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Archivio per Ksenja Laginja

Reading del Manifesto del Connettivismo


Questo è il reading del Manifesto del Connettivismo – mia performance presa dalla pagina FB del collettivo. Nella lettura sono stato coadiuvato dall’assistenza creativa di Ksenja Laginja, Mariano Equizzi e Paolo Bigazzi Alderigi, e ho idealmente accanto a me ogni connettivista tra cui gli altri autori del Manifesto: Giovanni De Matteo e Marco Milani, presenti insieme al sincronico Lukha B. Kremo.

Rivisitando “La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera”


Concludo la carrellata delle mie recenti uscite (Il sentiero dello sciamano, Schegge di ossidiana, Il sigillo imperiale, Death economy e Psiconauti dimensionali) con la segnalazione dell’ultima arrivata, l’antologia di AA. VV., La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera, da me curata ed edita da KippleOfficinaLibraria.

Undici racconti esplorano gli universi delle interazioni che rendono vive, ai nostri occhi, istanze inumane e invisibili, o impossibili.
Ridefinire il weird attraverso l’uso della SF e del fantastico in senso lato è ciò che rende quest’antologia un ponte tra l’umano e l’inumano, una descrizione di sintassi e grammatiche ancora sconosciute.

Hanno partecipato all’antologia: Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo; l’inserto VR sul brano Anubi di Krell è un QRCode creato dal Sandro Battisti. La copertina è a cura di Ksenja Laginja.

“Le caratteristiche di un oggetto sono il modo in cui esse interagiscono su altri oggetti. L’oggetto stesso non è che un insieme di interazioni su altri oggetti. La realtà è questa rete di interazioni, al di fuori delle quali non si capisce neppure di cosa staremmo parlando. Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni in cui gli oggetti sono i nodi.
Equivale a dire che è necessario pensare che ogni cosa sia solamente il modo in cui agisce su qualcos’altro. Quando l’elettrone non interagisce con alcunché, non ha proprietà fisiche. Non ha posizione, non ha velocità”.

Carlo RovelliHelgoland

Rivisitando “Psiconauti dimensionali”


Le uscite più recenti che mi riguardano (dopo le più sedimentate Il sentiero dello sciamano, Schegge di ossidiana, Il sigillo imperiale e Death economy) sono due; la prima di queste è la grande raccolta dei tre romanzi successivi al Premio Urania 2014, dal titolo Psiconauti dimensionali, uscita nei mesi scorsi per KippleOfficinaLibraria.

Il primo dei romanzi è Punico, una sorta seguito del Premio Urania e già edito in ebook da Delos Books; il secondo è Lisergico, un viaggio sciamanico tra le suggestioni ancestrali guidate dalla musica ipnotica e le visioni postumane di un futuro indissolubilmente legato al passato più remoto; chiude il cerchio, Marnie, un’indagine sui paradossi psichici generati dall’ibernazione: si è vivi, e quanto, nella stasi criogenica?
L’introduzione del volume è del Premio Urania 2015 e musicista performer Lukha B. Kremo, mentre la copertina è della immaginifica Ksenja Laginja, artista grafica e autrice.

Il volume ha 380 pagine ed è disponibile su kipple.it e su tutti gli store online al prezzo di 25€.

Rivisitando “Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo”


Continua la carrellata di fine anno sulle ultime novità editoriali che mi riguardano; oggi vorrei ricordarvi Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo, progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo:

L’album trae ispirazione dalla personale saga imperiale, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; nel progetto musicale si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Gli artisti coinvolti in questo progetto musicale sono: Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab). Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

L’intero carnet di brani è acquistabile sul Bandcamp di Hyperhouse a 5€, un singolo brano a 0,99€, il CD a 7€.

Rivisitando “Il sentiero dello sciamano”


In questo scorcio finale di anno mi fa piacere ripercorrere con voi le ultime pubblicazioni che mi riguardano, sia come autore che come curatore, lavori che hanno segnato l’orizzonte personale di questi ultimi quindici mesi.
Cominciamo dalla pubblicazione più datata, la silloge di poesie Il sentiero dello sciamano, edita da KippleOfficinaLibraria nell’ambito della collana VersiGuasti, diretta da Alex Tonelli.

Il sentiero dello sciamano è una silloge poetica in cui ho raccolto ottanta poesie ispirate dallo sciamanesimo, in cui:

“Viene svelato l’inganno della parte e del tutto, ma cosa è parte e cosa è tutto non lo si può comprendere: l’unità perde senso, il punto di accesso alla silloge diventa indifferente. Come un vortice che trascina, si mischia in se stesso e si confonde nelle sue varie parti; così i testi che compongono questa raccolta diventano un caleidoscopio che non va compreso, non va scomposto perché ogni frammento ha in sé un universale che rimanda ad altro e viceversa, continuamente”.

Introduzione di Alex Tonelli e postfazione di Ksenja Laginja, autrice anche della copertina. Il volume è disponibile in edizione digitale e cartacea su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie al prezzo di 0,95€ per il digitale e 10€ epr il cartaceo.

***

È possibile immergersi in uno scenario VR dedicato, ambientato in una rivisitazione delle grotte di Lascaux dove, con musiche di Roger Waters e Veresa Rosalie, presento una visione del Sentiero dello sciamano immersa in una suggestione siderale e surreale; il link è https://bit.ly/3B1xzIH.

AA. VV. – La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera è da oggi disponibile, nella curatela antologica di Sandro Battisti, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Undici racconti esplorano gli universi delle interazioni che rendono vive, ai nostri occhi, istanze inumane e invisibili, o impossibili. Ridefinire il weird attraverso l’uso della SF e del fantastico in senso lato è ciò che rende quest’antologia un ponte tra l’umano e l’inumano, una descrizione di sintassi e grammatiche ancora sconosciute.

Hanno partecipato all’antologia: Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo; l’inserto VR sul brano Anubi di Krell è un QRCode creato dal curatore. La copertina è a cura di Ksenja Laginja.

SINOSSI

I cardini su cui vive l’antologia che vi apprestate a leggere nascono dalla lettura di Helgoland, di Carlo Rovelli, e delle Nozze chimiche di Aleister Crowley, di Franco Pezzini; vincoli che sanno di fisico, di etereo, di Filosofia, di Scienza, di correlazioni che si attivano solo in determinati momenti, di vita che ha senso soltanto se tutto si allinea verso le nostre percezioni. Come infatti sottolinea Rovelli, che cita Nāgārjuna, “Se nulla è esistenza in sé, tutto esiste solo in dipendenza da qualcos’altro, in relazione a qualcos’altro. E io che vedo una stella esisto? No, neppure io. Chi vede la stella allora? Nessuno. Vedere la stella è una componente di quell’insieme che convenzionalmente chiamo il mio Io, perché le cose sono vuote, nel senso che non hanno realtà autonoma ed esistono grazie a, in funzione di, rispetto a, dalla prospettiva di qualcos’altro. Quello che articola il linguaggio non esiste. Il cerchio dei pensieri non esiste”.
Rovelli definisce in seguito, sempre in Helgoland, il suo pensiero ancora più approfonditamente: “Non c’è nessuna essenza ultima o misteriosa da comprendere. ‘Io’ non è altro che l’insieme vasto e interconnesso dei fenomeni che lo costituiscono, ciascun dipendente da qualcos’altro. Secoli di speculazione occidentali sul soggetto e sulla coscienza svaniscono come brina nell’area del mattino”.
Nāgārjuna – ci dice sempre Rovelli – distingue due livelli, come fa tanta filosofia e tanta scienza: la realtà convenzionale, apparente, con i suoi aspetti illusorio e prospettici, e la realtà ultima. Ma porta questa distinzione in una direzione inaspettata: la realtà ultima, l’essenza, e assenza, è vacuità. Se ogni metafisica cerca una sostanza prima, un’essenza da cui tutto dipenda, il punto di partenza da cui poi derivare, il resto allora non esiste. L’unica realtà è quindi la vacuità? È questa la realtà ultima? No, scrive vertiginosamente Nāgārjuna, ogni prospettiva esiste solo in dipendenza da altro, non è mai realtà ultima, e questo vale anche per la prospettiva: pure la vacuità e vuota essenza, è convenzionale. Nessuna metafisica sopravvive. La vacuità è semplicemente vuota.
A quel punto, la Seconda frontiera diviene il frutto finalmente vivo di ciò che viene plasmato dalla personale Volontà trasgressiva.

L’ascensione delle parole rese in formato grafico si attesta sulle coordinate di uno specchio irregolare, in cui ribollono le dimensioni allo stato puro.
Nel profondo di una visione a specchio, l’abisso lucidamente nero si apre come una sibilla sull’antro dimensionale delle possibilità.

ESTRATTO – Dall’introduzione del curatore

Le caratteristiche di un oggetto sono il modo in cui esse interagiscono su altri oggetti. L’oggetto stesso non è che un insieme di interazioni su altri oggetti. La realtà è questa rete di interazioni, al di fuori delle quali non si capisce neppure di cosa staremmo parlando. Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni in cui gli oggetti sono i nodi.
Equivale a dire che è necessario pensare che ogni cosa sia solamente il modo in cui agisce su qualcos’altro. Quando l’elettrone non interagisce con alcunché, non ha proprietà fisiche. Non ha posizione, non ha velocità.

Carlo Rovelli – Helgoland

Gli autori che ho chiamato a raccolta in questa Volontà trasgressiva hanno tracciato, partendo dalle indicazioni che ho dato loro, una serie di coordinate in cui ciò che era creduto inanimato è diventato vivo, soprattutto perché entrato in contatto con noi antropomorfi, avvitati attorno a un ombelico di assurda cecità autoreferenziale; le loro storie che hanno preso vita si dipanano da e verso l’oltrefrontiera del nostro ecosistema dimensionale e della nostra percezione. Nelle loro fantastiche visioni quantiche enormi serpentoni, tunnel di probabilità che divengono semplicemente realtà, altre realtà, diverse realtà, ex impossibili realtà, emergono dal mare del nulla come isole prima sommerse in abissi sconosciuti.
Abbiamo abbandonato due anni fa la Prima Frontiera (precedente antologia di strano weird in cui ci si chiedeva cosa l’inumano considera strano) e ora siamo in un luogo più esterno e indefinito, dove una porta dimensionale ci connette con un luogo in cui interagiscono sistemi incompatibili: il biologico e l’inumano, il tridimensionale e le infinite trasgressioni matematiche del continuum.

Il mondo dei quanti è quindi più tenue di quello immaginato dalla vecchia fisica, è fatto solo di interazioni, accadimenti, eventi discontinui, senza permanenza. È un mondo con una trama rada, come un merletto di Burano. Ogni interazione è un evento, e sono questi gli eventi lievi ed effimeri che costituiscono la realtà, non i pesanti oggetti carichi di proprietà assolute che la nostra filosofia poneva a supporto di questi eventi.

Carlo Rovelli – Helgoland

LA QUARTA

Cos’è la realtà? È una domanda con cui dobbiamo fare i conti quando decidiamo di abbandonare la comfort zone delle certezze, delle convenzioni e delle convinzioni, dell’usuale mondo che plasma di continuo la nostra esistenza. Abbandonare il senso del reale che ci appare solido, granitico, immodificabile, implica che la nostra esistenza non è così definita e, a quel punto, nemmeno così fisica. Undici storie che narrano ciò che c’è oltre la frontiera, a cavallo tra weird e SF, tra Volontà e aliti vitali, con un occhio a quello che Crowley, il più grande esoterista del XX secolo, ha sperimentato e creato.

GLI AUTORI

Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo. A cura di Sandro Battisti, che nella pubblicazione ha ideato e realizzato l’inserto VR sul brano Anubi di Krell, oltrepassando la frontiera tramite un QRCode.

IL CURATORE

Sandro Battisti: è uno dei fondatori del connettivismo. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente nei romanzi PtaxGhu6 (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e Olonomico (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’Impero restaurato; è curatore dell’antologia di strano weird La prima frontiera (2019). Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com/.

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera
Curatela e VR di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato cartaceo — Pag. 160 – € 15.00 — ISBN 978-88-32179-61-3
Collana eAvatar — Formato ePub — Pag. 160 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-62-0

Link

Sta arrivando la “Seconda Frontiera”


La quarta preview della “Seconda Frontiera” – qui, qui e qui le altre. Stiamo arrivando…

Cos’è la realtà? È una domanda con cui dobbiamo fare i conti quando decidiamo di abbandonare la comfort zone delle certezze, delle convenzioni e delle convinzioni, dell’usuale mondo che plasma di continuo la nostra esistenza. Abbandonare il senso del reale che ci appare solido, granitico, immodificabile, implica che la nostra esistenza non è così definita e, a quel punto, nemmeno così fisica. Undici storie che narrano ciò che c’è oltre la frontiera, a cavallo tra weird e SF, tra Volontà e aliti vitali, con un occhio a quello che Crowley, il più grande esoterista del XX secolo, ha sperimentato e creato.

Gli autori che ho chiamato a raccolta in questa Volontà trasgressiva hanno tracciato, partendo dalle indicazioni che ho elencato qui e negli altri post, una serie di coordinate uniche in cui ciò che era creduto inanimato è diventato vivo, soprattutto perché entrato in contatto con noi esseri antropomorfi, che siamo avvitati su un ombelico di assurda cecità autoreferenziale; le loro storie che hanno qui preso vita si dipanano da e verso l’oltrefrontiera del nostro ecosistema dimensionale, della nostra percezione. Nelle loro fantastiche visioni quantiche enormi serpentoni, tunnel di probabilità che divengono semplicemente realtà, altre realtà, diverse realtà, ex impossibili realtà, emergono dal mare del nulla come isole prima sommerse in abissi sconosciuti.

Io devo davvero complimentarmi con i meravigliosi autori citati le altre volte e che completo ora con:

Paolo Di Orazio: (direttore della rivista Splatter)
Ksenja Laginja (autrice della copertina e dei sample visti finora)
Kipple Officina Libraria (editore)

Permettetemi di segnalare anche una piccola sorpresa personale che, oltre che curatore, mi vede autore di un piccolo giochino multimediale, presente nel volume.

KeepTalking

Con il lapis #13: Ksenja Laginja, Ventitré modi per sopravvivere – Poetarum Silva


Su PoetarumSilva un post di Annamaria Curci che analizza Ventitré modi per sopravvivere, silloge poetica di Ksenja Laginja uscita per la collana VersiGuasti di Kipple Officina Libraria, curata da Alex Tonelli. Un estratto:

Il sedicesimo dei testi che compongono la raccolta di Ksenja Laginja, Ventitré modi per sopravvivere, si richiama, come informa la nota a piè di pagina e come in parte svela il secondo verso, tutto in corsivo, alla funzione del numero 23 nel protocollo Telnet. Nel contesto qui indicato, il numero, che ritorna in questa raccolta in tante declinazioni, è il numero di porta.
Si può affermare che ciascuna delle ventitré declinazioni indichi una possibile «porta», o meglio una chiave di accesso a essa.
Si tratta, come chiarisce la citazione in epigrafe dalla Tabula smaragdina di Ermete Trismegisto – «Sic Mundus Creatus Est» – di una porta d’ingresso a un’altra dimensione, di una porta che non precluda, tuttavia, la comunicazione tra più livelli, piani temporali e ‘presenze’.
La ricerca ne risulta così evidenziata, moltiplicata, riferita, con notevole frequenza, a un collettivo «noi». Essa segue vie molteplici, non solo esoteriche, benché il motto precedentemente citato possa far ritenere (erroneamente) che il percorso sia riservato solo agli iniziati, a pochi eletti.
Non è così. Non solo c’è un ascolto «oltre la soglia», ma la diversità di vie scelte, i passaggi di stato, le trasmutazioni, aprono la complessità, la estendono.
I versi brevi, densi, precisi ed essenziali – Alex Tonelli scrive a ragione, nella nota introduttiva, di una poesia diversa da quella che conosciamo da pubblicazioni precedenti e da altri scritti inediti; qui la poesia si fa, da narrativa, epigrammatica – si fanno medium non solo per ventitré possibili declinazioni numeriche, alchemiche, matematiche, matematiche, filosofiche, storiche, biologiche, fisiche, geometriche, simboliche del numero 23, ma anche per itinerari di conoscenza che passano per un pullulare di domande.

Ecco il CD di “Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo”


Novità per la pagina HyperHouse su BandCamp: è disponibile il CD della produzione musicale di Stefano Bertoli, Lukha B. Kremo (Krell) e Arnaldo Pontis (Magnetica Ars Lab), ispirati dalle dinamiche sfuggenti dell’Impero Connettivo.
Scaricare digitalmente l’intero album equivale a un’azione monetaria illusoria di 5€; un brano singolo digitale è quotato 0,99€ mentre l’ordine del CD equivale a 7€ (spese spedizione per l’Italia comprese), mentre per il resto del mondo si va dai 9 ai 10€, sempre spese spedizione comprese.

Schegge di ossidiana – Fiabe dall’Impero Connettivo è un progetto di musicalizzazione dell’Impero Connettivo, uno Stato a metà strada tra il weird e la SF che, come l’Impero Romano, si espande sullo spazio, ma anche sul tempo. A capo dell’ecumene di postumani c’è un imperatore nephilim, la moneta corrente è l’informazione.
L’album trae ispirazione dalla saga imperiale che ho ideato, composta da decine di racconti e circa dieci romanzi; in particolare si fa riferimento al racconto “Tre colonne di ossidiana” reperibile sui numeri 2 e 3 di Molotov Magazine, edito da Independent Legions.
Parole e voci su “Flaminae suit” mie e di Ksenja Laginja. Cover di Ksenja Laginja.

Dopo “The Abbey Experience”


Quello che è fluito alla The Abbey Experience di Poème électronique è stato qualcosa di davvero unico, un’esperienza appunto, una complessa esposizione di una serie di artisti della parola, del suono, dell’editoria e dell’Arte in genere, di quel tipo di arte che sfugge alle maglie dell’ingessato, del prevedibile, dell’istituzionale. Essere parte del live è stato esaltante, la foto qui sopra di Nicolò Baricchi testimonia l’atmosfera che si è creata e che ogni partecipante e spettatore ha percepito in tutte le sei ore dell’evento; ringrazio chi mi ha ascoltato, grazie agli organizzatori Ksenja Laginja e Stefano Bertoli, gratitudine a tutta la crew lì presente.
Indimenticabile, e catartico; ed esaltante il dialogare con tutta la comunità degli artisti coinvolti nel progetto. Dagli eventi nascono sempre idee da sviluppare, e che portano verso luoghi ancora sconosciuti.

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Labor Limae

- Scritture artigianali -

Federico Cinti

Momenti di poesia

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

Wiersze, poezja, ZagonBzu

Blog poetycki Tomasza Kuciny

Mareducata

Chi volete che io sia?

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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