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Carmilla on line | In Tech we Trust – Religioni digitali, media e immaginari sociali
9 febbraio 2026 alle 19:03 · Archiviato in Cognizioni, Cybergoth, Cyberpunk, Digitalizzazioni, Editoria, Filosofia, Futuro, Postumanismo, Recensioni, Sociale, Storia, Tecnologia and tagged: Alberta Giorgi, Alberto Ghio, Aldo Lando, Alessandra Vitullo, Brian Yuzna, CarmillaOnLine, Francesco Barilli, Gioacchino Toni, Giulia Evolvi, Heidi Campbell, HP Lovecraft, James Cameron, Marco Castagnetto, Marco Maculotti, Marco Mutti, Michele Olzi, Mimesis, Mircea Eliade, Nicola Pannofino, Rachel Wagner, Roberto Revello, Roman Polanski, Sacro, Sergio Martino, Society, Stanley Kubrick, Stefania Palmisano, Valerio Evangelisti, Videogame
Su CarmillaOnLine una intrigante recensione di Gioacchino Toni a Dei digitali. Religioni digitali, media e immaginari sociali, a cura di Michele Olzi, edito da Mimesis; di cosa parliamo?
All’interno di una più ampia riflessione sui rapporti tra media e religione nelle società postsecolari, si è fatto strada lo studio di una sua componente specifica, la Digital Religion, derivata dall’intrecciarsi di forme religiose con le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Se negli Stati uniti il rapporto tra religione e digitale viene indagato da almeno tre decenni, in Europa, ed in particolare in Italia, l’interesse per tale ambito è decisamente più recente. Lungi dall’essere mezzi neutri di propagazione di pratiche religiose esistenti, i media, soprattutto digitali, influiscono in maniera importante sull’esperienza religiosa stessa, dissolvendo o riconfigurando autorità, gerarchie, tradizioni e simboli in un contesto reticolare decentralizzato da cui scaturiscono nuove forme di ritualità e spiritualità. Non si tratta dunque della trasposizione di valori propri delle religioni tradizionali in nuovi contesti tecnologici, ma di una profonda trasformazione della pratica religiosa coinvolgente dimensioni esperienziali, simboliche, narrative ed emotive.
Il volume Dei digitali (2025), curato da Michele Olzi, è uscito per la collana ReMedIS (Religioni, Media ed Immaginari Sociali), diretta da Roberto Revello, Michele Olzi e Stefania Palmisano per Mimesis edizioni, una collana incentrata sui risvolti religiosi e mediatici degli immaginari sociali. Nel saggio di apertura Heidi Campbell e Giulia Evolvi indagano come le tecnologie digitali impattino sui concetti di identità, comunità e autorità religiosa offrendo ai soggetti più marginalizzati la possibilità di esprimere la propria soggettività anche in termini di identità religiosa in un contesto di rinegoziazione che può rafforzare le gerarchie tradizionali o conferire nuove forme di legittimazione. Delle nuove forme di appartenenza religiosa che il digitale consente a gruppi marginalizzati si occupa anche Alberta Giorgi che guarda alle potenzialità degli spazi virtuali nella decostruzione delle narrazioni dominanti e nella reinterpretazione dei testi sacri prescindendo dalle gerarchie tradizionali.
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