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Recensione a Freakshow, di Pee Gee Daniel | Altrisogni.it | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su AltriSogni è uscita una bella recensione, a opera di Federica Leonardi, a Freakshow, il capolavoro di Pee Gee Daniel vincitore del Premio Kipple 2016. Eccone un passo:

Per il suo romanzo Straneo adotta un linguaggio volutamente sorpassato, fatto di termini desueti, ricercati e complessi per enfatizzare il contesto narrativo. Una decisione che a tratti può frenare la lettura, ma che rappresenta un bilanciamento perfetto tra narrazione e narrato.
La scelta linguistica si rispecchia anche nei dialoghi: ciascuno dei personaggi utilizza un proprio personale registro linguistico, insolito e caratterizzante.
Il tipo di relazioni che vengono a crearsi in un ambiente come quello del circo viene reso molto bene da Straneo, che mostra di aver approfondito l’argomento per la stesura della sua storia. Un approfondimento che, come accade per le digressioni filosofiche presenti in più punti del romanzo, a tratti si sovrappone alla narrazione appesantendo un po’ lo scorrere degli eventi.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4

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Echoes dei Pink Floyd: un inno edificante alla ricerca dell’empatia universale – Auralcrave


Uno stupendo studio su Echoes, la song dei Floyd che più di tutte mi conquista, che più di tutte le song mai scritte abbraccia in pieno la caratteristica del capolavoro. Su Auralcrave.

Echoes: a mio avviso, la migliore canzone dei Pink Floyd. Un testo poetico, intenso avvolto da armonie profonde e intime. Un brano molto complesso che nacque casualmente: mentre Wright stava suonando il pianoforte amplificato filtrato da un Leslie (altoparlante ruotante), una nota andò in risonanza, un feedback. All’ascolto la band pensò che quelle sonorità fossero interessanti e ci lavorò sopra. Essendo casuale, la possibilità di riprodurre lo stesso suono era praticamente vicina allo zero, quindi decisero di mettere all’inizio del brano proprio quel suono registrato in quel giorno. Un poema sonoro, con testo fantascientifico e atmosfere surreali.
Echoes si intitolava inizialmente Return To The Sun Of Nothing e venne eseguita per la prima volta, con questo titolo, il 15 maggio 1971 al Garden Party del Crystal Palace di Londra. La traccia segna una svolta importante nelle tematiche trattate dai Pink Floyd: l’attenzione della band, che ha lentamente abbandonato l’immaginario psichedelico caro a Syd Barrett, si sposta verso la dimensione umana e i problemi di interazione che la contraddistinguono.
Ma qual è il suo significato? Echoes, dirà Waters in un’intervista, fu il tentativo di descrivere “il potenziale che gli esseri umani hanno di riconoscere l’umanità presente nel prossimo e rispondere a questa con empatia piuttosto che disinteresse”.
Il brano descrive appunto il potenziale che l’uomo ha e che è rimasto inespresso, soffocato dalle ambizioni, dalla ricerca di successo, potere e denaro. L’intera canzone è un invito alla meditazione per ricongiungerci all’universo, alla piena armonia. Un invito a ricercare l’essenziale a puntare alla condivisione, alla solidarietà abbandonando il nostro individualismo.
Un modo originale e insolito per gustare pienamente questo capolavoro? Vedere questo video che unisce la musica a immagini tratte dal film di fantascienza 2001: Odissea nello spazio.

“Così va il mondo” secondo Noam Chomsky | BooksBlog


Su BooksBlog la segnalazione di un saggio di Noam Chomsky, assolutamente disturbante (perché vero) e chiaro per la sua visione della nostra società; parliamo di Così va il mondo, eccone un passo:

“In realtà non c’è mai stato nulla che potesse lontanamente assomigliare davvero al capitalismo. La verità è che le corporation insistono per avere governi che le proteggano, e la loro stessa esistenza è un attacco ai mercati. Tutto questo parlare di capitalismo e libertà è una menzogna deliberata”.

Secondo Chomsky, senza alcuna elezione o votazione democratica, un consesso di oligarchi si è sostanzialmente autonominato Senato del mondo in base al censo e alla classe sociale. Il ruolo del popolo è più o meno di ratificare, attraverso quello che si è ridotto a un rito formale – le elezioni – decisioni già prese e comunque separate dalle politiche economiche, che si muovono su binari diversi dalla politica vera e propria.

Noam Chomsky è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che affliggono le società occidentali. Quasi trent’anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l’economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali.

Eymerich | Su IL GIORNALE Luca Crovi recensisce EYMERICH RISORGE


La prima recensione a Eymerich risorge – il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti, che sto leggendo con trasporto – è qui. Un estratto:

Scienza e fantascienza, storia e ucronia si innestano su tre trame parallele legate ai cicli narrativi precedenti. Della prima è protagonista nel 1374 Eymerich stesso, sopravvissuto agli eventi mortiferi raccontati in Rex tremendae maiestatis e incaricato da papa Gregorio XI di stanare Francesc Roma che da tempo sobilla con le sue pratiche eretiche e negromantiche il re D’Aragona. La seconda ci racconta le traversie dello scienziato Marcus Frullifer, salvato dalle grinfie dei terroristi della R.A.C.H.E. che lo stanno torturando nel futuro per strappargli i segreti delle sue teorie secondo cui «il tempo è reversibile e la morte è solo un incidente transitorio» (scoprirà che i suoi salvatori sono un gruppo di Gesuiti che gestisce un misterioso osservatorio astronomico che porta il nome di Lucifero). La terza trama riguarda infine i frammenti di un misterioso libro, «Il Vangelo della Luna», che riporta i dialoghi fra l’oscuro Magister e sua figlia Lilith che dissertano sulla possibile «resurrezione dei corpi».

IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT? – RECENSIONE E TRADUZIONE DEI TESTI


Su PinkFloydItalia una bella recensione all’ultimo disco di Roger Waters, Is This The Life We Really Want?. Ne estraggo un passo, ma leggetela tutta che è molto interessante; in fondo al post, ci sono tutti i testi dell’album:

Alla fine, tutto ciò che conta, è se ti commuove o no“. Con questa frase Roger Waters commentava il capolavoro “The Dark Side Of The Moon”, ed è la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando l’ultimo disco “Is This The Life We Really Want?“. E Roger Waters ci ha beccato in pieno. Sono già state fatte molte recensioni su questo album, alcune negative ed altre, da parte di chi conosce veramente il valore di Roger, più positive. Da parte mia, posso solo dire che questo nuovo lavoro mi ha commosso veramente, la voce di Roger non sarà bella come quella di David Gilmour, non ci sono assoli di chitarra in grado di aprirti mente e anima, ma troveremo tutto quello che ha fatto dei Pink Floyd una delle band più importanti del pianeta: se sotto l’aspetto musicale il richiamo ai Pink Floyd è palese, sotto l’aspetto lirico troviamo un Roger Watars schierato e “incazzato” come non mai. Personalmente ho apprezzato in pieno questo disco, che a mio avviso necessita di più ascolti – come tutti i lavori floydiani e solisti – per essere apprezzato appieno.

 

Lankenauta | Wunderkammer


Su Lankenauta una recensione di Ettore Fobo a Wunderkammer, di Carlo Tosetti, poeta che indaga il dominio del naturale interfacciato con l’alchimia, e la matematica, e lo stupore, e l’essenza stessa di ciò che è superiore all’umano. Molto interessante.

Sono stanze queste o piccoli scrigni, in cui la parola è custodita come cosa da mostrare, evento tangibile e materico, si richiamano alla mente proprio le Wunderkammer del titolo, piccoli musei rinascimentali di memorabilia, stranezze, rarità e oggetti variamente sensazionali, il cui compito era sottrarre al caos del mondo  frammenti di bellezza naturale (i naturalia) o artificiale (gli artificialia); bellezza capace di unificare la dispersione della molteplicità in un ordine segreto sotto il segno della stupefazione.  In alcuni casi l’elaborazione di questo linguaggio colto sacrifica qualcosa della fluidità del verso. Talvolta, infatti,  affiora una certa rigidità nel dettato.

Il Giardino dei Tarocchi: recensione del libro e intervista a Lorena Burgio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Il sito erewhonians! recensisce in termini molto lusinghieri Il Giardino dei Tarocchi di Lorena Burgio, da poco pubblicato da Kipple Officina Libraria nella Collana eXoth.

Un breve estratto dalla recensione:

Quanto è bello questo libro sui Tarocchi di Lorena Burgio. La letteratura di qualità sul tema in lingua italiana scarseggia, e già per questo il libro ha un valore grande.

È al contempo una trattazione sulle carte, in particolare sugli Arcani Maggiori, che esamina in profondità e – fatto originale – che abbina ciascuno a una figura o vicenda mitologica, e un vero e proprio manuale, per principianti e non solo, che senza fronzoli conduce all’uso dei Tarocchi per la divinazione.

Dire “senza fronzoli” non è dire poco, perché Lorena è riuscita nel difficile intento di scrivere tutto quello che serve davvero e non un rigo in più, senza però diventare mai troppo essenziale, come ad esempio avviene in molti manuali di questo tipo che si riducono – specie per gli Arcani Minori – a sterili elencazioni di significati.

Non solo. Fabio Procopio, autore del pezzo e curatore del sito, ha anche intervistato la nostra Lorena.

Lorena Burgio | Il giardino dei Tarocchi
Prefazione di Lukha B. Kremo
Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Cartaceo — Pag. 128 — 12.75€ – ISBN 978-88-98953-74-5

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