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Altrisogni.it recensisce Il demone di carta | Luigi Milani


Sul blog di LuigiMilani la segnalazione di una nuova recensione a un suo racconto, Il demone di carta, edito un po’ di tempo fa da Graphe. Eccone un estratto (e complimenti a Luis!).

Lo stile di Luigi Milani è accattivante e misterioso e induce il lettore a leggere la storia tutta d’un fiato, poiché racconta, passo dopo passo, la discesa di un uomo disperato e preda della sua fissazione verso lidi sconosciuti e incomprensibili. La storia, pur essendo brevissima (circa 15 pagine), risulta scorrevole e coinvolgente, con un finale aperto che calza a pennello

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In Lavanderia c’è chi lavora anche a Natale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita Delos Digital per Charlie Stross, col suo ciclo della Lavanderia: Straordinari. Ecco la sinossi:

Straordinari. È un aggettivo adatto per descrivere gli agenti della Lavanderia, l’organizzazione governativa britannica (segreta, naturalmente) nata per difendere il Regno (e il mondo) dalle minacce aliene e occulte. Ma, ahimè,“straordinari” sono anche le ore di lavoro che tocca svolgere quando si sarebbe dovuti essere a casa, tranquilli, a rilassarsi davanti a un cenone natalizio. E questo capita ovviamente con inquietante regolarità. Perché quale momento è migliore, per mettere in pericolo il mondo, del Natale stesso?

The Führer and his Deputies | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine una segnalazione che è molto in relazione con i miei studi attuali, una Sincronicità che chiama e urla da tutte le parti, in questi giorni, come dimostra anche quest’articolo di Repubblica. Ecco comunque il dettaglio di SherlockMagazine:

La storia apocrifa s’intitola The Führer and his Deputies ed è aderente al canone di Shelock Holmes, ovviamente; si svolge nel maggio 1945. Il governo britannico deve decidere se mettere Rudolph Heβ, il deputato di Hitler, sotto processo per i crimini di guerra. Heβ volò in Gran Bretagna nel 1941 ma nessuno è stato capace di spiegare il perché di questo volo e perché non ha cercato asilo politico né ha portato proposte di pace. Holmes è incaricato di svolgere l’interrogatorio di Heβ. Ciò si traduce in una storia molto drammatica che rivela non solo la ragione totalmente inaspettata del volo Heβ, ma anche alcuni fatti completamente ignoti su Hitler. I documenti del dottor Watson su questo caso sono stati scoperti solo nell’estate del 2015 e questa è la prima volta che si può raccontare la vera storia.

Kenneth Krabat, Non un qualunque cappello fuori moda | PoesiaUltraContemporanea | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog PoesiaUltraContemporanea potete leggere una delle poesie che compongono la nostra pubblicazione ROSSO.NIENTE, di Kenneth Krabat. Un grazie a Sonia Caporossi per averci gentilmente ospitato.

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

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Esce Macerie, di Laura Accerboni, per la collana VersiGuasti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, “Macerie, di Laura Accerboni, poetessa che in questa pubblicazione dà prova di asciuttezza. Non v’è alcun fronzolo o ammiccamento alla poesia contemporanea che tende a giocare con finali a sorpresa e spiazzanti: al contrario, la voce dell’Autrice è lineare, portatrice di un’evidenza limpida, fattuale nella sua immediata evidenza. Materia che si (im)pone come concreta evidenza.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli e presenta il percorso artistico di questo volumetto digitale, impreziosito dalla copertina di Ksenja Laginja e dalle opere grafiche interne del collettivo SpiceLapis;

Dall’introduzione

Apparentemente ermetiche, quasi fossero prive di un significato logico, di una narrativa da condividere con il lettore, private di un messaggio da comunicare e di una storia da narrare, le poesie di Laura Accerboni colpiscono e, come detto sopra, si (im)pongono evidenti, fattuali oggetti di materia, ipostasi composte di suoni e voci.
Monadi, le poesie dell’Autrice genovese sono Monadi di dolore, aggregati di un amalgama fatto di memorie, di terriccio, di corpi, di carta vergata, di radici e piante. Impasti secchi di sensazioni in cui solo lontanamente si rintraccia un senso compiuto, un significato manifesto. Ciò che resta dall’operazione compiuta dalla poetessa è un indistinto groviglio di immagini intrecciate l’una con l’altra in un apparente delirio emozionale.
Confini dentro la schiena, erba che non cresce (però) dentro le mani, montagne dentro celle fredde, case che pregano e radici che diventano fondamenta, stelle fatte di terra, mari di calce solcati da corpi alla deriva. Questo l’immaginario apparentemente distorto di Laura Accerboni.
Poesie che diventano oggetti, sfere dense di intrisa corporeità, ostacoli contro cui il lettore si scontra, si imbatte e ciò che prova è ciò che naturalmente vive ogni qual volta viene messo di fronte alla propria muta finitudine, all’impossibilità ontologica, al banale non-potere. È il dolore, mai citato direttamente dall’Autrice; il dolore è descritto in molte delle sue infinite manifestazioni: “un limite \ piantato in gola \ come una scheggia”, “Stelle \ piene di terra”, “l‘erba \ dentro le mani \ però non cresce”.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

L’autrice

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985. Attualmente vive a Lugano dove ha frequentato il Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana (USI). Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui Nuova corrente (Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa); Italian Poetry Rewiew (Plurilingual Journal of creativity and criticism sponsored by Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University); Gradiva (International Journal of Italian Poetry Editor Luigi Fontanella); Poesia Crocetti Editore; Lo Specchio della Stampa; Steve; Capoverso; Loch Raven Review (USA, Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL, sull’antologia InVerse (John Cabot University Press) e sul settimanale tedesco Der Siegel. Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996); Premio internazionale di poesia Piero Alinari (2011), Sezione poesia inedita; Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Nel 2016 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato. Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). È stata ospite di festival internazionali tra cui: Poetry International Rotterdam (Olanda); Goran’s Spring (Croazia); Felix Poetry Festival (Belgio); Struga Poetry Evenings (Macedonia); Međunarodni festival suvremene poezije Brutal (Croatia); Poetas D(in)versos (Coruña); Babel Festival di letteratura e traduzione (Svizzera); ChiassoLetteraria (Svizzera); Internationales Literaturfestival Leukerbad (Svizzera); Poestate (Svizzera); Poetry on the Road (Germania); Days of Poetry and wine (Slovenia). Nel 2017 ha presentato il suo lavoro all’Università di Cork e all’Università di Dublino. Parteciperà̀ ai festival Ars Poetica (Slovacchia), 10Tal / The Stockholm Poetry Festival (Svezia), InVerse Poetry Festival (John Cabot University, Roma, Italia). Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis promosso dall’Unione Europea. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, romeno, armeno e macedone.

Le illustratrici interne

Il Collettivo SpiceLapis. Spicelapis è il temperamatite, ciò che affila, aguzza le matite e le menti per riversare in linee ordinate su carta il vortice che si ha nella testa.
Spicelapis è un collettivo di illustratori, nato a Udine nel dicembre 2015, che opera in modo attivo con l’intento di creare un luogo in cui far nascere idee e progetti legati all’illustrazione e all’arte. È una realtà totalmente autogestita e autofinanziata, nella quale la collaborazione di tutti i membri è fondante e fondamentale.
Attualmente il gruppo vanta diverse collaborazioni su tutto il territorio regionale, tra cui il circuito della Libreria Diffusa di Udine, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele, il Daydreaming Project di Trieste ed il Far East Film Festival, per il quale ha realizzato la mostra “Metamorfosi” in Galleria Tina Modotti a Udine, ad Aprile 2017, per l’apertura della 19° ed. del Festival.
Per la prima volta collabora con Kipple Officina Libraria nel progetto di illustrazione del volume di VersiGuasti dedicato a Laura Accerboni.
www.facebook.com/SpiceLapis
spicelapis@gmail.com

L’autrice della copertina

Ksenja Laginja (Genova, 1981) alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione e le sue sperimentazioni. Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger” per Annexia edizioni. Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) è redattrice di Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum. I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un’intensa attività di reading. Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” per Ladolfi Editore. Nel 2016 è stata selezionata come autrice dal progetto ZENIT POESIA – Progetto 4×10<40, a cura di Sebastiano Aglieco e Marco Bellini, promosso dalla casa editrice La Vita Felice. Con i suoi disegni ha partecipato a esposizioni personali e collettive sul territorio nazionale. Nel 2017 ha vinto il concorso di illustrazione SCANNER, promosso dalla libreria Scripta Manent.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta)
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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Filmhorror.com – L’inferno dell’editoria horror: “Vanity Press” di Samuel Marolla!


Su FilmHorror la segnalazione del nuovo racconto di Samuel Marolla, Vanity Press. Roba davvero forte e particolare…

“Quello dell’editoria è un mondo complesso, intricato e in cui si rischia di incappare in qualche trappola, se non si è sufficientemente accorti. Ed è ciò che capita ad Alessio, giovane e promettente scrittore horror che sigla un accordo con una casa editrice a dir poco ambigua. In seguito però, grazie alla consulenza di un’affascinante e spregiudicata avvocatessa, scopre suo malgrado che – ben nascoste tra le righe del contratto – ci sono alcune piccole e sfuggenti clausole. Di cosa si tratta? Niente di che, è solo un codice segreto per vincolare lo scrittore all’editore; per sempre, fino alla morte. Anzi, soprattutto dopo la morte…”

La prima cosa che salta all’occhio è il tono con cui la storia è raccontata: un impasto particolarmente riuscito di ironia e suspense (accade di rado che assieme diano un buon amalgama; mi vengono ora in mente, a titolo di paragone indicativo, alcune belle storie di Dampyr, un paio di racconti contenuti nei barkeriani Libri di Sangue, un autore semisconosciuto in Italia come Ron Goulart, il fumetto Hellblazer). Siamo davanti a un racconto che è pieno di brio senza che per questo i meccanismi della tensione vengano allentati: le armate infernali, ad esempio, sono un serio pericolo per i protagonisti, ma le loro gerarchie, i loro mezzi, il modo in cui compaiono in scena risultano tutti molto divertenti. Il genio è anche questo: andare oltre i cliché di un genere, utilizzarli secondo i propri scopi, anche in senso ironico.
Poi, bisogna dirlo, qui c’è un mondo fantastico originale e tutto da scoprire, frutto di un worldbuilding veramente azzeccato. Volete sapere cos’è la scrigiura negra? Cosa sono i bibliozoi? Vorremmo davvero che questi elementi tornassero in altre opere; anche, perché no, in un romanzo lungo.
Ironia, horror, tensione, magia… eppure non è finita qui. Si parla di scrittura e di case editrici; questo dà occasione all’autore di nascondere nella narrazione uno spassoso discorso satirico sull’editoria italiana e in particolare sul milieu tutto particolare dell’horror. Con qualche frecciatina, mai però pesante e fuori luogo. Curiosi? Compratevi il racconto!!!

Vanity Press è costituito da molti elementi che stanno insieme in un’alchimia perfettamente riuscita. Ma il racconto è molto più della somma di questa parti. Non è solo un “prodotto ben fatto”. C’è dentro la personalità e l’anima dello scrittore, come testimoniano anche l’ambientazione milanese dark, e la presenza di alcuni personaggi già comparsi in altri racconti e appartenenti al suo universo narrativo.

Giovanna Repetto vince il Premio Short Kipple 2017 | Bando Premio Kipple 2018 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giovanna Repetto vince il Premio Short Kipple 2017 col suo fulminante racconto La legge della penombra, un delirio weird che sorprende con i suoi continui stravolgimenti di fronte.
La redazione Kipple si complimenta con la bravissima autrice e con tutti gli altri partecipanti al contest per l’elevato livello narrativo raggiunto, standard che continua ad alzarsi a ogni edizione dello Short.

L’opera di Giovanna Repetto verrà pubblicata all’inizio del 2018 in ebook nella prestigiosa collana Capsule, con tutta la fierezza che noi in Kipple stiamo provando in questo momento.

Inoltre, siete pronti al Premio Kipple 2018? Qui di seguito trovate il bando: misuratevi con i romanzi di genere fantascientifico o weird e continuate a stupirci! Noi non chiediamo di meglio, vogliamo essere sorpresi da voi!

Grazie!

Bando Premio Kipple 2018

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2018 l’XI edizione del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul WEB, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.

I generi ammessi sono:

Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (New Weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 per ogni opera, da accreditare entro il 30 aprile 2018

I) tramite paypal: kol@kipple.it
II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2018”
III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Short-Kipple 2018”

5) La scadenza è fissata per il 30 aprile 2018.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2018”.

Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO nella propria collana “Avatar”, distribuito su Amazon in opzione “ondemand” e sulle librerie online, e in versione DIGITALE nella propria collana “eAvatar” distrubuito su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX, e AppleStore (iTunes).

Riepilogo:

Lunghezza: min 100 max 400 cartelle
Scadenza: 30 aprile 2018
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 ogni romanzo

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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