HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Orgonico


Mi hai compreso oltre le parole destate dal tuo senso energetico, tutt’intorno esiste il turbine orgonico che destina la soluzione alla complessa astrazione inumana, lì è la soluzione del tuo dissesto interiore.

Annessione


Le ondate di disfacimento interiore si susseguono interminabili, infinite, lasciano dissolvere ogni protezione dal rischio di decadenza psichica ed esponendo, così, la consistenza senziente all’annessione dei Grandi Antichi.

Catarsi psichica


Vorrei ascoltare la distanza farsi informazione, trasformarsi in istantanee spurie di meritevoli angosce fino alla catabasi stellare, momenti di intensa catarsi psichica.

Deflagrazione


Convivo con le esigenze di angoscia certosina, requisiti destinati alla pura definizione isterica del tuo subcosciente; nulla da far deflagrare nel cortile della tua psiche.

La comprensione


Il contrasto è costante sotto lo sguardo inasprito del continuum, raggi istantanei di ordine siderale si pongono oltre la comprensione del suono.

Nuova tesi di laurea su Eymerich


Sul sito di Valerio Evangelisti la segnalazione di una singolare tesi di laurea: Valerio Evangelisti, il ciclo di Eymerich e il romanzo dell’inconscio.

Il buon Valerio dice testualmente che “probabilmente lo studio più approfondito che sia mai stato fatto sulla narrativa di Evangelisti e, in particolare, sui romanzi con Nicolas Eymerich protagonista”.

Per gentile concessione dell’autrice, è liberamente scaricabile da qui.

Giovanni Agnoloni, “Partita di anime” | La lanterna del pescatore


Sul blog di Giorgio Galli la recensione del romanzo breve di Giovanni “Kosmos” Agnoloni, Partita di anime. Vi lascio a un breve stralcio della disamina:

L’idea di Oltre è connaturale alla letteratura fantastica: c’è l’Oltre ipertecnologico della science-fiction, l’Oltre che coincide col paranormale, l’Oltre per eccellenza, il Divino, e l’infinita serie di declinazioni dell’Oltre che si sono date da che mondo è mondo e da che letteratura è letteratura. L’idea di Oltre presuppone anche quella di un varco, di una chiave d’accesso a quest’Oltre, che conduca dal “di qua” al “di là”. Nella narrativa di Giovanni Agnoloni, questa chiave d’accesso è un’assenza: meglio ancora, la scomparsa di un corpo. E’ il venir meno di qualcosa che prima era, e che ora non è più. In Sentieri di notte, era l’improvvisa mancanza di Internet a mettere in moto la vicenda. All’inizio di Partita di anime, scompare una persona. Viene uccisa nella piazza più pubblica di una Amsterdam invasa da un sole scrosciante: sembra un omicidio senza senso, se non fosse che un giornalista -un uomo imperturbabile e sensitivo- capisce poco a poco che c’è dell’altro, e che la vittima non era “soltanto” se stessa. Ogni volta che ci troviamo di fronte a una scelta, o che subiamo le conseguenze d’una scelta, una parte della nostra anima si stacca. A ogni svolta della nostra volontà noi modifichiamo la curvatura dello spazio-tempo, e le diverse vite che avremmo potuto vivere non restano pure potenzialità: ma ognuna si sostanzia in una persona, e vive una vita parallela e coesistente alle altre, esiste insomma non come frammento d’anima, ma come persona “relativamente” intera. Che a volte interagisce con le altre persone “relativamente” intere partorite dal caleidoscopio delle possibilità. Non si tratta dell’ennesima rimasticatura lacaniana sull’io multiplo e scomposto. Qui è all’opera anzi un principio della fisica, quello della diffrazione quantistica, applicato però all’animo umano.

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