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Archivio per novembre, 2018

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[Letto su KippleBlog]

A Natale siamo… tutti più Weird

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Carach Angren


La maschera del male è palese.

Zombie: il soggetto e la massa – Carmilla on line


Gli zombie sono tra noi. Questa affermazione ormai è diventata mainstream, nella sua intenzione scopertamente politica di vedere nella figura del morto vivente che è mosso soltanto dal desiderio di nutrirsi degli esseri umani; nella raffigurazione del compiuto dominio capitalistico, della “zombificazione” dei rapporti sociali, del collasso di qualsiasi forma di convivenza. Come tutte le affermazioni mainstream, però, questa raffigurazione, pur contenendo degli indirizzi critici notevoli, sta diventando una frase irriflessa, che non si chiede davvero chi siano gli zombie e chi siamo noi. Gli zombie, con la loro apatia, quel loro incedere in un mondo in rovina alla ricerca esclusivamente di fonti primarie di sostentamento, in realtà “portano alle estreme conseguenze la crisi del processo di individuazione”, come è stato notato da Rocco Ronchi. Questo autore si è confrontato filosoficamente con la moda zombie, rilevandone le caratteristiche letteralmente trans-umane. Secondo questa lettura lo zombie è il nostro prossimo che ha cessato per sempre di essere tale, con il quale non si può instaurare alcun rapporto possibile che non sia di mero conflitto. Quindi – aggiunge Ronchi – non esiste lo zombie, esistono solo gli zombie, massa indistinta e priva di ogni forma di individuabilità, “un plurale che non ha più l’uno come unità di misura”. In questo senso gli zombie rappresentano l’esatto antitipo del Leviatano di Hobbes che vediamo nel suo celebre frontespizio: un sovrano che domina la città, il cui corpo è formato da tutti i suoi sudditi. Agli zombie Ronchi riserva, con una intuizione davvero interessante, il titolo greco – già rintracciabile in Platone – di onkos, “peso”, “massa”.

Questo l’incipit di un articolo di CarmillaOnLine sull’immaginario zombie, visto come espressione dell’appiattimento emotivo, interiore, come plagio della volontà della masse operato dal regime iperliberista vigente sul mondo. Buona lettura.

Pink Floyd – Careful With That Axe, Eugene (1972-11-10)


Una cuspide oscura e acida, presa da un concerto dei tanti, svoltosi nella nebbia del tempo che emerge ora dagli abissi della memoria.

Scars hidden in the dark


Indicare le imperfezioni di sutura e di deliquio.

Forma Urbis (Parte I) | ilcantooscuro


Alessio Brugnoli e la sua irrefrenabile passione per la Storia, vagamente grande quanto le sue conoscenze. In questo post che si svilupperà in due puntate, Alessio traccia un po’ la storia delle cartine stradali romane, sviluppate probabilmente fin dai tempi della Repubblica e perfezionate in epoca imperiale. Spettacolo, Alessio, spettacolo…

Per chi non la conoscesse, spero pochi, la Forma Urbis Severiana (anche Forma Urbis Romae, “Pianta marmorea severiana”, o Forma Urbis Marmorea) è una pianta della città di Roma antica incisa su lastre di marmo, risalente all’epoca di Settimio Severo. Realizzata tra il 203 e il 211, era collocata in una delle aule del Tempio della Pace (o “Foro della Pace”). Tuttavia, molti indizi fanno pensare che questa sia l’ultima di una lunga serie di piante monumentali, realizzate a partire dalla tarda età repubblicana: alcuni sono di natura “letteraria”, per cui anche legati all’impressione soggettiva, per esempio, quando leggo il brano in cui Varrone indica la posizione dei sacraria argei, la prima cosa che mi viene in mente è che stia scriva con sotto agli occhi una mappa, però magari altri potrebbero fornire delle spiegazioni forse più valide alla sua precisione topografica.

Altri più concreti sono legati a una serie di ritrovamenti avvenuti nel tempo, che mi accingo a elencare

Caos sinestetico


Hai dipinto di essenze inanimate ogni lembo del cielo virtuale, le hai dotate di movimento meccanico e poi, con un gesto da magnate, hai fatto esplodere un Vaso di Pandora addosso agli elementi subsviluppati, generando il caos sinestetico.

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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