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Xpo Ferens, il nuovo incubo di Alessandro Forlani | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo breve di Alessandro Forlani, in uscita per AcheronBooks. Interessante la sinossi, e conoscendo la maestria di Alessandro nello scrivere, sono molto intrigato dall’opera.

Il giovane Cristoforo Colombo e suo fratello Bartolomeo, mercanti e navigatori, a seguito di un attacco di pirati saraceni raggiungono una strana isola dove rinvengono la mappa di un continente sconosciuto, situato al di là dell’Oceano Atlantico.
I due fratelli decidono quindi di partire alla scoperta del misterioso continente. Braccato dall’Inquisizione, e alla guida di un bizzarro manipolo di marinai provenienti da mezzo mondo, Cristoforo Colombo troverà il sostegno del più pericoloso armatore che si possa immaginare, e che sembra molto interessato alla meta finale: Abdul Alhazred, l’Arabo Pazzo…

Divagazioni aliene – Leggo Quando Voglio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su LeggoQuandoVoglio è stata pubblicata una bella recensione ai racconti vincitori del Premio ShortKipple 2016, raccolti nel volume in ebook Divagazioni aliene. La recensione è articolata su tutti e tre i racconti, e vale la pena inserire integralmente la parte più significativa della critica:

Il mistero del tuo corpo (Federica Leonardi)

Questo racconto sancisce l’inizio della raccolta e, da subito, si distingue . La parola che mi è venuta in mente immediatamente è Weird perché tutto (stile, trama, personaggi) mi ha rimandata ai pochi racconti del genere che conosco. Lo stile dell’autrice è forte e ti colpisce. Si nota molto la ricerca delle parole giuste che diano non solo il significato ma anche il suono giusto a ciò che si sta leggendo. La trama è altrettanto strana e di non immediata comprensione, almeno per me. Diversa ed originale, lascia molto spazio all’immaginazione. I personaggi li conosciamo e al tempo stesso non sappiamo chi sono, sentiamo i loro sentimenti ma capiamo anche che c’è qualcosa di non detto che ci fa essere diversi da loro. Il mio ritmo di lettura è stato lento perché davanti a questo tipo di letture tendo anche a ritornare indietro rileggendo dei frammenti, che letti con il senno di poi acquistano maggior valore. Si tratta di qualcosa di fuori dalla norma in quasi tutti i suoi aspetti, può piacere o non piacere ma difficilmente può lasciare indifferenti.

Nostra Signora Eternità (Alessandro Schillaci)

In questo caso si entra subito nel racconto, senza alcun problema. Si comprende subito di essere in una realtà diversa da quella odierna. Lo stile dell’autore è un giusto connubio tra semplicità e terminologia fantascientifica, rendendoci partecipi della quotidianità insita nel racconto. La trama, intesa come storia vera e propria, impiega del tempo prima di estrinsecarsi. Inizialmente la lettura è piacevole ma non si sa dove, effettivamente, il racconto voglia focalizzarsi. Successivamente si capisce e si comprende anche il perché di questa scelta strutturale. Qui è il protagonista ad essere interiorizzato maggiormente, come nel racconto precedente, l’autore non svela troppo, mantenendo un’aura di mistero che poi verrà, però, definita alla fine della lettura. Anche in questo caso il ritmo non è tra i più veloci, perché come ho detto, si capisce tutto solo successivamente. L’ho trovato un racconto più classico, probabilmente frutto di numerose letture del genere. Più canonico e semplice da apprezzare, ottima la capacità di descrivere la realtà del mondo descritto.

Parole di pioggia (Gabriele Valenza)

L’unico dei tre autori che già conoscevo. Sorprendenti i suoi miglioramenti nella scrittura in brevissimo tempo, ma non solo. Lo stile dell’autore è infatti in miglioramento continuo. In questo racconto l’ho trovato ottimo e molto confacente al genere fantascientifico. La trama è, a sua volta, sorprendente: nuova anche per chi come me di letture ne ha fatte molte e anche molto interessante. Unica pecca? Avrei preferito un romanzo, e ciò succede solo quando apprezzo davvero il racconto. Il protagonista è colui in cui riusciamo ad immedesimarci maggiormente, nonostante si tratti di un racconto e non di una storia più lunga. In questo modo viviamo in prima persona la storia, come se fossimo lui. In questo caso il ritmo è stato più veloce perché ero molto intrigata dal “cosa succede poi”. È il racconto che, personalmente, ho preferito perché, come in altri scritti, Valenza non solo ci intrattiene con il suo racconto, ma ci pone un argomento di riflessione interessante.

Consiglio questa raccolta perché contiene tre letture.

Vi ricordiamo i dati salienti dell’opera:

Federica Leonardi, Alessandro Schillaci e Gabriele Valenza | Divagazioni Aliene – Racconti vincitori dello Short Kipple 2016
Copertina di Bestdesign

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 51 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-73-8

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Due nuove uscite per Nero Press, questa volta il terrore viene dall’acqua | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di due uscite per NeroPress, che riguardano alcuni dei più bravi scrittori di Horror – e non solo – italiani. Parliamo di Daniele Picciuti, Danilo Arona, Angelo Maranzana e Luigi Milani. Un estratto dalla segnalazione:

I racconti del sangue e dell’acqua di Daniele Picciuti

Sinossi: Tredici racconti ambientati nella misteriosa Italia che si alimentano delle leggende e delle storie più care alle nostre tradizioni. Narrazioni sospese tra realtà e incubo, suddivise in due cicli. Il primo, il ciclo del sangue – che è linfa vitale dell’uomo e di ogni creatura animale – aggressivo e violento, omaggia Clive Barker. Il secondo, il ciclo dell’acqua – che è fonte primaria di ogni forma di vita sulla Terra – indaga le paure umane, esplora il baratro della follia, arrivando a ricordare H.P. Lovecraft.  Il libro, pubblicato in passato per altro editore, ora esce con una nuova edizione impreziosita dalle bellissime illustrazioni di Roberta Guardascione, capaci di far “vivere” le situazioni più suggestive. Lasciati trascinare da Daniele Picciuti per l’Italia, tra misteri, leggende e orrori.

Solo il mare intorno di Danilo Arona, Luigi Milani e Angelo Marenzana

Sinossi: Il libro racchiude tre lunghi racconti a tema horror marino basati su leggende e miti antichi. Si tratta di Croatoan Sound di Danilo Arona, Piedra Colorada di Angelo Marenzana e L’isola senza morte di Luigi Milani, già usciti in digitale nella collana Insonnia. Per chi si fosse perso questi tre ottimi lavori, è l’occasione di averli tutti e tre in un colpo solo, con l’ottima prefazione di Giulio Leoni.

Bibbia d’Asfalto numero 8 esce per Kipple Officina Libraria | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi l’ottavo numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, la rivista aperiodica di poesia e narrativa che da oggi potrete leggere e acquistare su www.kipple.it e nelle principali librerie online. Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l’asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce come una fenice, qui, ora – dopo una lunga pausa di riflessione sulla scia del dibattito sulle riviste letterarie – come atto di volontà da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l’asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

> La copertina è di Ksenja Laginja

Dall’editoriale

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto ad una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi.
Inutile ricordare ai sacerdoti che ne officiano le esequie che è lì, sulle riviste, che da un paio di centinaia d’anni si fa quella cosa che tutti chiamiamo letteratura. Ricordar loro Edgar Allan Poe (le riviste sono “l’artiglieria leggera dell’intelletto”) e il Philadelphia Saturday Courier, Dumas, Dostoevskij, Buzzati, Calvino, Jack London, Bulgakov e tutti gli altri venuti alla luce in quel vivaio che sono state le pagine delle riviste letterarie. La sentenza non cambia: la rivista non paga e non vende, tutt’al più può essere uno strumento di pubblicità, distribuito gratuitamente in libreria per invogliare i lettori all’acquisto di prodotti diversi, una specie di volantino con le offerte della settimana come al discount. Oppure qualcosa che deve sciogliersi e farsi sostituire dal blog letterario di turno, che ne sarebbe la versione due punto zero.
Si sarebbe tentati di credere a questi signori, tale è la convinzione con cui sostengono il loro punto di vista. Poi ci si guarda attorno e si scopre che le riviste letterarie solo in Italia sono oltre un centinaio e che il numero aumenta di molto se si includono quelle esclusivamente online. Che i blog e le riviste non sono la stessa cosa, minimamente, e che tantissimi si ostinano ancora a gettare il loro tempo, la propria reputazione e i propri sforzi nella fondazione e nel mantenimento di riviste letterarie.
Certo, è vero che il numero non è di per sé la dimostrazione del valore e dell’utilità del contributo che le riviste forniscono alla cultura letteraria, ma è altrettanto vero che quando un fenomeno si afferma e resiste nonostante non sia vincente dal punto di vista commerciale qualche domanda diventa obbligatoria.
Non sarà ad esempio, ci si potrebbe chiedere, che la rivista possa ancora rappresentare il palcoscenico di una letteratura viva, la serra, la coltivazione di talenti che non vi compaiono per la loro probabilità di vendere ma solo per il loro valore intrinseco e per quello testimoniale delle tendenze attuali? Che la rivista stia al mondo della letteratura come i garage e i locali underground stanno alla musica leggera, unici luoghi in cui si può respirare un’aria non infettata dal denaro delle major, ambienti tra i pochi in cui esiste la possibilità di incontrare qualche novità, qualche talento che non sia artificiale, pompato dalla luce artefatta dei talent? Che le polemiche, i conflitti, le discussioni che accompagnano la loro nascita e la loro gestazione non siano di fatto la cosa più “moderna” che esista e assomiglino molto a quello che solitamente si chiama humus culturale, ricchezza, vivacità? Che quando è fatta bene, quando cioè non è solo vetrina e antologia fine a sé stessa ma segue un’idea, un criterio, possa diventare un’incubatrice, una sala parto “esemplare”?
Sono domande forse non nuove a cui nel tempo sono state date molte risposte ma che divengono particolarmente attuali per noi oggi, nel momento in cui presentiamo ai lettori l’ottavo numero di “Bibbia d’Asfalto”.
Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui rinasca.
Se questo è avvenuto è stato grazie ad una riflessione profonda e ad un atto di volontà.
La riflessione ci ha costretto a ripeterci lo scopo e il senso del nostro impegno in questa impresa: l’amore per il bello e la speranza caparbia e perfino ostinata che ci spinge a cercarlo ovunque, anche e soprattutto dove non ci si aspetterebbe di trovarlo, nelle crepe dell’asfalto. Roba che non si fa certo spaventare dalle scarse speranze di fama e di guadagni.
L’atto di volontà è consistito nel non lasciarci abbattere dal venir meno di alcuni punti fermi che erano con noi sin dall’inizio della nostra storia, vecchi amici, collaboratori. Raccogliere le forze e andare avanti egualmente ha reso tutta la redazione più coesa e ci ha rassicurato sulla forza delle nostre motivazioni.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.
Il nostro sincero grazie all’editore Kipple il cui coraggio ha reso possibile tutto questo e un augurio di buona lettura da tutta la redazione.

La quarta

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto ad una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi.
Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui rinasca.
Se questo è avvenuto è stato grazie ad una riflessione profonda e ad un atto di volontà.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.

AA.VV., Bibbia d’Asfalto n.8
Copertina: di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Pag. 79 – 0.95€
Formato ePub e Mobi

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Fisica e Poesia: Sandro Battisti – Meteo Web


Alcune segnalazioni riguardo il mio Stateless. Su MeteoWeb.

The Quantum Mechanic | Emanuele Manco


Disponibile su Amazon la traduzione de Il meccanico quantistico, di Emanuele “Manex” Manco. Dalla quarta in inglese:

The adventures of Giac, the quantum mechanic, repairing cars with Schrödinger’s cats and tackling the apparent contradictions of a chaotic universe.

In uscita Stateless, un estratto di sei mesi emozionali presi da HyperHouse


Sta uscendo un po’ ovunque – a cominciare da Amazon – il mio Stateless, un estratto di pensieri molto emozionali apparsi su questo blog nel periodo compreso tra marzo e settembre 2016. È stato un momento, quello, davvero particolare della mia vita, cambiamenti che hanno innescato una creatività inedita per me, più di mezzo migliaio di cartelle trasformatesi in deliri connettivi e trascendenze psico_siderali_sciamaniche e in tutto ciò, il contenuto di Stateless ha definito una parte importante della mia anima dell’anno scorso, è stato il modo con cui ho scaricato le mie tensioni interiori prima di trasformarle in versi, racconti e romanzi. Se vi va, buttateci un occhio con un piccolo esborso, cosa di cui vi sarò eternamente grato. Grazie a voi e grazie infinite a Roberto Guerra dell’Asino Rosso, che ha creduto fin da subito in quest’operazione emozionale, dandole poi la forma definitiva.

“Microversi da un Avatar quantico”. Più noto come esponente di spicco della nuova fantascienza italiana cosiddetta Connettivista, diverse pubblicazioni rilevanti, già Premio Urania Mondadori, Sandro Battisti presenta ora nanosperimentazioni linguistiche e semplicemente sorprendenti. Anche, infatti, blogger creativo (scrive anche su Fantascienza.com) nel suo personal universo parallelo nella Rete, oltre a cartografare puntualmente il divenire della science fiction contemporanea, da tempo innesta parole diversamente poetiche compresse come un microchip quantico. In una manciata letterale di versi dilatati come coriandoli lanciati nello spazio, la parola esita come in assenza di gravità, sembrano messaggi criptati di una specie aliena inviati sulla Terra con password prossime alla pubblicità d’avanguardia ancora non creata oppure a ideogrammi Zen o geroglifici o persino Haiku d’Oriente.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

“Non so niente della coscienza”, disse Suzuki. ” Io cerco solo d’insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli”.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

Dungeons&Dragons

La storia di Esma cirith

mondo dolce

Food Lover.

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

La Biblionauta

Chiacchiere sui libri e altre amenità

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di politica ed economia, europea e internazionale, attraverso un'ottica globale dei fenomeni della società

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La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

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