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Morto Mark Hollis dei Talk Talk, l’antidivo del pop inglese – Repubblica.it


È morto ieri Mark Hollis, leader dei TalkTalk, band pop ’80, successivamente datasi alla sperimentazione, cosa che li ha da un lato allontanati dal successo, ma dall’altro li ha resi più interessanti agli occhi di un pubblico attento e selezionato. Hollis, leader anche della svolta nopop, era un antidivo, uno che non amava stare sotto i riflettori, ha fatto di tutto per ritirarsi dalle scene per vivere una dimensione personale, intima e foriera di qualcosa che sicuramente lui perseguiva. Tutta la mia ammirazione per quanto ha fatto.

Repubblica lo ricorda così, io allego sotto un brano che forse è il migliore della produzione dei TalkTalk.

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Ciao, BiTubo…


Pochi giorni fa è venuto a mancare Giacomo Giannelli, nei circoli delle feste cyber, dance alternative e dell’extreme dancefloor noto come B-Tubes. Giacomo organizzava quelle serate tramite l’organizzazione La Nuit De Sade, io stesso l’ho conosciuto all’alba di una mia vita precedente, quando nel 2004 presi parte a una di quelle serate coorganizzando il primo rave del collettivo KaosKulture, altra realtà che ritorna periodicamente, mai morta, di cui presto potreste aver notizie collaterali.

Tornando a Giacomo, voglio esprimere il mio dispiacere, la sorpresa nell’apprendere la notizia, un piccolo ricordo piacevole di quando, qualche anno fa, mi è capitato di rivederlo a Roma a una serata concerto (forse suonavano i Covenant?). Mi associo quindi agli XP8 nel ricordarlo, con un bellissimo e sentito necrologio apparso sulla loro pagina FB, da cui incollo qualche riga allegando, anche, un loro brano in cui il nostro amato Giacomo recita un potente mantra buddhista.

Ciao, BiTubo

This weekend we lost a very good friend, Giacomo.

Giacomo was one of a kind: a visionary who spent the last 20 years promoting alternative arts and music, at first with his clothing brand Passion des Epines, and then by creating, directing, and evolving La Nuit de Sade – eXtreme dancefloor for alternative élite – the longest-standing alternative club night in Italy.

He was one of the first promoters to believe in XP8, especially in Italy where supporting local acts was (and still is) something unheard of. Even when we did not have a following, he gave us a stage and helped us grow.

Giacomo was kind, fair, always honourable. He would never let a band or a DJ go without pay, even if the night did not turn a profit – those into this business will know how rare this is.

More than that, he would always strive to make his events unique for everyone involved, and kept at it till the very end, driven by a passion and a clarity of vision and intent seldom seen.

Giacomo was a brother: we spent so many endless weekends from Florence to Rome to Bologna and Milan and back in our 20s and a big part of our 30s, and as we finally “grew up” and life became slower, we always found a way to keep in touch and reminisce “the good old days”.

As both Marko and me moved to the UK, we did not get to see each other much often, and we always kept trying to find a way to meet again, maybe not so much for the kind of extreme hedonistic weekends of the past but for a good dinner somewhere in the hills of Florence – because Giacomo was always a fantastic connoisseur of great food, and a great chef to boost. Unfortunately, life has a way of deciding things, and that never happened.

Mario Gazzola su RadioPopolare per FantaRock


Ieri, su RadioPopolare, Mario Gazzola è stato intervistato sull’opera Fantarock, poderoso tomo da lui scritto assieme a Ernesto Assante e a una pletora di collaboratori – tra cui anch’io ho. Mario ha stilato pure un’intelligente e dissacrante scaletta musicale che potrete ascoltare, insieme all’intervista, dal minuto 13 semplicemente cliccando qui – o qui scaricando l’mp3.

DAVID GILMOUR: ALL’ASTA PER BENEFICENZA 120 CHITARRE | PINK FLOYD ITALIA


David Gilmour mette all’asta molte delle sue gloriose chitarre, e lo fa per beneficenza. La notizia è su PinkFloydItalia, insieme a una bella intervista a David fatta da RollingStone.

“Molte delle chitarre che verranno vendute hanno contribuito a costruire il mio suono, hanno fatto così tanto per me che credo sia giunto il momento che passino ad altre persone sperando che possano trovarvi gioia. E forse anche creare qualcosa di nuovo”.

“Queste chitarre sono state molto buone con me, sono i miei amici. Mi hanno dato un sacco di musica. Penso solo che sia ora che se ne vadano e servano qualcun altro. Ho avuto il mio tempo con loro. E ovviamente i soldi che raccoglieranno faranno un’enorme quantità di bene nel mondo, e questa è la mia intenzione. Credo che probabilmente terrò 20 chitarre. Le chitarre sono speciali in ciò che ti danno, ma non sono eccessivamente sentimentale riguardo alle qualità che alcune persone pensano siano impregnate in uno strumento particolare. Le chitarre su cui suono molto tendono ad essere quelle più vicine.”

“Al momento non mi ritiro né pianifico particolarmente le cose. Sono sicuro che tornerò a qualcosa di nuovo uno di questi giorni, ma è un grande impegno. Scrivo tutto il tempo, il che significa che mi viene in mente una piccola frase nella mia testa o sulla chitarra o sul pianoforte e li annoto sul mio telefono e li registro tutti in seguito. E poi penso: “Ascolterò quelli un giorno e vedrò se qualcosa mi piace”. È qui che il processo inizierà la prossima volta. Quando avrò abbastanza cose che hanno iniziato a sembrare canzoni, prenderò una decisione su quando o come fare un album. È come spingere una palla di neve giù da una collina: gradualmente acquisisce slancio. Ritirarmi non è una cosa dura e veloce per me nella mia vita. Non devo davvero andare in pensione. Non devo dire quelle parole. Non devo dichiarare che sono andato in pensione o qualcosa del genere. Se vado in pensione, ad un certo punto sarà un processo silenzioso e non percepibile. Ma non sono in quel momento.”

“Ovviamente sarò triste per aver perso alcuni di questi strumenti, ma sarò anche un po’ sollevato nel perdere il peso di avere tutti questi strumenti e non sapere cosa gli succederà o dove andranno. Voglio che proseguano. Sono stato il loro custode per un certo numero di anni e ora è il turno di qualcun altro di averli e usarli, per creare con loro.”

Fantarock. Stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’opera FantaRock, saggio a 360° sulle commistioni tra Rock e SF, a cura di Mario Gazzola ed Ernesto Assante. Un estratto:

Ci sono molti modi di fruire di storie fantastiche. Tra i tanti ha una rilevanza non trascurabile la musica che, sia mediante i testi delle canzoni che virtuosismi strumentali, racconta talvolta grandi epopee fantastiche, sia ispirate a libri o film, sia del tutto autonome. Se tanti sono i generi musicali ispirati dai mondi fantastici, Fantarock. Stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici è un saggio edito da Arcana Edizioni si concentra sul Rock, proponendosi di esplorare a   360° le connessioni della musica pop rock con l’immaginario di fantascienza. Un percorso che, lo leggerete dalla sinossi, attraversa epoche diverse, e diverse accezioni mediatiche.

L’anno del FantaRock | PostHuman


Su PostHuman la segnalazione di una prossima, monumentale uscita, un’opera che vede protagonisti Mario Gazzola ed Ernesto Assante che insieme – e in collaborazione con una manciata di altri redattori, tra cui io – definiscono le coordinate delle interazioni tra Rock e SF. Il volume, infatti, si chiama FantaRock, stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici, e dal 6 dicembre sarà in libreria, edito da Arcana. Ne riparleremo, di quest’opera, man mano che la Rete si accorgerà di essa; nel frattempo, ecco alcuni tratti dal post di presentazione.

FantaRock esplora tutte le connessioni fra musica rock e immaginario di fantascienza, partendo dalle origini negli anni ’50 e risalendone il corso fino al 2018: un capitolo a decennio, tranne la fase del mitico ’68 che occupa un capitolo a sé, uno per questi primi 18 anni dal fatidico 2000, uno sulla multiforme carriera del sopra evocato David Bowie, il quale ha declinato le sue articolate passioni fanta in numerosi dischi e progetti cine-teatrali, fortunati e meno.

Ecumenicamente, il saggio affronta tutti gli stili musicali che si sono abbeverati alle sorgenti del fantastico avvicendandosi nel corso di questi 60 e rotti anni, senza snobismi critici: dal r’n’r primordiale al folk fino ai cantautori italiani, dal jazz alla psichedelia, dal prog alle avanguardie più esoteriche; e poi hard&heavy, punk e new wave, ma anche importanti colonne sonore orchestrali o elettroniche, disco music ed electro pop, hip e trip hop, jungle e techno, fino alle più recenti contaminazioni a 360 gradi delle Björk o dei Gorillaz, degli Unkle o dei Flying Lotus. E ancora, gli storici concept album degli anni ’70 con le loro fantastiche copertine apribili a libro, fino ai loro epigoni nel moderno progressive metal.
Sonda le ispirazioni letterarie e cinematografiche dei musicisti, le connessioni con il mondo del fumetto, oggi del videogioco e delle serie tv. Fino ai cantanti divenuti attori (Bowie, Jagger, Iggy Pop, Alice Cooper etc.) e – in qualche caso – anche registi (Rob Zombie) o autori letterari/fumettistici, o quantomeno ispiratori a loro volta di personaggi del fantastico come Sandman (Robert Smith), Constantine (Sting), il Corvo (Peter Murphy).

Analizzando in profondità, in effetti i percorsi che collegano la nostra musica alla narrativa dallo sguardo proteso verso gli spazi infiniti, o l’immaginazione di possibili futuri, sono pressoché infiniti: anche perché quella musica ha appunto sempre avuto nel proprio dna l’ambizione di essere in un certo senso la “colonna sonora del futuro”, ovvero l’astronave per conquistarli quegli spazi. A volte, anche (ri)scoprendone versanti inesplorati, come ha sottolineato Sandro Battisti (che ha curato le schede su Pink Floyd e Fields of the Nephilim): “descrivere minuziosamente l’universo dei Fields of the Nephilim e, soprattutto, dei Pink Floyd, relazionarli col fantastico e con la s/f in particolare, è stato come pitturare nuovamente una tela che conosci a menadito, ma mai così doviziosamente. Narrare di quei mondi ha il sapore sapido di un gusto mai troppo appagante, mai troppo esplorato, mai davvero stancante”.

FantaRock esce in libreria il 6 dicembre, occupa ben 460 pagine (con numerose illustrazioni in b/n) e costa 26,50€.

RIDE 18 #05 by Duplex Ride @ Casa Musica – 13.10.2018 | Duplex Ride


Un’altra serata evento per i DuplexRide di Genova, alla Casa della Musica di via Boccanegra, ore 21, il 13 ottobre. Chi è da quelle parti non si perda il gig del collettivo più innovativo e sperimentale dell’intero Stivale.

In volo.
Da una pista o una rampa di lancio,
in viaggio da una quota all’altra dell’elettronica.
Con Duplex Ride per un decollo notturno senza costo di biglietto,
da Casa della Musica verso insolite altezze.

Oltre le nuvole, superata la barriera del suono,
tra il blù e il nero dello spazio, un segnale.
Non guardare il panorama, ascoltalo.

dimensioneC

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