HyperHouse

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“Il sentiero dello sciamano” in Virtual Reality


Il sentiero dello sciamano si arricchisce di uno scenario VR, una rivisitazione delle grotte di Lascaux dove, con musiche di Roger Waters e Veresa Rosalie, presento una visione immersa in suggestioni siderali e surreali; per entrare clicca su https://bit.ly/3B1xzIH.

Il sentiero dello sciamano è la personale silloge poetica edita da Kipple Officina Libraria nell’ambito della collana VersiGuasti diretta da Alex Tonelli; l’opera è acquistabile cliccando su http://www.kipple.it/…/il-sentiero-dello-sciamano…/

Grazie a Mariano Equizzi. Buona visione.

PS – Muovetevi con le frecce direzionali, Q ed E per girarvi su voi stessi a sinistra e destra.

Pink Floyd – Lucifer Sam (Official Audio)


Uno dei brani più belli del primo disco dei Floyd, 1967, il beat si sente tutto ma c’è altro, molto altro, che esisteva nella fantasia sfrenata e geniale, ma purtroppo non infinita, di Syd Barrett.

Pink Floyd – Wish You Were Here SWF video (Storm Thorgerson)


Cos’è stato il genio e la creatività, l’inventiva dei Floyd e del loro entourage, è testimoniato da questo video in cui Storm Thorgerson, dello studio Hypgnosis che ha caratterizzato moltissimi lavori grafici della band, costruisce un medley iconico sul tema dell’album WishYouWereHere.

2 Luglio 2005: la reunion dei Pink Floyd al Live 8 | OndaMusicale


Ieri 2 luglio è stato il 16 anniversario dell’ultimo concerto dei Floyd, quello di Hyde Park, quello in cui Waters si riunì ai vecchi compagni di band per una epocale esibizione durata 24 minuti, iniziata alle 23.23. OndaMusicale ne celebra un po’ i fasti riportando alcuni aneddoti, che vi incollo in parte qui sotto. LongLife to Floyd_mood…

Era la prima volta in cui erano tutti e quattro sul palco dal tour di The Wall finito nel 1981. Ed è stata anche l’ultima, data la morte del tastierista Richard Wright avvenuta nel 2008. I Pink Floyd non esistevano in alcuna forma da oltre un decennio quando Bob Geldof ha iniziato ad assemblare la lineup che avrebbe suonato ai concerti del Live 8, evento organizzato per fare pressione sui leader mondiali che si sarebbero riuniti al G8.

Consapevole che David Gilmour era il membro della band più restio ad accettare la proposta, Geldof l’ha chiamato per primo, e ha subito ottenuto un no. Senza perdersi d’animo, è salito su un treno per andarlo a trovare di persona e non si è fermato nemmeno dopo la telefonata arrivata a metà viaggio in cui il chitarrista gli diceva di «non disturbarsi». Gilmour non ha ceduto nemmeno dopo la visita a casa. A quel punto, Geldof ha telefonato a Nick Mason.
«Bob mi ha chiesto di trovare un accordo con David», ha scritto nella biografia del 2005 Inside Out: la prima autobiografia dei Pink Floyd. «Ho detto no, semplicemente perché pensavo che non l’avrei convinto. Rischiavo anzi di ottenere l’effetto contrario».

Mason ha scritto una mail a Roger Waters. I due erano distanti da anni, ma un incontro casuale sull’isola caraibica di Mustique ne aveva rinnovato l’amicizia. Waters si è subito convinto della bontà dell’idea e ha chiamato Gilmour, che si è detto preoccupato del fatto di non avere abbastanza tempo per provare e che non suonava da troppo tempo. Il giorno dopo, però, ha richiamato e ha detto che avrebbe partecipato. Dopo il sì di Gilmour, anche Richard Wright ha fatto lo stesso e dieci giorni prima dello show, il gruppo si è riunito al Connaught Hotel di Londra per immaginare una scaletta.

Ha detto Waters un mese dopo il concerto: «Non ne ho davvero bisogno (di fare un tour mondiale coi Floyd). Sarebbe una cosa grossa. Detto questo, non mi è dispiaciuto cedere per un giorno, ma di certo non potrei farlo per un tour intero».

David poco dopo inviò una mail dove diceva: «Ciao Rog, sono felice che tu mi abbia telefonato. È stato divertente, non è vero? Sicuramente a lui è piaciuto».

Hante. – A Lifetime of Desires


Stralci di una sensorialità digitale, appesa sugli scoscesi dello 0-1.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo in ascolto su BandCamp


Vi ricordo l’esperimento musicale di HyperHouse su BandCamp, reso possibile grazie a tre autori alternative/industrial tra i più quotati della scena italiana: Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab).
Dalla pagina dedicata incollo:

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo, un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, di uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.

L’album trae ispirazione dalla saga imperiale che ho ideato, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; in particolare si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

LILI REFRAIN live @ Sudore Pesante


Frammenti dell’attuale tour di Lili Refrain, che ho visto e sentito vibrare sotto la pelle, a raccogliere la commozione personale richiamata all’ordine, dalla sciamana Lili

Odoya presenta “Almanacco dell’orrore popolare” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Almanacco dell’orrore popolare. Folk horror e immaginario italiano, uno degli innumerevoli libri che Odoya sforna a ritmo impressionante e che raccontano, dal lato saggistico, il Fantastico e tutte le sue radicazione nella nostra esistenza. Curato da Fabio Camilletti e Fabrizio Foni, si pone nel solco a metà tra saggio e prosa indicato da queste note:

Un ricchissimo volume che si occupa degli scrittori che si sono cimentati con una certa costanza nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal meraviglioso allo strano, dal gotico al perturbante, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai generi di consumo della narrativa del terrore, della science fiction e del fantasy.

Da qualche tempo, in Gran Bretagna, si parla di folk horror per indicare quel miscuglio di isolamento rurale, paganesimo e paure ctonie che sembra animare come un filo segreto la cultura degli anni Settanta, tesa fra occultismo, psichedelia e incubi rurali, ma non solo: in certe atmosfere del passato più prossimo, ma anche e soprattutto i rapporti che noi contemporanei intratteniamo con quelle atmosfere, si cerca in esse un antidoto al vuoto di senso che sembra caratterizzare il presente.

Almanacco dell’orrore popolare non è solo un viaggio alla scoperta del folk horror della provincia italiana. È, anzitutto, un’indagine sulle tensioni più segrete che animano la cultura della penisola: l’onnipresenza del passato e la compresenza di antico e moderno, la permeabilità tra mondo subalterno e cultura alta e lo slittare continuo tra centro e margine – sia esso geografico, sociale o culturale – che dà alla cultura italiana un’impronta perennemente decentrata, diasporica, soggetta a ibridazioni. Almanacco dell’orrore popolare raccoglie saggi, racconti e testimonianze senza inseguire una (impossibile) completezza. Ne risulta un singolare missaggio, nel quale pop e folk, invenzione e tradizione si confondono: delineando così l’ombra di una Repubblica Invisibile della quale facciamo tutti, inconsapevolmente, parte. I contributi del volume sono firmati, tra gli altri, da Danilo Arona, Luigi Musolino, Franco Pezzini e Claudia Salvatori.

Veresa Rosalie – Lost Within Turmoil Eleemiora


Il gioco della luce nelle sue emanazioni di potenza psichica.

Roger Waters – Set The Controls For The Heart Of The Sun


La versione live di Roger Waters. Trasuda di psichico ancestrale…

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Jakob Iobiz

Scrittore

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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Racconti di viaggi e di emozioni.

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