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Sui prezzi dei libri | Emanuele Manco


Una bella disamina di Emanuele “Manex” Manco sull’editoria e sul periodo di transizione, che sta vedendo tramontare il cartaceo a favore del digitale. Come cambia in tutto ciò la filiera editoriale? Ce lo spiega Emanuele in pochi ma significativi paragrafi, eccone uno stralcio:

Molti dei ragionamenti fatti sulla stima del prezzo di copertina dell’edizione cartacea si possono applicare anche in caso di edizione elettronica.

Sulla produzione di un eBook gravano gli stessi costi fissi di un libro cartaceo: l’acquisto dei diritti sul testo nel caso di opera straniera e sull’immagine di copertina (quando non il pagamento di un grafico professionista per una cover ex-novo). Se è straniero il libro va tradotto e la traduzione va rivista ed editata. Se è italiano c’è comunque l’editing.

Non ultimi i costi di impaginazione. PDF, ePub o Mobi che sia, il libro elettronico è un progetto grafico, un file che va impaginato, non un banale file di testo come sono convinti in molti.

Anche in questo caso, visto che vige il libero mercato, ogni editore è libero di stabilire i prezzi che vuole o che ritiene remunerativi per i suoi obiettivi di cassa; saranno i lettori a valutare il rapporto prezzo/qualità.

Talvolta il prezzo dell’ebook è imposto per contratto da alcuni agenti che sono ancora convinti che l’evoluzione tecnologica sia un brutto incubo dal quale usciremo presto, tornando al mondo della carta, dei calcoli per stimare le tirature etc. etc. e pertanto per la paura di perdere percentuali impongono un prezzo che ponga la versione elettronica fuori mercato rispetto al cartaceo.

Antonello Cresti: Solchi sperimentali | Ver Sacrum


[Letto su VerSacrum]

Solchi sperimentali di Antonello Cresti è un viaggio attraverso la musica sperimentale e di avanguardia che parte dagli anni ’60 e arriva fino ai nostri giorni. L’autore ha selezionato circa 300 album che ha reputato significativi cercando di estromettere i nomi più famosi per concentrarsi su quelli meno noti. Tutti gli artisti trattati nel testo hanno in comune la volontà di ricerca e l’anelito andare oltre i confini del già conosciuto e del già sentito. Come dice lo stesso Cresti, alcuni strumenti gli sono stati molto utili fra cui libri di culto come i lavori del critico svedese Dag Erik Asbjornsen sulle scene del prog e del Krautrock degli anni ‘70, La musica rock-progressiva europea di Al Aprile e Luca Mayer e Trances & Drones di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio. Ma in particolare il vero motore che ha ispirato Solchi sperimentali va ricercato nella mitica Nurse With Wound List, un elenco eterogeneo di artisti – molti dei quali provenienti dalla musica progressiva, dal Krautrock e dall’avanguardia – compilato dal grande Steven Stapleton, leader dei Nurse With Wound, e inserito nel loro album d’esordio del 1981. Il volume è costituito dall’analisi dei dischi ed è diviso in numerose mini sezioni tematiche (con titoli come Diforisti Sonori, Estremo Occidente Elettronico, Mistici Crauti, Moon Musick, etc.). Non c’è stata la volontà di essere completisti tuttavia il numero degli album e degli artisti in ambito avanguardistico è notevole. C’è stata – come si diceva –  grande attenzione per gli album sconosciuti e dimenticati. Il cultore di suoni radicali e anticonvenzionali troverà di sicuro pane per i suoi denti. Ecco quindi l’inserimento di gruppi come i tedeschi Dzyan, Limbus, Dom, Yatha Sidhra, Radio Noisz Ensemble, Kalacakra, Siloah, The Nazgul, Pyramid e Sand. Nell’avanguardia italiana spazio a Roberto Cacciapaglia, il primo Battiato (che proprio sconosciuto non è), Opus Avantra, Pholas Dactylus, Area (con la scelta di un disco “difficile” per gli stessi Area come Event ‘76), Aktuala, N.A.D.M.A., Lino Capra Vaccina, Claudio Rocchi, Pepe Maina, Franco Leprino.

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Integrato


Posso descrivermi usando pochi tratti grafici, così da formare l’ologramma che mi contiene, meglio di un codice a barre. Risulto perfettamente integrato al Nulla senziente.

Vocabolari infranti


Segnalo la tua predisposizione e le parole infrante che ora albergano in te, cumuli di macerie una volta un vocabolario ricco e olografico, dove l’evocazione era continua. Ora frammenti di dolori e insignificanze appesi sui rami, come brandelli di carta straccia

Nefandum psichico


Incontro la tua riedizione nel complesso incantato dell’inferno cerebrale, il tuo. Mi muovo, scostandomi dalla notte siderale e andando incontro al nefandum psichico.

London calling | Holonomikon


Da sx: Giovanni De Matteo, Dario Tonani, Maurizio Manzieri, Salvatore Proietti

Sul blog di Giovanni De Matteo il resoconto finale della LonCon di agosto, quest’anno tenutosi a Londra, convegno mondiale riservato agli appassionati SF. Risalta la solitudine, l’isolamento, l’arroccamento generale di chi in Italia segue questo genere, portando la cultura fantascientifica nostrana a essere emarginata anche più di tante altre nazioni che finora non hanno avuto voce nel capitolo scifi. Un estratto:

Ho sempre concepito la fantascienza come un laboratorio del futuro, un banco di prova per le idee, un ambiente di test in cui simulare gli effetti dei nostri timori e delle nostre speranze. In quest’accezione, la SF/F diventa per estensione una sorta di versione da banco – se non proprio tascabile – del mondo in cui viviamo, in cui è possibile testarne gli sviluppi futuri. Dalle voci ascoltate alla Loncon3 ho avuto modo di apprezzare la grande fiducia con cui, pur in un periodo di crisi mondiale, paesi emergenti come Singapore, Filippine e Lituania, letterature post-coloniali (Sud Africa, Sud Est Asiatico, Caraibi), tigri (India) e dragoni (Cina), rivelano una visione antitetica rispetto al pessimismo diffuso nei paesi occidentali. Non voglio inciampare nel luogo comune della contrapposizione tra una fantascienza ottimista e una fantascienza pessimista, ma è innegabile che schiere sempre più numerose di autori esterni al kernel anglosassone, agevolati dall’inglese come lingua franca, da qualche anno si stanno affacciando sui mercati occidentali, guadagnando un’attenzione crescente e facendosi portatori di un approccio (tematico, stilistico) al genere profondamente segnato dalle rispettive esperienze “locali”. È il primo effetto evidente della globalizzazione che nei prossimi decenni ridisegnerà le mappe con cui ci siamo orientati finora. I nuovi autori non anglo-americani guardano al futuro della fantascienza con grande slancio, ottimismo e speranza, ritenendola la dimensione ideale per interpretare le onde di cambiamento che attraversano i rispettivi contesti politico-sociali-produttivi nazionali: è da qui che probabilmente arriveranno le prossime spinte rivoluzionarie, in grado di spostare il baricentro geografico (ma non solo) del genere.

Di fronte al tumulto che si annuncia, i paesi in continua decadenza della Vecchia Europa continentale fanno da spettatori. E se non se la passano bene Germania e Francia, figurarsi l’Italia! Il nostro è forse il caso più emblematico: se l’interesse per la fantascienza riflette lo slancio di un paese verso il futuro, probabilmente è il momento di smettere di interrogarci sulla morte della fantascienza e cominciare piuttosto a farci qualche domanda sul futuro (culturale, sociale, economico e politico) del paese in cui viviamo.

∂| FantasyMagazine | Il romanzo di Twin Peaks sarà pubblicato da Mondadori


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita del romanzo su Twin Peaks, scritto da Mark Frost:

The Secret Lives of Twin Peaks sarà uno sguardo sul passato — o, se vogliamo, il futuro — di tutti i personaggi prima dell’inizio della nuova stagione: secondo il comunicato stampa della casa editrice, riguarderà il mistero centrale della storia, solo accennato dalla serie originale. Mark Frost ha dichiarato in proposito:

“Questo è stato un progetto che ho sognato per molto tempo e che porterà alla luce molti altri aspetti del mondo di Twin Peaks, per i fan vecchi e nuovi. Non potrei essere più elettrizzato”.

La serie TV Twin Peaks ha ispirato vari libri: The Autobiography of F.B.I. Special Agent Dale Cooper: My Life, My Tapes (1991) di Scott Frost (fratello di Mark Frost); The Secret Diary of Laura Palmer (1990), di Jennifer Lynch (figlia di David Lynch); Twin Peaks: An Access Guide to the Town, scritto da David Lynch, Mark Frost e Richard Saul Wurman nel 1991.

Questa cosa del serial televisivo più inquietante della storia, che riemerge dopo 25 anni dalle nebbie dell’oblio e che rifiorisce, mi piace da morire…

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