HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Vulcano Laziale

Earthbound, dominare il tempo, la recensione – Ibridamenti


Su Ibridamenti una spettacolare recensione di Stefano Spataro (che ringrazio vivamente) a EarthBound, mio romanzo che apre le pubblicazioni con D Editore nella collana “Intermundia”, diretta da Claudio Kulesko nell’ambito della produzione della casa editrice guidata da Emmanuele Pilia.
La disamina si apre con un excursus sulla mia figura autoriale, per poi proseguire con la recensione vera e propria al romanzo; troverete i due passi essenziali elencati qui sotto, suddivisi. Buona lettura.

***

Sandro Battisti è uno degli autori più importanti e radicali della fantascienza italiana contemporanea. La sua produzione, vastissima e coerente, attraversa da oltre vent’anni territori narrativi in cui la speculazione scientifica si fonde con la filosofia e la storia, grazie a una riflessione costante sul linguaggio e sulle strutture profonde del potere. Battisti non è soltanto uno scrittore estremamente prolifico, ma anche un performer, un teorico e un costruttore di mondi, uno di quegli autori capaci di immaginare universi narrativi che funzionano come sistemi complessi, attraversabili da romanzi, racconti e idee che si richiamano e si potenziano a vicenda. Il suo nome è indissolubilmente legato al Connettivismo, movimento letterario nato nei primi anni Duemila, di cui è stato uno dei fondatori e principali animatori, e che rappresenta probabilmente l’esperienza più organica e consapevole di rinnovamento della fantascienza italiana. Il Connettivismo si è posto fin dall’inizio come superamento consapevole del cyberpunk: ne ha raccolto l’eredità tecnologica e visionaria, ma l’ha spinta oltre, verso una dimensione teoretica molto più ambiziosa, in cui scienza, metafisica, storia, corpo e linguaggio si fondono in una ricerca continua di connessioni profonde. È un movimento che guarda alla complessità del reale, alla frammentazione dell’identità, alle reti invisibili che legano coscienza, tecnologia e potere, senza imitare modelli anglofoni. È un movimento che rifiuta la linearità, che lavora per stratificazioni, per cortocircuiti concettuali, e che considera la fantascienza non come semplice genere narrativo, ma come strumento cognitivo e politico, capace di interrogare il presente attraverso modelli radicalmente altri.
L’opera di Battisti è sempre stata, quindi, meno interessata alla previsione del futuro che alla messa in crisi del nostro modo di pensare il tempo, il potere e l’identità. In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto di D Editore, che ha deciso di dedicare, nella collana Intermundia curata da Claudio Kulesko, uno spazio specifico per l’Impero Connettivo, l’universo narrativo più ampio e psichedelico creato da Battisti, una saga che non è solo fantascientifica ma anche storica e visionaria.

***

Earthbound, primo volume di questo nuovo corso editoriale, è un romanzo breve solo in apparenza: la sua densità concettuale è tale da farlo sembrare molto più vasto, quasi un condensato di idee, immagini e ossessioni che l’autore ha affinato nel corso degli anni. Qui ritroviamo tutti i suoi temi cardine: il potere declinato come controllo delle strutture profonde della realtà; il tempo non più come semplice dimensione ma come strumento politico; la sessualità e l’erotismo come forme di conoscenza e di trasformazione; la rilettura dell’Impero romano e bizantino come emblemi di sistemi eterni che si reincarnano sotto nuove forme; le realtà dimensionali che si sovrappongono e comunicano, fino al metaverso quantistico inteso non come gadget tecnologico ma come spazio ontologico.
La trama, articolata su tre punti di vista, è un esempio efficace di questa complessità: da un lato un capo tribù proto-romano, immerso in un tempo arcaico che già contiene in nuce l’idea di impero; dall’altro una ricerca archeo-antropologica su Bisanzio che apre crepe nel presente e mette in comunicazione con altri livelli della realtà; infine la dimensione sovradimensionale dell’Impero Connettivo vero e proprio, governato dall’imperatore Totka_II, uno dei Nephilim, affiancato dal suo enigmatico e fedelissimo Sillax. Questi tre percorsi narrativi non procedono in modo lineare, ma si riflettono e si contaminano, creando un gioco di rimandi che rende evidente come il tempo non sia una freccia, ma piuttosto una rete.

Leggi il seguito di questo post »

Catarsi senza nome


Ragioni sulle istintive estensioni psichiche, mentre passaggi sui rilievi del monte e rendi le visioni una catarsi senza nome.

Anna Silyon


La regina delle erbe psichiche.

Reso passeggero


Attraverso la via illuminata dalle idee, dalle percezioni e dal lastricato del percorso, lucente di una Volontà che mi trascende e rende passeggero…

Pantano della Doganella, origini e storia dell’antico lago | Nemora


Su Nemora ancora un’esaustiva ricerca storicogeologica sul Vulcano Laziale e su quello che ha lasciato fino ai giorni nostri, passando per le sue varie fasi di evoluzione, dall’imponenza della sua mole ai germi che hanno potuto generare una delle culture più longeve e impressive dell’intero pianeta: Roma. Si parla, in questo contesto, del Pantano della Doganella:

I Pratoni del Vivaro sono un altopiano verdeggiante delimitato a sud dalla catena del Monte Artemisio (939 m) e a nord dal Maschio delle Faete (956 m) e dal Monte Cavo (949 m). Lo spazio aperto e sterminato che li contraddistingue è fiancheggiato dall’ambiente magico del Bosco del Cerquone. A causa della sua collocazione, si tratta di un’area soggetta a fortissimi sbalzi di temperatura, con un’inversione notturna che in inverno arriva a superare anche i 10 gradi al di sotto dello zero. Proprio accanto a essi correva l’antico Passo dell’Algido, un crocevia fondamentale per i popoli del Latium Vetus, teatro dell’omonima battaglia combattuta dai Romani contro una coalizione formata da Volsci ed Equi nel 458 a.C. Collocati fra i tre comuni di Rocca Priora, Rocca di Papa e Velletri, i pratoni costituiscono una meta ambita in occasione dei classici pic-nic primaverili e un polo d’eccellenza per gli amanti dell’equitazione. Si tratta di un luogo suggestivo a qualsiasi ora del giorno e in tutte le stagioni, ma c’è un momento particolare in cui questo si trasforma in uno spettacolo in grado di tagliare il fiato. In autunno e in inverno, alle prime luci del mattino, imboccando la Strada Provinciale 18/c da Via Tuscolana e dirigendosi verso la Via dei Laghi, ci si trova immersi come in un quadro antico. Uno strato di nebbia densa avvolge le sagome dei cavalli allo stato brado, che brucano il manto erboso. L’ambiente è illuminato da una luce soffusa, che accende la vegetazione. Si attraversa il cosiddetto Stradone del Vivaro intrappolati fra i picchi del Monte Artemisio da una parte, e le praterie interrotte dal querceto dall’altra, in un’atmosfera immobile e surreale. Viene voglia di accostare l’auto al bordo della strada, aprire la portiera e camminare in quello scenario senza meta, fino a perdersi. Suggendo ogni particella di quella bruma, dissolvendosi nelle pieghe del Tempo e sondando ogni segreto che l’altopiano e il suo antico lago, oggi il Pantano della Doganella, custodiscono gelosamente.
La storia del Lago della Doganella (spesso confuso con l’antico lago Regillo, di cui abbiamo parlato in questo articolo) è indissolubilmente legata all’imponente attività del grande Vulcano Laziale,il quale ha modellato nel tempo il paesaggio dei Colli Albani. Questo complesso vulcanico è stato attivo per un lungo periodo, da circa 600.000 a 20.000 anni fa, e la sua evoluzione si è articolata in tre fasi principali:

  1. La Fase Tuscolano-Artemisio, la più antica e imponente, si è verificata tra 600.000 e 350.000 anni fa. Caratterizzata da massicce colate piroclastiche, tra cui pozzolane rosse, tufi pisolitici e pozzolane nere, che hanno depositato un enorme volume di materiale. Questa fase culminò con il collasso della parte alta del cratere, dando origine alla vasta caldera Tuscolano-Artemisio, ancora oggi visibile come una cintura di colline.
  2. La Fase delle Faete, tra 350.000 e 270.000 anni fa, vide la formazione di un vulcano interno più piccolo al centro della caldera.
  3. La Fase Idromagmatica, da 200.000 a 20.000 anni fa, fu segnata da violente esplosioni dovute all’incontro tra magma incandescente e acqua in profondità, processi che diedero vita ai laghi craterici di Albano e Nemi.

Leggi il seguito di questo post »

Le eruzioni recenti ai Colli Albani: un “mito” moderno – INGVvulcani


Tornando alla storia geologica dei Colli Albani e del suo Vulcano Laziale, un interessante articolo di un po’ fa riguardo alla storicità o meno delle eruzioni; l’articolo è su INGVulcani.com ed ecco l’incipit:

Fin dal XIX secolo è stato ipotizzato che in tempi storici si fossero verificate eruzioni ai Colli Albani, il distretto vulcanico che sorge 20 km a sud-est di Roma. L’episodio prodigioso riportato dallo storico latino Tito Livio che, nel racconto degli eventi connessi con la vittoria del re Tullo Ostilio sui Sabini (VIII a.C.), riferisce di “piogge di sassi sul monte Albano”, era considerato una chiara testimonianza dei fenomeni eruttivi.
Più recentemente, tuttavia,la lava del Monte Pila (attualmente noto come Monte Cavo, Figura 1) è stata datata con il metodo 40Ar/39Ar e ha rivelato un’età di 265.000 anni. Non può essere questo, evidentemente, l’edificio vulcanico al quale attribuire l’ipotetica eruzione testimoniata dallo storico latino. Più recentemente, tuttavia, la lava del Monte Pila (attualmente noto come Monte Cavo) è stata datata con il metodo 40Ar/39Ar e ha rivelato un’età di 265.000 anni. Non può essere questo, evidentemente, l’edificio vulcanico al quale attribuire l’ipotetica eruzione testimoniata dallo storico latino. Leggi il seguito di questo post »

Gli ascolti


Aperti i socket dimensionali, da lì fluisce ogni refolo che ti colpisce così profondamente, perché sei disponibile, in ascolto, immenso nella tua comprensione.

Sequenza criptata


Mentre cammini nel pantheon arcaico dismesso compresso, la chiarezza degli eventi si apre come uno scrigno cibernetico cui hai applicato la giusta sequenza criptata.

Forge of Dragons


Lasciate perdere i draghi, ma quello che al momento m’intriga di questa immagine è l’immensa montagna che esplode: Vulcano Laziale.

Vulcano Laziale: dove si trova, ultima eruzione, storia e rischi terremoti per i Castelli Romani e Roma – Castelli Notizie


L’argomento “tellurico” è nelle mie corde da un bel po’; abito da un altro po’ in un territorio tellurico, lo sento, ne vivo le vibrazioni, le suggestioni, e visitando i luoghi qui intorno pian piano escono fuori i dettagli, così che connettere i punti diventa oltre che un gioco anche una necessità. Il Vulcano Laziale credo sia uno degli epicentri di questa narrazione che scopro pian piano, forse il più importante, l’aspetto che ha permesso la storia di Roma, tanto per dirne una, poiché esplodendo in forme piroclastiche – tipo Pompei, capiamoci – in un periodo che si è protratto da 600.000 fino a 36.000 anni fa, ha dato le possibilità fisiche al territorio di diventare storicamente quella culla di cultura e imperialismo che si è allungata su molto del mondo euroasiatico antico, fino a oggi sul resto del globo.
Il Vulcano Laziale si stima fosse alto un circa 3.000 metri; ora, dopo tutte le esplosioni e colate laviche che si sono succedute, il punto più alto si ferma appena sotto i 1.000 metri. Ma quello che più sconvolge è l’attuale mancanza di massa cubica del monte: tutti i Castelli Romani indugiano su quella che era la caldera del vulcano, ed è immensa, il vuoto di quella massa enorme di terra chiama come un urlo nella notte e la presenza di due laghi – Castel Gandolfo e Nemi – non fa altro che aumentarne lo spaventoso fascino; CastelliNotizie pubblica ora un articolo che è un po’ un riassunto non troppo tecnico di tutto quel che si sa o che si suppone sapere sull’argomento, e invito a leggerne i contenuti perché alla fine quel che risalta è la nostra stessa storia, intesa in senso italico e non solo, vista l’importanza che da sempre Roma assurge nell’ambito italiano e, lasciatemi dire, mondiale. Buona lettura.

blog 57

testi e fotografie dell'autore

Jam Writes

Where feelings meet metaphors and make questionable choices.

Hunza

Travel,Tourism, precious story "Now in hundreds of languages for you."

DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

Upside Down

Nadine Spaggiari Scrittura Creativa

maurizio landini

poesia e scrittura

Manuela Di Dalmazi Poetry

𝙇𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙞𝙩𝙖̀ 𝙫𝙞 𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙖̀ 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙞 (𝙂𝙫 8,32)

Tempera

Rivista moderna di argomenti trascorsi

Troglodita Tribe

Antispecismo e Liberazione Animale

Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

Francesca Pratelli

...e la scrittura

METATRON - Rivista di Letteratura del Fuori

Rivista di Letteratura del Fuori

Re-Born Project ITALIA

Spirit & Mind Re-coding

©STORIE SELVATICHE

C'ERA UNA VOLTA, UNA STORIA SELVATICA...

My Low Profile

Vôla bas e schîva i sas

Komplex

THE THEATER OF THE GAME23

Pomeriggi perduti

quasi un litblog di Michele Nigro

Architetture Minimali

Blog di Stefano Spataro

Myrela

Art, health, civilizations, photography, nature, books, recipes, etc.

A Cup Of History

Storia e Archeologia... nel tempo di un caffè!

Axa Lydia Vallotto

Un giorno dominerò la galassia. Nel frattempo scrivo.

LES FLEURS DU MAL BLOG

Benvenuti nell'Altrove

The Sage Page

Philosophy for today

Gabriele Romano

Personal Blog

Sobre Monstruos Reales y Humanos Invisibles

El rincón con mis relatos de ficción, humor y fantasía por Fer Alvarado

Gerarchia di un’Ombra

La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

A Journey to the Stars

Time to write a new Story

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

chandrasekhar

Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

The daily addict

The daily life of an addict in recovery

Tiny Life

mostly photos

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

Creative T-shirt design Mart

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora