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Ritorno al mondo dei Nerogatti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di Morgànt dei nerogatti, seconda puntata, per DelosBooks, della trilogia sui Nerogatti dell’editore di KippleOfficinaLibraria e Premio Urania 2015, Lukha B. Kremo. La sinossi:

C’è una quinta dimensione oltre quelle che l’uomo conosce. E una sesta, e una settima, fino a undici. Sono dimensioni arrotolate nelle brane dell’infinitesimale, senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità. È in queste dimensioni che esistono gli inframondi, universi simili al nostro ma diversi.

Quando sopra al vulcano Makar cominciano a verificarsi anomalie simili a quelle che avevamo conosciuto nel precedente romanzo, I nerogatti di Sodw, si teme che sia in corso una nuova invasione dall’inframondo. Ma questa volta più cauta, più infida. E allora è chiaro che c’è un solo modo per fermarla e soprattutto per sventare ulteriori tentativi: andare alla radice del male. Inviare una spedizione nell’inframondo stesso.

Kipple presenta il Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Recensione a Nella luce, di Francesca Fichera, Premio Short Kipple 2015 | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Su Karalafayette è uscita una bella recensione a Nella luce, il racconto vincitore del Premio Short Kipple 2015, scritto dalla brava Francesca Fichera. Un estratto dalla rece:

Nella Luce è un racconto di fantascienza scritto da Francesca Fichera, ha vinto il premio Short Kipple 2015 e, se anche non avesse vinto niente, l’importante è non farselo sfuggire. In un quarto d’ora di tempo Francesca ci conduce nello sgretolamento interiore ed esteriore della protagonista. L’apocalisse ha il rumore delle nuvole che cadono dal cielo, nuvole che vanno e vengono, se raggiungono il suolo diventano nebbia e non è possibile vedere più nulla. Solo l’ignoto, privo di colori. Puoi affidarti al tatto, sentire la mano delle persone care che, insieme a te, cercano di raggiungere il luogo migliore per sparire. Sì, perché con le nuvole è precipitata anche la realtà, che possiamo continuamente negare e combattere, fingendo che non esista, ma a un certo punto non ci rimane che farcene una ragione. Non è una resa, ma un modo dignitoso di accettare le cose. Non fa meno male, anzi, il dolore è insopportabile. Ma, se dovesse finire il mondo, lottereste nel buio contro i mulini a vento? Non preferireste annusare l’odore del mare o sentire il rumore delle onde che si infrangono?

Le nuvole che precipitano sulla terra, esauste, non sembra l’inizio di qualcosa di terribile, piuttosto l’inesorabile conseguenza di uno sfacelo preesistente. La protagonista cerca le persone che ama prima della pioggia di nuvole, l’orrore c’era prima, c’è ora e sta per finire.

Nessuno potrà dire che almeno non ci abbiamo provato, dice Dan Miller nella scena finale di The Mist (film tratto dall’omonimo racconto di Stephen King). Questo avviene anche per i personaggi di Francesca. Ci hanno provato, è ora di andare.

Un racconto breve, intenso, doloroso e scritto davvero benissimo. Non sappiamo cosa sia davvero accaduto al mondo, a queste persone, non possiamo essere nemmeno certi di come sia andata a finire. Quello che so è che in una manciata di minuti ho sentito una morsa allo stomaco. E per sortire questo effetto, con un racconto così breve, bisogna essere brave. Bisogna saper scrivere.

La copertina, secondo me molto azzeccata, è opera dell’illustratrice Ksenja Laginja.

Dal post di presentazione dell’opera:

Sinossi

Gli eventi catastrofici, spesso e volentieri, innescano forti sentimenti di vicinanza e quando un evento atmosferico si abbatte con violenza sull’esistenza della protagonista, ci si trova a riflettere sul senso di ogni cosa e desiderare accanto coloro che, più di tutti, hanno resistito alla tempesta. Cosa accadrà al passaggio del fortunale? Una vita, le sue moltitudini di incontri e un percorso dal retrogusto amaro, immerso nella profondità del sogno, ci accompagnerà in questo viaggio “nella luce”.

Francesca Fichera | Nella luce
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 13 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-30-1

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Kipple presenta “Una lettera da Dio”, raccolta di racconti di Ian Watson e Roberto Quaglia | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

KippleOfficinaLibraria presenta un’esclusiva raccolta di racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia, due degli scrittori più particolari presenti sulla scena internazionale della SF. coverIl titolo è emblematico e dissacrante: Una lettera da Dio, e lascia aperta la porta a un uso strategico della razionalità e dello humour, piccole e bellissime perle di narrativa adatte a lasciar libero il pensiero.

Sinossi

Tre racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia che definiscono i contorni del potere divino, del Dio che tanto ispira artisti e uomini comuni nel loro vivere quotidiano e che può essere letto, invece, come un’enorme errore di comprensione, perché Dio è umano, ma parecchio umano, commette i suoi stessi errori e possiede una cupidigia anche maggiore. L’ironia è l’arma scelta per districare il groviglio ideologico e mistico che può essere dietro a tutto il pensiero divino, risulta meglio di una benedizione e di un dogma.

Estratto

Così, alla fine, mi svegliai e vidi il mio universo. Capii subito che qualcosa non era andato per il verso giusto… Non dovrei potervi dire questo. Non dovrebbe esistere un semplice, singolo “io” con cui possa comunicare con voi. Dovremmo indossare una miriade di volti. Dovremmo essere i Molti-in-uno, di cui ogni specie cosciente nell’universo è soltanto il riflesso più frammentario – un singolo attributo del nostro alto sé, che è oltre il sé.
Invece, mi sono risvegliato in un’individualità dell’essere che è di gran lunga inferiore a quell’Alta Assenza di Sé. Mi sono reso conto di essermi incarnato al di fuori del mio io dormiente abbastanza di recente, in un singolo punto dello spaziotempo. È stato lo strappo di quell’incarnazione – quel fastidio di una parte di me stesso fuori da me stesso, per un momento in una forma determinata – è stato quello, abbinato a qualcosa di acquoso e oceanico, che mi ha svegliato un momento cosmico più tardi. Come il rumore del passo di un intruso in una stanza da letto buia.
La stanza non era completamente buia, ovviamente. Galassie e metagalassie, affollate di soli, erano sospese ovunque – un gran numero di luci notturne, il che andava bene.
Non buio. Ma vuoto. Dapprima pensai che fosse del tutto vuoto e rabbrividii con orrore per l’assenza di vita.
Di sicuro, mi ero risvegliato – come un motore in un mattino piuttosto freddo che venga avviato, nonostante tutto, da un minuscolo flusso di carica della batteria. Ma la batteria avrebbe dovuto essere completamente carica – traboccante di vita-energia che mi chiamasse. E non lo era; quel tenue impulso fu tutto quello che sentii. Seppi allora quanto fossi andato vicino a trovarmi in un cosmo dove nessuna vita avrebbe mai potuto svegliarmi; e compresi quanto piccolo e limitato fosse, di conseguenza, il mio “io” attuale.
Ci volle un momento cosmico per localizzare la vita che mi aveva risvegliato. Fui guidato da alcuni altri episodi di alta coscienza provenienti dalla stessa direzione – alta per i vostri parametri, disgraziatamente debole da qualsiasi altro punto di vista. Non avrei dovuto far caso al primo scossone. Avrei dovuto girarmi dall’altra parte nel mio sonno, e dormire per tutta l’esistenza di questo cosmo fino al suo collasso! Ma nel silenzio immenso, quella singola nota di vita aveva risuonato come un gong. Adesso che ero sveglio, ne ero legato; e per questo ero ridotto a un singolo io personale.
Ovviamente, voi non avevate idea di essere la sola e unica forma di vita a essere apparsa in questo cosmo. Oh voi, con i vostri fieri schieramenti di radiotelescopi: cornetti acustici di latta che cercano invano di ascoltare un messaggio alieno tra il rumore insensato!
Come un vagabondo che abbia proprio soltanto un fiammifero per accendere un pezzo di combustibile vicino al quale riscaldarsi, mi sono diretto verso di voi per mettere le mani a coppa intorno a quell’unico puntino di vita e luce, e prendermi cura di esso con il mio respiro.
Lasciate che vi spieghi qualcosa sulla creazione degli universi.

Ian Watson – Una lettera da Dio

Gli autori

Ian Watson. Nato nel 1943 a North Shields, Regno Unito, ex professore di futurologia al Politecnico di Birmingham, Ian Watson ha insegnato inglese in Tanzania e a Tokyo. Dal 1975 si dedica alla scrittura.
Il suo primo romanzo, The Embedding (Il grande anello, Collana Sigma, 1979) vincitore del Prix Apollo, è basato sul concetto di grammatica generativa.
Scrittore prolifico, da segnalare i romanzi Miracle Visitors (La doppia faccia degli UFO, Urania 781, 1979), God’s World (Il pianeta di Dio, Biblioteca di Nova SF* 5 1990), The Book of the River (Il libro del fiume, Urania 1036, 1986), The Book of the Stars (Il libro delle stelle, Urania 1067, 1988), The Book of Being (Il libro delle creature, Urania 1083, 1988), The Flies of Memory (Mosche, Urania Millemondiestate 1989) e molte raccolte di racconti, in particolare la raccolta The Very Slow Time Machine, (Cronomacchina molto lenta, Urania 838, 1980).
Watson ha scritto la sceneggiatura del film A.I.: Intelligenza Artificiale, basata su un racconto di Brian Aldiss rielaborato da Stanley Kubrick.
Nel 1980, Watson e Michael Bishop scrivono Under Heaven’s Bridge, la prima collaborazione “transatlantica” di fantascienza.
Watson ha anche scritto una serie di romanzi basati sul gioco di ruolo Warhammer 40.000. Altre storie sono state pubblicate sulle maggiori riviste di settore, tra cui Weird Tales.
Dal 2003 collabora con lo scrittore italiano Roberto Quaglia, con il quale pubblica la raccolta The Beloved of My Beloved, presentata all’Eurocon del 2009.
Attualmente vive a Northamptonshire, Inghilterra.

Roberto Quaglia. Nato a Genova nel 1962, è l’unico italiano ad aver vinto il Premio Eurocon ESFS per il miglior scrittore europeo (nel 2009) e il BSFA Award per il migliore racconto breve (The Beloved Time of Their Life, nel 2010).
Ha scritto alcuni romanzi, numerosi racconti e saggi. Pubblicato soprattutto all’estero, tra cui Vagabondul interspaţial (Nemira, 1999, in rumeno), Bread, Butter and Paradoxine (Nemira, 1999, in inglese), God Ltd (Nemira, 1998, in inglese). Tra i saggi da ricordare: Pensiero stocastico (Delos Books, 1993), Tutto quello che sai è falso (NuoviMondiMedia, 2003) e Il Mito dell’11 settembre e l’Opzione Dottor Stranamore (2006).
Dal 2003 collabora con Ian Watson, con cui ha pubblicato la raccolta The Beloved of My Beloved (NewconPress, 2006).
Attualmente vive a Bucarest, Romania.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Ian Watson e Roberto Quaglia | Una lettera da Dio
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 56 – € 3.45 — ISBN 978-88-98953-66-0

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Recensione di Lamette nel corrimano di Giuliano Fiocco | Karashò | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Su Karashò è uscita una belle recensione a Lamette nel corrimano, di Giuliano Fiocco, e a dirla tutta anche nei confronti di Kipple Officina Libraria. Siamo felici che il nostro lavoro di frontiera venga infine riconosciuto e che uno dei nostri tanti frutti, l’opera di Giuliano, sia stato giustamente considerato. E voi, avete già acquistato l’ebook?

Chiariamolo immediatamente: questa è una antologia a suo modo estrema. A pubblicarla la Kipple che sta facendo in questi anni davvero un buon lavoro di promozione di autori nostrani, a loro modo sempre particolari e spiazzanti.

Il soprannaturale, sospeso ed in bilico, centra poco. Come poco, molto poco, centrano gli ingredienti solitamente utilizzati e conosciuti in questi giorni per tirare fuori qualcosa di veramente estremo: slashing, distopie, esseri mostruosi che abitano gli abissi ed emergono a porgere i conti. Qui, quel con cui si fa i conti, è l’ombra che ogni uomo si trascina dietro: la malattia mentale, la nevrosi, la psicopatia. Ci sono demoni, ovunque, nascosti in ogni cassetto dell’anima dei tanti protagonisti. Ma sono sempre demoni umani, troppo umani, per non far molta più paura che Azathoth o qualsiasi altro impronunciabile “dimonio” cui la letteratura ci ha abituato.

Giuliano Fiocco, dalla sua, ha uno stile discreto, mai sopra le righe, anche nella descrizione dell’orrore più profondo. Eppure, eppure riesce se vogliamo ad essere ancora più disturbante. Lo stesso titolo ci sciocca, lo stesso titolo ci regala la sensazione tagliente e fredda di una lametta nel corrimano, di un orrore doloroso ed imprevedibile che arriva lì a toglierci in ogni modo fiducia in qualsiasi cosa possa risultare ancora, salvagente, appiglio. L’orrore ci colpisce dove ci sentiamo più sicuri o dove, paradossalmente, cerchiamo di farci rassicurare; ed è questo a terrorizzare di più e far funzionare come una macchina perfetta ogni singolo racconto di questa antologia. Da avere!

Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano             
Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 178 – 1.95 €
Prefazione Andrea G. Colombo
Postfazione Danilo Arona
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-33-2

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Seguimi nel buio | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del nuovo ebook di Simonetta Santamaria, vincitrice della sesta edizione del torneo letterario online IoScrittore del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e dalle sue case editrici (Garzanti, Guanda, Longanesi, Editrice Nord, Salani e molte altre). Si parla di Seguimi nel buio, che ha un’affascinante trama (e come potrebbe essere diverso, per Simonetta?).

Valerio ha tredici anni ed è autistico. Una condanna per lui, e per sua madre, che lo ama con forza e disperazione ma che non riesce a entrare nel suo mondo, a instaurare una comunicazione né con lui, né con chi lo cura. Quando nella loro vita arriva la neuropsichiatra infantile Christina Kindermann, qualcosa, lentamente, sembra cambiare. Ma c’è qualcuno che è riuscito a raggiungere Valerio nel suo mondo segreto, che è riuscito a comunicare con lui, superando le barriere dell’autismo, grazie a una sorta di rete neurale in cui gli inconsci si relazionano tra loro, e sembrano vivere una vita “normale” senza le limitazioni che incontrano tutti i giorni. Questo qualcuno che ha già fatto molto, molto male e ora vuole usare Valerio per compierne altro. Christina deve trovare presto un modo per relazionarsi con il ragazzo, per farsi dire che cosa accade in quella sorta di realtà parallela che il Male ha invaso. Un thriller psicologico oscuro e potente, una storia che colpisce il lettore e lo trascina nel vortice della paura, fino allo sconvolgente finale.

Esce per k_noir Il sogno dormiente, romanzo di Paolo Di Orazio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverKipple Officina Libraria presenta con estremo piacere il romanzo inedito di Paolo Di Orazio, Il sogno dormiente.
L’autore è uno dei più prolifici e creativi autori dell’Horror nostrano, declinato nella forma splatter in un modo così originale e disturbante da aver collezionato interrogazioni parlamentari sulla sua opera.
Completa il libro una prefazione sintetica ma ficcante di Gianfranco Nerozzi, che esordisce così:

Scrivere è un po’ come sognare, scrivere è un po’ come sanguinare.
Il sangue dei sogni determina aree proibite, esplorazioni sottocutanee, viscere che sporgono nel vuoto. Tutto questo viene racchiuso in uno scrigno magico che si chiama anima. Il codice identificativo, la password, la parola magica per accedervi non è facile conoscerla. Ci sono stati poeti, musicisti, guerrieri che sono riusciti a conoscerla e l’hanno trafugata, stanata, a prezzo di pianti e grida di dolore. Conoscerla vuole dire responsabilità: significa dovere farla sentire anche ad altri, perché sennò la magia decade e il sortilegio si consuma. Ci sono artisti che sanno compiere questi rituali di passaggi interiori, di transfert percettivi. Uno di questi è senz’altro Paolo Di Orazio. La sua scrittura spesso sembra strappata a un testo di medicina legale e nello stesso tempo pulsa di battiti e sospiri. Coinvolge con la stessa partecipata emozione di chi si siede sul letto di Procuste e cerca di confessare se stesso. Fa paura ma affascina. Perché entra in gioco il nostro specchio. La nostra immagine rovesciata e tutto quello che ha a che fare con la pulsione che ci soffoca e ci prende e non ci lascia, grazie al cielo.

La splendida copertina, che completa in modo sublime l’opera, è di Ksenja Laginja, e così il delirio psichico dipinto con tinte decise ma mai grossolanamente invasive, è completo. E servito.

Sinossi
Vienna, tra le due Guerre.
Il cardiochirurgo Thomas Rudolph Werner, anziano e ricco, famoso e misantropo, dorme di giorno e di notte in una cassa da morto. Le ragioni di questa sua folle usanza sono occulte a Jacob, suo unico e fidato maggiordomo.
Torturato dal mistero, Jacob approfitta di un momento di assenza del suo padrone e si distende nel feretro, convinto che il chirurgo stia conducendo un esperimento propizio all’immortalità. I suoi sospetti si fanno più forti grazie a sensazioni ignote vissute all’interno della bara. Jacob uccide Werner, s’impossessa del feretro, ma precipiterà in un limbo tra la vita e la morte, da cui sembra impossibile tornare indietro, se non completamente trasformato.

Un estratto

Buio. Silenzio. Oblio.
Poi, un bosco che sorge su uno stagno.
– Scendi, vieni giù a vedere – disse il dottor Werner, con sguardo acceso verso il soffitto. Era seduto su una scrivania di legno, in una piccola stanza semibuia. Accarezzava con le mani affusolate un mazzo di vecchie fotografie.
Quiete. Solitudine. Una candela accesa. A lato, quasi al bordo della scrivania, una forbice vecchia ma tagliente; sarebbe servita a tagliuzzare ritratti fotografici di uomini e donne, giovani e anziani.
– Vieni, vieni a vedere – disse ancora. In realtà, Werner stava parlando a un lembo di sé improvvisamente distaccato dal corpo; quella parte scese allora dall’alto e gli planò sulla spalla. L’uomo pensò che una zona della sua anima fosse trasmigrata nel corpo di un uccello; forse una civetta, dal momento che il suo volo non aveva prodotto alcun suono. Compiacendosi della parte fuori da sé, allo stesso tempo si deliziava nello scoprire dall’esterno l’insieme e i particolari della propria corporatura.
– Stanno per arrivare tutti i nostri pazienti.
Werner aprì a ventaglio le fotografie sulla scrivania. Vide le foto e insieme la propria vecchia nuca, i muscoli del collo tesi come gomene.
Il dottor Werner osservò meglio, avvicinandosi alle stampe.
– Da uomo illuminato, ho sempre ammesso che non esiste una realtà che non sia materiale. Esiste la scienza, esiste la medicina. Io vivo e credo nella scienza, nella mia chirurgia. Noi uomini proveniamo dalla terra e l’unico nostro mondo è questo. Ma ora, ho dei dubbi estremamente profondi.
Bianco e nero. Le foto sfocate, ingiallite, presero a vibrare di vita propria, si animarono. Nella prima, che immortalava il parco della villa di famiglia, Werner vide avvicinarsi una carrozza scortata da un gruppo di dalmata; era come spiare la scena di un vecchio film da una piccola finestra. Con un colpo di frusta, il cocchiere fece fermare i cavalli: il professor Werner sapeva che se la carrozza avesse proseguito la corsa, essa non sarebbe sparita nel nulla, fuori campo, ma uscita in tutta la sua interezza dai margini della carta stampata per scivolare sulla superficie piana della scrivania e precipitare infine sul pavimento della stanza.

L’autore

Paolo Di Orazio, Roma, 1966. Pioniere dello splatterpunk Italiano con l’antologia Primi Delitti (1989), denunciata dal Parlamento per istigazione a delinquere, pubblica racconti, romanzi e fumetti con Granata Press, Addictions, Castelvecchi, Radio Rai, Urania, Bietti, «Cattivik», «Heavy Metal», Coniglio editore, Cut Up, Nicola Pesce, Beccogiallo, Clair de Lune, Rizzoli. Creatore ed editor della rivista cult «Splatter», Tra le sue pubblicazioni in lingua Italiana: Madre Mostro (1991), Prigionieri del Buio (1992), Il Dipinto Ucciso (1993), Che hanno da strillare i maiali (2009), Vloody Mary (2011), Chiruphènia (2012), Debbi la Strana e le Avventure Bipolari del Coniglietto Ribes (2014), Black & Why (2015). Tra le sue pubblicazioni in lingua inglese: Dark Gates (2014, con Alessandro Manzetti come co-autore), My Early Crimes (2015), e The Monster, the Bad and the Ugly (2016, con Alessandro Manzetti come co-autore). Independent Legions ha pubblicato dell’autore il racconto inedito Carousel Raiser nell’antologia Danze Eretiche Volume 1. Il suo racconto Hell (da Dark Gates, 2014) è stato inserito nella lista del ‘Best Horror of the Year – Volume 7’, curato da Ellen Datlow.
È Active Member della Horror Writers Association.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Alessandro Manzetti, dedicata alle contaminazioni noir e alle sue mutazioni, ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Paolo Di Orazio, Il sogno dormiente
Copertina di Ksenja Laginja
Prefazione di Gianfranco Nerozzi

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 196 – 2.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-62-2

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Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Dragon - cm. 75 x 20 inchiostro su legno. Agosto 2016

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Come un angelo da collezione.

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E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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