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GERALD SCARFE: “IN SOFFITTA HO TROVATO BIDONI PIENI DI PELLICOLA 35MM” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia un’intervista a Gerald Scarfe, disegnatore degli incubi floydiani più prestigiosi, come WishYouWereHere e soprattutto TheWall. Un estratto:

“Vorrei, se possibile, che gli oggetti restassero tutti insieme. Potrebbero essere divisi, ma l’ideale per me sarebbe vendere tutto a un singolo collezionista, perché l’archivio contiene ogni cosa che ho fatto su The Wall dal giorno del primo incontro con Roger Waters. Appunti, bozzetti e cose del genere, che poi ho sviluppato in opere più grandi. Ho anche dei filmati; l’altro giorno in soffitta ho trovato bidoni pieni di pellicola 35mm, frammenti che risalgono fino al periodo di Wish You Were Here“.  

“Quando li ho incontrati per la prima volta non sapevo cosa volessero da me, e non credo lo sapessero neanche loro. Credevo che l’animazione fosse una forma d’arte inesplorata. Pensavo: ‘Perché l’arte non può muoversi? Perché non può essere come Picasso e Matisse?’ L’animazione non è necessariamente fatta di animaletti che saltellano tutto il tempo“.  Nel corso degli anni Roger Waters e Gerald Scarfe sono rimasti amici: “Giocavamo molto a biliardo e bevevamo birra forte. Un giorno Roger si è presentato a casa mia, a Chelsea, con le prime demo. Erano mesi che mi diceva: ‘Un giorno finirò questa cosa, ti mostrerò tutto e ci lavoreremo insieme’. Me l’ha promesso mentre lo scriveva, perché aveva compreso il potere delle immagini accostate alla musica“.

L’archivio di Scarfe contiene tutto il materiale raccolto nei cinque anni passati dal primo incontro con Waters fino all’uscita dell’adattamento cinematografico del 1982 diretto da Alan Parker: i primi bozzetti disegnati a mano, i quadri stampati nel libretto del vinile dell’album, gli storyboard, sceneggiature complete di illustrazioni, oggetti di scena dello stravagante tour di The Wall e del film. Nella collezione ci sono anche “cinque anni di ephemera”: i dischi d’oro di The Wall, statuette, pass per il backstage, una giacca da tournée personalizzata per The Wall e strani oggetti utilizzati durante le riprese del film.

Syd Barrett, fluida follia | il manifesto


Su IlManifesto questo lungo articolo che dettaglia, partendo dal mezzo secolo del disco solista di Syd Barrett, il suo percorso artistico, psichico e surreale. Ho sempre amato quell’artista, quell’uomo.

«Noi che il dolore ha fatto viaggiare nella nostra anima alla ricerca di un luogo di calma a cui appoggiarci, alla ricerca della stabilità nel male come gli altri nel bene, noi non siamo folli, siamo dei medici meravigliosi» (Antonin Artaud)
«Il matto non gioca mai, ma edifica monumenti capovolti. L’artista gioca sempre, edificando gli stessi monumenti» (Marco Ercolani, psichiatra)
Il 3 gennaio 1970, cinquant’anni fa esatti, nei negozi inglesi arriva uno strano ellepì. Strano a partire dalla copertina. C’è una stanza vuota con il pavimento dipinto a strisce bicolori, c’è un giovane uomo a piedi nudi accovacciato, che si puntella con la punta delle dita, come se fosse concentrato a mantenere un equilibrio tutto suo. Accanto ha un vaso con qualche fiore stentato. Nelle immagini a complemento, di spalle al giovane uomo c’è una splendida ragazza nuda, sempre di schiena o di tre quarti. I due si ignorano, la donna potrebbe anche essere un fantasma della mente. Il titolo è scritto a caratteri più grandi di quelli dell’autore, e dice The Madcap Laughs, il pazzo sta ridendo. Il pazzo, che non ride affatto nelle foto, è Syd Barrett, e quello è il suo primo disco solista. La copertina l’ha concepita lo studio Hipgnosis, la stessa realtà che produrrà le stupefacenti, imprevedibili copertine dei Pink Floyd: ad esempio, in quello stesso anno, quella di Atom Heart Mother, con il prato verde e la mucca pezzata che guarda in camera. Psichedelia indotta con l’immagine meno psichedelica che si possa concepire, il placido ruminante. La psichedelia, il «disvelamento della realtà interiore», per andare al significato letterale del termine era stata per i Pink Floyd quasi tutta farina dal sacco del «pazzo che ride», Syd Barrett.

OGGETTO DI CULTO

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ODRZ – Fine del progetto 66


Nessuna descrizione della foto disponibile.Il progetto ODRZ66 è terminato (nota del combo).

All’inizio di questa avventura non avremmo mai immaginato di ricevere così tante adesioni da parte degli ospiti che si sono poi succeduti durante le 52 settimane di improvvisazione. Ci sembra doveroso ringraziare innanzitutto loro, in rigoroso ordine di collaborazione:

Mademoiselle Bistouri-Claudio Frassine
Riccardo Bernini
Enrico Ponzoni-Arco Casi
Braconidae-Emiliana Voltarel
Enkil Franco Barletta
Monofonic Orchestra
Carlo Monti
Andrea Marutti
Icydawn-Sacha Rovelli
Osvaldo Schwartz
Paolo L. Bandera
Francesco Zago
Enten Hitti
P.U.M.A.
Lotte
Black/Lava Enkil-Fabio Olivero
Jan-Morten Iversen
LaMetàFisica-Alessandra Zerbinati
Sisto Palombella
Mulo Muto-Attila Folklor-Joel Gilardini

Un ringraziamento particolare a Enrico Ponzoni, che ha testimoniato per quasi tutti i venerdì, con foto e video, le sessioni di improvvisazione.
Grazie anche ai suoi degni sostituti: Edoardo Deluca-Riccardo Deluca

Un altro grazie va a Giacomo Elettrodo, che dalle frequenze di Radio Onda Rossa ha trasmesso, e forse continuerà a farlo, sistematicamente i brani del progetto durante la sua trasmissione “Prove Tecniche di Trasmissione”.

Ultimo, ma non ultimo, un grande grazie va a Jan-M Iversen, che da subito ha accettato entusiasta di produrre tutto il lavoro, pubblicando mensilmente sulla pagina Bandcamp della sua etichetta TIBProd i vari brani registrati.

Il progetto in studio, come detto, si è concluso, ma ci sarà una coda il prossimo autunno con la sua versione live in tre serate a Ottobre, Novembre e Dicembre a Milano.
Vi aggiorneremo. Grazie ancora a tutti e tutte.

Before Bauhaus: How Goth Became Goth


I goth come sono diventati ciò, quali radici hanno? Questo lungo excursus storico nella musica rock esplora ogni angolo da cui l’oscuro è germogliato. Da vedere come un film.

RECENSIONI: PINK FLOYD “THE LATER YEARS 1987-2019” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia una corposa e organica recensione al pacchetto dei Pink Floyd uscito proprio due giorni fa, TheLaterYears. Parliamo di un’immane edizione delle ultime cose della band, che vanno dall’87 in poi, nel periodo post-Waters. C’è da perderci l’entropia, lì dentro, e il video dell’unboxing qui sotto, di oltre venti minuti, lo conferma…

Ora, dopo l’uscita di queste due raccolte di materiale inedito sui primi anni dei Pink Floyd e gli ultimi “ruggiti” dopo l’abbandono di Waters, è legittimo aspettarsi un altro cofanetto: non sappiamo se la casa discografica ritenga opportuno considerare le edizioni “Immersion” come parte di questo progetto, ma la “Pink Floyd Records” è stata creata dopo l’uscita di questi box su “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e The Wall”. Di materiale ce ne sarebbe molto altro e sinceramente tutti i fan dei Pink Floyd si aspettano che fra qualche anno Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason mettano da parte i dissapori personali e regalino ai fan quel cofanetto che personalmente chiamerei.. “Pink Floyd: The Golden Years“.

PINK FLOYD: IL NUOVO BOX ” THE LATER YEARS 1987 – 2019 “ | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia l’annuncio ufficiale dell’uscita cofanetto dei Floyd The Later Years, opera monumentale dedicata agli ultimi tre lavori della band, dall’87 a ora, senza l’apporto creativo di Waters. Parliamo di materiale probabilmente minore, però alcuni remix e alcune ripuliture del materiale mettono in risalto la comunque elevata qualità delle creazioni, parliamo sempre dei Floyd, ricordiamocelo tutti!

È finalmente uscito il cofanetto dei Pink Floyd “The Later Years” che si focalizza sugli anni dal 1987 al 2019. I contenuti sono davvero tanti: il primo album pubblicato con David Gilmour al comando, ovvero A Momentary Lapse of Reason nella nuova versione 2019,  il film del concerto di Venezia del 1989 e dello speciale concerto di Knebworth del 1990, Pulse per la prima volta in blu-ray con alcuni filmati riscoperti delle prove, il lungometraggio di Ian Emes relativo a The Endless River, la pubblicazione dell’ultima performance live dei Pink Floyd al Syd Barrett Tribute Concert del 2007 in blu-ray, DVD e vinile 7”. I nuovi missaggi prevedono inoltre il 5.1 (a parte Venezia), e tra le memorabilia ci sono anche le repliche dei programmi dei tour oltre a poster, programmi, un libro con i testi e molto altro, tra cui due singoli in vinile 7”. Inoltre è incluso un nuovo libro di foto con copertina rigida di 60 pagine, disegnato da Aubrey Powell di Hipgnosis e Peter Curzon di StormStudios, che contiene molte immagini inedite. La tracklist al sito ufficiale thelateryears.pinkfloyd.com

ROGER WATERS: NEL 2021 IN CONCERTO A “PIAZZA DEL PLEBISCITO” A NAPOLI | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloyItalia la news di Roger Waters che si esibirà – molto probabilmente – a Napoli nel 2021. Ecco la news e, che dire, si attende già la sua esibizione a Piazza del Plebiscito.

“Dopo Paul McCartney che sarà in concerto il 10 giugno del 2020, nel 2021 porteremo in piazza del Plebiscito anche Roger Waters. L’ex Pink Floyd ha espresso la sua volontà precisa di suonare a Napoli“. A dare la notizia lo storico promoter Mimmo D’Alessandro della D’Alessando&Galli, nato a Somma Vesuviana ma con Napoli nel cuore, pochi giorni fa in conferenza stampa a Palazzo San Giacomo. Piazza del Plebiscito così ritorna a essere cornice di grandi eventi internazionali. “Sono tanti gli artisti del mondo che desiderano suonare a Napoli nel caso dell’ex Fab four è addirittura la seconda volta. Anche nel 1991 in occasione del suo tour unplugged, mi chiese di esibirsi in città. Facemmo di tutto per accontentarlo e approdammo all’allora Teatro Tenda Partenope di Fuorigrotta“. Venduti intanto fino a ora novemila biglietti per il live partenopeo di McCartney; molti di questi acquistati negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Spagna e in tanti altri paesi europei.

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