HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per febbraio 22, 2026
Plot
Un particolare sposta la narrazione verso frattali di altra fattura, modificando fino alle basi il plot che viene enunciato.
Ridefinizioni complesse
L’impatto si delinea sulle tue risicate rimostranze, fino a definire la complessità delle costanze.
Laszlo Umbreit, Sirah Foighel Brutmann & Eitan Efrat – Là | Neural
[Letto su Neural]
Diversi sono i precedenti in musica sul tema della lamentazione, che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni funebri e nelle espressioni di dolore collettivo. Queste composizioni, diffuse in molte culture, hanno dato voce al lutto e alla memoria storica attraverso i secoli. Dal canto gregoriano alle opere contemporanee, il lamento musicale ha sempre rappresentato uno strumento potente per affrontare traumi sociali e politici, creando spazi sonori di riflessione e testimonianza. Nel caso di questa uscita della Futura Resistenza che si deve alla collaborazione di Laszlo Umbreit, Sirah Foighel Brutmann, Eitan Efrat e Ot Lemmens, l’oggetto del rammarico è un luogo fisico: il deserto di Al Naqab in Palestina. La composizione musicale che ne scaturisce fonde sonorità tradizionali provenienti da strumenti classici quali il flauto e i piatti con sofisticati elementi di natura elettronica e rumori di origine meccanica. Il risultato è un viaggio sonoro immersivo e politicamente impegnato, subito con la prima traccia, “Ensemble”, che si staglia cruda, visionaria, struggente e patica, composta da registrazioni sonore di undici proiettori cinematografici 16mm, che suonano simultaneamente e a intervalli, creando una texture incentrata su un’unica nota. Le tracce “For Her”, “There” e “No” sono invece registrazioni di sessioni dal vivo suonate da Laszlo Umbreit e Eitan Efrat. L’album include anche un testo esteso di Rose Higham-Stainton intitolato Strategies for Survival, stampato su un libretto di 12 pagine. Questa opera si inserisce nella tradizione dei lamenti territoriali, espressioni sonore che raccontano luoghi feriti e comunità in sofferenza. Come nei “threnoi” dell’antica Grecia o nei canti funebri mediorientali, “Là” utilizza il suono in quanto veicolo di memoria e resistenza culturale. La particolare attenzione alla spazialità sonora evoca l’immensità desertica, trasformando l’ascolto in un’esperienza quasi fisica di quella geografia contestata. Il lavoro di sound design risulta meticoloso e stratificato: i suoni meccanici dei proiettori si fondono con le delicate linee del flauto, creando un contrasto che riflette la tensione tra industrializzazione e natura, tra modernità imposta e tradizione indigena. L’uso persistente della nota La come centro tonale dell’opera rappresenta un’ancora emotiva, un punto fermo attorno al quale orbita tutta la composizione. Va sottolineato inoltre come il libretto che accompagna l’album non sia un semplice complemento testuale, ma parte integrante dell’opera: le “Strategie di Sopravvivenza” di Higham-Stainton propongono una riflessione parallela al percorso sonoro, esplorando modalità di resistenza e persistenza culturale attraverso la parola scritta, in dialogo costante con le onde sonore che permeano l’intero progetto.



