HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Impero Connettivo

Cammei


L’immagine di un cammeo imperiale sovrasta ogni ridefinizione personale, creativa, del senso di mancanza.

Vividezza quantica


Riscrivo ogni istante dell’immaginazione seguendo un blando sentiero, evanescente, in cui le caselle prendono vividezza con vibrazioni quantiche.

Il sigillo imperiale – racconto weird-SF di Sandro Battisti


Vi ricordo la mia più recente uscita editoriale, in ebook per i tipi DelosDigital, collana weird “InnsMouth”: Il sigillo imperiale. Qui sotto la quarta:

Andronico e Xendra sono degli psiconauti postumani al servizio dell’Impero Connettivo. La loro missione è sul filo delle dimensioni e dei riti sciamanici che i popoli arcaici del Centro Italia officiavano, evocando energie dei luoghi, della natura e soprannaturali. Si troveranno a interagire con le entità dei boschi sacri, lì dove il senso di realtà è labile; ma cos’è, esattamente, la realtà?

Il libro, che narra di vicende weird avvenute nell’Impero Connettivo, è acquistabile sul market di DelosBooks al prezzo di 1.99€ e su altri store, come Kobo e Amazon.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo in ascolto su BandCamp


Vi ricordo l’esperimento musicale di HyperHouse su BandCamp, reso possibile grazie a tre autori alternative/industrial tra i più quotati della scena italiana: Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab).
Dalla pagina dedicata incollo:

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo, un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, di uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.

L’album trae ispirazione dalla saga imperiale che ho ideato, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; in particolare si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

Misure di vita


Assegnazione di virtuosi identificativi in codice, poi la distanza si misura in pacchetti di quanti, in informazioni.

Esce per la collana SpinOff “Zeitjägers”, di Umberto Bertani | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi Zeitjägers, il racconto di Umberto Bertani inserito nell’ambito della collana SpinOff dedicata al mondo dell’Impero Connettivo. Il volume è disponibile in ebook su www.kipple.it e nei principali store online.

Ogni impero vive di battaglie e guerre senza fine, facendone motivo fondante di esistenza. L’imperialismo e la fame inesauribile di potere hanno segnato da sempre l’entità politica definita come impero e l’NCE, costola pragmatica dell’Impero Connettivo, non ne è esclusa. Lo scontro con le forme aliene appartenenti a civiltà psichiche non si fa attendere e la caccia si apre attraverso le dimensioni temporali.

SINOSSI

L’Impero Connettivo è uno Stato, che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, divenuto un’entità politica scissa in due parti: la prima – NCE – capeggiata dal funzionario postumano Sillax è votata alle politiche più materiali, mentre la seconda sembra aspirare alla trascendenza e continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.

In ogni stato imperiale lo spettro della disgregazione è l’incubo più ricorrente di chi lo governa. Le necessità della popolazione sono viste dai prìncipi come il luogo in cui disporre le propria egemonia, attraverso le demagogie più estreme figlie di un potere senza forma e finalità.

Nel New Connective Empire esiste un territorio dove l’abisso della governabilità passa attraverso tattiche inumane e il Potere si modella sulle energie e incarnazioni aliene. I suoi funzionari imperiali, modificati geneticamente, sono pronti a fronteggiare i terribili barbari alieni.
I protagonisti di Zeitjagers attraversano lande psichiche desolate generate da sconosciute dimensioni matematiche, dove la gloria dell’Impero Connettivo e del suo regnante nephilim s’intrecciano alle illusioni e alla lotta per la sopravvivenza, in un ancestrale richiamo di battaglie, spettro di altre esistenze.

ESTRATTO

Galassia di Wolf-Lundmark-Melotte
Costellazione della Balena, pianeta Urys
Linea temporale stabilizzata 4750.9

Metano.
Ricopre la superficie del mondo, cristallizza ogni singola molecola della vallata, scintilla attraverso un intero array di rocce affilate come pugnali da combattimento.
Metano.
In sospensione è ovunque, e attraversa la visiera del sistema autorigenerativo di sostentamento vitale. È lungo la linea del tramonto verdastro, a rifrangere la luce morente sulle cime innevate, sui deserti congelati, nelle caverne desolate scavate da millenni di tempeste acide.
È ovunque, invisibile, inodore, letale. Morte con un respiro.
Galdor Oronar, Servizio di Sicurezza di Frontiera, poggia un ginocchio a terra osservando il pietrisco verdastro a perdita d’occhio; stende il palmo della mano guantata, raccoglie pochi granelli leggeri respirando con calma, concedendo alla mente sensazioni, l’espansione di percezioni oltre l’orizzonte.
La presenza colpisce come un unico colpo di maglio, i pensieri viaggiano attraverso la rete neurale che circonda il pianeta, intriso di gangli psicocinetici che trasportano incessantemente informazioni a chi è in grado di leggerle.
Galdor chiude gli occhi, il respiro muta per primo, lentamente i battiti nelle orecchie assumono una tonalità sorda, composta; affonda senza rendersene conto le mani nella sabbia, facendo presa, artigliando con forza, insozzando a fondo la superficie della tuta. Il bacino si distende in orizzontale, le cosce spingono il corpo in una posizione elastica di slancio e le pupille diventano fessure attraverso iridi giallo acido, le vertebre cervicali scricchiolano violentemente.
La luce delle due giganti rosse buca l’orizzonte, diviene impossibile per lui trattenere l’urlo e non assaporare le zanne che grondano bava.
Le zampe artigliate si chiudono a pugno, piccoli rivoli di sangue precipitano sul terreno, il colpo al centro esatto del petto è preciso.
La tuta si ritrae assieme alle sezioni del casco, sente la potenza dei venti e l’odore trattenuto per troppo tempo, quell’odore. L’odore della caccia.
Il polimorfo attende con la tranquillità tipica del predatore. Nato nell’attesa, sa che prima o poi il momento arriva sempre.
Ha attraversato due balzi temporali per arrivare nell’istante esatto, ha eluso la sorveglianza del BSS e sopportato il dolore lacerante del salto dimensionale, le carni sembravano esplodere lungo l’asse del viaggio.
Il polimorfo segue la sete della sua razza, cavalca l’onda invisibile del desiderio, combatte una guerra senza tempo e ha imparato a violare il continuum per sfuggire al suo antico nemico. Osserva soddisfatto quelle montagne dorate poi si erge in tutta la sua forza, all’orizzonte una coppia di soli frastaglia la linea perfetta del deserto congelato.
L’olfatto è il primo dei sensi ad attivarsi al risveglio, filtra attraverso le particelle di metano in sospensione che fanno di quel pianeta il suo ambiente naturale; percepisce l’odore della paura ghiacciata e, a suo modo, sorride. Dall’alto delle colline ascolta il rombo in avvicinamento, sostentatori gravitazionali in decisa frenata, gli aerofreni sono in dispiegamento veloce e la nave muta alla svelta per adattarsi alle dense particelle dell’atmosfera.

LA QUARTA

Il Nuovo Impero Connettivo vive un prolungato periodo di crisi. Sillax, il reggente, sa quanto sia precario il suo dominio. Da quando Totka_II è nelle dimensioni eteree, l’Impero è percorso da scellerate trame occulte di ogni tipo, alieni e polimorfi che con le loro mutazioni fanno impallidire le protesi più ardite dei postumani. Chi sono i soldati e gli attori dimensionali di quello che è il più poderoso, grande, ineffabile impero alieno dello spaziotempo illusorio?

L’AUTORE

Umberto Bertani nasce a Milano nel 1964 e si appassiona da subito alla sci-fi dei grandi classici, spostandosi negli anni verso l’action thriller, il poliziesco, l’horror puro. La sua prima pubblicazione è il racconto “Mannaro – nutro il vostro odio” per i tipi del Gruppo Opifìce. Scrive regolarmente sulla fanzine NeXT e partecipa a numerose antologie del movimento, tra cui Avanguardie Futuro Oscuro (Kipple Officina Libraria, 2009). Ha pubblicato due racconti nella collana Urania Mondadori: Gates of Hell e Ultima Corsa. Ha partecipato con il racconto Fuori Fuoco all’antologia Cronache Dell’Armageddon, in memoria di Sergio Altieri (Kipple Officina Libraria, 2020).

LA COLLANA

La collana SpinOff è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Umberto Bertani, Zeitjägers
Copertina: Selin Serhii

Kipple Officina Libraria – Collana SpinOff
Formato ePub e Mobi – Pag. 36 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-49-1

Link:

Ultimo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Ultimo breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit e il seguito:

– Abbiamo bisogno di un riscontro pratico.
Il plenipotenziario Sillax era in piedi e il fruscio della sua divisa connettiva, mentre si era voltato verso Andronico, ingannava per gli apparenti fremiti della seta naturale; si trovavano nel salone di una prefettura remota, le suppellettili erano lontanamente parenti del sontuoso olografico che impreziosiva ogni ufficio dell’Impero Connettivo, di quello Stato che imperava sullo spazio e sul tempo alla maniera dell’antico Impero Romano e al cui comando c’era l’alieno nephilim, Totka_II. Sillax era il postumano più vicino all’imperatore, la genia umana era stata sostituita da una stirpe di uomini aumentati e la popolazione imperiale, decine di miliardi di individui dalla longevità estrema, aveva preso a riempire ogni piega dell’impero, spazio profondo compreso.
– Che tipo di riscontro, Potente? – chiese garbatamente Andronico.
– Oh, è semplice – si schernì Sillax – informazioni, alla fine.
Un breve sorriso comparve sulle labbra di Andronico, una piega che sembrava amara: – Ogni cosa è informazione, mio signore.
– Certo! – confermò l’anziano plenipotenziario, si narrava che i suoi ringiovanimenti quantici dovevano essere giunti all’invidiabile ammontare di cinque iterazioni – Ogni nostra transazione economica è informazione, ma non è questo il punto che c’interessa: il nostro imperatore ha individuato alcune anomalie nello spaziotempo di un luogo che, ormai, dovrebbe essersi consolidato dal punto di vista energetico, ma che a quanto pare in qualche modo ci sfugge; è, questo, un territorio che ha visto svilupparsi in epoca arcaica e preistorica, così gli umani chiamavano i momenti in cui non potevano risalire ad alcuna informazione cronologica accertabile, tribù e villaggi sempre più complessi, che si allontanavano dalla semplicità atavica dei primi insediamenti spontanei per scalare, via via, le sofisticazioni delle società sempre più complesse, in cui la ragione di Stato cominciava a inglobare i dialoghi con i luoghi sacri, rendendoli sempre di più distretti del potere…
“Perché mi sta facendo una lezione sociopolitica?”, si chiese a un certo punto Andronico.
– …e perciò, sapendo che lei è già giunto alla saturazione della sua attenzione, vengo al punto – sintetizzò Sillax, donando all’altro un’acuta sensazione di telepatia. La stanza della prefettura era gremita di graduati dell’esercito imperiale, le loro divise da connessione ridondavano di broccati in fibre connettive che assicuravano un ampio utilizzo dei comandi olografici d’interfaccia, con innumerevoli dimensioni matematiche in danza che, in quel momento, li stavano sovrastavano di overflow grafici.
– Mi dica, Potente, l’ascolto attentamente – rispose asciutto Andronico, smettendo di farsi domande.
– Ecco, c’è bisogno di un sopralluogo, potremmo definirlo così, per monitorare lo stato dell’energia psichica dove un tempo sorgevano i boschi sacri degli antichi Italici, chiamiamoli in questo modo per semplificare le varie popolazioni etrusche romane, latine, umbre e quant’altro presenti nel settore tridimensionale, un tempo identificabile come Centro Italia.
– Perché? – chiese fermo il funzionario Andronico.
– Non deve conoscere i dettagli del perché il nostro imperatore necessita di tali informazioni, non così a fondo: per aiutarla, però, le dirò che il nostro sistema olografico, in cui esistiamo ed elaboriamo le strategie di espansione, ha bisogno della coordinazione di ogni vettore dimensionale, in particolare delle forme illusorie del passato, del presente e del futuro, che insieme costituiscono comunque una nervatura fondamentale del nostro sistema informativo. Ciò le deve bastare: lei, in ogni caso, dovrà mappare le variazioni empatiche ed energetiche locali e, soprattutto, la scala della sacralità che incontrerà nei quadranti che le segnalerò di volta in volta.
– È un lavoro immenso, credo – balbettò il funzionario.
– Certo, ma non si preoccupi, avrà dei validi aiuti…

Secondo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Di seguito potrete leggere un secondo, breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit:

– Ci osservano? – in quel modo Xendra aveva rotto il silenzio della selva, del loro cammino sui sentieri appena visibili che, Andronico, implementava nella propria visione olografica da impianto. Si voltò verso lei mentre piegava un ramo che ostruiva il loro cammino, in direzione di un picco roccioso che poteva rivelare al meglio il territorio intorno.
– Sì, loro sono sempre qui. Le antenne che usano sono questi alberi, antichi esseri vegetali in cui si annidano frotte di energie disincarnate, in agguato, come bande di briganti.
Xendra era rimasta alcuni istanti in silenzio; Andronico sapeva che lei era ancora in ascolto, valutava ciò che aveva intorno.
– Sembra quasi che ci scherniscano – disse a un certo punto la donna, quasi trasalendo. La luce del sole era diventata obliqua, il pomeriggio era ormai maturo. Lei indicava le fronde.
– Potresti aver ragione – rispose neutro lui, sapeva che la sensazione dell’altra era giusta: il luogo che stavano trapassando era ciò che rimaneva di un antico bosco sacro; i Latini, gli Etruschi e le popolazioni arcaiche precedenti vi avevano officiato riti cruenti, vi avevano seppellito orrende epifanie che, intatte, avevano attraversato l’enorme arco dell’entropia per giungere fino a loro due.
Ogni angolo di quel bosco narrava sottilmente una strana forma di magia. Più antica del tempo.

– Dove andiamo, quindi? – chiese Xendra osservando, a sua volta desolata, il laghetto e le piccole alture di pietra grigia che li abbracciavano.
– La domanda giusta direi che è quando andiamo. Sembra si debba attendere il momento giusto per oltrepassare questi luoghi, mi pare un percorso iniziatico più che un viatico verso qualcosa, o qualcuno.
La donna postumana rimase immota nell’ascoltare il vibrare indistinto della paura; era succube di una forma di curiosità, di dovere e di conoscenze estreme, di tipo militare.
– La cosa corretta da fare, dopo aver provato la triangolazione con gli avamposti imperiali, è attendere i segnali giusti per poter carpire il senso di questa missione. So che capisci ciò, ma credo in modo diverso da me… – aggiunse infine Andronico, quasi a scusarsi che non potesse dire altro, o che non sapesse spiegare meglio.
– Se rimaniamo qui per la notte dovremo allora schermarci da tutto il caos cognitivo del tempo arcaico… – affermò lei con una certa sicurezza; non attese troppo tempo per dirlo e pensò che il silenzio tra loro potesse essere più orribile dell’assenza dei rumori antropici nel bosco, e verso il laghetto prospiciente.
– Certo, in quel modo la paura non falserà la nostra missione – confermò asciutto il postumano, assentendo col capo. Poi si rannicchiò su sé, in una posizione che sembrava una forma di comunicazione col cosmo soprastante e, contemporaneamente, un tipo di testuggine romana da combattimento; sembrava impegnato in un estremo tentativo di proteggersi, intelligente ed efficace. – La notte potrebbe essere nostra alleata, nonostante le apparenze – sentenziò subito dopo; pensò che dovesse essere dogmatico per scacciare via la paura dalla sua compagna, che s’insinuava subdola anche in lui, che rischiava di far fallire la loro missione e, soprattutto, di perderli in quel continuum.

Estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


L’incipit della mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital.

Emerse dall’intricato del bosco e si affacciò su una piccola altura; un lago irregolare grigio e placido si estendeva sotto di lui e amplificava il bigio crepuscolare sopra di lui. Intorno altre balze, il terreno sassoso tra i suoi piedi sembrava franare da un momento all’altro verso lo specchio d’acqua ma, in realtà, non faceva altro che amplificare il senso di cinereo dell’intero paesaggio. Il verde degli alberi era spento, ma vivo di quelle tonalità virili che narrano dell’autunno inoltrato; Andronico provò un brivido intenso e un senso di freddo lo prese allo stomaco, gli si allungò fin nelle viscere: era in piedi ad ammirare fintamente il paesaggio, ma il suo mondo interiore era in fermento, viveva un disagio che affondava dicotomico nella sua psiche e nel bosco alle sue spalle.
– Dove siamo? – chiese Xendra, uscendo pure lei sulla radura; il respiro delle fronde le era ancora addosso.
– Dove non dovremmo – rispose asciutto lui, lo sguardo aggrottato di un preoccupato che sezionava l’orizzonte.

Quello che non potevano più sentire, sul limitare della selva, era un basso respiro inerziale del mondo vegetale. Quella vibrazione li aveva accompagnati fino alla pietraia sul lago, cullandoli di messaggi a basso livello, mostrando loro un lato del reale che gli tormentava inconsapevolmente i pensieri con disturbi esatti, trigonometrie di continuum adiacenti lasciate sedimentare, crescere, svilupparsi secondo percorsi sbagliati, alcune volte orrendi, altre sconosciuti, altre ancora falsamente banali da risultare ingannevoli: un Cavallo di Troia gettato subdolamente nella loro psiche per farli abboccare a dinamiche aberranti, che quando te ne accorgi è davvero troppo tardi…
Nel bosco, i lecci si erano disposti e ordinati secondo logiche apparentemente vegetali, interpretando leggi della Natura che non avrebbero convinto nemmeno un pagano: geometrie scalene risaltavano del loro abominio strisciante e rilucevano di nero corticale sui fusti più vecchi, si agitavano al vento più insidioso e nuovi arbusti crescevano sui crinali di creta che, d’estate, crepavano al calore della canicola e d’autunno, e d’inverno si gonfiavano di marcescenti punti di vista animistici; genius loci imponevano il loro culto alle energie più prossime, ed erano le divinità di un pantheon talmente arcaico che provenivano dai tempi dei Neanderthal.

Il sigillo imperiale | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita di un mio racconto in ebook per la collana weird InnsMouth, Delos Digital, diretta da Luigi Pachì. Il titolo è Il sigillo imperiale e narra di vicende weird nell’Impero Connettivo; la quarta:

Andronico e Xendra sono degli psiconauti postumani al servizio dell’Impero Connettivo. La loro missione è sul filo delle dimensioni e dei riti sciamanici che i popoli arcaici del Centro Italia officiavano, evocando energie dei luoghi, della natura e soprannaturali. Si troveranno a interagire con le entità dei boschi sacri, lì dove il senso di realtà è labile; ma cos’è, esattamente, la realtà?

Il libro digitale è acquistabile sul market di DelosBooks al prezzo di 1.99€ e su altri store, come Kobo e Amazon. Buona lettura!

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