una deriva ben delineata, specie con la nascita del punk. Tuttavia, i Pink Floyd si erano affermati con un genere più psichedelico che progressive e la tentazione di proseguire in quella direzione era forte.

Su richiesta dei ragazzi venne contattata la Ballon Fabrik (la stessa che aveva realizzato il dirigibile dei Led Zeppelin) e commissionata la costruzione di un maiale gonfiabile di circa 12 metri da posizionare nel cielo fra le ciminiere. Il giorno prefissato però c’era cattivo tempo mentre il secondo giorno era sereno ma ventoso. Pare che quello buono sia stato il terzo. O forse tutti e tre.
Qualcuno aveva pensato di assoldare un tiratore con un fucile in modo da abbattere il maiale nel caso fosse successo un imprevisto ma, forse per risparmiare o forse per negligenza, questi fu presente solo il primo giorno. Il secondo giorno, a causa del forte vento, il maiale (a cui era stato dato il nome Algie) ruppe i tiranti e volò nei cieli di Londra scatenando il panico fra gli aerei in partenza ed in arrivo all’aeroporto Heathrow.

ROGER WATERS: IN LAVORAZIONE L’AUTOBIOGRAFIA | PinkFloydItalia


Su PinkFloydItalia la segnalazione delle ultime attività di Roger Waters; un dettaglio:

Questo libro di memorie su cui sto lavorando, quando sarà finito lo leggerò sicuramente per farne un audiolibro… sono proprio nel mezzo del lavoro. Parte del lato positivo del blocco covid, è che ho passato molto più tempo in questa casa senza un campo da golf dove andare, niente da fare, niente per qualunque cosa. Ho tutto il giorno, non ho zoom o questo o quello o l’altro, posso tornare indietro e scrivere e mi sdraio in biblioteca sul divano con il mio laptop e vado. Ho appena iniziato a scrivere e ho scoperto che sono uno scrittore, ed è fottutamente fantastico, scoprirlo all’improvviso. Voglio dire, ho scritto racconti, un bel po’, quindi sapevo di poter scrivere ma non avevo idea che avrei potuto scrivere migliaia di parole al giorno senza fermarmi per riprendere fiato, e che quando l’ho riletto, mi ha fatto fare una risatina o mi ha fatto pensare o mi ha fatto sentire qualcosa o mi ha fatto sembrare che tu sappia qualunque cosa, ciò è una buona notizia!”

Pink Floyd – Journal de Paris (Roland Petit Pink Floyd Ballet News Report)


Un filmato d’epoca dei Floyd (1972) che testimonia come l’interazione delle loro idee e visioni sia naturalmente confluita nel Teatro; qui, in Francia, balletti e scenografie, e gesti e mimiche ideate da Roland Petit, s’intersecano contaminando anche le attuali performance live di Waters (Basta guardare il nuovo video che Roger mostra nella sua versione di One of these Days). E poi le suggestioni del gong pervaso dalla nebbia gelida, che negli spettacoli maturi dei tre rimanenti Floyd e poi di Gilmour, diventerà un grande schermo, ma sempre circolare…

Pink Floyd /// The Wall Live @ Nassau Coliseum – February 25th 1980 (Super 8mm film)


Fantastici brandelli di uno dei concerti di TheWall, che i Floyd performarono tra l’80 e ’81, in questo caso restaurati con nuove tecnologie che rimandano la meravigliosa magia distopica e allucinata dello spettacolo musicale che fu – e che in qualche modo ancora è.

Roger Waters – The Gunner’s Dream


Il rifacimento del brano The gunner’s dream, realizzato adesso da Roger Waters stesso e che uscì in originale nell’ultimo album che fece coi Floyd nell’83, The final cut, è un capolavoro: fa vibrare l’animo con la sua voce e intensa interiorità. Commovente…

The Wall: dopo 41 anni è ancora un capolavoro senza tempo | Ondmusicale


Su Ondmusicale l’anniversario – il 41esimo – di The Wall, uno dei capolavori dei Pink Floyd, uscito proprio il 30 novembre ’79; nell’articolo alcune condivisibili considerazioni sull’opera.

Pink è Waters, ed è un po’ anche Syd Barrett. Oggi sappiamo che dopo The Wall l’ombra di Syd avrebbe smesso di tormentare i Floyd: ed è forse una delle ragioni per cui, dopo The Wall appunto, non c’è un solo disco dei Pink Floyd al livello dei precedenti. Nel doppio del ’79 Waters riunisce i fili della sua carriera e della sua vita (ricordiamoci che allora aveva36 anni, e i Pink Floyd non erano un gruppo musealizzato, come oggi). E, prendendo a pretesto la storia di un rocker depresso, sembra perfino volersi chiedere cosa il movimento della fine degli anni ’60 abbia portato alla generazione che l’ha vissuto, e alle successive, per far sì che i muri possano essere abbattuti e “i vermi che sono nella nostra testa“, come dice in Hey you, possano essere annientati.
Lo fa con un album dalle molte chiavi di lettura esistenziali e politiche. Del resto, i “vermi” di “Hey you sono i nazi-fascisti.

“Hey tu! Là fuori al freddo, sei solo, stai invecchiando, riesci a sentirmi?
Hey tu! Che stai nel passaggio, con i piedi stanchi e un sorriso che svanisce, riesci a sentirmi?
Hey tu, non aiutarli a sotterrare la luce. Non arrenderti senza lottare.”

Quando, solo ai piedi del suo muro, Pink permette ai vermi di entrare nella sua testa, e sogna di incitare il suo pubblico all’odio razziale, trasformandosi in un dittatore (“In the Flesh – parte 2”), emerge uno dei temi autobiografici più importanti di The Wall, che assillava Roger Waters proprio in quel periodo: il rapporto col pubblico.

I Pink Floyd avevano chiuso gli anni ’60 come una band underground. Tempo un lustro, e attraversata l’eccezionale fase psichedelica – A Saucerful of secrets, Ummagamma, Atom Heart Mother – viravano verso il rock più tradizionale di “The Dark Side of the Moon” (mediatore: Meedle). Nel frattempo erano diventati un gruppo da stadio. Magari un po’ anomalo, perché a nessuno importava troppo che faccia avessero, li si amava specialmente per la musica. Ma pur sempre un gruppo da stadio.
Questa cosa, più che al chitarrista-ingegnere del suono Gilmour, creava problemi a Waters, che provava disgusto per i concerti “spersonalizzanti” e stressanti negli stadi: “Comfortably Numb” per esempio (uno dei pochi brani di The Wall di cui David Gilmour scrisse la musica) è un dialogo fra Pink-Waters e il dottore che gli ha somministrato un farmaco grazie al quale può esibirsi come un rocker “efficiente” ma abulico.

L’album leggendario è “nato da uno sputo?

Nel tour di Animals, un Waters “ai ferri corti” con il suo pubblico durante un concerto a Montreal sputò in faccia a un fan. Lo si racconta spesso, è anche nell’ultimo libro del batterista Nick Mason (leggi l’articolo), ed è storia nota per gli appassionati dei Floyd: si vuole che proprio quest’episodio – da cui Waters per primo fu molto turbato, non potendo spiegarsi come gli venne di farlo – innescò in lui un bisogno di autoanalisi che in definitiva fece nascere l’album.
Waters sentiva una “barriera” tra sé e il pubblico, e tutto questo sarà tematizzato, visivamente, nel tour del 1980 di The Wall, quando durante il concerto viene pian piano “eretto” un muro poi “demolito” alla fine dello show. E credeva che la massificazione giovanile alimentata anche dal rock (guidato dall’industria) potesse favorire il pensiero passivo e acritico in cui attecchisce il totalitarismo.
Quanti muri ancora dividono il mondo? In un’intervista a Repubblica Roger Waters rispondeva così:

“Tanti. Il muro tra il nord e il sud del pianeta. Tra i ricchi e i poveri. Tra chi perseguita e chi soffre. E anche tra chi ha le chiavi del progresso, dell’informazione, e chi è condannato a vivere nell’ignoranza, nel buio. Non so come o quando li abbatteremo, ma almeno proviamoci, anche solo con una canzone se necessario.”

Pink Floyd – The Wall Live


L’intero concerto di The Wall, performato a Londra dai Pink Floyd, nell’agosto ’80. Prima che tutto si sfasciasse definitivamente e nulla fosse più come prima.

ROGER WATERS: DISPONIBILE “US + THEM” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia l’annuncio della disponibilità di Us+Them, il film sui concerti che Roger Waters ha tenuto in giro per il mondo un paio di anni fa.

Disponibile per l’acquisto “Us + Them“, il film di Roger Waters girato da Sean Evans e dallo stesso Roger Waters durante la tappe di Amsterdam e del Regno Unito. Evans utilizza le tecnologie digitali e audio più all’avanguardia per riprodurre una serie di esperienze visive, audio e sensoriali mozzafiato, catturando così le leggendarie esibizioni dal vivo di Waters e accompagnando il pubblico in un viaggio evocativo e ricco di suggestioni. Roger Waters dimostra di essere un musicista attivista e uno dei più appassionati commentatori politici del suo tempo. Ha dedicato la sua intera vita a combattere contro coloro che cercano di controllare le nostre vite e distruggere il nostro pianeta.

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