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NeXT Hyper ObscureArchivio per febbraio 26, 2026
Ordini psichici
Potresti enunciare follie psichiche in ordine sparso fino a dedicare la noia alla foia, alla disciplina della notte, alla infiorescenza dell’alba: e poi, rimangono soltanto le briciole di un pasto cerebrale, e tu sei un ordine di grandezza che non traspare la gioia.
SPAZIO INFINITO Parte 2 – AA.VV. Urania Millemondi n. 103 – Mondadori. A cura di Sergio Duma – LES FLEURS DU MAL BLOG
Io questo volume Urania Millemondi ce l’ho sul comodino, è pronto da leggere; intanto, Alessandra Micheli lo ha recensito su LesFleursDuMal blog, ed ecco cosa ne pensa:
Questo secondo volume dell’antologia Spazio Infinito dedicata alla space opera e alla cosiddetta fantascienza militare è senza dubbio di buon livello. Il volume precedente non mi aveva convinto e avevo trovato il livello qualitativo dei racconti piuttosto discontinuo. Non è stato il caso di questo libro, per fortuna.
L’antologia è stata curata da Bryan Thomas Schmidt, scrittore e sceneggiatore che nell’introduzione fa un’interessante distinzione tra i due sottogeneri della science-fiction. A suo dire, la fantascienza militarista pone l’attenzione agli aspetti strategici delle missioni di guerra, mentre la space opera si concentra sulle psicologie e sulle emozioni dei protagonisti. Si tratta, comunque, come lui stesso ammette, di una distinzione superficiale, dal momento che buona parte dei racconti presenti nell’antologia possono essere considerati come una commistione delle due attitudini.
Le storie sono molto varie, sia come stile che come ambientazioni, ma la qualità è costante. Molti racconti sono intensi e suggestivi, a cominciare da quello di Leigh Brackett, collocato su Marte. L’autrice rievoca con una scrittura evocativa e quasi poetica la gloriosa tradizione della fantascienza dei primordi in maniera convincente. Non posso poi non citare il contributo del grande Alastair Reynolds con uno splendido racconto che si inserisce nell’acclamato ciclo della Rivelazione. Paul Anderson, d’altro canto, delinea una drammatica vicenda incentrata su un cacciatore di extraterrestri e affronta in chiave metaforica il tema del razzismo.
Non manca la celeberrima Anne McCaffrey che concepisce una space-opera di notevole spessore, risultando coinvolgente. È molto interessante anche il racconto di David Drake ambientato in una versione futuribile di Parigi. Si tratta di una tragica storia di violenza e vendetta, con riferimenti al romanticismo e al decadentismo filtrati, naturalmente, da un’attitudine sci-fi. E non posso non citare il racconto più bello in assoluto, quello firmato dal leggendario Robert Silverberg. L’acclamato scrittore realizza una triste, disperata analisi dell’egoismo degli esseri viventi, un sentimento universale che coinvolge indistintamente esseri umani e alieni. La fine è davvero spiazzante e pessimista e non potrà lasciare indifferente nessuno.
Gli altri autori, infine, propongono lavori interessanti e nel complesso ben riusciti e di conseguenza questo volume è da tenere d’occhio. Potrà piacere anche a coloro che non apprezzano di solito la space opera.
L’EVENTO, I LUOGHI INVISIBILI – OrticaWeb
La Mostra di Silvia Faieta, “1 . 1 . 2 . 3 . 5 . 8 . 13 – Al di là del difetto” che si sta svolgendo a Roma presso la Galleria 291 Est, in via dello Scalo di San Lorenzo, sabato 28 febbraio raggiungerà un nuovo apice; vi lascio all’articolo che lo segnala:
L’appuntamento si terrà sabato 28 febbraio negli spazi della galleria e sarà accompagnato da un intervento olfattivo a cura di Lume di Naso, studio specializzato nella progettazione di ambienti sensoriali e nella divulgazione culturale dedicata al linguaggio dell’odore.
Contestualmente all’evento, la mostra sarà prorogata e resterà visitabile su prenotazione fino al 28 marzo.
L’intervento di Lume di Naso si inserisce nel progetto espositivo ampliandone la dimensione immersiva e multisensoriale. Il percorso della mostra si sviluppa attraverso dodici opere scultoree, ciascuna affiancata da un componimento poetico originale e da una composizione musicale appositamente realizzata da Stefano Bertoli. A questo sistema percettivo si affianca una dimensione olfattiva: a ciascuna opera viene associata una specifica molecola odorosa, scelta come elemento essenziale e autonomo capace di attivare un ulteriore livello di esperienza sensoriale.
L’intervento non si configura come semplice accompagnamento atmosferico, ma come parte integrante del percorso espositivo, in dialogo con la ricerca artistica di Silvia Faieta. Il progetto, curato da Vania Caruso, nasce da una riflessione sul concetto di imperfezione come principio generativo e trova nella sequenza di Fibonacci una struttura simbolica che regola i rapporti tra crescita, trasformazione e armonia tra ordine e caos.
L’inserimento della componente olfattiva contribuisce ad ampliare la relazione tra opera e pubblico, favorendo una fruizione che coinvolge simultaneamente percezione visiva, uditiva e sensoriale, in coerenza con l’impianto concettuale e immersivo dell’allestimento.LA MOSTRA
Il progetto espositivo di Silvia Faieta assume l’imperfezione come principio generativo, sovvertendo il rapporto convenzionale tra scarto e forma originaria.
L’esposizione prende avvio da un’opera concepita durante il periodo del lockdown e trova nella sequenza di Fibonacci la propria struttura portante: non un mero riferimento matematico, ma un codice simbolico e metafisico che orienta dodici sculture, ciascuna intitolata secondo il numero che ne determina significato e composizione (Luogo 1, Luogo 2, ecc.).
L’intersezione tra rigore geometrico e visione immaginifica dà forma a microcosmi percettivi in bianco e nero, nei quali la ricomposizione degli opposti si traduce in un linguaggio visivo essenziale e tensionale. Ogni “luogo” è accompagnato da un testo poetico di Francesca Del Moro, Olivia Balzar, Angela Botta, Ksenja Laginja, Ilaria Palomba e Annamaria Giannini, nonché da una sonorizzazione originale composta e interpretata dal vivo da Stefano Bertoli, contribuendo a una fruizione immersiva che oscilla tra contemplazione e dialogo sensibile.
1.1.2.3.5.8.13 – Al di là del difetto propone così una riflessione sul limite inteso come spazio di possibilità, restituendo la crescita come processo aperto all’errore, alla deviazione e alla trasformazione.

