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Federica Picaro esce nella collana Versi Guasti con “È così che ci incontriamo” | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Chi abita questi luoghi della famiglia? La risposta banale sarebbe la stessa famiglia, le persone a cui la poetessa è familiarmente legata. Ma è davvero così? Così semplice?
Questo è il concetto che guida la silloge di Federica Picaro, È così che ci incontriamo, edita da Kipple Officina Libraria nella ormai conosciuta collana Versi Guasti, curata da Alex Tonelli; la foto di copertina è di Luisa Sodomaco.
L’opera è disponibile in edizione digitale su sito della casa editrice www.kipple.it e sui market letterari online.

Dall’introduzione

Ricorre nelle poesie che compongono questo volume di VersiGuasti un luogo, uno spazio non definito da contorni geometrici, un’area che appare essere più delle emozioni che dello stare. Si tratta di quello che abbiamo voluto chiamare i luoghi della famiglia, una sorta di ontologia dei sentimenti. Non sono solo gli angoli della casa, gli spazi domestici in quanto tali, sono piuttosto i medesimi luoghi definiti e connotati dal loro essere vissuti, agiti, intrisi delle vicende e delle emozioni che l’abitarli porta con sé.
Sono luoghi della famiglia perché vissuti nella famiglia, posseduti dalla costante attività umana che è il vivere dentro casa insieme alle persone degli affetti. Questi luoghi non coincidono sempre nella poesia di Picaro con lo spazio fisico della casa, essi possono essere parchi, piazze e persino località solo ricordate ma sempre vissuti, intrisi della presenza della poetessa e del suo carico affettivo.
Luoghi che appaiono allora vivi, quasi che questa “contaminazione” osmotica porti alla vita gli oggetti inanimati.
Lo sguardo della poetessa illumina le immagini e i luoghi, spazi che sono portati alla vita dall’essere da lei vissuti. Essi sono già vivi prima ancora di essere raccontati in poesia, sono vivi perché da lei posseduti e la poesia non fa altro che metterli in luce, semplicemente narrarli.

La quarta

Esiste un legame fra l’opera d’arte e il suo autore? Leggendo le poesie di Federica Picaro si osserva una maturità della scrittura, una precisione nella composizione del verso, una cura del dettaglio, nell’accostamento delle singole parole intrise di una musicalità leggera che sembrerebbe raccontare di una maturità personale, di un lungo (e doloroso) cammino nella poesia e nella scrittura.

L’autrice

Federica Picaro, 5 giugno 1995, è nata a Napoli e studia Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha pubblicato per L’Universale Editore un saggio su Pier Paolo Pasolini, e ha collaborato con riviste nate in ambiente accademico. Alcune poesie sono circolate su blog letterari, in ultimo la pubblicazione di quattro inediti per il Journal of Italian Translation di NY.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Federica Picaro, È così che ci incontriamo
Introduzione: Alex Tonelli
Fotografia di copertina: Luisa Sodomaco

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 27 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-33-0

Link:

Laurasia | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine si può leggere una presentazione dell’autore più esaustiva rispetto a quanto riportavo ieri su Laurasia, il lavoro di Alessandro Forlani che pone lo sguardo su avvenimenti mitologici avvenuti sulla Terra settecento milioni di anni fa. Notevole, davvero notevole…

Laurasia è un’antologia di nove racconti brevi collegati tra loro in modo che i fatti narrati nell’uno siano il preludio di quelli del successivo. Il lettore leggerà perciò un romanzo che si sviluppa in capitoli autoconclusivi e molteplici Punti di Vista.

L’azione si svolge sulla Terra del Triassico, continente Laurasia, dominato da tre popoli originari di un’altra galassia e insediatisi sul pianeta ormai da millenni. Lemuria è una civiltà caratterizzata da una cultura e un’estetica ispirate a quelle dell’estremo oriente; governata da “soficrati” il cui principale interesse e la cui principale occupazione è la speculazione mistica e filosofica. I lemuriani praticano la taumaturgia e varie forme di magia bianca. Borea è un regime di ispirazione socialista motivato dal principio che tutti sono uguali di fronte alla morte. La cultura e l’estetica boreana sono un incrocio tra quella norrena e quella meso-americana. L’ossessione per la morte porta i dirigenti dello stato boreano, detti “tanatarchi”, a interessarsi di negromanzia. Prolungando le loro già centenarie esistenze ricorrendo alla magia nera invalidano il principio di uguaglianza che è a fondamento della loro costituzione e, di fatto, instaurano una perpetua dittatura. Atlan è una dinamica repubblica liberista, la cui cultura ed estetica è ispirata a quella della Magna Grecia, o di come avrebbe potuto essere la Magna Grecia se fosse sopravvissuta tanto da entrare in contatto e avviare scambi culturali con i mercanti italiani, fiamminghi e anseatici del XV e XVI secolo. Le Gilde Mercantili controllano il paese. Gli Atlan praticano la cronomanzia, per l’indubbia utilità che una “magia del tempo” (per esempio: la previsione del futuro) ha nel commercio.

Lemuriani, Boreani e Atlan vivono molto a lungo, sono tutti dotati del Terzo Occhio e di facoltà ESP più o meno latenti e sviluppate da individuo a individuo. Appartengono alla stessa specie, ma ognuno ha sviluppato peculiari tratti fisici e somatici. I Lemuriani sono scuri di carnagione, i Boreani praticamente albini, gli Atlan hanno le pelle di una sfumatura azzurrina. Tutti hanno una criniera leonina al posto dei capelli. Il livello tecnologico di queste civiltà è quello che definiremmo “raypunk”, le armi bianche sono impiegate al pari di quelle a raggi, e i trasporti sono affidati a velivoli simili ai nostri elicotteri (i vimana della mitologia vedica), vascelli a propulsione solare ma anche carri trainati dai grandi rettili che popolano la Terra in quest’era geologica. La fonte energetica principale è il vril (che ovviamente ho preso in prestito, come in pratica ogni altro elemento del romanzo, da tanta tradizione esoterica e letteraria), i cui pericoli valgono i benefici.

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Arte e acciaio | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Arte e Acciaio, ultima produzione di Alessandro Forlani del suo metamondo Thanatolia, in uscita per DelosDigital. La quarta – molto intrigante:

A una giovane maga di talento e un’audace spadaccina il Continente dei Cimiteri non sembrerebbe offrire opportunità. Criminali e psicopatici stregoni, antiquari disonesti e bruti tutti muscoli ed acciaio spadroneggiano a Handelbab delle Botteghe ogni giorno più corrotta e degradata. Decomposta, è meglio dire… Ma Efrin e Francesca non accettano questo stato di cose: e a costo di affrontare tagliagole e non-morti, orrori millenari e di altre dimensioni, bestie, uomini, intrighi di palazzo, paesaggi spaventosi, dare il peggio di sé stesse… Qualcosa cambierà. O in molti moriranno. Sguainate le vostre spade, leggete libri neri! Bentornati a Thanatolia!

Il problema è uscirne vivi.

Laurasia | Il Grande Avvilente


Intrigante questo nuovo romanzo di Alessandro Forlani: Laurasia, uscito per Italian Sword&Sorcery Books. L’entropia che fa affondare il passato nella notte arcaica dei tempi lascia sempre un alone di fascino Fantastico. La quarta:

La Terra, settecento milioni di anni fa. Le tre stirpi dei Borei, Atlan e Lemuriani – esiliati da remote galassie cui non posseggono più la scienza per ritornare – si contendono il continente Laurasia abitato da grandi rettili e mostruose entità primeve. I tre popoli, dotati del Terzo Occhio, condividono la pratica delle arti occulte e l’impiego di spaventose e arcaiche tecnologie, in un conflitto tra antitetiche civiltà che minaccia l’esistenza del pianeta.

Cielo di carta | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Cielo di carta, racconto distopico di Irene Drago edito DelosDigital. Interessante, molto interessante la quarta, weird e al contempo apocalittica:

Nei ricchi quartieri, le Stelle e le Comete, ci pensano Mamma Pharma e Papà Naja a controllare ogni cosa, sotto lo sguardo severo del Presidente. Oltre i confini c’è lo slum infestato di malattie, miasmi, povertà. Ma qualcos’altro sta prendendo vita tra baracche e rivoli di fango: danze di topi, brulicare di vermi, e un culto sincretico di antichi dei che si perdono nella notte dei tempi.

Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? – A cura di Sandro Battisti e Lukha B. Kremo


Continuando a spulciare tra le mie attività pregresse non può mancare questa raccolta di racconti di sesso quantico, curata assieme a Lukha B. Kremo dal titolo Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, edita da Kipple Officina Libraria.

Il tema dei componimenti, raccolti dai Premi Urania Lukha B. Kremo e Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Parliamo quindi di sette racconti che ruotano, si compenetrano e sviscerano un sistema articolato di quantistica sessuale, una sequenza di perversioni carnali complesse e futuribili, indefinite, dai limiti evanescenti e dalla sostanza fluida come umori che colano in dimensioni attigue.

Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore anche della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

L’opera è disponibile in digitale e cartaceo, qui, al prezzo di 3,95€ o 15.00€.

Sangue Selvaggio | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un’antologia Spaghetti-Horror a cura di Nicola Lombardi: Sangue Selvaggio. La quarta:

Esistono territori, a Ovest, al di là dei sogni, in cui il mondo si sfalda in fantastici inferni popolati da demoni e spettri, pistoleri d’oltretomba e antiche divinità assetate di vendetta.

Un universo intriso di sangue e polvere da sparo, sospeso nel tempo e nello spazio, che otto grandi autori hanno esplorato per raccontarci incubi e visioni di un West selvaggio e allucinato, accompagnandoci in una cavalcata senza freni nelle più tenebrose terre dell’immaginazione. Là dove vita e morte si incontrano. Oltre la Frontiera.

Otto grandi autori impegnati in storie ambientate nel vecchio e tenebroso West: Danilo Arona, Luigi Boccia, Stefano Di Marino, Claudio Foti, Maico Morellini, Luigi Musolino, Gianfranco Staltari e Claudio Vergnani.

Il ciclo dell’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano | Fantascienza.com


Su Delos 216 è uscito un mini special – qui, qui e qui – dedicato alla creazione più famosa di Lanfranco Fabriani, un concept spaziotemporale in cui l’UCCI – Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano – manovra le dimensioni per fini di controllo – in definitiva, chi controlla il passato poi controlla il futuro. Per DelosDigital è nel frattempo disponibile la terza puntata della seria intitolata Il lastrico del tempo – ricordo che la prima vinse il Premio Urania nel 2001 proprio con Lungo i vicoli del tempo e la seconda confermò il Premio nel 2004 con Nelle nebbie del tempo – e quale occasione migliore ora di parlare degli aspetti del metamondo di Lanfranco?

In principio fu Leonardo Da Vinci. Il geniale scienziato e inventore scoprì il principio del trasferimento temporale, ma a Leonardo mancavano sia una matematica più raffinata sia una tecnologia adeguata per poter realizzare una vera e propria macchina del tempo. Così si limitò a descrivendolo nel Codice d’Aquitania, un testo che successivamente finì nelle mani di alcune nazioni, compresa l’Italia, dando così vita ad altrettanti servizi segreti temporali. Gli agenti italiani sono molto fieri di quest’invenzione, proprio per il fatto che sia stata inventata da un italiano e anche per il fatto che le macchine del tempo vengono per l’appunto chiamate Macchine di Leonardo.

Ecco come Fabriani descrive una macchina di Leonardo nel racconto Vent’anni dopo:

La macchina sembrava un grosso parallelepipedo, con una vaga forma umana leggermente scavata sulla faccia superiore. Si protese verso la piccola console dei comandi su un lato, con le quattro manopole per impostare le coordinate spaziali e temporali e un paio di pulsanti, e controllò che le coordinate selezionate sullo schermo digitale fossero corrette.

Alcune di queste macchine, tuttavia, nel corso del tempo sono state per così dire, “acquisite” illecitamente anche da soggetti diversi dalle nazioni e negli stessi apparati ufficiali non mancano corruzione e tentativi per cambiare gli eventi storici: da qui la necessità di salvaguardare il più possibile la Storia con la S maiuscola, dando vita a veri e propri servizi segreti con tanto di agenti che scorrazzano nel tempo, fondi economici creati ad hoc e tutto l’apparato burocratico che occorre per tenere in piedi un ufficio cronotemporale segreto. Già perché, ovviamente, a qualcuno può saltare in mente di andare indietro nel tempo per impedire la scoperta dell’America, oppure di uccidere la madre dell’imperatore Federico II e impedire la nascita di quest’ultimo. In pratica di cambiare la vita di una singola persona o di un’intera nazione e, perché no, dell’intero Occidente.

In Italia a preservare la Storia italiana c’è l’UCCI, Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano, la cui sede si trova nel centro di Roma, a due passi dal Ministero della Giustizia, tra il Ghetto e il Vaticano e tra il Monte di Pietà e Campo de’ Fiori, in un palazzo eretto nel 1590 dai principi Barberini. Ufficialmente è la sede dell’Ufficio per il Controllo dei Combustibili Inquinanti, che fa capo al Ministero dell’Ambiente. L’UCCI è a tutti gli effetti un vero e proprio servizio segreto, ma più segreto degli altri. La sua esistenza e quella delle Macchine di Leonardo sono note a pochissimi politici e funzionari dello Stato Italiano.

Il servizio segreto temporale italiano ha sezioni e propri uomini dislocati in vari momenti cruciali della storia d’Italia e non solo. L’obiettivo è appunto tenere d’occhio personaggi importanti o fare in modo che certi eventi significativi della Storia si svolgano nel modo giusto. Ogni Sezione è composta da un capo e da vari agenti, che si infiltrano nella città e nella società scelta, diventando essi stessi soggetti attivi, quindi mercanti o appartenenti all’aristocrazia. Per questo vengono forniti di abiti o di soldi appropriati e non è inusuale che durante una missione uno o più agenti possano perdere una macchina di Leonardo, rendendo la missione ancora più complicata del normale.

Ogni agente, ovviamente, è sempre pronto all’azione e anche ad uccidere se è necessario.

Il rogo delle vedove, un racconto planetario dal vincitore del Premio Urania | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un nuovo romanzo breve di Davide Del Popolo Riolo, recente vincitore del Premio Urania, in uscita per DelosDigital: Il rogo delle vedove.

L’intelligenza artificiale non è bastata per capire cosa è successo su Eureka. È necessario che l’ispettrice capo Zarbi dell’Ufficio Inchieste dell’ESA parli con il comandante De Luca di persona, che lo guardi negli occhi mentre le racconta dei nani rossi. E bisogna approfondire che cosa ha scatenato l’arrivo della xenosociologa Puskas nella Base Archimede comandata da De Luca. Su Eureka, il primo pianeta simile alla Terra, ma già abitato.

Una sociologa sul pianeta in cui i nani rossi non possono essere avvicinati, e che nessuno ha mai avuto la possibilità di studiare davvero.

De Luca deve spiegare cosa è successo, scavando nel proprio passato, estraendone responsabilità mancate e svelando i fatti che hanno portato quegli eventi a essere ricordati come il “caso Eureka”.

La mappa dei gesti possibili, due racconti di Giovanna Repetto | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova pubblicazione per Giovanna Repetto: La mappa dei gesti possibili, contenente un romanzo breve e un racconto lungo. Ecco la quarta:

Esiste una mappa dei gesti possibili, che va molto al di là delle nostre previsioni. Conosciamo i gesti che ci sono abituali e che danno alla nostra vita un ritmo rassicurante. Altri gesti ci sono noti perché fanno parte di un corpo di regole e norme.

Sappiamo eseguire il gesto prescritto. Sappiamo anche trasgredire, ma immaginiamo la trasgressione come l’esatto contrario della regola. La mappa dei gesti possibili è molto più ampia.

I personaggi di queste storie sono gravati da un destino già definito, a cui devono adeguarsi. Pare che l’unica alternativa sia una rovinosa trasgressione. Però, fra il successo e il fallimento, c’è il respiro di quel grande spiraglio che si chiama possibilità.

Fra i poli opposti di obbligo e libertà, si apre l’ampia mappa dei gesti possibili.

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