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La speranza è una trappola inventata dai padroni | Fantascienza.com


Il mio contributo per il numero 191 di Delos: La speranza è una trappola inventata dai padroni.

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Pollo 100% italiano – Free Animals, Loved & Respected


In Italia si macella quasi mezzo miliardo di polli ogni anno. Un numero sconvolgente.
Dal momento in cui nascono al momento della macellazione, questi animali sono trattati come parti inanimate di una catena di montaggio e anche le più elementari norme europee per il benessere animale sono quotidianamente infrante.

Questo è un estratto da un post di Roberto Contestabile, riguardo la filiera alimentare del pollo italiano indagata da Animal Equality, che viene sbandierato dalle pubblicità. Fateci un giuro, sul post

Ciarpame fuori di qui


È compresso il tuo mondo, si lascia contemplare soltanto in virtù di esegesi articolate e di risoluzioni come se si fosse a un Consiglio politico, o economico, o di potere, che è la stessa cosa. Ti lasci andare per abbandonare tutto il ciarpame fuori da te.

Se questo è umano – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il consueto articolo del lunedì di Alessandra Daniele, che gira attorno ai vertici e vortici della Chiesa Cattolica. Da bere tutto d’un fiato.

Tutti i migranti che raggiungono, o raggiungevano il nostro paese sono dei sopravvissuti.
Innanzitutto alle guerre, alle persecuzioni, ai bombardamenti, all’ISIS, alla fame, alla miseria, ai disastri climatici e socioeconomici causati nei loro paesi da secoli di sfruttamento colonialista.
Poi al viaggio attraverso il deserto, che è sempre un calvario tra fame, sete, fatica, aggressioni, e costante pericolo di morte.
Poi alla prigionia nei campi di concentramento libici, nei quali adesso sono trattenuti, ma che sono sempre stati una tappa obbligata, dove si subisce ogni genere di tortura e di abuso, e si viene ridotti in schiavitù.
Poi alla vera e propria traversata, durante la quale si rischia sistematicamente di annegare.
Tutti i migranti che approdano, o approdavano in Italia hanno perduto tutto quello che avevano, e spesso anche più d’un familiare rimasto ucciso durante il viaggio. Figli, genitori, coniugi, fratelli.
Se hanno la fortuna di venire ripescati in tempo, finiscono in un altro centro di detenzione.
Un CPT o qualche altro acronimo, dove vengono trattati prima da criminali, e poi – se gli va bene, e non vengono espulsi e rispediti all’inferno – da rifiuto urbano, e scaricati in qualche periferia degradata i cui abitanti, già economicamente e socialmente emarginati per conto loro, finiscono per odiarli a morte dandogli la colpa di tutto.
Respinti dalla popolazione locale, sistematicamente additati dai media come invasori, parassiti, criminali, untori, terroristi, senza nessuna possibilità di lavoro che non sia la schiavitù, senza nessuna speranza di recuperare anche solo in parte quello che hanno perduto, senza nessuna prospettiva futura di miglioramento economico o sociale.
Questa è la loro condizione.
Alcuni di loro vivono di espedienti illegali.
E grazie al cazzo.
La maggioranza degli italiani s’è mai chiesta cosa farebbe nei loro panni?
Ovviamente no, perché li considera di un’altra specie.
Per la maggioranza degli italiani i migranti sono l’alieno.
Sono solo numeri dei quali festeggiare la riduzione insieme al ministro Minniti che l’ha ottenuta incrementando l’attività dei campi di concentramento.
Un crimine contro l’umanità di cui tutta l’Europa è complice, compreso il Vaticano, dopo tutte quelle chiacchiere, tutte quelle cazzate sul “Papa dei poveri e degli ultimi”.
Dice il gesuita Bergoglio: prima di accogliere, chiedersi “quanti posti ho?” Nell’attico di 700 metri quadri del cardinale Tarcisio Bertone di posti ce ne sono parecchi.
Come si sentiranno i cristiani eritrei, somali, etiopi, sapendo che il loro Pontefice approva la loro cacciata, avalla il loro massacro?
I cristiani italiani se lo sono chiesto?
La capacità di riconoscere gli altri come propri simili, di condividere il loro dolore e comprendere la loro condizione, è l’essenza dell’umanità.
Ciò che ci distingue dalle macchine.
L’empatia.
Quella cosa che oggi viene dispregiativamente chiamata buonismo, e considerata un disgustoso vizio del quale vergognarsi, che ti costa insulti e minacce sui social, e alle elezioni ti fa perdere più voti d’una condanna per mafia.
Il trucco del capro espiatorio ha funzionato ancora una volta.
Tutte le speranze di riscatto, di cambiamento, di giustizia sociale nate in questi anni sono state affogate nella propaganda razzista.
Con tutto quello che hanno passato, non sono i migranti ad aver perso la loro umanità.
Sono gli italiani.

The High Castle – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il post del lunedì di Alessandra Daniele: lo CopioIncollo integralmente, come renderne altrimenti lo splendore?

Ce lo siamo chiesti tutti: se ci fossimo trovati nell’Italia fascista, nella Germania nazista, e avessimo scoperto che il nostro paese si stava rendendo responsabile d’uno sterminio di massa, che cosa avremmo fatto?
La domanda non è più ipotetica.
L’Italia è direttamente responsabile dei campi di concentramento libici nei quali finiscono massacrati i migranti a cui viene impedito di raggiungere le nostre coste.
Campi di concentramento non è una definizione generica, è documentata: fame, sete, torture, stupri, le condizioni di prigionia sono concepite apposta per falciare i più deboli, e trasformare i superstiti in schiavi. Il governo italiano paga le milizie libiche per questo compito, che definisce “fermare gli sbarchi”.
Questa è la Soluzione Finale che il nostro governo ha scelto per la cosiddetta emergenza immigrazione, cioè qualche migliaio di disperati che approdavano in un paese di 60 milioni di abitanti, e che l’establishment ha efficacemente adoperato come capro espiatorio verso cui deflettere la rabbia popolare, esattamente come fecero i nazifascisti cogli ebrei.
Il discrimine è essenzialmente razziale. Non tutti i prigionieri in Libia sono musulmani, anzi molti, come per esempio gli eritrei, sono cristiani. Qualcuno dovrebbe avvertire Papa Francesco che l’Italia partecipa attivamente alla persecuzione dei cristiani.
Col governo Gentiloni.

La domanda non è più accademica.
Qual è la nostra risposta?
Che cosa stiamo facendo?
Come risponderemo ai sopravvissuti che ce lo chiederanno?
Cosa abbiamo fatto mentre il nostro governo s’offriva come volenteroso carnefice della Fortezza Europa?
Non possiamo sperare di cavarcela con la balla del “Non sapevamo”, non nell’era del web, degli smartphone, e dei canali All News.
Forse speriamo che nessuno ce lo chieda mai.
Che non ci siano sopravvissuti.
Che le guerre, le carestie, le pandemie, gli sconvolgimenti climatici che abbiamo causato nel Terzo Mondo ci diano una mano a svuotarlo.
Che stavolta i nazifascisti vincano la guerra, e riscrivano la Storia.
Ma il deserto continuerà ad avanzare.
La guerra continuerà ad allargarsi.
La Fortezza Europa solleverà definitivamente il ponte levatoio, e ci lascerà fuori.
E allora toccherà a noi.

Cosa è successo a Piazza Indipendenza! – Free Animals, Loved & Respected


Se provassero a sbatterti fuori di casa, te e la tua famiglia…cosa faresti? Un gesto disperato? Be’, è quello che hanno fatto gli sfollati a Roma di fronte ai poliziotti armati! È quello che hanno fatto alcuni individui non criminali di fronte a istituzioni fasciste e antidemocratiche! È quello che è accaduto in Italia, un paese presumibilmente civile inserito in un contesto internazionale definito liberale ed aperto alla solidarietà. Un paese che ha sopportato anni di conflitti e battaglie soffrendo una migrazione di connazionali verso nazioni estere, ed ora si confronta molto negativamente con una situazione altamente drammatica fatta di esseri Umani in cerca di dignità. Un paese che adotta speculazioni estremamente profonde nonostante abbia un passato costituito da colonizzazioni e conquiste incontrollate verso popoli africani ora indeboliti e privi delle loro principali risorse fisiche e mentali. E’ vergognoso far parte di una comunità che si dichiara istituzionalmente aperta alle integrazioni e poi commette errori così grossolani e consequenziali di una realtà ipocrita ed incapace nell’affrontare problemi sociali. Molti razzisti parlano coraggiosamente di “invasione” senza neanche conoscere la storia, la verità, i diritti di innocenti poveri di giustizia… soprattutto se sono stati derubati della loro rispettabilità personale.

Questo è l’incipit di un post di Roberto Contestabile, condivisibile e lucido, cristallino nella sua inattaccabile analisi. Da ragionarci ben bene sopra.

Mercificati – Free Animals, Loved & Respected


Sul blog di Roberto Contestabile uno sguardo allo status attuale dell’iperliberismo che macina tutto, soprattutto le vite dei suoi schiavi principali, che ritiene insignificanti più degli umani: gli animali. Un estratto:

“Tutto quello che tocchiamo gronda sangue, ma sembra che nessuno se ne accorga!” Riflessioni sulla condizione animale, di Barbara Mugnai.

Parole forti…ma che in realtà testimoniano l’attuale situazione culturale: carne ovunque, di ogni aspetto nel colore e nella forma! Non ce ne rendiamo conto e non possiamo distinguere la differenza sostanziale tra una sofferenza assopita ed un abitudine assodata. Il carnismo ha trasformato il consumo di carne e derivati in un settore produttivo che si dirama in tutti gli aspetti culturali. Ed è così che mangiare carne, e fare uso indiretto di pezzi di Animali, è diventata una macabra abitudine degna del miglior sceneggiatore horror! Animali squartati, grondanti sangue occupano la ricca scala del prodotto interno lordo…insieme ad altre categorie merceologiche fatte di materia inorganica! La carne è diventata profitto, e il profitto è la gogna delle nostre vite schiavizzate dal consumo moderno.

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