27 gennaio 2026 alle 19:56 · Archiviato in Accadimenti, Acido, Catarsi, Cognizioni, Creatività, Cybergoth, Editoria, Empatia, Energia, Erox, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, Inumano, Letteratura, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Passato, Quantsgoth, Recensioni, Ricordi, SF, Sociale, Surrealtà, Weird and tagged: Claudio Kulesko, Costantinopoli, D Editore, Emmanuele Pilia, Impero Connettivo, Impero Romano, Nephilim, Paradigma olografico, Potere, Produco, Stefano Spataro, Trascendenze, Vulcano Laziale
Su Ibridamenti una spettacolare recensione di Stefano Spataro (che ringrazio vivamente) a EarthBound, mio romanzo che apre le pubblicazioni con D Editore nella collana “Intermundia”, diretta da Claudio Kulesko nell’ambito della produzione della casa editrice guidata da Emmanuele Pilia.
La disamina si apre con un excursus sulla mia figura autoriale, per poi proseguire con la recensione vera e propria al romanzo; troverete i due passi essenziali elencati qui sotto, suddivisi. Buona lettura.
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Sandro Battisti è uno degli autori più importanti e radicali della fantascienza italiana contemporanea. La sua produzione, vastissima e coerente, attraversa da oltre vent’anni territori narrativi in cui la speculazione scientifica si fonde con la filosofia e la storia, grazie a una riflessione costante sul linguaggio e sulle strutture profonde del potere. Battisti non è soltanto uno scrittore estremamente prolifico, ma anche un performer, un teorico e un costruttore di mondi, uno di quegli autori capaci di immaginare universi narrativi che funzionano come sistemi complessi, attraversabili da romanzi, racconti e idee che si richiamano e si potenziano a vicenda. Il suo nome è indissolubilmente legato al Connettivismo, movimento letterario nato nei primi anni Duemila, di cui è stato uno dei fondatori e principali animatori, e che rappresenta probabilmente l’esperienza più organica e consapevole di rinnovamento della fantascienza italiana. Il Connettivismo si è posto fin dall’inizio come superamento consapevole del cyberpunk: ne ha raccolto l’eredità tecnologica e visionaria, ma l’ha spinta oltre, verso una dimensione teoretica molto più ambiziosa, in cui scienza, metafisica, storia, corpo e linguaggio si fondono in una ricerca continua di connessioni profonde. È un movimento che guarda alla complessità del reale, alla frammentazione dell’identità, alle reti invisibili che legano coscienza, tecnologia e potere, senza imitare modelli anglofoni. È un movimento che rifiuta la linearità, che lavora per stratificazioni, per cortocircuiti concettuali, e che considera la fantascienza non come semplice genere narrativo, ma come strumento cognitivo e politico, capace di interrogare il presente attraverso modelli radicalmente altri.
L’opera di Battisti è sempre stata, quindi, meno interessata alla previsione del futuro che alla messa in crisi del nostro modo di pensare il tempo, il potere e l’identità. In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto di D Editore, che ha deciso di dedicare, nella collana Intermundia curata da Claudio Kulesko, uno spazio specifico per l’Impero Connettivo, l’universo narrativo più ampio e psichedelico creato da Battisti, una saga che non è solo fantascientifica ma anche storica e visionaria.
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Earthbound, primo volume di questo nuovo corso editoriale, è un romanzo breve solo in apparenza: la sua densità concettuale è tale da farlo sembrare molto più vasto, quasi un condensato di idee, immagini e ossessioni che l’autore ha affinato nel corso degli anni. Qui ritroviamo tutti i suoi temi cardine: il potere declinato come controllo delle strutture profonde della realtà; il tempo non più come semplice dimensione ma come strumento politico; la sessualità e l’erotismo come forme di conoscenza e di trasformazione; la rilettura dell’Impero romano e bizantino come emblemi di sistemi eterni che si reincarnano sotto nuove forme; le realtà dimensionali che si sovrappongono e comunicano, fino al metaverso quantistico inteso non come gadget tecnologico ma come spazio ontologico.
La trama, articolata su tre punti di vista, è un esempio efficace di questa complessità: da un lato un capo tribù proto-romano, immerso in un tempo arcaico che già contiene in nuce l’idea di impero; dall’altro una ricerca archeo-antropologica su Bisanzio che apre crepe nel presente e mette in comunicazione con altri livelli della realtà; infine la dimensione sovradimensionale dell’Impero Connettivo vero e proprio, governato dall’imperatore Totka_II, uno dei Nephilim, affiancato dal suo enigmatico e fedelissimo Sillax. Questi tre percorsi narrativi non procedono in modo lineare, ma si riflettono e si contaminano, creando un gioco di rimandi che rende evidente come il tempo non sia una freccia, ma piuttosto una rete.
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27 gennaio 2026 alle 12:48 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, eBook, Empatia, Filosofia, Futuro, Letteratura, SF, Surrealtà and tagged: Dario De Judicibus, Delos Books
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Come il micelio per gli alberi”, romanzo particolare di Dario De Judicibus, eclettico su più fronti e questa volta in esplorazione della SF alla ricerca della natura scientifica dell’empatia; il libro digitale è edito da DelosDigital. La quarta:
La Innextra è pronta a cambiare il mondo: con Synaptix, la prima rete totale capace di connettere ogni oggetto, ogni ambiente e ogni individuo, e promette di restituire all’umanità la risorsa più preziosa di tutte: il tempo. Ma ciò che sembra un dono rivoluzionario nasconde un potere capace di insinuarsi ovunque, persino nella mente umana.
Asia, brillante neuroscienziata del CERC di Roma, si accorge che le sue ricerche sul cervello potrebbero essere la chiave di un progetto molto più vasto di quanto immagini. Riccardo, biologo e fondatore di un ecovillaggio, è convinto che esista una rete empatica che unisce tutti gli esseri viventi… un’ipotesi che forse non è più soltanto una teoria. Le loro strade, così diverse, finiranno per convergere sotto la superficie di un sistema che si espande silenzioso come il micelio degli alberi: un intreccio di connessioni che nutre, protegge… e controlla.
Quando ogni cosa è collegata, da dove parte davvero il pericolo? E soprattutto: è ancora possibile fermarlo?
27 gennaio 2026 alle 09:48 · Archiviato in Creatività, Editoria, Futuro, Letteratura, Passato, SF and tagged: Amazon, Edizioni Scudo, Futurismo, Luca Oleastri, Roberto Guerra
Una nuova pubblicazione per Roberto Guerra, Humans AI, in uscita per tipi di Edizioni Scudo di Luca Oleastri; di cosa si parla in quest’antologia che raccoglie un po’ l’opera di Roberto, sperimentatore legato alle intuizioni futuriste che, insieme ad altri anticipatori, hanno reso possibile il genere fantascientifico?
Roberto Guerra è uno scrittore italiano che ha una prospettiva di 2000 anni nel futuro, con un forte collegamento con il futurismo. Le sue opere esplorano la fantascienza, l’intelligenza artificiale e la tecnologia, combinando le idee futuriste con la narrativa moderna. La sua produzione letteraria spazia da romanzi e saggi a romanzi di fantascienza e romanzi di fantascienza, con una predilezione per l’esplorazione di scenari avveniristici e tecnologicamente avanzati.
In questa antologia troverete una visione del futuro molto particolare e innovativa, ove le conquiste tecnologiche si intrecciano ai cambiamenti e ai turbamenti sociali, in una danza in cui anche l’arte ha un ruolo di rilievo. Ma ritroverete anche l’entusiasmo per le conquiste dell’uomo che si respirava nei racconti di proto-fantascienza dei secoli scorsi.