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Storie e Racconti: Recensione Ebook “Nella Luce”, un libro di Francesca Fichera | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È uscita una bella recensione a Nella luce, scritto da Francesca Fichera, vincitrice dello ShortKipple del 2015. La potete leggere su RaccontidiVanessa; un estratto:

Vi siete mai chiesti cosa provereste di fronte ad un evento tanto imprevedibile quanto implacabile? Io si. “Nella Luce”, è un viaggio emozionale di corpo, mente e anima. Lei, lui, loro. Cose e persone si fondono in un unica cellula. Una corsa contro il tempo e contro gli elementi. Sentimenti d’amore e paura, e la netta sensazione di essere trasportati in quella stessa dimensione e verso quella stessa direzione. Francesca Fichera è l’autrice di questa piccola grande opera. Uno stile il suo, unico e inconfondibile, che scoprirete in questo libro. Francesca ha la straordinaria capacità di farti entrare nel suo mondo, ed il talento di una penna capace di arrivare ovunque, dentro fuori e tutt’intorno ad una storia. Un Caffè Letterario che mi ha emozionata e coinvolta dall’inizio alla fine!

Non l’avete ancora acquistato? Lo trovate qui! Buona lettura.

Kipple presenta “Blue Siren e l’ultimo giro di vite”, di Danilo Arona | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta la riedizione di Blue Siren e l’ultimo giro di vite, il romanzo di Danilo Arona che riprendendo le fila del celebre romanzo di Henry James “Il giro di vite”, coverrilegge in chiave estrema, sessuale e perversa alcune suggestioni sciamaniche dell’Amazzonia, portandole nella provincia del Piemonte odierno attraverso un incubo dalle spaventose implicazioni occulte.

Sinossi

Cosa successe realmente nella trama del Giro di vite, di Henry James, cosa tentò di raccontare il celebre romanziere all’alba del XX secolo usando un filtro tale da non ledere i sensi puritani della borghesia dell’epoca? E cosa lega quello scenario da incubo, di quella villa persa nella campagna inglese, teatro di assurde presenze e apparizioni viste, non viste, percepite e negate, con l’ayahuasca, droga sciamanica e psicotropa dell’Amazzonia che permette la materializzazione di una divinità tipica della frontiera psichica, in grado di vendicarsi degli usi lisergici impropri? Fatevi prendere per mano da Danilo Arona e lasciate che vi guidi attraverso i sensi resi sottili dalla paura, dalle percezioni e dalla droga, affinché emerga una realtà alternativa che ne delinei altre ancora, in un espansione frattale del reale che può solo aprirvi la mente. Un ennesimo capolavoro di Arona è pronto da farsi assorbire.

Estratto

– Ah, immagino la povera governante in questo frangente, ma neppure riesco a rappresentarmi il suo inferno interiore. Per quali vie repellenti Miles e Flora (ambedue sì, perché le loro risate all’ingresso della signora Grose e le loro stesse parole percepite da me quando andai a spiarli di notte non possono far propendere per una diversa tesi), per quali percorsi aberranti loro erano giunti all’imitazione dell’infernale rapporto notturno tra Quint e la Jessel? Non era pensabile che i bambini si alzassero nottetempo per raggiungere il luogo degli incontri clandestini tra i due… Anche perché, se la povera Jessel aveva detto la verità – lui viene di notte e mi spezza come un fuscello! – non sembravano esserci dubbi che Quint s’introduceva, invitato o meno che fosse, nella sua stanza del secondo piano, laddove non si poteva essere testimoni se non entrando esplicitamente convocati… A meno che… E di folgorazione e di folgorazione, la Grose andava scoprendosi un’investigatrice degna di sir Conan Doyle… a meno che il torbido nido dei due amanti non fosse la dependance di Quint nella parte più folta e recondita dell’immenso giardino di Bly House, una baracca in legno senza tendine alle finestre da cui tutto poteva essere visibile. Ma, se le cose stavano così, allora miss Jessel aveva mentito, forse per salvare un minimo di decenza se ve ne fosse rimasta. Perché non era lui a giungere di notte, ma lei ad andarlo a trovare quando tutta Bly si mostrava immersa nel sonno. Lei a sottoporsi volontariamente alle torture del mostro… A sottoporvisi con piacere. Non ebbe il coraggio, mi confessò la signora Grose, di proseguire nell’inchiesta. I particolari, quelli che contavano, erano già sin troppo lampanti. E lei non avrebbe retto a un ulteriore dettaglio che avesse potuto dimostrare una qualsiasi complicità tra gli adulti e i bambini. I primi che fingevano di non sapere di essere spiati e i secondi che osservavano convinti di non essere notati. Ma io sapevo, mentre la Grose mi raccontava, io sapevo perché lo avevo udito quella notte da Flora… Flora, proprio lei, la creatura più incantevole e angelica mai vista al mondo. Flora che aveva detto: Il gioco con le corde, quello che Quint s’inventò per noi quando si accorse che li guardavamo dai vetri! Flora… di neppure otto anni in quel momento!

L’autore

Danilo Arona, scrittore, e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: Cronache di Bassavilla (Flaccovio), L’estate di Montebuio (Gargoyle Books), Ritorno a Bassavilla (Edizioni XII), Malapunta – L’isola dei sogni divoratori (Cut Up), Finis Terrae e Bad Visions (Mondadori), Palo Mayombe 2011 e L’ombra del dio alato (Kipple), La croce sulle labbra (Anordest) con Edoardo Rosati, Io sono le voci (Anordest), L’autunno di Montebuio (NeroCafè) con Micol Des Gouges, Rock – I delitti dell’Uomo Nero (Edizioni della Sera), Km 98 ancora con Edoardo Rosati (Anordest), Un brivido sulla Schiena del Drago (Larcher), Croatoan Blues (NeroCafè) e Land’s End – Il teorema della distruzione con Sabina Guidotti (Meridiano Zero).

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.            

Danilo Arona | Blue Siren e l’ultimo giro di vite
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 185 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-61-5

Link

 

Per i primi trent’anni del Forte Prenestino – Carmilla on line x


Su CarmillaOnLine un bel modo di festeggiare trent’anni del FortePrenestino, il centro sociale autogestito per antonomasia di Roma; ovviamente, lo si fa con un articolo che celebra una pubblicazione, Fortopìa, del quale estraggo un passo, che è poi parte della prefazione del libro stesso. Auguri!

E a un certo punto ti accorgi che sono passati trent’anni. Il primo maggio 2016 il Forte compie 30 anni di occupazione.
Assurdo pensarci. Guardarsi indietro vuol dire guardare la vita del Forte e le nostre vite.
Chi quel giorno ruppe la catena mai poteva pensare che questa storia sarebbe durata abbastanza da parlarne in un libro trent’anni dopo.

Eppure è così, e oggi pubblicare e diffondere questo libro è più importante che mai, visto l’attacco che stanno subendo gli spazi sociali di Roma. Un attacco concentrico e continuato di fronte al quale è necessario raccontare a voce alta la nostra storia che è lunghissima e fatta di ricerca, culture, scoperte, iniziative, laboratori, resistenza. Una storia fatta di esperienze che hanno reso questa città viva, vitale, sostenibile.

Attorno alla voglia di raccontare i trent’anni del Forte Prenestino si sono attivate le energie. Abbiamo chiamato a raccolta persone che si erano allontanate dalla vita quotidiana del Forte ma che non hanno esitato a rimettersi in gioco..
In otto mesi di lavoro fitto abbiamo gioito dello splendore del ritrovarsi e del progettare insieme. Siamo partiti alla ricerca dei contatti e abbiamo cercato risposte: un turbine emozionale si è attivato dentro e fuori di noi e la giostra meravigliosa della collettività in creazione ha cominciato a girare.

Questo libro per noi è importante per il processo con cui si è generato, una scrittura collettiva che racconta una storia collettiva: abbiamo chiesto a tutte/i quelle/i che hanno attraversato il Forte Prenestino di mandarci un contributo, di raccontarci una storia, e in pochi mesi siamo stati sommersi di memorie e racconti.

“La poesia urbana di Michele Nigro”, di Davide Morelli | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro la segnalazione di una recensione alla poetica di Michele. Un estratto:

Non voglio scrivere nulla sulla ideologia, sulla personalità o sul retroterra culturale di Michele Nigro. So che è un artista multimediale e sperimentale. D’altronde, come ha dichiarato Nicholas Negroponte, il passaggio dagli atomi ai bit è inarrestabile e internet ne è una conseguenza, sebbene qualche intellettuale consideri il web un’anticultura per eccellenza. A mio avviso il flusso di coscienza di Joyce e l’ipertesto possono coesistere pacificamente. Non voglio in questa sede neanche stabilire cosa sia la poesia e cosa sia la poetica. Forse la poesia è un insieme di intuizioni verbali e la poetica è la riflessione sulla poesia da parte dell’autore. Probabilmente sappiamo solo che l’arte, per dirla alla Pareyson, è “il bisogno dell’inutile”. Si noti l’ossimoro. Di più forse non si può scrivere, vista e considerata la polisemia dell’opera d’arte e la polifonia della letteratura contemporanea. Nella storia dell’arte è accaduto anche che un oggetto comune come uno scolabottiglie diventasse un’opera perché era stato trasportato da un negozio a una galleria. Grazie a Dio esiste la libera interpretazione dei testi e delle opere! Quindi la mia non è che una delle tante comprensioni/spiegazioni possibili di questa raccolta poetica. Piuttosto vorrei condividere la mia opinione riguardo a un’altra questione: molti non vedono di buon occhio chi scrive poesie e considerano rispettabili solo i romanzieri. Per molti il poeta non è che un clown disadattato senza più alcun status oppure un esteta acchiappanuvole, perenne parodia di se stesso. E invece è un outsider, che sfida le convenzioni della cultura dominante. Nel mondo dei talk-show e degli sms, la poesia può essere un bisbiglio sommesso che vince l’incomunicabilità e il rumore. Personalmente trovo che oltre al romanzo vi siano altri modi dignitosi per esprimersi. Ad esempio la poesia, l’aforisma, il saggio breve, il racconto, il diario. Certo, chi scrive un romanzo insegue il sogno del best seller o del capolavoro. Ma difficilmente si realizzano queste cose. Io penso che tutto debba nascere da un’esigenza interiore; che sia ingiusto nei confronti di se stessi cercare di adattarsi alla logica di mercato o ai gusti del pubblico. Eppure un tempo non era così: fino al neoclassicismo settecentesco la poesia era considerata superiore alle altre arti. Inoltre sarebbe opportuno ricordare che abbiamo sentore d’eterno ogni volta che proviamo un’esperienza estetica, indipendentemente dalla sua forma. L’autore che non cerca a tutti i costi di scrivere un romanzo di successo ha un merito, se si considera la mercificazione dell’arte nell’industria culturale del tardo capitalismo.

Questo estratto in realtà fa parte della postfazione che Davide Morelli ha scritto per la raccolta di poesie di Michele Nigro intitolata “Nessuno nasce pulito” (edizioni nugae 2.0) – di cui si è già parlato in un precedente post – pubblicata a maggio 2016, e in vendita qui.

DOMIST.net – “Marco Milani” personal site & “Pykmil” webpage | My road


Novità in arrivo per Marco “pykmil” Milani, che dal suo sito segnala l’uscita su Amazon di quattro traduzioni dello stesso racconto, La mia strada. L’acquisto in lingua inglese, qui; sotto, invece, la sinossi in inglese, una delle quattro lingue in cui il racconto è stato tradotto (le altre sono tedesco, spagnolo e portoghese).

I shake my head, look at him again while he is going away, and he’s already disappeared, along his road. My road is an asphalt stripe again, while the mix of roads that before created make out a non-sense muddle is now impending over me, as if I was inside it. Everything is getting bigger and closer.
A history ‘beyond’ the borders known…

Marco non ha bisogno di presentazioni, è un’altra pietra angolare degli inizi del Connettivismo, imprescindibile dagli altri epigoni; questo racconto è il segno di una rinata voglia di esprimersi, imperdibile per chi lo conosce e motivo di conoscenza per chi non lo ha mai letto per il suo esprimersi apparentemente scanzonato, eppure denso di sapienza zen applicata al Fantastico, amore interiore per gli eventi.

È in scadenza lo Short-Kipple 2016! | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Il Premio Short-Kipple 2016 scade il 15 agosto, affrettatevi a partecipare con le vostre opere:

in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta o in digitale, neppure parzialmente. I racconti devono avere la lunghezza minima di 5 cartelle dattiloscritte e massima di 20 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.

I generi ammessi sono:

– fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk)
– narrativa di anticipazione
neo-noir (thriller e new weird)
– horror
urban fantasy

Vi aspettiamo, vogliamo essere affascinati dalle vostre idee! I dettagli del bando sono qui.

Solo il mare intorno, il booktrailer | false percezioni


Dal blog di Luigi Milani la segnalazione di un booktrailer che lo riguarda, assieme ad Angelo Marenzana e Danilo Arona: Solo il mare intorno. Complimenti, a tutti e tre.

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