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Radar sta arrivando | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio “Galessio” Brugnoli la segnalazione di un evento che si svolgerà a Roma dal 23 ottobre al 1 novembre in più sedi, principalmente il Centro Culturale Elsa Morante: parliamo della seconda edizione di Radar, il Salone dell’editoria per ragazzi ideato da Pier Luigi Manieri, ospita appunto negli spazi del centro culturale Elsa Morante e nel centro commerciale Euroma2 una serie di imperdibili appuntamenti a tema Steampunk, fenomeno culturale tra i più amati e seguiti in tutto il mondo, che ambienta elementi di fantascienza nell’Ottocento dell’Epoca Vittoriana.

Molti gli ospiti, a partire da Sergio “Alan D.” Altieri, per passare poi a Sam Stoner, Dario Tonani e Francesco Troccoli.

I temi della 2° ed. andranno dal rapporto sempre più stretto tra letteratura, cinema, e altri media, alla riscoperta degli archetipi letterari, fino alle ultime tendenze culturali come la sottocultura Steampunk e non mancheranno i momenti di dibattito con risvolti sociali su tematiche vicine all’universo giovanile come il disagio e le prospettive lavorative.

Nell’ambito dell’evento si svolge anche l’iniziativa del Concorso letterario indirizzato agli studenti delle scuole medie e superiori “Scrivi Il tuo capitolo finale”, al fine di avvicinare i ragazzi alla scrittura attraverso la lettura di romanzi che hanno per protagonisti i loro eroi. Il contest intende coinvolgere i giovani studenti nella lettura di un classico della letteratura: Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. I vincitori potranno vedere i propri testi pubblicati in un volume edito dalla Giulio Perrone Editore e distribuito nelle librerie del circuito Arion.

Imperdibile, da seguire nelle sue articolate discussioni, io stesso andrò il più possibile. Il programma completo è qui.

La scienza tarantiniana di Neal Stephenson | OggiScienza


Su OggiScienza un bel post riguardo Neal Stephenson e la sua letteratura. Nozioni assai istruttive e indagatrici del rapporto tra scienza, matematica e fenomeni sociali, una ricercatissima scena da cui trarre con attenzione e forse fatica idee e suggestioni in grado di traghettarci vero il prossimo futuro. Un estratto:

Neal Stephenson non è certo uno di quegli scrittori di fantascienza che vanno per il sottile. Leggendo i suoi libri si finisce inevitabilmente con l’affrontare lunghe spiegazioni tecniche o storiche su come funzioni un certo strumento o come si sia arrivati a un determinato contesto socio-politico. Prendete Anathem, per esempio. Uscito nel 2008, il romanzo è ambientato su un pianeta simile alla Terra dove la società umana è divisa in due componenti che interagiscono solo in specifiche occasioni: il mondo matico, costituito da comunità di monaci-scienziati (chiamati avout), e il mondo secolare. La storia è raccontata in prima persona da un giovane avout, tramite il quale il lettore viene introdotto alle particolari leggi che regolano il mondo matico e alla sua storia, in relazione a quella del pianeta. Un’introduzione necessaria per calarsi nella ricca ambientazione inventata da Stephenson. Un’introduzione lunga circa metà libro (e stiamo parlando di un tomo di più di 900 pagine). Una prova talvolta faticosa, nel corso della quale l’autore enuncia teorie matematiche, introduce elementi di astronomia, ripropone il dibattito filosofico fra realismo platonico e nominalismo – chiamandoli in altro modo – e si avventura nell’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Il resto del libro prende le mosse da questo background per dare sostanza e credibilità a una classica storia di fantascienza.

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Eoni in crescita


In un solo istante provo a rendermi reale la prospettiva di un fuoco intenso, un desiderio di pura angoscia polverizzata nel delitto dei miei eoni in continua costruzione

Questa è la frontiera


Miscelando le parole ottieni soltanto una variante del cognitivo attuale. Devi soltanto andare oltre e inventare un nuovo paradigma, questa è la frontiera.

Dolore postumanamente eterno


Ricerco il suono delle parole, nel groviglio delle percezioni che vanno oltre le discussioni postumane, e ritrovo soltanto grovigli di polvere da frantumazione cognitiva, un dolore sottile e postumanamente eterno.

Tentativi


Mi ricordi le tue appartenenze con fare grafico, mi mostri ciò che ti ho donato nel tempo formato da eoni, da iati continui che tentano di riempire i vuoti dimensionali.

Il presente


Ricercando le imperfette palpitazioni delle tue dita, raccolgo le sensazioni oltre la decisione di essere postumano. Ricordo te, ma è il presente.

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