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Archivio per Ksenja Laginja

Impero Connettivo: A sort of homecoming | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di una mia nuova puntata per l’Impero Connettivo: A sort of homecoming, racconto edito nella collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital. La copertina, come sempre, è di Ksenja Laginja.

In un indeterminato momento dell’Impero Connettivo, in antitesi a qualsiasi incoerenza temporale, il plenipotenziario postumano Sillax si reca sul pianeta Turiya e atterra nello sconfinato deserto di Sommaria. Lo scopo del viaggio è medico, ma la successione degli eventi diviene caotica e il processo medico cui si sottoporrà il postumano sarà istoriato di volti e azioni propri del caos quantico; la lady che tempesta le sue visioni renderà migliore il suo ringiovanimento quantico?

L’ebook è acquistabile a 1,99€ sul DelosStore e sugli altri store online.

Esce nella collana “Versi Guasti” Incubi e passaggi onirici, di Christina Sng | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi per la collana Versi Guasti, a cura di Alex Tonelli, il volume di poesie Incubi e passaggi onirici di Christina Sng, autrice vincitrice per tre volte del Premio Bram Stoker. L’ebook è disponibile su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie. La copertina è di Ksenja Laginja e la traduzione è opera di Valerio Cianci.

La poetessa scrive così nella premessa: “Sono una figlia degli anni ’80, la meravigliosa era dell’orrore che ha plasmato e influenzato la Generazione X in quello che siamo oggi. Nella mia giovinezza, ho vagato per i cimiteri e visitato case infestate, sperando di trovare prove per dimostrare l’esistenza di fantasmi e mondi paralleli. Le ombre sussurravano di sogni e incubi, mentre canticchiavo canzoni dall’oscurità abissale di coloro che piangevano dal dolore e di coloro che non potevano piangere.
Ho trovato la mia voce nella poesia, la penna intrisa del mio sangue e delle mie lacrime mentre scrivo verità tranquille che nessuno osa dire. Qui, racconto storie di coloro che indugiano oltre l’ombra e storie di coloro che li uccidono: non temere, nelle mie invocazioni ti terrò al sicuro.”

DALL’INTRODUZIONE

Leggendo le sue poesie scivoliamo senza accorgercene, quasi fossimo stati inghiottiti con un unico e ingordo boccone, in un universo che non riconosciamo. Ci sentiamo persi in un caleidoscopio d’immagini che sembrano assomigliare a qualcosa che conosciamo, ma che non riusciamo (possiamo o vogliamo) ricordare.
Saltando da una poesia all’altra (invitiamo il lettore a non seguire necessariamente l’ordine di stampa) incrociamo personaggi impossibili, vendicatori crudeli e spietati, assurde creature alate che presidiano il cielo, tenebrosi draghi e palazzi di venti. Chi sono costoro? Perché ci sembrano così familiari e al tempo stesso così lontani.
Sembra quasi di essere precipitati dentro uno specchio che riflette e distorce, che confonde ma anche svela. A quel punto. non possiamo fare altro che continuare a cadere dentro la poesia di Sng: stiamo semplicemente affondando dentro una storia weird e in un magico paesaggio dell’orrore?
No, per nulla.
Il mondo poetico di Sng è ben altro. È il luogo dove giace nascosta un’etica segreta, o forse un’inespressa speranza.
Il viaggio che compiamo nell’orrore descritto da Sng è una lunga catarsi, un percorso di rigenerazione, di scalfittura, di abrasione. Ogni poesia è una cicatrice, un taglio sulla pelle, un graffio profondo. Ciò che viviamo leggendo le poesie di Sng è la messa in scena della vendetta contro il mondo della nostra quotidianità cui assistiamo ogni giorno, dell’orrore banale, insensato e doloroso.
Per Sng l’orrore della realtà non può restare impunito, non può essere lasciato semplicemente esistere nella banale noncuranza dell’abitudine.

Alex Tonelli

LA QUARTA

Christina Sng è stata vincitrice per ben tre volte del Bram Stoker Award. Il suo versificare, apparentemente semplice, accompagna il lettore con un incedere ritmico, cadenzato, a tratti mellifluo. Un sinuoso procedere dentro uno strano mondo. È il luogo dove giace nascosta un’etica segreta, o forse un’inespressa speranza, una lunga catarsi, un percorso di rigenerazione, di scalfittura, di abrasione. Ciò che viviamo leggendo le poesie di Sng è la messa in scena della vendetta contro il mondo della nostra quotidianità cui assistiamo ogni giorno, dell’orrore banale, insensato e doloroso.

L’AUTRICE

Christina Sng ha vinto per tre volte il Bram Stoker Award. La sua opera, che comprende poesie, racconti, saggi e lavori artistici, è apparsa in numerose pubblicazioni in tutto il mondo, tra cui Interstellar Flight Magazine, New Myths, Penumbric, Southwest Review e The Washington Post.

IL TRADUTTORE

Valerio Cianci è traduttore ed editor di La meraviglia del possibile. Ha tradotto gli scritti di Nick Land, usciti in italiano in due volumi (LUISS 2020 e 2022). Collabora, in veste di traduttore, con Luiss University Press, Nero, Timeo, e Kipple. Suoi articoli sono apparsi su diverse riviste culturali online.

LA COLLANA

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Christina Sng, Incubi e passaggi onirici
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja
Traduttore: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato ePub e Mobi – Pag. 42 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-71-2

Link:

Cover reveal di “A sort of Homecoming”, @L’orlo dell’Impero, DelosDigital


Questa è la cover di Ksenja Laginja per “A sort of Homecoming”, prossima mia pubblicazione in uscita per DelosDigital, collana L’orlo dell’Impero; il racconto esordì pochi anni fa sul primo MilleMondi di Urania, StraniMondi.
A presto per la news ufficiale!

Incipit di “Argyroprateia”, di Sandro Battisti @ “L’orlo dell’Impero”, Delos Digital editore


Quello che leggete qui sotto è l’incipit di Argyroprateia, l’uscita più recente della mia produzione relativa all’Impero Connettivo; il racconto appartiene al ciclo “Nèfolm e dintorni”, che esplora i quartieri della capitale connettiva specchiati nei rioni di Costantinopoli.
La copertina è di Ksenja Laginja e il titolo è scaricabile a 1,99€ anche da qui; questa è la quarta:

Chi è Staurazia, l’ambiguo personaggio che entra nella bottega di Claudemo, l’orafo che lavora nel quartiere Argyroprateia posto a ridosso del palazzo imperiale di Nèfolm? Perché gli propone un patto alchemico, in cui l’occulto delle dimensioni dove l’Impero Connettivo esiste ha un giusto e misconosciuto compendio delle realtà tangibili ai postumani dell’ecumene connettivo? Cosa succederà a Claudemo mentre studia la realizzazione di un ologramma superiore a tutti gli altri, quando la Scala di Shepard delle rivelazioni arriverà a un punto finale dove tirar le somme?

***

— Buongiorno. Ho delle informazione da concretare.
Un omino buffo si presenta sulla soglia della mia bottega e rimane in attesa di una risposta.
— Buongiorno. Che tipo di informazioni? — chiedo essenziale, non sono molto interessato ai convenevoli e devo dire che questo postumano si presenta già bene, mi dà l’idea di uno che bada al sodo, ha un piglio che m’incuriosisce; chissà quante altre botteghe avrà visitato prima di me…
— Sono cose preziose — mi risponde abbassando un poco il tono della voce — però penso che il contenuto vero e proprio delle notizie non sia di suo interesse: lei tratta i contenitori e non il contenuto, giusto?
— Giusto — annuisco con convinzione, evitando per un istante di guardarlo negli occhi. Ha un fagotto sottobraccio e, da come lo maneggia, sembrerebbe proprio materiale particolare.
— Mi scusi, signor… — mi chiede asciutto.
— Claudemo; diamoci del tu, se preferisci — mi piace virare il confronto su qualcosa di più confidenziale, ci aiuterà a entrambi.
Claudemo… Va bene; mi presento a mia volta: Staurazia.
Lo guardo con attenzione, il suo nome mi accende una consapevolezza: è un eunuco!
— Non sono propriamente un eunuco — mi dice subito, dev’essere un telepate oppure è collegato a qualche canale olografico cui sono inconsapevolmente connesso. — La mia natura è ambigua — aggiunge, pesando bene le parole.
— Oh… — rispondo con un filo di voce, davvero non me l’aspettavo. Cerco di essere professionale: — Va bene Staurazia, parliamo di affari.
— Così mi piace — e a quel punto appoggia il misterioso involto sulla porzione del bancone priva di sensori pubblici; gli faccio presente, per correttezza professionale, che la mia bottega è connessa solo alle reti imperiali e che attorno a me non desidero altri tipi di collegamenti privati. Poi vado verso la porta e la serro, non vorrei che qualche altro cliente entrasse in questo momento.
— Bene, possiamo parlare liberamente — dico rassicurante dopo aver messo in lock la rete imperiale — a parte il tessuto connettivo in cui tutti i cittadini dell’Impero vivono non ci sono altre orecchie in ascolto, anche se in fondo siamo ad Argyroprateia! — che significa che è impossibile avere una privacy completa; lo dico con una certa eloquenza sottesa, come per sottolineare che questo è il massimo che nel mio negozio si possa ottenere.
— So tutto — mi risponde prontamente Staurazia, la sua voce è diventata profonda, ma un paio di note stridule ne sottolineano la sua natura di transizione verso chissà quali sfumature sessuali.
Argyroprateia è il quartiere di Nèfolm dove, considerato tutto l’ecumene postumano, c’è la più alta concentrazione di quelli che una volta si chiamavano orafi; la vicinanza col palazzo imperiale garantisce al rione prosperità e una giusta discrezione, e la tolleranza necessaria agli affari che qui si svolgono è considerata dalle alte sfere connettive una forma di prosperità per lo Stato. La vigilanza della polizia segreta irrompe soltanto per gravi delitti, compresi gli omicidi.
Finalmente Staurazia ha finito di srotolare il suo pacchetto; — Ecco, qui c’è tutto — completa con sintesi indicando ciò che ora è davanti a me. Sono allibito.

Argyroprateia, secondo capitolo di “Nèfolm e dintorni”


 

È uscito da qualche giorno Argyroprateia, seconda puntata del ciclo “Nèfolm e dintorni”, affresco che ho costruito per illustrare cos’è Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo. L’ebook esce nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital, e queste sono la presentazione e la quarta citate nell’articolo di esordio su Fantascienza.com:

A Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo, c’è un quartiere che si chiama Argyroprateia, letteralmente “argenteria”. È il quartiere degli orafi dove lavora Claudemo, che però oltre all’arte del suo mestiere detiene anche i misteri dell’alchimia… Una nuova storia dell’Impero Connettivo dall’affascinante penna di Sandro Battisti. Copertina di Ksenja Laginja.

“Chi è Staurazia, l’ambiguo personaggio che entra nella bottega di Claudemo, l’orafo che lavora nel quartiere Argyroprateia posto a ridosso del palazzo imperiale di Nèfolm? Perché gli propone un patto alchemico, in cui l’occulto delle dimensioni dove l’Impero Connettivo esiste ha un giusto e misconosciuto compendio delle realtà tangibili ai postumani dell’ecumene connettivo? Cosa succederà a Claudemo mentre studia la realizzazione di un ologramma superiore a tutti gli altri, quando la Scala di Shepard delle rivelazioni arriverà a un punto finale dove tirar le somme?”.

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Argyroprateia, una nuova storia dell’Impero Connettivo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di Argyroprateia, seconda puntata del ciclo “Nèfolm e dintorni”, affresco che ho costruito per illustrare cos’è Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo. L’ebook esce nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital, e queste sono la presentazione e la quarta citate nell’articolo:

A Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo, c’è un quartiere che si chiama Argyroprateia, letteralmente “argenteria”. È il quartiere degli orafi dove lavora Claudemo, che però oltre all’arte del suo mestiere detiene anche i misteri dell’alchimia… Una nuova storia dell’Impero Connettivo dall’affascinante penna di Sandro Battisti. Copertina di Ksenja Laginja.

“Chi è Staurazia, l’ambiguo personaggio che entra nella bottega di Claudemo, l’orafo che lavora nel quartiere Argyroprateia posto a ridosso del palazzo imperiale di Nèfolm? Perché gli propone un patto alchemico, in cui l’occulto delle dimensioni dove l’Impero Connettivo esiste ha un giusto e misconosciuto compendio delle realtà tangibili ai postumani dell’ecumene connettivo? Cosa succederà a Claudemo mentre studia la realizzazione di un ologramma superiore a tutti gli altri, quando la Scala di Shepard delle rivelazioni arriverà a un punto finale dove tirar le somme?”.

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Cover reveal di Argyroprateia @Impero Connettivo, “Nèfolm e dintorni


Questa è la cover di Ksenja Laginja per la prossima uscita della collana L’orlo dell’Impero, DelosDigital editore: Argyroprateia, seconda puntata della serie “Nèfolm e dintorni”, dedicata alla capitale dell’Impero Connettivo, in cui vengono esplorati alcuni luoghi della metropoli che hanno lo stesso nome dei quartieri di Costantinopoli. L’ebook uscirà nei prossimi giorni, KeepTalking

Incipit di “Perama” @ “L’orlo dell’Impero”, Delos Digital


Vi incollo qui sotto l’incipit di Perama, il racconto che apre una lunga serie di racconti ambientati su Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo; editore è Delos Digital, la label in cui esce è L’orlo dell’Impero. Il libro digitale (copertina di Ksenja Laginja) è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Eufrax, il capo di quello che era la perfezione organizzativa LogNCE – Logistic New Connective Empire – è fermo davanti a me e attende una mia risposta. – Axis, ho bisogno di quel dispaccio – mi sollecita; lui è il dirigente di ciò che rimane della struttura logistica della New Connective Empire, un organismo rimasto attivo anche dopo che la pars multidimensionale dell’Impero Connettivo di Sillax, il plenipotenziario dell’imperatore alieno Totka_II, e la pars più eterea dell’imperatore Totka_II, si erano riunite.
– Quale dispaccio? – chiedo allora sinceramente perplesso, scuotendomi dai miei pensieri, guardando l’ologramma della LogNCE che si agita sul mio petto, leggermente spostato da una boccola connettiva scapolare.
Raccontare la storia dello split imperiale sarebbe un atto di prolissità, ma quello che posso affermare è che l’imperatore, a un certo punto, era assurto a una trascendenza eterea più confacente al suo stato di alieno nephilim, mentre invece il plenipotenziario postumano Sillax teneva insieme l’NCE, la parte fisica dell’Impero. In un altro tempo successivo – perché l’Impero Connettivo è un’entità politica e imperiale che domina lo spazio, ma anche il tempo, rendendole illusioni – le due pars si sono ricongiunte, e io vivo proprio a valle di quella riunificazione, o se si preferisce “oltre la restaurazione”. Il concetto di valle o monte in relazione al tempo, me ne rendo conto, ha un senso davvero lasco nell’ambito dell’integrità referenziale imperiale, ma proprio per rendere le idee integre continuo a usare esempi deterministici, non relativi, con tutto quello che ne consegue se parliamo di un continuum che è indeterminato, governato dalla gravità quantistica, dalla somma delle innumerevoli slide di realtà quantiche che si solidificano in una sorta di tangibilità fisica, reale, come può essere il carapace di una tartaruga.
– Quello col glifo multidimensionale – mi risponde secco Eufrax. E da quella specifica si apre un mondo di visioni e connessioni che avevo accantonato con la recente dipartita di mio padre. Mi ci tuffo dentro, ho un brivido e rivedo il glifo di cui mi chiede conto.
È un sigillo, ma non imperiale, bensì sumero. L’energia accumulata da quel segno grafico ha attraversato l’illusione del tempo e si è presentato a noi della LogNCE come un maglio inalterato di potenza e lucida decisione; attraverso i suoi simboli cuneiformi v’intravedo i segni della vita, le dinamiche dei punti nodali da cui si dipana l’energia, le interconnessioni cognitive che hanno una loro multidimensionalità espressiva e rendono palese quanto l’uso delle parole umane sia una limitazione che rasenta il criminale, l’ignoranza più profonda data dalla mancanza di un metodo espressivo davvero complesso ed esaustivo comporta. Nessuno sembra rendersi conto di questa verità, solo chi conosce bene l’uso della parola capisce quanto sia limitante il suo uso.
Con il glifo la cosa è completamente diversa: non è un ologramma, che a sua volta è una sorta di tecnicismo interpretabile con artifici tecnologici, parliamo invece di un segno che ha radici nel magico e ha insiti nella sua semantica un vasto set di significati e istruzioni, filosofie intere che sanno di antico, di preumano, di inumano.
Eufrax mi guarda accigliato: – Allora? – sta esaurendo la pazienza.
– Lo lavoro subito, devo averlo iniziato e lasciato in qualche angolo operativo quando ho dovuto abbandonare l’operatività, perché mio padre…
Ricordo l’ultima volta che ho visto i tuoi occhi vivi. Li ho ancora dentro di me, come se si fossero appena chiusi; erano liquidi, stanchi, tu quasi non c’eri più: mi stavi salutando? O forse mi comunicavi che eri allo stremo, alla fine della corsa; che mi amavi, o che prendere il congedo non è mai semplice, né lineare, che l’enorme massa dei pensieri che si aggrovigliavano nella tua mente esausta e dolorante erano impossibili da raffinare, non potevano essere resi fluidi, e che la somma di tutte le tue azioni assumeva un enorme gusto amaro; il simbolo dell’epilogo era forse una matassa di emozioni che ti dilaniavano il cuore?

L’Impero restaurato | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos 239, l’incipit di L’Impero restaurato, romanzo Premio Urania 2014 uscito nuovamente quest’estate come numero 1 della collana L’orlo dell’Impero, per i tipi DelosDigital. Ve lo riporto qui sotto, ricordandovi che il romanzo è in vendita in ebook sul DelosStore e sugli altri store online al prezzo di 3,99€; copertina di Ksenja Laginja:

Quarta: L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

Nuvole livide si addensavano sull’orizzonte, attaccandosi allo sguardo come colla. Lembi di nubi restavano avvinghiati ai crinali e si avvitavano al suolo in spire di foschia. La potenza del cielo aveva iniziato a scaricarsi sulla terra lungo il fronte in avvicinamento di una tempesta.
– È il momento giusto – disse lo sciamano, rivolto alla piccola folla che attendeva la sua prima mossa. Benché avesse oltrepassato la condizione umana dei suoi avi, indossava paramenti rituali che risalivano all’antichità.
Si diresse verso il recinto e prelevò una pecora scalciante. La sgozzò con sicurezza e indifferenza, mentre il turbine che spazzava la terra si gonfiava e si abbatteva sugli edifici, infrangendosi sulle pareti rinforzate da lastre di metavetro. Il sangue lasciato sul terreno dalla bestia e il suo lugubre lamento, uniti alla tempesta in arrivo, provocarono in lui un moto sinistro.
Il postumano attese gli ultimi spasmi dell’animale, sotto lo sguardo immobile dei presenti, pietrificati dall’orrore del sacrificio. I belati si fecero sempre più tenui. Quando cessarono, lo sciamano incise la carne della vittima immolata, affondando il coltello intarsiato da scene rituali nel fianco ancora caldo.
Dallo squarcio sotto le costole fu estratto il fegato, con cura e mosse sapienti, attente a non danneggiarlo. Le mani imbrattate di sangue lo depositarono su un tavolo di marmo. Un taglio longitudinale lo divise in due parti uguali.
Uno dei presenti si allontanò dal cerchio intorno all’officiante e vomitò. Il vento si stava abbassando, ora che la tempesta si era spostata altrove, verso la campagna, sempre più lontano dal centro abitato.
– Ora possiamo presagire il futuro – disse l’aruspice con voce rituale, lasciando che il silenzio che gravava tra loro li avvolgesse nella solenne colonna sonora del momento. Il catapano dell’Impero Connettivo Claudius, che era prossimo al tavolo, si lasciò andare alla mistica del momento e gli sembrò che ombre melliflue, viscose come ectoplasmi, si stringessero attorno a lui, comunicandogli qualcosa di urgente che non riuscì a interpretare.
– Vedete queste linee, queste cavità? – le parole stentoree dello sciamano si sovrapposero al calare del vento. – Sono precisi segni dell’oltremondo, indicano le volontà delle forze imperscrutabili riguardo al vostro progetto.
Così dicendo fissò Claudius, ancora assorto dalle simbologie arcane che vedeva concretizzarsi, scaturire dalle pozze di sangue sul terreno, quasi fredde. Si scosse dall’impasse e guardò fermo l’aruspice, ritrovando la loquela e scacciando il nugolo d’impressioni occulte che lo stordivano.
– Sei stato interpellato per essere preciso, i miei alti superiori vogliono da te indicazioni dettagliate sul futuro dei nostri atti, delle nostre fondazioni coloniche.
– Guardate il cardo e il decumano, la pars familiaris e la pars hostilis; osservate la pars àntica e quella postica e ponete la vostra attenzione su questa cicatrice…
– Indovino, non abbiamo bisogno di una lezione sull’arte collegata all’augurio. Noi vogliamo da te un responso preciso sui nostri progetti – lo interruppe Claudius, illuminato dalle direttive esplicite che aveva ricevuto dal plenipotenziario Sillax, emanazione postumana dell’imperatore connettivo Totka_II, incontrastato signore di stirpe nephilim dell’Impero Connettivo.

𒍣


𒍣 – Il glifo sumero che imperversa in Perama, che significa vita.

Axis è un funzionario imperiale di stanza a Nèfolm, la sua casa è sita nel quartiere di Perama, il cui porto fluviale è animato da commerci di ogni tipo.
Eufrax, il superiore di Axis, esige da lui la redazione di un dispaccio assai importante per il riunito Impero Connettivo, il plenipotenziario Sillax pare stia spingendo molto per averlo. Ma Axis è ancora turbato dalla morte del padre e così le spire di un glifo sumero – il soggetto del dispaccio – sembrano avvolgerlo ovunque, facendo emergere in lui un senso di lutto in continua trasformazione.
Cos’è passato e cosa futuro, cos’è il reale che si vive a Perama?

Collana Orlo dell’Impero, Delos Digital, copertina di Ksenja Laginja, disponibile sul DelosStore e su tutti gli altri store online a 1,99€.

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