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NeXT Hyper ObscureArchivio per Demetra
Performance degli Asphodelics, sabato 14 febbraio a Genova: “Persefone dei Melograni”, Ex Abbazia di S. Bernardino, Genova, 14 febbraio – SecondSeal
Persefone imprevedibile nella sua prevedibilità; estranea a se stessa, entra e rientra nell’universo intimo uscendone disuguale indifferente, infine nuova.
“Io sono Persefone”, enuncia lei nelle catabasi e anabasi delle scelte e illusioni, mentre sfoglia asfodeli, deglutendo arilli di melograni…
Sabato 14 febbraio alle 21.00 andrà in scena la prima della performance Persefone dei Melograni (sound di Stefano Bertoli, foto di Silvia Minguzzi, testo di Sandro Battisti); l’evento avverrà presso l’ex Abbazia di San Bernardino a Genova (Salita di san Bernardino, 15), nell’ambito della rassegna “Ancora Vivo II/I Anima e Psyche” curata da Realtà Acusmatica – qui l’evento FB – al termine di un lungo palinsesto che inizierà alle 16.00.
Anno I
Libro II
Capitolo I
Anima e Psyche
Livia Mondini
Ysmail
Milena Antonucci
Sandro Battisti
Droni Psichedelici di Team Hydra
Dr. Fungus
Reading di Lucianna Argentino
Musiche di Stefano Bertoli
Lukha B. Kremo (Accusatore del Principio)
Silvia Minguzzi (Immagini, Locandina)
Livia Mondini (Estenditrice del Principio)
Chløe Nøn (Persefone)
Silvia Ottobrini (Ecate & Performance)
Antonella Suella (Vocals & Demetra)
Team Hydra (Sounds)
IDDM – IceDry Dream Machine (Effetti)
Scritto e diretto da Sandro Battisti (Ade)
Performance degli Asphodelics, sabato 14 febbraio a Genova: “Persefone dei Melograni”, Ex Abbazia di S. Bernardino, Genova, 14 febbraio
Persefone imprevedibile nella sua prevedibilità; estranea a se stessa, entra e rientra nell’universo intimo uscendone disuguale indifferente, infine nuova.
“Io sono Persefone”, enuncia lei nelle catabasi e anabasi delle scelte e illusioni, mentre sfoglia asfodeli, deglutendo arilli di melograni…
Sabato 14 febbraio alle 21.00 andrà in scena la prima della performance Persefone dei Melograni (sound di Stefano Bertoli, foto di Silvia Minguzzi, testo di Sandro Battisti); l’evento avverrà presso l’ex Abbazia di San Bernardino a Genova (Salita di san Bernardino, 15), nell’ambito della rassegna “Ancora Vivo II/I Anima e Psyche” curata da Realtà Acusmatica – qui l’evento FB – al termine di un lungo palinsesto che inizierà alle 16.00.
Anno I
Libro II
Capitolo I
Anima e Psyche
Livia Mondini
Ysmail
Milena Antonucci
Sandro Battisti
Droni Psichedelici di Team Hydra
Dr. Fungus
Reading di Lucianna Argentino
Musiche di Stefano Bertoli
Lukha B. Kremo (Accusatore del Principio)
Silvia Minguzzi (Immagini, Locandina)
Livia Mondini (Estenditrice del Principio)
Chløe Nøn (Persefone)
Silvia Ottobrini (Ecate & Performance)
Antonella Suella (Vocals & Demetra)
Team Hydra (Sounds)
IDDM – IceDry Dream Machine (Effetti)
Scritto e diretto da Sandro Battisti (Ade)
Persefone e Demetra
La madre imperversa mentre pieghi i tuoi schemi alle sue memorie: sei l’ossessione dei suoi tormenti, percorri il tuo viatico che è il suo, intimamente legate perché altro non può esistere.
Tra Demetra e Persefone
Nei ricordi incastonati di atti riflessi e cristalli vitali, io Demetra in Persefone fondo calderoni nell’ombra delle tue esperienze e viaggi, fuori e dentro le vibrazioni del flusso filiale: madre figlia e altro, tutto insieme, sei.
Demetra e Persefone: la Iside greca | Iridediluce
Dal blog di IrideDiLuce un illuminante post sul mito di Demetra, la madre di Persephone, che è sorprendentemente legata ad altri culti simili o di derivazione patriarcale, che portano ovviamente ai Misteri Eleusini ma anche a concetti espressi dal primo cristianesimo, prima che divenisse controllo politico. Un estratto (vi invito a leggere attentamente tutto il post, ovviamente):
Metro in greco è “madre”. De è il delta, o triangolo, un segno femminile-femminile noto come “la lettera della vulva” nell’alfabeto sacro greco, come in India era Yoni Yantra, o yantra della vulva. Lettere corrispondenti: il sanscrito “dwr”, il duir celtico “, l’ebraico” daleth “- significava la Porta della nascita, della morte o del paradiso sessuale. Così, Demetra era ciò che l’Asia chiamava “la Porta dei Misteriosi Femi-nove … la radice da cui scaturivano il Cielo e la Terra”. A Micene, uno dei primi centri di culto di Demetra, le tombe “a tholos” con le loro porte triangolari, brevi passaggi vaginali e cupole tonde, rappresentavano il grembo della Dea da cui poteva aver luogo la rinascita. Le porte generalmente erano sacre per le donne. In Sumeria erano dipinti di rosso, a rappresentare la “sangue della vita” femminile. In Egitto, le porte erano macchiate di sangue reale per le cerimonie religiose, un’abitudine copiata dagli ebrei per i loro riti di Pasqua.
Il triangolo-porta-yoni simboleggiava la trinità di Demetra. Come tutte le più antiche forme della Dea asiatica, lei appariva come Vergine, Madre e Vecchia Saggia, o Creatrice, Custode, Distruttrice, come Kali-Cunti che era la medesima madre-matrigna. La forma vergine di Demetra era Kore, la fanciulla, a volte la chiamata “figlia”, come nel mito classico del rapimento di Kore, figura nella quale si dividevano i due aspetti della Dea in due individualità separate. La forma della madre di Demetra aveva molti nomi e titoli, come Despoena, “la padrona”; Daeira, “la dea”; l’orzo-madre; la Saggia di Terra e Mare; o Plutonia, “Abbondanza”. Questa parola fu trasferita al dio della morte maschile che portò la fanciulla nell’utero della terra durante la stagione buia quando i campi giacevano a maggese. Ma questo fu un mito tardo e alterato. L’originale Plutone era femmina e le sue “ricchezze” venivano riversate sul mondo dal suo seno.
Persefone | Iridediluce
Sul blog IrideDiLuce un lungo e ben fatto post che tratta la figura mitologica di Persefone; degli estratti che incasellano bene le profondità del mito, gli aspetti connessi, l’attualità intramontabile di questa visione del mondo che ci accompagna dagli albori dell’umanità:
Persefone (alias Kore) era la dea greca dell’agricoltura e della vegetazione, in particolare del grano, e moglie di Ade , con la quale governa gli Inferi. Elemento importante dei Misteri Eleusini e della festa della Tesmoforia, la dea era venerata in tutto il mondo greco e appariva frequentemente in tutte le forme dell’arte greca.
In molti culti antichi la dea, insieme alla madre Demetra , è associata alla vegetazione e al grano. In questa veste viene spesso chiamata Kore, a significare sia “figlia” che “fanciulla”. Nella mitologia greca , la dea, in quanto moglie di Ade, è la regina degli inferi e prende il suo altro nome, Persefone. In questa veste, è stata vista come una protettrice nell’aldilà, sebbene Esiodo la descriva ripetutamente come “la terribile Persefone” nella sua Teogonia . In vari altri miti, Persefone è la madre di Dioniso (con Zeus , che è anche suo padre) – sebbene Semele sia il candidato più usuale – e litiga con Afrodite per le attenzioni del diabolicamente bello Adonis , i due si accontentano di condividere il famoso amante a turni divisi. Nel mondo romano la dea era conosciuta come Proserpina.Persefone e Ade
Secondo la mitologia, Ade, dio degli Inferi, si innamorò della bella Persefone quando un giorno la vide raccogliere fiori in un prato. Il dio poi la portò via sul suo carro per vivere con lui nell’oscuro mondo sotterraneo. In alcuni resoconti, Zeus aveva dato il suo consenso al rapimento, essendo il luogo del crimine tradizionalmente collocato in Sicilia (famosa per la sua fertilità) o in Asia. Nel frattempo, Demetra cercava la terra per la sua divina figlia perduta e sebbene Helios (o Hermes ) le avesse parlato del destino di sua figlia, lei, tuttavia, continuò le sue peregrinazioni fino a quando arrivò finalmente a Eleusi . Fu qui, travestita da vecchia, che la dea si prese cura di Demofonte (o Trittolemo, che avrebbe poi donato il grano all’umanità e insegnato l’agricoltura), l’unico figlio di Metaneira, moglie di Keleos, re di Eleusi. Per premiare la famiglia per la loro gentilezza, Demetra si accinse a rendere Demofonte immortale mettendolo sul fuoco ogni notte. Tuttavia, quando Metaneira ha visto questo, ha lanciato un allarme. In risposta, Demetra ha rivelato la sua vera identità e ha chiesto un tempio essere costruito in suo onore. Questo fu l’inizio del celebre santuario di Eleusi.
Ecate come prototipo di Lucifero – 𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
Su AxisMundi un interessante excursus sulla figura di Lucifero, vista attraverso le ère, l’antropologia di Robert Graves e la filosofia e, ovviamente, l’esoterismo e il culto degli dèi, in primis le figure femminili di Demetra, Ecate, Persefone; c’è molto altro in questo articolo, vi invito a leggerlo attentamente per valutare la potenze delle riscritture religiose che hanno un po’ cambiato il corso dei significati arcaici.
Noi oggi siamo talmente abituati a considerare il Lucifero della tradizione ebraico-cristiana come una figura prometeica al punto da aver smesso da tempo di indagare se questo sia l’unico modo possibile di concepirlo. Un’eredità, questa, che trova indubbiamente le sue radici nel Paradise Lost di Milton (1608-1674), il quale ci presenta Lucifero come un ribelle, un “anti-Dio” – come lo definì Kerényi nel secolo scorso – che sfida l’ordinamento precostituito e si rifiuta di sottomettersi a esso. Quando pensiamo al Titano Prometeo, infatti, la prima cosa che ci viene in mente è la sua sfida all’ordinamento olimpico di Zeus, un atto che da una parte segna la ribellione nei confronti delle leggi olimpiche e dall’altra lega indissolubilmente Prometeo all’umanità.
Ma chi era, esattamente, Prometeo? Kerényi (1897-1973) nel suo saggio Prometeo: il mitologema greco dell’esistenza umana ce lo introduce come una figura che ricorda “per analogia e per contrasto […] la concezione cristiana del Redentore”, in quanto da una parte il Titano sembra fare propria la causa degli uomini come nessun altro dio greco, e dall’altra si pone in netta opposizione al padre degli dèi venendo sottoposto per questa ragione a una atroce punizione. È a questa dicotomia che si rifà anche Goethe (1749-1832), che nella sua lirica Prometheus, tratteggia il Titano con modi più biblici-miltoniani che autenticamente greci: il Prometeo goethiano è infatti strettamente ancorato alla dicotomia biblica di mediazione miltoniana, e condensa nella sua personalità quei caratteri tipici del Satana/Prometeo romantico che si riducono a un “immortale prototipo dell’uomo quale il Ribelle simile agli dèi”. Un simile Prometeo non ha dunque nulla a che vedere con il Prometeo classico, che la tradizione greca ci informa essere figlio di Iapetos e della figlia di Okeanos Climene secondo Esiodo, di Iapetos e Chthon o Themis secondo Eschilo, e di Urano e una dea madre non meglio specificata secondo numerose altre tradizioni, con probabile riferimento a Gaia.



