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Archivio per BDSM

Hellraiser | MyMaDreams


Trovo in questa recensione a HellRaiser – che, lo ammetto, non ho mai visto – una valida sponda per quello che penso del BDSM: una disciplina dai fondamenti oscuri, lovecraftiani mi è sempre venuta in mente come definizione, in cui la trascendenza del piacere assume spesso una complessità oscura, occulta, dalla radici inarrivabili se non si considera un universo guidato da energie immensamente potenti. E poi leggo questo passo della recensione, in cui si nominano i Cenobiti, figure centrali della poetica di Clive Barker, l’autore degli scritti che lo hanno portato poi a dirigere il film:

…arriviamo a parlare dei Cenobiti (Supplizianti in questo capitolo), questi esseri sovrannaturali che cercano i piaceri più nascosti attraverso i mondi. Il loro design è molto particolare, riescono a essere inquietanti, a dare l’impressione di dolore visto alcune delle loro ferite e in certi casi di disgusto: la Donna Cenobita quasi completamente calva e con la gola aperta, il cenobita alto, Chatterer (chiamato così perché sbatte sempre i denti), con la faccia completamente distrutta e ustionata e con dei ferri all’altezza della mascella che gli scoprono i denti, il cenobita grasso, Butterball, con l’aspetto viscido, senza capelli e orecchie e con gli occhi cuciti che nasconde con degli occhiali. E infine Pinhead, il capo dei Cenobiti interpretato da Doug Bradley, ruolo che l’ha reso famoso al mondo intero. Il suo aspetto è diventato iconico, il viso completamente bianco, ricoperto di tagli precisi e con dei chiodi conficcati in profondità. Un personaggio che riesce ad affascinare solo con la sua presenza e le sue movenze. Apprezzo anche come i Cenobiti non sembrino in alcun modo i cattivi della storia:

Demoni per alcuni, angeli per altri

Questa è la frase con cui Pinhead si presenta a Kirsty la prima volta, come a sottolineare la loro neutralità. Il loro unico fine è quello di esplorare i confini del piacere e del dolore e chiunque apra la scatola verrò con loro. Mi è sempre piaciuta questa loro particolarità.

Ecco, è proprio ciò che mi affascina di più del BDSM, questa possibilità concreta di andare oltre i limiti dell’umano, in un amplesso di sensorialità che segna e fa trascendere, donando un rischio concreto di perdere il controllo della propria parte umana.

Dall’antologia Lo Zar non è morto – NeXT-Stream, un estratto del mio racconto “Testimoni adoranti”


Quello che segue è l’incipit del racconto che ho scritto per l’antologia uscita per Kipple Officina Libraria NeXT-Stream, lo Zar non è morto, opera corale curata da Lukha B. Kremo e Nico Gallo. Il titolo della mia proposta è Testimoni adoranti e tratta di una particolare storia morbosa, tutta italiana e decadente, degli anni ’60 del jet-set di allora: i marchesi Casati Stampa.

“– Guardala… – gl’intimò con un senso di morboso che faticava a esprimere, sottintendo che avrebbe potuto comprendere molto meglio se invece di ascoltarlo avesse osservato le fotografie. All’altro, in piedi nella stanza assolata, le finestre socchiuse per non far entrare il rumore del traffico, s’incupì lo sguardo e prese a fissarlo con una stolida curiosità.
– Guarda, ti dico, e vedrai che anche una sola immagine può rendere molto meglio di tante chiacchiere che ti posso fare, lo sai che io non sono uno capace a raccontare… Queste fotografie bucano, tutte! – continuò a incalzare Norberto – Guarda lì che donna conturbante che era!
Leandro, un filo di esasperazione traspariva dai suoi lineamenti, si decise a prendere in mano un mazzetto di vecchie foto in bianco e nero che Norberto aveva tirato fuori da una polverosa scatola di cartone, una di quelle in cui si vendevano le scarpe, chissà se di dieci o venti anni prima; scoprì, però, che non si trattava di foto artistiche: da quella in cima vide in primo piano, perché poi oltre al soggetto non c’era molto altro, il volto in tralice di una donna mediterranea, occhiali da sole tondi e scuri, pettinata in un modo che apparteneva a un tempo ormai passato di moda. Sul viso aveva un’espressione che anticipava l’estasi erotica di un’epoca che avrebbe ricercato una sessualità molto più libera; l’impressione che si poteva avere di quella donna era che già vivesse quel libertinaggio, ritenendosi forse una sfrenata interprete.
– Ma, che foto è? – chiese spiazzato Leandro; poi osservò – È degli anni ’60, allora non era una cosa usuale fare quelle sconcezze lì; lei è italiana?
– Certo che lo è; anzi, lo era – precisò Norberto.
Leandro rimase pensieroso a osservarne il volto, l’espressione e soprattutto il corpo sdraiato su un telo da mare e percorso da un’eccitazione che non sapeva comprendere appieno. Lei, infatti, era nuda e aveva soltanto un seno coperto da un suo braccio e l’altro seno era visibile, turgido, bello e sensuale quasi quanto le sue gambe, lì in posa oscenamente aperta; infine, una striscia nera applicata sulla foto ne copriva pudicamente il sesso e quella era proprio la cartina di tornasole di un’epoca che no, non era ancora pronta a tanta ostentazione erotica: quelle cosce apparivano tornite, emanavano ancora ormoni irresistibili, quella donna doveva essere una tremenda predatrice sessuale, impossibile resisterle, una vestale tutt’altro che pura. Leandro aveva avuto la nitida percezione che possederla avrebbe significato non poter poi desiderare nessun’altra donna, perché per tutto il resto della vita il suo ricordo avrebbe pervaso ogni desiderio…”

She Past Away – Ritüel (The Soft Moon Remix)


Il buio diventa ipnotico e sclerotico…

Sensorium, di Sandro Battisti – Racconti di sesso quantico


Sensorium è una raccolta di racconti sul tema del sesso quantico, editi in ebook da DelosDigital – disponibile anche in versione cartacea per la collana TukTuk. L’opera è corredata dalle ispirate illustrazioni di Ksenja Laginja.
L’ebook è acquistabile su Kobo, su Amazon e sul DelosStore a 1,99€. Per la versione cartacea contattatemi alla mail cybergoth@domist.net, il costo del libretto è di 10,00€.

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.
Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

In questi ultimi mesi, con il SensoriumTour ho presentato la pubblicazione e il concetto del sesso quantico presso alcuni locali e librerie italiane: a Genova, a Roma e dintorni, a Reggio Emilia e Trieste; a presto per altre nuove date.

Il dolore di essere Masoch 2 | nonquelmarlowe


Seconda parte di una trilogia di post – che originariamente era un corposo articolo, qui e qui le altre sezioni – che Lucius Etruscus ha scritto quasi due anni fa sulla correlazione tra masochismo e le sue innumerevoli relazioni nell’arte, letteratura, cinematografia e non solo. Un estratto significativo, ma da non trascurare nulla di ciò che Lucius ha analizzato.

Fa caldo nel deserto egiziano del 300 dopo Cristo, dalla cui sabbia rovente fuoriesce un cenobita: che sia un delizioso rimando alla futura saga filmica di Hellraiser e ai suoi cenobiti infernali? Ovviamente no, è semplicemente il nome di un uomo che si è ritirato a vivere in una piccola comunità religiosa. Ma Pafnuzio non è più un cenobita, il suo percorso non seguirà le orme del futuro Sant’Agostino, perché Pafnuzio è impazzito della più folle delle pazzie: Pafnuzio si è innamorato, e si è innamorato di Taide. Una peccatrice. Peggio: un’attrice.

Questa storia ce la racconta nel 1890, con ancora Sacher-Masoch in vita, il grande romanziere Anatole France in uno dei suoi capolavori forse oggi più dimenticati: Taide (Thaïs). Pafnuzio non prova amore per Taide, prova passione, ossessione («Sai tu che cosa vedevo in questo manoscritto dettato dal più grave degli stoici? Precetti di virtù forse e crude massime? No. Vedevo sull’austero papiro danzare mille e mille piccole Taidi»), follia, totale perdita di qualsiasi ragionamento logico a causa di amore (od ossessione amorosa), e quando per la prima volta vede la donna a teatro recitare nel ruolo di Polissena, in una versione dell’Iliade, France non trova miglior modo di descrivere il piacere che prova Pafnuzio:

«Il dolore era bello sul viso di Taide.»

È la descrizione di un’ottima prova attoriale nel ruolo di Polissena? France ci sta raccontando che Pafnuzio giudica Taide un’ottima attrice capace di ben rappresentare il dolore di un personaggio? O forse ha trovato un modo potente per ricordarci che il desiderio può passare anche per il dolore? Siamo nel 1890, vent’anni dopo la celebre opera di Sacher-Masoch, ed è ormai chiaro quel messaggio che un altro francese, Pascal Laugier, ha dovuto ricordarci nel 2008, con il film Martyrs: l’agonia porta all’estasi tipica dei santi, a quegli occhi volti al Cielo di chi vede martirizzata la propria carne. È un rapporto inscindibile fra spiritualità ed agonia che porta a ben altre considerazioni, perché non solo nell’estasi mistico-dolorosa si roteano gli occhi. France lascia sotto traccia qualcosa che Sacher-Masoch fa intendere in modo più preponderante: al divino si arriva anche con l’orgasmo, la cui mimica facciale è indistinguibile dall’agonia.

Taide diventerà santa, sia per la Chiesa cattolica che ortodossa, ma per ora si limita a fingere quel dolore che Pafnuzio avverte in tutt’altro modo, cioè come orgasmo. Ed è un’altra egiziana, molto più avanti nel tempo, che farà impazzire un altro uomo religioso: Esmeralda, uno dei tantissimi personaggi del romanzo corale Notre-Dame de Paris (1831) di Victor Hugo. (Classico della narrativa mondiale che non ha nulla a che vedere con le biasimevoli riduzioni che ne sono state tratte per il cinema, o peggio per l’infanzia.)

Curatori moderni ci spiegano in nota che Esmeralda in realtà viene chiamata “egiziana” perché all’epoca si è convinti che quella sia la patria degli zingari, ma è una precisazione del tutto inutile e che soprattutto rischia di spezzare il collegamento che Hugo crea con i deserti da cui è nata la religione: quel culto che viene accantonato da Claude Frollo, arcidiacono di Notre-Dame. È lui che, anticipando la scena della Taide di France, dimentica ogni insegnamento religioso quando fissa la bruna sedicenne Esmeralda danzare, mentre altri la paragonano a una ninfa o a una dea. Il peccato è negli occhi di chi guarda, così come il dolore è nel cuore di chi lo brama

IL MARCHESE CASATI STAMPA DAVA LA MOGLIE A TUTTI


Su GiornalePop il resoconto – anche parecchio piccante – di una storia di mezzo secolo fa relativa al marchese Casati e alla sua signora, tragicamente conclusasi a Roma alla fine dell’estate del ’70. Cose da ricchi, sì, ma anche perversioni nate probabilmente da problemi fisici. Il morboso è sempre dietro l’angolo… Un estratto:

Camillo Casati Stampa incontra per la prima volta Anna Fallarino nel 1958 a Cannes, sulla Costa Azzurra, in una situazione piuttosto movimentata. Durante una serata mondana, un noto playboy, dopo aver a lungo corteggiato Anna Fallarino, le posa una mano sulla spalla nuda. Il marito Giuseppe Drommi lo diffida dal continuare con quell’atteggiamento troppo confidenziale e poi, vedendosi ignorato, gli sferra un pugno. Quando il playboy lo colpisce a sua volta, il marchese Casati Stampa si scaglia verso il molestatore tempestandolo di pugni. Da lì si scatena un’immensa rissa che coinvolge tutti i presenti. Rapito dalla bellezza della donna che ha difeso dall’arrogante playboy, il marchese ne diventa subito l’amante. Siccome il divorzio non è ancora previsto dalla legge italiana, sborsa volentieri un miliardo di lire per ottenere l’annullamento del matrimonio con Letizia Izzo dalla Sacra Rota vaticana. La Izzo non si godraà i cospicui alimenti ottenuti dall’ex marito, perché morirà poco dopo di cancro.

Da parte sua, Anna ottiene facilmente l’annullamento del matrimonio con Drommi, sempre dalla Sacra Rota, perché i due non hanno figli.
Camillo Casati Stampa e Anna Fallarino si sposano appena possibile, nel 1959. Solo durante il viaggio di nozze il marchese spiega alla moglie di avere gusti molto particolari. Anna dapprima lo guarda sbigottita. Poi, con un sorriso, gli fa intendere che non le dispiace l’idea: se il marito ama guardare, lei adora esibire il corpo. La prima notte viene consumata in tre sotto la doccia della camera di un lussuoso albergo. Il terzo è un cameriere, che per la sua prestazione ottiene una lauta mancia.

Passano gli anni e il marchese continua a scegliere dei bei giovani che paga per avere rapporti con la moglie, mentre lui si limita a scattare qualche foto ricordo. Un gioco tra adulti consenzienti. I due partecipano a un’intensa vita mondana, non si perdono una prima alla Scala di Milano, ma è sempre la trasgressione ad appagarli maggiormente. “Al mare con Anna ho inventato un nuovo gioco”, scrive nel diario il marchese Casati, “l’ho fatta rotolare sulla sabbia, poi ho chiamato due avieri per farle togliere i granelli con la lingua”. “Mi piace quando lei è a letto con un altro”, scrive in un’altra pagina, “sento di amarla ancora di più”. Queste poche frasi sono il massimo che possiamo pubblicare del diario fin troppo particolareggiato del marchese, dove viene descritta la moglie mentre ha rapporti con giovani pagati fino a trentamila lire. Anche se lo farebbero sicuramente gratis, con una donna così bella.

La legge dell’incarnato


Nelle stanze occulte il movimento è foriero di basse certezze, si è individuati da qualsiasi cosa viva lì dentro e, questo, diviene un atto politico di sottomissione nei loro confronti.

So plastic fetish…


Scivolando sulle artificiosità del tuo sapore psichico in umori…

Idee sessoquantiche


Emergi da un subconscio di perversione liquida e ti attesti estesa su idee quantiche.

Dance of Death


Nella sceneggiata BDSM, il segno del nero a contatto è ovunque.

La Ragazza con la Valigia

Ironia e parodie, racconti di viaggio e di emozioni…dentro, fuori e tutt’intorno !!

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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