HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Liberismo

Attività liberiste


Quando ti sfili dalla notte incipiente e cerchi l’attitudine giusta per non perderti in cose inutili; quando le tossine del giorno non scorrono via, e il conforto è solo un’ombra persa nella sera, senti solo di perder tempo, appresso ad attività di controllo dal sapore nazista.

Esce Il giorno dell’uragano, di Marco Scarlatti – Premio Kipple 2021 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Il giorno dell’uragano di Marco Scarlatti è il romanzo vincitore del Premio Kipple 2021.
In un futuro molto verosimile gli organismi economici, gestiti dalle multinazionali, formulano l’epica aziendale: la verità diventa una forma corporativa che fa del business una fede imprenditoriale. Per i protagonisti del romanzo si profila un viaggio iniziatico – tra centurie di Nostradamus, rivelazioni intime e la scoperta di una confraternita di dipendenti diversa da tutte le altre – inserito in un mondo retto dalla logica del profitto fine a se stesso.
Il volume è disponibile nel doppio formato cartaceo ed ebook su www.kipple.it e nei principali store online. Copertina a cura di Ksenja Laginja.

SINOSSI

Appena oltre il nostro presente esiste già un mondo di plastica perfezione in cui la gioia di vivere è una distopia apparentemente felice, gestita da granitici organismi economici come le multinazionali. Questo mondo ha bisogno di regole e trascendenze ferree per rimanere in piedi e svilupparsi all’infinito, e Marco Scarlatti con il suo romanzo ha descritto assai bene le dinamiche di questo mondo retto dalla logica del profitto e da un business autoreferenziale, algoritmi di uno sviluppo inumano in cui per l’uomo non c’è altro spazio che quello dello schiavo appagato.
Ne Il giorno dell’uragano la distopia felice si coniuga con il thriller e il noir, riscrivendo la tradizione della SF che si associa al Giallo, in una parvenza di perfetta plausibilità sociale.

ESTRATTO – Capitolo 1

Il ruolo principale dell’Epica aziendale
non è cercare la verità, ma crearne una che corrisponda ai valori degli azionisti.
(Giovanni Sraffa, Dopo il marketing: l’azienda come forma di religione)

— Scomparsa?
— Ma non era stata ricoverata d’urgenza?
— Macché ricoverata d’urgenza. È proprio scomparsa.
— Sembra non sia nemmeno mai rientrata a casa dall’ufficio.
— Nemmeno rientrata a casa? Ma quand’è successo?
— Tre giorni fa.
Uno sparuto gruppo d’impiegati, seduti su delle poltroncine rosse accostate a una parete, che sembrano il distillato supremo della comodità anche se hanno una funzione più estetica che pratica. A destra, una grande vetrata dà su alcuni grattacieli scintillanti che s’innalzano come torri su una piazza irragionevolmente gigantesca, un luogo che sembra simboleggiare uno spazio metafisico. Di fronte alle poltrone, le macchinette per il caffè, gli snack vegani e le centrifughe di verdura coltivate da un’azienda che non usa pesticidi ed è impegnata da anni a combattere il caporalato del Sud.
Accanto alle macchinette, due distributori di guanti liquidi e una sibilla elettronica color indaco.
Se fosse una mattina di pioggia, le macchinette brillerebbero come oggetti misteriosi, frigoriferi aperti di notte da un insonne.
Sulla parete di sinistra, di fronte alla vetrata, campeggia un’epigrafe parafrasata da un testo di buddismo quantistico.

DATE SPAZIO AL VOSTRO TEMPO

Prima della terza pandemia di spike, quando questa zona ristoro era ancora una delle ultime sale riunioni rimaste nella multicittà, sulla parete comparivano altre scritte, le cosiddette Tre Leggi ormai cadute in disgrazia:

  1. OGNI LAVORATORE DEVE PERSEGUIRE IL BENE DELL’AZIENDA
  2. OGNI LAVORATORE DEVE PERSEGUIRE IL BENE DEGLI ALTRI LAVORATORI, PURCHÉ QUESTO NON CONTRASTI CON LA PRIMA LEGGE
  3. OGNI LAVORATORE DEVE PERSEGUIRE IL BENE PER SE STESSO, PURCHÉ QUESTO NON CONTRASTI CON LA PRIMA E LA SECONDA LEGGE

È uno dei cinque punti ristoro del palazzo. Si trova al sesto piano. Gli altri quattro sono disseminati su altri livelli dell’edificio.
C’è chi sorseggia caffè sintetico, chi beve concentrato di datterino giallo del Salento e bacche di goji, chi pilucca un pacchetto di cracker di mela disidratata.
Nessuno fuma sigarette mediche, perché l’unico spazio all’interno del palazzo dov’è permesso fumare è una chiostrina al primo piano, che ha l’aspetto d’un pozzo d’areazione di stazione orbitante ed è soprannominata, senza che nessuno ne ricordi la ragione, Zona Libera Albemuth.
Stanno tutti in silenzio per un po’, a osservare il tempo che passa e gli uccelli che volano al di là dei finestroni, sopra l’atmosfera d’opale della piazza.
— Quand’è l’ultima volta che è stata vista?
A riformulare la stessa domanda è un uomo dalla faccia da ragazzo, vestito con un completo blu, la camicia bianca, la cravatta scarlatta e i gemelli ai polsi.
— Poco prima delle 7 di sera del 5 maggio.
La Buna Tower ha ventotto piani: all’ultimo c’è un roof garden che domina la città e che viene utilizzato per le poche riunioni in presenza del top management e per incontri di rappresentanza. Non di rado, prima dell’ultima pandemia, veniva affittato per eventi mondani: matrimoni di attori, compleanni di cantanti emptic.

LA QUARTA

Nel dedalo della multicittà le multinazionali, dopo la messa al bando dei sindacati, sono dotate di confraternite, che hanno ruoli di mero supporto spirituale. Luca Colosimo, il Custode dell’Epica della Buna, viene incaricato di creare una storia plausibile all’esterno. È l’inizio di un’indagine che somiglia molto a un viaggio iniziatico, tra centurie di Nostradamus, rivelazioni intime e la scoperta di una confraternita diversa da tutte le altre.

L’AUTORE

Marco Scarlatti è nato a Roma, dove vive e lavora. Ha pubblicato tre romanzi: L’anno del Drago (L’Erudita, 2012), Tempo di morte, tempo di coraggio (finalista all’edizione 2015 di IoScrittore) e Giovani come la notte (MDS Editore), vincitore del Premio Zeno 2020. Il racconto “Lo spettro dei sogni” è apparso nella raccolta digitale Sorridi, bellezza! (Rizzoli, 2013). Altri suoi racconti sono apparsi in diverse antologie collettive. Con questo romanzo ha vinto il Premio Kipple 2021.

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Marco Scarlatti | Il giorno dell’uragano
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato cartaceo — Pag. 192 – € 15.00 — ISBN 978-88-32179-53-8
Collana eAvatar — Formato ePub — Pag. 196 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-54-5

Link

Urss: come i maiali divennero bipedi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una recensione a Urss, un’ambigua utopia. Cause e conseguenze del crollo dell’impero sovietico, saggio di Yurii Colombo che tratteggia storia e ideologia dell’impero russo ai tempi del comunismo. Vi lascio alla breve valutazione:

Nel programma del Pcus presentato al congresso del 1961 si proclamò raggiunta la fase del socialismo annunciando il comunismo per il 1980, con settimana lavorativa di 20 ore, gratuità di casa, utenze, vacanze, consumazioni al bar e al ristorante. Passata la fatidica data, si dice che Andropov, segretario del partito nel biennio 1982-84, abbia confessato a un suo collaboratore: «Ma quale diavolo di socialismo dispiegato. Dobbiamo ancora lavorare e lavorare per arrivare al più semplice socialismo».
Che cosa fu quindi l’Urss: una distopia totalitaria come dicono sbrigativamente i liberali? Socialismo reale, come affermavano i dirigenti brezneviani, intendendo un socialismo attuato nell’ambito delle concrete possibilità del contesto storico-geografico? Uno stato operaio degenerato che si poteva riportare sulla retta via, come sosteneva Lev Trotsky, una volta eliminata politicamente la casta parassitaria al potere? O infine capitalismo di stato, come credevano anarchici, maoisti, bordighisti e altri comunisti di sinistra?
Sono interrogativi ai quali chi aspira a trascendere l’orizzonte capitalistico non si può sottrarre: sia perché il fallimento dell’esperienza sovietica continuerà ed essere la mazza chiodata dei sostenitori dello status quo, sia perché i processi di burocratizzazione postrivoluzionaria continuano a ripetersi ciclicamente, a vari livelli d’intensità e con diverse connotazioni locali, in ogni esperienza di gestione del potere nelle organizzazioni politiche e statuali insorgenti. Da questo punto di vista la pubblicazione di Urss, un’ambigua utopia di Yurii Colombo offre ai lettori un’utile analisi della storia dell’esperimento sovietico basata su letteratura e fonti poco conosciute nel nostro paese. L’immagine dell’Urss che ne emerge è lontana dalle forzature teoriche funzionali alla battaglia politica; è un’immagine ambigua, spuria, contraddittoria, per certi versi inafferrabile.

L’organismo sociale emerso dalla rivoluzione del 1917 già alla metà degli anni ’20 aveva deprivato gli operai della possibilità di scioperare e d’intraprendere qualsiasi iniziativa autonoma, la democrazia diretta dei soviet non era mai riuscita a decollare per l’immaturità sociale delle peculiari condizioni russe. Dopo il periodo di assestamento staliniano, che si concretizzò in quattro milioni di arresti politici e 800 mila condanne a morte concentrate nel biennio 1937-38, la formazione economico-sociale sovietica, secondo Colombo, prende con Brežnev la forma di un patto sociale: a fronte del monopolio della politica detenuto dalla burocrazia si assicurano alla popolazione piena occupazione, abitazione e prezzi bassi di prodotti alimentari di base, mentre utenze domestiche, sanità, trasporti e strutture ricreative risultavano sostanzialmente gratuiti. A compensazione dell’inefficienza della distribuzione al dettaglio, dovuta agli squilibri tra settori produttivi di beni capitale e beni di consumo, inoltre, era tollerata un’economia parallela fatta di baratti, scambi di prestazioni e traffici di varia entità. All’interno di questa sorta di compromesso neocorporativo, lievitarono a dismisura non solo i privilegi, ma anche i “risparmi” dell’élite. Inoltre, nel momento in cui l’Urss cominciò a venire a contatto con il mercato mondiale capitalistico si aprirono profonde crepe nella sua architettura. Qui, infatti, non operavano meccanismi di ristrutturazione tecnologica e aumento della produttività del lavoro, ma solo compressione salariale per assenza di contrattazione sindacale. Il «vero accidente della storia – commenta dunque Colombo – non fu il crollo di un regime causato da un complesso di fattori contingenti e casuali, ma la sua sopravvivenza per oltre 70 anni malgrado le profondissime contraddizioni interne mai risolte».

Quando infine una parte della burocrazia decise con Gorbačëv di tentare la via dell’autoriforma, le possibilità di riuscita si rivelarono presto insussistenti: la casta al potere era divisa tra chi temeva di perdere il controllo sulla società (i conservatori) e chi aveva sostanzialmente interiorizzato la presunta superiorità del capitalismo (i riformisti); la classe operaia, dopo decenni di abbraccio pattizio con la burocrazia era disorientata, spoliticizzata, abbagliata dalle merci occidentali e oppose una resistenza meramente passiva allo smantellamento dello stato sociale.
Fu così che mentre i dirigenti di partito si facevano concedere crediti in valuta estera per fini speculativi, i giovani comunisti del Komsomol aprirono discoteche e videoclub dove si proiettavano soft-porn e film anticomunisti come la serie Rambo di Sylvester Stallone. I maiali di orwelliana memoria si alzarono definitivamente in piedi e al posto dell’Unione sovietica sorse «un mostro bicefalo, in cui la prima testa è una variante del capitalismo semiperiferico alla Wallerstein e l’altra è un insieme di relazioni neofeudali basate sul capitalismo di Stato, sulla corruzione, sul clientelismo, sul parassitismo del capitale privato».

Se il libro di Yurii Colombo non fosse un saggio teorico, ma un’opera di fiction, entrerebbe a pieno titolo nel genere noir dove la mancanza di eroi senza macchia non significa cinica apologia del disimpegno, ma impietoso affondare del bisturi nei mali del nostro tempo.

La classe operaia va all’inferno – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un articolo che rende manifesta quanto la polemica imbecille sul greenpass sia un po’ specchietto per le allodole, poiché partendo da un concetto alla fine giusto non si percepisce quanto il liberismo sia feroce sulle questioni davvero serie; la punta dell’iceberg è l’impressionante incremento di morti sul lavoro, si fa di tutto per recuperare il guadagno perduto, si mette a repentaglio la vita di tutti e così il gp serve soltanto per garantire che sul posto di lavoro non ci siano più infetti da Covid: il Profitto non ne tollererebbe altri.

Un estratto dall’articolo:

“La classe operaia non esiste più”: è questa la retorica e la menzogna che sembra aver ottenuto il risultato tanto agognato, cioè quello di pietrificare una falsità con la sua ossessiva ripetizione traducendola finalmente in una verità inconfutabile.
Intanto basterebbe farsi qualche domanda o interpellare qualche statistica, in merito al fenomeno delle “uccisioni sul lavoro” e non sempre e solo per sbandierare i numeri dei prodotti interni lordi o le indicizzazioni delle operazioni borsistiche per ostentare risultati o terrorizzare con paure indiscriminate le persone. Negli ultimi sei mesi sono morte 561 operaie e operai sul lavoro. Basta confermare questo dato tragico e disumano per sostenere che la classe operaia esiste ancora?

Molto spesso ci tocca assistere, con la ferma denuncia di questa mattanza, al fastidio e all’alzata di spalle dei sacerdoti del neoliberismo, di coloro i quali appartengono a questa florida categoria di mistificatori, per vocazione e per interesse: gli sfruttatori che, tanto per rimanere nell’ambito semantico del termine, fanno semplicemente parte della categoria di coloro che, per costruirsi condizioni di dominio, prestigio e beneficio, utilizzano altre persone al fine di vedere realizzati i propri sogni di benessere. Altre questioni e domande potrebbero porsi, con un minimo di emozione e di risentimento, laddove ci sentissimo in dovere di chiedere se la schiavitù sia stata abolita o, almeno, se qualcosa sia stato pensato affinché questa orribile pratica possa essere definitivamente debellata. Non abbiamo una risposta definitiva ma possiamo ritenere che la democrazia è un bell’evento, una tavola imbandita con il bianco candore di bei tessuti, magari con ricami in bella mostra, pietanze strepitose e posate messe al punto giusto, ma altro non è se non vuoto, ipocrisia, tradimento. È proprio tutto questo e anche molto peggio se, in queste condizioni, persone muoiono schiacciate o stritolate o asfissiate dalle macchine: anche queste ultime non esisterebbero più, così magistralmente sostituite da mezzi di automazione indolori e in armonia con il creato.

Così tanto per elencarne “qualcuno”, gli ultimi di una lunga lista delle ultime settimane di persone morte (il termine “morte” non è quello giusto e ha un significato fuorviante), di operaie e operai mentre svolgevano la loro attività lavorativa: Salvatore Rabbito, schiacciato da una ruspa in retromarcia mentre stava contribuendo alla realizzazione della “Tibre”, la bretella che collega Parma e La Spezia con l’autostrada del Brennero; Layla El Harim, tagliuzzata da una fustellatrice nell’azienda Bombonette di Camposanto, a Modena; Luana D’Orazio, uccisa all’orditoio schiacciata mentre era intenta a lavorare a Oste di Montemurlo, in provincia di Prato; Bujar Hysa, schiacciato da un coil d’acciaio, lavoratore per conto di una ditta esterna nello stabilimento Marcegaglia, a Ravenna; Alessandro Brigo e Andrea Lusini, morti per asfissia in una vasca di un’azienda che produce mangimi, la DI.GI.MA di Villanterio, in provincia di Pavia. Un uomo d 36 anni di cui non si conoscono ancora le generalità è deceduto dopo essere precipitato da un’altezza di 8 metri in un’azienda di San paolo d’Argon, in provincia di Bergamo, metri all’interno della Toora Casting di via Mazzini, che produce componenti d’alluminio per auto. A San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, un operaio di 47 anni è morto dopo essere stato schiacciato da una lastra di calcestruzzo all’interno del cantiere in cui stava lavorando. Il diciottenne Simone Valli è precipitato ed è morto in un canalone, guardiacaccia neoassunto che risiedeva a Teglio con il padre Giacomo, operaio della Secam e sua madre Cecilia. I dati 2021 dell’Inail ci dicono che sono rimasti uccisi 185 persone sul lavoro in soli 3 mesi, una media di 2 morti al giorno. I numeri dei decessi di questi mesi raggiungono un altro primato: + 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche questi numeri sono drammaticamente reali.

La scuola di Bad Harzburg: management, nazismo e capitalismo – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un interessante articolo che parte dal testo di Johann Chapoutot, Nazismo e management. Liberi di obbedire, e traccia paralleli tra nazismo e management inteso come moderne metodologie di conduzione aziendale e, alla fine, sociale. Vi lascio ad alcuni corposi estratti, necessari a comprendere come molte delle metodologie naziste siano ancora vigenti, camuffate, rimodellate, rimodulate, ma sostanzialmente vive:

Johann Chapoutot, docente di storia contemporanea all’Università della Sorbonne Nouvelle – Paris III, studioso di storia tedesca della prima metà del Novecento, specialista della Germania di Weimar e del nazismo in particolare, è noto in Italia soprattutto per lavori quali Controllare e distruggere. Fascismo, nazismo e regimi autoritari in Europa (1918-1945), del 2013 e La legge del sangue. Pensare e agire da nazisti, del 2015, entrambi tradotti in italiano e pubblicati, rispettivamente nel 2015 e nel 2016, da Einaudi, così come il suo ultimo libro, Nazismo e management. Liberi di obbedire, uscito per Gallimard nel 2020.

In questo interessante volume, Chapoutot va alla ricerca delle eredità e delle persistenze del nazionalsocialismo che, in maniera più o meno sotterranea, hanno impresso un segno distintivo chiaro e riconoscibile sulla Germania postbellica e trova un caso di specie nella Akademie für Führungskräfte di Bad Harzburg, una scuola di management, fondata e diretta nel 1956 dal giurista Reinhard Höhn, che dopo una brillante carriera all’interno del regime – prima colonnello, nel 1939 e poi generale, nel 1944, delle SS – e superato un periodo di difficoltà immediatamente successivo alla fine del conflitto, beneficiò, come altri circa 800.000 suoi “ex camerati”, della grande amnistia del 1949 e si ritrovò nella condizioni di poter continuare il proprio lavoro di intellettuale e di esperto di diritto pubblico.
La scuola ebbe così tanto successo da riuscire a mettere a punto un vero e proprio modello di gestione della forza lavoro e di organizzazione aziendale, che va sotto il nome di metodo di Bad Harzburg e nel quale, per lo storico francese, è facile rinvenire una forte matrice nazista.

Nei dodici anni del Terzo Reich, il nazionalsocialismo sviluppò una cospicua riflessione su nuove forme di Menschenführung (termine tedesco corrispondente all’inglese management), che poi mise in pratica dietro la spinta delle esigenze e delle urgenze create dalla guerra e che, lasciate in eredità alla Repubblica federale e all’Occidente in generale, contribuirono all’elaborazione di modelli di management che si sono rivelati vincenti nella gestione aziendale della seconda metà del secolo scorso. La ricerca di Chapoutot, pertanto, segue l’indirizzo aperto da lavori quali quelli di Bauman, che rifletteva sulle relazioni tra la modernità e la Shoah, cogliendo nelle procedure e nelle logiche del funzionamento burocratico dello Stato moderno il motore dello sterminio; di Agamben, che pensa il lager come luogo paradigmatico del controllo sociale e della reificazione che contrassegnano la modernità; o più recentemente di Götz Aly, che legge l’Azione T4 come traduzione pratica di progetti manageriali di criminale gestione biopolitica della società.

Leggi il seguito di questo post »

Cultura della sorveglianza – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine alcune note sul “Capitalismo della sorveglianza”, un aspetto dello sfrenato liberismo che si è già, di fatto, sostituito agli Stati sovrani. Alcune note da cui traspare la preoccupazione per le modalità di controllo in vigore; un’ultima cosa: notate l’editore del testo, l’università Luiss, che pare proprio non curarsi del fatto che il contenuto del libro di David Lyon sia una pesante critica al Liberismo e quindi anche alla stessa Luiss, che invece mira a diffondere dati affinché si possa migliorare il controllo stesso.

La cultura della sorveglianza contemporanea parrebbe dunque caratterizzarsi, rispetto al passato, per una maggiore partecipazione attiva alla propria e all’altrui sorveglianza, in quest’ultimo caso occorre sottolineare che se si possono controllare agevolmente le vite altrui attraverso i social, ciò avviene anche perché i “controllati” fanno di tutto per permetterlo, ossessionati come sono dall’esibirsi sulla rete senza che ciò venga loro direttamente imposto, anche se è chiaro che i sistemi presenti sul mercato, come le piattaforme web, sono esplicitamente progettati per incoraggiare tutto ciò.

“Da una parte, il coinvolgimento dell’utente nei confronti di dispositivi e piattaforme come smartphone e Twitter crea dati usati nella sorveglianza delle organizzazioni. E dall’altra gli utenti stessi agiscono come sorveglianti quando controllano, seguono e danno valutazioni ad altri con i loro “like”, le loro “raccomandazioni” e altri criteri di valutazione. Quando lo fanno, non interagiscono solo con i loro contatti online, ma anche con modi subdoli in cui le piattaforme sono create per favorire particolari tipologie di interscambio”.

Circa la consapevolizza della sorveglianza occorre dire che se l’intreccio tra gli ambiti militari, statali e aziendali nelle pratiche di controllo si è palesato nettamente negli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, successivamente il dilagare dei social network ha piuttosto evidenziato un tipo di sorveglianza aziendale volta a estrarre valore dai dati personali. A rafforzare tra la popolazione la percezione del controllo diffuso è stata poi la diffusione nel 2013 da parte di Edward Snowden di documenti relativi a pratiche di sorveglianza telefonica e Internet di massa tra Stati Uniti e Unione europea.

Nonostante l’essere tracciati dalle corporation risulti secondo diverse ricerche tra le maggiori preoccupazioni degli statunitensi, ciò non sembra aver modificato granché la loro partecipazione alla grande macchina di raccolta dati; le stesse rilevazioni Snowden hanno sì generato indignazione e preoccupazione ma non hanno modificato in maniera sostanziale le abitudini dello “stare in rete” e dell’autoprofilazione via social. Come qualsiasi altra cultura, anche quella della sorveglianza si sviluppa in modalità diverse e, soprattutto, tende a trasformarsi rapidamente a maggior ragione in contesti di crescente liquidità sociale.

Per tratteggiare lo sviluppo della cultura della sorveglianza nel libro vengono riportati alcuni esempi di profilazione dei clienti da parte di catene come Tesco e Canadian Tire da cui si apprende che persino l’acquisto di feltrini da collocare sotto le sedie potrebbe influire sulla concessione di un presito. Altro ambito indagato è quello degli aeroporti ove gli individui sapendo di essere osservati modificano il proprio comportamento partecipando così al “teatro della sicurezza”; nell’approssimarsi ai controlli i passeggeri si atteggiano al fine di fornire un’immagine di sé affidabile e trasparente a maggior ragione se appartengono a “categorie” considerate a “rischio” (in cui si può rientrare anche soltanto per avere una determinata tonalità di pelle o per portare la barba).Dopo l’11 settembre negli Stati Uniti l’agenzia statale che sarebbe poi diventata la Homeland Security ha palesato tra le sue priorità quella di strutturare collaborazioni con le società private attive nella raccolta dati dei propri clienti per meglio individuare potenziali terroristi. Si potrebbe dunque essere fermati in aeroporto anche in base a qualche fantasiosa associazione prodotta da un algoritmo che riprende il monitoraggio relativo agli acquisti nei supermercati o ai termini inseriti in un motore di ricerca sul web.

Se non mancano atteggiamenti di resistenza o almeno di ritrosia alla sorveglianza, vi sono anche casi in cui questa viene adottata dai singoli ad esempio attraverso: la “condivisione” del tracciamento tramite GPS di “smartphone amici” (perlopiù in ambito famigliare); il controllo di conoscenti o vicini di casa attraverso le informazioni da loro caricate sui social; i baby monitor utilizzati per controllare la babysitter; i sistemi di telecamere degli allarmi anti-intrusione nelle abitazioni; il monitoraggio delle attività online dei figli attraverso software; più in generale tutti gli oggetti connessi a Internet. Secondo Lyon tutto ciò contribuisce a rafforzare la convinzione che la sorveglianza sia diventata parte di uno stile di vita, un modo con cui ci si rapporta al mondo.

A concorrere alla grande macchina della sorveglianza sono anche le “automobili senza guidatore” che non solo accumulano dati sugli itinerari e sulle abitudini dei passeggeri ma che, per interagire con essi, necessitano di conoscere numerosi dati che li riguardano, tenendo inoltre presente che tutte queste informazioni verranno sempre più messe in rete con quelle di altri utilizzatori al fine di gestire la viabilità urbana. Le stesse “smart cities” – sul modello che si sta sperimentando a Songdo, nei pressi di Seul in Corea del Sud – possono essere lette, suggerisce Lyon, come veri e propri incubatori della cultura della sorveglianza.

L’evoluzione psicosociale


In un mondo postpolitico, anche il welfare diventa postsociale.

Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo – Nuove uscite per la collana I Giganti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Tripletta d’uscita nella collana I GIGANTI di Kipple Officina Libraria, inauguriamo così la nuova stagione editoriale. Psiconauti dimensionali, raccolta dei tre romanzi di Sandro Battisti successivi al Premio Urania del 2014; Inframondi, la raccolta di romanzi del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo legati alla serie dei nerogatti; La sindrome di Kessler, raccolta di racconti del Premio Urania 2007 Giovanni De Matteo che completano il quadro immaginifico dell’autore già esplorato coi suoi romanzi.

Per Sandro Battisti tre romanzi diversi tra loro: il primo è Punico, una sorta di seguito del Premio Urania 2014 L’impero restaurato, in cui il protagonista è il leggendario generale cartaginese Annibale che affronta la discendenza, o forse l’origine, dell’odiata Roma; il secondo è Lisergico, un viaggio sciamanico tra le suggestioni ancestrali guidate dalla musica ipnotica e le visioni postumane di un futuro indissolubilmente legato al passato più remoto; chiude il cerchio, Marnie, un’indagine sui paradossi psichici generati dall’ibernazione: si è vivi, e quanto, nella stasi criogenica?
Sandro Battisti è uno degli iniziatori del connettivismo, è l’autore che indaga gli aspetti multimediali ed eterei dell’esistenza futura, soprattutto quella psichica, legandoli ai filamenti occulti della Storia.
L’introduzione del volume è del Premio Urania 2015 e musicista performer Lukha B. Kremo, mentre la copertina è della immaginifica Ksenja Laginja, artista grafica e autrice.

Per Lukha B. Kremo è l’occasione per proporre l’intero ciclo dei nerogatti raccolti in un unico volume; le sfumature di un mondo che appare ma non è, e le implicazioni politiche e sociali delle distorsioni di un tempo leggermente diverso da quello che canonicamente viviamo, ci aiutano a leggere in maniera critica il nostro reale, facendoci notare deformazioni che altrimenti non ravviseremmo e che, una volta trovate, aprono la nostra consapevolezza. Il sense of wonder dell’autore è il collante delle riflessioni, i dialoghi serrati e articolati aprono l’ennesimo mondo su cui affacciarsi e riflettere.
Inframondi è il primo romanzo italiano di cui è stata venduta una versione unica autografata in Pdf con NFT (Non Fungible Token). Messo all’asta il 20 giugno 2021 sulla piattaforma Opensea, è stato venduto per 0,01 Ethereum (circa 25 euro) il 19 luglio 2021.
Lukha B. Kremo è autore prolifico e vulcanico, musicista, editore e creatore politico di micronazioni.
In quest’avventura è introdotto da un altro grande autore del Fantastico italiano, Maico Morellini, mentre la psichedelica copertina, irriverente e sgorgata direttamente dalla risata cosmica che ha supportato le rivoluzioni internazionali degli anni ’60 e ’70, visionarie e profondamente surreali, è del Prof. Bad Trip.

Per Giovanni De Matteo ogni estensione del reale ha le caratteristiche taglienti di un’avventura nitida, eppure immersa in un prossimo futuro che ha già le fattezze del nostro presente, distopico e governato dalle logiche di Mercato. La connessione degli eventi, delle conoscenze e della cognitività del surreale attraverso gli oceani siderali come delle asfittiche metropoli cyberpunk, disegnano sulla Terra un unico ordine esistenziale in cui la sopravvivenza rasenta l’obbligo, la necessità irrinunciabile per raccontare ancora una volta e in modo nuovo le storture umane.
Giovanni De Matteo è uno degli iniziatori del connettivismo, l’autore che ha impresso al Movimento l’impianto ideologico e programmatico mostrando come la nuova stagione dell’umanità possa essere poetica e connessa alla tecnologia.
La prefazione del volume è di Linda De Santi mentre la copertina, proveniente da universi distopici e post-cyberpunk, è dell’illustratore di Urania Franco Brambilla.

La collana I Giganti è dedicata ai libri di grande formato con copertina rigida per preziosi volumi da collezionare, ordinabile su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

LE QUARTE

Sandro Battisti | Psiconauti dimensionali
Il Nuovo Impero Connettivo guidato da Sillax è in piena decadenza. Le logiche iperliberiste ormai regolano l’economia dei postumani e l’Impero si trova ad affrontare un nuovo pericolo incarnato da Annibale, che mostra tutta la propria fierezza di genio condottiero.
Ludwig Escher è un postumano bicentenario, un ricercatore psichico che passa il tempo in una felice e continua escursione nei territori mentali che normalmente i suoi simili non frequentano.
Marnie è colpita da un infarto. I danni riportati comportano, come unica soluzione, l’ibernazione. Il suo amante rimane impigliato nelle maglie emozionali dei ricordi della loro vita e del dispiacere per la sua condizione clinica.
Dal Premio Urania 2014 tre nuovi indimenticabili romanzi, tre viaggi emozionali e psichici in cui i personaggi sono alla spasmodica ricerca dell’eterno, dell’assoluto, dell’ineffabile, di ciò che può essere soltanto “assaggiato” dalla mera comprensione umana; scienza e tecnologia che – nelle parole di Arthur C. Clarke – sono indistinguibili dalla magia.

Lukha B. Kremo | Inframondi

Il dittatore di una micronazione, una maestra spirituale e un musicista raccoglitore di spazzatura si dirigono, senza saperne il motivo, verso un’eruzione vulcanica accompagnata da strani fenomeni fisici.
È l’inizio di una saga che porterà tutti a scoprire l’esistenza degli “inframondi”, mondi paralleli che hanno caratteristiche molto particolari, realtà-specchio di universi simili al nostro che, però, hanno preso vie diverse.
A fare da strani connettori ci sono i nerogatti, l’evoluzione di una specie felina, che appaiono come i controllori del tutto.
Dal Premio Urania 2015 un’indimenticabile trilogia che miscela fisica quantistica, criptoeconomia, storie d’amore, fantapolitica, connessioni e riflessi spirituali con un nuovo senso di predestinazione.

Giovanni De Matteo | La sindrome di Kessler
Le storie di questa raccolta ci parlano di eroi ed eroine solitari, high-tech e bassifondi, di connessioni, zone e interzone, di mega-corporazioni, innesti neurali, esplorazioni spaziali e rocamboleschi viaggi nel tempo, di ricordi che forse sono veri o chissà, falsi.
Spesso, al centro delle vicende vivono personaggi e situazioni al limite della realtà. Organizzazioni strutturate o eventi catapultati fuori dal reale rendono le esperienze vissute bizzarrie da raccontare in cui, sempre, c’è un’idea potente di una nuova umanità che prende il sopravvento.
Questo libro raccoglie una selezione delle opere di Giovanni De Matteo, Premio Urania 2007, scritte tra il 2005 e il 2020. Vogliamo offrire ai lettori un volume rappresentativo della sua narrativa che traccia traiettorie sconosciute, poste ai confini estremi della fantascienza e spesso oltre.

GLI AUTORI

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente nei romanzi PtaxGhu6 (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e Olonomico (2012).
Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’Impero restaurato; è curatore dell’antologia di strano weird La prima frontiera (2019).
Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com/.

Lukha B. Kremo (al secolo Gianluca Cremoni Baroncini), è Premio Urania 2015 con il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli, pubblicato nel 2016 (vincitore anche del Premio Cassiopea e del Premio della critica Vegetti), e Premio Robot 2018 con Invertito (pubblicato nell’omonima rivista). È noto ai lettori della fantascienza e del fantastico sia come autore che come editore e creatore del Premio Kipple. Entrambi i brani premiati affrontano tematiche sociali come l’ecologia, il transgender, il controllo dell’emigrazione e alcune riflessioni cosmologiche. Il suo primo romanzo è Il Grande Tritacarne. Con i romanzi Gli occhi dell’anti-Dio e Trans-Human Express risulta finalista al Premio Urania nel 2007 e nel 2009. Ha pubblicato un centinaio di racconti tra antologie, riviste e fanzine, tra cui L’incanto di Bambola, Casa dolce casa e Il gatto di Schrödinger, che nel dicembre 2011 è stato 1° nella classifica generale degli eBook su Amazon.it per una settimana. Nel 2014 i migliori racconti sono stati raccolti nell’antologia L’abisso di Coriolis. Ha fondato la Kipple Officina Libraria ed è condirettore della collana di letteratura fantastica Avatar. Prende parte al movimento del Connettivismo nel 2005 un anno dopo la nascita del movimento. A livello non professionale prende parte alla mail-art con il progetto della Nazione Oscura Caotica, la simulazione di una micronazione sovrana e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica sperimentale con lo pseudonimo di Krell. Dopo aver vissuto molti anni a Milano, in Nigeria, ad Abu Dhabi, a Torriglia (provincia di Genova) e a Gran Canaria, oggi vive a Livorno.

Giovanni De Matteo (1981) è tra gli iniziatori del connettivismo. Autore di articoli e racconti, i suoi scritti escono sulle pagine di riviste di settore e non, in antologie e in e-book. Ha curato diverse antologie: con Marco Zolin l’antologia-manifesto dei connettivisti Supernova Express (Ferrara Edizioni, 2007); con Sandro Battisti Nuove Eterotopie (Delos Digital, 2017); e per Kipple Next-Stream: oltre il confine dei generi con Sandro Battisti e Lukha B. Kremo (2015) e Cronache dell’Armageddon. 20 autori per Alan D. Altieri con Alessio Lazzati (2020).
Ha vinto il Premio Robot nel 2005 con il racconto Viaggio ai confini della notte e il Premio Urania nel 2007 con il romanzo Sezione π2 (Urania Mondadori, 2007), a cui sono seguiti Corpi spenti (Urania Mondadori, 2014) e Karma City Blues (Delos Digital, 2018). Ha inoltre pubblicato i romanzi brevi YouWorld (Delos Digital, 2018), scritto a quattro mani con Lanfranco Fabriani, e Terminal Shock (Cento Autori, 2020), e in e-book i racconti Riti di passaggio (Future Fiction, 2014), Il lungo ritorno di Grigorij Volkolak (Delos Digital, 2014) e Sulle ali della notte (Delos Digital, 2014).
Cura il webmagazine www.next-station.org con Salvatore Proietti. Il suo blog è http://holonomikon.wordpress.com.

LA COLLANA

I Giganti è la collana dedicata ai libri di grande formato, tra SciFi, Horror e Fantastico in ogni sua estensione, rilegati con copertina rigida in preziosi volumi da collezionare. Romanzi, antologie di racconti o saggi da possedere, sfogliare e leggere.

Sandro Battisti | Psiconauti dimensionali
Copertina di Ksenja Laginja
Introduzione di Lukha B. Kremo

Kipple Officina Libraria
Collana I Giganti (Vol.3) — Formato cartaceo — Pag. 380 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-48-4

Link

Lukha B. Kremo | Inframondi
Copertina di Prof. Bad Trip
Introduzione di Maico Morellini

Kipple Officina Libraria
Collana I Giganti (Vol.4) — Formato cartaceo — Pag. 580 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-50-7

Link

Giovanni De Matteo | La sindrome di Kessler
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Linda De Santi

Kipple Officina Libraria
Collana I Giganti (Vol.5) — Formato cartaceo — Pag. 580 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-51-4

Link

Il Rifugio dei Peccatori: Vita da pulp – Il silenzio che uccide


Sul blog di Andrea Carlo Cappi un ricordo accorato di Stefano Di Marino, che diventa un preciso atto di accusa contro il sistema editoriale italiano e, più analiticamente, di tutto un sistema di (non) fare arte, la più alta possibile, che predilige il business e non la cultura. Un pezzo lucidissimo di Cappi, che va letto con l’amaro in bocca fino in fondo.
Se guardate bene il panorama editoriale di genere italiano non potete non accorgervi di come gli scaffali siano pieni di titoli insulsi, scritti da autori insulsi che non hanno nulla da dire, la cui vertigine artistica è pari a uno starnuto. Siamo circondati dal nulla, i contenuti proposti da moltissime case editrici sono sempre più desolanti, e la speranza di leggere qualcosa di davvero interessante e creativo è sempre più fievole: il coraggio di tentare è soppresso dal bilancio.
Stefano è morto “anche” per questi motivi.

Scrivo queste righe alle 7.30 del mattino del 10 agosto 2021. Quattro giorni fa a quest’ora il massimo esponente italiano della narrativa pulp si era appena tolto la vita. È stata una delle rare volte che i giornali (online, quantomeno) hanno parlato di lui, e nemmeno tanto. Oggi qui lo chiamerò con iI suo soprannome abituale, “il Prof”. In questi giorni ho scritto vari articoli per ricordarlo, ma stavolta vorrei fare un discorso più ampio e qualche chiarimento.
All’inizio dell’estate, su Facebook, il Prof accennò con riserbo a “problemi personali”. Visto ciò che scriveva, potreste immaginarlo braccato da picchiatori di Las Vegas o sicari di Hong Kong. O che avesse un male incurabile, o gli stessi problemi di Amy Winehouse; no, stava bene, era un salutista, conduceva una vita senza eccessi. Ha avuto solo il destino di un figlio unico con genitori in età avanzata; nel suo caso, tutto in una volta, con dispiaceri, stress, problemi burocratici ed emergenze finanziarie… che a loro volta procurano altro stress: un autore pulp, per quanto di successo, non nuota nell’oro.
In un certo senso, questo è parte del problema, ma non solo per questioni economiche. Lo sappiamo, il mercato italiano è quel che è. Gli editori onesti in certe collane possono pagare poco (anche se in altre collane a volte sprecano soldi per presunti, inutili bestseller”… quante ne abbiamo viste, lui e io); gli editori piccoli non possono quasi pagare se non a lunghissimo termine, ma sono gli unici a pubblicare certi libri che ci interessa scrivere; le uscite in ebook rendono pochissimo; e a volte capitano anche gli editori disonesti.
Un autore come il Prof, in grado di produrre parecchi romanzi e saggi ogni anno e spaziare tra generi e tematiche, andrebbe considerato un’eccellenza italiana”. I suoi libri dovrebbero essere sempre in catalogo, anche perché chi lo scopre poi vuole leggere tutto di lui. Senonché i titoli che escono in edicola – e solo perché in Italia esistono e resistono i periodici di narrativa di genere – sono disponibili per uno o due mesi; vendono in quel periodo più di molti romanzi di altri autori in libreria, poi sono acquistabili solo in ebook. Quanto ai titoli da piccoli editori, con minori distribuzione e visibilità, sono più difficili da reperire.
Posso capire che parecchie uscite sotto pseudonimo in una collana da edicola non siano più una “notizia”, se non perché una serie made in Italy continua ad avere successo dopo oltre venticinque anni e più di cento episodi; non è cosa da poco. Ma, almeno quando lo stesso autore pubblica altrove un thriller di tipo diverso o un saggio particolarmente interessante e documentato… be’, forse i media dovrebbero parlarne.
Invece è l’esatto contrario: si direbbe che tutti si siano messi d’accordo per tacere. D’altra parte, se in Italia si sapesse che il Prof pubblica libri che vendono migliaia di copie in poche settimane, gli italiani comincerebbero a leggere solo lui. Ecco dunque le sottili campagne di odio. Un anonimo sui bookshop online mette un giudizio di una sola stella su ogni suo libro, per abbassare la media dei voti dei lettori. Qualcuno dice a un editore: «Perché lo pubblichi? Non sai che…» cominciando a diffondere voci confuse ma diffamatorie.
A tutto questo, come dico spesso, si aggiunge che, se un autore proviene dalla gavetta e dall’edicola, è discriminato anche quando pubblica in libreria un volume rilegato per una grossa casa editrice, il che pesa su promozione, prenotazioni, distribuzione e vendite. Vi faccio un esempio. Nel 1996 uscì da Sperling & Kupfer I sette sentieri dell’Alleanza, firmato senza pseudonimi: è un romanzo appassionante, che anticipa di sette anni e schiaccia per superiorità e originalità il mediocre, scopiazzato Il codice Da Vinci. Avrete sentito parlare tutti del secondo, ma non del primo.
Provate a mettervi nei panni di un narratore per cui la scrittura è tutto nella vita, adorato dai suoi lettori ma ignorato e disprezzato da una società che cerca di farlo dimenticare in vita, di disperdere il suo pubblico, di soffocarlo, neanche fosse il peggiore dei delinquenti. Punito per essere troppo bravo. E immaginate, mentre combatte ogni giorno nella trincea dell’editoria, che si trovi soverchiato da altri problemi che gli sembrano insormontabili. Si è detto suicidio, ma non è esatto. È stato il silenzio a ucciderlo.

Addio a Stefano Di Marino | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine il ricordo di Emanuele Manco a Stefano Di Marino, con un editoriale che mi trova concorde su tutto. Eccolo qui sotto:

Ieri mattina come una sberla è arrivata dai social la notizia della morte dello scrittore italiano Stefano Di Marino. Si è lanciato nel vuoto alle 7:30 di ieri, dal balcone della sua casa a Milano, nel quartiere della Maggiolina, lasciando un biglietto con le motivazioni del suo gesto.

Esprimendo il mio cordoglio e la vicinanza ai suoi amici e familiari, voglio ricordare quanto Di Marino fosse “uno dei nostri”. Uno scrittore, lettore, spettatore di quella cosa brutta che gli intellettuali paludati chiamano “genere”. Thriller, spionaggio, fantascienza, fantasy, etc. etc. Una volta a un incontro mi disse che uno suo progetto personale fosse di scrivere almeno un racconto di ogni genere letterario conosciuto.
L’ho incrociato spesso in questa specie di famiglia allargata dell’editoria. Convention, presentazioni, eventi. Non potevo dirmi amico, ma di certo abbiamo parlato cordialmente tante volte. Ho sempre letto con piacere i suoi racconti, romanzi e saggi. Testimonianze di una professionalità che ho sempre considerato esemplare. Uno dei pochi professionisti veri tra noi dilettanti. Un costruttore di storie che non conosceva la pagina bianca, il cui “segreto” era quello più semplice di tutti: scrivere, scrivere, scrivere, una parola dietro l’altra. Una prolificità che lo ha reso la colonna portante di Segretissimo, con il Professionista, scritto con pseudonimo Stephen Gunn, ma anche con altre serie e altre firme, anche la sua ovviamente. Per Delos ha scritto un bel libro, Scrivere da Professionista, dove racconta il suo mestiere con umiltà, ma anche tanti racconti in ebook. Ha scritto anche romanzi fantasy, pubblicati da Urania, I predatori di Gondwana, con il suo nome, e  L’ultima imperatrice, con lo pseudonimo Jordan Wong Lee.

Al di là di tutto, dispiace che si sia perso un vero e misconosciuto gigante della nostra editoria. Un’autentica macchina da storie, frutto di un duro lavoro che però non gli è valsa la fama che avrebbe meritato, perché dedicato a letteratura considerata “povera”. Ad avercene avuti scrittori capaci come lui di non mancare una scadenza, e con la sua efficacia narrativa.

Ecco. La protervia della narrazione mainstream, con le sue pretese impossibili di verità e realtà, è tutta nell’articolo di Emanuele, che sottolinea come i potentati culturali di questo scorcio di mondo e tempo siano ormai in combutta con quelli economici, capaci quest’ultimi di dettare le loro linee editoriali rivolte al semplice, all’immediato, al se ci metto più di tre righe per esporre il concept allora non va bene, perché poi la pubblicità non attecchisce e i dividendi trimestrali agli azionisti non saranno in crescita.
Questo è il triste corollario di un mondo avvitato su se stesso, dall’orizzonte a tre mesi, che sta agonizzando sotto i colpi di un virus creato dalle sue stesse condizioni di mercato. Stefano è stato cantore e vittima di tutto ciò, forse alla fine più vittima; ora che tutto di lui è finito rimarranno, si spera a lungo, le sue opere.

Mi spiace profondamente per la sua morte…

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

listen to the tales as we all rationalize

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Gallerie da Vinci

Paesaggi dell'Anima

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: