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BORDO PAGINA | Intervista a Sandro Battisti, autore di ‘Sensorium’


Su FerraraItalia è uscita una mia intervista, progettata dal sempre solido Roberto Guerra, relativa a Sensorium, la mia ultima fatica letteraria uscita per Delos Digital e dedicata, per intero, al sesso quantico.

Scrittori di Science Fiction, prossimi alla vostra news connettivista, già da tempo parlano di sesso quantico: perché questo è un argomento così hot per voi?

Perché è una forma di sperimentazione molto acuta, profonda, intensa come poche altre e quindi, data la natura intrinsecamente sperimentale del collettivo, perché non provare? Ovvio, non tutti all’interno del Movimento sono affascinati da tali tematiche e come è sempre accaduto, ognuno la vede a modo suo: per esempio, non tutti v’intravedono il nero a contatto e lovecraftiano che vi ravviso io, e non tutti sono interessati a parlarne. Forse non piace loro nemmeno speculare idealmente sulla materia erotica, ma la focalizzazione sperimentale del collettivo non viene minimamente intaccata da ciò. Nemmeno a dirlo, poi, nessuno è proprietario di quest’idea, sarebbe perciò bello farla fiorire anche fuori dai connettivi.

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La storia di Pollice, un racconto al tempo dei Cro-Magnon | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita editoriale per Delos Digital: James Patrick Kelly, autore del racconto La storia di Pollice. Come sempre, un’uscita di questo calibro è da segnalare, ho letto un po’ di Kelly, tanto da farmelo apprezzare fin dai tempi di trent’anni fa circa, quando era presenta nel tomo Cyberpunk, curato da Piergiorgio Nicolazzini per la Editrice Nord. Ecco, invece, cos’è La storia di Pollice:

La civiltà umana è cominciata con la guerra? È un po’ l’idea alla base della parte iniziale di 2001: Odissea nello spazio, intitolata L’alba dell’uomo, in cui un australopiteco viene “illuminato” dal monolito e la prima cosa che fa con la nuova conoscenza è spaccare la testa al capo di un gruppo rivale. Un’idea simile è in questo racconto di James Patrick Kelly, Luck, che esce nella collana Robotica di Delos Digital nella traduzione di Marco Crosa e con la copertina di Franco Brambilla, sotto il titolo La storia di Pollice. Anche qui in qualche modo conoscenza e guerra sono legate.

Un collegamento in effetti c’è, anche se un po’ diverso: la guerra è nata quando l’uomo ha cominciato a formare comunità stanziali legate all’agricoltura. Se le tribù nomadi potevano semplicemente andarsene quando entravano in conflitto con altre, con l’agricoltura questa scelta diventava troppo cara e valeva quindi la pena di combattere fino in fondo. Con l’agricoltura sono nate le città, la scrittura, la matematica, l’astronomia, in definitiva la civiltà. E anche la guerra.

Kipple presenta l’audiolibro ‘Io sono nessuno. Tu chi sei?’ Silvio Raffo recita Emily Dickinson | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta Io sono nessuno. Tu chi sei? / I’m Nobody. Who Are You? Silvio Raffo recita Emily Dickinson, audiolibro CD che raccoglie le letture in lingua italiana e originale inglese di Silvio Raffo, il più importante traduttore italiano della poetessa statunitense Emily Dickinson.
Si tratta di una sontuosa Suite di cinquanta minuti, impreziosita nei momenti più intensi dalle sonorità atmosferiche di Lukha B. Kremo aka Krell. Completano l’opera alcuni interventi critici di Raffo per tracciare ad ampio spettro la biografia dell’autrice.
La copertina è a cura di Ksenja Laginja con una fotografia di Dino Ignani, mentre le registrazioni sonore sono di Stefano Bertoli.

La quarta

Un viaggio indimenticabile nella poesia di Emily Dickinson realizzato da Silvio Raffo, il più grande interprete e traduttore italiano della poetessa americana nonché poeta, che recita l’opera “Io sono nessuno. Tu chi sei? / I’m Nobody. Who Are You?”, in italiano e in lingua originale inglese, inframezzate a lezioni di critica e storia della Dickinson, nell’amabile contesto musicale dei brani Krell che fanno da sottofondo ai tratti salienti della recitazione.

La voce narrante

Silvio Raffo è nato a Roma, vive a Varese, dove dirige il centro di cultura creativa “La Piccola Fenice”, attivo dal 1986. Traduttore, poeta e narratore, ha collaborato con radio, televisioni svizzere e italiane, e giornali, fra cui il mensile «Poesia». Nel 1997 è stato finalista al Premio Strega con il romanzo “La voce della pietra” (Il Saggiatore, 1996) dal quale è tratto il film Voice from the Stone, con Emilia Clarke e Marton Csokas, regia di Eric D. Howell. È considerato fra i massimi esperti della poetessa statunitense Emily Dickinson in Italia.
Nel 2008, insieme a Linda Terziroli, ha ideato e organizzato il Premio Guido Morselli. Ha insegnato fino al 2014 lettere classiche al Liceo Classico Ernesto Cairoli di Varese e dal 2014 insegna al Liceo Linguistico G.B. Vico di Varese.

La collana F451

F451 è la collana dedicata agli audiolibri, disponibili in download digitale. La particolarità delle visioni editoriali della casa editrice si riflette anche nelle scelte delle sonorità inusuali e nopop, gli autori di poesia e narrativa di genere hanno ora la loro occasione nel mondo delle opere recitate.

Io sono nessuno. Tu chi sei? / I’m Nobody. Who Are You? Silvio Raffo recita Emily Dickinson

Fotografia in copertina di Dino Ignani
Grafica a cura di Ksenja Laginja
Tecnico del suono Stefano Bertoli
Musiche di Krell

Kipple Officina Libraria
Collana F451 — Audiolibro / CD cinquanta min. ca. — ISBN — 978-88-98953-91-2 — € 1.95 / 9.99

Link

Sensorium, il fantaeros di Battisti | PostHuman


Su PostHuman una bella recensione al mio Sensorium, raccolta di racconti sessoquantici editi da DelosBooks. Mario Gazzola, artefice della recensione, traccia i percorsi delle mie suggestioni e delle immagini a corredo della pubblicazione di Ksenja Laginja e li mette in relazione con la corrispondente letteratura, più o meno erotica, della SF mondiale.

Raccogliendo la sfida delle orge surreali e visionarie di Burroughs e quella della narrativa “entropica” di Gibson (che ti butta dentro le situazioni delle sue storie senza alcuna spiegazione sulle tecnologie futuribili usate dai protagonisti, tempi e luoghi dell’azione, le stesse identità poco nitide dei personaggi), Battisti – più poeta che story teller – praticamente non racconta ma cesella quadri. Nel senso che i suoi racconti non sviluppano autentiche trame che evolvono da un punto di partenza verso un finale, qual che sia, bensì mirano più all’evocazione di un’atmosfera, a guidarci verso una sorta di trance estatico mistica, situata da qualche parte ben oltre qualsiasi idea di “trama” propriamente detta, lungi dall’immedesimazione nelle psicologie dei personaggi e quindi… sì, anche della narrazione dell’eros in chiave diciamo sexploitation allo scopo di eccitare il lettore.
La sfida è ambiziosa, perché accosta elementi tradizionalmente “caldi” (corpi, umori) ad altri inevitabilmente “freddi” per la mente del lettore (informatica, tecnologie), che può far fatica a rapportare le contrazioni del sesso all’influenza reciproca fra due clock in entanglement quantistico.

Sensorium, il sesso al tempo del connettivismo


Come segnala Fantascienza.com, è uscita per la collana Robotica.it della Delos Books una mia raccolta di racconti di sesso quantico, Sensorium.

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.
Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici. Con le illustrazioni di Ksenja Laginja.

L’ebook è acquistabile al prezzo di 1.99€ anche su DelosStore.

“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Roberto Guerra (versione ‘small’ per Neofuturismo) | N I G R I C A N T E


Roberto Guerra intervista Michele Nigro. Poesia e Transumanesimo; sul blog di Nigro, ovviamente.

Michele, il tuo ultimo libro (ebook e cartaceo) s’intitola “Nessuno nasce pulito”, un approfondimento?

Si tratta di una raccolta di poesie “prelevate” da vari periodi; ne è venuto fuori un excursus poetico piuttosto eterogeneo dal punto di vista stilistico: avevo bisogno di raggruppare in un unico prodotto, per difenderle prima di tutto dalla mia dimenticanza, poesie appartenenti a differenti momenti dell’esistenza. Io l’ho definita webpoetry perché inizialmente la mia poesia è stata pubblicata sul web, sul mio blog “Nigricante” (quasi sempre dopo un preventivo stazionamento sull’insostituibile carta); solo in seguito è avvenuto il passaggio finale nell’oggetto “libro”. Si sente tanto parlare del cosiddetto “contatto erede”, un essere umano volenteroso che, dopo la nostra dipartita da questo mondo, dovrebbe preoccuparsi di gestire il social networking lasciato incustodito per cause di forza maggiore; oppure in ambito transumanista si sta ipotizzando da molti anni l’opportunità di compiere un Mind Uploading, ovvero un trasferimento di quella che convenzionalmente chiamiamo “mente” su un supporto non biologico in grado di interagire con l’ambiente esterno all’indomani della morte del corpo (e quindi del cervello) che la conteneva. Cos’è un libro se non un “erede” del nostro pensiero, un supporto a cui affidare una parte del nostro linguaggio per contrastare l’oblio?…”

Kipple presenta La legge della penombra, di Giovanna Repetto, racconto vincitore del Premio ShortKipple 2017 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta La legge della penombra, racconto di Giovanna Repetto vincitore del Premio Short Kipple 2017. Un sottile, vibrante brivido weird percorre le pagine del racconto: le parole usate sono calibrate per scatenare l’immedesimazione nella storia, ambientata in una riconoscibilissima provincia italiana e in un preciso momento storico, quello attuale.
La discesa verso l’abisso emozionale è terrificante, inaspettata e repentina: Giovanna Repetto conosce i sottili segreti della scrittura e vi attinge a piene mani per ammaliarci nella trama del suo vivere interiore.

Sinossi

Sibilla e Maria Pia si dirigono in auto verso la casa di proprietà di Sibilla. Il villino è arredato, ma non ci vive più nessuno. Custodisce segreti e ricordi disturbanti che rivivono anche nelle parole pronunciate dalla giovane donna, in un turbine sottile di piccoli eventi e percezioni, in bilico instabile tra il detto e non detto.
Come il pesce che s’infila nella nassa, le due si dimeneranno in un continuo scambio di ruoli che finirà per imprigionarle sempre di più nella casa.
Sapere cosa può nascondersi oltre il nostro sguardo non sempre rappresenta la salvezza, un punto di forza: le leggi che governano i punti oscuri della nostra esistenza potrebbero non essere quelle che ci aspettiamo, oppure possono costituirne l’intima, terrificante conferma.
Il capolavoro di Giovanna Repetto spalanca i cancelli alle angoscianti prospettive weird delle case abbandonate, immerse nell’infinita penombra in cui sopravvivono. In esse l’afflato della vita s’insinua come un soffio malato e perverso, a delineare giochi erotici appena accennati, pennellati di un nero insopportabile.

Estratto

– Ma ci vedi a guidare?
Il tergicristallo faticava a tener dietro all’irruenza dell’acqua. Sibilla non rallentava e non mostrava preoccupazione. Anzi, il sorriso delle sue labbra sottili e indelebilmente rosse si accentuava come per un divertimento segreto. Era una ragazza magra, con i capelli neri lunghi e lisci, occhi brillanti e sopracciglia arcuate. Emanava una sicurezza pericolosa.
– Ce l’hai davvero la patente? – domandava ancora Maria Pia, un po’ per provocarla e un po’ per rompere quel silenzio che la innervosiva.
– Le domande dovevi farle prima. Adesso non ti fidi? Hai paura? Vuoi che ti riporti indietro?
Così tutto il viaggio.
Sibilla, solo due anni più di lei, diciotto, ma tanto più avanti in tutto. Più bella, più scaltra. Più libera.
Viveva col padre, che però era continuamente in viaggio per lavoro. La madre era scappata con un brasiliano, e non si faceva viva da un pezzo.
Le auto erano poche, sempre meno. Gli alberi ai lati della strada sempre più fitti.
Ed ecco la casa, in una radura pietrosa in mezzo al bosco.
Maria Pia sapeva che lì l’aspettava una sorpresa architettata dalla sua amica.
Sibilla spense il motore.
– Ora devi ascoltarmi bene. Ci sono delle regole. Questo è un posto particolare.
La voce, in contrasto con il corpo slanciato, era di un velluto profondo e pieno, con sfumature aspre. Era una voce che accarezzava, avvolgeva e fustigava.
Maria Pia immaginò che le precauzioni consistessero nel tapparsi in casa, con porte e finestre sprangate.

L’autrice

Giovanna Repetto è nata a Genova nel 1945 e vive da molti anni a Roma. Laureata in Farmacia e in Psicologia, ha svolto prima la professione di farmacista e poi quella di psicologa. Dal 1992 è redattrice della rivista letteraria Il Paradiso degli Orchi e recentemente ha avviato una collaborazione con la rivista di fantascienza Andromeda.

Romanzi pubblicati:
La banda di Boscobruno, Mobydick, 1999, premio Selezione Bancarellino 2000
Palude, abbracciami, Mobydick, 2000, premio Navile-Città di Bologna 2000
La gente immobiliare, Mobydick, 2002
Cartoline da Marsiglia, Mobydick, 2004
L’alibi della vittima, Gargoyle, 2014
Il Nastro di Sanchez, Delos Digital 2017, finalista Premio Urania 2015

Ha scritto testi teatrali e racconti che figurano in riviste e antologie. Fra gli altri il racconto La via di mezzo pubblicato nel 2017 nell’antologia Materia oscura, curata da Emanuela Valentini per Delos Digital, che riunisce autrici di fantascienza italiane.

La collana Capsule

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Giovanna Repetto | La legge della penombra – Racconto vincitore dello Short Kipple 2017
Copertina di Lario Tus

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 26 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-90-5

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"Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata." Gustave Flaubert

ArcheoTime

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Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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