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Archivio per StraniMondi

La didattica della fantascienza, il mio intervento a Stranimondi 2018 – Emanuele Manco


Sul sito di Emanuele Manco il suo intervento, in audio, al panel di StraniMondi sulla Didattica della fantascienza. Ascoltatelo, ne ha parecchie da dire sugli approcci che gli scrittori dovrebbero avere, anche e soprattutto con gli editor…

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Lovecraft è diventato virale a Stranimondi | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine ancora una suggestione proveniente da StraniMondi: Lovecraft e il suo essere diventato virale nei fumetti, nella musica, in altre opere letterarie, nei giochi di ruoli, praticamente ovunque.

Lovecraft è lentamente penetrato come una raggiera di tentacoli nell’immaginario del fantastico in tutto il mondo, trasformandosi in un elemento imprescindibile nell’inconscio collettivo ha dichiarato Luca Tarenzi, scrittore e traduttore di molte opere di genere fantastico. L’autore di Providence ha influenzato la produzione di narrativa, giochi di ruolo, fumetti, cinema, animazione e videogiochi; una produzione sconfinata, con risultati talvolta tendenti all’assurdo, così che la strada dall’abisso al cassonetto può risultare molto breve, sempre secondo il moderatore.

Tradurre il Trono di Spade a Stranimondi | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine un omaggio implicito a Sergio Altieri, avvenuto al recente StraniMondi, al panel delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin che, a lungo, è stato tradotto proprio da Sergio.

Alcune scelte di Altieri, secondo il nuovo traduttore Edoardo Rialti, hanno addirittura aggiunto qualità. Una su tutte è quella di chiamare Estranei i White Walkers, i signori del ghiaccio non-morti. Questa può essere velatamente anche una citazione lovecraftiana, che aggiunge mistero a una figura spaventosa. Seguendo la stessa ispirazione, per esempio, chiamò Dio Abissale il Drowned God, che a una traduzione letterale sarebbe stato Dio Affogato, decisamente meno incisivo. E ancora, Altieri era consapevole che il motto della famiglia Greyjoy Ciò che è morto non muoia mai è ispirato dal lovecraftiano: Anche la morte può morire. Persino il Kraken, simbolo dell’araldica Greyjoy, è un altro omaggio di Martin verso l’autore di Providence.

Stranimondi 2018, domani e domenica a Milano | Fantascienza.com


Nel weekend sarò a Milano, a StraniMondi. Ci vediamo ?

Fantascienza, fantasy, weird, horror, fantastico in ogni declinazione: se c’è qualcosa di strano, a Stranimondi ha la sua ragion d’essere. Due giorni densissimi con ben sessanta eventi concentrati nel week-end di fuoco del 6 e 7 ottobre, domani e dopodomani.

Chiuse le iscrizioni online lunedì scorso, molti si sono preoccupati di restare fuori: non c’è pericolo per il momento, è possibile venire e registrarsi direttamente sul posto. Le iscrizioni saranno chiuse proprio se l’affollamento dovesse rivelarsi eccessivo per la struttura e per la salute mentale dei partecipanti, ma è un’eventualità estrema. Preghiamo comunque di venire portando un corpo solo per persona: anche se ci saranno eventi contemporanei, non possiamo consentire l’accesso a cloni, copie sintetiche e androidi. Faremo un’eccezione per proiezioni astrali strettamente non corporee.

Nuove Eterotopie: la versione di Sterling | Holonomikon


Giovanni De Matteo continua a cavalcare l’onda, sul suo blog, dell’evento connettivista a StraniMondi: la presentazione dell’antologia Nuove Eterotopie; lo fa dettagliando l’intervento dal palco della manifestazione milanese di Bruce Sterling, ospite dell’opera con un romanzo breve inedito scritto apposta per i connettivisti.

Giovanni ricorda molte cose dette da Sterling che, per la mia conformazione cerebrale, erano già evaporati pochi secondi dopo essere stati enunciati; colgo altresì l’occasione per ringraziare pubblicamente Bruce, persona in grado di sorprendermi continuamente, carico com’è di una positività e di un acume, di una singolare forma di ironia, che è raro trovare in giro. Del resto, uomini così letterari e attenti al sociale, alle avanguardie nonché al futuro, così disposti a mettersi in gioco nell’analizzare il tessuto politico e storico di altre nazioni, ce ne sono davvero pochi: Sterling ha trovato il modo di sviscerare l’Italia del passato, del presente e del futuro con i racconti di Bruno Argento e il quadro che ne ha fatto è sorprendentemente vivido e reale. Per inciso, il suo scritto presente su Nuove Eterotopie è folgorante, intenso, fresco e connettivista, e se siete interessati all’acquisto dell’antologia, ecco dove è possibile farlo. Grazie e KeepTalking!

Sterling si è mostrato decisamente interessato alla nostra esperienza. Il connettivismo è innanzitutto un movimento che ha voluto darsi un programma, con una dichiarazione d’intenti che non è frequente nel panorama letterario, specie in quello di genere, per via delle critiche a cui si rischia di finire facilmente esposti. Il coraggio dei connettivisti è stata la scintilla che ha innescato la sua curiosità, avendo esteso personalmente il manifesto del cyberpunk ed essendosi poi occupato nel corso degli anni di altre iniziative analoghe in cui ha riversato gli insegnamenti delle avanguardie europee (last but not least, lo slipstream, ovvero la “fiction of strangeness“, con la sua definizione – “…questo è un tipo di scrittura che ti fa semplicemente sentire molto strano; come pure vivere nel XX secolo ti fa sentire strano, se sei una persona di una certà sensibilità” – che potrebbe essere anche letta come la descrizione della condizione media dei partecipanti a Stranimondi). Ma una caratteristica di cui Sterling si è detto ancora più ammirato è rappresentata dalla tenuta del movimento, dalla sua solidità, dalla sua longevità. Infatti, stando alla sua esperienza, Sterling non si sarebbe aspettato che un movimento del genere potesse durare così a lungo.

Mediamente i movimenti artistici e letterari sono destinati a esaurire la loro spinta propulsiva nel giro di sette anni, ma il connettivismo è ancora qua dal 2004 e si appresta a concludere il suo secondo giro di boa settennale (previsto per la fine del 2018). Non può essere un caso che un movimento resista così a lungo. I Movimenti vanno infatti tipicamente a estinguersi quando almeno uno dei loro esponenti raggiunge una celebrità tale da offuscare tutto il resto, oppure da spingere l’interessato a rescindere i legami con il suo background. Nel nostro caso, pur non potendoci dire del tutto estranei alla notorietà (diversi connettivisti si sono aggiudicati negli anni premi di rilevanza nazionale con le loro opere, non ultimo il Premio Urania, forse il più ambito di tutti), non possiamo negare che la celebrità non ha sfiorato nessun connettivista, almeno per il momento, quindi è presto per dire se riusciremmo a sopravvivere alle luci della ribalta, ma di certo abbiamo diversi elementi utili per valutare quello che gli anglofoni definiscono l’engagement dei nostri esponenti: nelle nostre iniziative si conferma sempre la sensibilità di anteporre l’interesse del collettivo a quello del singolo, e questo lascia ben sperare per il futuro.

Sterling si è anche detto ammirato dalla capacità dei connettivisti di sfruttare tutte le possibilità che i tempi in cui viviamo offrono a chi si occupa di letteratura. Ci ha lusingati molto la sua considerazione sulla nostra consapevolezza del mondo in cui viviamo: non è banale, con tutti i nostalgici ancora in circolazione, con i soloni e i depositari della verità ultima che si sentono in obbligo di pontificare sempre su tutto e tutti, ritenendo accessoria qualsiasi conoscenza del fenomeno su cui pretendono di esprimersi. Tutti avrebbero qualcosa da imparare dall’umiltà con cui Sterling si è avvicinato a una cosa a cui tutto sommato poteva benissimo rimanere indifferente. E poi è stato interessante notare la sua sorpresa di fronte allo spirito d’iniziativa dei connettivisti, che con una casa editrice di riferimento come la Kipple Officina Libraria riescono anche a gestire direttamente i mezzi di produzione del mercato editoriale, qualcosa che nel ben più vasto e strutturato mercato in lingua inglese sarebbe impensabile. Questa è una specificità tutta italiana e probabilmente si avvantaggia anch’essa delle dimensioni tutto sommato contenute del settore. Come si suol dire, di necessità virtù, ma il connettivismo si configura in effetti un po’, nel piccolo campo della fantascienza, come un’applicazione riuscita delle linee marxiste sulla gestione diretta dei mezzi di produzione (anche se questo ho evitato di farlo presente al buon vecchio Bruce, ma in effetti sarebbe stato interessante approfondire con lui anche l’esperienza controculturale della Nazione Oscura Caotica fondata e presieduta dal nostro Lukha B. Kremo).

Il Connettivismo a Stranimondi: Bruce Sterling presenta “Nuove eterotopie” – MarcusBroadBean


Il buon MarcusBroadBean ha fatto un ottimo reportage del panel sul Connettivismo che si è svolto a StraniMondi domenica scorsa, con Bruce Sterling, Giovanni De Matteo, Silvio Sosio e me dietro la scrivania a parlare a un nutrito gruppo di ascoltatori dell’antologia Nuove Eterotopie. Vi riporto un estratto, in particolare le parole di Sterling, e così ringrazio Marco per l’ottimo lavoro svolto:

Sono un semplice osservatore esterno in questo caso, ma da autore del manifesto del cyberpunk mi sono subito interessato al Connettivismo, proprio perché anche in questo caso eravamo di fronte a un manifesto comune. Ed è raro che scrittori facciano insieme una dichiarazione di intenti del genere, mentre credo sia importante avere questo tipo di situazioni tra appassionati di fantascienza (ha detto proprio fantascienza, in italiano ndr).

Si ha magari paura di essere criticati se metti troppo in vista le tue idee e intenzioni, la gente spesso reagisce negativamente a questi intenti, mentre invece andrebbe vista come una piattaforma comune in cui sviluppare idee.

Quello che mi piace di più è che il Connettivismo è perfettamente cosciente di vivere nel 21° secolo. Voglio dire, sappiamo perfettamente che un disco volante non atterrerà mai a Lucca. E sappiamo cosa è stata la fantascienza in Italia per sessanta anni. Ma dobbiamo anche ammettere che la natura dell’editoria è cambiata. Non siamo più in una cultura basata sulla carta, ma in una basata sulla rete.

Il sistema editoriale di lingua anglosassone, è così vasto che non penseresti mai di poter fare delle cose in prima persona. L’editoria degli Stati Uniti è gestita da compagnie ricchissime con cui non è possibile fare veramente qualcosa insieme.  Anche nel movimento cyberpunk avevamo un gruppo di autori che proponevano idee tramite newsletter e fanzine (durata solo tre anni), ma per esempio non avevamo una casa editrice di riferimento. E nell’antologia “Mirros Shades“, eravamo soltanto 11 autori mentre qua ne abbiamo ben 16.

Non dico che il movimento cyberpunk sia stato un fallimento, anzi, però è stato proprio diverso il modo con cui si poteva comunicare attraverso i media e la società. Ma era praticamente impossibile portare in profondità alcune idee (vuoi anche perché ormai era entrato nella cultura popolare). Con il Connettivismo invece, puoi fare esattamente questo. Portare avanti idee e progetti interessanti. Che poi è quello che sto cercando di fare anche io.

Stranimondi al cubo, i numeri di un successo | Fantascienza.com


StraniMondi, la manifestazione del Fantastico che si tiene in ottobre a Milano, è appena passata e a parte il sentirsi spossati e frastornati dalle tante persone, eventi e suggestioni che si sono succeduti, affiora ora un mood di estremo piacere, di sensazioni positive e costruttive, di riflessioni che generano a loro volta valanghe e masse critiche di considerazioni e nuovi teoremi, una crescita cognitiva che equivale a mesi soggettivi di solitarie elucubrazioni. Senza contare l’enorme fratellanza che si genera, una sorta di eggregore che lascia senza fiato, tanta la sua bellezza.

Per conto di Kipple e Connettivismo devo aggiungere che il bilancio è stellare: un panel per la presentazione di Nuove Eterotopie, l’antologia best of del Movimento che ha visto come padrino d’eccezione e magistrale autore Bruce Sterling, intervenuto a StraniMondi per compiere una larga circonvoluzione sul gruppo connettivo e sulle sue idee, raffrontandole con ciò che lui conosce bene del Cyberpunk; e poi il successivo panel di presentazione del Premio Kipple vinto da Franci Conforti, e del fresco Premio ShortKipple vinto da Giovanna Repetto, ha rappresentato un ennesimo alto momento della manifestazione. In ogni occasione della due giorni, comunque, le sale erano gremite e noi siamo stati ben felici di dire la nostra con tutta l’anima e sincerità che possediamo a una platea vasta, attenta, competente, bellissima, che magari si soffermava allo stand Kipple.

Vi lascio qui sotto alle note di Silvio Sosio, coorganizzatore dell’evento ed eccellente padrone di casa, amico, instancabile focal point, mente e gentilezza insieme a un’altra serie di considerazioni positive che lo riguardano; all’anno prossimo, quindi, e grazie per ogni cosa.

Stranimondi è un piccolo miracolo per questo settore che negli ultimi due decenni sembrava destinato a non riuscire più a raccogliere grandi numeri di persone. Non vorremmo apparire troppo autocelebrativi, attitudine che non è nelle nostre corde, ma davvero l’entusiasmo che ha infiammato la manifestazione è stato incredibile.

E la crescita, di edizione in edizione, è costante. Stranimondi 3 ha registrato un’affluenza di circa il 25% superiore a quella della seconda edizione, con 857 visitatori registrati, e un numero di visite sui due giorni stimabile, col massimo della prudenza e basandosi sui biglietti venduti per i due giorni e sulle persone fisse alla manifestazione, certamente superiore a quota 1200.

Anche il clima ha aiutato: perché se l’anno scorso ha piovuto entrambi i giorni, quest’anno il bel tempo ha incoraggiato molti a sfruttare il giardino della struttura, e questo fatto, unito all’allargamento con una sala ulteriore, ha permesso di evitare la calca eccessiva che era stata sperimentata nel 2016.

Eccellente la partecipazione ai programmi incontri e presentazioni, con le sale quasi sempre piene (con qualche eccezione dovuta all’inevitabile sovrapposizione con eventi molto attesi nell’altra sala).

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