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E’ morto Peter Principle, bassista dei Tuxedomoon – OndaRock


Un altro dei TuxedoMoon se n’è andato. Dopo Bruce Geduldig, morto lo scorso anno, Peter Principle, storico bassista della band, ieri 17 luglio è passato oltre dopo un ictus o infarto, non si sa ancora bene. Ce ne parla OndaRock e io non posso che ricordarlo, con tristezza, in tutti i suoi dischi prodotti in quasi quarant’anni di attività d’avanguardia.

Peter Principle, bassista e membro storico dei Tuxedomoon, è morto improvvisamente a Bruxelles, dove il gruppo stava “preparando un nuovo tour e della nuova musica”: ad annunciarlo sono i suoi ex-compagni in un breve post sul loro blog ufficiale, che si conclude con la frase “Siamo tutti scioccati. Le parole verranno più tardi”. Le conseguenze del decesso sembrano essere legate ad un malore fulminante, “probabilmente un infarto o un ictus”.
Peter Dachert, questo il suo vero nome, era nato a Queens il 5 dicembre 1954. Il caratteristico suono del suo basso è stato uno dei marchi di fabbrica dell’inafferrabile alchimia del gruppo californiano (da tempo trapiantato in Europa).
L’anno scorso i Tuxedomoon avevano già subito la perdita di Bruce Geduldig, visual artist della band sin dal 1979.

DAVID GILMOUR – LIVE AT POMPEII: IL TRAILER | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia il trailer del Live at Pompeii di David Gilmour, il film che a settembre sarà nelle sale italiane per tre giorni consecutivi (13, 14 e 15 settembre, all’estero soltanto il 15). Ovviamente, la reminiscenza è Pink Floyd at Pompeii, del ’71, il delirio empatico è comunque assicurato (che dire, ho già il biglietto in tasca…).

DAVID GILMOUR: A SETTEMBRE “LIVE AT POMPEII” AL CINEMA | PINK FLOYD ITALIA


[Letto su PinkFloydItalia]

Mercoledì 13 Settembre, tenetevi liberi! Come potete ammirare dalla locandina sarà infatti questa la data in cui l’attesissimo “Live At Pompeii” di David Gilmour sarà proiettato nei cinema di tutto il mondo! Come sappiamo sarà solo un’anteprima, infatti il video non dovrebbe essere la versione integrale, per quella dovremo aspettare qualche settimana in più, al momento si parla di un’uscita su Dvd/Blu-ray per novembre.

Il film è diretto da Gavin Elder, che ha registrato gli spettacoli in 4K e sarà presentato in Dolby Atmos.

PINK FLOYD: ANTEPRIMA DELLA MOSTRA “THEIR MORTAL REMAINS” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la notizia dell’anteprima di Their Mortal Remains, la mostra (itinerante) che dal 13 maggio al 1 ottobre sarà di stanza a Londra presso il Victoria & Albert Museum. Com’è noto, sono esposti i memorabilia della band, foto, strumenti musicali, oggetti che hanno fatto parte della loro storia, suggestioni, allestimenti, tutto quello che possa rendere l’idea di cosa la crew floydiana ha vissuto nei suoi cinquant’anni di storia.

Dal 13 maggio al 1ottobre, sarà aperta nel bellissimo Victoria & Albert Museum di Londra la prima grande retrospettiva dedicata ai Pink Floyd: ‘Their Mortal Remains‘. Un percorso multisensoriale trasporterà lo spettatore all’interno di una serie di sale allestite con cimeli, progetti, scenografie e naturalmente musiche di un dei gruppi più importanti e influenti del mondo. In occasione del 50esimo anniversario della pubblicazione del primo singolo, ‘Arnold Layne’, ‘The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains’ sarà una mostra fuori dal comune: “Il Victoria & Albert è il posto giusto per illustrare il grande contributo artistico, non solo musicale ma anche visuale, che una band come i Pink Floyd ha dato alla cultura del nostro tempo“, ha dichiarato Martin Rotj, direttore del museo. “Una band che ha creato non solo musica straordinaria, ma anche spettacolari show musicali, copertine di album diventate icone e un’espressione creativa senza eguali“. La mostra, finita l’esposizione di Londra, farà il giro del mondo e toccherà anche l’Italia.

Qui un resoconto dettagliato dell’apertura anticipata fatta due giorni fa e destinata alla Stampa, poi alle Stelle dello ShowBiz in senso lato.

Il rock entra nei musei e lo fa avendone guadagnato il diritto con la sua storia e con i suoi protagonisti più rappresentativi. Il Victoria & Albert di Londra, il più grande museo di arte e design del mondo, ospita l’attesissima esposizione “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains”, che celebra i cinquant’anni di storia di uno dei gruppi più importanti del panorama musicale internazionale. Non ci sono dubbi sul successo della mostra che aprirà ufficialmente al pubblico sabato 13 maggio; i biglietti per i primi giorni sono andati letteralmente a ruba e le richieste di prenotazioni arrivano da tutto il mondo. La speranza degli organizzatori è quella di poter superare i trecentomila visitatori dell’esibizione di David Bowie.

I Pink Floyd hanno collaborato attivamente a quello che risulta essere uno spettacolo audio visivo di tutto rispetto. Su tutti Nick Mason, il vero archivista della band, a stretto contatto già dalla fine dello scorso anno con i curatori dell’evento. Ad inaugurare ieri sera ufficialmente la mostra è stato proprio il batterista della band, al termine di una giornata che ha movimentato la tranquilla Cromwell Road; in mattinata i giornalisti di tutto il mondo hanno potuto visitare in anteprima l’esibizione, mentre alle 19 l’ingresso del museo si è trasformato in una vera e propria parata di stelle in stile hollywoodiano con un party privato organizzato dai Pink Floyd.

Tra una battuta e l’altra il buon Mason, che ha salutato i presenti nell’ingresso della V&A, ha trovato il coraggio di scherzare anche sull’assenza di quelli che erano i suoi colleghi più attesi, David Gilmour e Roger Waters, probabilmente ancora alle prese con le loro beghe interne e che agli occhi di molti non avrebbero dovuto mancare l’evento che celebra ufficialmente la loro storia. Quando Mason ha concluso i ringraziamenti ricordando i fan di tutto il mondo, indicandoli come quelli che sono stati i veri protagonisti del loro successo, un fremito d’orgoglio ha riempito la mia anima di ‘fan infiltrato’ al cospetto della band che mi accompagna da quarant’anni.

Tra i tanti amici, familiari e collaboratori dei Pink Floyd si aggiravano emozionati ieri sera Aubrey Powell, il grafico della Hipgnosis, Bob Klose, il loro primo chitarrista del periodo 1964-1965, Phil Taylor, il tecnico che cura le chitarre di David Gilmour, Joe Boyd, produttore del loro primo singolo “Arnold Layne” firmato da Syd Barrett nel 1967, Bob Geldof (emozionato quando hanno ricordato il Live8 che ha riunito i quattro Pink Floyd sul palco per l’ultima volta), i registi Adrian Maben (“Live at Pompeii”) e Alan Parker (“The Wall”), il bassista Guy Pratt (Pink Floyd, David Gilmour) ma anche star della musica come Jimmy Page dei Led Zeppelin, Brian May e Roger Taylor dei Queen, Noel Gallagher (Oasis), Johnny Marr (Smiths), Nick Rhodes (Duran Duran). C’erano anche Graham Coxon dei Blur e il regista Ian Emes, che realizzò l’animazione di “One of these days” nel 1973.

ROGER WATERS: “IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?” DISPONIBILE DAL 2 GIUGNO – TUTTE LE INFO – CON AGGIORNAMENTI | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione del nuovo disco di Roger Waters in arrivo. Ecco il post:

Come previsto dai pochissimi dettagli usciti fin d’ora, il nuovo album di inediti di Roger Waters Is This the Life We Really Want?“, ha subito uno slittamento, ma dopo 25 anni di attesa, la data da segnarsi sul calendario è il prossimo 2 Giugno 2017.

Il disco è prodotto dallo storico collaboratore dei Radiohead Nigel Godrich e contiene dodici brani inediti eseguiti dallo stesso Roger Waters e da Gus Seyffert (bassista per Norah Jones e frontman dei Willoughby), Jonathan Wilson (cantautore, produttore e già leader dei Muscadine), Joey Waronker (batterista in passato già al fianco di Beck e R.E.M.), Roger Manning (in passato in forze in Jellyfish, Imperial Drag, The Moog Cookbook e TV Eyes), Lee Pardini (tastierista dei Dawes), Jessica Wolfe e Holly Proctor.

Dalla prima nota stampa diramata dall’entourage dell’artista ripresa dalla stampa britannica:

Amused To Death’ è stato un lungimirante studio sulla cultura popolare, che ha esplorato il potere della TV ai tempi della prima Guerra del Golfo, il suo seguito, ‘Is This The Life We Really Want?’, è un severo commento del mondo moderno e di questi tempi incerti. Questo album è il naturale successore dei classici dei Pink Floyd come ‘Animals’ e ‘The Wall’“.

Il lavoro (della durata di circa 55 minuti) sarà disponibile sia sotto forma di CD (digipack), in digitale, e in formato doppio vinile da 180 grammi: tutte le versioni saranno pre-ordinabili a partire da domani, venerdì 21 aprile.

Questa la tracklist:

When We Were Young
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Broken Bones
Is This The Life We Really Want?
Bird In A Gale
The Most Beautiful Girl
Smell The Roses
Wait For Her
Oceans Apart
Part Of Me Died 

Ulteriori aggiornamenti con il link per la prenotazione, appena disponibili!

Roger Waters ha pubblicato sul suo canale YouTube il primo singolo, nona traccia dell’album: Smell The Roses, ecco l’audio:

Dio mio, cose sublimi…

Le Forbici di Manitù & Friends – Tinnitus Tales | Neural


[Letto su Neural]

Il tinnitus – in italiano acufene – è comunemente descritto come un ronzio nelle orecchie, ma può anche suonare come un più pronunciato brontolio, oppure manifestarsi sotto forma di sensazioni auditive puntiformi (click), sibili o ronzii. Molti celebri musicisti (Pete Townshend, Ludwig Van Beethoven, Trent Reznor, Andy Partridge) ma spesso anche dj (Ed Rush, Optical, Jimmy Savile, Roger Sanchez) hanno sofferto di questa patologia, che pare essere particolarmente fastidiosa tanto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. Eppure il tinnitus non è da considerare una malattia, quanto una condizione che può derivare da differenti e molteplici cause. È un fenomeno soggettivo e come tale non ci sono protocolli scientifici che possano misurarlo oggettivamente. Su tale forma di disturbo – e menomazione che inficerebbe un ascolto “perfetto” – nell’ambiente dell’industria musicale e dello show business si è sempre mantenuto un certo silenzio, forse anche in ragione del fatto che, nella sua forma cronica e allo stato attuale delle conoscenze mediche, tale disfunzione non è curabile e che nessuno fra musicisti e performer avrebbe mai piacere nell’apparire fortemente “limitato” rispetto allo specifico percepire della propria distintiva arte. Manitù Rossi e Vittore Baroni (da tempo affetto da tinnitus) hanno lavorato per cinque anni a questo triplo album concept (un vinile 10” e due cd) e l’apporto in termini di collaborazioni – sono oltre cinquanta fra musicisti, gruppi e artisti visivi internazionali, i soggetti coinvolti – è sostanzioso, a tal punto da poter presentare l’uscita (ma non senza un pizzico d’ironia) come un “progetto audio educativo”, condiviso fra amici vecchi e nuovi (Simon Balestrazzi, Gianluca Becuzzi, Eraldo Bernocchi, Teho Teardo, Økapi, per citarne solo alcuni di italiani, o Nigel Ayers, Gen Ken Montgomery, Neuropa, Rod Summers, sul versante delle collaborazione d’oltralpe). I brani sono perlopiù ispirati all’argomento e il loro scopo è infondere una certa empatia su questa oltremodo bizzarra alterazione funzionale oppure sono versioni di canzoni delle Forbici o versioni strumentali, intese come tracce di “mascheramento” di tale fastidio. Insomma, Tinnitus Tales è un outing oneself strepitoso, ma allo stesso tempo testimonia di una pratica di condivisione che coinvolge da più versanti tutta una comunità. Un documento prezioso e magistralmente apparecchiato nella sua confezione discografica.

PINK FLOYD: AL VIA LA MOSTRA “THEIR MORTAL REMAINS” | PINK FLOYD ITALIA


[Letto su PinkFloydItalia]

Dal 13 maggio al Victoria and Albert Museum di Londra, sarà in scena la mostra Their Mortal Remains e sarà un viaggio audiovisivo attraverso 50 anni di storia dei Pink Floyd, il collegamento con la musica, l’arte e il design, la tecnologia del suono e le performance dal vivo: dai loro esordi sulla scena underground nel 1960 a Londra fino ai giorni nostri. La mostra avrà la durata di 20 settimane. A questo link il sito ufficiale dove è possibile acquistare i biglietti, a questo link invece la pagina Facebook. Ricordo inoltre che a questo link Amazon è possibile acquistare il libro ufficiale della mostra con ben 304 pagine (in lingua Inglese).

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