Archivio per febbraio, 2026
4 febbraio 2026 alle 20:03 · Archiviato in Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Attrattori caotici
Nel difetto di una scissione momentanea dell’ego, la proliferazione delle parole segue schemi e stilemi non euclidei, e tutto sembra un caos senza capo né coda ma, dimenticano tutti, è proprio questo il senso del caos e dell’ordine superiore.
4 febbraio 2026 alle 17:53 · Archiviato in Cyberpunk, Digitalizzazioni, Oscurità, Postumanismo, Sociale, Tecnologia and tagged: Arnaldo Pontis, Intelligenza Artificiale
Da Arnaldo Pontis un bell’articolo che scende ancor di più nei pericoli rappresentati dalle Intelligenze Artificiali, nel senso dato dalle possibilità di cedere il nostro dominio cognitivo alla velocità e precisione che una IA può fornire, a costo di dare tutta la nostra privata – emotiva, ideologica, quant’altro – agli algoritmi di queste entità sintetiche. Su YouTg:
OpenClaw (LINK) è una nuova piattaforma di Intelligenza Artificiale che sta avendo molta notorietà grazie anche al passaparola e ai commenti entusiasti di molti utenti sui social media che giocano certamente a suo favore e ne diffondono la fama, sembra essere rivoluzionaria e promette meraviglie. Si leggono cose del tipo: “puoi mandargli un messaggio su Telegram come: prenotami un volo per una città giovedì mattina dalle 9 alle 12, e lui lo fa davvero al tuo posto. Cerca, compara, prenota. È come avere un maggiordomo o una segretaria, intelligenti, precisi e servizievoli, sempre a tua disposizione.” Oppure: “se gli scrivi: riordina la posta per urgenza lui lo fa. Poi ti rimette a posto tutte le cartelle del PC e siccome è quasi l’ora di pranzo ti trova anche un ristorante giapponese vicino all’ufficio comparando recensioni e proponendo opzioni per ordinare online oppure se decidi di andarci di persona, lo prenota per te.” Oppure ancora: “Incredibile… Gli ho detto: scrivi una relazione di sintesi del convegno a cui ho partecipato ieri via web ieri basandoti sulle mie note, sui documenti presentati online dai relatori, sulle discussioni sulla chat utenti e sulla registrazione audiovideo di GoogleMeet”. Lui è scomparso per un po’, è entrato nei miei file, ha elaborato e mi ha restituito un risultato perfetto dopo meno di 15 minuti. Poi me lo ha letto, con la voce di Scarlett Johansson, soffermandosi dopo ogni frase in attesa delle mie correzioni. Mi son limitato ad annuire perché andava già tutto bene. Penso di potermi innamorare di questa gentilissima segretaria personale che non dorme mai, non si lamenta e non mi costa nulla!”.
Verrebbe da pensare che siamo di fronte all’intelligenza artificiale “Agentica” definitiva. L’AI Agentica rappresenta una delle evoluzioni più interessanti e discusse del settore dell’intelligenza artificiale. Questa tecnologia, introduce la possibilità per i sistemi di AI di prendere decisioni autonome e di portare avanti obiettivi complessi con una supervisione umana minima oppure anche in autonomia.
Se i modelli di intelligenza artificiale generativa, come quelli che scrivono testi (es. ChatGPT di OpenAI) e producono immagini (es. Nano Banana di Google) hanno rivoluzionato la creazione di contenuti, l’AI agentica passa al livello successivo: non si limita più a generare output su richiesta, ma utilizza contenuti e competenze per agire, pianificare e coordinarsi con altri agenti o strumenti AI. Un sistema di questo tipo, quindi, non solo elabora dati, ma è anche in grado di interagire con applicazioni esterne, fare ricerche online, interrogare database, prenotare servizi o modificare un piano operativo in base a nuove informazioni ricevute. Questa capacità deriva da un insieme di caratteristiche distintive:
- autonomia, cioè la possibilità di agire senza continua supervisione;
- proattività, che consente agli agenti di anticipare scenari e proporre azioni;
- specializzazione, con agenti dedicati a compiti diversi che possono collaborare tra loro;
- adattabilità, grazie alla capacità di imparare dai feedback e migliorare nel tempo;
- intuitività, perché gli utenti possono interagire con questi sistemi usando un linguaggio naturale, senza bisogno di accedere a interfacce complesse.
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4 febbraio 2026 alle 15:46 · Archiviato in Cognizioni, Mood, Passato, Sociale, Storia and tagged: Celtico, Divinità, Matriarcato, Sciamanesimo
Da IrideDiLuce ancora segnali dal mondo celtico, dove le divinità femminili mostrano da un lato la verità ancestrale del matriarcato, da un altro la profonda connessione col sostrato precedente, quello dello sciamanesimo: la dèa Artio e le sue connessioni con la natura e gli orsi.
Artio condivide legami con la dea greca Artemide e la dea romana Diana. Similmente ad Artio, entrambe sono associate agli orsi. Questa associazione sottolinea il significato transculturale degli orsi nell’archetipo del divino femminile.
L’intreccio di queste dee in culture diverse simboleggia le loro caratteristiche comuni e la venerazione per il mondo selvaggio e naturale. La sua associazione con l’orso simboleggia il suo ruolo nella salvaguardia dell’equilibrio e dell’armonia dell’ecosistema. Come divinità dell’abbondanza e della trasformazione, Artio garantisce il benessere e la salvaguardia di creature grandi e piccole. È considerata una fonte di saggezza e guida per coloro.
Nella mitologia celtica, l’influenza di Artio si estende oltre il regno terreno. È strettamente legata ai corpi celesti e ai modelli astrali. Le costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore hanno un significato particolare nella sua tradizione. Il legame di Artio con queste formazioni stellari sottolinea il suo ruolo di guida celeste e sottolinea la sua associazione con i misteri dell’universo. Il profondo legame di Artio con la natura la avvicina allo sciamanesimo, dove i regni spirituali si intrecciano con il mondo fisico. Gli sciamani e coloro che praticano tradizioni sciamaniche cercano la guida e l’assistenza di Artio nei loro percorsi spirituali. Inoltre, si ritiene che Artio abbia una stretta relazione con gli animali spirituali. Questi animali fungono da guide e alleati, aiutando gli individui nella loro ricerca di auto-scoperta, trasformazione e illuminazione spirituale.
Esplorando il ruolo di Artio nella mitologia e nella cosmologia celtica , emerge il suo profondo legame con il mondo naturale e il regno spirituale. In qualità di protettore, guida e simbolo di trasformazione, Artio continua a ispirare riverenza e timore reverenziale in coloro che cercano saggezza e armonia dentro di sé e nel cosmo più ampio.
4 febbraio 2026 alle 12:47 · Archiviato in Cognizioni, Connettivismo, Cybergoth, InnerSpace, Inumano, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Surrealtà and tagged: Black Goo, Cannibalismo, Devianze, HP Lovecraft, Infection, Intelligenza Artificiale, Jeffrey Epstein




Lì sull’isola, a mangiare e farsi mangiare dal GreyGoo. Con MarIAno Equizzi.
4 febbraio 2026 alle 09:46 · Archiviato in Oscurità, Creatività, Editoria, SF, Sociale, Letteratura, Futuro and tagged: Urania, Distopia, Adrian Tchaikovsky
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo di questo mese: “Terrible Worlds: Rivoluzione”, di Adrian Tchaikovsky; la quarta.
Il futuro è un campo di battaglia, e noi stiamo perdendo. Mentre il mondo va a fuoco e le risorse vengono depredate da pochi ultra-ricchi privilegiati, il resto dell’umanità muore ai margini di guerre, sfruttamento e distruzione. Ma forse non tutto è perduto…
“Terrible Worlds: Rivoluzione” raccoglie tre novelle del maestro britannico del fantastico, Adrian Tchaikovsky.
In “Corazze”, gli Stati Uniti hanno invaso l’Europa per imporre il loro sistema ultra-capitalistico. Gli Scion, eredi delle grandi dinastie corporative, combattono dall’alto dei loro esoscheletri corazzati che li rendono invincibili, mentre i soldati semplici sono ridotti a semplice carne da cannone. Quando uno Scion scompare dal fronte, il sergente Regan e la sua squadra di sacrificabili si trovano costretti ad attraversare le linee nemiche per recuperare il ricco rampollo. Tuttavia, gli esoscheletri dei privilegiati potrebbero rivelarsi molto più fragili di quanto non sembrino, proprio come lo spietato sistema che cercano disperatamente di tenere in piedi a tutti i costi…
In “Pirobati”, le temperature globali sono fuori controllo a causa del surriscaldamento climatico, e le grandi famiglie multimiliardarie stanno abbandonando la proverbiale “nave che sta affondando”, per cercare di mettersi in salvo nello spazio. Prima di poter prendere l’Ancora, l’ascensore per le stelle, i super ricchi devono fare una sosta di rito nel Roach Hotel di Ankara Achouka, all’Equatore. Ma per funzionare, l’Ancora ha bisogno di costante manutenzione e gli unici in grado di mantenerle attive sono i Pirobati, squadre di ragazzi disposti anche a camminare sui carboni ardenti, pur di avere una speranza di salvezza futura. Intelligenti, coraggiosi… e usa-e-getta, i giovani come Mao, Lupé e Hotep sono ben consci che ogni missione potrebbe essere l’ultima. Ma forse il vero guasto non è negli impianti, quanto in un mondo tanto folle da sacrificare un’intera generazione per la salvezza di pochi.
“E i giovani erano sostituibili. Giovani disillusi affamati di denaro, era l’unica risorsa naturale di cui Ankara Achouka disponesse in abbondanza.”
A chiudere il volume, “Orchi” ci proietta in un futuro in cui la popolazione mondiale, ormai regredita, è dominata da padroni giganteschi e brutali. Il racconto segue la storia di Torquell, giovane combinaguai del suo villaggio che un giorno osa ribellarsi al figlio del signore locale, allargando la crepa nel già scricchiolante ordine sociale di un agghiacciante medioevo distopico. Tre racconti, tre scenari spietati, un unico filo rosso: quando il futuro è sull’orlo del collasso, l’imperativo morale è ribellarsi.
3 febbraio 2026 alle 21:17 · Archiviato in Cognizioni, Connettivismo, Creatività, Cyberpunk, Empatia, Energia, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, SF, Surrealtà, Weird and tagged: Abisso, Attraverso le dimensioni, Cortometraggi, Infection, Mariano Equizzi, Paranoia, Video
Un imperdibile repository di opere filmiche di Mariano Equizzi, che contiene chicche cyberpunk & weird oltreché filosofiche, e tra queste Sign, che non conoscevo, che è un abisso di paranoia in cui precipitare e isolarsi, stordente da far tendere a non considerare più le realtà intorno che chiamano, invano…
3 febbraio 2026 alle 16:33 · Archiviato in Creatività, Editoria, Empatia, Energia, Filosofia, InnerSpace, Letteratura, Letture, Surrealtà and tagged: Poesia, Alfredo Rienzi, Einaudi, Alberto Bertoni
È con questa copertina tipicamente esplicativa di Einaudi che si può introdurre la segnalazione che fa Alfredo Rienzi sul suo blog DiSestaESettimaGrandezza riguardo al poeta Alberto Bertoni. Mi sento naturalmente parte di un mondo proiettato nella mia più assoluta estrapolazione mentale, la risposta fluida a quello stato di avanzamento, e cosa c’è di più poetico di ciò?
Un mercato di Ferragosto
Gli oggetti sono defunti
il vaso perde fiori
e il cane mangia scarti
come il suo padrone
La chitarra non ha suono
il mondo è mal ridotto
qui, nel mercato di Ferragosto
dove al bordo di me stesso
mi accampo, esito, trascorro
fra un pensiero buono
e un altro disastroso
intanto che mi muovo
dal banco dei formaggi al monticciolo
di cipolle rosa, immergo
la tensione del mio corpo
nel girarrosto del pollame
senza più nessuno
sguardo luminoso
È lì so solo che non voglio
non voglio e non sono
3 febbraio 2026 alle 13:26 · Archiviato in Cognizioni, Passato, Sociale, Storia and tagged: Cesare Lombroso, Infection, Potere, Truffa
Su SherlockMagazine la storia delle truffe perpetrate in Italia circa un secolo e mezzo fa, le cui dinamiche – certe meno raffinate di quelle attuali – ricalcano le stesse dinamiche; lo scopo? Arricchire i potenti, facendoli diventare ancora più potenti, perché l’ingordigia è sempre il motore del mondo. Un estratto (in cui viene citato anche Lombroso):
Nell’Italia di fine Ottocento, in assenza di una Banca di Stato, all’emissione di valuta provvedevano sei istituti: la Banca Nazionale e la Banca Romana nella Capitale; la Banca Toscana di Credito e la Banca Nazionale Toscana a Firenze; il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, al Sud. Ognuno stampava in proprio biglietti aventi corso legale. Tra il 1887 e il 1889, cominciarono a diffondersi voci su vari dissesti e illegalità, legati, in particolar modo, a prestiti concessi, anni prima, agli speculatori edilizi, spesso mediante emissioni irregolari di carta moneta.
La crisi deflagrò nel 1892, con un intervento alla Camera di Napoleone Colajanni (1847-1921), deputato nelle file dei repubblicani.
Venne istituita una commissione parlamentare d’inchiesta, che ispezionò la Banca Romana, principale indiziata di irregolarità. Si riscontrarono un vuoto di cassa di venti milioni di lire dell’epoca; una circolazione clandestina di banconote per settanta milioni; l’esistenza di biglietti di banca con identica serie pari a quaranta milioni; bilanci e contabilità falsificati; una consistente giacenza di cambiali inesigibili. Si evidenziò, in tal modo, la prassi di erogare finanziamenti occulti a uomini di governo, a parlamentari e giornalisti, per incidere sulle scelte politiche in ambito bancario.
La vicenda passò alla storia, appunto, come lo scandalo della Banca Romana, ma coinvolse, più o meno direttamente, l’intero sistema del credito, con ulteriori, clamorosi sviluppi riguardanti altri importanti istituti.
Dall’inchiesta parlamentare si approdò in breve a quella giudiziaria. Arresti eccellenti, morti sospette, coinvolgimento di centinaia di politici, finanzieri, giornalisti. Alla fine del 1893, lo stesso capo del governo, Giovanni Giolitti (1842-1928), fu costretto a dimettersi e rischiò l’arresto.
L’inchiesta parlamentare approdò a una sostanziale archiviazione delle accuse a carico dell’ex primo ministro. Alla fine di una indagine penale durata sei mesi, si giunse inoltre al rinvio a giudizio dell’ex governatore della Banca Romana e di pochi altri. Tutti assolti, peraltro, il 29 luglio 1894, anche con riferimento a quei reati ammessi, fin dalla fase istruttoria, dagli stessi imputati.
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3 febbraio 2026 alle 10:26 · Archiviato in Creatività, eBook, Empatia, Energia, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, OuterSpace, SF, Surrealtà and tagged: Alessandro Fambrini, Delos Books, Differenze quantiche, Effetto Mandela, Orizzonte degli eventi
Su Fantascienza.com la segnalazione di “I giorni del caos”, di Alessandro Fambrini, libro digitale edito da DelosDigital che riecheggia strane connessioni con le distorsioni del reale che sto sperimentando; la quarta:
Un esperimento sulla materia oscura in un laboratorio del CNR vicino Pisa provoca effetti imprevedibili sulla struttura della realtà. “Qualcosa” si affaccia nel nostro universo, tentando una forma di comunicazione e impedendo che l’esperimento sia interrotto. Un medico toscano angustiato dal tumore della sorella gemella è convinto di vederne il volto nel cielo notturno, osservato con un telescopio. Una ventina di malati terminali in coma, ricoverati in un raggio di 50 chilometri da Pisa, manifestano segni di improvviso miglioramento, e si risvegliano uno dopo l’altro parlando per enigmi. “Stanno arrivando” sono le parole che una di loro pronuncia appena ripresa coscienza. Uno scienziato attonito scopre che la velocità della luce rallenta quasi impercettibilmente, mentre l’entropia aumenta: l’universo si avvicina alla sua fine, alla stasi cosmica? Un indimenticabile racconto lungo di Alessandro Fambrini, nel quale la scienza si confronta con l’inspiegabile.