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Archivio per Roger Waters

ROGER WATERS: “TWO SUNS IN THE SUNSET” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione di una nuova cover di se stesso di Roger Waters, che reinterpreta Two suns in the sunset, ovvero l’ultima song che ha suonato nei Pink Floyd – un titolo che ora sa d’incredibile preveggenza.

“Ho avuto l’idea di realizzare un album di tutte le canzoni che abbiamo fatto come bis durante il tour di “Us & Them”. Abbiamo fatto prima “Mother”. Ho dovuto farlo da ‘remoto’ a causa di Covid 19. “Two Suns in The Sunset” è la seconda. Spero vi piaccia. Io la adoro. Che band meravigliosa sono.

Con Amore
R.

PS. Il fatto che permettiamo alle armi nucleari di esistere in un mondo controllato da sociopatici squilibrati è, di per sé, una disposizione squilibrata. Siamo in tanti, sono in pochi. Potremmo semplicemente dire di no a tutta la follia MAD (mutuamente assicurata distruzione). Ha senso zero ed è potenzialmente omicidio“.

Roger Waters – The gunner’s dream


Brano finale di Waters nei Floyd, ha una bellezza intrinseca inversamente proporzionale alle volte che è stato eseguito live. Basta ascoltarlo per rendersene conto…

NICK MASON: NUOVA INTERVISTA PER IL MAGAZINE “RELIX” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia una bella intervista a Nick Mason riguardo i suoi SaucerfulOfSecrets e sullo stato – inesistente – dei Floyd. Un passaggio:

Rivisitazione dei primi Pink Floyd con i Saucerful of Secrets

Le mie speranze iniziali per i Saucerful of Secrets erano abbastanza basse. Pensavo che avremmo suonato in qualche pub, ma la cosa finì un po’ fuori controllo. L’altra cosa triste è che non fu frutto della mia ispirazione – fu [il chitarrista] Lee Harris ad avere l’idea e pensò che fosse l’ora per me di tornare al lavoro.
Così propose il progetto a Guy Pratt [bassista dei Pink Floyd in tournée] e la band si formò intorno a me. Non ci sono state audizioni. Semplicemente, delle persone si misero insieme, esattamente il modo in cui si sono formate tante band negli anni ’60. I Rolling Stones non hanno fatto audizioni; erano solo persone a cui piaceva la stessa musica.
All’inizio dissi: “Proviamo uno o due giorni in sala e vediamo come va”. Dopo circa 10-12 giorni, pensai: “Bene, andiamo a suonare”. In America, in particolare – dove tantissima gente ci ha scoperto solo con Dark Side – tutta la musica prodotta prima è quasi sconosciuta. Quindi, l’aspetto positivo della scelta di proporre la produzione Pink Floyd più vecchia è l’opportunità di essere un po’ più liberi. Il problema con l’esecuzione di “Comfortably Numb” è che i fan vogliono ascoltare la parte di chitarra suonata esattamente come l’ha suonata David [Gilmour].
Con questo materiale non dobbiamo preoccuparci di ogni dettaglio preciso; questo conferisce freschezza ai brani. C’è molta improvvisazione. Quando realizzammo il nostro primo album [The Piper at the Gates of Dawn] del 1967, passammo molto tempo ad accorciare i pezzi ad una lunghezza ragionevole per il vinile. “Interstellar Overdrive” è di circa nove minuti sull’album, ma quando la suonavamo all’UFO, durava 20-23 minuti. Ora possiamo estenderlo o accorciarlo. Scegliamo al momento; l’idea è di non eseguire le canzoni in maniera fedele.

Un casino col cellulare

Dissi sia a David che a Roger che mi sarebbe piaciuto che uno di loro – o entrambi – venissero a suonare con noi qualche volta. Roger si trovava a New York quando, pochi giorni prima dello spettacolo, parlammo con lui della possibilità che venisse a suonare con noi al Beacon. Poi dimenticò il telefono in un taxi, quindi non lo sentii per due giorni. Pensai che si fosse raffreddato all’idea. Quindi il giorno dello spettacolo, disse: “Ok, verrò.” Dunque, non c’era un’idea precisa. Sapevamo quale canzone avrebbe fatto, ma non ci avevamo pensato bene; però questo rendeva la cosa molto più eccitante perché nessuno sapeva se avrebbe ricordato le parole della canzone che avrebbe cantato. Fu fantastico, assolutamente, inevitabilmente, cominciò e via.
Non credo che David e Roger siano in grado di fare qualcosa insieme a breve. Ma mi piacerebbe che Roger tornasse a fare qualche altra cosa con noi, e sarei molto felice di fare qualcosa con lui. Nessuno di noi vuole essere nella band dell’altro, però. Vogliamo fare le cose a modo nostro, magari stare insieme a pezzi e bocconi. Non credo che si riformi la band per fare qualcosa.

Lascia che l’istinto rabbioso erutti intorno


I residui di una rabbia che dovrebbe sopravvivere a ogni istante attuale, perché senza un cambio radicale non si potrà essere mai più respirare come creativi.

Roger Waters vs David Gilmour: chi ha fatto i dischi solisti migliori? | Rolling Stone Italia


Interessante disamina su RollingStone sul dualismo WatersGilmour all’interno dei Floyd, anche ora, dopo 35 anni di divorzio, coi piatti che continuano a volare ovunque…

Molti a queste mie parole salteranno sulla sedia, ma la popolarità dei Pink Floyd è cresciuta nel tempo tanto quanto le aspettative dei suoi membri. Tutti nei Floyd a un certo punto hanno sentito la necessità di staccare da una realtà che li soffocava: già da Wish You Were Here la band non esisteva più, il disco era un’ammissione di fallimento. Alcuni fan, addirittura, direbbero che i Floyd erano morti con l’uscita di Barrett. Waters a un certo punto ha preso in mano la situazione, se non altro perché aveva le idee più chiare rispetto ai concept e scriveva testi allucinati e graffianti. Gli altri membri avevano problemi, chi di droga (come Wright) e chi di cuore (come Mason), e tutta la band li aveva di soldi, tutte cose che non aiutano la creatività. Ma Gilmour in qualche modo ha tenuto testa a Waters grazie all’abilità di produttore/arrangiatore e per il fatto che la sua chitarra (criticabile o meno) era un trademark non indifferente e produceva dei classici (Dogs su Animals parla da sola). Parallelamente c’era la volontà paranoica di Waters di gettarsi anima e corpo nel progetto Pink Floyd finché alla fine non ha pensato sul serio di essere la band, perché senza di essa non sarebbe probabilmente riuscito a dire nulla.

Gilmour invece era Gilmour solo se prendeva parte al processo compositivo. Aveva lo stesso problema, senza i Floyd non andava da nessuna parte. Si è trovato schiacciato, con tante sue idee scartate, penalizzato dalla mancanza di una poetica “concettuale” solida. Che invece aveva il collega, il quale però non possedeva una visione di gruppo, che probabilmente era propria del chitarrista. Proprio in virtù di questo, Gilmour avrebbe fatto la stessa cosa di Waters, solo che lui c’era arrivato prima. E infatti non c’è modo migliore per capire quest’aspetto psicologico se non analizzare lo strano percorso incrociato di alcuni album solisti di Waters e Gilmour, che alla fine tanto diversi non sono, soprattutto musicalmente, nonostante le apparenze.

Roger Waters – Mother


Roger Waters interpreta il lockdown in questo modo, ed è davvero un bel sentire…

Il momento è propizio


Quando saluti si spargono le spore dell’empatia, e dipenderà solo da te se queste saranno positive o deleterie: poniti in un modo limpido e aperto, lascia decantare la furberia, e ogni cosa scorrerà sincera e lontana dai profitti.

NEWS IN PILLOLE – ROGER WATERS, DAVID GILMOUR, NICK MASON | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia un post dove si segnala una recente videointervista a Roger Waters e poche altre pillole riguardanti Nick Mason e David Gilmour; un estratto:

Nuova intervista di Roger Waters alla rivista Rolling Stone di quasi 50 minuti in cui offre un’anteprima del suo tour (a cui sta ancora lavorando mentre continua a pagare i suoi dipendenti) dove spiega tutta la verità dietro un recente “summit di pace” dei Pink Floyd, fallito, con David Gilmour e Nick Mason, e discute della sua relazione con il compianto John Prine. Inoltre, chiarisce che non si riunirà mai con i suoi ex compagni di band. “No, non sarebbe bello. Sarebbe fottutamente terribile. Ovviamente se sei un fan di quei giorni di Pink Floyd, avresti un diverso punto di vista. Ma ho dovuto sopravvivere. Quella era la mia vita … avrei scambiato la mia libertà con quelle catene? Niente da fare.” Il “summit di pace” proposto a Gilmour e Mason era infatti relativo alla riedizione di “Animals” in Dolby Surround 5.1, e quindi purtroppo l’uscita di questa edizione rimane in sospeso a data da destinarsi.. Tra le altre cose ha rivelato che il “This Is Not a Drill Tour”, rimandato al 2021, includerà delle vere e proprie “sezioni cinematografiche”, con attori ed una sceneggiatura. Oltre a questo Waters parla dei suoi pensieri sulla politica e l’attuale crisi, incluso Donald Trump, e crede che gli americani siano “creduloni”, parla anche della sua esitazione a sostenere Joe Biden come presidente, il suo fervido sostegno a Julian Assange, e molto di più.

Il dolore dei tuoi atti


Soppresso nelle onde lunghe dei desideri istantanei, ti ritrovi a sognare quello che una volta fu e che disprezzasti, prima di pentirtene amaramente per tutto il resto delle vite che senti viverti dentro.

Roger Waters – Wait for her – Il Canto delle Muse


Rubo il video e i testi della song di Roger Waters dal post dal blog di Daniela, Wait for her. Meravigliosa poesia di un uomo che ha solcato gli oceani delle sperimentazioni e della bellezza in ogni forma…

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