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L’EVENTO, I LUOGHI INVISIBILI – OrticaWeb
La Mostra di Silvia Faieta, “1 . 1 . 2 . 3 . 5 . 8 . 13 – Al di là del difetto” che si sta svolgendo a Roma presso la Galleria 291 Est, in via dello Scalo di San Lorenzo, sabato 28 febbraio raggiungerà un nuovo apice; vi lascio all’articolo che lo segnala:
L’appuntamento si terrà sabato 28 febbraio negli spazi della galleria e sarà accompagnato da un intervento olfattivo a cura di Lume di Naso, studio specializzato nella progettazione di ambienti sensoriali e nella divulgazione culturale dedicata al linguaggio dell’odore.
Contestualmente all’evento, la mostra sarà prorogata e resterà visitabile su prenotazione fino al 28 marzo.
L’intervento di Lume di Naso si inserisce nel progetto espositivo ampliandone la dimensione immersiva e multisensoriale. Il percorso della mostra si sviluppa attraverso dodici opere scultoree, ciascuna affiancata da un componimento poetico originale e da una composizione musicale appositamente realizzata da Stefano Bertoli. A questo sistema percettivo si affianca una dimensione olfattiva: a ciascuna opera viene associata una specifica molecola odorosa, scelta come elemento essenziale e autonomo capace di attivare un ulteriore livello di esperienza sensoriale.
L’intervento non si configura come semplice accompagnamento atmosferico, ma come parte integrante del percorso espositivo, in dialogo con la ricerca artistica di Silvia Faieta. Il progetto, curato da Vania Caruso, nasce da una riflessione sul concetto di imperfezione come principio generativo e trova nella sequenza di Fibonacci una struttura simbolica che regola i rapporti tra crescita, trasformazione e armonia tra ordine e caos.
L’inserimento della componente olfattiva contribuisce ad ampliare la relazione tra opera e pubblico, favorendo una fruizione che coinvolge simultaneamente percezione visiva, uditiva e sensoriale, in coerenza con l’impianto concettuale e immersivo dell’allestimento.LA MOSTRA
Il progetto espositivo di Silvia Faieta assume l’imperfezione come principio generativo, sovvertendo il rapporto convenzionale tra scarto e forma originaria.
L’esposizione prende avvio da un’opera concepita durante il periodo del lockdown e trova nella sequenza di Fibonacci la propria struttura portante: non un mero riferimento matematico, ma un codice simbolico e metafisico che orienta dodici sculture, ciascuna intitolata secondo il numero che ne determina significato e composizione (Luogo 1, Luogo 2, ecc.).
L’intersezione tra rigore geometrico e visione immaginifica dà forma a microcosmi percettivi in bianco e nero, nei quali la ricomposizione degli opposti si traduce in un linguaggio visivo essenziale e tensionale. Ogni “luogo” è accompagnato da un testo poetico di Francesca Del Moro, Olivia Balzar, Angela Botta, Ksenja Laginja, Ilaria Palomba e Annamaria Giannini, nonché da una sonorizzazione originale composta e interpretata dal vivo da Stefano Bertoli, contribuendo a una fruizione immersiva che oscilla tra contemplazione e dialogo sensibile.
1.1.2.3.5.8.13 – Al di là del difetto propone così una riflessione sul limite inteso come spazio di possibilità, restituendo la crescita come processo aperto all’errore, alla deviazione e alla trasformazione.

