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Archivio per Syd Barrett

Pink Floyd – Arnold Layne (Alternative Version)


Immagini ruspanti dei primi Floyd e della strabordante creatività di Barrett, ancora in qualche modo presente nel nostro mondo e capace di anticipare tante mode pop (per esempio, il finto cantare sul clip, come sarebbe stato normale fare solo 20 anni dopo).

Quella volta che Syd Barrett definì vecchiotta “Shine on you crazy diamonds” | OndaMusicale


Su OndaMusicale alcuni dettagli che non conoscevo dell’ultima visita che Syd Barrett fece ai compagni di viaggio di un tempo, i PinkFloyd che creò con quella genialità che divenne poi un’eredità. Ecco ciò che accadde il 5 giugno ’75 negli studi di AbbeyRoad della EMI.

Un uomo totalmente calvo, in grande sovrappeso, con una busta della spesa in mano, entra negli EMI studios. Nessuno tra i presenti Waters, Mason, Gilmour, Wright e King sembra conoscerlo. Anzi, proprio Roger lo scambierà per un tecnico audiofonico degli studios. Costui si ferma a fissarli. Gilmour, alle prese col missaggio finale di Shine on you crazy diamonds smette di suonare. Quell’uomo con la maglia bianca assomiglia terribilmente a colui il quale fondò i Pink Floyd, avviandoli al rock progressivo e a solcare inesorabilmente la storia della musica, rock e non solo.

Che si trattasse proprio di Syd Barrett? Restano impietriti. Waters trova il coraggio di domandargli la sua identità. Sì, era lui. Barrett, da molti considerato come il vero genio assoluto della band, dopo anni in cui era scomparso, è lì, dinanzi a loro.

«Sono molto triste per Syd. Naturalmente egli fu molto importante e la band non sarebbe neanche mai nata senza di lui, perché era lui che scriveva tutte le prime canzoni. Niente sarebbe successo senza di lui, ma, ugualmente, niente sarebbe potuto continuare con lui nel gruppo a causa dei suoi problemi.» (Roger Waters su Syd Barrett, in una successiva intervista)

Non ci sarà alcuna atmosfera festosa. Come vedere un morto vivente, uno spettro con cui i componenti della band più famosa al mondo dovranno sempre confrontarsi. Gli domandano come avesse fatto a metter su tanto peso, e Syd risponde: “A casa ho un frigorifero molto capiente pieno di costolette di maiale che mangio praticamente ogni giorno.” L’imbarazzo inizia a scemare quando Barrett chiede ai suoi amici se avesse potuto contribuire alla incisione dell’album, anche in minima parte. Gli fecero ascoltare Shine on you crazy diamonds, speranzosi nella sua collaborazione. E invece il genio si rifiutò. La trovava superata e poco interessante: “È un po’ vecchiotta”. Senza convenevoli, se ne andò, dopo aver trascorso l’intera sessione tra una chiacchiera vacua – com’era nel suo stile – e continui lavaggi di denti che confermavano facesse ancora uso di sostanze psicotrope.

Sarebbe poi rimasto in contatto con David Gilmour sino al suo matrimonio quando, nel bel mentre della celebrazione, sparirà per sempre, tagliando i rapporti con la sua vecchia band e tentando vanamente la carriera da solista. Morirà nel 2006, a Cambridge, all’età di 60 anni, per un tumore al pancreas.

Syd Barrett: ovunque tu sia, buon compleanno diamante pazzo!


Oggi è il compleanno di Syd Barrett. OndaMusicale lo ricorda così; uno stralcio:

Syd Barrett, all’anagrafe Roger Keith Barrett nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946 e morto il 7 luglio del 2006, è stato il leader e uno dei fondatori dei Pink Floyd fino al crollo del 1968 e l’album A Saucerful of Secrets dello stesso anno. Barrett aveva già mostrato segni di squilibrio nel 1967 quando, con i Pink Floyd, aveva inciso The Piper at the Gates of Dawn. La situazione era dovuta alla Sindrome di Asperger (leggi l’articolo) aggravata dall’uso di droghe.

Un album, il primo di una serie, che ha mostrato tutta la sua genialità visionaria e che ha lanciato i Pink Floyd nel mondo della musica. Purtroppo la mente di Barrett non riusciva a reggere alle pressioni e spesso i concerti erano proprio uno dei punti critici assieme alla scrittura di nuovi pezzi. Ai concerti, infatti, Syd suonava lo stesso accordo per minuti interi, rompeva le corde della chitarra o la scordava davanti al pubblico rendendo le cose difficili anche per il resto dei Floyd che quindi chiamarono l’amico David Gilmour per aiutarli.

Pink Floyd – Jugband Blues (London Line Promo Video, 1967 London)


È uno dei brani più famosi del primo periodo dei Floyd, quello in cui Syd Barrett dà l’addio – a malincuore – alla sua band e, per certi versi, a se stesso. Parole profetiche nel testo, ma del resto anche il suo sguardo è indicativo del caos cognitivo in cui versava all’epoca, e da cui non si riprenderà mai più.

Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond (Parts 6-9) 1975-04-26


Il potente splendore della suite pt.2, un’acuminata devastazione di sonorità tipicamente floydiane, di quelle mature, che narrano di un tempo svanito.

Nick Mason’s Saucerful Of Secrets – Remember a Day (Live at The Roundhouse) [Official Audio]


Splendida reinterpretazione di Rember a day, brano scritto da Richard Wright nei primi – non primissimi – Floyd, anno ’68, quando Barrett stava completando il suo volo. I Saucerful of Secrets di Nick Mason hanno fatto un lavoro stupendo…

“THE LYRICS OF SYD BARRETT”: IL NUOVO LIBRO | PINK FLOYD ITALIA


[Letto su PinkFloydItalia]

“La scrittura del leggendario membro fondatore dei Pink Floyd, Syd Barrett è stata unica, memorabile e assolutamente geniale”, la definisce l’editore del libro.

Durante i recenti streaming (Von Trapped) organizzati da Polly Samson, David Gilmour e la famiglia, David aveva dichiarato di essere al lavoro su un nuovo libro, e stava controllando i testi di Syd per una futura pubblicazione.
Ora è ufficiale: The Lyrics of Syd Barrett sarà pubblicato (in lingua Inglese) da Omnibus il 18 febbraio 2021 in Europa e il 6 maggio 2021 in Nord America.

Con 56 canzoni, una prefazione a cura del primo manager dei Pink Floyd, Peter Jenner e un’introduzione di Rob Chapman (autore di Syd Barrett: A Very Irregular Head), questo libro ufficiale e splendidamente illustrato raccoglie gli straordinari testi di Syd tutti insieme per la prima volta.

A questo link la pagina di Amazon Italia dove si potrà acquistare il libro.

Pink Floyd – Arnold Layne (Live at The Barbican 2007)


L’ultima esibizione dei Pink Floyd – senza Waters – il 10 maggio 2007, al memorial per Syd Barrett. Qui sotto il rehearsal. Un congedo che chiude il cerchio, quasi totalmente.

DAVID GILMOUR: SPECIALE “LOOPS” 2006 | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia una miscellanea assai interessante di alcuni excperts sonori e video presi principalmente dal lavoro On an island di David Gilmour, del 2006, ma anche dal cofanetto dei Floyd The early years. Vi lascio ad alcune note esplicative e a un paio di esempi sonori, ma voglio aggiungere che ogni volta che ammiro la creatività dei membri Floyd sono sempre più convinto che loro siano il massimo esempio di arte musicale del ‘900 – e contemporanea.

Da quando è uscito l’ultimo singolo di David Gilmour, “Yes, I Have Ghosts”, l’aspettativa di ascoltare nuova musica è salita esponenzialmente: al momento non sembra esserci alcun segnale di qualche nuovo progetto, nei recenti ‘live streaming’ David ha parlato di essere al lavoro su un libro dedicato ai testi delle canzoni di Syd Barrett, ma nulla di più. Così mi sono messo alla ricerca di qualche pezzo rimasto fuori dai suoi album solisti e seppur non abbia trovato niente degno di nota, mi sono ricordato che nel 2006, all’uscita di “On An Island”, sul sito ufficiale di David, occasionalmente, apparivano dei piccoli “loop” audio di pochi secondi. Erano dei bellissimi pezzi strumentali messi insieme dagli ingeneri del suono Damon Iddins e Devin Workman, che avevano creato 65 pezzi musicali derivanti dalle session di “On An Island” voluti da David stesso.

Nick Mason’s Saucerful Of Secrets – Astronomy Domine (Live At The Roundhouse)


L’entropia è stata colmata. La meravigliosa swinging London acida immortalata da Michalangelo Antonioni in BlowUp è ancora qui.

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